MINISTERO DELLA DIFESA – GRADUATORIA

Approvazione delle graduatorie dei concorsi interni, per titoli e per
titoli ed esami, a centoquindici posti per l'ammissione al 23°
corso di aggiornamento e formazione professionale riservato ai
volontari in servizio permanente della Marina militare da immettere
nei ruoli dei sottufficiali della stessa Forza armata, di
cui ottanta nel ruolo dei sergenti del Corpo equipaggi militari
marittimi e trentacinque nel ruolo dei sergenti del Corpo delle
Capitanerie di porto, integrazione delle graduatorie finali di
merito del 22° concorso e nomina dei vincitori.
(18E11217)

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Economia del mare: una svolta per il territorio

CIVITAVECCHIA – Civitavecchia deve puntare sempre più sui driver che rappresentano la sua vocazione, ciò non vuol dire perdere lo status di porto polifunzionale ma vuol dire fare scelte strategiche. Le crociere ed il Ro-Ro hanno un notevole impatto moltiplicativo sull’economia per cui sulle prime va rafforzato il ruolo di home port (porto di partenza e di rifornimento) e per i secondi andrebbe impiantato nel tempo un sistema rivolto sempre più anche a dare logistica alle auto. Per accogliere investimenti logistici è necessario dare progettare strumenti che favoriscano l’attrazione di investimenti: in questo senso i porti del Centro – Nord hanno la possibilità di istituire Zone Logistiche Semplificate. Il "porto del futuro" deve garantire al territorio: internazionalizzazione, logistica e sviluppo del turismo. Sono questi i 3 imperativi su cui Civitavecchia deve impostare la propria crescita e la Zls potrebbe contribuire a farne crescere alcuni.

Sono queste le conclusioni a cui si è giunti con il convegno convegno "Economia del mare – opportunità di sviluppo per il territorio laziale" organizzato da Intesa Sanpaolo in collaborazione con SRM (centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale e l'Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Civitavecchia. L'occasione per presentare anche la 5° edizione del Rapporto "Italian Maritime Economy” di SRM: strumento che ha messo in evidenza il grande ruolo che il sistema marittimo e portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta svolge per la crescita del territorio e ha sottolineato quali sono in prospettiva i nuovi driver da sviluppare per far sì che lo scalo sia sempre più protagonista con investimenti infrastrutturali e l’attrazione di investimenti imprenditoriali. (SEGUE)

I COMMENTI – “Lo studio realizzato da SRM è molto importante per il nostro Network ed è particolarmente determinante e appropriato per il porto di Civitavecchia – ha commentato il presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo – in quanto mette in evidenza le potenzialità di un porto considerato un punto chiave per lo sviluppo economico della nostra regione, dell’Italia e non solo. Il porto di Civitavecchia e i porti del Network, Fiumicino e Gaeta, sono stati riconosciuti, ultimamente, strategici anche a livello Europeo tanto che la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha approvato un finanziamento di 195 milioni di euro, il più grande finanziamento concesso dall’istituto di credito lussemburghese in favore di un’autorità di sistema portuale, mirato all'ampliamento del porto di Civitavecchia ed alla realizzazione del nuovo porto commerciale di Fiumicino. Nel primo scalo il progetto riguarderà la realizzazione di grandi opere infrastrutturali, tra cui in particolare il completamento delle opere relative alle darsene servizi e traghetti, e il prolungamento della diga foranea, nonché le relative connessioni viabilistiche. A Fiumicino, il progetto prevedrà, invece, la costruzione della nuova darsena pescherecci e della prima fase del nuovo porto commerciale a servizio di traghetti passeggeri, navi ro-ro, navi da crociera, grazie alla realizzazione di due nuovi frangiflutti e di un’importante opera di dragaggio dei fondali”. 
“Nel Lazio le imprese agganciate al sistema marittimo sono oltre 33mila e generano qualcosa come 7,5 miliardi di euro di valore aggiunto e 134mila posti di lavoro – ha sottolineato Pierluigi Monceri, direttore regionale Lazio, Sardegna e Sicilia Intesa Sanpaolo – Civitavecchia ha registrato nel 2017 la movimentazione di 17 milioni di tonnellate cargo e, con 2,2 milioni di passeggeri, è il primo scalo crocieristico d’Italia ed il secondo d’Europa. La cosiddetta economia del mare costituisce un asset di crescita e sviluppo sempre più strategico e la connessione tra tutti gli attori coinvolti deve essere sempre più forte. La geografia non basta e i competitor sono sempre più agguerriti: occorre consapevolezza del nostro ruolo e delle nostre potenzialità per non perdere le opportunità connesse a questo grande settore. Il Gruppo Intesa Sanpaolo sostiene il settore dei trasporti e della logistica convinto che imprese e infrastrutture di questo settore rappresentino un patrimonio dell’Italia e, nel caso specifico al centro dei lavori di oggi, di Civitavecchia e del Lazio”.
“Il Mediterraneo sta aumentando la sua centralità nell’ambito dei traffici marittimi mondiali, non a caso nell’ultimo ventennio il traffico container è aumentato del 500% – ha quindi aggiunto Alessandro Panaro, responsabile Area Maritime Economy SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno – nuovi fenomeni vanno affacciandosi nel Mare Nostrum come ad esempio i numerosi investimenti che la Cina sta realizzando nella logistica e nella portualità marittima, il gigantismo navale che va assumendo proporzioni sempre più preoccupanti per i nostri porti e un’aggressiva politica di attrazione di investimenti imprenditoriali messa in campo dai Paesi dell’area MENA (Middle East & North Africa) attraverso le Free Zones. Queste sfide necessitano di un sistema portuale sempre più innovativo, pronto a realizzare investimenti sempre più mirati alla crescita del territorio ed integrati con la logistica e a definire al più presto strategie che vadano in sinergia con le imprese; in questo senso le ZLS-Zone Logistiche Semplificate possono dare una forte mano a semplificare quelle procedure burocratiche che da sempre rappresentano il problema del nostro sistema portuale. Il sistema portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta con la sua grande vocazione Crocieristica e con una particolare vocazione rivolta al servizio del sistema produttivo deve essere in prima fila per consentire al Paese di non perdere le opportunità che il Mediterraneo sta mettendo in campo”. (Agg. 11/10 ore 13.37)

I NUMERI – La regione Lazio ha un sistema marittimo che vanta la presenza di oltre 33mila imprese (il 18% del Paese), genera 7,5 miliardi di euro di valore aggiunto (il 17% del Paese) e 134mila occupati (il 15,4% del Paese). Al 2017, il porto di Civitavecchia ha registrato circa 17 milioni di tonnellate cargo con una tenuta rispetto al 2016. L’import export marittimo del Lazio supera i 15 miliardi di euro. È significativa la quantità di rinfuse movimentata ma evidenziamo che a dare valore ai traffici commerciali di Civitavecchia è soprattutto il Ro-Ro (trasporto auto e veicoli gommati in generale) che sfiora i 5 milioni di tonnellate con un aumento del 3% sul 2016. Il Ro-Ro è un settore che consente al Paese di ridurre l’inquinamento e l’incidentalità (i tir viaggiano più sicuri sulle navi) e danno forza al nostro export di auto.Si tratta di un comparto ad alto valore aggiunto soprattutto se legato al trasporto delle auto-nuove.  Civitavecchia rappresenta il 5% del traffico nazionale. Il traffico Ro-Ro del porto è cresciuto del 23% negli ultimi 5 anni. Lo scorso anno nel porto di Civitavecchia il traffico di autovetture nuove è stato di 280mila unità, dato che conferma il trend positivo del 2016. Attraverso le Autostrade del Mare Civitavecchia è collegata con servizi regolari ai porti mediterranei di Barcellona, Tunisi, Olbia, Porto Torres, e con i porti Extra mediterranei di Halifax, Davisville, New York, Baltimore, Jacksonville, Houston, Tuxpan, Veracruz. Civitavecchia è il primo scalo crocieristico d’Italia con 2,2 milioni di passeggeri ed il secondo in Europa (dopo Barcellona) ed un punto di riferimento per il turismo. Esso è la «porta» di accesso alla Capitale. Quasi un quarto dei crocieristi italiani transita attraverso questo scalo. Problema del porto è rafforzare il ruolo di home port vale a dire porto di imbarco e non di mero transito. (Agg. 11/10 ore 14.29)

 

 

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Sensibilizzazione ambientale: anche il Forte Michelangelo si illumina di blu

CIVITAVECCHIA – È partita ieri sera, 30 settembre, l’iniziativa promossa dalla Direzione Marittima del Lazio, denominata “Manteniamolo Blu”, mirata alla sensibilizzazione ambientale ed in modo particolare al rispetto del mare. Il Forte Michelangelo a Civitavecchia, le Capitanerie di Porto di Fiumicino e Gaeta e i Circondari Marittimi di Terracina e Anzio sono stati infatti illuminati di blu, fornendo una visione suggestiva per i cittadini, mirata a richiamare l’attenzione sul fatto che il mare deve necessariamente essere tutelato attraverso un suo uso sostenibile, soprattutto per le future generazioni. 

"La campagna propone infatti di attirare l’attenzione della comunità regionale – hanno spiegato dalla Direzione Marittima – attraverso l’illuminazione notturna di porzioni di luoghi pubblici, con luce blu, proprio per rammentare la colorazione del nostro mare, negli ultimi anni oggetto delle più svariate forme di inquinamento e “aggressioni” di natura antropica. L’onda blu ha raggiunto anche il Comune di Gaeta e di Montalto di Castro che hanno illuminato rispettivamente la fontana San Francesco e la fontana pubblica del Teatro comunale Lea Padovani”.

L’iniziativa si ripeterà con cadenza mensile, il 30 di ogni mese, coinvolgendo sempre più articolazioni della Guardia Costiera laziale ed Amministrazioni comunali. 

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MINISTERO DELLA DIFESA – AVVISO

Nomina a Sergente e immissione nel ruolo dei Sergenti del Corpo
equipaggi militari marittimi e dei Sergenti del Corpo delle
capitanerie di Porto dei frequentatori che hanno terminato, con
esito favorevole, il 22° corso di aggiornamento e formazione
professionale.
(18E07481)

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Onorato: «Un progetto in Sicilia per far resuscitare i piccoli trasportatori»

L’azienda armatoriale lancia il suo «Progetto Dignità». «Faremo resuscitare i piccoli trasportatori in Sicilia saremo il loro scudo e li libereremo dalla minaccia del monopolio». Onorato: sulla Maria Grazia Onorato lavoreranno 30 marittimi tutti italiani

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@code_here@

Vertenze portuali: l'eco diventa nazionale

CIVITAVECCHIA – C'è preoccupazione, e non solo ormai a livello locale, per le possibili ripercussioni negative dovute alla decisione dell'Adsp di disporre lo scarico dei container solo ed esclusivamente alla banchina 25 dal 15 settembre prossimo. E l'eco dei malumori e delle criticità presenti all'interno dello scalo ha raggiunto livelli nazionali. 

Lo dimostra anche l'intervento di Federico Barbera, presidente Uniport – l'associazione che, all’interno di Fise, rappresenta le imprese portuali che svolgono operazioni di imbarco e sbarco, spostamento delle merci, attività accessorie alla navigazione, terminals operator e servizi portuali – che ha scritto alla Direzione Trasporto Marittimo del Ministero dei Trasporti chiedendo di intervenire  tempestivamente in relazione a quanto sta accadendo presso i porti di competenza delle Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno del Nord e Centro Settentrionale. "Con l’ordinanza dello scorso 13 luglio, l’Autorità ha imposto alle cosiddette “navi in servizio di linea” – ha spiegato – di utilizzare un unico terminal contenitori autorizzato nel porto di Civitavecchia. In questo modo si è impedito a uno storico operatore del settore su navi specializzate nel trasporto di frutta, sia essa trasportata in stiva o con contenitori frigorifero, di decidere liberamente come svolgere le attività oggetto del proprio piano industriale, favorendo un diretto competitor". Secondo Barbera “si tratta una decisione liberticida, che dà il via libera ad un nuovo monopolio e che rischia – ha aggiunto – di avere ripercussioni occupazionali, oltre che di penalizzare operatori che in passato hanno investito sulle infrastrutture del porto. Abbiamo chiesto al Ministero dei Trasporti di acquisire dettagli su quanto sta accadendo e di intervenire per favorire omogeneità di regole a livello nazionale, piena concorrenza, investimenti e sviluppo di nuovi traffici”.

Preoccupazione anche del centro studi marittimi "Raffaele Meloro". "Si stanno consumando una serie di situazioni che mettono seriamente a rischio l’occupazione portuale e tutto l’indotto connesso – hanno sottolineato – è saltata la “pace sociale” e con essa si stanno deteriorando equilibri faticosamente costruiti nel corso di alcuni decenni, grazie ad una sapiente concertazione che mirava a rendere il porto di Civitavecchia una punta di diamante del Mediterraneo. I toni delle parti coinvolte in contratti e concessioni che riguardano i lavoratori portuali sono estremamente accesi. Sarebbe auspicabile mettere in campo la capacità  di mediare e creare un tavolo permanente che metta di fronte i soggetti tutti: Adsp, Comune, Enel, Rtc, Compagnia portuale, Cfft e le aziende che sono legate ad essi, nonché sindacati e lavoratori. La  professionalità e la competenza di ogni componente, relativamente al proprio ambito,  garantirebbe un’analisi obiettiva dei problemi e contribuirebbe alla loro soluzione".

Secondo il centro studi "ognuno deve riprendersi il proprio ruolo e, soprattutto, garantire le maestranze in primis, in quanto sono quelle che alla fine pagano per tutti e ciò non solo è sbagliato, ma profondamente ingiusto. Il porto non può permettersi di perdere posti di lavoro – hanno aggiunto – ma anche aziende e compagnie che operano con professionalità e hanno investito nella logistica, rispondendo alle richieste di clienti importanti che potrebbero scegliere di andarsene, dirottando importanti traffici verso altri scali. Le banane, ad esempio, furono una vera e propria conquista per il nostro porto ed oggi rischiano di cambiare destinazione. A questo addio ne seguirebbero altri non meno pesanti. Può permettersi l’economia cittadina di rinunciare a società che hanno investito milioni di euro, creando occupazione? Perché non si pretende il mantenimento di promesse che sono rimaste sulla carta, quando avrebbero dovuto creare occupazione per un comprensorio che tanto ha dato in termini di ambiente e di salute? Anche se si perdesse un solo posto di lavoro, la città dovrebbe mobilitarsi perché è solo il lavoro che rende gli uomini liberi. Non spegniamo il faro del nostro porto, diamo a Civitavecchia ciò che merita: rispetto, qualità della vita, occupazione. Non gettiamo alle ortiche – hanno concluso – la storia millenaria del nostro scalo, dimostriamo invece che Traiano scelse bene e creiamo pace sociale così da assicurare lavoro alla comunità. Il mare è il nostro tesoro, il porto ci renda orgogliosi di Civitavecchia".

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Maersk e Chiquita pronti a lasciare lo scalo

CIVITAVECCHIA – Incontri più o meno formali, ore di tensione e discussioni, una situazione che rischia di esplodere. Il caso dello scarico dei container, dopo l’ordinanza firmata dal presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo che impone, dal 15 settembre, le attività solo ed esclusivamente alla banchina 25 gestita dalla Rtc invece delle attuali banchine 23 e 24 ad opera della Civitavecchia Fruit & Forest Terminal, rischia di avere conseguenze pesantissime sull’economia di tutto lo scalo.

Un’ordinanza che i vertici di Cfft leggono come un danno, non solo nei confronti della società italo belga, ma di tutto il porto. “Il rischio di una desertificazione commerciale è alto – ha sottolineato il managing director Steven Clercks – la prima risposta che chiediamo all’Adsp (e lo faranno ufficialmente oggi ndr) è una proroga dell’ordinanza, almeno fino alla fine dell’anno, utilizzando questo tempo per una soluzione della vertenza, nella legalità”. La società, intanto, si vedrà costretta ad aprire lo stato di crisi. “È un paradosso – ha aggiunto Clercks, insieme al consigliere Sergio Serpente e al direttore del terminal Gianluca Rossi – dover eventualmente ricorrere ai licenziamenti con i numeri che abbiamo”.

In questi 11 anni di attività nel porto, Cfft ha investito 18 milioni di euro, 2 milioni solo per il settore delle crociere, arrivando dai 15 iniziali agli attuali 65 impiegati, tutti di Civitavecchia e del territorio, senza contare l’indotto legato alle attività di Compagnia portuale, Cilp, agenti marittimi e trasportatori, movimentando 250mila tonnellate di frutta all’anno. Numeri tra l’altro in crescita, considerati gli accordi con le più grandi aziende che operano nel settore: Dole, Chiquita, Bonita, Del Monte, solo per citarne alcuna, hanno creduto negli anni nella struttura, diventata punto di riferimento per tutto il centro Italia.

Il 17 maggio la lettera della compagnia Hamburg Sud (gruppo Maersk) che trasporta i prodotti di Chiquita: “L’unica condizione che ci permetteva, ci permette e ci permetterà di considerare il porto di Civitavecchia come punto strategico per la nostra logistica – si legge – è il fatto che la nostra merce arrivi direttamente presso il nostro terminal, abbattendo così sia i tempi morti che i relativi costi di trasferimento, nonché i tempi necessari per le operazioni doganali e quindi di effettiva disponibilità della merce così da far fronte alla richiesta del mercato prima e meglio dei nostri competitor. Se lo scarico diretto della nostra merce presso il Terminal Frutta non fosse più possibile, per qualsivoglia motivo, abbiamo già previsto di trasferire tutto il nostro stock in altra località portuale, così da non perdere i benefici legati a questa operatività logistica”. E se realtà come Maersk e Chiquita lasceranno la scalo “sarà la catastrofe – ha spiegato Clerks – l’ultimatum del 15 settembre ci dà poco tempo per convincerli che c’è ancora una soluzione”.

Ma per i clienti la celerità oggi è tutto. Martedì pomeriggio, ad esempio, la nave arrivata al terminal agroalimentare alle 17.30 è ripartita alle 23, con gli operatori che hanno scaricato un centinaio di container di banane, immessi immediatamente nel ciclo produttivo, passando in poche ore dalla nave al camion, tanto che la frutta, già ieri mattina, era al Car di Roma. Dalle 7 di ieri mattina, invece, alle 13.30 erano arrivati al Cfft 11 container trasportati dalla nave attraccata alla banchina 25, a fronte dei 24 che sarebbero dovuti giungere in poco più di sei ore (la media è di 4 all’ora ndr). “Senza dimenticare – hanno aggiunto i vertici di Cfft – che abbiamo investito ultimamente 5 milioni di euro per l’acquisto di due gru, comunicando a settembre la decisione all’Adsp. Navi e clienti che lasciano Civitavecchia significano un danno anche di immagine e di credibilità del porto”.

Oggi tutte le attività commerciali si svolgono sulle banchine 24 e 25: auto, container, agroalimentare; ma anche crociere, con le aree che hanno visto sorgere negli anni diversi insediamenti produttivi. “Vediamo con questa ordinanza – hanno aggiunto – la volontà di colpire una sola azienda, l’unica tra l’altro che porta traffici. Stavamo cercando altre aree ed altri spazi, anche fuori dal porto: ma con questa ordinanza dobbiamo fermarci. Il Cfft, negli anni, ha rappresentato un valore aggiunto per il porto? Questo lo chiediamo oggi alle istituzioni”.

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CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI BRINDISI – CONCORSO (scad. 12 agosto 2018)

Indizione della sessione di esame per mediatori marittimi, anno 2018

(18E06803)

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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 30 maggio 2018

Riapertura dei termini per la presentazione e l'ammissione delle
proposte progettuali per la concessione di contributi a valere sulle
risorse della Misura 1.39 «Innovazione connessa alla conservazione
delle risorse biologiche marine» del Fondo europeo per gli affari
marittimi e la pesca (FEAMP) 2014-2020 ed i relativi allegati.
(18A04465)

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