Sprar, arriva il bando

CIVITAVECCHIA – È stato pubblicato oggi sul sito della Città Metropolitana di Roma il bando di gara relativo alla gestione dei servizi di accoglienza, integrazione e tutela rivolti ai Raru ossia ai richiedenti asilo, rifugiati e umanitari, nell’ambito del progetto territoriale aderente al sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. In sintesi è arrivato il tanto commentato bando Sprar.

Il costo totale del progetto che vale per tre anni sarà di  oltre tre milioni di euro di cui 153'909,04 euro saranno messi dal comune di Civitavecchia sotto forma esclusiva di servizi.

La società o cooperativa che risponderà al bando dovrà farsi carico della gestione e accoglienza dei servizi avendo la disponibilità di 65 posti (questo il numero degli ospitati), a decorrere della data di aggiudicazione.

Le domande dovranno arrivare entro le 12 dell’undici settembre.  Il giorno dopo ci sarà invece l’apertura delle buste.

Nella scelta del progetto saranno fondamentali la descrizione della proposta progettuale e dei servizi garantiti, l’organizzazione del personale impiegato nella realizzazione del progetto, le attività di sensibilizzazione del territorio e le strutture di accoglienza. La società che vincerà il bando sarà del settore e avrà un fatturato passato importante, pari al doppio del valore della gara. Pena l’esclusione.

Nei pareri della commissione che aggiudicherà il bando, oltre all’offerta economica (risulterà vincitrice quella economicamente più vantaggiosa), sarà fondamentale la presenza di progetti di mediazione linguistico-culturale, l’insegnamento della lingua italiana, la formazione e riqualificazione professionale, l’inserimento sociale e anche scolastico per i minori.

Il bando lascerà sicuramente degli strascichi politici con la maggioranza di governo nazionale formata da Lega e Movimento Cinque Stelle che sembra intenzionata a ridimensionare questi interventi. A livello cittadino, invece, lo Sprar ha già realizzato un solco tra Lega,  che si oppone al progetto, e Movimento Cinque Stelle, oggi alla guida della città e promotore dello stesso.

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DELIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 24 luglio 2018

Proroga dello stato di emergenza in conseguenza dell'aggravamento del
vasto movimento franoso nel territorio del Comune di Stigliano in
Provincia di Matera. (18A05254)

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Il consigliere M5s Barillari contro i vaccini. I Cinque Stelle prendono le distanze: «Ci dissociamo»

Il consigliere regionale del Movimento in Lazio: «La politica viene prima della scienza. Troppi medici legati a filo doppio con le multinazionali». Ma il Movimento lo scarica

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Vaccini: scoppia la polemica nel M5S

ROMA – Scoppia la polemica sul tema vaccini all’interno del Movimento Cinque Stelle laziale. Ad innescarla un post del consigliere regionale, collega di Devid Porrello, Stefano Barillari. Nel post Barillari teorizzava la supremazia della politica sulla scienza, giustificando così il dubbio sulla validità dei vaccini.

“Allora ve lo dico chiaramente – dice Barillari -. La politica viene prima della scienza. I politici devono ascoltare la scienza, collaborare, non farsi ordinare dalla scienza cosa è giusto e cosa è sbagliato, accettando le parole della scienza mainstream come dogmi religiosi. Perché la scienza DEVE ESSERE DEMOCRATICA, e quindi deve ascoltare tutti… compresi ricercatori e scienziati, che con dati alla mano, contestano il dogma ufficiale”.

Sul tema naturalmente sono intervenuti politici di ogni schieramento e lo stesso post è stato commentato e criticato da centinaia di migliaia di persone.

Alla fine è arrivato il distinguo del Movimento Cinque Stelle regionale sul tema: “Il Movimento 5 Stelle prende totalmente le distanze dalle dichiarazioni del consigliere regionale del Lazio Davide Barillari – ha scritto il Movimento in un comunicato stampa. – La linea del Movimento sui vaccini è quella messa nero su bianco nel contratto di governo votato dagli iscritti e portata avanti dal ministro della Salute Giulia Grillo”.

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Ladispoli, nuove adesioni per il Comitato No Piazza Almirante

LADISPOLI – Cresce il Comitato No piazza Almirante. Dopo il Movimento 5 Stelle ad annunciare l'ingresso all'interno del comitato sono anche il Pd, Movimento civico Ladispoli Città, Si può fare, Onda popolare, PCI, PRC, Art.1, Possibile, Liberi e Uguali e Progetto per la legalità. "Come forze politiche- spiegano – abbiamo aderito con convinzione, sin dal primo incontro, al Comitato NO piazza Almirante a Ladispoli. La nostra città ha bisogno di un’amministrazione capace di risolvere problemi reali: lo stato delle strade e della manutenzione, le scarse risorse su settori strategici come il sociale, il diritto allo studio, la cultura. Non accettiamo di essere ostaggio di mere dinamiche d’equilibrio interne alla maggioranza che, ingessata nell’azione di governo, devia l’attenzione sulla toponomastica. E lo fa con la scelta – tra l’altro sbagliata nel l’iter burocratico – di intitolare una piazza a Giorgio Almirante, già redattore di articoli (“Il manifesto della razza”) che esaltavano il razzismo, mai rettificati o rinnegati. Non accettiamo che la politica si trasformi in atti di forza ed arroganza, lontani dai bisogni delle persone. Ladispoli è stata è e continuerà ad essere una città accogliente: un principio da sostenere fuori e dentro le sedi istituzionali".

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Il Movimento 5 Stelle di Ladispoli aderisce al Comitato No Piazza Almirante

LADISPOLI – C'è anche il Movimento 5 Stelle tra quanti hanno deciso di aderire al Comitato per dire no a Piazza Almirante. “Il Movimento 5 Stelle di Ladispoli è formato da persone di diverso orientamento ideologico e politico, con idee che provengono dalla sinistra quanto dalla destra, ma con un denominatore comune, che è quello di voltare pagina e ritornare ad una politica al servizio della persona e della comunità – ha detto il capogruppo del Movimento in consiglio comunale  Antonio Pizzuti Piccoli –  in questo contesto non possiamo accettare che si dedichi una piazza ad un personaggio comunque simbolo delle ideologie fasciste e razziste del passato. Che non ha mai rinnegato la sua adesione alle leggi razziali che portarono a morte migliaia di italiani nei lager nazisti e mai ha avuto una riflessione critica sull’esperienza fascista che condusse alla morte milioni di connazionali”.

"La nostra città – ha proseguito – è sempre stata esempio di accoglienza verso tutte le culture, lo dimostra la presenza di famiglie provenienti da tutte le regioni italiane e da tante nazioni estere. L’amministrazione Grando, mediocre esempio di quel che resta della Destra italiana dopo le devastazioni culturali e morali del ventennio berlusconiano e che ormai si riconosce solo nel saluto romano ed in uno squalificante razzismo, sta cercando di minare questa qualità della città. Noi siamo contrari a questa deriva e affermiamo che nella nostra Ladispoli non deve trovarsi spazio dedicato  alla memoria ci chi dovrebbe essere ricordato solo per essere stato tra i responsabili, di terzo piano, di milioni di morti".

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Ladispoli, ancora polemiche su piazza Almirante

LADISPOLI – "Daremo vita ad un comitato per togliere le vie dedicate a tutti i comunisti nella zona artigianale di Ladispoli". Al momento sembra essere solo una provocazione quella lanciata dai social dal consigliere comunale di maggioranza di Fratelli d’Italia, Giovanni Ardita. Una polemica infinita insomma riguardo alla ormai celebre piazza Almirante di Ladispoli pronta a prendere a sorgere di fronte all’ex stadio Martini Marescotti e all’attuale piazza Grande, il progetto urbanistico finito più volte nel mirino di ambientalisti e soprattutto il Movimento Cinque Stelle. Ardita è scatenato: “se la sinistra continua a fare ostruzionismo, saremo obbligati a presentare una proposta per verificare nella commissione toponomastica se più o meno le vie dedicate al alcuni personaggi della sinistra locale o nazionale a Ladispoli se erano meritevoli di ricevere un’intitolazione di una via o di una piazza”, rilancia Giovanni Ardita.

Nettamente contro le posizioni di Ardita e company è il Comitato cittadino appena nato per dire “no” all’intitolazione a Giorgio Almirante, ex segretario del Msi.

“Siamo cittadine e cittadini liberi, associati, appartenenti a partiti politici ed istituzioni e abbiamo scelto di riunirci in un comitato per dire No a Piazza Almirante a Ladispoli. Nella vita si può scegliere di raccontare e vivere molte storie ma quella di piazza Almirante si sta rivelando decisamente una storia sbagliata. Almirante non si è mai pentito delle sue posizioni fasciste e sulle leggi razziali”, è un passaggio della nota del Comitato.

“La nostra comunità – sostiene il Comitato – ha avuto storicamente il dono dell’accoglienza. Sin dalle origini, quando famiglie intere si trasferirono dalle colline di Cerveteri così come da Pozzuoli, Mantova, Macerata, dalla Sicilia, dalla Sardegna ecc. sulla costa di Ladispoli. Lo stesso è avvenuto anche negli ultimi decenni, con il transito dei russi e dei cileni ad esempio e con l’arrivo di cittadini comunitari, immigrati e innumerevoli romani espulsi dalla Capitale a causa della crisi. Tutto ciò ci ha reso una comunità importante ed eterogenea, quasi una piccola metropoli. Ora ci troviamo di fronte a chi, attraverso continue provocazioni, sta cercando di snaturare l’essenza della nostra Ladispoli”.

 

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Ladispoli, ancora polemiche su piazza Almirante

LADISPOLI – "Daremo vita ad un comitato per togliere le vie dedicate a tutti i comunisti nella zona artigianale di Ladispoli". Al momento sembra essere solo una provocazione quella lanciata dai social dal consigliere comunale di maggioranza di Fratelli d’Italia, Giovanni Ardita. Una polemica infinita insomma riguardo alla ormai celebre piazza Almirante di Ladispoli pronta a prendere a sorgere di fronte all’ex stadio Martini Marescotti e all’attuale piazza Grande, il progetto urbanistico finito più volte nel mirino di ambientalisti e soprattutto il Movimento Cinque Stelle. Ardita è scatenato: “se la sinistra continua a fare ostruzionismo, saremo obbligati a presentare una proposta per verificare nella commissione toponomastica se più o meno le vie dedicate al alcuni personaggi della sinistra locale o nazionale a Ladispoli se erano meritevoli di ricevere un’intitolazione di una via o di una piazza”, rilancia Giovanni Ardita.

Nettamente contro le posizioni di Ardita e company è il Comitato cittadino appena nato per dire “no” all’intitolazione a Giorgio Almirante, ex segretario del Msi.

“Siamo cittadine e cittadini liberi, associati, appartenenti a partiti politici ed istituzioni e abbiamo scelto di riunirci in un comitato per dire No a Piazza Almirante a Ladispoli. Nella vita si può scegliere di raccontare e vivere molte storie ma quella di piazza Almirante si sta rivelando decisamente una storia sbagliata. Almirante non si è mai pentito delle sue posizioni fasciste e sulle leggi razziali”, è un passaggio della nota del Comitato.

“La nostra comunità – sostiene il Comitato – ha avuto storicamente il dono dell’accoglienza. Sin dalle origini, quando famiglie intere si trasferirono dalle colline di Cerveteri così come da Pozzuoli, Mantova, Macerata, dalla Sicilia, dalla Sardegna ecc. sulla costa di Ladispoli. Lo stesso è avvenuto anche negli ultimi decenni, con il transito dei russi e dei cileni ad esempio e con l’arrivo di cittadini comunitari, immigrati e innumerevoli romani espulsi dalla Capitale a causa della crisi. Tutto ciò ci ha reso una comunità importante ed eterogenea, quasi una piccola metropoli. Ora ci troviamo di fronte a chi, attraverso continue provocazioni, sta cercando di snaturare l’essenza della nostra Ladispoli”.

 

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Veronica Novelli chiude il Mondiale senior in ottava posizione

Si è chiusa da poche settimane il Mondiale dell’Italia senior femminile di hockey in line e per Civitavecchia era in pista Veronica Novelli. L’atleta della Cv Skating ha giocato regolarmente nella rotazione delle linee ed è andata a segno nel match contro la Finlandia, valido per la finale 7° posto, persa 5-4. Nonostante l’ottavo posto nella classifica generale il Mondiale di Veronica può definirsi molto positivo. «La nazionale – spiega Veronica Novelli – è la massima aspirazione per chi fa sport a livello agonistico, il Mondiale è l’apice dell’aspirazione per un’atleta. Non è un arrivo, ma un punto di partenza perché una volta entrati nel giro occorre rimanerci e rimanere vuol dire sacrificio e dare sempre il massimo. Il movimento femminile dell’hockey in line – continua il talento civitavecchiese – sta crescendo molto, il livello tecnico è eccellente e confrontarsi con atlete di livello mondiale arricchiscono la mia esperienza e fanno crescere anche il mio tasso tecnico. Essermi confrontata con nazioni avanti come preparazione, esperienza e tecnica mi ha entusiasmato, perché con l’impegno e la costanza degli allenamenti mi ha portato comunque a ben figurare. Ora pensiamo al prossimo Mondiale (Barcellona 2019, ndr) e con l’esperienza di Asiago vedrò di correggere errori e di prepararmi sempre al meglio in attesa di future chiamate. Ringrazio – conclude Novelli – la società Cv Skating per il supporto e l’opportunità e tutti i miei compagni per l’incitamento ad impegnarmi e crederci sempre».

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Pascucci a Salvini: «Sgombera Casapound»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Come sindaco di Cerveteri, come consigliere dell’Area Metropolitana e come coordinatore nazionale del Movimento Italia In Comune, Alessio Pascucci interviene con una missiva inviata al Ministro degli Interni Matteo Salvini, al Prefetto Basilone e alla sindaca Raggi. «Nella Capitale esiste  – scrive Pascucci – un elenco di immobili occupati stilato, con deliberazione n.50 del 26 aprile 2016 dal Prefetto Tronca. In tale deliberazione vengono individuati 16 immobili da sgomberare con assoluta priorità, fra i quali vi è anche il palazzo di Via Napoleone III n. 8,occupato dal 2003 dal movimento politico ‘Casapound’ che ha trasformato tale immobile pubblico nella sede ufficiale del partito. Come sindaco, io voglio essere tranquillo che il ministro dell’Interno intende far rispettare la legge ovunque questa venga infranta, senza andare a colpire qua e là. Per questo motivo ho inviato la lettera e mi aspetto una risposta forte e decisa come quelle date finora sui migranti o sui campi rom. Sono certo che Salvini farà rispettare la legge anche ai neofascisti di Casapound».  
«L’illegalità – continua Pascucci – non ha colore di pelle o nazionalità, esattamente come i bisogni delle persone. Se uno stabile è occupato illegalmente occorre verificare le condizioni di quelle persone, censirle e, laddove ne abbiano diritto, offrire loro delle soluzioni alloggiative alternative. Ci risulta però che in quell’immobile vivano anche amici e parenti dei leader di partito. E’ una cosa inaccettabile – prosegue  Pascucci -. E’ incredibile che in Italia un partito politico possa avere una sede abusiva in un palazzo illegalmente occupato dal 2003, fare attività politica, conferenze stampa e convegni e inneggiare al fascismo, cosa che dovrebbe essere considerato un reato, almeno finchè il ministro Fontana non farà cancellare la legge Mancino. Quella sede,  dista fra l’altro  pochi passi dal Viminale. Uno schiaffo in faccia alla tanto decantata legalità che per il momento a destra può non essere rispettata. Sarebbe un bel segnale di legalità se il ministro Salvini venisse a via Napoleone III, magari indossando le felpe con gli slogan di Casapound, e spiegasse a queste persone che quel palazzo è del demanio e non può essere occupato e trasformato in sede politica. Lo farà o proseguirà ad inseguire gli immigrati che arrivano sui barconi?». 
Dura, decisa e maschia la presa di posizione di Pascucci, che fa le prove generali di come affrontare il suo ruolo di coordinatore di Italia in comune, che fino ad oggi non si è distinto con posizioni eclatanti nei confronti di questa dubbia quanto infelice coalizione di governo. Sembra che il movimento, definito ormai da tutti il “partito dei sindaci”, abbia difficoltà ad uscire da quel ghetto dove si è autoconfinato, fatto di esaltazione  delle buone pratiche amministrative fatte dagli amministratori locali. Se è vero, come sarà vero, che il futuro terreno di contesa sarà la riaffermazione di basilari postulati politici offuscati dai gas velenosi fuoriusciti dalle pance della gente e  provocati da chi riesce a parlare solo con quelle creando un contagio epidemico, Italia in Comune dovrà attrezzarsi a fare da argine per non rimanere intossicato e stordito dalle esalazioni.

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