Conte ringrazia la prudenza di Merkel. Ma a chi vuole mediare Roma non dà appigli

Anche se l’Italia resta profondamente isolata, inizia a emergere che non esiste un’unica linea nel resto dell’area euro e nella stessa Commissione Ue

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‘‘La Torfa de na vorta’’, oggi la presentazione

TOLFA – Nuova iniziativa culturale a Tolfa. 
Il Comune di Tolfa e l’associazione A.d.a.m.o. Onlus invitano tutti a partecipare oggi alle 17 presso il cinema – teatro ‘’Claudio’’ alla presentazione del bellissimo e interessante libro ‘’La Tòrfa de ‘na vòrta. Momenti di storia in immagini e poesie. La vita in campagna’’ scritto da Ettore Pierrettori, Eugenio Bottacci e Giovanni Padroni. 
Alla presentazione interverranno il sindaco di Tolfa Luigi Landi, la coordinatrice dell’Adamo dei Monti della Tolfa Laura Pennesi e la docente di educazione artistica Sonia Martelloni. A condurre i lavori e mediare gli interventi sarà la vicesindaco di Tolfa Stefania Bentivoglio.
 L’offerta per acquistare il libro andrà per intero all’ADAMO sez. Monti della Tolfa, Asssociazione Domiciliare e Assistenza Malati Oncologici.

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Manovra, la carta Moavero per mediare con l’Europa. L’attesa di Mattarella

Il lavoro dietro le quinte della Farnesina. Il ministro degli Esteri conosce le pieghe dei trattati europei al pari degli interlocutori a Bruxelles, e agirà dietro le quinte a sostegno di Tria

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Vertenze portuali: l'eco diventa nazionale

CIVITAVECCHIA – C'è preoccupazione, e non solo ormai a livello locale, per le possibili ripercussioni negative dovute alla decisione dell'Adsp di disporre lo scarico dei container solo ed esclusivamente alla banchina 25 dal 15 settembre prossimo. E l'eco dei malumori e delle criticità presenti all'interno dello scalo ha raggiunto livelli nazionali. 

Lo dimostra anche l'intervento di Federico Barbera, presidente Uniport – l'associazione che, all’interno di Fise, rappresenta le imprese portuali che svolgono operazioni di imbarco e sbarco, spostamento delle merci, attività accessorie alla navigazione, terminals operator e servizi portuali – che ha scritto alla Direzione Trasporto Marittimo del Ministero dei Trasporti chiedendo di intervenire  tempestivamente in relazione a quanto sta accadendo presso i porti di competenza delle Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno del Nord e Centro Settentrionale. "Con l’ordinanza dello scorso 13 luglio, l’Autorità ha imposto alle cosiddette “navi in servizio di linea” – ha spiegato – di utilizzare un unico terminal contenitori autorizzato nel porto di Civitavecchia. In questo modo si è impedito a uno storico operatore del settore su navi specializzate nel trasporto di frutta, sia essa trasportata in stiva o con contenitori frigorifero, di decidere liberamente come svolgere le attività oggetto del proprio piano industriale, favorendo un diretto competitor". Secondo Barbera “si tratta una decisione liberticida, che dà il via libera ad un nuovo monopolio e che rischia – ha aggiunto – di avere ripercussioni occupazionali, oltre che di penalizzare operatori che in passato hanno investito sulle infrastrutture del porto. Abbiamo chiesto al Ministero dei Trasporti di acquisire dettagli su quanto sta accadendo e di intervenire per favorire omogeneità di regole a livello nazionale, piena concorrenza, investimenti e sviluppo di nuovi traffici”.

Preoccupazione anche del centro studi marittimi "Raffaele Meloro". "Si stanno consumando una serie di situazioni che mettono seriamente a rischio l’occupazione portuale e tutto l’indotto connesso – hanno sottolineato – è saltata la “pace sociale” e con essa si stanno deteriorando equilibri faticosamente costruiti nel corso di alcuni decenni, grazie ad una sapiente concertazione che mirava a rendere il porto di Civitavecchia una punta di diamante del Mediterraneo. I toni delle parti coinvolte in contratti e concessioni che riguardano i lavoratori portuali sono estremamente accesi. Sarebbe auspicabile mettere in campo la capacità  di mediare e creare un tavolo permanente che metta di fronte i soggetti tutti: Adsp, Comune, Enel, Rtc, Compagnia portuale, Cfft e le aziende che sono legate ad essi, nonché sindacati e lavoratori. La  professionalità e la competenza di ogni componente, relativamente al proprio ambito,  garantirebbe un’analisi obiettiva dei problemi e contribuirebbe alla loro soluzione".

Secondo il centro studi "ognuno deve riprendersi il proprio ruolo e, soprattutto, garantire le maestranze in primis, in quanto sono quelle che alla fine pagano per tutti e ciò non solo è sbagliato, ma profondamente ingiusto. Il porto non può permettersi di perdere posti di lavoro – hanno aggiunto – ma anche aziende e compagnie che operano con professionalità e hanno investito nella logistica, rispondendo alle richieste di clienti importanti che potrebbero scegliere di andarsene, dirottando importanti traffici verso altri scali. Le banane, ad esempio, furono una vera e propria conquista per il nostro porto ed oggi rischiano di cambiare destinazione. A questo addio ne seguirebbero altri non meno pesanti. Può permettersi l’economia cittadina di rinunciare a società che hanno investito milioni di euro, creando occupazione? Perché non si pretende il mantenimento di promesse che sono rimaste sulla carta, quando avrebbero dovuto creare occupazione per un comprensorio che tanto ha dato in termini di ambiente e di salute? Anche se si perdesse un solo posto di lavoro, la città dovrebbe mobilitarsi perché è solo il lavoro che rende gli uomini liberi. Non spegniamo il faro del nostro porto, diamo a Civitavecchia ciò che merita: rispetto, qualità della vita, occupazione. Non gettiamo alle ortiche – hanno concluso – la storia millenaria del nostro scalo, dimostriamo invece che Traiano scelse bene e creiamo pace sociale così da assicurare lavoro alla comunità. Il mare è il nostro tesoro, il porto ci renda orgogliosi di Civitavecchia".

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E Mattarella chiese a Salvini e Di Maio: «Perché non volete Giorgetti?»

Il presidente e il tentativo di mediare sull’Economia, con il leghista di peso. Poi lo stop: il Colle non avrebbe potuto lasciare l’istituzione presidenza della Repubblica colpita e, anzi, lesionata, nelle prerogative fissate dalla Carta costituzionale

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Outlet a Fiumaretta: Confcommercio contrariata

CIVITAVECCHIA – “Così come è stato concepito, il progetto avrà numerosi risvolti negativi sulla già precaria situazione commerciale cittadina”. Altro che condivisione. Non sembrano infatti positive le valutazioni della Confcommercio, così come espresse dal presidente Graziano Luciani, sul polo di convergenza turistica di Fiumaretta. Le rassicurazioni del sindaco Antonio Cozzolino e dell’assessore al Commercio Enzo D’Antò sul progetto, ribadite nel corso del consiglio comunale per l’approvazione della variante urbanistica, si scontrano con le parole di Luciani, che oggi torna a ribadire la contrarietà della categoria. I tempi non sono certo stretti, avendo votato ieri la nuova variante e considerata la fase di stallo degli ultimi tre anni. Ma se dovesse andare in porto, il progetto non riesce ancora a convincere del tutto politica e commercianti. Dall'opposizione sono stati diversi i dubbi sollevati sul progetto, così come quelli messi in evidenza anche dal consigliere di maggioranza Rolando La Rosa, che ha espresso perplessità sull'impatto che una simile struttura potrebbe avere sul futuro del territorio. A partire ovviamente dall'outlet che, stralciata ormai l'ipotesi della realizzazione del mega albergo, resta il punto centrale del progetto. E la Confcommercio, oggi, torna ad alzare diversi dubbi, come già fatto nei mesi passati.

“Durante un incontro organizzato il 22 febbraio scorso – ricorda Luciani – ci eravamo resi disponibili a partecipare attivamente al "progetto" per contribuire ad evidenziare e migliorare le criticità emerse. Da quella data, sebbene gli Assessori D'Antò e Ceccarelli avessero rassicurato sulla volontà dell'Amministrazione comunale di adottare anche in questa fase un metodo condiviso, è caduto il silenzio totale”. Non si può quindi far finta di non sentire le voci che arrivano dalla categoria. “Le istanze dei commercianti vanno ascoltate – ha aggiunto Luciani – ad oggi non abbiamo avuto risposte in merito alla chiusura del "circuito", alla gestione del punto informativo, alle scelte in tema di mobilità e alla seconda stazione ferroviaria. La città ha fortemente bisogno di una programmazione di lungo periodo basata su strategie precise, ed interventi funzionali a realizzare progetti condivisi di crescita sociale e commerciale”.

Si parla di una struttura commerciale da 70 negozi – prima erano 49 – disposti su un’area di 17mila metri quadrati, di un Welcome Center e di un ampio spazio dedicato a parcheggio (6185 mq di parcheggio pubblico per autobus e taxi, 20mila mq di parcheggio provato anche per lunga sosta).

IL PROGETTO – Come descritto nella relazione architettonica nei sei ettari di proprietà del Comune, dopo l'abbattimento dei manufatti esistenti, si andrà a realizzare un "Welcome centre" per l'accoglienza e l'assistenza dei turisti che transitano per il porto ed un parco commerciale denominato "Outlet Porto". Il Welcome centre si apre verso il porto sia funzionalmente che architettonicamente, e si struttura come un’ampia superficie vetrata pronta a mediare il passaggio tra la terra ed il mare. Ha lo scopo di filtrare il sistema di arrivo al porto dei croceristi. È collegato direttamente con l’outlet, seppur mantenendo una sua autonomia gestionale oltre che funzionale. Dal grande salone interno che fa da accesso all'outlet è inoltre prevista la futura realizzazione di un collegamento interrato che andrà a costituire il primo tratto di collegamento con la futura nuova stazione prevista lungo la linea ferroviaria al di la della via Aurelia. L’Outlet Porto si struttura come un area commerciale completamente chiusa e destinata all’uso dei croceresti che trovano qui la possibilità di effettuare acquisti di vario genere ed in gran parte non disponibili nel tessuto commerciale esistente a Civitavecchia . L’edificio si ispira formalmente alla tradizione dei magazzini portuali, da Genova a Triste ad i grandi porti del nord Europa, con una facciata esterna ritmata dalla funzione interna che ripete un modulo tipicamente industriale.

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