Il trofeo città di Montalto alla squadra dell’istituto  comprensivo locale

MONTALTO DI CASTRO – La squadra dell’ICS Montalto di Castro guidata dai professori Manuela Sacconi e Marco Procenesi, coadiuvati dai colleghi Eva Magrini e Marcello Rovai, si è aggiudicata la quinta edizione del “Trofeo Città di Montalto” e si è qualificata per disputare la finalissima del “Trofeo Città di Viterbo” in programma a Viterbo il 5 giugno 2019, manifestazione conclusiva alla quale sono ammesse le quattro squadre vincitrici dei rispettivi gironi provinciali. L’evento, che si è tenuto a Montalto di Castro nei giorni scorsi rientra nella programmazione del Progetto “Scuola-Movimento-Sport-Salute” per la realizzazione del quale si sono unite in un accordo di rete tutte le Scuole di I grado della provincia di Viterbo e del quale è “capofila” l’IC “L. Fantappiè” di Viterbo. Tale progetto è patrocinato dal Coni Lazio, Cip Lazio, amministrazione provinciale di Viterbo, Comune di Viterbo, ASL di Viterbo, Ordine dei Medici di Viterbo, Panathlon Club di Viterbo, Uil Scuola di Viterbo ed è sostenuto dall’Ufficio scolastico provinciale. In particolare, il Trofeo “Città di Montalto” è patrocinato e sostenuto dal Comune di Montalto di Castro. Oltre alla squadra vincitrice, hanno preso parte all’incontro la rappresentativa dell’IC “E. Sacconi” di Tarquinia, guidata dai professori Simone Tifi, Antonio Mancin e Mauro D’ Avino, la squadra dell’IC “I. Ridolfi” di Tuscania, coordinata dal Prof. Luigi Brachetti, coadiuvato dai colleghi Maurizio Sbarrini e Luigi Cardarelli, e la squadra dell’IC “Paolo III” di Canino guidata dai Proff. Salvatore Savino, Federica Marini, Silvia De Paolis e Bruno Papa. Ciascun istituto ha schierato una rappresentativa di 40 elementi, che si sono confrontati in varie discipline: “acquacanestro” (un gioco propedeutico alla pallanuoto), pallavolo, pallamano e calcio a 5 presso la piscina e gli impianti sportivi comunali ad essa limitrofi. Per ciascuna disciplina si è svolto un torneo “all’italiana” e al termine degli incontri è stata stilata la classifica finale sulla base dei punteggi riportati da tutte le squadre in campo. Questa la classifica per ciascuna disciplina:“Acquacanestro”: 1° Tarquinia – punti 4; 2° Montalto – punti 3; 3° Canino – punti 2; 4° Tuscania – punti 1; Pallavolo: 1° Montalto – punti 4; 2° Tuscania – punti 3; 3° Tarquinia – punti 2; 4° Canino – punti 1; Calcio a 5: 1° Montalto – punti 4; 2° Tuscania – punti 3; 3° Tarquinia – punti 2; 4° Canino – punti 1; Pallamano: 1° Tarquinia – punti 4; 2° Tuscania– punti 3; 3° Montalto – punti 2; 4° Canino – punti 1. La classifica finale ha visto quindi al primo posto l’ICS Montalto di Castro con 13 punti, seguito dall’IC Sacconi (12 punti), dall’IC “I Ridolfi” (10 punti) e dall’IC Paolo III con 5 punti.

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Traguardo ottimo per la Purosangue

Chiusura in bellezza per la società civitavecchiese Purosangue Athletics che domenica scorsa nella bellissima cornice di Santa Marinella ha svolto l’ultima gara stagionale di triathlon. Il club tirrenico, che vede tra i suoi tesserati numerosi atleti locali, ha iniziato la stagione lo scorso maggio e ha ottenuto grandi soddisfazioni: i triatleti, infatti, si sono cimentati nelle varie distanze, dallo sprint al medio passando per l’olimpico, con trasferte su tutto il territorio nazionale, dalla Sicilia fino a Lignano Sabbiadoro dove i nostri portacolori hanno parteciparto ai campionati italiani con ottimi risultati. La ciliegina sulla torta, però, è arrivata domenica sulle strade di casa, dove l’atleta locale Marco Brutti ha vinto meritatamente x distacco la gara assoluta. Sugli scudi anche il capitano Nicola Di Fatta, 7° assoluto e 2° di categoria. Bravissimi anche tutti gli altri Purosangue: Antonino Macaion, Giulio Braccini, Fabio Lo Fiego, Luca Gargiulo, Giovanni Gargiulo e Patrizio Saladini. Da ricordare, inoltre, anche gli altri che non hanno partecipato a questa tappa, ma che si sono fatti ben valere durante l’anno e agli italiani di 15 giorni fa: Vanessa Mancini, Antonio Vitali, Carli Trotta, Orlando Marcello, Emiliano Morbidelli, Mirko Cangelosi, Nicola Pagone e Manuela Di Francesca. Per chi volesse  provare a cimentarsi in questo bellissimo sport, è possibile richiedere info alla Purosangue Athletics scrivendo a nicola.df@outlook.it
 

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«Ricordo solo il silenzio profondo della memoria»

LADISPOLI – «Oltre all'obbligo di risiedere all'interno del ghetto, i cui cancelli del ''serraglio'' di aprivano all'alba e si richiudevano al tramonto, gli ebrei dovevano portare un distintivo che li rendesse sempre riconoscibili (un fazzoletto o un cappello color glauco), inoltre erano obbligati a svolgere soltanto alcuni tipi di lavori come rigattieri, straccivendoli, venditori ambulanti e non potevano possedere dei beni immobili». Inizia così il racconto dell'esperienza vissuta dagli alunni della terza H della Corrado Melone. I ragazzi, accompagnati dalle professoresse Di Girolamo e Specchi, si sono recati al ghetto di Roma, situato tra il rione di Trastevere, Largo Arenula, via del teatro di Marcello, Largo Argentina e il lungotevere dei Cenci. «Passando per le vie del ghetto – spiegano i ragazzi – abbiamo trovato delle ''pietre d'inciampo'' ovvero sampietrini situati davanti alle porte delle case in cui abitavano gli ebrei deportati. Sulla lastra di ottone viene inciso il nome della persona, la data di nascita, la data dell'arresto e in alcuni casi la data e il luogo della morte, è un modo ideato dall'architetto tedesco Gunter Demnig alla fine degli anni Novanta per non dimenticare e non diventare indifferenti a questa tragedia». I ragazzi hanno avuto la possibilità di visitare anche la mostra ''Vite Spezzate'' alla Casina dei Vallati. «Come si può comprendere dalle parole sclete, la mostra racconta il dramma vissuto dagli ebrei dopo l'emanazione delle leggi razziali del 1938 di cui quest'anno ricorre l'ttantesimo anniversario. In quella mostra delle foto, dei documenti diventano la prova tangibile che c'è stato un prima e un dopo. Qualcosa che probabilmente molti di noi non riescono neanche ad immaginare: persone che andavano a scuola, persone che frequentavano il liceo – proseguono i ragazzi nel loro racconto – l'università, che studiavano, insegnanti, docenti, persone che lavoravano nell'esercito, nella pubblica amministrazione, che praticavano sport e un giorno all'improvviso la loro vita ''si spezza'' e finisce la normalità. Infatti la nostra guida, Marco Calò, di ''razza ebraica'', come si è descritto lui stesso, sottolineanando il valore dispregiativo usato dai nazisti ai tempi del conflitto, ci ha illustrato con chiarezza e precisione cosa successe dopo l'emanazione delle leggi razziali». E i ragazzi hanno avuto la possibilità di sentire il racconto di quei giorni dalla voce di uno dei protagonisti: la loro guida, a quei tempi, nel 1943, ancora un bambino. Calò ha raccontato ai ragazzi quanto vissuto il 16 ottobre '43, quando «la sorte di queste persone divenne ancora più drammatica, la deportazione divise intere famiglie, molti gli ebrei che non fecero ritorno». Calò, quella mattina «era a casa malato in compagnia della zia, mentre la madre e la nonna si trovano a fare la fila per comprare le sigarette. Il padre si era già rifugiato in un convento. Quella mattina, avvisati da una vicina ''ariana'', riescono a rifugiarsi in una chiesa cattolica dove vengono raggiunti dall madre e dalla nonna. Per giorni vagano per Roma sui mezzi pubblici, rischiando la vita e passando le notti in alcune chiese, finché non vengono ospitati per nove mesi in un convento di suore nel quartiere Monteverde. All'arrivo degli americani a Roma, il 4 giugno 1944, l'unico ricordo di Marco è una tavoletta di cioccolata, regalatagli da un soldato americano: questo gesto, che non dimenticherà mai, gli diede il senso della libertà». Un viaggio, quello al ghetto di Roma, per i ragazzi della Melone, ricco di emozioni. «Capita in ogni strada – ha commentato Sofia Angeloni – di sentire un'emozione diversa, magari quella strada porta a un posto felice o forse semplicemente verso la propria casa, ma quel giorno (il 5/10/2018) in quella piccola strada, chiamata ''vicolo della Reginella'', che una volta portava al portone di una famiglia felice sentivo una sensazione strana come se le grida di quelle famiglie divise molti anni fa si sentissero ancora; come se tutte quelle lacrime che una volta facevano tanto male, si mescolassero all'acqua della piccola fontana delle tartarughe; come se in quel vicolo si fosse fermato il tempo e con lui anche le vite di persone che oggi vengono ricordate su una di quelle pietre di ottone, le ''pietre d'inciampo''. Non so bene il perché, ma quel giorno il rumore dei miei passi non si fece sentire. Forse perché, in quel giorno, in quel tranquillo vicolo del ghetto di Roma, ricordo solo il silenzio profondo della memoria».

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COMUNE DI SAN MARCELLO PITEGLIO – CONCORSO (scad. 15 novembre 2018)

Procedura di selezione, per titoli ed esami, per la copertura di due
posti a tempo pieno ed indeterminato di collaboratore professionale
operaio specializzato con mansioni prevalenti di muratore categoria
B.
(18E10128)

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Crc, l’attesa è finita

La grande attesa è terminata. Alle 15.30 il Crc debutta nella nuova stagione di serie B. 
Al Moretti Della Marta, casa sportiva del club biancogiallorosso, arriva il Cus Siena, una formazione neopromossa, ma che dispone di buoni elementi. 
Una realtà da non sottovalutare quindi, che vorrà fare una bella figura al suo esordio nella serie cadetta. 
Il tecnico Giampiero Granatelli analizza il match: «Vogliamo partire bene, abbiamo lavorato per questo obiettivo. Dobbiamo cercare di fare un buon inizio di campionato. Il Cus Siena è una compagine interessante e che conosciamo bene. Una realtà solida, al mio primo anno a Civitavecchia li battemmo dopo due pareggi ai tempi supplementari con il nostro passaggio in serie B. Io sono pronto, ho girato tanti club, ma il posto dove ho lavorato meglio è Civitavecchia. Sapevo che il mio era un arrivederci, quando il presidente mi ha richiamato da Colleferro non ci ho pensato due volte». 
Il Crc si presenta con tante aspettative e l’allenatore del Civitavecchia sottolinea: «Abbiamo preso ragazzi con esperienze significative, abbiamo una coppia di mediani nuova, Luca Martinelli che è stato anche a Benevento, Lazio e Fiamme Oro, Luca Calandro, anche lui con un percorso importante, poi ci sono Fabio Cocivera, Marcello De Gaspari, anche loro ex Fiamme Oro, Giancarlini, quest’ultimo per tanti anni nella Lazio. I giovani poi sono il motore vero di questa squadra, sono tornato per questi ragazzi che conosco davvero bene. Sono fedeli all’ideologia del gioco, è importante che siano stati confermati qui. Gli altri erano tasselli che mancavano. Ripartiamo con un ottimo gruppo di base civitavecchiese e una schiera di elementi che completato l’organico. Cercheremo di fare subito il meglio, ma ci sono stati tanti innesti, dovremo puntare su una certa capacità di integrazione. Nel rugby mettere insieme tutto è non è semplice».

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Giulivi (Lega): ''Più turismo, cultura e sicurezza''

TARQUINIA –  Difendere la città ‘’da pirati’’, rendere Tarquinia più sicura, riportare la gente a sognare e lavorare ad un progetto politico che porterà all’ufficializzazione di una candidatura a sindaco che sarà comunicata a gennaio.  E ancora “ripartire dagli errori;  non farsi condizionare dai giornali, che sono carta straccia” e lavorare sui grandi progetti. Negli obiettivi principali, il rilancio del turismo e della cultura, ma anche importante attenzione all’ambiente, a partire dalla questione del  fiume Marta.  
Su queste linee si muoverà l’azione politica di Alessandro Giulivi, incoronato giovedì pomeriggio  referente territoriale della Lega in vista delle elezioni amministrative di maggio. Una investitura che potrebbe essere preludio ad una candidatura a sindaco, ma è ancora presto per stabilirlo: “Nessuna ufficializzazione di candidatura a sindaco – ha ribadito anche il senatore Umberto Fusco – Alessandro Giulivi  è un referente del partito. Noi oggi cominciamo a lavorare”. “Certo è – ha detto Alessandro Giulivi – che se sono qui un motivo ci sarà”. 
La Lega, con giovedì sera, ha ufficialmente posto  la sua presenza e la mano forte su Tarquinia e sul litorale viterbese. Il prossimo passo sarà l’apertura della sede che, con ogni probabilità, sarà ubicata in via Umberto I. Una platea variegata ha voluto partecipare a quello che di fatto costituisce il primo appuntamento  elettorale per la città di Tarquinia. 
In sala diversi  rappresentanti  della Lega del territorio, come Enrico Zappacosta e Patrizio Carraffa della vicina Civitavecchia; il vicesindaco del Comune di Viterbo Enrico Maria Contardo. Ma in platea c’erano anche diversi esponenti locali di Fratelli d’Italia e non solo. Nelle prime file anche Gianni Moscherini e l’imprenditore Enrico Bendetti.  Presente anche una nutrita rappresentanza dell’amministrazione uscente: dalla vicesindaca Martina Tosoni, a Federica Guiducci, Stefano Zacchini, Stefania Ziccardi. E Roberto Benedetti, Maurizio Leoncelli e Marcello Maneschi. Presente in sala che il prefetto di Viterbo, a dimostrazione della grande importanza data all’evento.
“Il candidato sindaco della Lega, a prescindere da chi sarà,  sarà sicuramente una persona che conosce molto bene la città. – ha voluto precisare il senatore Umberto Fusco – Intanto si farà una squadra capace di rappresentare in consiglio tutte le possibilità del fabbisogno dei cittadini”.
Decise, le parole di Alessandro Giulivi intenzionato a procedere per tappe:  “Le scelte le voglio fare io. Da adesso l’importante è lavorare su un tessuto politico e un gruppo di persone in vista dell’appuntamento elettorale . Il nome del candidato sindaco sicuramente sarà ufficializzato a gennaio”.
 

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Libertine primo al traguardo

Una regata “altalenante” la Roma/Giraglia 2018, vissuta bene o, a pochissime centinaia di metri di distanza, male dall’una o dall’altra barca. L’ha vinta Libertine, di Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi, che ha conquistato la Line Honours con una fantastica discesa verso Riva di Traiano. Ma anche la loro regata è stata tormentata. Un’ottima risalita verso la Giraglia interrotta davanti alle coste del “dito” di Capo Corso. Ed anche sulla rotta del rientro, non tutto è filato liscio.
«È stata più dura di quanto pensassi – commenta Marco Paolucci – il vento fresco in partenza ci ha consentito una bella cavalcata fino alla Giraglia, poi le previsioni hanno un po’ disatteso le nostre aspettative e ci siamo trovati con un calo d’aria e un’onda noiosa che ci spingeva sempre verso il basso. Per passare la Giraglia, quindi, abbiamo impiegato molto tempo e siamo stati recuperati da due barche. Nella discesa, all’inizio abbiamo sbagliato una vela e di nuovo due barche ci hanno raggiunto, ma poi la nostra tenacia ci ha consentito di arrivare al giro di vento sotto l’Elba dove abbiamo fatto un’ottima manovra cambiando in un attimo una vela e prendendo finalmente il vento giusto che ci ha portato fino all’arrivo, dove ci siamo di nuovo fermati senza vento. Ma a Traiano, si sa, si soffre. E’ un classico». Conferma tutto Lorenzo Zichichi: «Cambi di vele effettivamente faticosi, ma il più pesante di tutti è stato sicuramente quello davanti al porto, perché ci sentivamo oramai arrivati ed invece abbiamo dovuto aspettare 40 minuti ed effettuare un cambio di vele per percorrere quei pochi metri che rimanevano. Devo dire, però, che la fatica è stata mitigata dal divertimento. Come sempre la Giraglia è stata bella, molto tattica, ed estremamente interessante. Senz’altro la nostra tenacia ha pagato, ed è lei che ci ha fatto vincere».  
Altra importante performance tra i monoscafi, è stata quella degli svizzeri di Tivan, GS 43 di Remo Leuzinger. Per loro un bel 3° posto assoluto e la vittoria in IRC. 
«Regata bellissima e percorso fantastico. Per noi è andata benissimo – spiega Remo Leuzinger – perché, a parte due o tre buchi d’aria che erano anche preannunciati, abbiamo sempre avuto vento e ci siamo divertiti molto. E’ stato fantastico, specialmente il ritorno tra l’Elba e il Giglio, che abbiamo fatto in due ore con punte di 11 nodi e mezzo. Il bel tempo ha aiutato ed è stata un’esperienza davvero fantastica».
Spettacolare l’arrivo di Asià, l’unico catamarano in regata, che ha conquistato il secondo posto assoluto percorrendo gli ultimi 200 metri cantando a squarciagola. Un bel modo di esprimere la felicità per aver portato a termine una gran bella regata. Non avendo un ‘‘rating’’, l’Outremer 55 di Marcello Patrizi non è in classifica, ma la soddisfazione resta.
A vincere in IRC è stato Tivan, GS43, di Remo Leuzinger, seguito dal Modulo 72 Nayla di Fabio Pii (che ha fatto davvero una gran regata con una barca di soli 8 metri) e dal Comet 45S Vis Viva 3bù di Guglielmo Noya.
In ORC la vittoria è andata a Libertine, Comet 45S di Marco Paolucci, che ha lasciato al secondo posto il rientrante Mario Girelli in coppia con Marta Magnano che, con il suo Figaro 2 Zabriskie Point, ha accusato 2 ore e 23 minuti di ritardo, lasciando il terzo gradino del podio a Vis Viva 3bù.
I due solitari, Ugo Vinti, e Oscar Campagnola,  sono arrivati nella notte, rispettivamente alle ore 1.26 e alle 2.24.
«Uno spettacolo andarli a prendere in mare al buio – commenta il presidente Alessando Farassino –  perché sono due veri sportivi. Cinque barche nella notte sono state un bell’impegno, ma è una consuetudine alla quale non vogliamo rinunciare.  Alcuni commenti mi hanno colpito, come quello di Valerio Brinati, che appena arrivato, non faceva altro che parlare dei tramonti meravigliosi che questa regata regala. È bello capire quanto la vela e questa regata possano emozionare anche un marinaio di lungo corso  come Valerio».

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Libertine primo al traguardo

Una regata “altalenante” la Roma/Giraglia 2018, vissuta bene o, a pochissime centinaia di metri di distanza, male dall’una o dall’altra barca. L’ha vinta Libertine, di Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi, che ha conquistato la Line Honours con una fantastica discesa verso Riva di Traiano. Ma anche la loro regata è stata tormentata. Un’ottima risalita verso la Giraglia interrotta davanti alle coste del “dito” di Capo Corso. Ed anche sulla rotta del rientro, non tutto è filato liscio.
«È stata più dura di quanto pensassi – commenta Marco Paolucci – il vento fresco in partenza ci ha consentito una bella cavalcata fino alla Giraglia, poi le previsioni hanno un po’ disatteso le nostre aspettative e ci siamo trovati con un calo d’aria e un’onda noiosa che ci spingeva sempre verso il basso. Per passare la Giraglia, quindi, abbiamo impiegato molto tempo e siamo stati recuperati da due barche. Nella discesa, all’inizio abbiamo sbagliato una vela e di nuovo due barche ci hanno raggiunto, ma poi la nostra tenacia ci ha consentito di arrivare al giro di vento sotto l’Elba dove abbiamo fatto un’ottima manovra cambiando in un attimo una vela e prendendo finalmente il vento giusto che ci ha portato fino all’arrivo, dove ci siamo di nuovo fermati senza vento. Ma a Traiano, si sa, si soffre. E’ un classico». Conferma tutto Lorenzo Zichichi: «Cambi di vele effettivamente faticosi, ma il più pesante di tutti è stato sicuramente quello davanti al porto, perché ci sentivamo oramai arrivati ed invece abbiamo dovuto aspettare 40 minuti ed effettuare un cambio di vele per percorrere quei pochi metri che rimanevano. Devo dire, però, che la fatica è stata mitigata dal divertimento. Come sempre la Giraglia è stata bella, molto tattica, ed estremamente interessante. Senz’altro la nostra tenacia ha pagato, ed è lei che ci ha fatto vincere».  
Altra importante performance tra i monoscafi, è stata quella degli svizzeri di Tivan, GS 43 di Remo Leuzinger. Per loro un bel 3° posto assoluto e la vittoria in IRC. 
«Regata bellissima e percorso fantastico. Per noi è andata benissimo – spiega Remo Leuzinger – perché, a parte due o tre buchi d’aria che erano anche preannunciati, abbiamo sempre avuto vento e ci siamo divertiti molto. E’ stato fantastico, specialmente il ritorno tra l’Elba e il Giglio, che abbiamo fatto in due ore con punte di 11 nodi e mezzo. Il bel tempo ha aiutato ed è stata un’esperienza davvero fantastica».
Spettacolare l’arrivo di Asià, l’unico catamarano in regata, che ha conquistato il secondo posto assoluto percorrendo gli ultimi 200 metri cantando a squarciagola. Un bel modo di esprimere la felicità per aver portato a termine una gran bella regata. Non avendo un ‘‘rating’’, l’Outremer 55 di Marcello Patrizi non è in classifica, ma la soddisfazione resta.
A vincere in IRC è stato Tivan, GS43, di Remo Leuzinger, seguito dal Modulo 72 Nayla di Fabio Pii (che ha fatto davvero una gran regata con una barca di soli 8 metri) e dal Comet 45S Vis Viva 3bù di Guglielmo Noya.
In ORC la vittoria è andata a Libertine, Comet 45S di Marco Paolucci, che ha lasciato al secondo posto il rientrante Mario Girelli in coppia con Marta Magnano che, con il suo Figaro 2 Zabriskie Point, ha accusato 2 ore e 23 minuti di ritardo, lasciando il terzo gradino del podio a Vis Viva 3bù.
I due solitari, Ugo Vinti, e Oscar Campagnola,  sono arrivati nella notte, rispettivamente alle ore 1.26 e alle 2.24.
«Uno spettacolo andarli a prendere in mare al buio – commenta il presidente Alessando Farassino –  perché sono due veri sportivi. Cinque barche nella notte sono state un bell’impegno, ma è una consuetudine alla quale non vogliamo rinunciare.  Alcuni commenti mi hanno colpito, come quello di Valerio Brinati, che appena arrivato, non faceva altro che parlare dei tramonti meravigliosi che questa regata regala. È bello capire quanto la vela e questa regata possano emozionare anche un marinaio di lungo corso  come Valerio».

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Chiusura Mondo Convenienza: uscita dei lavoratori tra lacrime e applausi

TARQUINIA – Un’uscita dal negozio tra le lacrime, dopo 20 anni, ed oltre, al servizio di quella che veniva considerata una seconda famiglia e che invece all’improvviso li ha abbandonati. 

Così i 18 dipendenti di Mondo Convenienza, punto vendita di Tarquinia, hanno lasciato questa sera per l’ultima volta lo showroom che da domani resterà chiuso.

Ad attenderli sul piazzale esterno diversi cittadini, di Tarquinia e Civitavecchia, che con applausi hanno voluto dimostrare la solidarietà alle famiglie dei lavoratori costretti con ogni probabilità a lasciare il lavoro. Per la maggioranza infatti appare impossibile la strada del trasferimento proposta dall’azienza in altri punti vendita situati fuori regione. Tra i presenti nel piazzale esterno anche alcuni rappresentati della ex amministrazione comunale di Tarquinia. Dall’ex vicesindaco, Martina Tosoni, ai consiglieri Federica Guiducci, Stefania Ziccardi e Maurizio Perinu. Presenti anche i rappresentanti dell’Università Agraria: il vicepresidente Alberto Tosoni e i consiglieri Marcello Maneschi e Stefania Ceccarini. Assenti  invece i rappresentanti sindacali, che avranno incontri con l’azienda nei prossimi giorni. Ha voluto essere presente alla chiusura anche il sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci che è stato ringraziato dai lavoratori per il suo impegno pubblico nel voler dialogare con l’azienda. Il primo cittadino castrense ha anche riferito di non essere ancora riuscito ad ottenere un incontro con la società e di voler prendere un appuntamento con il prefetto. Ha anche parlato telefonicamente con la referente dell’Ugl, Fabiana Attig, che incontrerà personalmente nei prossimi giorni. Il presidio durato circa un’ora, mentre all’interno del negozio di sono spente le luci per sempre, è stato presidiato dalle forze dell’ordine: sul posto la Polizia e i Carabinieri. 

Dal piazzale, grida “vergogna” all’indirizzo dell’azienda. “Un silenzio vergognoso” hanno continuato a ripetere i presenti, mentre le lavoratrici tra le lacrime e la disperazione hanno ribadito: “Ancora oggi non sappiamo nulla”. Alcuni, che non hanno ricevuto lettere di trasferimento, domani mattina si presenteranno davanti alla porta d’ingresso pur sapendo che la troveranno sbarrata.

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