Flavioni, ko casalingo nello scontro diretto per la salvezza

CIVITAVECCHIA – Battuta d'arresto pesante per la Flavioni nel campionato di serie A1. Al Palasport Insolera-Tamagnini le civitavecchiesi hanno ceduto per 29-24 al Leno in uno scontro diretto per la salvezza. Dopo 40 minuti buoni, il sette di coach Patrizio Pacifico è calato, subendo il veemente ritorno delle lombarde. Flavioni sempre ultima con zero punti.

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Campo dell'Oro: ufficio postale ed utenti in agitazione

CIVITAVECCHIA – Ore di fila, lamentele e scontri verbali. Le mattinate all’ufficio postale di via De Gasperi non passano inosservate. Come spesso accade l’ufficio è pieno e centinaia sono le persone che si accalcano per svolgere diversi servizi. La situazione sembra però essere peggiorata. Per spedire una raccomandata o effettuare un pagamento ci vogliono 90 minuti. Unica soluzione la prenotazione tramite app, ma per gli anziani e coloro che sono meno "social" non c’è speranza: bisogna attendere. In questi giorni c’è inoltre un’agitazione del personale.

"Ci hanno comunicato – hanno spiegato alcuni utenti – che siccome sono in fase di agitazione, alle 13.35, orario di chiusura al pubblico, gli sportelli non avrebbero più funzionato. Ma noi eravamo già in fila da 70 minuti. È assurdo".

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Il tornado che spazzò via la città

LADISPOLI – Per le strade non c'è quasi nessuno. Il cielo è grigio, il pomeriggio uggioso e in tv ci sono le partite di serie A a far compagnia agli amanti dello sport. Qualcuno si sposta in auto o a  piedi per qualche via del centro per tornare a casa dopo il pranzo della domenica tra amici o in famiglia. Qualcuno è a lavoro, nei bar, nei negozi come tutte le domeniche. Niente potrebbe mai far pensare che una semplice pioggia possa trasformarsi in così poco tempo in una vera e propria bomba pronta a seminare panico e distruzione. E' il 6 Novembre 2016. E' domenica. Suonano le 17 quando all'improvviso dal mare una enorme nuvola viene sbalzata a tutta velocità sulla terra ferma avvolgendo nel buio cose e persone. La furia del tornado si abbatte in città. Arriva dal mare: da porto Pidocchio e in un attimo investe, distrugge e spazza via tutto quello che trova sul suo cammino. Pareti esterne di abitazioni sbriciolate, tetti scoperchiati, alberi abbattuti al suolo, auto distrutte, ringhiere, calcinacci spazzate via dalla furia del vento. Una questione di attimi prima di ritrovarsi dentro la scena di uno di quei tanti film sulla devastazione del mondo che tengono fino all'ultimo col fiato sospeso. Ma è la realtà. Sembra essere in guerra. E purtroppo, come nelle guerre, anche Ladispoli ha la sua vittima. Un uomo che alla vista della furia della natura aveva tentato di ripararsi dal vento sotto i cornicioni di una Chiesa in via Odescalchi. Quello stesso cornicione che gli è crollato addosso senza lasciargli scampo. La macchina dei soccorsi si è subito messa in moto. A cominciare da chi in quel momento, come graziato dal Cielo, si è ritrovato in mezzo al ciclone e per fortuna non si è fatto nemmeno un graffio. Sono i ladispolani stessi i primi a scendere in strada, a soccorrere i feriti, a tentare di liberare le strade dalle macerie e dagli alberi e lampioni che come foglie si sono abbattuti al suolo. Protezione civile, vigili del fuoco, sanitari del 118, Croce Rossa, cittadini, istituzioni, … Tutti insieme per risollevarsi il prima possibile. Per riparare i danni, contare e curare i feriti, ritornare presto alla vita di ogni giorno, cercando di dimenticare, almeno all'apparenza l'enorme ferita che quel tornado ha provocato a un'intera comunità. Da quel giorno sono trascorsi due anni. E' il 6 novembre 2018. La conta dei danni non è ancora finita. C'è chi aspetta ancora di vedersi arrivare il risarcimento per quanto perso, per quanto ha dovuto ricostruire. C'è chi aspetta ancora di essere “rimborsato” per i sacrifici di una vita intera spazzati via in una manciata di minuti. Sono privati cittadini, agricoltori, aziende private, attività commerciali. C'è anche il Comune. Il tornado attraversando diametralmente la città ha causato notevoli danni anche a infrastrutture. Ponti, scuole, strade. Il lavoro è stato tanto. Sono circa 200 i privati cittadini che hanno presentato la richiesta risarcimento a palazzo Falcone per i danni subiti. Tra loro, purtroppo, non ci potranno essere coloro i quali hanno visto completamente distrutta l'auto. Dovranno invece aspettare ancora le aziende per ottenere i rimborsi. Per loro si dovrà aprire infatti una ''seconda tranche''. Per quanto riguarda poi i risarcimenti per il Comune, a breve dalla Regione dovrebbero arrivare 340mila euro. Soldi che fanno parte di una somma complessiva di circa 620mila euro totali di rimborsi per i danni subiti. Risarcimenti che almeno dal punto di vista economico, forse, riusciranno a rimarginare la ferita apertasi quel tremendo pomeriggio di due anni. Scene che per mesi hanno invaso la mente dei ladispolani. Ad ogni sussulto della natura per diverso tempo si è temuto il peggio. Si è temuto di poter rivivere anche solo per un attimo quel drammatico 6 Novembre. Immagini, quelle di una storia passata ma recente, che tornano in mente anche in momenti come questi, quando mezza Italia si ritrova flagellata dalla furia della natura. Un'ondata di maltempo senza eguali che anche questa volta ha mietuto le sue vittime. Se Ladispoli oggi conta solo i danni sugli arenili pubblici e non, c'è chi purtroppo piange le sue vittime. A cominciare dalla vicina Terracina. «Si è trattato sicuramente dell'evento calamitoso più forte che ci sia stato da quando ne ho memoria – ha detto il sindaco Alessandro Grando ricordando quel terribile giorno – I danni sono stati ingenti. Purtroppo rimarrà nella mente di tutti noi». Il primo cittadino ha però voluto sottolineare la solidarietà, il fare squadra, dell'intera città: «Quando a Ladispoli accadono fatti come quello di due anni fa, per fortuna, la comunità si stringe sempre attorno a chi subito delle perdite o dei danni. La città ha reagito nel migliore dei modi». Per giorni migliaia di ladispolani si sono rimboccati infatti le maniche per dare una mano a chi quella domenica ha visto la furia del vento distruggere le proprie case. Un lavoro di squadra senza sosta. «Purtroppo contro la furia della natura possiamo fare ben poco», ha proseguito il primo cittadino che ha però sottolineato come l'amministrazione possa cercare di ''rendere difficile'' alla natura il suo atto di distruzione, puntando soprattutto alle manutenzioni e messa in sicurezza di tutto ciò che possa ritenersi pericoloso: «Quello che possiamo fare – ha infatti concluso Grando – è quello di curare maggiormente il nostro patrimonio come ad esempio le alberature, gli impianti di illuminazione per attutire i danni che la furia della natura potrebbe causare». Una natura che negli ultimi anni, purtroppo, forse un po' per colpa dell'uomo e della sua mano, così clemente con il genere umano, non lo è più.  
 

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Il Corneto perde il big match, bene Cpc e S. Marinella

La Vigor Acquapendente si porta a -1 dalla vetta del girone, grazie al netto successo per 3-0 ottenuto in casa ai danni del Corneto Tarquinia. Al derby d’altissima quota gode solo la Vigor, soprattutto perché un Tarquinia, stranamente imbambolato nei primi trenta minuti, viene punito dalle magie di Verri. Che la squadra di Del Canuto è tutt’altra cosa si vede dopo, nella reazione che valorizza le molteplici conclusioni di Catracchia, Gravina, Pastorelli, Federici sulle quali saracinesca Calzà è in vena di magie. Con il passare dei minuti si aprono praterie per gli aquesiani che prima di calare il tris su rigore con Isla Cacciavillani al quarto minuto di recupero, colpiscono la traversa con Finocchi e costruiscono altre occasioni da rete. Sembra abbastanza deluso mister Del Canuto che dice: «Era uno scontro al vertice e purtroppo siamo stati noi ad approcciarlo nella maniera peggiore. Due nostre leggerezze in trenta minuti hanno messo in discesa la gara per gli aquesiani e tremendamente in salita quella nostra. Abbiamo reagito e replicato alla stragrande ma contro una squadra del genere e con un tale svantaggio, non è stato assolutamente facile, abbiamo perso una battaglia ma non la guerra. Non dobbiamo perdere fiducia dopo una gara in cui non abbiamo giocato sui nostri consueti livelli». La Cpc2005 riscatta l’opaca prestazione di Corneto rifilando quattro gol al Montefiascone. Ribalta il risultato sul finire di primo tempo con Tabarini e Funari, in vantaggio gli ospiti dopo soli cinque minuti grazie al rigore trasformato da D’Aprile, per poi consolidare prestazione e risultato nella ripresa grazie ai gol di Gallo al 3’ e di Bevilacqua al 19’. Mezz’ora di appannamento, concomitanti col vantaggio ospite, surclassati nel resto della gara. Termina con un segno ics il derby tra Tolfa e Csl Soccer. Un risultato giusto quello maturato domenica al Felice Scoponi, un 1-1 che non accontenta le due compagini, ma dà certezze tecniche ai due allenatori. Ad aprire le danze sono i rossoblù di Daniele Fracassa che al 34’ siglano l’1-0 grazie al bomber classe 2000 Ivan Saraceno. Il pareggio collinare arriva poco prima della fine dei primi 45’ con un colpo di testa di Trincia. Nella ripresa grande equilibrio da entrambe le parti, con i tolfetani che sfiorano più volte il gol vittoria, in particolar modo con Marconi che gonfia la rete alla mezz’ora, ma l’assistente dell’arbitro alza la bandierina per segnalare il fuorigioco. «La partita si è accesa improvvisamente con la Csl che è passata in vantaggio grazie a Saraceno – dicono i dirigenti collinari – rimasto solo al limite dell’area biancorossa lesto a sfruttare un errore in disimpegno. Abbiamo reagito immediatamente e per dieci minuti abbiamo assediato la porta avversaria e siamo andati vicino al goal per due volte con un palo di Lavagnini su punizione e una bella azione sulla fascia con conclusione di Trincia da pochi metri e gran intervento di Del Duchetto. Il meritato pareggio è arrivato al 40’ ad opera del solito Trincia che ha colpito il palo e la palla si è poi insaccata. Il secondo tempo è scivolato via con pochissime occasioni e con le due squadre che è sembrato accontentarsi». Primo successo interno del Santa Marinella che al Tamagnini batte per 1-0 il Citta di Cerveteri. I tirrenici, dopo tanto penare, trovano la prima vittoria casalinga e lo fanno con una signora squadra che meriterebbe molti punti in piu’ in classifica. E’ stata una partita equilibrata con occasione da rete da ambo le parti, nel primo tempo meglio gli ospiti che si vedono sventare nei primi minuti un gol quasi fatto da uno strepitoso Andrea Sanfilippo, nella ripresa meglio i padroni di casa che con una gara tutta grinta e orgoglio, cercano di più la vittoria e dopo un fallo in area ai danni di Francesco Bonaventura non punito con un rigore, arriva al gol liberatorio di Iacobucci, abile a proteggere una respinta in area cerite e a calciare al momento opportuno a rete. La rete viene confermata da altre due occasioni da gol uscite di poco a lato. Di contro il Cerveteri con le sue pregiate bocche di fuoco ha avuto un paio di occasioni, di cui una su calcio di punizione, neutralizzata con una parata strappa applausi dal solito Sanfilippo. «Finalmente ho visto una squadra che lotta e che ha voluto la vittoria – dice mister Morelli – bisogna ripartire da questo successo per cercare di uscire dalla zona play out. I ragazzi hanno sfruttato al meglio le occasioni, ma c’è anche da dire che Sanfilippo è stato straordinario in quei due interventi che hanno salvato il risultato. Molto bene in difesa anche Morasca, che si è subito integrato nel gruppo e non ha sbagliato un colpo. Ora dobbiamo fare il massimo domenica prossima per sfruttare al meglio il confronto casalingo con il Tolfa». L’Atletico Ladispoli pareggia per 1 a 1 in casa contro l’Academy Roma Aurelio e resta in solitario penultimo in classifica.

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Il Ladispoli incassa la quinta sconfitta stagionale: all’Anco Marzio è 3-2 Ostiamare

Non è riuscito il Ladispoli ad espugnare l’Anco Marzio di Osta. L’Ostiamare infatti si aggiudica il match per 3-2 in una gara dai tanti capovolgimenti di fronte. Padroni di casa sul doppio vantaggio già nel primo tempo grazie alle reti di Bertoldi prima e di De Iulis poi. A pochi istanti dal rientro negli spogliatoi poi una perla di Camilli riporta in partita i rossoblu. Gli ospiti tornano carichi dagli spogliatoi e al 10’ ristabiliscono prepotentemente gli equilibri con un’altra punizione, stavolta di Cardella. Solo due minuti più tardi  l’Ostiamare chiude la partita con il gol del classe ’99 Cabella. Nei primi minuti di partita è l’Ostiamare a gestire maggiormente il possesso palla, il primo squillo infatti è proprio di marca biancoviola: il portiere rossoblu è chiamato ad un grande intervento sul tiro dalla distanza di Cabella. I padroni di casa costruiscono molto e al 25’ riescono a sbloccare il risultato: tiro rasoterra di Bertoldi che si infila all’angolino basso alla sinistra di Salvato. Forti del vantaggio i ragazzi di mister Greco si portano sul doppio vantaggio, stavolta grazie al pallonetto sotto l’incrocio di De Iulis, già autore del gol vittoria nella gara sul Latina. Quando sembra ormai imminente il duplice fischio, siamo al terzo minuto di recupero, Jacopo Camilli compie una prodezza su calcio di punizione e porta i suoi al riposo sul 2-1. Al 10’ della ripresa Federico Cardella riporta il risultato in situazione di parità: sulla punizione del bomber rossoblu Giannini rimane immobile col pallone che si infila in rete. Passano esattamente due minuti e complice di una svista da parte degli ospiti, Andrea Cabella entra in area e a tu per tu con Salvato sigla la rete del sorpasso. De Fato e Cardella sono gli ultimi ad arrendersi in casa Ladispoli: il centrocampista cerca la rete con un destro sul palo di Giannini che respinge in calcio d’angolo e il bomber non trova la porta dopo una mezza rovesciata nei minuti finali.

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Maltempo, grave la situazione alle Saline di  Tarquinia

TARQUINIA – Ore di intenso lavoro per i volontari della Protezione civile comunale e Aeopc impegnati giorni e notte sul territorio per affrontare le numerose emergenze che il maltempo ha provocato: dagli allagamenti agli smottamenti, sono gli ultimi, in ordine di tempo, i maggiori problemi affrontati dalle squadre di soccorso volontario dopo i numerosi alberi caduti a seguito delle forti raffiche di vento.

Il tour de force maggiore si è registrato tra giovedì notte e venerdì con una bomba d’acqua che abbattendosi in pochi minuti sul litorale ha richiesto diversi interventi. I volontari Aeopc di Tarquinia sono intervenuti lungo la strada ‘’Pidocchio’’ adiacente al ponte del fiume Marta, per la rimozione del fango. Costante inoltre il controllo fluviale dei principali fiumi e la relativa misurazione dei livelli fortunatamente rimasti sempre nei parametri.

Smottamenti si sono registrati sulla provinciale Roccaccia, dove i volontari Aeopc in contatto  con Polizia locale e la Sala operativa regionale, sono interventi con l’ausilio dei mezzi dell’Università Agraria di Tarquinia per la rimozione dei detriti e fango che hanno ostruito la strada. Giovedì notte i volontari in presidio notturno hanno affrontato le emergenze anche con l’ausilio  dei Carabinieri che hanno sorvegliato le zone più a rischio.

Interventi sono stati eseguiti anche al Lido, dove si sono allagate diverse strade, lungo la strada provinciale Tarquiniese  e a Marina Velca dove si sono registrati danni ingenti. Volontari al lavoro anche per l’allagamento del sottopassaggio ferroviario.

Gravemente compromessa inoltre la situazione alle Saline: «Il maltempo di questi giorni – affermano da ‘‘Tarquinia nel cuore’’ – ha colpito duramente molte zone d’Italia, ed anche nel nostro comune lascia dietro di sé una lunga conta dei danni. Oltre a quelli causati a strutture costiere, edifici ed aree pubbliche, ingenti anche i danni al nostro patrimonio naturalistico, con particolare riferimento alla spiaggia delle Saline: qui il mare ha portato via decine di metri di duna, arrivando a distruggere la recinzione della riserva in più punti. Interventi in programma ci sono: il problema è che non sappiamo quanto ci vorrà ad attuarli, e temiamo che le lungaggini tipiche di certi iter possano farli mettere in opera soltanto a seguito di ulteriori, importanti danni alla costa ed alla riserva. Abbiamo scritto all’assessore regionale Mauro Alessandri e al consigliere regionale Sergio Pirozzi, denunciando nuovamente la situazione e sollecitando anche un sopralluogo. Auspichiamo inoltre che possa essere coinvolta nel progetto di protezione anche l’Unitus, ripercorrendo quanto fatto col progetto europeo Life per pulire le vasche Saline portando la sabbia autoctona sulla spiaggia, evitando così il più possibile una eventuale messa in opera di sabbia di fiume. Continueremo ad insistere sul tema, ed invitiamo tutti a fare altrettanto: stiamo perdendo anno dopo anno pezzi di un patrimonio naturalistico di inestimabile valore».

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Spaccio: ventenne finisce in manette

CIVITAVECCHIA – Blitz dei Carabinieri in via Lepanto, con tanto di arresto e sequestro di droga.
 I militari dell’Arma sono entrati in azione nella serata di martedì, poco dopo le 18, probabilmente dopo lunghe indagini fatte di appostamenti e pedinamenti. 
Tutto si è svolto in pochi minuti, giusto il tempo di raggiungere il posto monitorato ed effettuare la perquisizione. 
I Carabinieri si sono presentati in borghese, hanno “neutralizzato” i curiosi imponendo l’allontanamento dalla zona senza fare troppe domande e hanno raggiunto un garage che un civitavecchiese aveva concesso in uso a un giovane del posto. 
Proprio il ragazzo, da tempo, era finito nel mirino degli investigatori dell’Arma, convinti di un giro strano in grado di portare allo spaccio di droga. 
L’atteggiamento del 20enne ha aiutato i militari: alla vista degli operatori della caserma di via Antonio da Sangallo il giovane ha mostrato nervosismo, inducendo i Carabinieri a procedere immediatamente con una prima perquisizione personale. Sono saltati fuori circa 60 grammi di hashish, tanto è bastato per legittimare i passaggi successivi. 
L’attività operativa si è quindi spostata presso un terreno in uso al 20enne. 
Durante la perquisizione all’interno di un capanno in area agricola i militari dell’Arma hanno rinvenuto circa due chilogrammi di marijuana. 
Un colpo niente male, che ha consentito l’arresto del giovane civitavecchiese. 
Le indagini tuttavia non si sono fermate e a quanto pare gli investigatori potrebbero a breve chiudere il cerchio. 
Il ragazzo finito in manette è accusato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. 
Numerosi gli interventi dei Carabinieri di Civitavecchia, finalizzati a contrastare il diffuso fenomeno legato al consumo di droga sul territorio.

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