Un esposto sulla nomina di Vincenzo Conte

CIVITAVECCHIA – Una serie di anomalie e criticità, non solo nella nomina di Andrea Rigoni – così come evidenziato già nell’esposto presentato qualche settimana fa da un professionista civitavecchiese – ma oggi anche sull’incarico affidato a Vincenzo Conte. Continua a far discutere la procedura con la quale Molo Vespucci ha affidato l’incarico di amministratore unico della Port Authority Security a Conte, già direttore tecnico della stessa società. Tanto che sui tavoli della magistratura è arrivato un secondo esposto, anche questa volta presentato da uno dei professionisti locali che aveva partecipato all’avviso di selezione pubblica proprio per ricoprire quel ruolo.

Ripercorrendo quanto già evidenziato nella precedente denuncia, questa volta l’esposto mette in evidenza presunte criticità anche sulla recente decisione presa dal vertice dell’Adsp, dopo le dimissioni di Rigoni.

«Dimissioni – si legge nel documento – che per legge sono riconosciute come atto unilaterale e le norme prevedono, espressamente, che l’Amministratore dimissionario rimane in carica fino alla nomina del nuovo Amministratore. Non si comprende come in questo caso non sia stata espletata la selezione pubblica come in precedenza. Ma cosa ancora più grave, non si comprende come il presidente Francesco Maria Di Majo abbia nominato colui che è assunto, con l’incarico di Direttore Tecnico. Nomina che non è stata ancora pubblicata nella sezione amministrazione trasparente della società, così come non è stato pubblicato copia del verbale dell’assemblea con la quale il dott.Vincenzo Conte è stato nominato anche Amministratore Unico della Pas. Si tratta dell’unica figura dirigenziale presente nella pianta organica della società che, in modo unilaterale ed assolutamente arbitrario, è stato chiamato a ricoprire anche il ruolo di Amministratore Unico. Scelta incomprensibile e, soprattutto, contraria a qualsiasi normativa vigente».   

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Fumi delle navi, Menditto esulta senza un perchè

CIVITAVECCHIA – Il Movimento 5 Stelle esulta per un’azione di lotta all’inquinamento e lo fa chiamando in causa altri Comuni. L’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda ovviamente tace e al suo posto ancora una volta parla il presidente del consiglio comunale Dario Menditto:  « Ho appreso con piacere che oggi anche il Consiglio Comunale di Napoli ha approvato, per giunta all’unanimità, un ordine del giorno con il quale si associa al Consiglio Comunale di Civitavecchia e lo sostiene nella sua richiesta al governo di promuovere l’istituzione di un’Area di Controllo delle Emissioni navali (ECA) nel Mediterraneo». Non è uno scherzo, è tutto scritto nero su bianco. Menditto esulta per l’approvazione a Napoli di un ordine del giorno che mira a richiedere al Governo (alla pari di Civitavecchia) l’istituzione di un’Area di Controllo delle Emissioni navali. «Ad oggi – prosegue il presidente del consiglio comunale – lo stesso provvedimento è stato discusso e votato in diverse città portuali, tra cui Bari, Ravenna, Taranto, Ancona, Piombino, Villa San Giovanni, Portoferraio, Savona e La Spezia». Parliamo ovviamente di città portuali, che ancora puntano tutto su un osservatorio per il controllo mediante VTS (Vessel Traffic Sistem) come nel caso di Piombino, che azzardano un trasferimento del traffico pesante come nel caso di Villa San Giovanni, che elaborano in proprio delle misure di controllo e riduzione delle emissioni come nel caso di Portoferrario. Città che ambiscono a sofisticati software per il controllo degli inquinanti, che hanno cittadini coraggiosi in grado di denunciare una nave e addirittura il 112 come a La Spezia, città come Ravenna alla perenne ricerca di provvedimenti antismog. Menditto mette sullo stesso piano Civitavecchia e Ancona, città in cui l’Associazione italiana navale presenta un progetto pilota per la riduzione degli inquinanti mediante convogliatori ai fumaioli, chiama in causa Taranto, che lotta con tutte le sue forze contro la contaminazione dei terreni e delle acque dei moli, per non parlare di Savona che da quattro anni punta sui catalizzatori. E a Civitavecchia cosa è stato fatto per contrastare l’inquinamento delle navi? L’accordo volontario. Proprio così: una stretta di mano con una manciata di armatori e il problema secondo l’amministrazione grillina è risolto. Lo stesso sindaco Antonio Cozzolino, abile in cinque anni a rivedere le sue posizioni ambientaliste, a luglio 2016 chiedeva alla Capitaneria di porto un’ordinanza finalizzata alla riduzione delle emissioni derivanti dai traffici portuali ricalcando il modello Napoli, per poi correggere il tiro circa due anni dopo. Lo scorso giugno, infatti, rispondendo a legittime richieste dell’Associazione 048, il Sindaco dichiarò: «Abbiamo tentato la strada di un’ordinanza come quella di Napoli che però, allo studio, si è rivelato un provvedimento di difficile attuazione e molto scenografico. Stante l’attuale normativa (inesistente) la strada dell’accordo volontario resta, su questo aspetto, la via più efficace». Dunque, la strada dell’ordinanza secondo il M5S sarebbe scenografica e di difficile attuazione, mentre l’accordo volontario rappresenterebbe un successone con il quale neppure l’altro accordo, quello dei due milioni raggiunto a nome della città di Civitavecchia con l’Autorità portuale qualche tempo fa, sarebbe in grado di competere. In quest’ultimo caso Civitavecchia dal porto non ha ancora visto un centesimo, per quanto riguarda invece la riduzione degli inquinanti nello scalo siamo a livelli di volontariato. 
La verità è che in quasi cinque anni la situazione dell’inquinamento a Civitavecchia non è migliorata per niente, anzi. E tutto questo nonostante la presenza al governo cittadino dei professionisti dell’ambiente, abili a strillare solo quando la poltrona viene occupata dagli avversari politici. Nessun passo in avanti sul fronte delle centrali, in zona Italcementi nonostante i proclami  non si muove niente. Però Manuedda ha preparato i fuochi d’artificio di fine mandato: la raccolta differenziata. Che intanto, rispetto all’era Tidei è addirittura calata sensibilmente. 

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Flavioni, al Palazzetto arriva il quarto ko

di MATTEO CECCACCI

La Flavioni Handball Civitavecchia cede 26-16 al PalaSport contro il Dossobuono di coach Escanciano Sanchez nel match valevole per la 4^ giornata del campionato di pallamano femminile. Le ragazze di coach Patrizio Pacifico di vincere non ne vogliono proprio sapere. La sfida di sabato ha visto le venete prevalere sia nella prima frazione, che nei secondi 30’ minuti.  Fin da subito il Dossobuono mette le carte in tavola siglando ben dieci centri, grazie alla straordinaria prestazione di Ghilardi autrice di nove gol, mentre le gialloblu rispondono prontamente sei volte. Nella seconda parte di gara le giallorosse dilagano di gran lunga e annientano una Flavioni sempre più in difficoltà che non riesce ad impensierire la porta difesa dal portiere Biondani se non negli ultimi minuti di gioco. Una partita, dunque, che vede la società civitavecchiese della presidentessa Eleonora Gorla perdere per la quarta volta di fila e pensare che la rosa ventuno giorni fa, sempre al PalaSport, aveva fatto molto bene con le campionesse d’Italia del Salerno. Da elogiare comunque chi si è maggiormente contraddistinto durante i 60’, ovvero il centrale diciannovenne Annagiulia Francesconi e il terzino sinistro Enrica Bartoli (nella foto di Enrico Paravani), entrambe realizzatrici di ben sei reti. Questa sconfitta lascia le civitavecchiesi da sole a zero punti nell’ultima piazza della classifica e porta le venete terze in graduatoria a quota quattro punti all’attivo in compagnia del Cassano Magnago, Sabato la Flavioni sarà ospite della capolista a punteggio pieno Oderzo; una trasferta in Lombardia dove non ci sarà da scherzare, l’obiettivo sarà sicuramente realizzare l’impresa, difficile, ma tutto può succedere.

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La Cpc2005 supera l’esame di matematica con il DuepigrecoRoma e torna in vetta

La Compagnia Portuale torna in testa alla classifica, grazie alla sconfitta interna della Corneto Tarquinia. La Cpc2005 dunque rifila una cinquina al Duepigreco che vale la prima posizione. Gara, dove mai si è creduto che i tre punti andassero altrove, il Duepigreco non è stato mai in partita mentre i portuali, dopo mezz’ora di studio, passano a ripetizione senza trovare ostacoli. Allo Sbardella di Primavalle mister Caputo opta per lo stesso undici iniziale di domenica scorsa con l’Aurelio. Fasi di studio all’inizio, la CPC2005 gestisce palla e gioco e il Duepigreco pronto ad agire in contropiede. Al 30’ cross di Ruggiero, con la sfera che arriva a Funari nel cuore dell’area piccola, colpo di testa e gol del vantaggio. Il raddoppio è nell’aria ed arriva al 41’, Ruggiero supera un avversario con un dribbling e mette la palla in rete. Il Duepigreco è sembrato timoroso nell’approccio e nella gestione della gara, affidando ai soli lanci lunghi per Deirossi le folate offensive. Al 5’ Serpieri, spostato sulla linea dì centrocampo, imbecca splendidamente Metta dalla parte opposta, stop e tiro con la sfera che si spegne in rete. Tre a zero. Il Duepigreco è in bambola e la CPC2005 al 17’ fa quaterna con Tabarini. Sul finire Bevilacqua serve Feuli che si invola sul fondo, cross per Gallo che insacca. Torna a vincere dopo due sconfitte consecutive la Csl Soccer. Nel match con il Bomarzo i rossoblù si sono imposti per 3-1. Nonostante i tre punti, la squadra di Daniele Fracassa non ha brillato particolarmente. Vantaggio alla mezz’ora grazie ad un rigore trasformato da Peveri, raddoppio al 41’ con un tiro dai venti metri di Gaeta. Nella ripresa reazione biancogranata, con rigore trasformato al 43’ da Pecci. Finale convulso, con la Csl Soccer che la risolve con il gol di Spirito. Menzione speciale per Gianmarco Campari, protagonista in due dei tre gol. Grazie alla vittoria la Csl Soccer aggancia il quinto posto in classifica. Punto prezioso invece per il Santa Marinella che fa 1 a 1 sul campo del Montefiascone. Tutto nella prima frazione, vantaggio ospite con un gran gol di Iacobucci, nel frattempo i locali rimasti in dieci hanno cercato il pareggio che è arrivato a fine primo tempo. Nella ripresa la squadra di Morelli è apparsa attenta e concentrata e non ha avuto i cali che hanno caratterizzato le ultime gare. Nel finale sono sempre i rossoblù a sfiorare la vittoria con Bordoni che, a due passi dal portiere, non riesce a piazzare la palla in rete. Già mercoledì si ritorna in campo in casa per la gara di Coppa contro il Tolfa c’è da ribaltare l’1a 0 maturato all’andata, mentre domenica, sempre in casa, Tersigni e compagni se la vedranno con una diretta concorrente per la salvezza, il Canale Monterano. Bella impresa del Tolfa che va a vincere per 2-1 sul campo della Polisportiva Monti Cimini. Protagonista di giornata l’attaccante Matteo Trincia, autore di entrambi i gol della formazione collinare. La partita si presentava proibitiva per i collinari ma i ragazzi di Sperduti hanno saputo portare a casa con sacrificio e spirito di squadra senza quasi mai rischiare. «La gara era iniziata bene – spiega Incorvaia – con noi che abbiamo reagito allo sterile forcing della squadra di casa con ripartenza rapide e pericolose che hanno tenuto in astensione la difesa cimina. Nella ripresa i locali hanno cercato di metterci alle corde ma li abbiamo contenuti e al 90’ abbiamo pareggiato. Al 92’ Trincia ha approfittato dell’ennesima amnesia della difesa avversaria e ha segnato un bellissimo goal che ci ha regalato una importante vittoria». Il Canale Monterano di Tonino Graniero si rialza dopo il pesante ko della scorsa settimana contro la Monti Cimini e nello scontro diretto contro il Città di Cerveteri di Zeoli vince di misura in casa. Succede tutto nel secondo tempo con i padroni di casa avanti grazie alla rete messa a segno da De Felici, pareggiata al 53’ da Paraschiv. A 20’ dalla fine il gol vittoria di Caporali. Con qualche sofferenza di troppo, la Gallese conquista la terza vittoria stagionale ai danni di un Atletico Ladispoli voglioso che però paga i troppi errori di gioventù. Finisce 2 a 1 per i locali mentre i ragazzi di mister Neto scendono al penultimo posto. Disastro casalingo per il Corneto Tarquinia che al Bonelli si fa battere per 3 a 2 dall’Urbetevere. «Tanto rammarico e delusione – dice il portiere Iacomini – ma se potessi mettere la firma per vedere da qui alla fine del campionato, l’atteggiamento e la qualità di oggi la metterei, non solo con il mio sangue, ma anche con il tanto sudore che ho visto gettare da tutti i miei compagni. Tutto era magicamente perfetto. Il discorso iniziale del mister, la vicinanza dei nostri dirigenti e la partecipazione di chi è partito dalla panchina. Il risultato ci vede sconfitti? Applausi ai nostri avversari. Con questa mentalità poi i punti li contiamo all’ultima giornata».

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Taxi –ncc, Codacons: ''Bene il nuovo regolamento comunale''

CIVITAVECCHIA – “In dirittura di arrivo il nuovo regolamento comunale per il trasporto pubblico non di linea”. Lo rende noto Sabrina de Paolis rappresentante del Codacons di Civitavecchia che esprime soddisfazione, dopo anni di battaglie, e indica due grandi novità che consentiranno un servizio migliore e regolare. “Una svolta clamorosa – prosegue De Paolis – sarà l'inserimento di tariffe fisse e calmierate, che saranno stabilite dalla giunta comunale (per le quali il Codacons presenterà le sue proposte già nella seduta della Commissione consultiva del 17 ottobre), che tutelerà tutti i consumatori, crocieristi compresi, da brutte sorprese”.

Per De Paolis grazie alle tariffe non ci saranno più conti astronomici “per un trasferimento di circa 2 chilometri, come quello dalla stazione o da un bed and breakfast fino a largo della Pace. Così come sarà finalmente possibile chiamare un taxi tramite l'istituzione del servizio centralizzato di radio taxi”.

Si tratta di uno strumento fondamentale e chiesto a gran voce dal Codacons perché “il telefono pubblicizzato anche sul sito istituzionale del Comune – incalza De Paolis -(e pagato dai cittadini), ubicato fuori alla stazione, squilla sempre a vuoto”. Un disservizio che mette in cattiva luce tutta la città. Finalmente si potrà avere un servizio regolare, cosa fino ad ora impossibile “con tutti i taxi impegnati nei tour romani con incassi fino a 600 euro a corsa, come balzato recentemente agli onori della cronaca – tuona De Paolis – dopo le indagini dei Carabinieri che hanno portato alla comminazione della sanzione amministrativa e alla denuncia di un tassista che addirittura essendo adibito esclusivamente al trasporto disabili, effettuava invece questa corsa a Roma per passeggeri normodotati”.

Prevista anche la possibilità dell'inserimento di nuove aree di stazionamento.

“Ringraziando – aggiunge De Paolis – l'ottimo lavoro dell'Ufficio trasporti pubblici del comune di Civitavecchia, nella persona della dirigente Gabriella Brullini, per la stesura del regolamento, nonché quello del Nucleo operativo e radiomobile comandato dal tenente Roberto Lacatena che ha permesso di accertare i fatti esposti dal Codacons, il cui esito è stato certamente utile al perfezionamento del nuovo regolamento l fine di dotarlo di strumenti atti a contrastare comportamenti illeciti, confidiamo ora nel buon senso di tutti i titolari di licenza taxi affinché si smetta di fare ostruzionismo a spese degli utenti e dei cittadini, nella rapida attuazione di quanto di competenza della giunta, e – conclude – in una pronta approvazione finale in consiglio comunale”.

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Economia del mare: una svolta per il territorio

CIVITAVECCHIA – Civitavecchia deve puntare sempre più sui driver che rappresentano la sua vocazione, ciò non vuol dire perdere lo status di porto polifunzionale ma vuol dire fare scelte strategiche. Le crociere ed il Ro-Ro hanno un notevole impatto moltiplicativo sull’economia per cui sulle prime va rafforzato il ruolo di home port (porto di partenza e di rifornimento) e per i secondi andrebbe impiantato nel tempo un sistema rivolto sempre più anche a dare logistica alle auto. Per accogliere investimenti logistici è necessario dare progettare strumenti che favoriscano l’attrazione di investimenti: in questo senso i porti del Centro – Nord hanno la possibilità di istituire Zone Logistiche Semplificate. Il "porto del futuro" deve garantire al territorio: internazionalizzazione, logistica e sviluppo del turismo. Sono questi i 3 imperativi su cui Civitavecchia deve impostare la propria crescita e la Zls potrebbe contribuire a farne crescere alcuni.

Sono queste le conclusioni a cui si è giunti con il convegno convegno "Economia del mare – opportunità di sviluppo per il territorio laziale" organizzato da Intesa Sanpaolo in collaborazione con SRM (centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale e l'Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Civitavecchia. L'occasione per presentare anche la 5° edizione del Rapporto "Italian Maritime Economy” di SRM: strumento che ha messo in evidenza il grande ruolo che il sistema marittimo e portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta svolge per la crescita del territorio e ha sottolineato quali sono in prospettiva i nuovi driver da sviluppare per far sì che lo scalo sia sempre più protagonista con investimenti infrastrutturali e l’attrazione di investimenti imprenditoriali. (SEGUE)

I COMMENTI – “Lo studio realizzato da SRM è molto importante per il nostro Network ed è particolarmente determinante e appropriato per il porto di Civitavecchia – ha commentato il presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo – in quanto mette in evidenza le potenzialità di un porto considerato un punto chiave per lo sviluppo economico della nostra regione, dell’Italia e non solo. Il porto di Civitavecchia e i porti del Network, Fiumicino e Gaeta, sono stati riconosciuti, ultimamente, strategici anche a livello Europeo tanto che la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha approvato un finanziamento di 195 milioni di euro, il più grande finanziamento concesso dall’istituto di credito lussemburghese in favore di un’autorità di sistema portuale, mirato all'ampliamento del porto di Civitavecchia ed alla realizzazione del nuovo porto commerciale di Fiumicino. Nel primo scalo il progetto riguarderà la realizzazione di grandi opere infrastrutturali, tra cui in particolare il completamento delle opere relative alle darsene servizi e traghetti, e il prolungamento della diga foranea, nonché le relative connessioni viabilistiche. A Fiumicino, il progetto prevedrà, invece, la costruzione della nuova darsena pescherecci e della prima fase del nuovo porto commerciale a servizio di traghetti passeggeri, navi ro-ro, navi da crociera, grazie alla realizzazione di due nuovi frangiflutti e di un’importante opera di dragaggio dei fondali”. 
“Nel Lazio le imprese agganciate al sistema marittimo sono oltre 33mila e generano qualcosa come 7,5 miliardi di euro di valore aggiunto e 134mila posti di lavoro – ha sottolineato Pierluigi Monceri, direttore regionale Lazio, Sardegna e Sicilia Intesa Sanpaolo – Civitavecchia ha registrato nel 2017 la movimentazione di 17 milioni di tonnellate cargo e, con 2,2 milioni di passeggeri, è il primo scalo crocieristico d’Italia ed il secondo d’Europa. La cosiddetta economia del mare costituisce un asset di crescita e sviluppo sempre più strategico e la connessione tra tutti gli attori coinvolti deve essere sempre più forte. La geografia non basta e i competitor sono sempre più agguerriti: occorre consapevolezza del nostro ruolo e delle nostre potenzialità per non perdere le opportunità connesse a questo grande settore. Il Gruppo Intesa Sanpaolo sostiene il settore dei trasporti e della logistica convinto che imprese e infrastrutture di questo settore rappresentino un patrimonio dell’Italia e, nel caso specifico al centro dei lavori di oggi, di Civitavecchia e del Lazio”.
“Il Mediterraneo sta aumentando la sua centralità nell’ambito dei traffici marittimi mondiali, non a caso nell’ultimo ventennio il traffico container è aumentato del 500% – ha quindi aggiunto Alessandro Panaro, responsabile Area Maritime Economy SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno – nuovi fenomeni vanno affacciandosi nel Mare Nostrum come ad esempio i numerosi investimenti che la Cina sta realizzando nella logistica e nella portualità marittima, il gigantismo navale che va assumendo proporzioni sempre più preoccupanti per i nostri porti e un’aggressiva politica di attrazione di investimenti imprenditoriali messa in campo dai Paesi dell’area MENA (Middle East & North Africa) attraverso le Free Zones. Queste sfide necessitano di un sistema portuale sempre più innovativo, pronto a realizzare investimenti sempre più mirati alla crescita del territorio ed integrati con la logistica e a definire al più presto strategie che vadano in sinergia con le imprese; in questo senso le ZLS-Zone Logistiche Semplificate possono dare una forte mano a semplificare quelle procedure burocratiche che da sempre rappresentano il problema del nostro sistema portuale. Il sistema portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta con la sua grande vocazione Crocieristica e con una particolare vocazione rivolta al servizio del sistema produttivo deve essere in prima fila per consentire al Paese di non perdere le opportunità che il Mediterraneo sta mettendo in campo”. (Agg. 11/10 ore 13.37)

I NUMERI – La regione Lazio ha un sistema marittimo che vanta la presenza di oltre 33mila imprese (il 18% del Paese), genera 7,5 miliardi di euro di valore aggiunto (il 17% del Paese) e 134mila occupati (il 15,4% del Paese). Al 2017, il porto di Civitavecchia ha registrato circa 17 milioni di tonnellate cargo con una tenuta rispetto al 2016. L’import export marittimo del Lazio supera i 15 miliardi di euro. È significativa la quantità di rinfuse movimentata ma evidenziamo che a dare valore ai traffici commerciali di Civitavecchia è soprattutto il Ro-Ro (trasporto auto e veicoli gommati in generale) che sfiora i 5 milioni di tonnellate con un aumento del 3% sul 2016. Il Ro-Ro è un settore che consente al Paese di ridurre l’inquinamento e l’incidentalità (i tir viaggiano più sicuri sulle navi) e danno forza al nostro export di auto.Si tratta di un comparto ad alto valore aggiunto soprattutto se legato al trasporto delle auto-nuove.  Civitavecchia rappresenta il 5% del traffico nazionale. Il traffico Ro-Ro del porto è cresciuto del 23% negli ultimi 5 anni. Lo scorso anno nel porto di Civitavecchia il traffico di autovetture nuove è stato di 280mila unità, dato che conferma il trend positivo del 2016. Attraverso le Autostrade del Mare Civitavecchia è collegata con servizi regolari ai porti mediterranei di Barcellona, Tunisi, Olbia, Porto Torres, e con i porti Extra mediterranei di Halifax, Davisville, New York, Baltimore, Jacksonville, Houston, Tuxpan, Veracruz. Civitavecchia è il primo scalo crocieristico d’Italia con 2,2 milioni di passeggeri ed il secondo in Europa (dopo Barcellona) ed un punto di riferimento per il turismo. Esso è la «porta» di accesso alla Capitale. Quasi un quarto dei crocieristi italiani transita attraverso questo scalo. Problema del porto è rafforzare il ruolo di home port vale a dire porto di imbarco e non di mero transito. (Agg. 11/10 ore 14.29)

 

 

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Falsi controlli sulle bollette: lo Sportello dei consumatori mette in guardia i cittadini

CIVITAVECCHIA – "Ci è stato segnalato che stanno girando per la città due ragazze che, spacciandosi per operatrici Acea, Enel o altri gestori, chiederebbero di visionare le bollette per dei controlli sui consumi. Fate attenzione: nessun operatore verrà mai a casa vostra chiedendovi di visionare le bollette". Lo Sportello dei Consumatori mette in guardia cittadini.

"Nessun operatore, infatti, se veramente avesse intenzione di controllarle, avrebbe bisogno di venire da voi: hanno copia delle bollette nei loro archivi – hanno ricordato – chi vi chiede di vedere le bollette lo fa perché vuole sottrarvi i codici necessari ad attivare nuovi contratti a vostra insaputa: il consiglio è di non mostrarle. Se siete stati truffati da questi personaggi i volontari dello Sportello Codici di via Bramante sono a vostra disposizione per assistervi nell'annullare nuovi contratti indesiderati. Se invece subite un tentativo di truffa di qualsiasi tipo, oltre ad informare le forze dell'ordine, segnalatecelo anche allo 0766/036164 in modo che possiamo allertare gli altri cittadini: le associazioni di consumatori servono anche a questo". 

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Vertenza Mondo Convenienza: nessuno spiraglio

CIVITAVECCHIA – Si è svolto ieri presso la sede dell'Ugl il secondo incontro della vertenza dei lavoratori di Mondo Convenienza. Incontro che ha visto la partecipazione di tutti i lavoratori coinvolti, proprio su richiesta del sindacato, e del consigliere comunale Massimiliano Grasso, capogruppo de La Svolta, che ha espresso la propria solidarietà ai dipendenti, affermando senza giri di parole che nei loro confronti “è stata posta in essere un’azione, da un gruppo che fattura mille volte la perdita operativa della società che gestisce i punti vendita di Tarquinia e Viterbo, che ha imbrattato indelebilmente la bella storia dell’imprenditore che era partito dal nulla da Civitavecchia – ha spiegato – proprio con molti di questi dipendenti messi in condizione di andarsene e che oggi, arrivato ad oltre un miliardo di euro di ricavi, mette in mezzo alla strada persone che avevano contribuito a costruire il suo successo, semplicemente perché dopo più di venti anni di anzianità lavorativa costano troppo rispetto ai più giovani”.

“Abbiamo assistito – afferma il responsabile confederale Ugl di Civitavecchia Fabiana Attig – ad una vera e propria condotta menefreghista e opportunista, con un atteggiamento che ha da subito indispettito i presenti. Nessuna apertura alle tante ipotesi prospettate di reinserimento lavorativo per i 19 dipendenti. Rispetto all’individuazione delle 15 posizioni a tempo determinato, già in scadenza a fine ottobre, di Fiumicino, Viterbo e Roma Aurelia, la società ha risposto che in quelle sedi a scadenza dei suddetti contratti, non sarà più assunto altro personale. Una chiusura totale ad una congrua soluzione e di facile applicazione, se solo ci fosse stato il minimo rispetto dei lavoratori e della loro storia in Mondo Convenienza da parte dell’azienda".

Ugl ha quindi sottolineato come le ragioni sulle perdite strutturali del punto vendita di Tarquinia addotte dalla società, non soltanto non convincono, ma non trovano riscontro nella realtà dei fatti. Motivo per il quale il sindaco promette battaglia. "Non staremo certo silenti nei confronti del “Magnate del Mobile” Gian Battista Carosi – ha aggiunto Attig – come è possibile dichiarare che dal 2011 al 2016 il punto vendita di Tarquinia era fortemente in perdita quando per lo stesso periodo si riscontra che il costo del personale è mediamente costante se non addirittura più basso circa 2 milioni, mentre i costi strutturali per lo stesso periodo da 13 milioni passano a circa 21 milioni? Non soltanto qual è stato il senso logico di aprire a Viterbo ad ottobre 2017 un altro punto vendita in netta concorrenza con Tarquinia, in perdita, ed inserire ben 38 unità lavorative quando già si sapeva della imminente chiusura di Tarquinia? Perché 19 posti dei 38 non sono stati riservati ai lavoratori di Tarquinia che a loro vantaggio avevano un’esperienza di settore ultra ventennale? Dubbi questi – prosegue Attig – che gettano una gigantesca ombra sul modo di operare del colosso del mobile. Nessun lavoratore in tutto il territorio nazionale di Mondo Convenienza è al sicuro. Nessuna programmazione, nessun piano industriale, solo una semplice comunicazione verbale di chiusura. Lo spietato quanto mai irriconoscente gruppo facente capo a Carosi sfrutta i territori facendo cassa con i lavoratori per poi gettarli via nella disperazione più assoluta. Come per le lavoratrici di Tarquinia, soprattutto verso quelle sole (monoreddito) con minori disabili. Nessuna pietà per loro, nonostante quanto disposto dall’art. 33 Legge 104/92. Una società “matrigna” che non vuole mostrare alcuna gratitudine verso chi, oltre 20 anni fa, ha contribuito al successo del Carosi. Parliamo dello stesso personale degli anni in cui iniziò con i magazzini la “Stalla”. Nessuna gratitudine, nessun rispetto. Soltanto una biasimevole quanto mai offensiva offerta economica a fronte di un trasferimento, leggasi licenziamento. Al massimo 13mila euro da riparametrare, ovviamente, in base alla percentuale di prestazione oraria. Questo è quanto è disposto a sborsare colui che ha festeggiato, poco tempo fa il miliardo di euro di fatturato”.

L’Ugl contesta quindi l’intera gestione della procedura da parte della società. "In particolare – ha concluso Attig  – l’irricevibile indicazione dei trasferimenti indicati alle lavoratrici, Verona, Cremona, Lissone, Trezzano, Moncalieri, Settimo Torinese, Pisa, Prato, Marcianise, Colonnella, Lecce, Rimini, Sassari, Cagliari, Catania, Pescara, Pompei (di prossima apertura). Per quanto ci riguarda possono attendere tranquillamente, nel frattempo sarà nostra premura allertare ed informare tutti i lavoratori di Mondo Sofferenza”.

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A Monterotondo Civitavecchia annientato in meno di dieci minuti

di MATTEO CECCACCI

Niente da fare per i ragazzi di Andrea Rocchetti, questo Civitavecchia Calcio 1920 di vincere in trasferta non ne vuole proprio sapere. Su tre partite disputate fuori casa sono usciti soltanto risultati negativi, ovvero  il pareggio col Casal Barriera e due sconfitte con Almas Roma ed Eretum Monterotondo. Per i nerazzurri, dunque, la propria forza sembra essere la roccaforte della Cavaccia dove finora hanno ottenuto ben sette punti in tre gare giocate. Tornando al match del Fausto Cecconi, valido per la 6^ giornata del campionato di Eccellenza, i civitavecchiesi escono sconfitti per 2-1 dopo 90’ molto intensi. Una gara che si è chiusa addirittura dopo 10’: al 6’ è Toscano ad aprire le danze  grazie al cross dalla destra di Mereu che innesca la testa del centravanti gialloblu che trafigge Tomarelli, trascorrono appena 4’ e i monterotondesi raddoppiano con la rete di Mastrantoni che dalla sinistra fa partire un cross che colpisce Fatarella e beffa un incolpevole Tomarelli. La Vecchia cerca di reagire, ma le palle gol create dai fratelli Vittorini e da Serafini non riescono a gonfiare la rete difesa da Alessandri. Nella ripresa i nerazzurri non mollano un colpo e vanno vicino al gol diverse volte, ma la retroguardia eretina non si fa ingannare. Al 25’, però, i tirrenici guadagnano il penalty di giornata con bomber Vittorini che mette a segno l’ottavo sigillo stagionale accorciando le distanze. Dieci minuti più tardi il ‘00 Franceschetti si fa espellere e le speranze per il pareggio si spengono letteralmente. L’Eretum addirittura va vicino al tris, ma  il giovane Fatarella salva sulla linea. Al triplice fischio è 2-1 Eretum e ai nerazzurri non resta che preparare il ritorno di Coppa Italia previsto domani.

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IL COMMENTO AL VANGELO. ‘‘L’uomo non divida ciò che Dio ha congiunto’’

Commento al Vangelo della Domenica

7 ottobre 2018

XXVII domenica del tempo Ordinario
Mc 10,2-16
 

di don Ivan Leto 

Il vangelo di questa domenica ci testimonia un confronto di Gesù con alcuni farisei, i quali lo mettono alla prova, cercando di sorprenderlo in errore riguardo alla tradizione dei padri, sul tema della possibilità del divorzio. Nel millennio dell’Antico Testamento la pratica del divorzio era comune in tutto il medio oriente e il mondo mediterraneo. Il divorzio era una realtà normata dal diritto privato, che lo prevedeva solo su iniziativa del marito. Il matrimonio era un contratto, neppure scritto, e dobbiamo riconoscere che nell’Antico Testamento non vi è nessuna legge sul matrimonio. Il brano del Deuteronomio a cui certamente si riferiscono i farisei (Dt 24,1-4) in verità appartiene alla casistica e non alla dottrina, perché mette a fuoco un caso particolare, e di conseguenza deve essere recepito con dei limiti ben precisi. Si legge in quel testo: “Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, se poi avviene che ella non trovi grazia ai suoi occhi, perché egli ha trovato in lei qualcosa di vergognoso, scriva per lei un certificato di ripudio, glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa” (Dt 24,1). Viene dunque contemplato il caso in cui l’uomo trovi nella moglie “qualcosa di vergognoso”, espressione assai vaga che i rabbini interpretano in modi molto diversi; in tal caso, il marito ha la possibilità di divorziare. A certe condizioni, pertanto, il divorzio è permesso e ne è prevista la procedura, ma da questo non si può concludere che nella Torah, nella Legge di Mosè vi sia una dottrina sul matrimonio. Ma ecco che Gesù è chiamato dai farisei a esprimersi proprio su questa possibilità: “È lecito a un marito ripudiare la propria moglie?”. Egli risponde con una domanda: “Che cosa vi ha ordinato Mosè?”. Ed essi a lui: “Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla”. È come se gli dicessero: “Questa è la Torah!”. Gesù allora interviene in modo sorprendente: non entra nella casistica religiosa a proposito della Legge; non si mette a precisare le condizioni necessarie al ripudio; non si schiera dalla parte dei rigoristi né da quella dei lassisti. Nulla di tutto questo: Gesù vuole risalire alla volontà del Legislatore, di Dio. In tal modo egli ci fornisce un principio decisivo di discernimento nel leggere e interpretare la Scrittura: fare riferimento all’intenzione di Dio. Questa dunque la replica di Gesù ai suoi interlocutori: “Per la durezza del vostro cuore (sklerokardía) Mosè scrisse per voi questa norma. Ma nell’in principio (be-reshit, en archê: Gen 1,1) della creazione Dio ‘li fece maschio e femmina’ (Gen 1,27); ‘per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due saranno una carne sola’ (Gen 2,24). Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”. Gesù risale al disegno del Creatore. L’annuncio di Gesù permane, in tutta la sua chiarezza: “L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”. Subito dopo, questa parola dura ed esigente viene spiegata da Gesù ai suoi discepoli, nella casa in cui la comunità si ritrovava. E viene spiegata con un’aggiunta straordinaria per la cultura del tempo, visto che Gesù mette sullo stesso piano la responsabilità dell’uomo e quella della donna: “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio”. Certo, Mosè ha cercato di umanizzare la pratica del divorzio, imponendo al marito di percorrere una via giuridica di rispetto per la donna. Ma Gesù, proprio guardando alla durezza di cuore dei destinatari della Torah, osa andare ben oltre, mettendo in evidenza la volontà del Creatore.

 

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