Ancora un contenzioso milionario per l'Adsp

CIVITAVECCHIA – Ancora una tegola sull’Autorità di Sistema Portuale con un contenzioso che potrebbe avere altre ripercussioni negative, in termini di milioni di euro, sulle casse dell’ente. 
Non basta TotalErg, né tantomeno la questione relativaall’accordo Comune-porto.
Il nodo, come anticipato qualche mese fa e concretizzatosi in queste settimane, è legato alla Darsena Energetica Grandi Masse, a seguito dell’ultima decisione presa da Molo Vespucci e discussa in comitato di gestione. 
Nei giorni scorsi, infatti, l’area da 880mila mq è stata riconsegnata all’Authority che è prossima a riottenerne la titolarità giuridica: l’intenzione è quella di rimetterla sul mercato. «Si pensa ad un nuovo project financing per un progetto che ha un costo compreso tra i 300 e i 500 milioni di euro – ha commentato nei giorni scorsi il presidente Francesco Maria di Majo – al riguardo, gli investitori devono sapere che è tutto pronto dal punto di vista amministrativo. La darsena grandi masse è prevista nel piano regolatore portuale e nei successivi adeguamenti tecnico-finanziari. Quindi chi vorrà investire sa che avrà di fronte un quadro giuridico certo». 
Nel frattempo però si è aperto un contenzioso arbitrale da oltre 30 milioni di euro tra Molo Vespucci e Compagnia Porto di Civitavecchia, la società controllata al 65% da Itinera del Gruppo Gavio (partecipata al 25% da Enel e al 10% da Sodeco) concessionaria a Civitavecchia fino al 2046 – in base alla concessione rilasciata nel 2006 – della Darsena Energetica Grandi Masse, su cui sarebbe dovuto sorgere un terminal multipurpose. Un investimento da centinaia di milioni di euro per quella che sarebbe dovuta diventare una infrastruttura di riferimento ma che, in dodici anni, non ha visto praticamente muoversi nulla. Il progetto, infatti, alla fine è naufragato, con l’Authority che nei giorni scorsi ha preso la decisione di revocare la concessione per la costruzione e gestione della darsena energetica grandi masse, una vicenda che si è protratta negli anni, contando su una lunga istruttoria, ma senza che si trovasse una soluzione condivisa tra le parti né tantomeno la realizzazione di qualcosa di concreto. La stessa società ha avviato diversi tentativi per cercare di risolvere bonariamente la situazione, facendosi restituire almeno in parte canoni, spese, oneri e costi sostenuti in questi anni. Ma il nodo è proprio qui. Nei circa 30,9 milioni che la società vanterebbe nei confronti dell’Adsp. Da qui la decisione di avviare l’arbitrato, non senza escludere comunque la possibilità, in corso d’opera, di trovare un accordo con Molo Vespucci. Ma l’Authority ha contestato la clausola compromissoria relativa alla previsione di un arbitrato, avanzando una richiesta danni da 49 milioni di euro. 
Ma nel frattempo si è aperta una crepa anche all’interno della stessa Compagnia Porto: il socio di minoranza Sodeco, infatti, ha impugnato la decisione di recedere dalla concessione e ha contestato quella di liquidare la società, accusando Argo di non volere adempiere agli obblighi contrattuali assunti verso l’Authority e gli altri soci.

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Vertenza Cfft, Rampelli scrive al Ministro

CIVITAVECCHIA – La vertenza relativa alla movimentazione dei container e, più in generale, la gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale arrivano all’attenzione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. È stato infatti il parlamentare di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Camera Fabio Rampelli a presentare un’interrogazione a risposta scritta per chiedere “quali urgenti iniziative di competenza intenda attuare per garantire che la Cfft, azienda leader nel settore, possa proseguire il proprio lavoro, e se non ritenga opportuno attuare ogni utile iniziativa in grado di assicurare un piano regolatore portuale adeguato e aggiornato sulla base dello sviluppo portuale attuale e delle attività in essere sul territorio portuale”. L’onorevole Rampelli fa sue le preoccupazioni seguite all’ordinanza del presidente Di Majo che vieta di fatto lo scarico dei container di frutta direttamente alla banchina 24, quella agroalimentare, imponendo la movimentazione alla 25, quella container, gestita da Rtc. “L’applicazione dell’ordinanza – si legge nel testo dell’interrogazione – avrebbe effetti devastanti sul porto di Civitavecchia, distruggendone l’economia e colpendo duramente le imprese che, fino ad oggi, hanno investito e garantito occupazione (le vertenze Royal Bus, Port Mobility e Cfft costituiscono la prova più lampante, unitamente alla gestione del contenzioso con Total Erg, relativamente alle tariffe per lo scarico e movimentazione di idrocarburi nel porto di Civitavecchia, che espone l’Adsp di Civitavecchia al rischio di dissesto finanziario). In tal modo si arrecherebbe un grave danno ad una attività condotta fino ad oggi con grande professionalità e con investimenti milionari, a solo beneficio della Rtc, società concessionaria della banchina 25, che fino ad oggi ha disatteso gli impegni alla base della concessione ottenuta”. E Rampelli ricorda i numeri di Cfft, che nel 2017 ha movimentato oltre 200mila tonnellate di frutta, operando “negli interessi del porto di Civitavecchia, affinché abbia pieno sviluppo e per favorire, con le proprie attività – ha aggiunto – sia l’occupazione locale, che l’intero indotto dell’economia portuale da essa attivato. Ad oggi, Cfft è la realtà aziendale con maggior sviluppo occupazionale del porto, attirando il maggior numero di traffici commerciali ed investendo negli anni il maggior numero di capitali sul territorio, risultando essere – conclude l’interrogazione – una primaria risorsa economica per la collettività”. E mentre sul tema portuale si attende anche la risposta dello stesso ministro Toninelli all’interrogazione presentata lo scorso aprile dal senatore di Forza Italia Gaetano Quagliariello, che aveva preso spunto dal contenzioso milionario tra Molo Vespucci e Total Erg, criticando aspramente l’operato del presidente Di Majo, per quanto riguarda la vertenza Cfft si continua a lavorare a Molo Vespucci.

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Italcementi, Marietta Tidei: ''Agli annunci seguano i fatti''

CIVITAVECCHIA – «Mi auguro che la ripresa dei contatti con Italcementi produca qualcosa di più sostanzioso di qualche lavoro per la messa in sicurezza del sito, tra l’altro obbligatoria per legge». Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Marietta Tidei che interviene dopo l’annuncio del sindaco Antonio Cozzolino dell’avvio, a breve, dei lavori di demolizione e bonifica del sito.

«Mi auguro che il Sindaco chiarisca lo stato dell’arte – prosegue il dem – ma soprattutto che agli annunci seguano i fatti. Dopo quattro anni di nulla sarebbe ora. Con  la revoca della delibera del 2013 l’amministrazione ha fatto perdere alla città un’occasione storica: quella di compiere una grande operazione di rigenerazione urbana. Ci sarebbe stato – tuona Tidei – lavoro per tante imprese  e lavoratori locali  e soprattutto si sarebbe ricucita una ferita orribile nel tessuto urbano. Si sarebbe abbattuto un mostro riconsegnando alla città un’area più bella e fruibile». Ma sull’argomento interviene anche il segretario del Partito democratico Civitavecchia Germano Ferri che chiede maggiore chiarezza. «Innanzitutto – spiega il dem – la bonifica del sito Italcementi è un’opera complessa, il cui costo milionario difficilmente credo possa essere speso dalla società proprietaria del sito senza una contro richiesta verso la città. Cosa verrà realizzato al posto del cementificio? Se il Sindaco – incalza Ferri – ha già preso accordi, credo la città debba essere edotta sul futuro sviluppo della stessa». Altro problema poi sarebbe la bonifica dell’amianto presente nel sito.

«Mi chiedo se sia già stata fatta una valutazione dell’impatto ambientale – continua Ferri – se sia presente un piano di bonifica e se la Asl e la Regione Lazio siano state edotte su ciò». Ma questi non sono gli unici dubbi sollevati da Ferri che si chiede anche come, e soprattutto dove, verrà smaltito il materiale derivante dalla demolizione o come si gestirà il traffico di mezzi pesanti che deriverà dall’inizio dei lavori. «Infine, il piano di smantellamento del cementificio presente prima della nomina dell’attuale amministrazione pentastellata, accantonato poi dalla stessa, prevedeva l’impiego di maestranze locali. In una situazione cittadina in cui il lavoro oggi è una tematica fondamentale, anche in virtù delle molte aziende in difficoltà, e considerato il fatto che la chiusura di Italcementi ha lasciato a casa molti padri di famiglia – conclude il segretario dem – mi chiedo se si darà spazio alle tante società che a Civitavecchia possono offrire eccellenti professionalità verso un lavoro che, a mio avviso, dovrebbe coinvolgere in primis i lavoratori locali. Spero in una risposta chiarificatrice da parte del Sindaco». 

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Italcementi, Marietta Tidei: ''Agli annunci seguano i fatti''

CIVITAVECCHIA – «Mi auguro che la ripresa dei contatti con Italcementi produca qualcosa di più sostanzioso di qualche lavoro per la messa in sicurezza del sito, tra l’altro obbligatoria per legge». Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Marietta Tidei che interviene dopo l’annuncio del sindaco Antonio Cozzolino dell’avvio, a breve, dei lavori di demolizione e bonifica del sito.

«Mi auguro che il Sindaco chiarisca lo stato dell’arte – prosegue il dem – ma soprattutto che agli annunci seguano i fatti. Dopo quattro anni di nulla sarebbe ora. Con  la revoca della delibera del 2013 l’amministrazione ha fatto perdere alla città un’occasione storica: quella di compiere una grande operazione di rigenerazione urbana. Ci sarebbe stato – tuona Tidei – lavoro per tante imprese  e lavoratori locali  e soprattutto si sarebbe ricucita una ferita orribile nel tessuto urbano. Si sarebbe abbattuto un mostro riconsegnando alla città un’area più bella e fruibile». Ma sull’argomento interviene anche il segretario del Partito democratico Civitavecchia Germano Ferri che chiede maggiore chiarezza. «Innanzitutto – spiega il dem – la bonifica del sito Italcementi è un’opera complessa, il cui costo milionario difficilmente credo possa essere speso dalla società proprietaria del sito senza una contro richiesta verso la città. Cosa verrà realizzato al posto del cementificio? Se il Sindaco – incalza Ferri – ha già preso accordi, credo la città debba essere edotta sul futuro sviluppo della stessa». Altro problema poi sarebbe la bonifica dell’amianto presente nel sito.

«Mi chiedo se sia già stata fatta una valutazione dell’impatto ambientale – continua Ferri – se sia presente un piano di bonifica e se la Asl e la Regione Lazio siano state edotte su ciò». Ma questi non sono gli unici dubbi sollevati da Ferri che si chiede anche come, e soprattutto dove, verrà smaltito il materiale derivante dalla demolizione o come si gestirà il traffico di mezzi pesanti che deriverà dall’inizio dei lavori. «Infine, il piano di smantellamento del cementificio presente prima della nomina dell’attuale amministrazione pentastellata, accantonato poi dalla stessa, prevedeva l’impiego di maestranze locali. In una situazione cittadina in cui il lavoro oggi è una tematica fondamentale, anche in virtù delle molte aziende in difficoltà, e considerato il fatto che la chiusura di Italcementi ha lasciato a casa molti padri di famiglia – conclude il segretario dem – mi chiedo se si darà spazio alle tante società che a Civitavecchia possono offrire eccellenti professionalità verso un lavoro che, a mio avviso, dovrebbe coinvolgere in primis i lavoratori locali. Spero in una risposta chiarificatrice da parte del Sindaco». 

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Scarico container: cambia tutto

CIVITAVECCHIA – Rischia di non mettere la parola fine alla guerra in banchina tra Rct e Cfft l’ordinanza pubblicata nel tardo pomeriggio di ieri dal presidente dell’Autorità di sistema Portuale Francesco Maria di Majo. Anzi, farà probabilmente discutere quanto messo nero su bianco dai vertici di Molo Vespucci, per dirimere la vertenza relativa allo scarico dei container e, in particolare, di quelli refrigerati che trasportano la frutta. Anche perché negli ultimi mesi la società italo belga che gestisce il terminal agroalimentare aveva messo sul tavolo un ingente investimento milionario per l’acquisto di due gru semimoventi per lo scarico in autonomia dei container; decisione motivata dalla necessità di rispondere alle richieste e alle esigenze del mercato, sempre più pressante. L’ordinanza fa riferimento al parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e al risultato a cui è giunta la commissione interistituzionale, disponendo come dal 15 settembre prossimo ‘‘l’imbarco sbarco dei contenitori da parte di unità navali adibite al trasporto di container che effettuano servizi di linea dovrà avvenire unicamente presso la banchina 25’’ (data dal 2006 in concessione alla società Rct). ‘‘Non risultano ostacoli di natura tecnico operativa – si legge ancora – che impediscono il trasporto dei container dalla 25 al magazzino della frutta’’. A partire da quella data, inoltre, ‘‘lo sbarco imbarco di container, inclusi quelli refeer, sulle banchine 23 e 24 sarà consentito solo se tali attività  rivestono carattere di occasionalità, ovvero quando tali attività non siano caratterizzate dall’abitualità, sistematicità, ripetitività, regolarità e stabilità’’. Con esposti presentati da parte di Rtc e uno stuolo di avvocati pronti a dare battaglia per Cfft la vertenza non sembra essere chiusa con questo documento.

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Gdf, sequestri milionari per dei crac Tra indagati ex patron Pomezia Calcio

Sequestro milionario delle fiamme gialle: 44 immobili, terreni, partecipazioni societarie a 3 indagati fra cui l’ex presidente del Pomezia calcio, Raffaele Di Mario. Le indagini ruotano sul crac della banca Tercas e sulle bancarotte fraudolente del Gruppo Dimafin

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Ricorso TotalErg: tutto rinviato a luglio

CIVITAVECCHIA – Era attesa per il 4 aprile, ed invece stata rinviata a fine luglio la trattazione del ricorso proposto dalle società TotalErg S.p.A. (ora Italiana Petroli S.p.A.) e Raffineria di Roma S.p.A. nei confronti di Molo Vespucci, in relazione al contenzioso sulla sovrattassa portuale.  
TotalErg chiede l’ottemperanza del D.P.R. in ragione della pendenza di trattative tra le parti per la definizione transattiva della controversia, con il Consiglio di Stato che, avendo rinviato a luglio la trattazione, non ha neanche concesso la sospensione dello stesso Dpr. 
Ancora una fase di stallo, quindi, per un contenzioso milionario, a cui è appeso il futuro stesso dell’Autorità di Sistema Portuale. 
È legittimo o meno il raddoppio della tassa di approdo? 
Dalla risposta a questa domanda dipenderà l’equilibrio delle casse dell’ente portuale, che potrebbe essere chiamato anche a restituire alla società petrolifera una cifra variabile tra gli 8 e i 12 milioni di euro. 
Ecco perché l’attenzione sulla vicenda – iniziata qualche anno fa e che, nei  mesi scorsi, ha visto la decisione della Cassazione di rinviare tutto non ad un giudice tributario, ma al Consiglio di Stato, chiamato a dirimere la questione – è alta. 
Ora bisognerà quindi attendere ancora tre mesi, per capire anche quali potranno essere i margini di manovra per la stessa Autorità di Sistema Portuale in termini di spesa e di investimenti.

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Ferri: ''Siamo stanchi, le cose al Pincio devono cambiare''

CIVITAVECCHIA – Nuova critica all’amministrazione comunale di Civitavecchia da parte del segretario Pd Germano Ferri. Questa volta protagonista è la situazione ‘‘buche’’. «Non c’è un vero e proprio piano di risoluzione e diversamente da come dovrebbe esser la norma, stanziare un fondo per consentire il rifacimento del manto stradale ci permette di affermare che l’amministrazione stia rattoppando temporaneamente i tanti pericolosi crateri i quali, alla prima pioggia primaverile, riproporranno nuovamente il problema». Altro tema toccato da Ferri è il forno crematorio: «sicuramente un business milionario che graverà ulteriormente sulla salute dei Civitavecchiesi». Secondo Ferri «il PD di Civitavecchia sebbene le ultime elezioni abbiamo dato numeri alquanto sconcertanti a livello nazionale, i quali ci devono spingere ad una profonda analisi, l’elezione alla Regione Lazio della nostra compagna Marietta indica l’ottimo lavoro svolto a livello locale. Speriamo e chiediamo quindi che venga ascoltata l’opinione pubblica e d’opposizione al fine di bloccare le continue situazioni pericolose sfuggite di mano ad un partito di maggioranza che poco ha fatto in questi tre anni. Siamo stanchi, cambiamo le cose».

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