Disabili, verso le pari opportunità

SANTA MARINELLA – La lista civica ‘‘Il Paese che Vorrei’’, da anni si batte per difendere i diritti dei disabili ed ha più volte invitato le amministrazioni che nel tempo si sono succedute alla guida della città a approvare una delibera per l’abbattimento delle barriere architettoniche. 
Il movimento politico, auspica che la delibera sull’accessibilità dei negozi voluta dal delegato comunale Poleggi, rappresenti un primo passo verso le pari opportunità e l’uguaglianza dei cittadini e che si realizzi finalmente quanto approvato nel 2013. «Santa Marinella è un monumento alle barriere architettoniche – spiegano i responsabili del Paese che Vorrei – le sedi comunali, la stazione, le spiagge, gran parte dei marciapiedi, gli attraversamenti, hanno una caratteristica comune, sono inaccessibili alle persone disabili ma anche agli anziani, ai genitori con passeggini, a chiunque abbia difficoltà. Di conseguenza, le pari opportunità, l’uguaglianza, la libertà di circolazione e l’autonomia restano, per molti, diritti inaccessibili e quotidianamente calpestati. Per rispondere a questa situazione di inciviltà, nel 2013 abbiamo promosso e condiviso con gli altri gruppi politici, una mozione che impegnava Sindaco e Giunta a redigere i piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche. L’atto approvato, si riproponeva di affrontare la materia in maniera organica, individuando gli strumenti che avrebbero reso possibile aggredire il problema e risolverlo». 
La proposta prevedeva una mappatura del territorio, l’individuazione di una scala di priorità degli interventi, una programmazione temporale e finanziaria delle opere. Grazie poi a una costante azione di pressione e di sensibilizzazione, si riuscì anche a far stanziare duecentomila euro nel piano triennale delle opere pubbliche, che avrebbero aperto la porta a un contributo regionale di ottocento mila euro per dare risposta all’annoso problema. 
«Dopo cinque anni di colpevole silenzio da parte del Sindaco Bacheca – continuano i responsabili della lista civica – si sperava che la nuova amministrazione recuperasse la mozione e la rendesse finalmente operativa. Invece, con il dissesto finanziario, si sacrificano le speranze e i diritti delle persone con disabilità. Uno spiraglio è arrivato però con la proposta del delegato Alessandro Poleggi, che mira a rendere accessibili le attività commerciali del nostro Comune. Sembrerebbe poca cosa se confrontata con la proposta del 2013, ma costituisce comunque un punto di partenza. Accogliamo positivamente la deliberazione presentata dal Sindaco ricordando, però che, se è giusto garantire il diritto allo shopping, altri diritti ben più importanti per le persone con disabilità, dovrebbero avere la priorità. Riteniamo indispensabile rendere accessibili le sedi comunali e gli edifici pubblici e ad utilizzo pubblico quali stazioni, banche, posta, spiagge, mezzi pubblici e fermate”. “Auspichiamo – concludono dalla lista civica ‘‘Il Paese che Vorrei’’ – che lo spirito di collaborazione da noi dimostrato venga compreso dalla nuova Amministrazione e che questa si impegni, sin da subito, a realizzare le piccole opere a costo zero che renderebbero le sedi pubbliche accessibili ed eserciti una doverosa pressione sulle Ferrovie dello Stato affinché realizzino le dovute modifiche alla stazione ferroviaria”.

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Tre pini da abbattere

SANTA MARINELLA – L’amministrazione comunale dispone l’ordinanza di abbattimento dei pini situati a Piazza Trieste. Una richiesta che era arrivata nei giorni scorsi anche da diverse forze politiche cittadine che ravvisavano la pericolosità degli alberi ad alto fusto situati nella zona storica della città. “Come abbiamo comunicato qualche tempo fa – spiega il sindaco Pietro Tidei – un pool di esperti costituito dai tecnici comunali, l’agronomo della Multiservizi ed altri professionisti, ha effettuato diversi sopralluoghi in piazza Trieste per verificare lo stato di pericolosità degli alberi. Alcuni eventi metereologici di eccezionale intensità, che si sono verificati nelle scorse settimane, hanno di fatto compromesso la stabilità di tre pini che l’amministrazione comunale ha deciso di abbattere con una ordinanza di oggi, tramite l’intervento della Santa Marinella Servizi. La prevenzione è fondamentale per evitare, ove possibile, eventi disastrosi come quelli accaduti a Terracina. Già da tempo abbiamo effettuato diversi passaggi con ditte specializzate per pulire e mettere in sicurezza quasi tutti i fossi cittadini, proseguendo con un capillare monitoraggio e controllo su tutto il territorio comunale, per prevenire situazioni di criticità, considerando l’arrivo della stagione invernale». «Fondamentale – conclude il sindaco – l’opera svolta dalle associazioni di volontariato, della Protezione Civile e dei nostri delegati comunali, ai quali rivolgo un ringraziamento speciale per la costante collaborazion». E proprio per quel che riguarda l’impegno dei volontari, il delegato competente Andrea Amanati, spende due parole per coloro che, ogni giorno, mettono a disposizione il loro tempo per risolvere i problemi della città. «Tanti si chiedono – dice il delegato al volontariato – ma come fate, ogni giorno, a dedicarvi a duemila cose, scontrarsi ogni volta con mille problemi, cercare di superare le tante difficoltà, correre a destra e sinistra, tante iniziative promosse, i tanti interventi già fatti, e soprattutto con le pessime condizioni economiche in cui versa il Comune di Santa Marinella. In verità, non ci sono né bacchette magiche, né altre cose nascoste, la realtà è che abbiamo molte persone, delegate che, ogni giorno, spendono il loro tempo prezioso al solo scopo di ridare alla nostra città la dignità persa, con tanto impegno, serietà e costanza, senza mai tirarsi indietro. Purtroppo a volte restano nel buio, e sta a noi renderli visibili perché tutti sappiano quanto si impegnano a titolo completamente gratuito, togliendo tempo per i propri impegni, per le loro famiglie. Loro ci sono sempre, in ogni occasione e senza di loro noi, come amministrazione comunale, non potremmo andare avanti facilmente. Io a queste persone gli farei un monumento, grazie per tutto ciò che fate per questa città a Daniele Fresilli, Stefano Campo, Emanuele Frezza, Leandro Tiberti, Ambra Campo, Aldo Campana, Alessia Campo, Andrea Verticelli, Mauro Guredda, Antonio Sgro, Giovanni D’amico e tutti gli altri delegati”.

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''L’unica guerra vinta è quella non combattuta''

di TONI MORETTI

CERVETERI – Domenica IV novembre, alle 11 era l’appuntamento al Parco delle Rimembranze per l’accurata cerimonia organizzata per la celebrazione del centenario della fine della Grande Guerra e la commemorazione di tutti i caduti di quella immane tragedia. Era prevista la presenza delle autorità militari, civili e religiose lì di fronte al monumento dei caduti e la partecipazione del complesso bandistico caerite, ma il tempo è stato inclemente. Una pioggia insistente e ha costretto tutti ad approfittare della cattedrale S. Maria Maggiore, in piazza Santa Maria, in verità non molto distante dal monumento, ed onorare lì, a margine della s. messa, quei caduti che hanno dato il loro contributo di sangue e di sacrifici  di cui moltissimi Cervetrani.
Incisivo e di grande valenza politica. È stato il discorso  del sindaco Alessio Pascucci che esordisce ponendosi una domanda: «Come facciamo a costruire un mondo migliore se non sappiamo da dove veniamo? – e si risponde da solo affermando – oggi siamo qui per questo. Oggi celebriamo la Giornata dell’Unità d’Italia, della Vittoria e delle Forze Armate. Ma c’è veramente Unità?»
A questo punto, il discorso si incentra  sulla Costituzione della quale è un estimatore ed un cultore, in quei punti in cui parla di diritti, di uguaglianza e di pace.  «L’articolo 3 della nostra Costituzione – dice Pascucci –  ci ricorda che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Sono settant’anni che è scritto così. Eppure tutti i giorni milioni di nostri concittadini devono affrontare una loro guerra personale. Le famiglie che con la crisi economica faticano ad arrivare a fine mese. Gli uomini e le donne che non si vedono riconosciuti gli stessi diritti nel poter scegliere chi amare e come farlo. Le donne che subiscono violenza, fisica, psicologica, verbale, che lavorano al pari degli uomini ma che non ricevono gli stessi compensi. I genitori con un figlio o una figlia con diverse abilità, che devono lottare quotidianamente perché ai loro bambini vengano riconosciuti dei diritti essenziali, come il poter andare a scuola, o poter accedere senza barriere agli uffici pubblici. I bambini e le bambine nate in Italia da genitori stranieri, che vanno a scuola con i nostri figli, che parlano i nostri dialetti, cantano l’inno italiano, apprezzano i piatti della nostra tradizione e ne conoscono gli usi, ma non possono sentirsi italiani. Quante guerre ci sono ancora aperte nel nostro territorio nazionale? Quante volte al giorno vediamo calpestati quei diritti scritti così bene nell’articolo 3?» E pare sconsolato quando dice: «Non ci può essere Unità in una Italia in cui le differenze sociali sono così marcate. Non c’è Unità, non ci può essere Unità, dove non c’è amore».
La seconda parte del suo discorso è incentrato invece sul significato da dare alla vittoria facendo una disamina con una statistica spietata sul numero totale dei morti che ha prodotto, (settecentocinquantamila),  dei mutilati, delle donne e dei bambini vittime della fame e quindi incalza con un’altra domanda: «Quale Vittoria possiamo festeggiare? Quella delle bare tornate a casa con una bandiera sopra? Quella delle madri che hanno perso un figlio? Delle mogli rimaste vedove? Dei bambini rimasti orfani? Come possiamo usare la parola vittoria? L’unica guerra vinta – afferma con forza –  è quella non combattuta. Non a caso la nostra Costituzione all’articolo 11 recita: ‘‘L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali’’. Eppure siamo ancora coinvolti. In tante operazioni di cosiddetta esportazione della democrazia, i nostri giovani, donne e uomini che servono con onore il nostro paese, sono ancora sul fronte – e rivolgendosi ai tanti militari presenti – E a loro, ai tanti militari qui presenti, in rappresentanza di tutti quelli che da sempre rischiano la vita nelle zone calde del mondo per proteggere la nostra libertà, a loro, al loro impegno, alla loro tenacia, al loro ardore, al loro coraggio, noi dobbiamo molto. E stamattina, in questo 4 novembre, sotto al monumento ai caduti vogliamo ringraziarli e omaggiarli perché non ci sia mai più una lapide in questa città, perché non ci sia mai più una lapide in nessuna città del mondo macchiata di sangue innocente. Perché questo marmo possa servire a costruire ponti, scuole, luoghi di accoglienza. E non muri. E chiude indicando chi anche in un contesto bellico riesce a fare un gesto d’amore: Salvo D’Acquisto un ragazzo come noi. Un uomo normale. Uno come i tanti contadini, i tanti operai, chiamati alle armi e mandati a combattere sul fronte senza conoscerne il motivo».
Un  discorso orientato e frutto del suo tempo, quello di Pascucci. Che onora i caduti delle guerre ma non festeggia la vittoria di una guerra perché non ci deve essere più motivo di farne una , se vincere vuol dire prevaricazione  e affermazioni di supremazie che non hanno più ragione di esistere. Questo è stato il significato vero di quella corona di alloro, che nonostante la pioggia scrosciante, domenica  è stata deposta al monumento dei caduti.

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''Le famiglie espongano un tricolore in onore ai caduti''

SANTA MARINELLA – «Apprendiamo dalla stampa che oggi ci sarà la cerimonia per la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. In realtà avremmo voluto leggere, da qualche parte, nella locandina, il ricordo del centenario della vittoria della prima guerra mondiale». Ad affermarlo è Roberta Felici coordinatore locale della Lega. «Non trovandone traccia – continua Felici – la cerimonia sa tanto di compitino e cela un non per niente velato imbarazzo, nel celebrare quella che per molti è una ricorrenza scomoda, calpestata dalla logica del politicamente corretto. Non dare risalto all’anniversario significa oscurare il valore degli oltre 650mila soldati il cui sacrificio ha permesso di mettere un tassello fondamentale per la storia della nostra Nazione. Una storia che abbiamo il dovere morale di ricordare e trasmettere alle nuove generazioni le quali devono conoscere il patriottismo che animò quelle battaglie. Invitiamo pertanto tutti i cittadini e le forze politiche che vorranno rendere omaggio al sacrificio dei nostri nonni e bisnonni a venire alle 11 al Monumento dei Caduti per ricordare, a cento anni di distanza, l’eroismo ed il coraggio di chi ha combattuto per l’onore della patria». Sulla questione interviene anche Fratelli D’Italia. «Noi scegliamo la coerenza – commenta Ilaria Fantozzi – non presentandoci alla cerimonia presenziata da un Sindaco che, la settimana prima, era nelle piazze cittadine offrendo solidarietà al sindaco di Riace e allo sprar, una linea politica in netto contrasto con una cerimonia che vede la vittoria dell’Italia e la fine della grande guerra contro l’invasore straniero. I caduti che hanno combattuto per la sovranità nazionale e l’indipendenza meritano rispetto. Invitiamo la cittadinanza ad esporre un tricolore nelle proprie abitazioni, come simbolo di onore ai caduti e per la salvaguardia delle libere istituzioni, sovrane in uno stato democratico, grazie a questi eroici soldati che ci hanno regalato la dignità di chiamarci italiani sotto un’unica bandiera».

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Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate

CIVITAVECCHIA – Civitavecchia festeggia la Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate. Appuntamento domani alle 11 presso piazza degli Eroi per le celebrazioni con l’alzabandiera e la deposizione di una corona al Monumento ai Caduti da parte del sindaco Antonio Cozzolino e del comandante del Centro di simulazione e validazione dell’Esercito, generale Roberto D’Alessandro. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Proprio per celebrare questa giornata nei giorni scorsi da Fratelli d’Italia e Gioventù nazionale Civitavecchia è arrivata la proposta di esporre un tricolore su ogni balcone a Civitavecchia. “Invitiamo tutti i nostri concittadini la ricorrenza esponendo dalle finestre e dai balconi delle nostre case un tricolore”, chiedono Ciro Battiloro, responsabile Gioventù nazionale Civitavecchia, e Paolo Iarlori, presidente del circolo FdI ‘Giorgio Almirante’’ e componente dell’assemblea nazionale.

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Cerimonia dei defunti: il Sindaco ricorda Genova e le vittime del maltempo

CIVITAVECCHIA – Cerimonia del 2 novembre nel segno delle vittime del maltempo e dei morti di Genova. È quella che si è svolta questa mattina al cimitero monumentale di via Tarquinia, alla presenza del sindaco Antonio Cozzolino e del comandante del Ce.Si.Va. Roberto D'Alessandro. Alla presenza delle autorità militari e civili locali e delle Associazioni combattentistiche e d’Arma sono state deposte corone sul cippo dedicato ai caduti della 1^ e 2^ guerra mondiale, sul monumento dedicato ai caduti nei bombardamenti della città di Civitavecchia del 14 maggio del 1943, con un omaggio floreale posto ai piedi della lapide agli ex internati. È stato il sindaco Cozzolino a ricordare le vittime di Genova, di Terracina e di tutti quei luoghi dove il maltempo ha ucciso persone. "In Italia si muore più di maltempo che di terrorismo – ha spiegato – tutti noi amministratori della cosa pubblica lo dobbiamo tenere bene a mente e fare il possibile affinché queste tragedie non si verifichino".

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Tumore al seno, anche Tarquinia si colora di rosa

TARQUINIA – Ancora una volta il mese di ottobre si veste di rosa, un colore che richiama la prevenzione e la cura al tumore del seno. Come da tradizione, con l’arrivo dell’autunno, in Italia ci si muove per sensibilizzare alla prevenzione dei tumori al seno e molte sono le associazioni dedite ad organizzare eventi e appuntamenti per coinvolgere un numero sempre maggiore di pubblico femminile, troppo spesso ignaro e superficiale nei confronti di una patologia che, se presa in tempo, può essere sicuramente curata.

Anche a Tarquinia, al fine di mantenere accesa l’attenzione dell’opinione pubblica sull’efficacia di una corretta prevenzione e di una precoce diagnosi per la curabilità del tumore al seno, l’ANDOS ha chiesto all’amministrazione comunale di illuminare di rosa un monumento o un edificio particolarmente rappresentativo; così, a partire dal primo ottobre, il mese dedicato alla prevenzione, la torre di Santa Maria in Castello è stata illuminata del colore simbolo della lotta contro questo tipo di cancro. 

Un gesto importante che si inserisce nella battaglia non soltanto medica ma anche e soprattutto culturale per sconfiggere il tumore al seno attraverso gli strumenti della prevenzione, dell’educazione in campo oncologico e della sensibilizzazione; una battaglia alla quale tutti, ciascuno per il proprio ruolo, possono dare un contributo fondamentale. Maggiore informazione vuol dire maggiore consapevolezza, e quindi meno timore. La paura non fa rispondere la gente alle chiamate di screening ma la paura oggi uccide più del cancro, che ha invece molte possibilità di guarigione.

Molte sono le donne che, grazie alle iniziative messe in campo in questo mese, riescono ad approcciarsi ad una realtà difficile e complicata che troppe volte spaventa ma che può essere risolta.

Proprio in occasione dell’Ottobre Rosa, anche questo anno la Regione Lazio si è fatta promotrice dell’offerta della mammografia di screening ampliata anche alle donne che non rientrano nei percorsi organizzati. Oltre ai centri di screening, ci sono 45 strutture sanitarie che hanno aderito all’iniziativa per effettuare mammografie di prevenzione. 

A Tarquinia tutti conoscono il ruolo ed il lavoro svolti dall’Associazione nazionale donne operate al seno – Onlus, nata con lo scopo di seguire le donne che hanno subito un intervento al seno e da sempre impegnata in progetti che integrino l’esperienza di chi vive o ha vissuto la malattia con le competenze di professionisti socio-sanitari ed il contributo di chiunque voglia sostenere questa causa. 

Per fare questo, l’Andos offre una serie di iniziative che si susseguono nel corso dell’anno quali gruppi di training autogeno, danzaterapia, linfodrenaggio ed attività ricreative che accompagnano l’attività di sportello di ascolto e sostegno presso la sede di via Tagete. “Sconfiggiamo le paure e proteggiamo il nostro seno – dichiarano le volontarie – La consapevolezza della malattia e la prevenzione sono le nostre armi. Usiamole. Il nostro è un invito alle donne a non avere paura e a sottoporsi periodicamente agli screening preventivi con serenità. Come recita il nostro motto, insieme non si è sole.”

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«Venga riqualificata la Tomba delle Volpelle»

SANTA MARINELLA- Ieri, i militanti di CasaPound Italia Santa Marinella, si sono recati ai giardini della sede comunale, al cui interno si trova la Tomba delle Volpelle, reperto etrusco del IV secolo avanti Cristo, esemplare unico arrivato fino ai giorni nostri, che versa in uno stato di completo abbandono. Ritrovata negli anni ’60, venne poi trasferita nei giardini della sede comunale. “La tomba delle Volpelle – dice Giuseppe Maddaloni, referente di CasaPound Italia Santa Marinella – da anni si trova sotto il tiro dei vandali, con il tetto distrutto e deturpata da scritte con spray, senza contare che viene utilizzata come cestino di rifiuti e deposito di bidoni di tinta, secchi e scope. Troviamo tutto ciò assurdo e ancora una volta CasaPound Italia si trova a dover denunciare la poca attenzione da parte dell'amministrazione per i monumenti storici della nostra città”. “A gran voce – conclude Maddaloni – chiediamo al primo cittadino di accogliere il nostro appello e programmare la riqualificazione del sito, la ristrutturazione del tetto e la rimozione delle scritte e domandiamo per la stessa area una cartellonistica didattica per illustrare e spiegare la provenienza e l'importanza di tale monumento”.

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Il Comune e la Frates di Pescia Romana ad Amatrice

MONTALTO DI CASTRO – Una giornata all’insegna della solidarietà quella trascorsa domenica dall’amministrazione comunale e da una delegazione della Fratres di Pescia Romana. Il presidente Oliviera Lombardi insieme al sindaco Sergio Caci, all’assessore Corona, alla delegata all’agricoltura Goddi, e un gruppo di volontari Fratres hanno incontrato i rappresentati delle Avis di Amatrice, Fara Sabina e Latina per offrire la loro vicinanza a una cittadina che tanto ha sofferto, ma che tanto ha saputo impegnarsi per ricominciare.
I donatori hanno compiuto un gesto di generosità, offrendo alla popolazione di Amatrice i prodotti tipici locali di Montalto di Castro e Pescia Romana. «Siamo molto vicini alle persone di Amatrice – ha detto il presidente della Fratres Oliviera Lombardi –. In passato, durante la prima emergenza, avevamo già donato computer, stampanti e toner. Consegniamo oggi i prodotti della nostra terra alla Croce Rossa che provvederà a distribuirli alla popolazione». 
La delegazione di Montalto di Castro ha partecipato alla Santa Messa, poi si è recata nel centro commerciale della cittadina, dove ad attendere il sindaco Caci c’era il referente locale dell’Avis. Durante la lunga visita, il primo cittadino ha incontrato il vescovo di Rieti, Mons. Domenico Pompili e ha ricevuto la vista del consigliere regionale Sergio Pirozzi.
«Siamo tornati a casa con un cuore più grande e un’azione concreta – ha detto il sindaco Sergio Caci – contribuendo a fare shopping nei negozi e offrire così il nostro apporto alla crescita economica di Amatrice. Grazie alla Fratres di Pescia Romana per il suo aiuto alla popolazione».
La giornata si è poi conclusa al parco comunale, al monumento dedicato alle vittime del terremoto.

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Monumento alle vittime dei bombardamenti: no allo spostamento a piazza Santa Maria

CIVITAVECCHIA – Spostare il monumento alle vittime dei caduti dei bombardamenti da via Mazzini a piazzetta Santa Maria. Anche di questo si è discusso venerdì in consiglio comunale, con la mozione promossa dal Comitato 14 Maggio e presentata dal consigliere Alessandra Ricetti. La mozione chiedeva e sottolineava la necessità di restituire decoro, centralità e quindi dignità al Monumento alle Vittime dei Bombardamenti mediante il suo spostamento, visto che "la collocazione attuale del monumento – hanno spiegato dal comitato – favorisce in una certa misura la sua marginalizzazione annullando la sua funzione di ricordare una data e degli eventi tragici nella storia della città ovvero i bombardamenti anglo-americani riversatisi a partire dal 14 maggio 1943 sui civili e il patrimonio culturale e architettonico di Civitavecchia". 

La mozione è però stata respinta dagli esponenti della maggioranza del Consiglio con la motivazione principale secondo la quale "la collocazione fa parte del significato stesso del monumento" riferendosi al fatto che la maggior parte delle vittime sarebbero state trovate in quella zona. "In realtà – hanno spiegato dal comitato – il maggior numero di vittime, stando a fonti storiche, furono registrate nel porto. La maggioranza, tuttavia, mediante il consigliere Salvatore Cardinale ha avanzato una controproposta volta a togliere il parcheggio antistante il monumento e migliorando così l’area".

Il Comitato 14 Maggio, pur rammaricandosi della bocciatura della mozione, apprezza l’iniziativa del consigliere Cardinale volto a riqualificare l’area intorno al monumento. "Se è vero infatti che la collocazione fa parte del significato stesso del monumento- hanno concluso – allora la proposta del consigliere Cardinale assume una ulteriore valenza e urgenza e auspichiamo che venga attuata il prima possibile. A tal riguardo, il Comitato 14 Maggio comunica la disponibilità nell'offrire tutta la sua collaborazione". 

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