Sartorelli,occasione d’oro

Va a caccia del primo successo stagionale la Serramenti Sartorelli Asp nella quinta giornata del campionato di serie C maschile. Dopo lo scontro diretto in chiave salvezza perso la settimana scorsa in casa del Top Volley Latina, i rossoblu oggi giocheranno un’altra sfida determinante per la classifica. Alle 19 al Palasport arriva infatti il Nepi, fanalino di coda del girone A del campionato di serie C maschile, con zero punti all’attivo. Si tratta di una ghiottissima occasione per Mancini e compagni di muovere la classifica, che li vede al penultimo posto, in piena zona playout, con un solo punto. Si tratta della prima, vera partita per il nuovo tecnico Alessandro Sansolini, che a differenza del turno precedente, ha avuto a disposizione l’intera settimana per lavorare con i ragazzi e preparare al meglio il confronto.
«L’Asp deve saper uscire da queste situazioni – spiega Sansolini – e in settimana abbiamo lavorato molto, sia dal punto di vista fisico, che tecnico. È vero, Nepi è un avversario sulla carta abbordabile. Ma credo che in questo momento, l’unico avversario siamo noi stessi. Vogliamo sicuramente tirar su la testa e iniziare un viatico migliore».
Capitolo formazioni: nessun problema per l’allenatore civitavecchiese, che avrà a disposizione la rosa al completo.

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Ottima prova del Team Bike Race Mountain a Soriano del Cimino

Cinque vittorie di categoria, il successo nella classifica a squadre e numerosi piazzamenti sono arrivati per il Team Bike Race Mountain Civitavecchia nella gara di ciclocross che si è svolta domenica a Soriano nel Cimino. 
La giornata di gare è stata caratterizzata dalla pioggia e dal tanto fango che i corridori hanno trovato lungo il percorso, ma queste caratteristiche del tracciato hanno esaltato i portacolori dori della formazione arancio-fluo. 
Il dominio del Team Bike Race Mountain Civitavecchia è stato totale nella categoria G6, con le vittorie di Giordano Gigli e Sara Tarallo. Insieme a queste due vittorie sono arrivati anche il quarto posto di Silvia Cerasa tra le ragazze, mentre tra i ragazzi spiccano il sesto posto di Filippo Salvatori, il 9° di Daniele Mazzei, il 10° di Fabrizio Feroce, l’11° di Diego Zevola e il 12° di Diego Navarro. 
Mentre continua il dominio di Daniele Peschi tra gli ID-2, negli Esordienti arriva il secondo posto di Aurora Pallagrosi alle spalle di Sofia Capagni, mentre tra i ragazzi il migliore è Manuel Rescia, settimo, con Filippo Cesarini proietti che chiude alle sue spalle. 
Tra gli Allievi, 8° posto per Mattia Pietroni, 12° per Edoardo Di Luigi e 16° per Luca Cerasa. 
Grandi soddisfazioni anche nelle gare riservate ai Master: nella fascia 2 Alessandro Rescia è 3° assoluto e primo tra gli M4. Centrano la top 10 assoluta anche Massimo Egidi (8° assoluto e 4° M4), Ivano Libriani (10° assoluto e 6° M5), Marco Deciano (18° assoluto e 11° M5). 
Ottima anche la vittoria tra gli M8 di Marco Crescentini e il quarto posto negli M7 di Tiziano Santini. Tra le ragazze ha corso anche Claudia Cantoni, seconda al traguardo. 
Nella fascia 1, Vladimiro Tarallo è 7° assoluto e secondo degli M3 dietro Domenico Ponzo. Alessandro Massai ottiene la 21^ posizione assoluta e l’8^ negli M3, mentre Simone Renzicchi si è ritirato. Hanno partecipato alle gare anche Fabio Ottavianelli e Luigi Trasarti. 
Attualmente, il Lazio Cross del Team Bike Race Mountain Civitavecchia sta procedendo a gonfie vele in quanto la squadra può vantare ben 5 leader del circuito: Daniele Peschi, Giordano Gigli, Sara Tarallo, Aurora Pallagrosi e Claudia Cantoni.
 

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Don Milani: spostate tre sezioni della materna

CIVITAVECCHIA – Tre sezioni della scuola d’infanzia della Don Milani verranno momentaneamente spostate per problemi tecnici nelle aule. Mentre c’è chi parla di infiltrazioni che hanno creato problemi nelle aule da Palazzo del Pincio rendono noto che si tratta di problemi tecnici, già in via di risoluzione. Comunque il disagio c’è perché oggi le tre sezioni verranno spostate, una nel teatro della Don Milani, una presso la scuola Borlone e una presso la Pinelli. Lo rende noto l’assessore all’Istruzione Alessandra Lecis.

«Non appena abbiamo saputo dei problemi – ha spiegato la pentastellata – ci siamo messi all’opera. In due classi è stato già tutto risolto mentre in una i lavori si sono prolungati a causa del maltempo che ha impedito che l’aula si asciugasse per tempo. Ora mancano – ha continuato Lecis – collaudi e verifiche del caso prima di rendere nuovamente agibili le aule. Per i bambini non ci sono stati problemi perché erano in gita». Sta di fatto che oggi i piccoli alunni si dovranno spostare in altre scuole, un disagio per i genitori che dovranno accompagnarli e le lamentele fioccano. C’è chi si chiede per quanto tempo si prolungherà la situazione. Disagi a cui vanno ad accumularsi le carenze idriche di questi giorni.

Sempre da Palazzo del Pincio assicurano che i tecnici Acea sono al lavoro e che l’acqua manca nell’area per problemi sulle tubature e rassicurano sul fatto che sia stata sollecitato il riempimento dei serbatoi. Sicuramente non il modo migliore per iniziare l’anno scolastico con l’inverno alle porte e la paura che i disagi possano diventare abituali.

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''L’unica guerra vinta è quella non combattuta''

di TONI MORETTI

CERVETERI – Domenica IV novembre, alle 11 era l’appuntamento al Parco delle Rimembranze per l’accurata cerimonia organizzata per la celebrazione del centenario della fine della Grande Guerra e la commemorazione di tutti i caduti di quella immane tragedia. Era prevista la presenza delle autorità militari, civili e religiose lì di fronte al monumento dei caduti e la partecipazione del complesso bandistico caerite, ma il tempo è stato inclemente. Una pioggia insistente e ha costretto tutti ad approfittare della cattedrale S. Maria Maggiore, in piazza Santa Maria, in verità non molto distante dal monumento, ed onorare lì, a margine della s. messa, quei caduti che hanno dato il loro contributo di sangue e di sacrifici  di cui moltissimi Cervetrani.
Incisivo e di grande valenza politica. È stato il discorso  del sindaco Alessio Pascucci che esordisce ponendosi una domanda: «Come facciamo a costruire un mondo migliore se non sappiamo da dove veniamo? – e si risponde da solo affermando – oggi siamo qui per questo. Oggi celebriamo la Giornata dell’Unità d’Italia, della Vittoria e delle Forze Armate. Ma c’è veramente Unità?»
A questo punto, il discorso si incentra  sulla Costituzione della quale è un estimatore ed un cultore, in quei punti in cui parla di diritti, di uguaglianza e di pace.  «L’articolo 3 della nostra Costituzione – dice Pascucci –  ci ricorda che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Sono settant’anni che è scritto così. Eppure tutti i giorni milioni di nostri concittadini devono affrontare una loro guerra personale. Le famiglie che con la crisi economica faticano ad arrivare a fine mese. Gli uomini e le donne che non si vedono riconosciuti gli stessi diritti nel poter scegliere chi amare e come farlo. Le donne che subiscono violenza, fisica, psicologica, verbale, che lavorano al pari degli uomini ma che non ricevono gli stessi compensi. I genitori con un figlio o una figlia con diverse abilità, che devono lottare quotidianamente perché ai loro bambini vengano riconosciuti dei diritti essenziali, come il poter andare a scuola, o poter accedere senza barriere agli uffici pubblici. I bambini e le bambine nate in Italia da genitori stranieri, che vanno a scuola con i nostri figli, che parlano i nostri dialetti, cantano l’inno italiano, apprezzano i piatti della nostra tradizione e ne conoscono gli usi, ma non possono sentirsi italiani. Quante guerre ci sono ancora aperte nel nostro territorio nazionale? Quante volte al giorno vediamo calpestati quei diritti scritti così bene nell’articolo 3?» E pare sconsolato quando dice: «Non ci può essere Unità in una Italia in cui le differenze sociali sono così marcate. Non c’è Unità, non ci può essere Unità, dove non c’è amore».
La seconda parte del suo discorso è incentrato invece sul significato da dare alla vittoria facendo una disamina con una statistica spietata sul numero totale dei morti che ha prodotto, (settecentocinquantamila),  dei mutilati, delle donne e dei bambini vittime della fame e quindi incalza con un’altra domanda: «Quale Vittoria possiamo festeggiare? Quella delle bare tornate a casa con una bandiera sopra? Quella delle madri che hanno perso un figlio? Delle mogli rimaste vedove? Dei bambini rimasti orfani? Come possiamo usare la parola vittoria? L’unica guerra vinta – afferma con forza –  è quella non combattuta. Non a caso la nostra Costituzione all’articolo 11 recita: ‘‘L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali’’. Eppure siamo ancora coinvolti. In tante operazioni di cosiddetta esportazione della democrazia, i nostri giovani, donne e uomini che servono con onore il nostro paese, sono ancora sul fronte – e rivolgendosi ai tanti militari presenti – E a loro, ai tanti militari qui presenti, in rappresentanza di tutti quelli che da sempre rischiano la vita nelle zone calde del mondo per proteggere la nostra libertà, a loro, al loro impegno, alla loro tenacia, al loro ardore, al loro coraggio, noi dobbiamo molto. E stamattina, in questo 4 novembre, sotto al monumento ai caduti vogliamo ringraziarli e omaggiarli perché non ci sia mai più una lapide in questa città, perché non ci sia mai più una lapide in nessuna città del mondo macchiata di sangue innocente. Perché questo marmo possa servire a costruire ponti, scuole, luoghi di accoglienza. E non muri. E chiude indicando chi anche in un contesto bellico riesce a fare un gesto d’amore: Salvo D’Acquisto un ragazzo come noi. Un uomo normale. Uno come i tanti contadini, i tanti operai, chiamati alle armi e mandati a combattere sul fronte senza conoscerne il motivo».
Un  discorso orientato e frutto del suo tempo, quello di Pascucci. Che onora i caduti delle guerre ma non festeggia la vittoria di una guerra perché non ci deve essere più motivo di farne una , se vincere vuol dire prevaricazione  e affermazioni di supremazie che non hanno più ragione di esistere. Questo è stato il significato vero di quella corona di alloro, che nonostante la pioggia scrosciante, domenica  è stata deposta al monumento dei caduti.

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Il tornado che spazzò via la città

LADISPOLI – Per le strade non c'è quasi nessuno. Il cielo è grigio, il pomeriggio uggioso e in tv ci sono le partite di serie A a far compagnia agli amanti dello sport. Qualcuno si sposta in auto o a  piedi per qualche via del centro per tornare a casa dopo il pranzo della domenica tra amici o in famiglia. Qualcuno è a lavoro, nei bar, nei negozi come tutte le domeniche. Niente potrebbe mai far pensare che una semplice pioggia possa trasformarsi in così poco tempo in una vera e propria bomba pronta a seminare panico e distruzione. E' il 6 Novembre 2016. E' domenica. Suonano le 17 quando all'improvviso dal mare una enorme nuvola viene sbalzata a tutta velocità sulla terra ferma avvolgendo nel buio cose e persone. La furia del tornado si abbatte in città. Arriva dal mare: da porto Pidocchio e in un attimo investe, distrugge e spazza via tutto quello che trova sul suo cammino. Pareti esterne di abitazioni sbriciolate, tetti scoperchiati, alberi abbattuti al suolo, auto distrutte, ringhiere, calcinacci spazzate via dalla furia del vento. Una questione di attimi prima di ritrovarsi dentro la scena di uno di quei tanti film sulla devastazione del mondo che tengono fino all'ultimo col fiato sospeso. Ma è la realtà. Sembra essere in guerra. E purtroppo, come nelle guerre, anche Ladispoli ha la sua vittima. Un uomo che alla vista della furia della natura aveva tentato di ripararsi dal vento sotto i cornicioni di una Chiesa in via Odescalchi. Quello stesso cornicione che gli è crollato addosso senza lasciargli scampo. La macchina dei soccorsi si è subito messa in moto. A cominciare da chi in quel momento, come graziato dal Cielo, si è ritrovato in mezzo al ciclone e per fortuna non si è fatto nemmeno un graffio. Sono i ladispolani stessi i primi a scendere in strada, a soccorrere i feriti, a tentare di liberare le strade dalle macerie e dagli alberi e lampioni che come foglie si sono abbattuti al suolo. Protezione civile, vigili del fuoco, sanitari del 118, Croce Rossa, cittadini, istituzioni, … Tutti insieme per risollevarsi il prima possibile. Per riparare i danni, contare e curare i feriti, ritornare presto alla vita di ogni giorno, cercando di dimenticare, almeno all'apparenza l'enorme ferita che quel tornado ha provocato a un'intera comunità. Da quel giorno sono trascorsi due anni. E' il 6 novembre 2018. La conta dei danni non è ancora finita. C'è chi aspetta ancora di vedersi arrivare il risarcimento per quanto perso, per quanto ha dovuto ricostruire. C'è chi aspetta ancora di essere “rimborsato” per i sacrifici di una vita intera spazzati via in una manciata di minuti. Sono privati cittadini, agricoltori, aziende private, attività commerciali. C'è anche il Comune. Il tornado attraversando diametralmente la città ha causato notevoli danni anche a infrastrutture. Ponti, scuole, strade. Il lavoro è stato tanto. Sono circa 200 i privati cittadini che hanno presentato la richiesta risarcimento a palazzo Falcone per i danni subiti. Tra loro, purtroppo, non ci potranno essere coloro i quali hanno visto completamente distrutta l'auto. Dovranno invece aspettare ancora le aziende per ottenere i rimborsi. Per loro si dovrà aprire infatti una ''seconda tranche''. Per quanto riguarda poi i risarcimenti per il Comune, a breve dalla Regione dovrebbero arrivare 340mila euro. Soldi che fanno parte di una somma complessiva di circa 620mila euro totali di rimborsi per i danni subiti. Risarcimenti che almeno dal punto di vista economico, forse, riusciranno a rimarginare la ferita apertasi quel tremendo pomeriggio di due anni. Scene che per mesi hanno invaso la mente dei ladispolani. Ad ogni sussulto della natura per diverso tempo si è temuto il peggio. Si è temuto di poter rivivere anche solo per un attimo quel drammatico 6 Novembre. Immagini, quelle di una storia passata ma recente, che tornano in mente anche in momenti come questi, quando mezza Italia si ritrova flagellata dalla furia della natura. Un'ondata di maltempo senza eguali che anche questa volta ha mietuto le sue vittime. Se Ladispoli oggi conta solo i danni sugli arenili pubblici e non, c'è chi purtroppo piange le sue vittime. A cominciare dalla vicina Terracina. «Si è trattato sicuramente dell'evento calamitoso più forte che ci sia stato da quando ne ho memoria – ha detto il sindaco Alessandro Grando ricordando quel terribile giorno – I danni sono stati ingenti. Purtroppo rimarrà nella mente di tutti noi». Il primo cittadino ha però voluto sottolineare la solidarietà, il fare squadra, dell'intera città: «Quando a Ladispoli accadono fatti come quello di due anni fa, per fortuna, la comunità si stringe sempre attorno a chi subito delle perdite o dei danni. La città ha reagito nel migliore dei modi». Per giorni migliaia di ladispolani si sono rimboccati infatti le maniche per dare una mano a chi quella domenica ha visto la furia del vento distruggere le proprie case. Un lavoro di squadra senza sosta. «Purtroppo contro la furia della natura possiamo fare ben poco», ha proseguito il primo cittadino che ha però sottolineato come l'amministrazione possa cercare di ''rendere difficile'' alla natura il suo atto di distruzione, puntando soprattutto alle manutenzioni e messa in sicurezza di tutto ciò che possa ritenersi pericoloso: «Quello che possiamo fare – ha infatti concluso Grando – è quello di curare maggiormente il nostro patrimonio come ad esempio le alberature, gli impianti di illuminazione per attutire i danni che la furia della natura potrebbe causare». Una natura che negli ultimi anni, purtroppo, forse un po' per colpa dell'uomo e della sua mano, così clemente con il genere umano, non lo è più.  
 

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La Cestistica scivola sul parquet di Petriana

di ALESSIO ALESSI

Nella sesta giornata del campionato di serie C Gold maschile la Cestistica Civitavecchia stecca (81-56) in casa di Petriana una partita che non l’ha praticamente quasi mai vista protagonista in positivo.
La Stemar 90 inizia bene, ma qualche forzatura in attacco, un paio di palle perse e altrettante difese sbagliate permettono ai padroni di casa di piazzare un parziale di 10 a 0 che strapazza letteralmente la formazione guidata da coach Cecchini. 
I 17 punti di vantaggio a favore di Petriana all’intervallo lungo sanciscono la resa dei rossoneri, incapaci da quel momento in poi di mettere un controparziale per rientrare in partita.
Dopo cinque match disputati e con la sfida contro Aprilia da recuperare mercoledì 14, il bilancio della Cestistica è di segno negativo: tre sconfitte, due vittorie, appena 4 punti in classifica e già 8 lunghezze di ritardo dalla capolista Frassati.
Domenica al PalaRiccucci arriva il fanalino di coda Pass Roma, quale migliore occasione per tornare a correre: ovviamente l’imperativo è vincere.
Parziali: 30-13, 16-19, 18-11, 17-13.
Petriana: Di Simone 13, Guagliardi 28, Melillo 2, Di Paolo n.e., Tozzi 4, Diedhiou 2, Gori 7, Martinelli 3, Ficini 8, Cavarocchi 7, Zoffoli 0, Gai 7. Coach: Ludovici.
Cestistica Civitavecchia: Campogiani 5, Foulds 7, Bezzi n.e., Bencini 2, Bottone 1, Gianvincenzi 5, Manetti 15, Simeone n.e., Profumo 0, Di Grisostomo 6, Spada 3, Gattesco 12. Coach: Cecchini.
 

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Femminile plurale: oggi la finalissima

ALLUMIERE – Ad Allumiere oggi è il giorno tanto atteso della finalissima del prestigioso evento ‘’Femminile, plurale – Premio Letterario Allumiere 2018’’ promosso dall’assessore alla Cultura Brunella Franceschini, l’amministrazione comunale e la Pro Lovo e che si terrà alle 17.30 presso l’Auditorium del Palazzo della Reverenda Camera Apostolica in piazza della Repubblica, Allumiere ad ingresso gratuito. A fare da presentatore e intervistatore sarà l’eclettico Gino Saladini, il quale con la sua brillante conduzione accompagnerà gli spettatori nel mondo della letteratura. L’attrice Novella Morellini aiuterà il pubblico ad immergere nelle parole e nelle storie narrate dalle scrittrici finaliste, interpretate musicalmente dalle pianiste Paola Ingletti e Assunta Cavallari. Le giurate Carmen Pellegrino, Martina Testa e Veronica Ricotta metteranno in evidenza le peculiarità delle opere finaliste. Durante la serata, poi, si conosceranno le radici della cultura allumierasca nella centralità della partecipazione femminile nella vita sociale del paese, attraverso la mostra fotografica che ripercorre l’esperienza delle Ragazze della Cooperativa La Lumiera. Adrenalina a mille, poi, in attesa dell’ospite d’eccezione: Dacia Maraini. «Questo premio letterario è l’occasione per una riflessione più attenta, una modalità per conoscere meglio il nostro territorio, il suo ambiente, la sua storia e, dunque, la realtà sociale in cui ora viviamo – spiega l’assessore alla Cultura e Pari Opportunità, Brunella Franceschini – nel nostro immaginario, si nutre della tradizione e delle innovazioni che potrebbe apportare, in altri termini si costruisce sulla memoria di ciò che la comunità di Allumiere è stata, ma soprattutto sul futuro di ciò che sarà. Per questo, non può esserci occasione migliore per presentare la seconda edizione di Femminile, plurale. – Premio Letterario Allumiere». Si comincerà alle 17.30 con le letture di brani selezionati dalle opere finaliste, gli interventi delle autrici e l’accompagnamento musiche a cura di Paola Ingletti e Assunta Cavallari; seguirà alle 18.30 la cerimonia di premiazione e alle 19 la presentazione dell’edizione 2019. Alle 19.30 ci saranno i saluti e i ringraziamenti finali e poi seguirà l’aperitivo. In occasione dell’evento sarà allestita la mostra fotografica: ‘’Le ragazze della cooperativa La Lumiera’’ e sarà presente la libreria ‘’Scritti e Manoscritti’’ di Ladispoli. Ci sarà anche la diretta streaming al piano superiore. Le opere finaliste sono: ‘’Gli anni forti’’ di Paola Martini (Manni Editori); ‘’La ragazza nella foto’’ di Donatella Alfonso e Nerella Sommariva (All Around) e ‘’Nonostante il velo’’ di Michela Fontana (VandA ePublishing).

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Vertenza Cfft, il sindaco Cozzolino: "L'Adsp gestisca con saggezza la situazione e tuteli il lavoro nello scalo"

CIVITAVECCHIA – "L'ordinanza oggi pronunciata dal Tar Lazio in merito alla richiesta di annullamento da parte di Cfft dell'ordinanza dell'Adsp che impediva lo scarico di container al di fuori del terminal gestito da Rtc (in particolare sulla banchina 24 dove lavora Cfft per movimentare la frutta), ha confermato come la vicenda fosse tutt'altro che di facile soluzione". Lo ha sottolineato il sindaco Antonio Cozzolino. "Il Tar infatti ordina la fissazione dell'udienza di merito al 5 giugno 2019, considerando (art. 55 comma 10 del c.p.a.) le argomentazioni del ricorrente "apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito ". Che il motivo del contendere non fosse di facile interpretazione lo si era capito subito – ha aggiunto – anche durante gli incontri avuti con le parti in Comune prima e presso la Regione Lazio poi, tanto è vero che, come suggerito dall'amministrazione comunale e quindi sposato dalle parti in causa, la soluzione migliore sarebbe stata quella di addivenire ad un accordo commerciale che superasse le divisioni. Questo a tutela dell'intera comunità portuale che non può permettersi, in un momento di difficoltà come questo, nè di perdere traffici, nè tanto meno di creare problemi di operatività allo scalo. Confido quindi nelle parti in causa – ha concluso Cozzolino – perchè portino a termine con successo il percorso intrapreso e soprattutto nell'opera dell'AdSP che sappia opportunamente gestire la situazione e condurla sulla via migliore per il futuro del nostro scalo tutelando traffici, economia e posti di lavoro".

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Addio a Pino Grasso: i messaggi di cordoglio

CIVITAVECCHIA – "Ciao Pino, amico carissimo e compagno di tante avventure giornalistiche.
Te ne sei andato così, in silenzio, contrariamente al tuo carattere dirompente, sempre in prima linea, denunciando, con forza e grande amore per la tua città adottiva, ciò che per tutti noi, eterni ragazzi della nostra generazione, non andava per un futuro migliore e sottolineando quanto di buono e costruttivo veniva attuato. Siamo cresciuti insieme, muovendo i primi passi nel mondo della cronaca, affrontando e denunciando problemi da tempo irrisolti, sollecitando con forza provvedimenti più giusti più consoni alla vita e allo sviluppo di Civitavecchia.
Ci siamo frequentati come fratelli sin dai tempi del Liceo e ci siamo incamminati insieme lungo l'affascinante sentiero della carta stampata, cercando sempre di trattare, a fondo e con obiettività, problemi di vita quotidiana guardando con fiducia all'avvenire della città a noi tanto cara. Sei stato più che un amico, un fratello. Abbiamo trascorso insieme giorni bellissimi all'insegna di un sano entusiasmo giovanile che ci ha sempre accompagnato.
La notizia della tua dipartita mi ha profondamente colpito e non riesco ancora a rendermene conto. Tu resterai sempre nel mio cuore e ti ricorderò con tanto affetto. Ciao grande amico mio!"
Pino Maggi

"A nome mio, come Sindaco di Civitavecchia, del consiglio comunale e di tutta l'amministrazione voglio porgere le più sentite condoglianze alla famiglia Grasso per la scomparsa di Giuseppe Grasso, storico giornalista locale e per anni addetto stampa di quello che oggi è l'autorità portuale.
Un punto di riferimento per il giornalismo locale, un uomo che tanto ha dato a questo importante settore". Antonio Cozzolino, sindaco di Civitavecchia

"Sono rimasto profondamente addolorato per la scomparsa del caro Giuseppe grasso. Un giornalista ma soprattutto un amico con il quale si sono intercorse le mie dinamiche personali dell' impegno politico amministrativo degli anni 80 e 90. Grasso era un personaggio del giornalismo cittadino che con il suo garbo ed il suo entusiasmo si faceva sentire amico di tutti. Le mie più sentite condoglianze al figlio Massimiliano ed a tutta la famiglia".
Valentino Carluccio, ex sindaco

"L'Ugl di Civitavecchia si stringe al dolore della famiglia Grasso. Un abbraccio forte a Massimiliano Grasso e alla sua famiglia. Giuseppe Grasso ha rappresentato per la nostra città uno dei capisaldi del Giornalismo locale e non. Ciao Pino che la terra ti sia lieve". 

"Piangiamo oggi la scomparsa di Pino Grasso, un giornalista d'altri tempi, un professionista serio e attento che per tanti anni ha seguito da vicino le vicende di Civitavecchia, raccontando la realtà dei fatti con impegno e oggettività. Perdiamo un uomo elegante, uno di quei cronisti che usavano la macchina da scrivere come simbolo di precisione e accuratezza: una rarità in un mondo dove spesso si rincorrono lo scandalo e i toni eccessivi. Voglio esprimere le mie più sentite condoglianza e la mia vicinanza al figlio Massimiliano e alla famiglia, certa che il valore di questo uomo resterà per sempre un patrimonio della nostra città". Marietta Tidei, consigliere Regione Lazio

"Appresa la notizia, sono ad esprimere le più sentite condoglianze del Partito Democratico di Civitavecchia al Consigliere comunale Massimiliano Grasso per la dipartita del padre Giuseppe. Il circolo locale tutto, vicino alla famiglia, partecipa sentitamente con sincera commozione al loro dolore. Noto cronista locale, da sempre impegnato in battaglie per la città, Giuseppe Grasso lascia indubbiamente un vuoto nel giornalismo cittadino. Un uomo di valore che resterà sicuramente nella memoria della città". Germano Ferri, segretario del Pd

"Accolgo con tristezza la notizia della scomparsa di Pino Grasso. Giornalista di valore, ha svolto un ruolo importante nel mondo dell'informazione locale ed è stato un punto di riferimento prezioso per me e per tanti della mia generazione. Esprimo al figlio Massimiliano, ai familiari tutti e ai collaboratori, a nome della CNA e mio personale, sentimenti di vicinanza e profondo cordoglio". È la dichiarazione di Alessio Gismondi, presidente della CNA di Civitavecchia

"L’Associazione Crocerossine d’Italia Onlus – Sezione di Civitavecchia, si unisce alla famiglia, alla città e al territorio tutto, nel cordoglio, per la perdita un pezzo di storia importante di Civitavecchia, Pino Grasso, non era soltanto un giornalista, ma un uomo di grande cultura, un vero signore, che in questa città ha marcato un epoca, lasciando un segno intangibile della sua presenza. Alla famiglia diciamo coraggio, non siete soli nel vostro dolore.; vi siamo vicini. Tutta una città che si onora di averlo avuto come figlio, lo piange e ne ricorderà sempre la spiccata personalità". La Responsabile dell’Associazione Crocerossine d’Italia Onlus – Sezione di Civitavecchia Antonella Appetecchi

"È con grande tristezza che apprendiamo la cattiva notizia della morte di Pino Grasso. Un grande amico,un vero giornalista, un fine politico,un civitavecchiese verace, seppure di adozione ,sempre pronto ad affrontare i problemi della città ed a essere di insegnamento ai più giovani. Pioniere del giornalismo , fondatore di diversi Giornali Locali ,insieme al suo grande amico Espartero Melchiorri, con il quale ha condiviso , anche progetti culturali ed una maniera di vita. Ciao grande Pino ,possa riposare in pace,sentite condoglianze ai famigliari".
Civitavecchia c'è 

 

 

 

 

 

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