Torna al porto nave Cavour

CIVITAVECCHIA – Terminata l’esercitazione ‘‘Mare Aperto 2018’’, nave Cavour sarà in sosta al porto di Civitavecchia da oggi e fino a giovedì prossimo. Con l’occasione saranno previste visite a bordo della portaerei della Marina Militare. La Cavour sarà ormeggiata alla banchina 13 e sarà accessibile alla popolazione domani dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Lunedì dalle 14.30 alle 18.30, martedì dalle 16.30 alle 18.30 e mercoledì dalle 14.30 alle 18.30. 

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COMUNE DI MONZA – CONCORSO (scad. 11 novembre 2018)

Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo
indeterminato e pieno, di un posto di educatore professionale, con
riserva militare ai sensi degli artt. 1014 e 678 del decreto
legislativo n. 66/2010.
(18E10008)

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Militare morì per l’uranio impoverito Condannato il ministero della Difesa

il fante Salvatore Vacca si spense a 23 anni, nel 1999, per una leucemia dovuta agli effetti dell’uranio impoverito. Per i giudici di Cassazione è certo «il collegamento causale tra l’attività espletata in missione dal militare e l’evoluzione della patologia»

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Mecozzi: ''Aurelia, viabilità ad alto rischio''

CIVITAVECCHIA – «Non ci stanno gli abitanti di Aurelia «di fuori» e mi riferisco a quelli domiciliati lungo la Statale Aurelia, ad essere nuovamente esclusi dal progetto viabilità appena comunicato da questa Amministrazione». È quanto dichiara il consigliere comunale Mirko Mecozzi, parlando di «promesse e i numerosi incontri svoltesi nel recente passato tra i cittadini ed i rappresentanti dell’amministrazione comunale circa le criticità riscontrate sulla Statale Aurelia».

Secondo Mecozzi sarebbero giunte di nuovo le ormai classiche fumate nere del nulla di fatto ed i cittadini ormai esasperati proprio non ci starebbero ad accusare il colpo. «Quello che più li preoccupa da tempo, è il traffi co indiscriminato dei mezzi pesanti da e per il porto che utilizzano la Statale Aurelia come direttrice principale di scorrimento infi schiandosene delle norme più banali del codice della strada eludendo i cartelli di segnaletica, tra l’altro recentemente rimossi da chi? – si domanda Mecozzi – che invitano i mezzi pesanti ad utilizzare strade alternative alla Statale, ed in particolare la bretella Porto, ma soprattutto ignorando i limiti di velocità imposti dal Codice della strada e chiaramente riportata sui cartelli della segnaletica verticale presenti sulla banchina». «Queste criticità determinano giornalmente un pericolo costante per la sicurezza di tutti quei cittadini che come detto abitano lungo il tracciato della Statale stessa – si legge in una nota – quello che andrebbe fatto, sono senza ombra di dubbio alcuno, interventi mirati ad eliminare tali criticità, installando apposita segnaletica stradale di divieto al transito di detti mezzi sulla strada Statale, la istallazione di un autovelox fisso come promesso antistante la Caserma Militare, l’ istallazione del famoso semaforo intelligente tra l’ intersezione con la Strada di S.Agostino svincolo Agricasa».

Stando alle parole di Mirko Mecozzi «basterebbero queste poche iniziative a dare respiro a tante famiglie che vivono giornalmente un disagio estremo appesantito anche da un carico inquinante non di poco conto».

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Un 48enne arrestato per droga e armi

CERVETERI – Prosegue con assiduità il piano di controllo del territorio messo in atto dai Carabinieri di Civitavecchia finalizzato alla repressione dei reati in genere, con particolare attenzione  alle attività illecite legate allo spaccio di sostanze stupefacenti, su tutto il litorale a nord della Capitale. Così nel corso degli stringenti controlli, i Carabinieri della Stazione di Cerveteri hanno arrestato un 48enne del posto, con precedenti, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I militari insospettiti dal continuo via vai dall’abitazione, all’alba di ierì hanno effettuato il blitz, anche con l’ausilio di due unità cinofile che si sono dimostrate indispensabili per il rinvenimento di una cospicua quantità di stupefacente.
Infatti grazie al fiuto dei cani antidroga, i Carabinieri hanno rinvenuto 2,5 kg di marijuana e 1,3 kg di hashish, nascosti in casa, nel giardino antistante e nell’ovile.
Successivamente i militari hanno rinvenuto anche diverse armi tra cui una mitragliatrice “STEN” con il relativo munizionamento militare e un fucile da caccia con 88 cartucce, tutto detenuto illegalmente e mai denunciato.
L’uomo è stato portato al carcere di Civitavecchia dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Intanto proseguono le indagini per comprendere chi fossero i destinatari finali dello stupefacente e delle armi rinvenute e se siano state usate nella commissione di altri delitti.

 

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DECISIONE 30 luglio 2018, n. 1082

Decisione (PESC) 2018/1082 del Consiglio, del 30 luglio 2018, che
modifica la decisione (PESC) 2016/610, relativa a una missione
militare di formazione dell'Unione europea nella Repubblica
centrafricana – Pubblicato nel n. L 194 del 31 luglio 2018
(18CE1777)

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DECISIONE 30 luglio 2018, n. 1083

Decisione (PESC) 2018/1083 del Consiglio, del 30 luglio 2018, che
modifica l'azione comune 2008/851/PESC relativa all'operazione
militare dell'Unione europea volta a contribuire alla dissuasione,
alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle
rapine a mano armata al largo della Somalia – Pubblicato nel n. L 194
del 31 luglio 2018
(18CE1778)

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''Secondo me è stato Federico a sparare''

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Marina Conte, la mamma di Marco Vannini, il ventenne  morto a casa della fidanzata Martina Ciontoli dopo ore di agonia per un colpo di pistola, ospite a Domenica In nel salotto di Mara Venier, fa un resoconto di quella tragica e drammatica notte partendo da una sua visione personale dei fatti, anche se a tutt’oggi non ci sono riscontri processuali, ossia che  a sparare sia stato Federico, il fratello della fidanzata e non il padre Antonio Ciontoli, reo confesso e condannato in primo grado a 14 anni.  
«Sono convinta che quella sera in quella casa c’è stata una discussione – inizia il suo racconto mamma Marina – Marco voleva partire per fare la vita militare, amava il volo soprattutto e voleva entrare nelle Frecce Tricolori. Però se non riusciva in questo intento voleva fare il concorso da Vfp1, da Carabiniere, qualsiasi cosa, magari fare l’elicotterista. Questo era il suo sogno tant’è vero che, il caso ha voluto, sia morto in elicottero. Il suo desiderio si è avverato. Tornando a quella sera io penso che in quella casa ci sia stata una discussione. Tra le altre cose Marco non andava molto d’accordo con il fratello di Martina. Negli ultimi tempi si lamentava tanto del rapporto che si era instaurato con lui perché era sempre esuberante, sempre il privilegiato cioè doveva avere sempre l’ultima parola perché diceva che Martina praticamente non contava niente in quella casa». 
Mamma Marina nel fornire la sua presunta versione e quindi sulla probabile discussione che secondo lei c’è stata quella sera in quella casa dice: «Secondo me, la discussione è partita da Martina e Marco perché lei non voleva che partisse in quanto aveva saputo che aveva fatto la domanda per il Vfp1. Lei   era gelosa e voleva tenerlo sempre sotto controllo. Una gelosia a volte troppo ossessiva, e Marco spesso si lamentava di questo. Poi è intervenuta la famiglia, perché loro intervenivano sempre e quindi anche il fratello. Per lui  non trovo le parole per definirlo bene come persona, è piena di sé, boriosa, e quindi secondo me è stato lui». E alla domanda della Venier  «Tu pensi sia stato il fratello che abbia addirittura sparato e il padre si sia preso la responsabilità?», mamma Marina risponde: «Sì, altrimenti non si spiegherebbe quanto è successo dopo».
Mamma Marina, con lucidità,  ripercorre quella drammatica notte da quando a mezzanotte e trenta arriva la telefonata di Maria Pezzillo, la moglie di Antonio Ciontoli, per avvertirla che Marco era caduto dalle scale e qualche minuto dopo che la richiama per dirle di andare al Pit di Ladispoli. Marina ripercorre quei momenti rimasti impressi nella sua mente attimo dopo attimo come se il tempo si fosse fermato. Così racconta del suo arrivo insieme a suo marito Valerio al punto di primo intervento, l’incontro con i Ciontoli (il capofamiglia, la moglie e il figlio Federico), quell’incontro veloce con Marco quando è arrivato in ambulanza e poi più tardi quando toccandolo ne ha avvertito il corpo freddo, la  corsa inutile verso il Policlinico Gemelli, dove sarebbe dovuto arrivare il figlio con l’elisoccorso e poi il suo rientro al Pit. Qui ad attenderla la notizia che nessuna mamma vorrebbe avere: la morte del figlio. Una morte che già avrebbe dovuto percepire quando era arrivata al Policlinico e l’hanno rimandata indietro ma che con tutta se stessa si rifiutava di accettare. Il suo grande tormento poi è che il figlio sia stato quasi un’ora in quella casa urlando e lamentandosi senza essere soccorso. Mamma Marina da anche una prima ricostruzione della “marea di bugie» dette dai Ciontoli che cominciano già ad emergere. Ma soprattutto punta il dito su un altro aspetto inquietante  di questo processo che cercheremo di approfondire nel seguito, ossia che «Marco ha perso un litro e mezzo o quasi due di sangue in quella casa. Dove sta in quella casa? – si chiede disperata mamma Marina – Quella casa è stata trovata completamente pulita, e il sangue presente si limitava a qualche macchiolina».   
Sono passati «40 mesi e cinque giorni» come lei stessa ricorda eppure su quel viso e su quegli occhi  si vedono chiaramente i segni di quel dolore ancora vivo e lancinante. 

 

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