Flavioni, inizio in salita

di MATTEO CECCACCI

Che sarebbe stata un’annata complicata si poteva immaginare e la prima giornata di campionato ne ha dato conferma. All’esordio stagionale in serie A1 femminile, la Flavioni Handball Civitavecchia di coach Patrizio Pacifico perde 29-19 in casa del Cassano Magnago di Davide Kolec. Una sfida a senso unico, dove le lombarde hanno sempre avuto in mano il pallino del gioco per tutta la durata del match. Pesa come un macigno la prima mezz’ora che ha visto le varesotte andare avanti di ben sette centri chiudendo sul risultato di 15-8. Nel secondo tempo, invece, le civitavecchiesi entrano sul parquet più cariche e determinate, con una lucidità mentale maggiore che le porta a riaprire la gara e andare sul -4, grazie alla straordinaria performance del terzino Chiara Bonamano e del centrale Annagiulia Francesconi, autrici di ben sei centri ciascuna. Le locali, però, non si fanno raggiungere e siglano  altri quattordici sigilli, di cui dieci del pivot Alessandra Bassanese, migliore della partita. Una sfida negativa per le gialloblu della presidentessa Eleonora Gorla che non iniziano nel migliore dei modi e, considerando che sabato prossimo al Palazzetto Insolera Tamagnini arriva la compagine campione d’Italia Jomi Salerno, sembra andare tutto in salita. Attualmente in classifica a zero punti ci sono anche Brescia, Leno, Ariosto Ferrara e Casalgrande Padana.

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La Vecchia ospita l'Atletico Vescovio nella nuova casa di Allumiere

di MATTEO CECCACCI

Ottenere i primi tre punti stagionali: questa è la missione principale del Civitavecchia Calcio 1920 che, nel match valevole per la terza giornata d’Eccellenza, sfida alle 15.30 alla Cavaccia di Allumiere l’Atletico Vescovio di mister Ermanno Pansa. Un match che dirà molto sul prosieguo della stagione, perché nelle prime due giornate entrambe le squadre non hanno fatto molto bene, in particolar modo i romani. I biancorossi, infatti, sono reduci da due sconfitte consecutive, prima con il Villalba 1-0 e poi la batosta del poker subito all’esordio in casa domenica scorsa con la quotata Valle del Tevere, mentre i nerazzurri hanno solamente raccolto due punti, frutto dei due segni ics (1-1) maturati con Ronciglione United e Casal Barriera, ma la penalità di un punto inflitta la settimana scorsa a causa delle vertenza Staffa mette i tirrenici al sestultimo posto. È effimero mettere in risalto l’attuale situazione negativa che grava sul club civitavecchiese, ma il continuo tormento delle notizie che si sono susseguite in poco meno di una settimana non stanno sicuramente dando pace alla Vecchia: basti pensare alla multa di 150 euro inflitta mercoledì 5 settembre dal giudice sportivo a causa delle troppe proteste dei tifosi nei confronti della terna arbitrale riguardo la gara d’esordio, poi due giorni dopo i 1000 euro di ammenda, il punto di penalizzazione e l’inibizione di sei mesi al presidente Stefano Biondi; insomma, tutto questo pesa, ma per fortuna c’è uno staff straordinario che non fa per niente preoccupare l’intero organico di Andrea Rocchetti. La rosa, infatti, è pronta e reattiva, gli allenamenti si sono svolti sul manto erboso della Cavaccia di Allumiere nel migliore dei modi. Tanti i giovani che hanno fatto bene e ottime le notizie su Befani che sembra essersi ripreso dall’infortunio, mentre il classe ‘00 Rasi dovrebbe rientrare entro metà novembre. L’Atletico Vescovio, invece, dovrà fare a meno del difensore Angelo Ciampini squalificato per due giornate, ma farà di tutto per trovare il primo sorriso stagionale. Si stimano sulle tribune collinari circa 100 supporter nerazzurri. «Sarà fondamentale – spiega il difensore Luca Iacomelli – fare bottino pieno. Purtroppo non abbiamo raccolto quanto seminato di buono in queste prime due giornate, ma la partita di oggi sarà l’occasione giusta per rifarci. Non dovremo farci ingannare dalla classifica, loro sono una squadra che può metterci in difficoltà, dovremo imporre il nostro gioco sin da subito pressandoli alti ed evitando le loro ripartenze. Dispiace a tutti non giocare a casa davanti alla nostra gente, il numero di spettatori contro il Ronciglione ci aveva impressionato, ma sono sicuro che molti dei nostri tifosi non sapranno stare senza la propria Vecchia e verranno a sostenerci anche alla Cavaccia». Infine il figlio del patron ha voluto concludere lasciando parole di conforto all’amico di una vita, attualmente infortunato, Samuele Cerroni: «Gioco insieme a Samuele da quando eravamo poco più che tredicenni e non vederlo in campo durante la settimana e la domenica è una brutta sensazione, perché so quanto lui tenga al Civitavecchia Calcio e quanto stia cercando di recuperare più in fretta possibile».
 

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«Al perdono non ci penso e non lo concederò mai»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Al perdono non ci penso e credo che non glielo concederò mai. Il perdono è un sentimento e nei confronti di quella gente non riesco a nutrire sentimenti. Ne sono indegni dopo i comportamenti tenuti nei confronti di mio figlio morente  verso il quale non ne hanno nutrito alcuno anteponendo i propri interessi alla possibilità di salvezza di Marco. Come può pretendere di avere il mio perdono dopo aver lasciato mio figlio agonizzante addirittura per terra, neanche sdraiato su un divano? No, non lo avrà mai. Ma non per questo io lo odio. L’odio è già un sentimento e loro non meritano neanche quello. Voglio soltanto, e penso di averne tutto il diritto, sapere la verità. Ma la verità vera, non quella processuale o quella di comodo che si sono inventati e ripetono tra tre anni e mezzo. Del resto non me ne frega niente».
Risponde così Marina Conte, mamma di Marco Vannini, il ventenne deceduto il 18 maggio 2015 dopo una drammatica agonia a seguito di un colpo di pistola partito dalla beretta calibro nove di Antonio Ciontoli,  condannato a 14 anni in primo grado per omicidio volontario e i suoi familiari a tre anni per omicidio colposo (la moglie Maria Pezzillo e i figli Federico e Martina, fidanzata di Marco), che ieri  chiede il perdono attraverso un’intervista rilasciata a Valentina Stella per il quotidiano ''Il Dubbio'', di Piero Sansonetti. Mamma Marina dice di non averla letta perché, sottolinea: «Leggere quello che loro dicono mi fa solo star male. Loro già hanno ferito tanto me e mio marito Valerio e soprattutto mio figlio che a vent’anni non c’è più. Forse sarò dura ma continuando con questa solfa, riescono sempre più a farmi schifo. Si devono vergognare. Per come si muovono e per come agiscono. Tutti i giornalisti che sono venuti a casa mia hanno invitato anche loro a parlare. Ma non hanno mai voluto farlo. E’ inutile che continuano a fare le vittime». 
Mamma Marina, come un fiume in piena parla in modo concitato, facendo trasparire dalla voce un profondo fastidio non tanto per l’argomento quanto per le persone di cui è, per certi versi, costretta a parlare.  All’affermazione di Ciontoli quando dice: «abbiamo scelto di non parlare con la stampa per rispettare la famiglia di Marco e anche il giusto processo»,  lasciando intendere che loro sono stati rispettosi anche dell’istituzione, Marina risponde: «Se avesse voluto rispettare la famiglia di Marco mi chiedo perché fuori dall’udienza ha comunque attaccato mio nipote dicendogli “ma non ti vergogni”? E poi perché  è stato denunciato? Se non voleva ferirmi non doveva fare niente di tutto questo. Lui e la sua famiglia sono delle persone malvagie. Punto. Chi ha fatto cattiverie sono soltanto loro. Hanno strappato la foto di Marco e poi dice «il mio amatissimo Marco»? Ma quando mai l’ha amato. Sono stanca di sentire queste cose. Se ha qualcosa da dire, la verità, deve andare dai giudici e dirla a loro. Potrebbe così liberarsi la coscienza, ammesso che l’abbia».
Ciontoli nell’intervista parla del clamore mediatico che ha creato questa vicenda e Marina replica: «Se si lamenta del fatto che c’è un processo mediatico non dipende da me.  Sarebbe bastato soccorrere tempestivamente mio figlio e salvarlo ed oggi non staremo a parlare di questo. Ma l’hanno lasciato morire. Ed ora vogliono fare le vittime? Le vittime di che? Anche Federico quando lo vedo in televisione non mi sembra poi tanto angosciato per la morte di Marco».  
Non ci sta mamma Marina anche quando Ciontoli dice di non essere «né un assassino, né un criminale, né un delinquente». «Ha un senso quello che lui dice? – si chiede mamma Marina – Lui padre di due figli dice di amare Marco come un figlio ma non ha fatto niente per salvarlo. Parliamoci chiaro, ad oggi per la giustizia italiana lui e i suoi familiari sono quattro assassini. Chi uccide una persona è un assassino. Per come la vedo io e per come mi hanno educato i miei genitori, anche chi uccide un cagnolino lo è». 
Mamma Marina interviene sul punto in cui Ciontoli dice che: «Sin dall’inizio abbiamo provato a parlare con loro, abbiamo provato in vari modi ad avvicinarci a loro, tant’è che Martina nei giorni successivi è andata fuori casa loro, implorandoli di darle la possibilità di poterli abbracciare, senza riuscirci. Hanno comprensibilmente chiuso tutte le porte. A quel punto, abbiamo capito che forse il silenzio era il modo migliore per rispettarli».
«Non è vero – replica  mamma Marina – che noi abbiamo messo una barriera con loro. Nell’immediatezza del fatto ero sconvolta per quanto successo. Era morto mio figlio in un modo così violento e drammatico e tante cose non riuscivo a capirle. Mi ero come sconnessa da tutto e dal mondo. Non si capiva poi quello che era successo. Ma non avevamo chiuso i ponti con nessuno. Martina ha continuato a dialogare con mio nipote Alessandro per giorni e fino a quando lo stesso non si è reso conto che continuava a riferirgli una serie di bugie, tanto che alla fine le ha detto di non disturbarlo più. La verità stava iniziando ad emergere. Martina ha tentato di mettersi in contatto anche con me. Ma in quei primi giorni stavo tanto male, chiusa nel mio dolore lancinante, che non volevo vedere nessuno e neanche lei. Volevo vivere il mio dolore da sola. Così mio nipote gli ha detto di andare a casa sua per parlare con lui. Ma lei ha rifiutato. “Da te non ci vengo” è stata la sua risposta. Se avessi voluto chiudere le porte da subito non avrei certo permesso che Martina stesse in chiesa per i funerali. Io e mio marito eravamo distrutti dal dolore e se veramente anche loro vivevano la nostra stessa situazione avrebbero cercato un contatto con noi e ci potevano essere tanti modi per incontrarci. Loro con me vogliono fare solo le vittime. Ad oggi dopo tutto quello che ho vissuto, dopo tutte le menzogne che ho sentito, perché del prima non posso sapere niente visto che in quella casa non c’ero ma del dopo so tutto. Dall’arrivo al Pit io so tutto. L’ho vissuto in prima persona. E già dall’inizio hanno mentito.  Però col tempo ci sarà giustizia per Marco, e ci sarà anche una giustizia divina dalla quale nessuno potrà mai sfuggire. Una mamma non si da mai per vinta perché vorrà sempre sapere la verità. E questo è stato il mio incubo fin dal primo momento. Loro oramai si sono costruiti la loro verità, preparata e studiata con i loro legali».
Infine, un ultimo commento di mamma Marina quando Ciontoli afferma «Marco per me e mia moglie era come un figlio ed era il ragazzo che mia figlia Martina amava, e che sempre ameremo. Marco manca tantissimo anche a noi. Ma questo Marina e Valerio lo sanno benissimo come sanno benissimo che noi li continueremo ad amare».  
«Andiamo a vedere se è vero che loro amavano Marco – dice mamma Marina con un filo di voce –  Va ricordato che mio figlio ha urlato e urlato  e i vicini hanno dichiarato di aver sentito urla disumane. Tutti loro erano consapevoli che era partito un colpo d’arma da fuoco e Maria Pezzillo, invece, che ha disdetto la prima chiamata al 118 non mi sembra poi che lo amava così tanto visto che lo ha lasciato morire.  Non dimentico certo quando arrivata al Pit, si avvicina a me e accendendosi una sigaretta mi ha detto che il marito, per quanto successo, avrebbe perso il posto di lavoro. Quindi questo grande amore per mio figlio non lo vedo. Secondo me sono persone anaffettive. Per quanto riguarda il capofamiglia l’abbiamo sentita tutti, non solo io, la chiamata al 118 quando, con una tranquillità e una lucidità unica, diceva “venite c’è un ragazzo che sta male e si è ferito con un pettine a punta”. Dove sta questo amore? Dove sta? L’amore è solo verso loro stessi che fino ad oggi hanno solo pensato esclusivamente a ‘’pararsi il culo’’, come dice Viola (fidanzata di Federico e presente anche lei in casa quella maledetta sera), l’uno con l’altro. Loro stanno male perché vivono male. Era una famiglia che viveva di immagine. Purtroppo con quello che è successo la loro immagine è crollata. Quindi stanno male solo per questo, non per mio figlio. Ogni volta che hanno parlato di Marco, anche nel corso del processo, hanno sempre detto la “cosa” , il “ragazzo” e raramente hanno pronunciato il suo nome. Questo per dire di che vogliamo parlare? Loro non hanno mai fatto niente per lui. Antonio Ciontoli non è una vittima. Alla prima occasione ti salta addosso. Cosa c’entrava aggredire mio nipote? Che voleva da lui?. O quando  sempre Antonio, mentre stava sul divanetto,  parlando al telefono con il fratello, come registrato dalle intercettazioni ambientali nella caserma di Civitavecchia poche ore dopo il fatto, paragonavano la morte di mio figlio al furto di una Ferrari. O Federico quando diceva “ne abbiamo passate tante e passeremo pure questa”, cioè, come se è morto il gattino dentro casa. Di quale amore stiamo parlando?» conclude Marina.

 

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Stadio Ladispoli, la Questure dispone dei parametri per la vendita dei biglietti

LADISPOLI – L’attesa è finita: la Us Ladispoli ospiterà domenica l’Avellino, squadra che lo scorso anno militava in serie B prima dei guai societari. E’ già allerta per la sicurezza dato che che lo stadio Angelo Sale può contenere poco più che 500 spettatori (almeno quelli seduti) solo che se ne prevedono almeno il doppio considerando l’arrivo degli ultrà campani. La Questura avrebbe disposto dei parametri sulla vendita: non più di 230 tagliandi agli avellinesi. Per far fronte alle richieste, evitando che ci sia un afflusso superiore con possibili disagi sulla sicurezza, la società del Ladispoli potrebbe concedere ai tifosi la possibilità di acquistare i tagliandi attraverso prevendite autorizzate. «Stiamo lavorando per accogliere i tifosi avellinesi nel modo migliore – dice il presidente rossoblu Umberto Paris -. Abbiamo ricevuto delle disposizioni, il nostro intento è quello di regalare una domenica di spettacolo. I biglietti da destinare ai tifosi irpini non sono tantissimi e il nostro stadio non ha una capienza numerosa. Ragione per cui dobbiamo attenerci a delle regole». Tornano d’attualità le critiche ad una struttura costruita 2 anni fa dalla precedente giunta senza tribune adeguate con enormi disagi. Il patron del Ladispoli rivolge un appello alla città: «I nostri tifosi ormai sono dei fedelissimi, anche senza invito riempiranno lo stadio. Gli ultras ci seguono ovunque, sono quel dodicesimo uomo in campo che ci faranno vivere delle belle domeniche». Dopo la cavalcata avvincente dello scorso anno la formazione allenata da mister Bosco punta a partire nel migliore dei modi contro una corazzata che da poco ha messo a segno un colpo di mercato di livello: Ferdinando Sforzini.

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Angelo Sale pronto alla battaglia

Tanta attesa e conto alla rovescia iniziato. Ladispoli-Avellino non è una partita qualunque, è un appuntamento da scrivere negli annali. 
Al di là del risultato sarà una domenica da vivere, densa di emozioni, con lo spettacolo sugli spalti che dominerà su tutto. 
Sì, perchè all’Angelo Sale si prevedono oltre 1000 spettatori, 400 dei quali di fede irpina. La presenza di tifosi biancoverdi è stata assicurata in maniera massiccia dalle diverse richieste di biglietti. 
Non solo da Avellino e provincia, ma anche da Roma, dove è presente il club ‘‘Capitale Biancoverde’’ che raccoglie tifosi iripini residenti a Roma, trasferitisi per motivi di studio e lavoro. 
La Questura, però, ha disposto dei parametri sulla vendita, non più di 230 tagliandi ai sostenitori campani. Per far fronte alle richieste, evitando che ci sia un afflusso superiore alle istruzioni, la società del Ladispoli potrebbe concedere ai tifosi la possibilità di acquistare i tagliandi attraverso prevendite autorizzate. 
«Stiamo lavorando per accogliere i tifosi avellinesi nel modo migliore – ha detto Umberto Paris, presidente rossoblu – abbiamo ricevuto delle disposiozioni, il nostro intento è quello di regalare una domenica di spettacolo a chi assisterà alla gara. I biglietti da destinare ai tifosi irpini, mi dispiace,  non  sono tantissimi e il nostro stadio non ha una capienza numerosa. Ragione per cui dobbbiamo attenerci a delle regole giuste, pur sapendo che sarebbe un peccato negare l’ingresso a chi ha desiderio di vedere la squadra del cuore». 
Paris in ultmo fa un appello alla tifoseria:  «I nostri tifosi ormai sono dei fedelissimi, anche senza invito riempiranno lo stadio. Gli ultras ci seguono ovunque, sono quel dodicesiomo uomo in campo che ci farà vivere delle belle domeniche».

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Angelo Sale pronto alla battaglia

Tanta attesa e conto alla rovescia iniziato. Ladispoli-Avellino non è una partita qualunque, è un appuntamento da scrivere negli annali. 
Al di là del risultato sarà una domenica da vivere, densa di emozioni, con lo spettacolo sugli spalti che dominerà su tutto. 
Sì, perchè all’Angelo Sale si prevedono oltre 1000 spettatori, 400 dei quali di fede irpina. La presenza di tifosi biancoverdi è stata assicurata in maniera massiccia dalle diverse richieste di biglietti. 
Non solo da Avellino e provincia, ma anche da Roma, dove è presente il club ‘‘Capitale Biancoverde’’ che raccoglie tifosi iripini residenti a Roma, trasferitisi per motivi di studio e lavoro. 
La Questura, però, ha disposto dei parametri sulla vendita, non più di 230 tagliandi ai sostenitori campani. Per far fronte alle richieste, evitando che ci sia un afflusso superiore alle istruzioni, la società del Ladispoli potrebbe concedere ai tifosi la possibilità di acquistare i tagliandi attraverso prevendite autorizzate. 
«Stiamo lavorando per accogliere i tifosi avellinesi nel modo migliore – ha detto Umberto Paris, presidente rossoblu – abbiamo ricevuto delle disposiozioni, il nostro intento è quello di regalare una domenica di spettacolo a chi assisterà alla gara. I biglietti da destinare ai tifosi irpini, mi dispiace,  non  sono tantissimi e il nostro stadio non ha una capienza numerosa. Ragione per cui dobbbiamo attenerci a delle regole giuste, pur sapendo che sarebbe un peccato negare l’ingresso a chi ha desiderio di vedere la squadra del cuore». 
Paris in ultmo fa un appello alla tifoseria:  «I nostri tifosi ormai sono dei fedelissimi, anche senza invito riempiranno lo stadio. Gli ultras ci seguono ovunque, sono quel dodicesiomo uomo in campo che ci farà vivere delle belle domeniche».

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La Csl Soccer sorride, il derby è suo

Sono quattro le squadre che veleggiano in testa alla classifica del girone A del campionato di Promozione a due giornate dall’inizio del campionato. Tra queste ci sono la Compagnia Portuale e il Corneto Tarquinia che vantano sei punti nel carniere dopo appena 180 minuti di gioco. La CPC2005 rifila una cinquina contro il Bomarzo, in un match senza storia, dove la predominanza della roja è stata ben chiara già dall’avvio. Altra compagine, questa, rispetto a quelle delle passate stagioni, concretezza e semplicità alla base di gioco e sviluppi tattici, con un’enorme dose di individualità tecniche. Finisce dunque cinque a zero coi portuali mai in difficoltà, e un Bomarzo che paga a caro prezzo le assenze e la foga dei portuali che in sette minuti mettono al sicuro il risultato. È Ruggiero al 4’ a sfruttare l’assist di Feuli, e poi Gallo al 7’ portano la CPC2005 avanti di due reti. Il match ristagna nella zona nevralgica, con il Bomarzo che non crea nulla fino allo scadere. Ripresa sulla stessa falsa riga della prima frazione. Il pubblico si alza in piedi per il quarto gol di Gallo, da manuale del calcio. In pieno recupero arriva anche il quinto gol. Progressione di Di Gennaro con Ingiosi che lo atterra, Papagno, apparso di manica larga concede il penalty.
In un derby fortemente contestato dai padroni di casa, il Santa Marinella esce sconfitto dal Comunale per 0-1 sui cugini della Csl Soccer. Nell’occhio del ciclone il direttore di gara Aronne di Roma 1 che è stato pesantemente accusato di aver penalizzato la compagine del tecnico Stuccilli. Il gol della vittoria lo mette a segno Gaudenzi, che dai 25 metri lascia partire una staffilata che si insacca a fil di palo. I tirrenici trovano il pari al 3’ della ripresa ma l’arbitro annulla per un inesistente fuorigioco. «La Federazione dovrebbe mettere a disposizione delle società arbitri all’altezza – dice un adirato Paolo Di Martino – perché molto spesso sono loro che determinano i risultati in campo. Lo hanno visto tutti che il gol che ci è stato annullato era regolarissimo, e le immagini dell’emittente locale lo dimostrano senza alcun dubbio. Ma non è tutto. Al 35’ del primo tempo ha espulso giustamente Iacovella, ma con lui sarebbe dovuto andare negli spogliatoi anche colui che ha reagito. Nella ripresa ha cacciato Capoccia per un normale fallo da ammonizione. In nove ci ha precluso ogni possibilità di recupero. Certo, non abbiamo giocato al meglio. Ci sono diversi giocatori che ancora non si sono calati in questa categoria e che non hanno capito che non bisogna rispondere alle provocazioni. Siamo stati poco reattivi sulle seconde palle e sinceramente non so se è una cosa mentale o fisica. Di certo arriviamo sempre secondi. In questa categoria vince chi ha voglia di vincere. Questa squadra non mi accontenta, siamo ancora sul mercato e vedremo cosa succederà fino al 31 marzo». Gioia massima invece sul fronte opposto. «Buona prova la nostra – racconta il diesse Daniel D’Aponte – certo, con la superiorità numerica sopraggiunta, sarebbe stato meglio mettere in ghiaccio il verdetto parziale, comunque ci godiamo Gaudenzi perché noi lo stiamo mettendo al centro del progetto e lui sta ripagando ampiamente la nostra fiducia». Meglio di così non poteva iniziare l’avventura in stagione al Galli per il Città di Cerveteri di mister Silvestri che si è imposta sull’Aurelio Roma Academy per 4-0 dominando sotto tutti i punti di vista. Un successo ancora più da assaporare per i verdeazzurri visto e considerato la cornice di pubblico sugli spalti. Palombini, un’autorete e due volte Bacchi, sono gli autori delle quattro reti e finalizzatori di un gioco corale entusiasmante sotto gli occhi dei supporter cerveterani. Soddisfatto il tecnico Silvestri. «Volevamo iniziare bene in casa e così è stato. Non abbiamo trovato un avversario di grande levatura, però la squadra ha dimostrato di avere carattere e spirito di iniziativa. Test più probanti ci diranno di che pasta siamo fatti. Ci tengo a ringraziare la tifoseria, non pensavo di trovare una tribuna così gremita. Se ci saranno vicino saranno il nostro dodicesimo uomo in campo e chi ci affronta ci dovrà temere». Vittoria esterna per 2 a 1 del Corneto Tarquinia sul campo del Montefiascone. Gli ospiti tengono il pallino del gioco e passano in vantaggio a tempo scaduto con una incornata di Gravina, Guidozzi trova dalla distanza un eurogol che supera Iacomini e regala il pari al Montefiascone ma sul finire Antonini dà ai suoi il gol della vittoria. «Dovevamo chiudere prima il risultato – dice il dg Granato – lo potevamo fare con Forieri ma non ci siamo riusciti. Loro sono giovani e sotto il profilo della corsa ci hanno messo in difficoltà. Antonini è stato bravo. Noi in testa? Siamo agli inizi, è presto, ma vogliamo fare un campionato importante. Cpc e Polisportiva Cimini sono le favorite». «L’obiettivo è quello di fare bene – spiega mister Del Canuto – a noi va bene così. Loro sono giovani e di buona qualità, corrono molto e sono certo che metteranno in difficoltà tutte le avversarie. Sono molto soddisfatto delle prime due giornate di campionato, certo, dobbiamo ancora migliorare». Prima sconfitta stagionale per l’Atletico Ladispoli, battuto sul campo dell’Urbetevere per 2 a 0. Un gol per tempo per i gialloblu, con gli ospiti che, a dispetto del risultato, provano più volte a mutarlo. Alla fine però la retroguardia dei padroni di casa ne esce corsara. Dopo un primo tempo combattuto, in pieno recupero, l’Urbe sblocca grazie alla rete di Montepaone. Sulla scia del vantaggio poi, a poco dopo dall’inizio della ripresa i locali finalizzano con Galderisi. Il match procede a pieni ritmi per tutta la seconda frazione in cui l’Atletico Ladispoli prova a riaprire il risultato, ma al triplice fischio l’Urbetevere sorride e incassa altri tre punti. «Non abbiamo rischiato quasi nulla – dice mister Neto – ma alla fine abbiamo preso due gol nati da errori nostri. È stata una partita equilibrata, con un secondo tempo migliore dove abbiamo cercato di pareggiare. Ci ha condizionati il gol preso poco prima di rientrare negli spogliatoi per il primo tempo. Nella ripresa la partita l’abbiamo fatta noi. Ai punti doveva finire in pari». Allo Scoponi sconfitta per 5-1 il Tolfa di mister Riccardo Sperduti contro gli ospiti dell’Acquapendente. «L’Acquapendente ci è stata superiore  – spiega il team manager Salvatore Incorvaia – sia sotto l’aspetto tecnico che sotto l’aspetto fisico. Partita che già al 20’ del primo tempo registrava un 3-0 e una tripletta del bravo Saleppico, messo per la verità in condizione di battere Boriello per tre volte con troppa facilità. Nel secondo tempo, sebbene c’è stata una reazione con il goal di Trincia, è ancora l’Acquapendente a segnare altre due volte. Si chiude una partita che va presa con il giusto insegnamento senza troppe ansie e con la consapevolezza che c’è molto da lavorare. L’Acquapendente vista d’altri punti ha tutte le carte in regola per competere alla vittoria finale».

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Ladispoli, siringhe al bosco di Palo

LADISPOLI – Ancora segnali di degrado all'interno del bosco di Palo. A preoccupare e a far irritare i numerosi cittadini che dall'apertura del polmone verde, usufruiscono dell'area per godersi una bella giornata all'aria aperta, sono gli incivili. Ancora una volta volontari di FareAmbiente all'opera per ripulire l'area da quanto abbandonato da ignoti che anziché usufruire dei contenitori della differenziata preferiscono sporcare il bosco. Non solo. C'è anche chi utilizza i contenitori posti dalla ditta che si occupa del servizio di igiene urbana, in modo errato non conferendo dunque bene i rifiuti consumati e “abbandonati” all'interno del Bosco. A effettuare i controlli del caso c'hanno pensato nei giorni scorsi, appunto, i volontari di Fare Ambiente Ladispoli che per l'ennesima volta hanno lanciato un appello su Facebook: «Questo polmone verde merita di vivere indisturbato al riparo da incivili che lo maltrattano ogni giorno. Rispettarlo è un obbligo per tutti. Ci sono cittadini attenti che segnalando ci permettono di difenderlo. Questa è la parte migliore che reagisce». E a proposito di segnalazioni, una ancor più grave ne è arrivata, sempre qualche giorno fa, alle Guardie Zoofile del Nogra. Questa volta non si è trattato di semplici rifiuti, bensì di siringhe usate. A notare la presenza dell'oggetto, pericoloso per l'incolumità delle persone che frequentano l'area, un cittadino. Una delle due siringhe è stata rinvenuta conficcata su di uno degli alberi presenti all'interno dell'area verde, un'altra era ormai nascosta dalle foglie secche cadute in terra. Segno non solo di inciviltà, ma anche di degrado sociale che lascia intuire come il bosco non sia purtroppo utilizzato solo dagli amanti della natura, ma anche da parte di sbandati che, approfittando della vastità della zona, e dunque del poter “agire” quasi del tutto indisturbati, si introducono all'interno dell'area per le loro “attività”. Da capire se tutto ciò avvenga alla luce del sole, quando cioè il parco è aperto al pubblico o se qualcuno, approfittando della chiusura serale, disposta dall'amminsitrazione comunale, vi si introduca di nascosto per poi abbandonarla alla riapertura dei cancelli. Situazione questa che forse dovrebbe indurre l'amministrazione a intervenire con una maggiore sorveglianza dell'area. Sorveglianza che, come richiesto più volte dai cittadini, dovrebbe essere estesa anche a tutti i parchi pubblici della città. Sebbene infatti un chiaro regolamento approvato dall'amministrazione comunale a inizio anno, abbia messo dei paletti per l'utilizzo dei parchi, ad oggi, purtroppo, c'è chi delle regole se ne infischia, andando a ledere il diritto di bambini e adulti che vorrebbero semplicemente trascorrere qualche ora di relax. Il pericolo è sempre lo stesso: per colpa di pochi incivili c'è chi potrebbe rimetterci in termini di sicurezza.

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Dimissioni Mencarini, un contratto di governo per indurre il sindaco ad un ripensamento

TARQUINIA – Una giornata importante, quella di oggi, nella quale si potrebbe sciogliere il nodo sul futuro dell’amministrazione Mencarini. Almeno questo auspicano i componenti della coalizione di governo che ieri si sono parlati a lungo per valutare se sussistono ancora i margini per andare avanti nell’azione politica a favore della città. Nel corso di un incontro fiume, iniziato la mattina e poi aggiornato il pomeriggio, i componenti della maggioranza hanno cercato di studiare il modo migliore per chiedere al sindaco un ripensamento.

Un’impresa difficile, considerata la determinazione con la quale il primo cittadino Mencarini ha ribadito la volontà di lasciare la guida della città. Ma la sua compagine ha deciso di non mollare, e in un clima di unità d’intenti ha avviato un percorso di mediazione. Allo studio, ieri, una richiesta, né umorale e né affettiva; ma una proposta concreta, una sorta di ‘’patto di governo’’ sul quale basare l’azione amministrativa futura. Il sindaco Mencarini proprio stamane è atteso in Comune dove dovrebbe svolgersi un incontro con le forze di coalizione.

Il clima tra i gruppi di maggioranza ieri era infatti improntato alla determinazione e alla mediazione. All’angolo le divergenze; l’obiettivo è far tornare il sindaco sui suoi passi. Che, tradotto in termini semplici, significherebbe trovare la quadra su come portare avanti i principali progetti per la città. «Se il problema è politico, stiamo ragionando per risolvere il problema politico», hanno commentato alcuni componenti della maggioranza. 

“Prendiamo atto – hanno scritto poi in una nota ufficiale dei gruppi consiliari di Idea Sviluppo, Rinnova, Pietro Mencarini Sindaco, Solo per Tarquinia – della scelta del Sindaco di presentare le dimissioni. Rigettiamo qualsiasi tentativo di strumentalizzazione da parte di chi forse ha voluto o vorrà approfittare politicamente di questa situazione così come solo i più abili “avvoltoi” sanno fare. Leggiamo notizie non corrispondenti alla realtà dei fatti con l’intento di fare esclusivo “gossip politico”. Le forze politiche che compongono la maggioranza sono pronte, in maniera serena e unitaria, a sottoscrivere un atto di fiducia verso il Sindaco affinché possa ritornare sui suoi passi. L’iter burocratico, a fronte delle dimissioni, prevede il passaggio obbligatorio in consiglio comunale e in quella sede gli rinnoveremo la nostra fiducia anche con un documento programmatico che riteniamo indispensabile per l’eventuale e auspicato prosieguo dell’amministra- zione». Se l’obiettivo sarà centrato, lo si potrebbe sa- pere già nella giornata di oggi, nel corso della quale il primo cittadino dovrebbe anche dialogare con il prefetto. In ogni caso continueranno a scorrere i 21 giorni di tempo, nei quali il sindaco potrà rivedere la propria decisione. Se nulla dovesse cambiare il 23 settembre le dimissioni diventeranno efficaci, aprendo l’iter che porterà all’ indizione di nuove elezioni.

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