Campo di Mare, bonificata l’area ex Zelio

CERVETERI – Grazie al lavoro portato avanti dall’Ufficio tecnico – Urbanistico del Comune di Cerveteri e dal dirigente architetto Marco Di Stefano, in sinergia con la Guardia di Finanza e la Capitaneria di Porto è stato restituito ai cittadini un tratto di litorale marino. 
L’attività portata avanti sulla spiaggia di Campo di Mare, ha portato alla demolizione e al ripristino dell’area dello stabilimento ex-Zelio sul quale pendeva un ordine di demolizione per abuso edilizio. Il gestore ha provveduto alla bonifica dell’intera zona recintata liberandola da tutto il materiale rimanente.
Un grande risultato anche perché quel tratto di litorale ricade all’interno dell’area protetta della Palude di Torre Flavia e dunque zona tutelata per la sua importanza dal punto di vista ambientale.
Già nel 2017, lo spazio di arenile dello stesso stabilimento, era diventata spiaggia libera, ripulita accuratamente e diventata punto di ritrovo per la postazione del Nucleo Subacqueo Onlus di Cerveteri, che durante l’intero periodo estivo ha garantito assistenza e sorveglianza ai bagnanti.
«Un’operazione portata avanti negli anni e che ha visto il coinvolgimento non solo del Comune ma anche di Polizia locale, Capitaneria di Porto e Guardia di Finanza – ha dichiarato Elena Gubetti, assessora alle Politiche ambientali – quella è un’area dall’inestimabile valore naturalistico, in quanto appartenente all’area protetta della Palude di Torre Flavia. Contiamo di poterla un giorno, il prima possibile, riconsegnare definitivamente ai cittadini».

 

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Montalto al primo salone dedicato alle aree naturalistiche italiane

MONTALTO – Buona la prima per gli operatori turistici di Montalto di Castro, che dal 23 al 25 novembre hanno partecipato a Torino a “Parchi da mare”: il primo salone dedicato alle aree naturalistiche italiane.  La fiera dedicata al turismo green ha visto migliaia di visitatori interessati a scoprire le bellezze dei parchi naturalistici e delle aree protette d’Italia; tra questi è stato presentato il parco naturalistico e archeologico di Vulci, perla del territorio di Montalto per le sue caratteristiche archeologiche e naturalistiche. Questi gli operatori turistici che hanno partecipato alla tre giorni torinese, in sinergia con il Comune di Montalto di Castro e la Fondazione Vulci: Cooperativa LeAli, Itaway e Hotel Residence Key Club, soddisfatti di aver fatto conoscere le magnifiche potenzialità del parco.
«Il connubio che nella denominazione del parco di Vulci trova la sua realizzazione – spiegano gli operatori del settore – rappresenta il giusto binario emotivo e motivazionale per veicolare concetti come biodiversità, sostenibilità ecologica e appartenenza alla madre terra. Sicuramente tutti i visitatori che si contano nell’ordine delle migliaia, hanno appassionatamente scoperto un luogo per loro sconosciuto che sicuramente ha aperto nuove possibilità di viaggio. Il target coperto dalla manifestazione spazia da individuali in cerca di nuove mete – aggiungono gli operatori turistici – ad addetti al settore turistico specialistico. In entrambi i casi la risposta ha portato a strutturare una proposta turistica completa e in grado di fornire risposte utili a tutti i target incontrati». «La partecipazione a questa importante fiera di settore da parte della fondazione Vulci – aggiunge l’assessore al turismo Silvia Nardi – si inserisce in un percorso di promozione del parco dal punto di vista naturalistico e sportivo. Per questo ringrazio anche gli imprenditori che hanno contribuito e partecipato all’iniziativa».

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Sequestrati i beni della famiglia Torlonia: ''congelati'' anche gli affreschi della Tomba di Francois

MONTALTO – Anche i famosi affreschi della Tomba François, scoperti nel 1857 nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, sono finiti sotto sequestro nell’ambito del maxi provvedimento a scopo conservativo disposto dai giudici all’immenso patrimonio della famiglia Torlonia. Beni di enorme valore, contesi tra i fratelli eredi – Carlo, Paola, Francesca e Giulio -, nell’ambito di una miliardaria lite seguita alla morte del principe Alessandro, nel 2017. Un’eredità principesca, che vale miliardi di euro, e che comprende opere d’arte inestimabili.  Il giudice Fulvio Vallillo, dell’VIII sezione del Tribunale civile di Roma, ha deciso nei giorni scorsi per i sigilli anche ai i 623 marmi (la più ricca raccolta privata al mondo di originali romani e greci), insieme a Palazzo Torlonia, in via della Conciliazione, a due passi dal Vaticano, la monumentale Villa Albani – dove sono custoditi proprio i preziosi affreschi della Tomba di Francois -, e Villa Delizia Carolina, a Castel Gandolfo.  

Il  testamento del principe Alessandro (risalente a novembre 2016), è stato impugnato nel 2017 da Carlo Torlonia, primogenito del principe, assistito dall’avvocato Adriana Boscagli, subito dopo la morte del padre. Carlo ha denunciato collezioni a rischio, in procinto di essere vendute all’estero o cedute Paul Getty Museum. Secondo la denuncia di Carlo i fratelli sarebbero stati in procinto di ‘’depauperare il patrimonio’’. Ma non solo. Tramite una rete di società, stavano cercando anche di ottenere fondi da utilizzare per un’operazione di ‘’ricapitalizzazione della Banca del Fucino’’, partecipata dalla famiglia.  

Secondo quanto riportato nel ricorso presentato da Carlo, i fratelli lo avrebbero allontanato  dal padre negli ultimi anni di vita del principe Alessandro, deceduto il 28 dicembre 2017. Carlo avrebbe scoperto, solo dopo la morte del padre, le carte della sua malattia; “conti correnti chiusi poco prima della morte; scatoloni chiusi e pronti per essere spediti altrove”; assemblee convocate a sua insaputa dai fratelli; e ‘’donazioni’’ – tra cui Palazzo Torlonia – effettuate dal padre agli altri figli dopo l’aggravarsi della malattia. Carlo avrebbe dichiarato nel ricorso anche che, all’epoca del testamento, ‘’non riusciva a raggiungere il padre nemmeno con comunicazioni telefoniche, che venivano filtrate dalla secondogenita o dalla segretaria, le quali “riferivano uno stato di salute ottimo”. “Solo casualmente – ha dichiarato Carlo Torlonia –  sono poi venuto a conoscenza dalla stampa che era stata costituita una “Fondazione Torlonia”, in cui né io né i miei figli avevano alcun ruolo, e che aveva assunto in comodato la gestione di tutte le collezioni di opere’’. Dagli atti, sarebbe anche emerso ‘’il tentativo di vendere all’estero opere statuarie’’. Nel corso delle operazioni di inventario,  secondo Carlo Torlonia, sarebbe emerso pure che la famosissima collezione di marmi sarebbe stata stata oggetto di una trattativa di vendita, con un accordo tra la Fondazione, il Paul Getty Museum e il Ministero che poi non si sarebbe più concretizzata.  Per tutto questo il principe avrebbe quindi chiesto «l’accertamento dell’asse ereditario», tenendo conto di tutte le proprietà «oggetto di donazione». Per il giudice, «posto che i beni, comprese le opere d’arte e le statue, sono di valore storico e irrisarcibile e che è stata offerta la prova di una vendita effettuata di beni storici, la concessione del sequestro giudiziario è elemento idoneo ad assicurare la conservazione integra del patrimonio, fino alla decisione di merito».

Tutto il patrimonio congelato e inutilizzabile, quindi, fino alla definizione della causa civile o, almeno, finché lo sterminato patrimonio verrà inventariato, catalogato e, soprattutto, stimato, per essere poi equamente diviso tra gli eredi. Nella prossima udienza, fissata per  il 5 dicembre, il giudice dovrà anche decidere se disporre o meno il sequestro conservativo di ‘’almeno un miliardo e 800 milioni di euro’’ e, in caso di conferma del provvedimento, nominerà i custodi giudiziari.

Intanto Montalto di Castro e la Tomba di Francois dovranno dire addio ai tanto attesi affreschi, tornati ‘’ a casa’’ solo per un breve periodo. La Tomba di Francois è considerata uno dei più importanti monumenti etruschi.  Nel 1863, a pochi anni dalla scoperta, gli affreschi furono distaccati, per iniziativa del Principe Torlonia e, dopo un primo intervento di restauro, furono conservati a Roma, sempre in proprietà privata, prima nel Museo Torlonia di Via della Lungara e in seguito trasferiti a Villa Albani, dove si trovano ancora oggi, accessibili solo agli studiosi. Nel 2017 il presidente della Fondazione Vulci e del Parco Naturalistico Archeologico di Vulci, Carmelo Messina,  lanciò un appello ai Torlonia affinché  concedessero la fruizione degli affreschi, ferma restando la titolarità dell’opera senza la quale, però, “la tomba appariva violata e incompleta’’. Per riportare l’opera nel suo contesto originale, la Fondazione Vulci si era dichiarata disposta a riconoscere ai Torlonia sia il valore economico del prestito, versando loro i proventi delle visite o delle mostre, sia il prestigio di tale prestito intestando loro un museo", ma dalla famiglia giunse il rifiuto a della disputa ereditaria sulla proprietà degli affreschi della Tomba François, tra i Torlonia agli Sforza Cesarini.

Così, in attesa di una parola definitiva sulla ingarbugliata vicenda di principi, il ciclo pittorico che narra le gesta di Mastarna, il condottiero etrusco divenuto sesto re di Roma con il nome di Servio Tullio, resta invisibile ai cittadini. E a quanto pare lo rimarrà a lungo.

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Parco di Vulci, tanti iscritti alla passeggiata a cavallo

MONTALTO DI CASTRO – Una giornata a cavallo all’insegna dell’aria aperta tra gli antichi sentieri degli Etruschi, quella che si è svolta domenica scorsa al parco naturalistico e archeologico di Vulci. 
Circa novanta amanti dell’equitazione, e numerosi turisti hanno partecipato al raduno a cavallo organizzato da Claudia Battisti, patrocinato dal Comune di Montalto di Castro e dalla Fondazione Vulci.
I partecipanti hanno soggiornato durante il weekend nel territorio, scoprendo gli angoli più suggestivi del parco di Vulci, dell’antica città, oltre ad attraversare le necropoli e il corso del fiume Fiora.
«Ringrazio per questa importante iniziativa la Fondazione Vulci e Claudia Battisti – dichiara l’assessore al Turismo Silvia Nardi – che ha accompagnato i turisti nella visita guidata a cavallo -. il turismo equestre è un segmento in costante crescita ed il nostro parco naturalistico e archeologico rappresenta la meta ideale per gli appassionati di questo settore».

Vista la numerosa partecipazione di domenica, altre iniziative come questa verranno riproposte in futuro da Claudia Battisti.

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Maltempo, grave la situazione alle Saline di  Tarquinia

TARQUINIA – Ore di intenso lavoro per i volontari della Protezione civile comunale e Aeopc impegnati giorni e notte sul territorio per affrontare le numerose emergenze che il maltempo ha provocato: dagli allagamenti agli smottamenti, sono gli ultimi, in ordine di tempo, i maggiori problemi affrontati dalle squadre di soccorso volontario dopo i numerosi alberi caduti a seguito delle forti raffiche di vento.

Il tour de force maggiore si è registrato tra giovedì notte e venerdì con una bomba d’acqua che abbattendosi in pochi minuti sul litorale ha richiesto diversi interventi. I volontari Aeopc di Tarquinia sono intervenuti lungo la strada ‘’Pidocchio’’ adiacente al ponte del fiume Marta, per la rimozione del fango. Costante inoltre il controllo fluviale dei principali fiumi e la relativa misurazione dei livelli fortunatamente rimasti sempre nei parametri.

Smottamenti si sono registrati sulla provinciale Roccaccia, dove i volontari Aeopc in contatto  con Polizia locale e la Sala operativa regionale, sono interventi con l’ausilio dei mezzi dell’Università Agraria di Tarquinia per la rimozione dei detriti e fango che hanno ostruito la strada. Giovedì notte i volontari in presidio notturno hanno affrontato le emergenze anche con l’ausilio  dei Carabinieri che hanno sorvegliato le zone più a rischio.

Interventi sono stati eseguiti anche al Lido, dove si sono allagate diverse strade, lungo la strada provinciale Tarquiniese  e a Marina Velca dove si sono registrati danni ingenti. Volontari al lavoro anche per l’allagamento del sottopassaggio ferroviario.

Gravemente compromessa inoltre la situazione alle Saline: «Il maltempo di questi giorni – affermano da ‘‘Tarquinia nel cuore’’ – ha colpito duramente molte zone d’Italia, ed anche nel nostro comune lascia dietro di sé una lunga conta dei danni. Oltre a quelli causati a strutture costiere, edifici ed aree pubbliche, ingenti anche i danni al nostro patrimonio naturalistico, con particolare riferimento alla spiaggia delle Saline: qui il mare ha portato via decine di metri di duna, arrivando a distruggere la recinzione della riserva in più punti. Interventi in programma ci sono: il problema è che non sappiamo quanto ci vorrà ad attuarli, e temiamo che le lungaggini tipiche di certi iter possano farli mettere in opera soltanto a seguito di ulteriori, importanti danni alla costa ed alla riserva. Abbiamo scritto all’assessore regionale Mauro Alessandri e al consigliere regionale Sergio Pirozzi, denunciando nuovamente la situazione e sollecitando anche un sopralluogo. Auspichiamo inoltre che possa essere coinvolta nel progetto di protezione anche l’Unitus, ripercorrendo quanto fatto col progetto europeo Life per pulire le vasche Saline portando la sabbia autoctona sulla spiaggia, evitando così il più possibile una eventuale messa in opera di sabbia di fiume. Continueremo ad insistere sul tema, ed invitiamo tutti a fare altrettanto: stiamo perdendo anno dopo anno pezzi di un patrimonio naturalistico di inestimabile valore».

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«Il turismo messo a dura prova dalle regole»

MONTALTO DI CASTRO – «Se la Regione Lazio vuol rilanciare il turismo e fare in modo che chi investe si senta più tutelato, deve riesaminare le proprie leggi e i propri regolamenti, al fine di sviluppare un'economia turistica (sia lavorativa che di fruizione) competitiva rispetto ad altre zone d'Italia o estere». Il sindaco di Montalto di Castro, Sergio Caci, torna a puntare i riflettori sulla direttiva Bolkestein e sull'impossibilità per i proprietari di chioschi, nonostante gli sforzi congiunti di amministrazione e Guardia Costiera, di mantenere montate queste strutture anche nel periodo invernale. 
«Quest’anno, a meno di ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della direttiva Bolkestein, spauracchio di tutti i concessionari di stabilimenti balneari, l’amministrazione comunale, insieme alla Guardia Costiera, si è attivata presso la Regione Lazio al fine di ottenere la disponibilità a tenere montati i chioschi temporanei realizzati sulla spiaggia e vincolati appunto allo smontaggio una volta terminata la stagione estiva. Mi riferisco – ha spiegato il Sindaco – alle numerose strutture in legno che ogni estate accolgono bagnanti locali e turisti, che offrono servizi essenziali regalando a tutti i frequentatori momenti di relax impagabili. Questi chioschi, gradevoli allo sguardo e molto ben inseriti nel contesto naturalistico delle spiagge di Montalto e Pescia, nella maggior parte dei casi sono gestiti familiarmente, creando un reddito che, paragonato all’immagine data al paese ed ai positivi commenti dei turisti, è più basso di quanto si possa immaginare. I chioschi in questione sono vincolati al Piano Territoriale Paesistico Regionale ed alla Legge Regionale nr.24 del 1998 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposte a vincolo paesistico) ovvero devono, come dicevo sopra, essere montati all’inizio della stagione estiva e smontati al suo termine. Un'attività – ha tenuto a sottolineare Caci – che ha dei costi e che, in quest'ultimo periodo di crisi economica, con una legge sulle concessioni in arrivo che rischia di far svanire i diritti sulle singole licenze, si sarebbe voluta evitare volentieri. Purtroppo – ha tuonato Caci – la politica in questo caso, ha fallito. Nonostante i nostri ripetuti reclami e solleciti, né la giunta né il consiglio regionale, che in questo caso sono gli unici ad avere il potere di cambiare le regole, sono riusciti a trovare una soluzione utile». Per il primo cittadino «queste norme andrebbero radicalmente riviste». Questa è l'unica soluzione per «rilanciare il turismo e fare in modo che chi investe si senta più tutelato». E a cambiare le regole del gioco deve essere, per Caci, proprio la Regione Lazio. E' la Pisana infatti che «deve riesaminare le proprie leggi e i propri regolamenti, al fine di sviluppare un'economia turistica competitiva rispetto ad altre zone d'Italia o estere». Un cambio di passo, dunque necessario che se non intrapreso, per il primo cittadino castrense, potrebbe causare solo danni all'economia locale: «Gravare di maggiori costi le attività – ha infatti detto – si traduce irrimediabilmente in chiusure definitive o innalzamento dei prezzi. Abbiamo ancora tanti anni di amministrazione avanti a noi, sia comunale che regionale ed è giunto il momento che, insieme, di ragioni a una riorganizzazione paesistica e turistica che non si compromettano a vicenda. Oggi purtroppo è così, pur con delle strutture che, durante l’inverno, non danno fastidio a nessuno». Il sindaco Caci, infine, coglie l'occasione per ringraziare comunque i consiglieri regionali «Enrico Panunzi, Stefano Parisi e Antonello Aurigemma che, insieme all’amministrazione comunale, hanno approfondito il tema e cercato una soluzione. Ringrazio anche la Federbalneari che si è spesa e si sta impegnando anche per affrontare il futuro delle concessioni balneari. Ringrazio infine i concessionari, soprattutto perché in questi ultimi anni, tra montaggi e smontaggi, ogni volta si sono privati di parte dei loro guadagni, senza mai venir meno al loro impegno».

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La Fondazione Vulci alla Fiera Cavalli di Verona

MONTALTO DI CASTRO – Fondazione Vulci sarà presente con uno spazio espositivo da venerdì 26 a domenica 28 ottobre presso "Fiera Cavalli" a Verona. Parteciperanno alla manifestazione numerose associazione equestri locali, tra le quali i Cavalieri di Vulci con il presidente Agostino Mariotti che si esibiranno nelle quattro giornate al padiglione associazione italiana allevatori. L’associazione Cavalieri Maremmani, con Alessio Filippo e Lorenzo Cavallaro di Pescia Romana, si esibiranno da giovedì a sabato al galà serale.

Inoltre come ogni anno l'azienda "Terre di Maremma" di Domenico Eleuteri esporrà i prodotti tipici locali.

«Stiamo sponsorizzando il parco di Vulci non solo sotto il profilo archeologico – dichiara l'assessore alla cultura Silvia Nardi – ma anche per quanto riguarda l'aspetto naturalistico dell'area. Considerata la forte attrattiva rappresentata dal turismo equestre e dai sentieri a cavallo presenti anche all'interno del parco, proprio su questo settore l'amministrazione sta lavorando con le associazioni locali per realizzare e mettere a sistema percorsi fruibili ai turisti – conclude l'assessore – che andranno ad arricchire l'offerta del territorio per la stazione estiva».

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«Saline, il finanziamento è per la spiaggia»

TARQUINIA – La riqualificazione delle Saline diventa terreno di ‘‘scontro’’. Protagonisti la Lega Tuscia e Tarquinia nel cuore. Dopo l’annuncio da parte di quest’ultima del possibile arrivo di un finanziamento di 2,3 milioni di euro da parte della Regione Lazio a intervenire  sull’argomento è stata propriola Lega Tuscia che, però, ‘‘sbaglia’’ l’oggetto del finanziamento  e tira in ballo il Borgo delle Saline. Nella sua nota, infatti la Lega Tuscia plaude alla riqualificazione del Borgo, «un importante sito naturalistico divenuto poi Oasi» con la «riqualificazione che prevedeva nel corso degli anni, anche, come poi avvenuto la ristrutturazione dell’edificio principale con la trasformazione in struttura ricettiva». Ed erroneamente Lega Tuscia plaude all’arrivo dei 2,3 milioni di euro in arrivo dalla Pisana che, serviranno, per loro, «a completare un’opera che da anni poteva operare,invece, dopo un sopralluogo,  abbiamo trovato uno stato di abbandono pressoché totale, troppi anni sono trascorsi dal completamento quasi totale, di quello che poteva essere un albergo, un ostello da permettere al turismo naturalistico naturalistico e non, di soggiornare in un contesto unico nella nostra Regione». E la Lega Tarquinia punta il dito contro la «burocrazia e l’indifferenza della politica» che «sino ad oggi di fatto mandano in malora soldi spesi e questo non può essere tollerabile». E per quanto Lega Tuscia plaude al finanziamento in dirittura d’arrivo, da Tarquinia nel cuore rivendicano i fondi prossimi ad essere stanziati dalla Pisana ma tengono a precisare come questi non saranno destinati al Borgo delle Saline, tanto caro alla Lega Tuscia, bensì alle «parti colpite dall’erosione, dunquela spiaggia e le strutture costiere». «Se il signor Della Rocca – sottolinea il vice presidente dell’associazione Laura Liguori – nel suo comunicato, si riferiva alle ultime notizie espresse dai media, credo sia opportuno specificare che i fondi di cui si é parlato non riguardano l’ecoalbergo, che si trova all’interno del Borgo e dunque non é eroso dal mare. Sottolineo inoltre come l’incontro condotto dalla nostra associazione lo scorso martedì sia avvenuto con lo staff di Zingaretti ed Alessandri, e che non siano state fattedunque dichiarazioni diretteda parte di quest’ultimo.   Rimaniamo a disposizione di Della Rocca, del cui novello interesse per le Saline ci compiacciamo, per fornirgli maggiori specifiche sul tema, qualora desiderasse approfondire questa o qualunque altra questione inerente il compendio; confidiamo che sará lieto di sostenerci nelle battaglie che portiamo avanti, in gruppo o nella persona del Presidente, da ben oltre 10 anni. Anzi, cogliamo anche l’occasione per invitarlo pubblicamente alla conferenza sulle blue energy di questo venerdì: siamo certi che il suo interesse per lo sviluppo della costa ne rimarrá appagato».

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Paesaggi sensibili 2018: domenica passeggiata nella valle del Mignone

TARQUINIA – Un evento straordinario, in collaborazione con le altre associazioni e i comitati del territorio, impegnati nella difesa e nella valorizzazione della Valle del Mignone. È quanto ha organizzato la sezione Etruria di Tarquinia di Italia Nostra per la campagna ‘’Paesaggi sensibili’’ edizione 2018. Un evento sportivo e naturalistico previsto per domenica 21 ottobre con una “passeggiata nella valle del Mignone”. Con la campagna nazionale “Paesaggi sensibili”, Italia Nostra porta infatti gli italiani alla scoperta del patrimonio naturale, culturale e artistico che rischia di scomparire. Un appuntamento che culminerà alle 17 con la presentazione delle iniziative a difesa della valle del Mignone dal cosiddetto ‘’tracciato verde’’ per il completamento della trasversale Orte-Civitavecchia ss675.
La storia è quella della superstrada Orte-Civitavecchia che, nel suo tratto finale, dovrebbe essere localizzata, dall’Anas, nella Valle del fiume Mignone, sito protetto da rigidissimi vincoli naturalistici, di estrema fragilità idrogeologica e sede di un habitat introvabile altrove per ricchezza di fauna selvatica e flora di pregio.
Il tracciato verde per il completamento della SS 675 è stato approvato nonostante due pareri negativi della Commissione tecnica di Via, del Ministero dell’Ambiente, che ha definito l’opera “immitigabile”. La presidenza del Consiglio dei ministri ha scavalcato il ministero competente e ha deliberato a favore dell’opera.
“Una decisione solo politica – affermano dalla sezione Etruria –  che non tiene conto della tutela ambientale e che andrebbe a distruggere un’area protetta della rete Natura 2000”. All’appuntamento di domenica sono state invitate le associazioni ambientaliste firmatarie del ricorso al Tar del Lazio: Lipu, Wwf, Grig, Forum ambientalista e tutti i privati cittadini e aziende che vogliono salvare la valle. La partecipazione è libera e gratuita. Consigliate scarpe da trekking. Per partecipare si può prenotare indicando il numero di persone- telefonando o inviando un sms al 3389801847, oppure inviando un’email a etruria@italianostra.org.
Il programma prevede: alle 9 il raduno presso l’agriturismo ‘’Campodimarta’’, località Montericcio, mentre alle 9,30 circa, è prevista la partenza per la passeggiata nella Valle del Mignone, lunga circa 10 km, con passaggio sul ponte medioevale, visita alle mole del Mignone, con guado del fiume. Alle 13 è previsto l’arrivo e il pranzo presso b&b ‘’villa naumanni’’ (a base di prodotti locali). Il programma, per chi vuole prosegue alle 15, con ritorno verso agriturismo ‘’Campodimarta’’. Alle 17 presentazione delle iniziative a difesa della valle del Mignone dal cosiddetto ‘’tracciato verde’’ per il completamento della trasversale Orte-Civitavecchia ss675. 
 

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Allumiere: si assegnerà oggi il I Trofeo d'autunno per gli sbandieratori

ALLUMIERE – Prosegue ad Allumiere la Festa d’autunno promossa dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’Università Agraria e con la Pro Loco. Lungo via Roma ci sono le bancarelle con prodotti tipici locali e oggetti di artigianato. Dalle 12.30 è stato aperto lo stand enogastronomico dove si potranno degustare piatti tradizionali della cucina allumierasca con prodotti tipici e genuini locali. Alle 14.30 ci sarà in piazza Turati la grande Caccia al Tesoro per bambini a cura del GGP. Alle 16.30 in piazza si svolgerà il primo grande Trofeo d’autunno degli sbandieratori sotto le scale della chiesa: al termine del Corteo Sbandieratori di ogni Contrada e ognuno degli spettatori potrà esprimere la propria preferenza votando il gruppo di sbandieratori preferito. Alle 18 si svolgerà L’Angolo della poesia a cura dell’Associazione Poetica allumiere; alle 19 Show Cooking a cura dell’Agraria e della condotta Slow Food con i cuochi Paolo Cappelletti di Orsola e Claudio Appetecchi de La fontanaccia. Alle 19.30 ci sarà invece lo spettacolo della Compagnia teatrale “Mezz’ora in compagnia… teatrale Allumiere”. Dalle 19 si aprirà lo stand enogastronomico. Da rilevare che per tutto il giorno l’Agraria venderà i pacchi di carne biologica e la pasta da loro prodotta con la farina di grano Senatore Cappelli. Nell’area della festa sarà possibile per i bambini partecipare al Battesimo della sella in un area appositamente attrezzata in Piazza della Repubblica e visitare il Museo archeologico-naturalistico-mineralogico che per l’occasione rimarrà aperto con ingresso gratuito.

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