Vertenza banane: la palla torna a Di Majo

CIVITAVECCHIA – Una riunione fiume di oltre quattro ore, tecnica ed interlocutoria. Non poteva essere il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a trovare una soluzione alla vertenza legata allo scarico dei container nel porto di Civitavecchia, esplosa a luglio con l'ordinanza del presidente Francesco Maria di Majo che impone la movimentazione solo al terminal di Rtc. Ma la riunione è servita per fare un punto della situazione, ascoltare le istanze delle parti, Cfft e Rtc in particolare, con il Mit che alla fine ha invitato il numero uno di Molo Vespucci a trovare, a stretto giro, una soluzione idonea, traghettando anche i due soggetti alla firma di un accordo che si cerca ormai da mesi. 

È stata infatti sottolineata l'importanza di non perdere un traffico strategico come quello della Chiquita, con le sue 140mila tonnellate di merce movimentata annualmente. Un problema economico ed occupazionale, senza ombra di dubbio, ma anche di immagine per un porto strategico come quello di Civitavecchia. 

Intanto questa mattina la nave della Maersk, con il suo carico Chiquita, è attraccata alla banchina 25 sud, con le operazioni di ciclo nave affidate direttamente alla Cfft; questo l'impegno che si era preso giovedì sera il presidente Di Majo, mantenuto in via temporanea oggi. Ma a questo punto è necessaria una soluzione che non sia legata al solo approdo di oggi, perché il problema si ripresenterà, di fatto, settimanalmente. E questo è quello che auspicano anche Uiltrasporti e Filt Cgil che, nel frattempo, hanno sospeso lo sciopero di giovedì, senza ritirarlo.  

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Traffico Chiquita: i sindacati chiedono un impegno scritto

CIVITAVECCHIA – Si parlerà di traffico di banane, ma forse non soltanto di questo, domani pomeriggio al Ministero dei Trasporti dove sarebbe stato convocato soltanto il presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo per discutere della delicata vertenza che si protrae ormai da mesi, senza che sia stata trovata una soluzione definitiva. A quanto pare, però, il numero uno di Molo Vespucci vorrebbe che a partecipare ci fossero anche gli attori principali di questa vicenda, e quindi Rtc e Cfft che però, non essendo stati invitati direttamente dal Mit, starebbero valutando di presentarsi o meno alla riunione. Nel frattempo è previsto per martedì l’arrivo della nave della Maersk che dovrà scaricare le banane Chiquita a Civitavecchia, alla luce dell’impegno del presidente Di Majo, nonostante non sia stata trovato un accordo tra Rtc e Cfft. Un impegno però finora solo a parole, al quale infatti non ha fatto seguito alcun atto formale per la revoca o la sospensione degli effetti dell’ordinanza di luglio che impone la movimentazione dei container solo alla banchina 25. Nè tantomeno un decreto ad hoc o qualsiasi atto che consenta a Chiquita di attraccare altrove. Tanto che, ancora ad oggi, non è stata indicata ufficialmente la banchina di approdo: il verbale accosti della scorsa settimana indicava la 25 nord, ragione per la quale la nave era stata dirottata su Livorno. La cosa più probabile, in base proprio all’impegno del presidente, è l’accosto alla 25 sud, accanto ai magazzini refrigerati. Ma si attende appunto un qualcosa di scritto, così come hanno anche richiesto Filt Cgil e Uiltrasporti, per sospendere lo sciopero del 22 che sembra preoccupare molto anche lo stesso Ministero. 

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Vertenza banane: ultimo tentativo

CIVITAVECCHIA – Una riunione fiume per cercare di trovare una soluzione, in extremis, a quella che è ormai una vertenza che rischia di compromettere le sorti dello scalo, quella legata cioè al traffico agroalimentare. Perchè le 140mila tonnellate annue di frutta movimentate da Chiquita pesano, e non poco, sullo scalo, oltre che ovviamente sul futuro di Cfft, la società che gestisce il terminal frigo alla banchina 24.

La “conferenza dei servizi” convocata per ieri dal presidente Francesco Maria di Majo si è protratta fino a tarda serata. Molte le parti chiamate ad intervenire, anche se Ministero, Regione Lazio e sindaco Cozzolino hanno dato forfait, con il primo cittadino che ha inviato una lettera al presidente, stigmatizzando di fatto la convocazione, sia nei tempi, che nella sostanza. Una sorta di fotocopia del tavolo regionale di inizio agosto, ampliato però ad altre realtà.

Presenti, tra gli altri, ad esempio anche la Cpc e la Roma Cruise Terminal, che gestisce il terminal crociere ma che usufruisce anche di parte della banchina 25, quella per la movimentazione dei container gestita da Rtc dove, secondo l’ordinanza di Di Majo, dovrebbero sbarcare anche le banane. A quanto pare, nel corso della lunga seduta, la maggioranza dei presenti – tra cui ovviamente Cfft, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti ed Ugl, il Pincio con il consigliere Francesco Fortunato ed il membro del comitato di gestione Giuseppe Lotto – avrebbe chiesto una proroga dell’ordinanza almeno fino a giugno, quando il Tar del Lazio si pronuncerà nel merito della questione. Un modo, almeno per il momento, per non perdere il traffico di Chiquita.

Dopo aver ascoltato tutti gli interventi, il presidente Di Majo ha deciso di riunire soltanto i rappresentanti di Cfft e di Rtc per cercare di raggiungere un accordo in extremis che permetta di salvare il traffico. Cinque i punti attorno ai quali le parti hanno discusso per oltre due ore, per poi lasciarsi con l'impegno che, entro le 13 di oggi, verrà presa una decisione.

I tempi stringono. L’azienda, leader nel settore, entro questa mattina dovrà programmare gli accosti per la prossima settimana: e Civitavecchia ha già perso due navi dirottate a Livorno. (SEGUE)

DUBBI E PERPLESSITÀ – Alla scadenza della 13 non è arrivata alcuna comunicazione. A quanto pare, infatti, nonostante si fosse vicini ad una possibile intesa, per il bene soprattutto dello scalo, nella serata di ieri, questa mattina le cose sarebbero cambiate. Cfft e Rtc si sarebbero infatte allontanate dall'accordo, o comunque c'è stato bisogno di un tempo ulteriore per discutere i cinque punti portati al tavolo ristretto di ieri sera. (Agg. 15/11 ore 14.32)

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Di Majo: “Inaspettato lo spostamento della nave”

CIVITAVECCHIA – “E’ giunta inaspettata la notizia dello spostamento della nave Maersk (che avrebbe dovuto portare alcuni container destinati al magazzino della frutta) dal porto di Civitavecchia a quello di Livorno”. Il presidente Dell’Adsp Francesco Maria di Majo rompe il silenzio sulla questione e lo fa all’indomani dell’audizione in Regione, confermando la bontà della strada seguita finora nella delicata vicenda e sottolineando il fatto che non si sarebbe aspettato una decisione del genere. Questo nonostante le diverse lettere che Chiquita avrebbe inviato all’ente per annunciare che, nel caso in cui non fosse stato più possibile attraccare alla banchina 24 di Cfft, avrebbe cambiato porto.

“Era stato già autorizzato, mercoledì 7 novembre, l’attracco della nave presso la banchina 25. Il repentino “cambio di rotta” – ha aggiunto Di Majo – non è comunque dipeso, è opportuno precisarlo, da ragioni tecniche ma probabilmente da ragioni commerciali rispetto alle quali questa AdSP farà un approfondimento con gli operatori coinvolti, invitandoli, ancora una volta, a raggiungere un’intesa basata sul rispetto del principio di leale concorrenza e ciò al fine, come precisato nell’ordinanza 28/2018, di ottimizzare l’utilizzo dell’intera infrastruttura portuale facente parte dell’area commerciale del porto a beneficio di un corretto ed armonioso sviluppo delle attività commerciali nel porto di Civitavecchia”. E ha ripercorso poi cosa accadute nelle ultime settimane, a partire da quando il Tar del Lazio non ha accolto la richiesta di sospensiva della società Cfft contro l’ordinanza n.28 emessa dall’AdSP il 13 luglio “con la quale è stato precisato che l’imbarco e lo sbarco di contenitori da parte di navi che effettuano servizi regolari ovvero di linea dovrà avvenire (fino a quando non verrà realizzata una banchina nell’area di cui alla Darsena Energetica Grandi Masse) unicamente presso la banchina 25 del Porto di Civitavecchia, la cui area è destinata, da piano regolatore portuale – ha aggiunto – per le operazioni portuali relative alla movimentazione e stoccaggio di contenitori (e data in concessione ad un terminalista). La predetta ordinanza è stata adottata a valle di un parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici dello scorso marzo (pubblicato a maggio 2018) e di un parere consultivo di una Commissione Interistituzionale (composta da rappresentanti di tre AdSP, Autorità Marittima e Dogane) che ne ha declinato i contenuti in relazione al caso specifico della banchina 24, e dai quali è emerso, in particolare, che lo sbarco e l’ imbarco di container può avvenire su tale banchina purchè sia occasionale, mentre laddove dovesse avvenire in forma regolare (come il traffico settimanale che il vettore Maersk effettua per CFFT sulla banchina 24) dovrà essere svolto sulla banchina 25. Al fine di non pregiudicare un traffico così interessante ed in crescita come quello dei prodotti ortofrutticoli (che genera importanti ricadute occupazionali), questa AdSP – ha sottolineato il Presidente di Majo – ha ritenuto opportuno favorire un accordo tra il terminalista e l’operatore del magazzino della frutta. I due operatori – ha continuato il Presidente dell’AdSP – hanno, così, raggiunto delle intese preliminari volte a creare forme di collaborazione che sono state, poi, ufficialmente comunicate a questa AdSP il 3 ottobre u.s. A seguito di tali comunicazioni l’Ente ha presentato in Comitato di Gestione una delibera (poi approvata) di accordo sostitutivo con la quale è stato individuato un percorso amministrativo volto, in particolare, a consentire la concreta ed efficace attuazione di una sinergica e positiva collaborazione tra due importanti operatori del porto”.

Ancora ieri, infatti, c’è stato un gran via vai a Molo Vespucci, con rappresentanti di Cfft che sono stati all’interno dell’ente. Bocche cucite su quanto avvenuto e su quanto detto, ma a quanto pare il Presidente, dopo aver cercato più volte chiarimenti da Maersk – che però ha sempre dichiarato che non è lui l’interlocutore, non decidendo dove andare, ma è il cliente che decide tutto, rotta compresa – ha contattato i vertici di Chiquita, azienda leader nel settore. I bene informati parlano di un colloquio telefonico che non ha portato chiarimenti, tutt’altro. A quanto pare, ormai, il cliente – ed un cliente come Chiquita pesa per i traffici dello scalo – non si sente più tutelato. E siccome nel mercato “governa” la merce, per ora l’intenzione rimane quella di non attraccare più a Civitavecchia. 

 

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Vertenza Cfft-Rtc: settimana decisiva

CIVITAVECCHIA – Settimana decisiva per quello che è la vertenza Cfft-Rtc. Sullo scarico dei container, soprattutto per quanto riguarda il terminal agroalimentare, ci sono delle scadenze importanti che segneranno, di fatto, il futuro del settore. Martedì 30 ottobre, infatti, termina l’efficacia dell’ordinanza con la quale l’Adsp ha consentito, fino ad oggi, lo scarico dei container della frutta direttamente a Cfft, come richiesto dalla società e come richiesto soprattutto dai clienti. Clienti che già nei mesi scorsi avevano minacciato di lasciare il porto di Civitavecchia nel caso in cui non ci fossero più queste garanzie per la movimentazione della merce. È il caso di Chiquita che a quanto pare dovrebbe attraccare in settimana a Civitavecchia, ma il suo arrivo non è previsto negli accosti. Poi c’è l’udienza al Tar del Lazio, al quale si è appellata Cfft, con la discussione prevista per mercoledì. Nel frattempo sembra lontano l’accordo auspicato dai vertici di Molo Vespucci tra Cfft e Rtc: e questo metterebbe in discussione tutto.

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Ferri: ''Non rischiamo di diventare solo città di transito"

CIVITAVECCHIA – Prende spunto dalla sospensione del progetto sperimentale del treno per i crocieristi che sarebbe dovuto partire oggi il segretario del Pd Germano Ferri per sottolineare come, in questo senso, un tassello fondamentale per lo sviluppo turistico della città sia indubbiamente un collegamento ferroviario efficiente con Roma e Fiumicino, "connessione necessaria anche a decongestionare la linea ferroviaria Fl5 – ha spiegato – quotidianamente frequentata dai tanti pendolari del comprensorio che per motivi di studio o lavoro si trovano a dover condividere i vagoni ferroviari con i tanti croceristi che dal porto di Civitavecchia si accingono a raggiungere la capitale".

E ricorda come Civitavecchia, anche per il 2018, si è confermatail principale porto croceristico italiano, con milioni di turisti movimentati, "e tenuto presente che buona parte dei croceristi che prendono il treno lo fanno per raggiungere Roma e Fiumicino, come sottolineato dal Presidente dell’Adsp Francesco Di Majo, lo sviluppo del porto – ha aggiunto – deve prevedere anche un collegamento efficiente con le città poc'anzi citate. Ci fa ben sperare quindi il finanziamento di ben 195 milioni di euro da parte della Banca Europea degli investimenti, utile a livello locale a realizzare grandi opere infrastrutturali, tra cui miglioramenti nelle connessioni viabilistiche. Auspico però che tale credito non porti Civitavecchia a diventare ancor più zona di transito dato che sono convinto la nostra città debba beneficiare da una movimentazione di persone così importante, anche in virtù delle conseguenze come l'inquinamento che il porto ha verso la nostra città e soprattutto considerata la boccata d'ossigeno che tale flusso di persone può apportare alla difficile situazione occupazionale locale".

 

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Economia del mare: una svolta per il territorio

CIVITAVECCHIA – Civitavecchia deve puntare sempre più sui driver che rappresentano la sua vocazione, ciò non vuol dire perdere lo status di porto polifunzionale ma vuol dire fare scelte strategiche. Le crociere ed il Ro-Ro hanno un notevole impatto moltiplicativo sull’economia per cui sulle prime va rafforzato il ruolo di home port (porto di partenza e di rifornimento) e per i secondi andrebbe impiantato nel tempo un sistema rivolto sempre più anche a dare logistica alle auto. Per accogliere investimenti logistici è necessario dare progettare strumenti che favoriscano l’attrazione di investimenti: in questo senso i porti del Centro – Nord hanno la possibilità di istituire Zone Logistiche Semplificate. Il "porto del futuro" deve garantire al territorio: internazionalizzazione, logistica e sviluppo del turismo. Sono questi i 3 imperativi su cui Civitavecchia deve impostare la propria crescita e la Zls potrebbe contribuire a farne crescere alcuni.

Sono queste le conclusioni a cui si è giunti con il convegno convegno "Economia del mare – opportunità di sviluppo per il territorio laziale" organizzato da Intesa Sanpaolo in collaborazione con SRM (centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale e l'Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Civitavecchia. L'occasione per presentare anche la 5° edizione del Rapporto "Italian Maritime Economy” di SRM: strumento che ha messo in evidenza il grande ruolo che il sistema marittimo e portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta svolge per la crescita del territorio e ha sottolineato quali sono in prospettiva i nuovi driver da sviluppare per far sì che lo scalo sia sempre più protagonista con investimenti infrastrutturali e l’attrazione di investimenti imprenditoriali. (SEGUE)

I COMMENTI – “Lo studio realizzato da SRM è molto importante per il nostro Network ed è particolarmente determinante e appropriato per il porto di Civitavecchia – ha commentato il presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo – in quanto mette in evidenza le potenzialità di un porto considerato un punto chiave per lo sviluppo economico della nostra regione, dell’Italia e non solo. Il porto di Civitavecchia e i porti del Network, Fiumicino e Gaeta, sono stati riconosciuti, ultimamente, strategici anche a livello Europeo tanto che la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha approvato un finanziamento di 195 milioni di euro, il più grande finanziamento concesso dall’istituto di credito lussemburghese in favore di un’autorità di sistema portuale, mirato all'ampliamento del porto di Civitavecchia ed alla realizzazione del nuovo porto commerciale di Fiumicino. Nel primo scalo il progetto riguarderà la realizzazione di grandi opere infrastrutturali, tra cui in particolare il completamento delle opere relative alle darsene servizi e traghetti, e il prolungamento della diga foranea, nonché le relative connessioni viabilistiche. A Fiumicino, il progetto prevedrà, invece, la costruzione della nuova darsena pescherecci e della prima fase del nuovo porto commerciale a servizio di traghetti passeggeri, navi ro-ro, navi da crociera, grazie alla realizzazione di due nuovi frangiflutti e di un’importante opera di dragaggio dei fondali”. 
“Nel Lazio le imprese agganciate al sistema marittimo sono oltre 33mila e generano qualcosa come 7,5 miliardi di euro di valore aggiunto e 134mila posti di lavoro – ha sottolineato Pierluigi Monceri, direttore regionale Lazio, Sardegna e Sicilia Intesa Sanpaolo – Civitavecchia ha registrato nel 2017 la movimentazione di 17 milioni di tonnellate cargo e, con 2,2 milioni di passeggeri, è il primo scalo crocieristico d’Italia ed il secondo d’Europa. La cosiddetta economia del mare costituisce un asset di crescita e sviluppo sempre più strategico e la connessione tra tutti gli attori coinvolti deve essere sempre più forte. La geografia non basta e i competitor sono sempre più agguerriti: occorre consapevolezza del nostro ruolo e delle nostre potenzialità per non perdere le opportunità connesse a questo grande settore. Il Gruppo Intesa Sanpaolo sostiene il settore dei trasporti e della logistica convinto che imprese e infrastrutture di questo settore rappresentino un patrimonio dell’Italia e, nel caso specifico al centro dei lavori di oggi, di Civitavecchia e del Lazio”.
“Il Mediterraneo sta aumentando la sua centralità nell’ambito dei traffici marittimi mondiali, non a caso nell’ultimo ventennio il traffico container è aumentato del 500% – ha quindi aggiunto Alessandro Panaro, responsabile Area Maritime Economy SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno – nuovi fenomeni vanno affacciandosi nel Mare Nostrum come ad esempio i numerosi investimenti che la Cina sta realizzando nella logistica e nella portualità marittima, il gigantismo navale che va assumendo proporzioni sempre più preoccupanti per i nostri porti e un’aggressiva politica di attrazione di investimenti imprenditoriali messa in campo dai Paesi dell’area MENA (Middle East & North Africa) attraverso le Free Zones. Queste sfide necessitano di un sistema portuale sempre più innovativo, pronto a realizzare investimenti sempre più mirati alla crescita del territorio ed integrati con la logistica e a definire al più presto strategie che vadano in sinergia con le imprese; in questo senso le ZLS-Zone Logistiche Semplificate possono dare una forte mano a semplificare quelle procedure burocratiche che da sempre rappresentano il problema del nostro sistema portuale. Il sistema portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta con la sua grande vocazione Crocieristica e con una particolare vocazione rivolta al servizio del sistema produttivo deve essere in prima fila per consentire al Paese di non perdere le opportunità che il Mediterraneo sta mettendo in campo”. (Agg. 11/10 ore 13.37)

I NUMERI – La regione Lazio ha un sistema marittimo che vanta la presenza di oltre 33mila imprese (il 18% del Paese), genera 7,5 miliardi di euro di valore aggiunto (il 17% del Paese) e 134mila occupati (il 15,4% del Paese). Al 2017, il porto di Civitavecchia ha registrato circa 17 milioni di tonnellate cargo con una tenuta rispetto al 2016. L’import export marittimo del Lazio supera i 15 miliardi di euro. È significativa la quantità di rinfuse movimentata ma evidenziamo che a dare valore ai traffici commerciali di Civitavecchia è soprattutto il Ro-Ro (trasporto auto e veicoli gommati in generale) che sfiora i 5 milioni di tonnellate con un aumento del 3% sul 2016. Il Ro-Ro è un settore che consente al Paese di ridurre l’inquinamento e l’incidentalità (i tir viaggiano più sicuri sulle navi) e danno forza al nostro export di auto.Si tratta di un comparto ad alto valore aggiunto soprattutto se legato al trasporto delle auto-nuove.  Civitavecchia rappresenta il 5% del traffico nazionale. Il traffico Ro-Ro del porto è cresciuto del 23% negli ultimi 5 anni. Lo scorso anno nel porto di Civitavecchia il traffico di autovetture nuove è stato di 280mila unità, dato che conferma il trend positivo del 2016. Attraverso le Autostrade del Mare Civitavecchia è collegata con servizi regolari ai porti mediterranei di Barcellona, Tunisi, Olbia, Porto Torres, e con i porti Extra mediterranei di Halifax, Davisville, New York, Baltimore, Jacksonville, Houston, Tuxpan, Veracruz. Civitavecchia è il primo scalo crocieristico d’Italia con 2,2 milioni di passeggeri ed il secondo in Europa (dopo Barcellona) ed un punto di riferimento per il turismo. Esso è la «porta» di accesso alla Capitale. Quasi un quarto dei crocieristi italiani transita attraverso questo scalo. Problema del porto è rafforzare il ruolo di home port vale a dire porto di imbarco e non di mero transito. (Agg. 11/10 ore 14.29)

 

 

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Scarico del carbone: un accordo a tutela dell'occupazione

CIVITAVECCHIA – Uno sciopero annunciato e congelato nel segno di una pace sociale da mantenere nello scalo, un bando contestato con tanto di ricorso al Tar da parte della Minosse, la società creata ad hoc e che da dieci anni ormai svolge il servizio di scarico del carbone al molo della centrale di Torre Nord. E ancora un sit-in al Pincio ed un presidio a Molo Vespucci, diverse riunioni di un tavolo interassessorile in Regione, svolte anche con toni accesi e la lettera dell’Adsp che contestava diversi punti del bando. C’è questo dietro l’accordo trovato ieri sera tra la Filt Cgil e l’Enel nella sede dell’Autorità di sistema portuale. Un’intesa che, di fatto, va a consolidare le promesse che le parti si erano fatte venerdì scorso in Regione, alla presenza degli assessori Alessandri e Di Berardino, dei vertici dell’Authority e del sindaco. 

Un lavoro di squadra che ha rischiato più volte di arenarsi e di non avere un esito positivo. Ieri invece si è andati a mettere nero su bianco l’impegno – con Enel che proseguirà sulla strada del bando, come chiede oggi il libero mercato – a tutela della salvaguardia dei livelli occupazionali della città e della continuità lavorativa degli operatori interessati, rafforzando l’aspetto della clausola sociale presente nel bando. Si legge infatti, ad esempio, che ‘‘l’impresa partecipante si impegna a non trasferire suoi dipendenti già impiegati in attività proprie al solo fine di ottemperare alla clausola sociale. In particolare non potrà assumere nuovi lavoratori in sostituzione di quelli attualmente impiegati e trasferiti nel ciclo produttivo oggetto del bando con finalità elusive della presente clausola’’, e che ‘‘qualora per effetto di sinergie il candidato si impegni ad utilizzare per le attività oggetto di appalto personale proprio dipendente già impiegato a tempo indeterminato a livello locale da almeno quattro anni’’.

«Abbiamo raggiunto un importante accordo – hanno commentato a caldo Alessandro Borgioni ed Angelo Manicone della Filt Cgil – chiudendo finalmente questa partita con una soluzione che va a garantire i lavoratori tutti, e quindi quelli della società Minosse ma anche quelli della Compagnia portuale». Tanto che è stato chiarito come sia previsto l’utilizzo esclusivo del concessionario ex art.17 per le operazioni di pulizia stive e di movimentazione carbone in stiva con pale meccaniche, secondo i termini e le condizioni economiche di cui alle disposizioni rese pubbliche dall’Adsp. «L’intesa – hanno commentato gli assessori Di Berardino e Alessandri – definisce nel dettaglio alcuni aspetti della gara in questione, nella direzione di una maggiore garanzia per i lavoratori precedentemente impiegati nell’appalto: i requisiti soggettivi delle aziende richiesti per partecipare alla gara indetta da Enel nonché le modalità di applicazione della clausola sociale. L’obiettivo è tutelare i posti di lavoro e i diritti dei lavoratori che da anni operano al porto di Civitavecchia». Rimangono i dubbi della società Minosse che, nei mesi scorsi, aveva presentato un ricorso al Tar proprio sul bando. 

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Vertenza Cfft, Rampelli scrive al Ministro

CIVITAVECCHIA – La vertenza relativa alla movimentazione dei container e, più in generale, la gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale arrivano all’attenzione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. È stato infatti il parlamentare di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Camera Fabio Rampelli a presentare un’interrogazione a risposta scritta per chiedere “quali urgenti iniziative di competenza intenda attuare per garantire che la Cfft, azienda leader nel settore, possa proseguire il proprio lavoro, e se non ritenga opportuno attuare ogni utile iniziativa in grado di assicurare un piano regolatore portuale adeguato e aggiornato sulla base dello sviluppo portuale attuale e delle attività in essere sul territorio portuale”. L’onorevole Rampelli fa sue le preoccupazioni seguite all’ordinanza del presidente Di Majo che vieta di fatto lo scarico dei container di frutta direttamente alla banchina 24, quella agroalimentare, imponendo la movimentazione alla 25, quella container, gestita da Rtc. “L’applicazione dell’ordinanza – si legge nel testo dell’interrogazione – avrebbe effetti devastanti sul porto di Civitavecchia, distruggendone l’economia e colpendo duramente le imprese che, fino ad oggi, hanno investito e garantito occupazione (le vertenze Royal Bus, Port Mobility e Cfft costituiscono la prova più lampante, unitamente alla gestione del contenzioso con Total Erg, relativamente alle tariffe per lo scarico e movimentazione di idrocarburi nel porto di Civitavecchia, che espone l’Adsp di Civitavecchia al rischio di dissesto finanziario). In tal modo si arrecherebbe un grave danno ad una attività condotta fino ad oggi con grande professionalità e con investimenti milionari, a solo beneficio della Rtc, società concessionaria della banchina 25, che fino ad oggi ha disatteso gli impegni alla base della concessione ottenuta”. E Rampelli ricorda i numeri di Cfft, che nel 2017 ha movimentato oltre 200mila tonnellate di frutta, operando “negli interessi del porto di Civitavecchia, affinché abbia pieno sviluppo e per favorire, con le proprie attività – ha aggiunto – sia l’occupazione locale, che l’intero indotto dell’economia portuale da essa attivato. Ad oggi, Cfft è la realtà aziendale con maggior sviluppo occupazionale del porto, attirando il maggior numero di traffici commerciali ed investendo negli anni il maggior numero di capitali sul territorio, risultando essere – conclude l’interrogazione – una primaria risorsa economica per la collettività”. E mentre sul tema portuale si attende anche la risposta dello stesso ministro Toninelli all’interrogazione presentata lo scorso aprile dal senatore di Forza Italia Gaetano Quagliariello, che aveva preso spunto dal contenzioso milionario tra Molo Vespucci e Total Erg, criticando aspramente l’operato del presidente Di Majo, per quanto riguarda la vertenza Cfft si continua a lavorare a Molo Vespucci.

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