Microsoft premia l’eccellenza di Riccucci

CIVITAVECCHIA – «Quanto entro nelle aziende faccio due viaggi nel tempo, uno nel passato e uno nel futuro». Sono le parole di Mario Riccucci, un’eccellenza del territorio e un esperto di Digital transformation premiato nei mesi scorsi da un colosso come Microsoft per uno de suoi più recenti progetti di trasformazione digitale nell’ambito della pubblica amministrazione di un comune del Lazio. Quello di Riccucci è stato «scelto tra i vari progetti – ha spiegato il partner tecnical consultant Microsoft Giuseppe Aresta – perché è completo, usa tutte le tecnologie Office 365 e le ingloba nella realtà. Ha dato un valore aggiunto alla pubblica amministrazione riuscendo a semplificare le procedure e mettere in comunicazione tutto lo staff. È riuscito a centrare la mission Microsoft».

Il lavoro di Riccucci è stato selezionato per un case history, uno studio su una cosa ben fatta da mostrare agli altri partner e per Microsoft in Italia parliamo di ben 35mila soggetti o aziende. Riccucci è un silver partner, ed è il massimo livello di certificazione raggiungibile per chi lavora da solo.  Ma quello di Riccucci è un curriculum di tutto rispetto, un esperto nel settore della trasformazione digitale e della rete con un’esperienza ventennale. Basti pensare che nel 1995 fu proprio lui ad installare il primo nodo internet a Civitavecchia e in Italia «eravamo 10 o 15 ad offrire il servizio di accesso – ha spiegato Riccucci – siamo stati un’azienda che ha costruito internet».

Una tappa essenziale perché da lì l’esperto ha iniziato a lavorare con le tecnologie Cisco, leader mondiale nel settore, per poi nel 1999 – 2000 sviluppare una piattaforma di comunicazione multimediale chiamata Rentel.it simile all’attuale Skype (nato nel 2004). Riccucci attualmente sta lavorando con tre realtà cittadine la Mcp, la Ccms e la Valentini carri mettendo in atto un processo di trasformazione digitale. «Le aziende si trovano ad affrontare una svolta epocale e chi la fa ne godrà dei vantaggi – ha continuato Riccucci – mentre chi non si adeguerà al mondo digitale non so che tipo di futuro potrà avere”. Stare al passo con i tempi è quindi necessari per la sopravvivenza e per farlo è necessario formare personale e dirigenza per mettere in atto tutti i processi di informatizzazione, di miglioramento aziendale e snellimento del lavoro attraverso strumenti tecnologici.

Riccucci è stato tra i 150 imprenditori italiani selezionati per il padiglione Stazione futuro: l’Italia che verrà a Torino nell’ambito dei festeggiamenti ufficiali per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con una macchina per telecomunicazioni di due metri per due di altissimo livello. «Per me – ha concluso Riccucci – è stata una grande soddisfazione».

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Valentina De Giovanni: emoziona la sua Gabriella Ferri

di CAROLA MILANA

CIVITAVECCHIA – Diplomata a vent’anni alla Scuola delle Arti di Pino Quartullo, Valentina De Giovanni, compare sulla scena con “Gl’innamorati”, di Carlo Goldoni, con il ruolo di Lisetta, dal quale prende avvio la sua prima tournèe. Continua approfondendo la sua passione con una laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo e Master Triennale in Artiterapie ad orientamento psicofisiologico. Da lì prende avvio la sua carriera, dopo i laboratori di canto al quale ha preso parte, con la Scuola e con Massimo Borghese, con i primissimi musical nazionali quali “Fame” e “Shrek”, con la regia di Claudio Insegno. Da dieci anni è parte del Cast di “Dignità Autonome di Prostituzione”.

Oggi è in scena con il suo primo progetto “Sono Partita di Sera”, con regia di Camilla Piccioni, in cui troviamo Valentina orgogliosa di omaggiare la cantante Italiana Gabriella Ferri, che dichiara essere una delle sue più grandi passioni; passione nata da un “colpo di fulmine” al suo primo concerto di Renato Zero, che omaggiò la cantante con un tributo. Conseguentemente inizia a cantare le sue canzoni in vari spettacoli mettendo in piedi, con Gabriele Elliott Parrini, il duo Lustrascarpe, del quale è ideatrice. La sua passione si fa sempre più grande al punto che decide di mostrare agli altri chi era Gabriella e cosa è per lei, divenendo produttrice per la prima volta. Ma «questo spettacolo non nasce per imitarla, ma per omaggiarla – afferma – perché Gabriella non può essere imitata».

Uno spettacolo che andrà in scena anche a Civitavecchia al Nuovo Sala Gassman, il 15 e 16 Dicembre. De Giovanni parlando della sua ribalta a Civitavecchia, dov’è nata e cresciuta, parla prima di tutto dell’importanza che ha avuto per lei la Scuola delle Arti e di tornare con uno spirito di riscatto, ricordando la sua non facile adolescenza e di alcune opportunità a volte negatele nella cittadina, ma allo stesso tempo emozionata e con il luccichio negli occhi di chi sa che troverà la sua famiglia ed i suoi amici ad accoglierla, di chi anche e soprattutto si sente soddisfatta di quello che è diventata seguendo i propri sogni.

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Economia del mare: una svolta per il territorio

CIVITAVECCHIA – Civitavecchia deve puntare sempre più sui driver che rappresentano la sua vocazione, ciò non vuol dire perdere lo status di porto polifunzionale ma vuol dire fare scelte strategiche. Le crociere ed il Ro-Ro hanno un notevole impatto moltiplicativo sull’economia per cui sulle prime va rafforzato il ruolo di home port (porto di partenza e di rifornimento) e per i secondi andrebbe impiantato nel tempo un sistema rivolto sempre più anche a dare logistica alle auto. Per accogliere investimenti logistici è necessario dare progettare strumenti che favoriscano l’attrazione di investimenti: in questo senso i porti del Centro – Nord hanno la possibilità di istituire Zone Logistiche Semplificate. Il "porto del futuro" deve garantire al territorio: internazionalizzazione, logistica e sviluppo del turismo. Sono questi i 3 imperativi su cui Civitavecchia deve impostare la propria crescita e la Zls potrebbe contribuire a farne crescere alcuni.

Sono queste le conclusioni a cui si è giunti con il convegno convegno "Economia del mare – opportunità di sviluppo per il territorio laziale" organizzato da Intesa Sanpaolo in collaborazione con SRM (centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale e l'Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Civitavecchia. L'occasione per presentare anche la 5° edizione del Rapporto "Italian Maritime Economy” di SRM: strumento che ha messo in evidenza il grande ruolo che il sistema marittimo e portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta svolge per la crescita del territorio e ha sottolineato quali sono in prospettiva i nuovi driver da sviluppare per far sì che lo scalo sia sempre più protagonista con investimenti infrastrutturali e l’attrazione di investimenti imprenditoriali. (SEGUE)

I COMMENTI – “Lo studio realizzato da SRM è molto importante per il nostro Network ed è particolarmente determinante e appropriato per il porto di Civitavecchia – ha commentato il presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo – in quanto mette in evidenza le potenzialità di un porto considerato un punto chiave per lo sviluppo economico della nostra regione, dell’Italia e non solo. Il porto di Civitavecchia e i porti del Network, Fiumicino e Gaeta, sono stati riconosciuti, ultimamente, strategici anche a livello Europeo tanto che la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha approvato un finanziamento di 195 milioni di euro, il più grande finanziamento concesso dall’istituto di credito lussemburghese in favore di un’autorità di sistema portuale, mirato all'ampliamento del porto di Civitavecchia ed alla realizzazione del nuovo porto commerciale di Fiumicino. Nel primo scalo il progetto riguarderà la realizzazione di grandi opere infrastrutturali, tra cui in particolare il completamento delle opere relative alle darsene servizi e traghetti, e il prolungamento della diga foranea, nonché le relative connessioni viabilistiche. A Fiumicino, il progetto prevedrà, invece, la costruzione della nuova darsena pescherecci e della prima fase del nuovo porto commerciale a servizio di traghetti passeggeri, navi ro-ro, navi da crociera, grazie alla realizzazione di due nuovi frangiflutti e di un’importante opera di dragaggio dei fondali”. 
“Nel Lazio le imprese agganciate al sistema marittimo sono oltre 33mila e generano qualcosa come 7,5 miliardi di euro di valore aggiunto e 134mila posti di lavoro – ha sottolineato Pierluigi Monceri, direttore regionale Lazio, Sardegna e Sicilia Intesa Sanpaolo – Civitavecchia ha registrato nel 2017 la movimentazione di 17 milioni di tonnellate cargo e, con 2,2 milioni di passeggeri, è il primo scalo crocieristico d’Italia ed il secondo d’Europa. La cosiddetta economia del mare costituisce un asset di crescita e sviluppo sempre più strategico e la connessione tra tutti gli attori coinvolti deve essere sempre più forte. La geografia non basta e i competitor sono sempre più agguerriti: occorre consapevolezza del nostro ruolo e delle nostre potenzialità per non perdere le opportunità connesse a questo grande settore. Il Gruppo Intesa Sanpaolo sostiene il settore dei trasporti e della logistica convinto che imprese e infrastrutture di questo settore rappresentino un patrimonio dell’Italia e, nel caso specifico al centro dei lavori di oggi, di Civitavecchia e del Lazio”.
“Il Mediterraneo sta aumentando la sua centralità nell’ambito dei traffici marittimi mondiali, non a caso nell’ultimo ventennio il traffico container è aumentato del 500% – ha quindi aggiunto Alessandro Panaro, responsabile Area Maritime Economy SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno – nuovi fenomeni vanno affacciandosi nel Mare Nostrum come ad esempio i numerosi investimenti che la Cina sta realizzando nella logistica e nella portualità marittima, il gigantismo navale che va assumendo proporzioni sempre più preoccupanti per i nostri porti e un’aggressiva politica di attrazione di investimenti imprenditoriali messa in campo dai Paesi dell’area MENA (Middle East & North Africa) attraverso le Free Zones. Queste sfide necessitano di un sistema portuale sempre più innovativo, pronto a realizzare investimenti sempre più mirati alla crescita del territorio ed integrati con la logistica e a definire al più presto strategie che vadano in sinergia con le imprese; in questo senso le ZLS-Zone Logistiche Semplificate possono dare una forte mano a semplificare quelle procedure burocratiche che da sempre rappresentano il problema del nostro sistema portuale. Il sistema portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta con la sua grande vocazione Crocieristica e con una particolare vocazione rivolta al servizio del sistema produttivo deve essere in prima fila per consentire al Paese di non perdere le opportunità che il Mediterraneo sta mettendo in campo”. (Agg. 11/10 ore 13.37)

I NUMERI – La regione Lazio ha un sistema marittimo che vanta la presenza di oltre 33mila imprese (il 18% del Paese), genera 7,5 miliardi di euro di valore aggiunto (il 17% del Paese) e 134mila occupati (il 15,4% del Paese). Al 2017, il porto di Civitavecchia ha registrato circa 17 milioni di tonnellate cargo con una tenuta rispetto al 2016. L’import export marittimo del Lazio supera i 15 miliardi di euro. È significativa la quantità di rinfuse movimentata ma evidenziamo che a dare valore ai traffici commerciali di Civitavecchia è soprattutto il Ro-Ro (trasporto auto e veicoli gommati in generale) che sfiora i 5 milioni di tonnellate con un aumento del 3% sul 2016. Il Ro-Ro è un settore che consente al Paese di ridurre l’inquinamento e l’incidentalità (i tir viaggiano più sicuri sulle navi) e danno forza al nostro export di auto.Si tratta di un comparto ad alto valore aggiunto soprattutto se legato al trasporto delle auto-nuove.  Civitavecchia rappresenta il 5% del traffico nazionale. Il traffico Ro-Ro del porto è cresciuto del 23% negli ultimi 5 anni. Lo scorso anno nel porto di Civitavecchia il traffico di autovetture nuove è stato di 280mila unità, dato che conferma il trend positivo del 2016. Attraverso le Autostrade del Mare Civitavecchia è collegata con servizi regolari ai porti mediterranei di Barcellona, Tunisi, Olbia, Porto Torres, e con i porti Extra mediterranei di Halifax, Davisville, New York, Baltimore, Jacksonville, Houston, Tuxpan, Veracruz. Civitavecchia è il primo scalo crocieristico d’Italia con 2,2 milioni di passeggeri ed il secondo in Europa (dopo Barcellona) ed un punto di riferimento per il turismo. Esso è la «porta» di accesso alla Capitale. Quasi un quarto dei crocieristi italiani transita attraverso questo scalo. Problema del porto è rafforzare il ruolo di home port vale a dire porto di imbarco e non di mero transito. (Agg. 11/10 ore 14.29)

 

 

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Tidei a Calvo: “Se il dissesto non esiste non esistono nemmeno i debiti”

SANTA MARINELLA – “Il Consigliere Calvo ha espresso una sua pur colorita opinione – dice il Sindaco Pietro Tidei – e per questo deve essere rispettato. Dire però che la dichiarazione di dissesto sia stata una scelta dell’amministrazione non è una manifestazione di onestà intellettuale. Sarebbe come ammettere che i 30 milioni di euro di debiti che ci siamo ritrovati sul tavolo non esistano. Allora vada lui stesso, che ha partecipato attivamente alla precedente amministrazione, a dire al fornitore farmaceutico che i suoi 600 mila euro di crediti per merce consegnata e non pagata non esistono, sono una bugia. E visto che calvo è così’ bravo convincere le persone lo faccia anche con l’Enel per il milione di euro che deve introitare dal Comune e così, visto che ci ha preso la mano, lo faccia con tutti i creditori che si stanno mettendo in fila per incassare qualcosa di quanto è loro dovuto per spese autorizzate non nella mia gestione ma in quella di Calvo. Problema risolto?Anche questo probabilmente non basterebbe a risollevare una Città abbandonata per dieci lunghissimi anni. Stamattina sono andato a Roma, avevo un appuntamento con l’assessore regionale ai lavori pubblici per perorare le nostre necessità in merito alla scuola Vignacce ed alle barriere soffolte. A metà del tragitto l’auto del Comune ha avuto un guasto dovuto all’usura e non poteva essere sostituita con nessun’altro mezzo. Ecco, questi sono i segni evidenti della buona amministrazione che mi ha preceduto. Questi sono i fatti, non le chiacchiere. E a proposito di chiacchiere voglio raccontare a Calvo quella che sta girando in Città in questi giorni e che vede lui ed altri partecipanti alla precedente amministrazione intenti a preparare un ricorso contro la delibera di dissesto, aiutati da un ex segretario comunale. La cosa sarà organizzata sicuramente per prevenire gli accertamenti della Corte dei Conti ma la vostra grande preoccupazione non dovrà riguardare solo la magistratura contabile. Piuttosto bisognerà rispondere in maniera appropriata e sensata alle domande che presto vi rivolgerà la Procura della Repubblica, delibera di dissesto o meno”

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Europei: Meiji Kan presente

Partirà tra quattro giorni la Nazionale italiana della FIK che, composta da ben 108 elementi (tra atleti, coach, arbitri, segretarie e dirigenti), parteciperà ad Oryol/Mosca ai campionati europei di karate organizzati dalla IKU (International Karate Union). Ben 1200 atleti da circa 20 nazioni risultano iscritti a questa prestigiosa rassegna internazionale con lo squadrone italiano che, condotto dal presidente federale Riccardo Mosco, sarà tra i favoriti per la conquista del titolo finale. 
Nella formazione azzurra ci saranno ben sette civitavecchiesi , tutti della Meiji Kan di via Mediana che, anche in quest’occasione terranno alto il nome di tutto lo sport cittadino in campo mondiale, come è loro consuetudine da ormai 43 anni. Cinque gli atleti che al termine di una dura stagione sportiva nazionale hanno ottenuto l’accesso alla squadra azzurra  nelle rispettive categorie dove solo il primo classificato ha il prestigioso onore di rappresentare i colori del karate FIK a livello internazionale. Il veterano Luca Pierini gareggerà nel kumite (combattimento) Seniores, accompagnato dal giovane Mattia Bonomi vincitore della classifica kumite nella  classe Cadetti; caso unico sarà Paolo Migliori, un atleta completo che avendo primeggiato nella classe Junior sia nel combattimento sia nei kata (forme), rappresenterà l’Italia in Russia in entrambe le specialità. Nel kata (forme) il campione italiano Alessandro Barletta sarà l’alfiere della Meiji Kan sia nella classe di età Juniores che tra i Seniores, ad ulteriore prova della sua ottima preparazione tecnica. Sempre nei  kata, il bravo Lorenzo De Rosa cercherà di conquistare una medaglia nella categoria Cadetti. Ma la rappresentativa nazionale FIK è integrata anche da due tecnici nostrani: la maestra Virginia Pucci seguirà la Nazionale femminile di combattimento nella sua veste di allenatore federale mettendo a disposizione delle ragazze azzurre tutta la sua esperienza accumulata in 15 anni di ex capitano della Nazionale e due volte campionessa del Mondo; un altro civitavecchiese sarà presente a questi campionati continentali ed è Stefano Pucci nel suo incarico di presidente della Commissione tecnica internazionale della IKU.

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Piove sulle tribune, alcuni tifosi abbandonano lo stadio

LADISPOLI – C’era grande attesa per il match in notturna della serie D tra la Us Ladispoli e il Latte Dolce Sassari. Un incontro spettacolare che gli appassionati attendevano da tempo. La pioggia invece ha fatto emergere tutte le lacune dell’impianto Angelo Sale sprovvisto di una tettoia nonostante sia stato inaugurato neanche due anni fa. Uno stadio coinvolto da sempre in una serie di scandali, tra inchieste della Procura, sperpero di danaro pubblico e arresti. Sabato sera si sono verificate addirittura infiltrazioni negli spogliatoi. A parlare di nuovo sull’argomento il consigliere comunale di maggioranza di Fratelli d’Italia Giovanni Ardita. “Guardando la partita sotto la pioggia ho ricevuto molte lamentele del pubblico presente per la mancanza della copertura della tribuna, giustamente mi hanno fatto notare che molti bambini ed anziani si sino bagnati nonostante tenessero in mano l’ombrello, le poltroncine erano inutilizzate perché bagnate. Ho molta rabbia nel raccontare questo, perché è assurdo che questo impianto è costato più di 2 milioni di euro. Una struttura incompleta priva della tribuna degli ospiti e grazie al tempestivo intervento del sindaco Grando abbiamo trovato la soluzione per permettere alla US Ladispoli di giocare in serie D”. Ardita promette battaglia: “In settimana chiederò al sindaco di incontrare il presidente Paris, per affrontare due problematiche importanti dello stadio Angelo Sale. Negli spogliatoi e negli uffici della stadio si sono verificate diverse infiltrazioni a cui bisogna provvedere al più presto con un intervento di manutenzione e nello specifico di impermeabilizzazione. Inoltre sono più di due mesi che attendiamo dal tecnico che ha progettato lo stadio la planimetria della tribuna. Ho molta rabbia dentro di me, nel vedere questo impianto costato milioni di euro, incompleto ed a rischio di agibilità”.

Per la cronaca i rossoblu allenati da mister Pietro Bosco hanno pareggiato 1-1 contro i sardi disputando una buona partita. In vantaggio gli uomini di casa con Andrea Sganga dopo dieci minuti. Passano due minuti e gli ospiti hanno l’occasione d’oro per il pari ma dagli undici metri Palmas fallisce merito di uno strepitoso Salvato che respinge. A fine primo tempo il Sassari raggiunge il Ladispoli sfruttando una sfortunata autorete di Mastrodonato. Il maltempo però ha messo a nudo anche le criticità della stazione ferroviaria. Alcuni cittadini hanno protestato mettendo su Fb le foto delle infiltrazioni al sottopasso. Altri invece hanno puntato l’indice per l’ennesima volta contro Rfi per l’assenza della tettoia. I poveri pendolari continuano ad inzupparsi quando piove, e non riescono a ripararsi dal sole quando invece la giornata è calda. Praticamente lo sesso problema dello stadio Angelo Sale. Pendolari e tifosi sono sempre più accomunati dai disagi patiti per colpa di ritardi ed opere fatte a metà.

 

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IL COMMENTO AL VANGELO. ‘‘L’uomo non divida ciò che Dio ha congiunto’’

Commento al Vangelo della Domenica

7 ottobre 2018

XXVII domenica del tempo Ordinario
Mc 10,2-16
 

di don Ivan Leto 

Il vangelo di questa domenica ci testimonia un confronto di Gesù con alcuni farisei, i quali lo mettono alla prova, cercando di sorprenderlo in errore riguardo alla tradizione dei padri, sul tema della possibilità del divorzio. Nel millennio dell’Antico Testamento la pratica del divorzio era comune in tutto il medio oriente e il mondo mediterraneo. Il divorzio era una realtà normata dal diritto privato, che lo prevedeva solo su iniziativa del marito. Il matrimonio era un contratto, neppure scritto, e dobbiamo riconoscere che nell’Antico Testamento non vi è nessuna legge sul matrimonio. Il brano del Deuteronomio a cui certamente si riferiscono i farisei (Dt 24,1-4) in verità appartiene alla casistica e non alla dottrina, perché mette a fuoco un caso particolare, e di conseguenza deve essere recepito con dei limiti ben precisi. Si legge in quel testo: “Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, se poi avviene che ella non trovi grazia ai suoi occhi, perché egli ha trovato in lei qualcosa di vergognoso, scriva per lei un certificato di ripudio, glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa” (Dt 24,1). Viene dunque contemplato il caso in cui l’uomo trovi nella moglie “qualcosa di vergognoso”, espressione assai vaga che i rabbini interpretano in modi molto diversi; in tal caso, il marito ha la possibilità di divorziare. A certe condizioni, pertanto, il divorzio è permesso e ne è prevista la procedura, ma da questo non si può concludere che nella Torah, nella Legge di Mosè vi sia una dottrina sul matrimonio. Ma ecco che Gesù è chiamato dai farisei a esprimersi proprio su questa possibilità: “È lecito a un marito ripudiare la propria moglie?”. Egli risponde con una domanda: “Che cosa vi ha ordinato Mosè?”. Ed essi a lui: “Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla”. È come se gli dicessero: “Questa è la Torah!”. Gesù allora interviene in modo sorprendente: non entra nella casistica religiosa a proposito della Legge; non si mette a precisare le condizioni necessarie al ripudio; non si schiera dalla parte dei rigoristi né da quella dei lassisti. Nulla di tutto questo: Gesù vuole risalire alla volontà del Legislatore, di Dio. In tal modo egli ci fornisce un principio decisivo di discernimento nel leggere e interpretare la Scrittura: fare riferimento all’intenzione di Dio. Questa dunque la replica di Gesù ai suoi interlocutori: “Per la durezza del vostro cuore (sklerokardía) Mosè scrisse per voi questa norma. Ma nell’in principio (be-reshit, en archê: Gen 1,1) della creazione Dio ‘li fece maschio e femmina’ (Gen 1,27); ‘per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due saranno una carne sola’ (Gen 2,24). Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”. Gesù risale al disegno del Creatore. L’annuncio di Gesù permane, in tutta la sua chiarezza: “L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”. Subito dopo, questa parola dura ed esigente viene spiegata da Gesù ai suoi discepoli, nella casa in cui la comunità si ritrovava. E viene spiegata con un’aggiunta straordinaria per la cultura del tempo, visto che Gesù mette sullo stesso piano la responsabilità dell’uomo e quella della donna: “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio”. Certo, Mosè ha cercato di umanizzare la pratica del divorzio, imponendo al marito di percorrere una via giuridica di rispetto per la donna. Ma Gesù, proprio guardando alla durezza di cuore dei destinatari della Torah, osa andare ben oltre, mettendo in evidenza la volontà del Creatore.

 

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IL COMMENTO AL VANGELO. ‘‘L’uomo non divida ciò che Dio ha congiunto’’

Commento al Vangelo della Domenica

7 ottobre 2018

XXVII domenica del tempo Ordinario
Mc 10,2-16
 

di don Ivan Leto 

Il vangelo di questa domenica ci testimonia un confronto di Gesù con alcuni farisei, i quali lo mettono alla prova, cercando di sorprenderlo in errore riguardo alla tradizione dei padri, sul tema della possibilità del divorzio. Nel millennio dell’Antico Testamento la pratica del divorzio era comune in tutto il medio oriente e il mondo mediterraneo. Il divorzio era una realtà normata dal diritto privato, che lo prevedeva solo su iniziativa del marito. Il matrimonio era un contratto, neppure scritto, e dobbiamo riconoscere che nell’Antico Testamento non vi è nessuna legge sul matrimonio. Il brano del Deuteronomio a cui certamente si riferiscono i farisei (Dt 24,1-4) in verità appartiene alla casistica e non alla dottrina, perché mette a fuoco un caso particolare, e di conseguenza deve essere recepito con dei limiti ben precisi. Si legge in quel testo: “Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, se poi avviene che ella non trovi grazia ai suoi occhi, perché egli ha trovato in lei qualcosa di vergognoso, scriva per lei un certificato di ripudio, glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa” (Dt 24,1). Viene dunque contemplato il caso in cui l’uomo trovi nella moglie “qualcosa di vergognoso”, espressione assai vaga che i rabbini interpretano in modi molto diversi; in tal caso, il marito ha la possibilità di divorziare. A certe condizioni, pertanto, il divorzio è permesso e ne è prevista la procedura, ma da questo non si può concludere che nella Torah, nella Legge di Mosè vi sia una dottrina sul matrimonio. Ma ecco che Gesù è chiamato dai farisei a esprimersi proprio su questa possibilità: “È lecito a un marito ripudiare la propria moglie?”. Egli risponde con una domanda: “Che cosa vi ha ordinato Mosè?”. Ed essi a lui: “Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla”. È come se gli dicessero: “Questa è la Torah!”. Gesù allora interviene in modo sorprendente: non entra nella casistica religiosa a proposito della Legge; non si mette a precisare le condizioni necessarie al ripudio; non si schiera dalla parte dei rigoristi né da quella dei lassisti. Nulla di tutto questo: Gesù vuole risalire alla volontà del Legislatore, di Dio. In tal modo egli ci fornisce un principio decisivo di discernimento nel leggere e interpretare la Scrittura: fare riferimento all’intenzione di Dio. Questa dunque la replica di Gesù ai suoi interlocutori: “Per la durezza del vostro cuore (sklerokardía) Mosè scrisse per voi questa norma. Ma nell’in principio (be-reshit, en archê: Gen 1,1) della creazione Dio ‘li fece maschio e femmina’ (Gen 1,27); ‘per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due saranno una carne sola’ (Gen 2,24). Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”. Gesù risale al disegno del Creatore. L’annuncio di Gesù permane, in tutta la sua chiarezza: “L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”. Subito dopo, questa parola dura ed esigente viene spiegata da Gesù ai suoi discepoli, nella casa in cui la comunità si ritrovava. E viene spiegata con un’aggiunta straordinaria per la cultura del tempo, visto che Gesù mette sullo stesso piano la responsabilità dell’uomo e quella della donna: “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio”. Certo, Mosè ha cercato di umanizzare la pratica del divorzio, imponendo al marito di percorrere una via giuridica di rispetto per la donna. Ma Gesù, proprio guardando alla durezza di cuore dei destinatari della Torah, osa andare ben oltre, mettendo in evidenza la volontà del Creatore.

 

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All’asta i mezzi del Comune che non sono più utilizzati

SANTA MARINELLA – Con una situazione finanziaria particolarmente difficile da gestire, l’amministrazione comunale mette in vendita tutti quei beni che possono portare soldi al fondo cassa, che attualmente è deficitario. Ecco allora che l’attuale giunta punta a trovare qualche fondo mettendo all’asta alcuni mezzi comunali che non sono più utilizzati. 
Infatti, fanno sapere dagli uffici, che i veicoli saranno posti in vendita nello stato di fatto e di conservazione in cui si trovano al momento dello svolgimento della gara, esonerando il Comune da qualsiasi responsabilità per vizi apparenti. Sarà possibile portare a casa una Panda partendo da una base d’asta di 75 euro, un Ape Piaggio diesel con 50 euro, un Fiat Ducato con 75 euro, e una pala meccanica partendo dalla base di 2.500 euro. Gli interessati, potranno visionare i mezzi che sono conservati nell’autoparco comunale, facendo debita richiesta. Possono partecipare all’asta tutti quei cittadini che siano in possesso dei requisiti richiesti e cioè non essere interdetto o fallito, non avere condanne a proprio carico che comportino la perdita o la sospensione della capacità di contrattare con la pubblica amministrazione, non essere insolvente nei confronti del Comune di Santa Marinella di somme di denaro dovute per tributi, canoni, affitti o indennità. Le buste contenenti l’offerta, dovranno pervenire al Comune mediante raccomandata all’ufficio del protocollo entro le ore 12 del 18 ottobre. Il 19 ottobre si procederà all’apertura delle offerte. 
 

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Torre Flavia, “razziati” i nidi dei fratini

LADISPOLI – Non solo l'essere umano ma anche la natura può essere pericolosa per la natura stessa. In questo caso per il Fratino (Charadrius alexandrinus), una delle 42 specie di interesse comunitario presenti nell'area protetta della Palude di Torre Flavia, dove già da qualche anno è stata allestita un'area per la sua nidificazione. Area che negli anni scorsi era stata vittima, più volte dell'uomo, che incurante dei cartelli di divieto di ingresso, si avventurava nella zona, mettendo in fuga gli esemplari presenti e rischiando di danneggiare irrimediabilmente le sue nidificazioni. Ma quest'anno a colpire l'ormai simbolo della Palude di Torre Flavia non è stata la mano, anzi il piede umano. E' stata la natura stessa. Il maltempo da una parte e i predatori dall'altra. A causa del maltempo, come spiegato dal responsabile della Palude di Torre Flavia, Corrado Battisti, i bagnanti che hanno deciso di trascorrere le loro giornate in spiaggia, a Torre Flavia per l'appunto, sono stati molti meno rispetto agli anni scorsi. Con l'assenza dell'uomo in spiaggia e nei sentieri della Palude, i predatori, e in particolar modo le cornacchie hanno avuto campo libero per avventurarsi nella zona, facendo razzia delle uove deposte dai fratini. Un danno per la specie animale in questione, presente in numeri molto ristretti nella Regione Lazio (se ne contano pochissime coppie) e che va preservata in tutti i modi possibili e inimmaginabili.

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