Week end all'insegna dei controlli sulla costa

LADISPOLI – Multe e poi ancora multe sulla costa di Ladispoli. Agli ambulanti, ai vacanzieri romani venuti in auto e anche ai pescatori non in regola. Polizia locale e Capitaneria di porto hanno usato il pugno duro nel fine settimana appena trascorso.

Venerdì e sabato multati a Ladispoli dalla Polizia locale, domenica mattina anche dalla Capitaneria di porto a Campo di Mare. Vita dura per gli ambulanti in spiaggia che si spostano da una parte all’altra del litorale nord ma che alla fine vengono sempre braccati. Pesanti contravvenzioni scattate anche ieri per una decina di vu cumprà (ogni verbale si aggira sulle cinquemila euro per vendita senza autorizzazione). La guardia costiera, in sinergia con la Polizia locale, ha sequestrato vestiti, costumi, bracciali, collanine, gonfiabili e giochi per bambini. Solo nella giornata di venerdì nove ambulanti erano stati costretti a lasciare tutto il materiale ai vigili urbani di Ladispoli. “Sulla nostra costa le forze dell’ordine stanno semplicemente applicando la direttiva del Ministero degli Interni riguardante la campagna di lotta all’abusivismo commerciale denominata Action Day”, aveva spiegato l’assessore alla Sicurezza e alla Polizia locale di Palazzo Falcone, Amelia Mollica Graziano. Ma i controlli durante il giorno hanno riguardato anche la sicurezza in mare. Un pescatore è stato bloccato e multato per essersi avvicinato abusivamente con la propria barca a poche miglia dalla costa in via Marco Polo. Gli uomini della capitaneria guidati dal comandante Strato Cacace hanno provveduto anche al sequestro di una quarantina di boette con al seguito piombi e ami da utilizzare per la pesca abusiva, naturalmente tutto materiale pericoloso per i bagnanti. Infine multe a raffica anche sul lungomare agli automobilisti indisciplinati, soprattutto vacanzieri romani che avevano lasciato le loro vetture in via Marina di Torre Flavia dietro lo stabilimento la Baia, area demaniale a pochi metri dalla sabbia. Lo scorso anno in quel punto un’ambulanza non riuscì a transitare per colpa delle auto parcheggiate in modo selvaggio. Una donna stava affogando e una volta recuperata in acqua aveva bisogno urgente del 118.

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Fosso S. Maria Morgana, è allerta

SANTA MARINELLA – Si fanno sempre più precarie, le condizioni della copertura del fosso S.Maria Morgana, che rischia di esplodere nel momento in cui il livello dell’acqua dovesse aumentare improvvisamente in caso di forti piogge. Dopo tre anni dall’alluvione del 2015, ancora non sono stati riparati i guasti prodotti dalla furia dell’acqua nelle strutture adiacenti ai fossi. Lo scorso anno, uno dei residenti delle abitazioni che confinano con il fosso in questione, situato vicino al ponte romano nei pressi del porto turistico, presentò un esposto al Comune. «Ho voluto sollecitare l’amministrazione comunale – dice Mariano Precetti ex consigliere comunale – alla risoluzione del problema causato dall’alluvione del 2015, la quale ha provocato danni ingenti alla copertura del fosso Santa Maria Morgana. Dopo tale evento, il Comune, ha badato soltanto a transennare l’intera area, che è ancora abbandonata e nell’incuria totale. Le catastrofi naturali, alluvioni o dissesti  idrogeologici, che hanno colpito Santa Marinella negli ultimi 35 anni, dimostrano quanto sia indispensabile l’attività di prevenzione da parte degli enti locali per evitare il verificarsi di tali eventi disastrosi per l’ambiente e l’incolumità pubblica. In base all’articolo 196 del Codice Civile, gli interventi di consolidamento e la messa in sicurezza del citato fosso, rientrano negli obblighi di prevenzione da parte del Comune. E’ ancora vivo in noi il ricordo di quel tragico 2 ottobre del 1981 quando la copertura tra la ferrovia e l’Aurelia è letteralmente saltata in aria e nella sua ricaduta ha provocato centinaia di miglia di euro di danni e tanti disagi a tutte le famiglie e alle abitazioni presenti nella zona». «Quindi – conclude Precetti – l’amministrazione comunale deve provvedere con urgenza e sollecitudine, nonché sotto la sua responsabilità per ragioni di sicurezza, a rimuovere il materiale accumulatosi nell’alveo dopo il crollo e sistemare il muro di contenimento affinchè non succeda un danno maggiore o addirittura il crollo della soletta di copertura in quanto, i muri di contenimento in pietra, non reggeranno ad un’altra violenta alluvione”»

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Ritorna la Golden Globe, la vela antica (senza Gps e radar) 50 anni dopo

Il giro del mondo in solitaria senza tecnologia. Fra i 18 in gara l’italiano Cappelletti e una donna. : 30 mila miglia in mare senza soste. Rievocazione della storica prova del ‘68

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Nasce a Marsiglia l'associazione MedPorts

CIVITAVECCHIA – Si è riunita ieri, presso il porto di Marsiglia, la prima Assemblea Generale che ha sancito la nascita dell’associazione MedPorts. L’iniziativa, promossa dal porto di Marsiglia fin dal 2016 attraverso il primo Forum MEDPorts si è finalmente concretizzata con la creazione ufficiale dell’Associazione. Erano presenti 20 Autorità Portuali che raggruppano i porti di 10 Paesi delle due sponde del Mediterraneo. I 20 membri fondatori sono: Algesiras, Arzew, Barcellona, Bastia, Bejaia, Beirut, Civitavecchia, Damiette, Luka Koper, Malta Freeport, Marsiglia Fos, l’Ufficio della Marina mercantile e dei Porti che riunisce i porti tunisini, i Porti de l’Estado, Skikda, Tanger Med, Serport (che raggruppa i porti algerini), Tarragona, Tolone, Valencia e Venezia. A questi, nelle prossime settimane, dovrebbero aggiungersi anche l’Agenzia Nazionale Portuale (che riunisce una parte dei porti marocchini), Alessandria d’Egitto, Durazzo e Salonicco.

MedPorts raccoglierà, attraverso i suoi aderenti, il 70% del tonnellaggio gestito nel Mediterraneo e oltre il 50% del traffico di contenitori. Il fine dell’associazione è di instaurare un’area di cooperazione operativa nel Mediterraneo, anche in termini di sostenibilità ambientale, e dare maggiore visibilità ai porti del Mediterraneo sulla scena del trasporto marittimo mondiale. A tal scopo, sono stati creati numerosi comitati tecnici che si dovranno occupare di formazione e competenza marittima, ambiente, di sicurezza, di relazioni internazionali, di statistiche e analisi di mercato, di smart port.

“Il Mediterraneo – dichiara il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Pino Musolino –  sta tornando al centro della Storia grazie ai profondi mutamenti geopolitici in corso che determinano una riconfigurazione delle rotte commerciali a livello globale. I porti dell’Europa meridionale e dell’Africa settentrionale – continua Musolino – sono in prima linea ad affrontare il cambiamento e rappresentano oggi il punto di contatto privilegiato con l’Asia. La Cina, attraverso la Belt Road Initiative, persegue una strategia precisa per raggiungere i nostri mercati dando sfogo al proprio surplus manifatturiero. Sta a noi decidere se subire passivamente le scelte della potenza cinese, o se sfruttarle per arricchire e consolidare le nostre economie. Affinché il Mediterraneo si ritagli un ruolo da protagonista nel nuovo scenario, occorre, però, che gli attori in gioco collaborino maggiormente per definire un piano di sviluppo infrastrutturale comune, coerente e sostenibile. A livello di risorse, l’Europa si appresta ad aggiornare il programma Connecting Europe Facility, che stanzierà oltre 30 mld di euro per lo sviluppo infrastrutturale della rete TEN-T dal 2021 al 2027. Ci auguriamo che la suddivisione delle risorse riconosca lo spostamento in corso verso sud del baricentro economico-commerciale Europa-mondo, diversamente da quanto è avvenuto per la prima tranche di finanziamenti stanziata nel periodo 2014-2020. Per tutti questi motivi, – conclude il presidente dell’AdSP del Mar Adriatico Settentrionale – il gruppo di lavoro riunito nel contesto dell’Associazione MEDPorts avrà un ruolo fondamentale nel coordinare l’attività dei vari soggetti in causa e nel tracciare una rotta che definirà il futuro del Mediterraneo”.

"La creazione di Medports – dichiara il Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo – che apre anche ai porti della sponda a Sud del Mediterraneo, permetterà agli scali di Roma e del Lazio di coordinare con i partners competenze  e professionalità in cui il sistema della portualità e dello shipping italiano è sicuramente all'avanguardia, come nel caso della gestione del traffico passeggeri e delle crociere, della gestione ecosostenibile dei porti, della security e dello sviluppo della pianificazione ambientale ed energetica nei porti”. “A tale ultimo riguardo, martedì 26 giugno –  continua di Majo – proprio a Civitavecchia, le Compagnie di navigazione Grimaldi, Grandi Navi Veloci, Tirrenia e Moby hanno firmato l'accordo volontario “Civitavecchia Blue Agreement” che prevede l'utilizzo di combustibile con  tenore di zolfo non superiore allo 0,10% sia all’ormeggio che in navigazione, a partire da una distanza non inferiore alle 15 miglia dalle ostruzioni portuali”.

“La partecipazione alla neo- costituita Associazione Medports – precisa il presidente dell'AdSP di Majo – va vista, inoltre, nell'ottica di rafforzare il ruolo del Mediterraneo nel panorama portuale europeo ed internazionale, riportando l'area Med in una posizione di primo piano e collaborando, altresì, a riprendere le fila della costituzione delle mappe del Trans Mediterranean Network (TMN-T), che vedrà i corridoi di trasporto europei collegati ai principali hub nordafricani”.

In conclusione, il presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale, esprime soddisfazione per la presenza di due porti italiani all'interno di Medports :"Oltre alla vicepresidenza del sottoscritto e del Presidente Musolino, abbiamo ottenuto altre posizioni di prestigio, quali il coordinamento, insieme all'Autorità Portuale di Marsiglia, del Segretariato Generale e la presidenza del Comitato "Sostenibilità Ambientale" per quanto riguarda l'AdSP del Mar Tirreno Centro-Settentrionale, mentre al porto di Venezia è andata la presidenza dell'importante Comitato "Relationship with international institutions".

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Firmato il Civitavecchia Blue Agreement

CIVITAVECCHIA – Questa mattina, presso la Capitaneria di Porto di Civitavecchia, è stato sottoscritto, grazie ad una proficua collaborazione tra le istituzioni del territorio, l’accordo volontario denominato “Civitavecchia Blue Agreement”. (SEGUE)

GLI ATTORI – La Capitaneria di Porto, il Comune, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale e le Compagnie di Navigazione operanti presso lo scalo marittimo di Civitavecchia, Grandi Navi Veloci S.p.A., Tirrenia e Grimaldi Lines hanno conseguito un importante risultato a tutela dell’ambiente marino e costiero. (Agg. 26/06 ore 20,18 SEGUE)  

I DETTAGLI – Il “Civitavecchia Blue Agreement” prevede infatti che le Compagnie firmatarie utilizzino combustibili contenenti tenori di zolfo non superiori allo 0,10%, sia all’ormeggio che in navigazione, ad una distanza non inferiore alle 15 miglia dalle ostruzioni portuali. Per contenere i livelli d’inquinamento atmosferico nelle aree urbane, dovuti alle emissioni gassose provenienti dalle navi, è opportuno difatti intervenire sull’utilizzo dei combustibili per uso marittimo, e in particolare sul tenore massimo di zolfo in essi contenuto. (Agg. 26/06 ore 20,35)

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Un mare di rifiuti: la denuncia dei pescatori locali

CIVITAVECCHIA – Cinque bidoni, tre dei quali completamente aperti da dove fuoriusciva ancora la vernice sintetica contenuta all’interno. E pesci intrisi di vernice verde, azzurra e grigia. Questo quanto è stato pescato, venerdì mattina, da un peschereccio della flotta locale ad una distanza dalla costa di Civitavecchia di circa 10 miglia, ad una profondità tra i 140 e i 160 metri. Un video per denunciare tutto che subito è diventato virale sui social network, postato su Facebook da Ivana Puleo, appassionata di fotografia, pronta a promuovere una campagna di sensibilizzazione proprio insieme ai pescatori locali. «Quando i pescatori tirano su le reti – ha raccontato Puleo – spesso tirano su di tutto: rifiuti di plastica di tutte le dimensioni, copertoni, parti di auto. Addirittura qualche anno fa uno di loro mi raccontò di aver ‘‘pescato’’ non ricordo quante biciclette semplicemente gettate in mare. A quel punto sorge il problema: cosa fare? Si, perchè quando riportano a terra questi rifiuti, i costi dello smaltimento e la gestione di tutto l’iter è a carico loro». Quello che gli stessi pescatori lamentano, infatti, è uno ‘‘scaricabarile’’ che non fa altro che peggiorare la situazione. «Il video non ha bisogno di spiegazioni – ha aggiunto Puleo – ma le spiegazioni sarebbero tante da fornire da parte di chi usa ancora il mare come una discarica. Questo sarà il primo reperto di una serie di prove e testimonianze che faranno parte di una denuncia vera e propria». Insieme ai pescatori locali sarà avviata un’iniziativa fatta di fotografie e video per testimoniare quanto, quotidianamente, viene trovato in mare: l’auspicio è quello che si possa creare una sensibilità mediatica ma soprattutto politica «in modo che chi è preposto al controllo e anche al supporto di certi adempimenti burocratici – ha concluso – faccia la sua parte semplificando e venendo incontro a chi, come i pescatori, fanno spesso anche loro malgrado, un opera di veri “spazzini del mare”, interrompendo in tutti i modi questo scaricabarile».

IL VIDEO

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Blue Agreement, slitta la firma dell'accordo in Capitaneria

CIVITAVECCHIA – Si sarebbe dovuto firmare ieri il rinnovo del ‘‘Civitavecchia Blue Agreement’’, l’accordo che mira ad abbattere il più possibile il carico inquinante delle navi che scalano il porto locale, attraverso la riduzione del tenore di zolfo nei combustibili. Lo scorso anno le compagnie interessate avevano mostrato qualche perplessità. Anche se, in realtà, va ad anticipare il termine del 01.01.2020, previsto dalla normativa in materia, per introdurre l’utilizzo da parte delle navi dirette in porto di un combustibile con un limite di tenore di zolfo dello 0,1% non solo all’ormeggio ma già nelle acque prospicienti l’imboccatura: in questo caso si parla di 15 miglia, a meno che le condizioni meteo marine non lo permettano o le navi non abbiamo degli apparati a bordo migliori, che già riducono quindi le emissioni. Ieri sarebbe stata Grimaldi a chiedere ulteriore tempo per valutare con i vertici l’adesione o meno all’accordo volontario, con Gnv che invece ha confermato il proprio impegno, come già avvenuto lo scorso anno. Il comandante del porto, Vincenzo Leone, vuole però accelerare, perché non si può più aspettare: tanto che ha imposto il termine di fine giugno entro il quale dovrà essere siglato l’accordo. 

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Parte la ''1000 vele per Garibaldi''

Domani alle 10.00 dalle acque antistanti il Porto di Riva di Traiano prenderà il via la XIII edizione della ‘‘1000 Vele per Garibaldi’’ con la prima tappa che prevede la traversata da Roma a Caprera per 125 miglia complessive. Al via 16 barche, con il vincitore dell’ultima tempestosa edizione, il Bavaria 36 Gastone di Sandro Spallotta, pronto a difendere il titolo da avversari agguerriti, come il Sunfast 3600 Lunatika di Stefano Chiarotti o il Comet 45S Libertine di Marco Paolucci. In Sardegna troveranno ad attenderli anche il Team di Simone Camba su Masaccio, che raggiungerà la flotta dopo aver partecipato alla 100 miglia del Golfo degli Angeli a Cagliari. Le barche saranno ospiti del Comune di La Maddalena, che patrocina la manifestazione nel bellissimo porto di Cala Gavetta, che sarà la base per le successive regate del 5 e 6 giugno prossimo nelle acque dell’Arcipelago, in un campo di regata di eccezionale bellezza.
La premiazione è prevista il giorno 7 giugno alle 19.00 a Cala Gavetta.

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Giordano Galano (Noi cielo azzurro) in corsa per Tidei

S. MARINELLA – Tra le liste che appoggiano la candidatura del rappresentante della coalizione del centro sinistra Pietro Tidei, c’è il Movimento Giovanile ‘‘Noi Cielo azzurro’’ capitanato da Pino Galletti, che ha iniziato a mobilitarsi per dare il suo apporto al  candidato sindaco della coalizione. «Presto presenteremo ufficialmente un evento – esordisce Galletti – per presentare in modo ufficiale, ai cittadini, il nostro candidato  Giordano Galano. Siamo pronti a rimetterci in gioco per far soffiare nuovamente sulla nostra cittadina quel vento di speranza, ad oggi lontano mille miglia nei pensieri dei nostri concittadini, alquanto delusi e amareggiati dalla situazione attuale che quotidianamente vivono. E’ notizia di qualche giorno fa, la chiusura dell’ultimo spazio di aggregazione sportiva, quale il campo di calcio di Santa Severa, finito anch’esso nel tritacarne della ex maggioranza che ha mandato in cantina gli impianti di via Delle Colonie e la piscina comunale. E’ sotto gli occhi di tutti, l’avvilente e sanguinante piaga della decadenza culturale, sportiva e turistica della nostra città, un tempo fulcro importante di richiamo nazionale. L’apatia e l’indifferenza politica, hanno condotto verso questi infausti risultati rendendo gli spazi sportivi, un tempo centro di aggregazione per moltissimi atleti, luoghi aridi e deserti. E con questo intento di rinascita, che noi giovani del movimento Noi Cielo Azzurro, intraprendiamo questo percorso fiduciosi di poter apportare energia e spirito di iniziativa, per poter risollevare le sorti della nostra cittadina, ma soprattutto per poter condividere con i nostri residenti momenti di crescita culturale, sportiva e turistica”. 

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La fiaba (vera) del cofano perso in corsa da Tazio Nuvolari: «Ci coprivano un pozzo» tutti i volti

Trovato da un contadino, usato in un frantoio, finalmente esposto in un museo, L’incredibile racconto del’ultima Mille Miglia di «Nivola» in un docu-film del regista Tonino Zangardi, morto di tumore a febbraio. «Voleva assolutamente finire il fim»

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