Santa Marinella, istituite le commissioni d’inchiesta

S. MARINELLA – Nel corso dell’ultimo consiglio comunale sono state istituite alcune commissioni consiliari d’inchiesta che avranno il compito di chiarire le cause che hanno portato ad una serie di atti attuati dalla precedente amministrazione, tendenti a gestire alcune situazioni abbastanza sconcertanti che tuttora sono di difficile comprensione. Si tratta di questioni relative alla gestione di beni pubblici, ad alcune opere mai finite e alle manovre finanziarie che hanno portato a dichiarare il dissesto. L’attuale maggioranza, infatti, ha deciso di fondare una serie di commissioni formate da tre membri, due di maggioranza e uno di minoranza, per reperire documenti, atti pubblici riservati e delibere di giunta, per giungere ad una conclusione che possa rendere pubblico qualsiasi operazione attuata dalla vecchia giunta su una serie di temi che si intendono mettere sotto la lente di ingrandimento. Commissione sistemi informatici: D’Emilio, Calistri, Calvo. Commissione gestione farmacia comunale: Ferullo, Chegia, Fiorucci. Commissione cimitero: Fronti, Verzilli, Casella. Commissione lavori Via delle Colonie: Amanati, Fratarcangeli, Settanni. Commissione impianti sportivi: Befani, Iachini, Casella. Commissione situazione finanziaria: D’Emilio, Calistri, Fiorucci.

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''Dalla maggioranza un silenzio assordante''

TARQUINIA – Anche il consigliere comunale d’opposizione in quota Pd Sandro Celli commenta il recente intervento del consigliere comunale Gianni Moscherini del ‘‘Cantiere della nuova politica’’. 
«Il silenzio assordante della maggioranza, – afferma Celli – dopo le abituali farneticazioni di Moscherini, che, ormai senza freni, individua i problemi della città nei dipendenti e dirigenti del Comune e li minaccia di epurazione, sono un chiaro segnale di ciò che sta accadendo. Parte della maggioranza non è stata ancora avvisata ma prenda atto che il loro timoniere è ormai Moscherini. L’amministrazione, ormai allo sbando, ha di fatto abdicato le sue funzioni proprio a colui che aveva additato come pericolo pubblico per la città, chiedendo consensi a difesa del nostro territorio da questo personaggio. Il quale ha già anche deciso che il ruolo migliore, per una gestione incondizionata, sarà quello di “Super manager con il controllo su tutta la macchina amministrativa”. In pratica una sorta di sindaco ombra o di commissario. L’ormai ex consigliere di minoranza, di fatto è già operativo tanto che, non solo annuncia le decisioni dell’amministrazione e minaccia epurazioni, ma bacchetta addirittura gli altri consiglieri di maggioranza. Oramai il dibattito politico esclude la maggioranza e si impernia solo su Moscherini. L’opposizione, quella reale, invece, risponde e critica solo le sue scelte da Sindaco ombra. In questo paradosso, il ruolo di quella che dovrebbe essere la maggioranza è impalpabile». «Ormai – accusa il democrat – è messa all’angolo, silente e frastornata come un pugile alle corde. Non riesce neanche, come doveroso, a difendere i suoi dipendenti dagli attacchi vergognosi di Moscherini per paura di contrariarlo. Eppure ci sono giovani consiglieri che ci hanno messo la faccia pensando di poter lavorare ed impegnarsi per la propria città. Ma ora vengono inevitabilmente coinvolti in questa situazione grottesca fatta di strani giochetti decisi da pochi e utili solo ad uso e consumo degli interessi di questi. Abbiate uno scatto d’orgoglio. La vostra dignità personale e politica non può permettere tutto ciò. Per quanto riguarda poi le dichiarazioni bugiarde e prive di qualsiasi contenuto del neo Sindaco ombra  Moscherini come le sue battute stantie e gli annunci elettorali su progetti irrealizzabili, non sono altro che la trama di un film già visto a Civitavecchia dove i cittadini lo hanno sonoramente bocciato al primo mandato». «Certo, – aggiunge Celli – potrei dirgli che il capitolato per il bando di gara della raccolta dei rifiuti non solo è già stato elaborato ma è stato anche approvato in consiglio comunale; potrei dirgli che la tariffa sui rifiuti negli ultimi 5 anni della nostra amministrazione è stata costantemente in calo mentre il bel regalo ai cittadini dell’aumento della bolletta è arrivato al primo piano finanziario gestito da loro; potrei spiegargli che a differenza della città da lui amministrata Tarquinia era una delle città più pulite d’Italia; potrei ricordargli che ho spiegato perché per San Giorgio la legge 28/80 è una soluzione sbagliata mentre lui non ha ancora risposto sul come farà a sospendere le demolizioni dopo averlo pomposamente promesso; potrei dirgli che al termine della sua fallimentare esperienza da amministratore pubblico come Sindaco di Civitavecchia le aziende municipalizzate contavano milioni di euro di debiti, ed il Comune in enorme sofferenza finanziaria dopo spese ed investimenti che i civitavecchiesi hanno dimostrato chiaramente di non aver gradito; potrei dirgli tanto altro ma so che è inutile perché di tutto ciò non gli importa nulla. D’altronde per lui il fatto che i cittadini non lo abbiano voluto Sindaco è solo un dettaglio insignificante, l’obiettivo è arrivare in ogni modo a gestire le scelte su Tarquinia e se per arrivarci deve entrare dalla finestra, chi se ne frega della coerenza politica».

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Sfalci, aumentano le contestazioni a Santa Marinella

SANTA MARINELLA – Continuano le polemiche sorte all’indomani dell’ordinanza emessa dal sindaco Pietro Tidei in merito allo smaltimento dei rifiuti da giardino che, con l’atto firmato dal primo cittadino, da alcuni giorni costringe i residenti a sversare questi rifiuti differenziati nelle due aree di compostaggio presenti nei pressi della Scuola Media e della zona 167 a Santa Severa. Sulla questione interviene Mauro Leone Sarracco che contesta un volantino targato Gesam, la società che ha in appalto la raccolta porta a porta della differenziata, in cui si ordina ai cittadini di conferire i rifiuti da giardino nelle aree addette. «Ho trovato nella cassetta della posta – dice Sarracco – un volantino il cui messaggio mi ha lasciato allibito, non tanto per il contenuto, peraltro discutibile, quanto per la forma. In sostanza, pare che la Gesam si sia arrogato il potere di emettere un’ordinanza in proprio, dove i residenti di Santa Marinella dovranno riversare gli sfalci nelle zone indicate. Infatti, nel testo, non si fa alcun riferimento a ordinanze sindacali che impongano tale obbligo, tutto ciò lascerebbe pensare ad un’iniziativa autonoma della ditta che ha in appalto la raccolta porta a porta. Può anche darsi che, in forza dei consistenti debiti accumulati dal Comune, la Gesam stessa si senta autorizzata ad impartire ordini ai residenti debitori. E poi, perché devono ottemperare soltanto i residenti e non tutti gli altri che in estate sono la maggioranza? E se sono sprovvisto di auto o di patente, perché mi dovrei caricare il sacco in spalla e raggiungere l’isola ecologica a piedi? Non vi pare grottesca questa situazione?». A pensarla come il signor Sarracco sono tantissimi cittadini che, nel corso dell’ultimo consiglio comunale hanno avuto modo di protestare per questa ordinanza. «Capisco che avremo a che fare ogni giorno con l’inciviltà e la mancanza di rispetto, di una minoranza di residenti, per l’ambiente – dice Bianchi – anche io sono favorevole ad alcune misure di prevenzione, prima tra tutte una campagna di informazione verso i cittadini allo scopo di sensibilizzare le persone.Abbiamo scelto di evitare la raccolta del verde porta a porta perché questo ci costringeva a riversare tutto in discarica come fosse indifferenziato. Facendolo fare ai cittadini, invece, risparmieremo 600mila euro all’anno e per questo abbiamo trovato tre aree dove portare gli sfalci».

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Rigenerazione urbana, ‘‘Tolfa Cambia’’ chiede modifiche sostanziali

TOLFA – «Edilizia: chiediamo modifiche sostanziali alla  delibera piano di rigenerazione urbana». Comincia così la nota del gruppo consigliare di minoranza Tolfa Cambia: i consiglieri Vittori, Carminelli & Co spiegano poi: «la rigenerazione urbana è stata introdotta dalla giunta Zingaretti nel 2017 e i consigli comunali devono deliberarne i perimetri di applicazione. Questa legge è un potente strumento di rilancio delle attività economiche ed urbanistiche perchè, tra le altre cose, permette ai privati cambi di destinazione d’uso (residenziale – commerciale – turistico – alberghiere), ampliamenti del 20 e del 30%; ai Comuni permette invece di accedere ai finanziamenti per la riqualificazione e l’infrastrutturazione delle aree pubbliche. Con estremo ritardo la maggioranza ha finalmente presentato un testo in commissione urbanistica. Il testo prevede però l’applicazione della rigenerazione urbana solo per il comparto Lizzera sud-Casalaccio. Noi non siamo d’accordo e chiediamo l’estensione della legge a tutto il paese e alla frazione Santa Severa Nord, con particolare riguardo alle misure innovative che la legge mette a disposizione per il centro storico. Ci opporremo fermamente a questa palese disparità di trattamento dei cittadini. Abbiamo già depositato la nostra proposta di delibera in commissione». Tale proposta «è basata su due elementi fondanti: l’applicazione delle legge a tutto il Comune ove ricorrano i requisiti di legge – concludono i consiglieri di Tolfa Cambia – la condivisione coi cittadini delle misure pubbliche di rigenerazione urbana attraverso incontri pubblici. Sul nostro sito facebook è gia aperta la raccolta di proposte». 

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Daisy Osakue: «Mi hanno colpita perché di colore. La situazione è al limite ma non è questa l’Italia»

L’atleta azzurra, specialista nel lancio del disco, colpita dal lancio di uova da un’auto in corsa: «Questo comportamento appartiene a una minoranza che va punita, perché non ci siano più discriminazioni né verso me, né verso nessun altro»

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''Minghella e Marongiu non mi convincono''

SANTA MARINELLA – Andrea Riga, ex candidato nella lista il Paese che Vorrei, esprime il suo pensiero sulla delibera di consiglio comunale, approvata dalla maggioranza, che rende operativo il dissesto finanziario. «Il 26 luglio 2018 sarà ricordato a Santa Marinella come una data storica – dice Riga – e allo stesso tempo, drammatica. Per la prima volta nella storia del nostro Comune, un’amministrazione ha dichiarato il dissesto finanziario, ossia il fallimento. Naturalmente, ciò che è stato ereditato dalla nuova amministrazione, è frutto di scelte scellerate di un centrodestra che, negli ultimi dieci anni, ha portato nella nostra città una politica arrogante e, stando ai risultati, disastrosa.  Su quello che è successo intorno al default sappiamo ormai tutto, eppure a me che ho venti anni e mi affaccio ora alla politica, sorgono due domande. Perché il Sindaco Tidei ha nominato Emanuele Minghella, ex delegato al Bilancio di Bacheca assessore alle attività produttive e Roberto Marongiu presidente del consiglio comunale? A me è sembrato che, a coloro che hanno appoggiato un progetto di governo fallimentare, sia stata data una medaglia. Le argomentazioni con le quali sono stati giustificati questi incarichi non mi convincono. Se Tidei avesse voluto realmente affidare la presidenza alla minoranza, avrebbe lasciato che la stessa indicasse un suo consigliere e non scegliere la figura di Marongiu. Per quanto riguarda la nomina di Minghella, il sindaco l’ha difesa dicendo che gli è necessaria una memoria storica per comprendere il passato. Minghella non poteva dare informazioni anche senza un incarico? Ma è così necessario? E soprattutto saranno quelle giuste? Questi sono due interrogativi ai quali ancora una risposta chiara non l’ho trovata». Riga, torna poi sul dissesto. «Saranno anni difficili per tutti – spiega il rappresentante del Paese che Vorrei – il nostro consigliere Casella, nel corso del suo intervento, ha parlato senza mezzi termini ed ha fatto in questo senso chiarezza affermando che sia il pre dissesto che il dissesto, sono due azioni drammatiche che portano all’aumento delle tasse e ad altre conseguenze tragiche. Una notevole differenza sta sulla possibilità dell’amministrazione di agire sulla collettività assumendosi direttamente la responsabilità politica delle azioni di risanamento, invece che delegare queste scelte a una figura esterna completamente estranea alla nostra realtà». «Questa dichiarazione di default – conclude Riga – approvata con dieci voti favorevoli, quattro astenuti e due contrari, rappresenta il nostro anno zero, una linea che chiude con il passato, con la politica che ha distrutto il nostro Comune. A questo punto, non si può più tornare indietro. Si può solo guardare avanti e sperare che Santa Marinella riesca realmente a voltare pagina e creare un futuro che possa valorizzare la nostra città all’insegna dell’equità sociale, al rispetto dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. Dobbiamo farlo tutti insieme e si deve partire da noi cittadini».

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San Giorgio e Moscherini: scoppia il caso

TARQUINIA – «Ormai siamo al caos totale dove non si capisce più neanche da chi è composta questa maggioranza». Il consigliere comunale d’opposizione Sandro Celli interviene sul dibattito relativo alle soluzioni per San Giorgio, bacchettando l’esponente della minoranza Gianni Moscherini e chiedendo conto alla giunta Mencarini su un eventuale ingresso in maggioranza dell’esponente del ‘‘Cantiere della nuova politica’’.  
«La situazione è talmente paradossale da sfiorare il ridicolo, – tuona il consigliere del Partito democratico –  con un’amministrazione completamente incapace di prendere una qualunque decisione su un qualunque argomento e un consigliere di minoranza che detta l’agenda politica e l’attività amministrativa della stessa senza che nessuno lo smentisca. Il tutto mentre Catini & c. provano, senza crederci neanche loro, a smentire allargamenti della maggioranza. Le cose sono due, o questa giunta è arrivata alla consapevolezza della propria inconcludenza e chiede aiuto affidandosi a chiunque bussi alla porta del sindaco prospettando anche assurdità purché sia qualcosa da dare in pasto ai cittadini che sono ormai stanchi dell’assoluto nulla amministrativo in cui siamo caduti, oppure stanno prendendo in giro i cittadini perché hanno veramente arruolato tra le loro fila Moscherini  facendolo entrare dalla finestra, dopo che al ballottaggio avevano chiesto agli elettori di chiudere ogni porta del Comune per impedire l’ingresso di colui che descrivevano come un autentico pericolo pubblico”. “Ormai non possiamo più stupirci di niente, – aggiunge Celli – neanche che un consigliere di minoranza convochi, con il tacito assenso del Sindaco, una conferenza stampa per essere lui ad annunciare, su una questione  tanto importante come quella di San Giorgio, quale sarà la soluzione che applicherà la maggioranza. Non solo, ma addirittura  annuncia lui la convocazione della specifica commissione consiliare con tanto di data e ordine del giorno nonché del successivo specifico consiglio comunale. Questo non è fare opposizione costruttiva, questo è amministrare per conto terzi. Ma il Sindaco? La giunta? Gli altri consiglieri di maggioranza? Tutti d’accordo? Si sono auto commissariati senza dircelo? A loro sono rimaste solo le feste di paese con le quali cercano di sopravvivere litigandosele tra loro visto che tutte le delibere di almeno 4 assessorati raccontano solo di spese e distribuzione di contributi per decine di migliaia di euro  con le stesse motivazioni e per le stesse manifestazioni». 
«Basta, – tuona Sandro Celli – non potete delegare ad amministrare al vostro posto qualcuno che i cittadini non hanno scelto. Se non riuscite ad amministrare o non volete prendervi nessuna responsabilità dimettetevi e mettete fine a questa agonia amministrativa. A Moscherini  invece chiedo, al di là dei soliti proclami ad effetto elettorale, di dirci chiaramente, visto che comunque l’applicazione della legge 28/80 non lo prevede, quale sarebbe l’iter e la norma che da la possibilità di sospendere le demolizioni.  Ci dica con quale potere il consiglio comunale può deliberare di sospendere, come da lui affermato, le ordinanze dirigenziali  di demolizione quali atti dovuti per legge. Proprio come per il bando della raccolta differenziata, si sta di nuovo perdendo tempo e, purtroppo, anche tanto del lavoro già svolto, quando ci sono convenzioni già approvate e altre con un iter già avanzato.  Ricominciare da zero con l’applicazione della legge 28/80 significherà rimettere in discussione un equilibrio sociale faticosamente raggiunto, riavviare tutto l’iter per le autorizzazioni VAS-VIA,  far fronte a tutti i ricorsi di chi si vedrà ingiustamente privato di un legittimo diritto, dover mettere a bilancio milioni di euro di tutti i cittadini per la realizzazione delle opere primarie e secondarie che in quel caso saranno completamente a carico del Comune come prevede la stessa legge, nonché perdere tanta della cubatura edificabile prevista dall’attuale PRG. In pratica si rifermerà tutto ad eccezione delle demolizioni».

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Cimitero nuovo, Ramazzotti: «La gara una farsa»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Diceva un personaggio politico dal quale non smetteremo mai di imparare, logorato dal tempo, che non ha potuto mai dominare ma che spesso ha condizionato a suo piacimento, ma non certo dal potere, che a lui non è mai mancato, che: “A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina”, e questa frase ci mette nella condizione di autoassolverci, quando si è cominciato a pensare male dell’operato del sindaco Pascucci e della sua amministrazione, stando ai risultati e a come questi sono ottenuti.  Lungi da noi l’idea che il pensare male possa significare l’addebito  di qualcosa di illegale. Il pensar male, per lo meno per quanto ci riguarda, è nell’esprimere alcune riserve nel suo credo e metodo di conduzione politica, avendo propagandato il suo disegno con ben altri principi, circa la necessità di trasparenza, di inclusione e di partecipazione all’azione amministrativa, con il coinvolgimento dei cittadini e delle forze di minoranza, nel rispetto dei rispettivi ruoli, per una democrazia tanto elogiata espressa da una Costituzione tanto amata. C’è chi ha cominciato a sospettare che ad  un uomo, costretto a far tutto da solo , perché circondato per poter resistere da opportunisti che “tengono famiglia” pronti a voltare gabbana di fronte ad ogni opportunità, da professionisti del mettere radici e di non mollarle, costi quel che costi in settori redditizi parlando del sociale in senso lato, sia diventato faticoso, gestire in senso ortodosso democrazia e Costituzione ed opta quindi per metodi più sbrigativi, concedendosi qualche strappo alla buona prassi confondendo le idee mettendo in luce il reparto bambole di pezza, vuote, che “sotto il vestito”, non hanno veramente niente. Ora riepiloghiamo, c’era un cimitero da fare, in cassa non c’era un soldo, la legge dava un’opportunità facendolo finanziare da un privato che lo avrebbe poi gestito in convenzione, la vicina Ladispoli ne aveva uno con queste caratteristiche, e lui non ha mai avuto rapporti con Ladispoli e i suoi amministratori, (una bugia questa che grida vendetta), si chiede una manifestazione di interesse per un project financing e guarda caso, l’interesse lo manifesta solo quella ditta confenzionando progetto, portando il terreno con metodi da privati, legati al massimo profitto con piccoli costi, se poi tratti col pubblico meglio zero, ma sei costretto a fare la gara, (che palle), capitolati da rispettrare, disciplinare da seguire con le opposizioni sempre in allerta e pronte a sabotare, fossero poi almeno preparate e competenti , ma perché tanto fastidio e prendersi tante noie? Vogliamo fare il cimitero? Facciamolo. 
A questo punto, fa peccato Ramazzotti, che vista come è andata la gara, cioè che è saltata per l’esclusione della sola concorrente che guarda caso era quella che aveva presentato il progetto, ma guarda un po’, che sfoga sulla su profilo facebook  il suo pensiero dicendo: «Oggi a Cerveteri tutti parlano del fatto che nessuno si è aggiudicata la gara per il cimitero privato nelle campagne delle due casette, come dissi in consiglio pura follia e atti che lasciano varie ombre. Chi esulta oggi non sa che essendo andata la gara deserta il proponente società  SARA  puó avere il giocattolo (che giocattolo) a trattativa privata. Tutto fatto ad arte, quando il bando (ben confezionato) impone alla ditta vincitrice di rimborsare circa 600mila euro alla ditta proponente (SARA), quale matto partecipa alla gara. Nessuno come volevasi dimostrare. Sono disgustato e penso che sarei stato meno arrabbiato se fossi stato ignorante (dal verbo ignorare.)».
Avrà senz’altro commesso peccato Lamberto Ramazzotti, che Dio lo perdoni, ma si ha la netta impressione che possa averci azzeccato.

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Tidei: ''Ci sarà la ripresa''

SANTA MARINELLA – Sono stati tanti i commenti da parte delle varie forze politiche cittadine, all’indomani della dichiarazione di dissesto del Comune approvato in consiglio comunale dalla maggioranza del sindaco Pietro Tidei. Durante la seduta, tutti i consiglieri di minoranza, hanno chiesto un intervento meno gravoso per la città e cioè il predissesto cosa che, secondo le opposizioni, sarebbe stata meno pesante per i cittadini. In particolare, i consiglieri Settanni e Calvo del M5S e Lega, hanno insistito pesantemente per far ripensare al primo cittadino una decisione che lui stesso ha definito “infame ma necessaria” , mandando su tutte le furie lo stesso Tidei che in un “sermone” di 30 minuti indirizzato ai due, ha spiattellato alla platea presente in sala, tutte le responsabilità dell’amministrazione precedente. Sulla questione oggi intervengono anche altri esponenti politici, tra cui il rappresentante di Forza Italia Mauro Roberto Galli. «Quella di ieri è stata una brutta pagina per Santa Marinella – ha detto l’ex candidato – c’è stata molta commozione tra i consiglieri però, sinceramente, questo non mi piace perché, purtroppo, ancora una volta a pagare saranno solo i cittadini e soprattutto quelli onesti. Molti di loro dicono che la colpa del fallimento è della vecchia amministrazione. Forse pensano, invece, che quella attuale sia nuova? Ha, tra le sue fila, soggetti smarriti che facevano parte del vecchio sistema. Lasciamo da parte le polemiche e cerchiamo, con la collaborazione tra tutte le forze politiche, di far risorgere la nostra città dalle sue ceneri». Altrettanto sentito è stato il commento del segretario del Pd di Santa Marinella Pierluigi D’Emilio. «Non è stato semplice per un santamarinellese come me – dice D’Emilio – votare il default della nostra città. Ma non c’era alternativa e lo abbiamo ampiamente dimostrato carte alla mano. Adesso con ancora maggior forza ed impegno diamoci da fare per far rinascere la città. In consiglio, credo di essere stato molto chiaro sui perché, sul metodo è sulle azioni, di questo atto. Non sarà semplice, chiedo a tutti i cittadini un po’ di pazienza e di fiducia, ce la faremo e sarà una città nuova, diversa, ricca, si ricca, perché abbiamo tutto per poter raggiungere questo obiettivo. Ora inizia la vera sfida». Il sindaco Pietro Tidei, in una intervista video, ritorna sui motivi del dissesto. «Erroneamente e irresponsabilmente la passata amministrazione non è stata in grado di far correggere l’ingiustizia del prelievo per alimentare il fondo comunale di solidarietà – spiega Tidei – se nel 2013 l’amministrazione di allora avesse fatto quello che stiamo adesso facendo noi al MEF o al Ministero dell’Interno, oggi nei conti comunali non ci sarebbe questa voragine. Incompetenze, ritardi e sciatterie, se si tratta di sola colpa o dolo lo stiamo accertando, hanno di fatto consegnato la città ad un’amministrazione spaccata in due, dove, chi doveva spendere lo ha fatto senza risparmiarsi mai, e chi doveva controllare la qualità e la consistenza delle entrate è stato sempre più assente. Bucalossi, multe non notificate, passi carrabili, sono solo la punta di un iceberg sul quale la città è andata a cozzare, costruito da una politica scellerata fatta di spese incontrollate, inottemperanze e nessuna attività di parificazione dei criteri di contribuzione ad un fondo per il cui prelievo forzoso il Comune è stato severamente punito e per il quale, nel prossimo mese di ottobre, speriamo di avere finalmente equità, se non addirittura giustizia». «Io sono qui – ha concluso Tidei – per prendere un impegno forte di fronte ai cittadini, per confermare che la ripresa sarà il risultato di tutti i nostri sforzi e tra qualche anno la città potrà di nuovo avere il ruolo che merita. Per fare questo chiedo la vostra pazienza e la vostra fiducia».

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