Enel Distribuzione: Civitavecchia accorpata a Viterbo

CIVITAVECCHIA – I tagli aumentano sotto ogni punto di vista. E portano sempre la stessa firma: Enel. 
Quella che poteva sembrare una ipotesi, a quanto pare si è rivelata una triste realtà: la sede Enel-distribuzione di Civitavecchia verrà ‘‘declassata’’ e accorpata a quella di Viterbo, con le conseguenze che tale scelta comporterà. 
Una decisione riferita dai sindacati, tutt’altro che contenti di ciò che starebbe per accadere. 
«A seguito degli incontri tra Enel-distribuzione e organizzazioni sindacali nazionali di categoria, si conferma la volontà dell’Azienda di accorpare la sede di zona di Civitavecchia a quella di Viterbo, con relativa riduzione della stessa a una semplice sede di unità operativa».  «Tutto questo – si legge in una nota trasmessa da Antonio Burattini e firmata ‘‘Rappresentanti sindacali locali’’ – avviene a valle delle garanzie date da Enel al momento della costruzione della centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord, dove garantiva il mantenimento di tutte le sedi operanti sul territorio e la relativa permanenza del personale presente». A quanto pare potrebbe trattarsi dell’ennesimo schiaffo a una città che in questi anni ha vissuto pesantemente le conseguenze dell’inquinamento e di fronte a tutto questo l’amministrazione comunale – in particolare il sindaco Antonio Cozzolino e l’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda – non proferisce parola. 
««Questa ennesima provocazione da parte aziendale – si legge ancora nella nota – nei confronti di un territorio che ha dato tanto in termini di spazi, ricavi economici e di inquinamento da oltre 50 anni, ci sembra un oltraggio alla città e alla popolazione, che ha pagato a caro prezzo la presenza della stessa nella nostra città».

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''Canile, basiti dal comportamento di Civitavecchia''

ALLUMIERE – Rete dei Cittadini e Socialisti di Allumiere ribadiscono l’importanza di realizzare il canile ad Allumiere «A tutt’oggi, il progetto del canile è, forse, la prima risposta occupazionale del paese e che, pertanto, dovrebbe trovare la condivisione di tutti» e si dicono basiti dal comportamento del Comune di Civitavecchia e dal comunicato del gruppo di Allumiere Futura. «Pensavamo fosse inutile intervenire nel dibattito sul canile in quando consideravamo e consideriamo esaustiva la risposta del sindaco Pasquini all’assessore di Civitavecchia Manuedda – scrivono dal direttivo della Rete dei Cittadini e del Partito Socialista Italiano – mi meraviglia, invece, l’intervento  di Allumiere Futura che, improvvisamente, dimenticata la discussione in Consiglio Comunale, cavalcando la posizione dell’assessore civitavecchiese che, naturalmente, persegue gli interessi della sua città, ritorna sul problema rimettendo in discussione il progetto. Non intendiamo entrare nel merito della posizione dell’assessore del Comune di Civitavecchia al quale ha risposto molto dettagliatamente il consigliere di opposizione Massimiliano Grasso evidenziandone l’opacità, i tempi decisamente lunghissimi (non c’è nemmeno il progetto) e la prossima scadenza elettorale che, forse, sta alla base dell’intervento di Manuedda. Viene da chiedersi come mai dopo cinque anni del nulla sul canile improvvisamente la maggioranza grillina di Civitavecchia lo riscopre. E’, forse, un maldestro tentativo di recuperare il rapporto con le associazioni animaliste?» Rete e Socialisti proseguono poi: «A noi preme sottolineare che il progetto del canile, la cui procedura di approvazione è in fase avanzatissima e in grado di soddisfare tra breve le esigenze comprensoriali, indipendentemente dalla posizione civitavecchiese, lo riteniamo valido e meritevole di fiducia. Tanto più che il progetto è stato ampiamente dibattuto sia in commissione che in consiglio comunale. Pertanto, ci saremmo aspettati da parte di Allumiere futura, una dura presa di posizione contro il Comune di Civitavecchia che non solo non mantiene gli impegni presi, ma intende sperperare denaro pubblico per un servizio già esistente e un appoggio incondizionato al sindaco Pasquini che sta portando a compimento l’iter amministrativo del progetto. Oltretutto, ricordiamo che il terreno, essendo pubblico, evita speculazioni e cospicue spese. Altrettanto, ricordiamo che il comune di Allumiere e la stessa Università agraria si sono messi a disposizione soprattutto per risolvere e problemi del comune di Civitavecchia che in questi anni non ha mai preso in considerazione tale problematica.

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''Canile, Pasquini dia spiegazioni''

ALLUMIERE – Il gruppo politico collinare ‘’Allumiere Futura’’, a fronte del fatto che il Comune di Civitavecchia ha annunciato di voler creare un proprio canile nel territorio della cittadina marittima, chiede spiegazioni urgenti all’amministrazione comunale circa il progetto del Comune di Allumiere del canile comprensoriale, chiede «spiegazioni urgenti alla giunta Pasquini». «Dopo le dichiarazioni lette sui quotidiani locali dell’assessore Manuedda del Comune di Civitavecchia, ci viene spontaneo sollevare alcuni quesiti per cercare chiarezza sul canile comprensoriale dei comuni di Allumiere, Tolfa e Civitavecchia visto che  – scrivono da Allumiere Futura –  le dichiarazioni fatte dal sindaco Antonio Pasquini in consiglio comunale e in commissione Uso e Assetto del Territorio  non sono in linea con le dichiarazioni sulla stampa dell’amministratore pentastellato civitavecchiese. Nel consiglio comunale del 20 settembre scorso al punto 5 è stata inserita all’ordine del giorno l’approvazione del  progetto del canile comprensoriale e noi con il nostro consigliere Giovanni Sgamma abbiamo sollevato alcune criticità sul terreno dove il canile stesso deve essere costruito, trovando il segretario comunale abbastanza perplesso sul progetto stesso; abbiamo anche sottolineato che, ancora una volta, “Mamma” Enel provvede a finanziare progetti e qualcuno dopo aver dichiarato qualche anno fa che i soldi  erano sporchi, oggi  approva il progetto e gestisce i circa 320mila euro annui dell’accordo con i Comuni ed i 48.800 euro delle festività estive. Ci dica il signor sindaco se le dichiarazioni dell’assessore Manuedda corrispondono alla realtà dei fatti. Se è vero, come mai il sindaco non era aggiornato sulla questione? Ci aspettiamo più risposte ai cittadini e meno slogan dall’amministrazione Pasquini e crediamo sia opportuno un incontro con gli amministratori della città di Civitavecchia così da non dover avere la situazione chiara del canile tramite stampa».   

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Canile, i dubbi di Grasso (La Svolta) sul progetto del Pincio

CIVITAVECCHIA – "L'assessore Manuedda, dopo 4 anni e mezzo di sporadiche apparizioni con dichiarazioni sulla "prossima partenza" della raccolta differenziata, che ancora non c'è, ora in vista della campagna elettorale, sempre solo a parole, si ricorda del canile comprensoriale".

È critico il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso a seguito del recente botta e risposta tra il sindaco di Allumiere Antonio Pasquini e l'assessore all'AMbiente di Civitavecchia Alessandro Manuedda riguardo la realizzazione dei una struttura per ospitare i quattro zampe.

"Mentre ad Allumiere le "criticità non superabili" di cui parla Manuedda evidentemente sono state superate, perché si è in una fase già avanzata del procedimento – ha commentato Grasso – a Civitavecchia, nonostante l'accordo di programma del 2013 e l'adesione del Commissario Prefettizio, oggi improvvisamente Manuedda ci spiega che siccome il project financing andava bene per i loculi o il forno crematorio ma non per il canile, il Comune ha "in via di ultimazione da parte degli uffici un proprio progetto". A questo punto, dopo aver perso una intera consiliatura – ha concluso – vogliamo saperne di più su questo progetto e sulle risorse che, a differenza del project financing, dovranno essere impegnate sul bilancio comunale, a discapito del fatto che oggi avremmo già potuto e dovuto avere un canile degno di tale nome".

L'idea dell'assessore Manuedda è quella di accendere un apposito mutuo per poter poi realizzare in città un canile; l'area sul territorio comunale sarebbe già stata individuata ed anche il progetto, a detta dello stesso assessore, è ormai pronto. 

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Canile comprensoriale, Manuedda conferma: "Non siamo interessati"

CIVITAVECCHIA – "Il Sindaco Cozzolino non ha mai firmato un accordo con gli altri Comuni per il canile comprensoriale, anzi, fu già fatto presente all'ex Sindaco di Allumiere Battilocchio che il progetto del canile comprensoriale presentava diverse criticità non superabili". Lo ha ribadito l'assessore all'Ambiente Alessandro Manuedda, rispondendo a quanto dichiarato dal sindaco di Allumiere Antonio Pasquini.  

"L'adesione iniziale del Comune  – ha ricordato Manuedda – fu firmata dal commissario prefettizio Santoriello all'inizio del 2014. Il Comune di Civitavecchia non è interessato a realizzare un canile in project financing: piuttosto è nostra intenzione costruire in maniera diretta un canile sul territorio comunale di Civitavecchia, il cui progetto è in fase di ultimazione da parte degli uffici, come previsto dalla legge regionale 34 del 1996. Non appena sarà ultimato il progetto da parte degli uffici – ha concluso l'assessore – questo sarà approvato in Giunta Comunale e poi sottoposto al voto del consiglio comunale".

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Fumi delle navi, Menditto esulta senza un perchè

CIVITAVECCHIA – Il Movimento 5 Stelle esulta per un’azione di lotta all’inquinamento e lo fa chiamando in causa altri Comuni. L’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda ovviamente tace e al suo posto ancora una volta parla il presidente del consiglio comunale Dario Menditto:  « Ho appreso con piacere che oggi anche il Consiglio Comunale di Napoli ha approvato, per giunta all’unanimità, un ordine del giorno con il quale si associa al Consiglio Comunale di Civitavecchia e lo sostiene nella sua richiesta al governo di promuovere l’istituzione di un’Area di Controllo delle Emissioni navali (ECA) nel Mediterraneo». Non è uno scherzo, è tutto scritto nero su bianco. Menditto esulta per l’approvazione a Napoli di un ordine del giorno che mira a richiedere al Governo (alla pari di Civitavecchia) l’istituzione di un’Area di Controllo delle Emissioni navali. «Ad oggi – prosegue il presidente del consiglio comunale – lo stesso provvedimento è stato discusso e votato in diverse città portuali, tra cui Bari, Ravenna, Taranto, Ancona, Piombino, Villa San Giovanni, Portoferraio, Savona e La Spezia». Parliamo ovviamente di città portuali, che ancora puntano tutto su un osservatorio per il controllo mediante VTS (Vessel Traffic Sistem) come nel caso di Piombino, che azzardano un trasferimento del traffico pesante come nel caso di Villa San Giovanni, che elaborano in proprio delle misure di controllo e riduzione delle emissioni come nel caso di Portoferrario. Città che ambiscono a sofisticati software per il controllo degli inquinanti, che hanno cittadini coraggiosi in grado di denunciare una nave e addirittura il 112 come a La Spezia, città come Ravenna alla perenne ricerca di provvedimenti antismog. Menditto mette sullo stesso piano Civitavecchia e Ancona, città in cui l’Associazione italiana navale presenta un progetto pilota per la riduzione degli inquinanti mediante convogliatori ai fumaioli, chiama in causa Taranto, che lotta con tutte le sue forze contro la contaminazione dei terreni e delle acque dei moli, per non parlare di Savona che da quattro anni punta sui catalizzatori. E a Civitavecchia cosa è stato fatto per contrastare l’inquinamento delle navi? L’accordo volontario. Proprio così: una stretta di mano con una manciata di armatori e il problema secondo l’amministrazione grillina è risolto. Lo stesso sindaco Antonio Cozzolino, abile in cinque anni a rivedere le sue posizioni ambientaliste, a luglio 2016 chiedeva alla Capitaneria di porto un’ordinanza finalizzata alla riduzione delle emissioni derivanti dai traffici portuali ricalcando il modello Napoli, per poi correggere il tiro circa due anni dopo. Lo scorso giugno, infatti, rispondendo a legittime richieste dell’Associazione 048, il Sindaco dichiarò: «Abbiamo tentato la strada di un’ordinanza come quella di Napoli che però, allo studio, si è rivelato un provvedimento di difficile attuazione e molto scenografico. Stante l’attuale normativa (inesistente) la strada dell’accordo volontario resta, su questo aspetto, la via più efficace». Dunque, la strada dell’ordinanza secondo il M5S sarebbe scenografica e di difficile attuazione, mentre l’accordo volontario rappresenterebbe un successone con il quale neppure l’altro accordo, quello dei due milioni raggiunto a nome della città di Civitavecchia con l’Autorità portuale qualche tempo fa, sarebbe in grado di competere. In quest’ultimo caso Civitavecchia dal porto non ha ancora visto un centesimo, per quanto riguarda invece la riduzione degli inquinanti nello scalo siamo a livelli di volontariato. 
La verità è che in quasi cinque anni la situazione dell’inquinamento a Civitavecchia non è migliorata per niente, anzi. E tutto questo nonostante la presenza al governo cittadino dei professionisti dell’ambiente, abili a strillare solo quando la poltrona viene occupata dagli avversari politici. Nessun passo in avanti sul fronte delle centrali, in zona Italcementi nonostante i proclami  non si muove niente. Però Manuedda ha preparato i fuochi d’artificio di fine mandato: la raccolta differenziata. Che intanto, rispetto all’era Tidei è addirittura calata sensibilmente. 

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Canile, Pasquini: ''Tra i firmatari dell’accordo c’è anche Cozzolino''

ALLUMIERE – «Leggendo i giornali siamo rimasti letteralmente allibiti: non capiamo l’uscita di Manuedda sul canile». 
Ad esprimersi così il sindaco di Allumiere, Antonio Pasquini il quale non ha «capito come mai il Comune di Civitavecchia si sia mosso per conto proprio cercando un sito e altre soluzioni quando c’è un accordo fra tre Comuni e due Enti Agrari e associazioni animaliste. 
«Manuedda dice che nessuno li ha informati ufficialmente della situazione, ma visto che tra i firmatari dell’accordo c’è anche il suo sindaco e che nessuno ha mai detto che abbiamo fermato l’iter e nessuno ha chiesto la rescissione dell’accordo che senso ha questa uscita? Se aveva dubbi o domande poteva chiamarci invece di muoversi per proprio conto e dire che non l’abbiamo informato ufficialmente». Pasquini poi spiega: «Nell’ultimo consiglio comunale abbiamo approvato a maggioranza la delibera 47 per la realizzazione del canile-gattile comprensoriale per quale c’è l’accordo sottoscritto anni fa e abbiamo approvato il progetto dichiarazione di pubblica utilità della variante speciale. Questo progetto si era arenato sotto la nostra vecchia amministrazione per contrasti tra la Regione Lazio e il Comune di Allumiere in merito a quale soggetto per primo competeva l’approvazione del progetto». 
«Il canile-gattile – progesue il sindaco Pasquini – sorgerà in località La Ciocca ed è destinato alle esigenze dei Comuni di Allumiere, Tolfa e Civitavecchia. Attualmente sono molti i cani randagi ospitati per conto dei tre Comuni in diversi canili e quindi è una priorità indispensabile quella di costruire una nuova struttura per accogliere la gran quantità di cani abbandonati che ogni anno vaga sulle strade del comprensorio e quindi stiamo accelerando i tempi per realizzare il canile-gattile». 
 

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Canile: il Pincio cerca una soluzione

CIVITAVECCHIA – I tempi stringono e serve una soluzione immediata sul fronte della custodia dei cani in città. L’indagine di mercato finalizzata all’individuazione di operatori interessati a partecipare alla procedura di selezione per l’affidamento del servizio di canile rifugio, destinato ad ospitare i cani dopo il periodo di permanenza presso il canile sanitario, inclusi i cani affidati dall’Autorità Giudiziaria in custodia o temporaneamente ospitati su disposizione del Sindaco, non è andata a buon fine. Soltanto un operatore si è mostrato interessato, ma si trova distante circa 2 ore da Civitavecchia, bocciato quindi dalle stessa Città Metropolitana. Rimangono però i problemi. Legati da un lato alle criticità della struttura attualmente di riferimento per il Pincio, ossia il centro cinofilo del lago, a Bracciano, dall’altro alla chiusura ormai certa del canile cittadino, per problemi soprattutto strutturali.

«Adesso cercheremo di contattare a stretto giro – ha spiegato l’assessore Alessandro Manuedda – direttamente i centri che possono fare al caso nostro». Ci sono da sistemare una cinquantina di cani, almeno nell’immediato. E per il futuro? L’assessore è sempre più convinto che Civitavecchia debba dotarsi di un proprio canile. C’è già un progetto pronto e non è stato facile trovare un’area adeguata che possa ospitarlo. L’idea di Manuedda è quella di procedere con fondi comunali, attraverso l’accensione di un mutuo; serve però, come confermato nei giorni scorsi dalla regione Lazio, una variante che va quindi ad allungare i tempi per la realizzazione della struttura. Nel frattempo ad Allumiere il consiglio ha rispolverato una vecchia idea rimasta nel cassetto per una serie di problemi, dando l’ok alla costruzione di un parco canile-gattile comprensoriale, a servizio dei comuni di Allumiere, Tolfa e Civitavecchia. Pur non essendo ancora stati informati ufficialmente della ripresa dell’iter, dal Comune comunque non si dicono pienamente certi che questa possa essere oggi la risposta migliore, anche e soprattutto per i tempi che richiederebbe. L’intenzione è quindi quella di proseguire sulla strada del canile cittadino, da far gestire poi in house dalla Csp.

 

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Potere al popolo: "Chiarezza sull'ambiente da parte del Pincio"

CIVITAVECCHIA – "Le responsabilità della Regione Lazio, in materia di rifiuti, le conosciamo benissimo. Quello che sfugge ai cittadini di Civitavecchia sono le reali intenzioni del sindaco Antonio Cozzolino e della sua giunta". Potere al popolo torna sulla questione rifiuti, dopo il botta e risposta tra Regione e Area Metropolitana dei giorni scorsi. "Tralasciando le lacune romane della giunta Raggi, come pensano Cozzolino e l’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda di contrastare in modo incisivo l’arrivo dei rifiuti a Civitavecchia? – si chiedono dal partito – quali osservazioni sono state prodotte fino a questo momento dall’amministrazione civitavecchiese? E soprattutto, quando intende la giunta confrontarsi apertamente con la cittadinanza in materia di ambiente? Manunta afferma che “anche Roma deve fare la sua parte”, ma Civitavecchia ancora non ha iniziato. Infatti, proprio mentre i lavori di ampliamento della discarica vanno avanti, la città apprende una notizia sensazionale in materia di rifiuti: tra alcuni mesi partirà la raccolta differenziata. La montagna che dopo quasi cinque anni partorisce il topolino, un vero successo per il Movimento 5 Stelle che, dopo il clamoroso fallimento sul fronte ambientale, cerca appigli sperando in una rielezione. Fuochi d’artificio sparati con colpevole ritardo – hanno concluso – includendo temi che meriterebbero maggiore rispetto da parte di chi è chiamato ad amministrare una città che ha contato un’infinità di morti per inquinamento. 

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A febbraio la differenziata in centro

CIVITAVECCHIA – Passi in avanti verso la differenziata. L’anno della scadenza elettorale potrebbe essere quello buono per l’inizio della raccolta porta a porta in tutta la città. Il chiodo fisso dell’assessore Manuedda ha partorito, per ora, una delibera datata 1 ottobre nella quale si è sottolineato l’ampliamento di servizi di raccolta domiciliare dei rifiuti urbani a Civitavecchia, con relative disposizioni per l’avvio ed espletamento del servizio.
La notizia più importante è l’avvio del servizio di raccolta domiciliare dei rifiuti urbani per tutto il centro cittadino a partire da febbraio 2019. Ad ogni cittadino verranno forniti appositi contenitori per la differenziata e verranno inoltre aumentati i mezzi di costipazione rifiuti a vasca ribaltabile. Attraverso la delibera ne arriveranno altri due rispetto a quelli in dotazione di Csp.
I contentitori per la raccolta domiciliare porta a pora saranno assegnati e consegnati alle utenze, le quali saranno giuridicamente obbligate ad accettarli in comodato d’uso e a custodirli «al fine di del regolare funzionamento e svolgiento di un servizio pubblico essenziale».
Previste dalla delibera anche una serie di bidoni carrellati per grandi utenze che contengono più di 12 utenze.
Dopo i quartieri periferici pilota la giunta si prepara quindi al grande test del centro cittadino. La grande prova sarà quella legata al personale con la raccolta differenziata porta a porta che implica un ulteriore sforzo da parte dei dipendenti di Csp.

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