Vertenza Cfft: dalla Regione l'invito alla ragionevolezza

CIVITAVECCHIA – Non poteva non sbarcare anche alla commissione Trasporti ed infrastrutture in Regione, convocata ieri per discutere dei progetti di sviluppo del porto e della zona logistica semplificata, la vertenza legata allo scarico dei container. Vertenza esplosa ieri mattina, con la Maersk Northwood, la nave bananiera che sarebbe dovuta sbarcare a Civitavecchia, dirottata su decisione del cliente, Chiquita, a Livorno (nella foto), al Terminal Darsena Toscana, e con l'annullamento anche dell'attracco della prossima giornata. Finché non verrà sbrogliata la questione relativa al mancato accosto alla banchina 24, quella del Terminal Agroalimentare, i dirottamenti saranno certi. E Cfft dovrà provvedere sempre anche a pagare il trasporto via gomma della merce; in una giornata come ieri il costo è stato di 40mila euro, ma possono arrivare ad oltre 100mila euro quando sono a pieno carico. A quel punto non c'è nulla di guadagnato. Tutt'altro. Da qui la preoccupazione dei lavoratori della società italo belga per il proprio futuro: d'altronde Chiquita rappresenta da sola circa il 60% del lavoro. 

La preoccupazione è stata manifestata anche nel corso della commissione; in audizione il presidente dell'Adsp Francesco Maria Di Majo che, in apertura, ha affrontato per primo il problema dei container, alla luce di quanto accaduto in mattinata a Civitavecchia. Ha spiegato di aver esperito tutte le possibilità per far sì che venisse trovato un accordo commerciale tra Cfft e Rtc, la società che gestisce il terminal container alla banchina 25, dove da oggi devono necessariamente essere scaricati tutti i container che passano per il porto, compresi quelli delle banane. E sembrava che ad inizio ottobre le basi per raggiungere l'intesa ci fossero. Poi qualcosa è cambiato, in negativo. Ed ha anche sottolineato però come la proroga dell'ordinanza fino al pronunciamento nel merito del Tar del lazio, a giugno, non sia fattibile. Nonostante questo sia stato richiesto a gran voce da tutti, ieri, anche dai consiglieri presenti in commissione. "L'appello di tutti – ha spiegato Gino De Paolis, che aveva proprio richiesto l'audizione – è stato quello alla ragionevolezza e al buonsenso; perdendo traffici si rischia di vanificare quello che può essere poi lo sviluppo del porto e del territorio di cui abbiamo parlato in commissione".  

Il presidente di Unindustria Civitavecchia Stefano Cenci ha parlato di una situazione delicata e difficile da risolvere. "Da un lato ci sono pareri e regole – ha spiegato – dall'altro posti di lavoro da tutelare. La preoccupazione è tanta. Allo stesso tempo da un lato ci sono le emergenze contingenti, come questa vertenza, dall'altro delle opportunità che non bisogna perdere, come l'avvio della Zls: opportunità che, se fossero state realizzate uno o due anni fa, oggi avrebbero risolto tanti problemi. Oltre alla Zls c'è la Civitavecchia-Orte, il Marina Yachting, la darsena Grandi Masse, l'interporto giunto alla sua ottava asta, la ripartenza del cantiere ex Privilege Yard: se riuscissimo a far partire in fretta almeno uno di questi progetti, potrebbe fare da leva a tutti gli altri. Senza dimenticare le emergenze, che vanno però governate prima per non rischiare di venire governati da queste poi. Oggi occorre fare presto e non perdere tempo: Civitavecchia si trova tra Livorno e Napoli. Nel primo porto verrà realizzata la banchina Europa, con un investimento da oltre 1 miliardo di euro. A Napoli la zona economica speciale, che ha più vantaggi della Zls: se rimaniamo fermi a guardare rischiamo di essere inghiottiti". 

Intanto il segretario della Filt Cgil, alla luce di quanto emerso ieri in commissione, ha confermato che già oggi verranno aperte tutte le procedure per lo stato di agitazione, che porteranno a presidi – il primo già in concomitanza con il prossimo comitato di gestione portuale – e fino alla proclamazione dello sciopero. "Uno sciopero – ha spiegato Borgioni – per il quale cercheremo di coinvolgere tutto lo scalo, mettendo al centro il sistema porto".    

 

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Barriera soffolta, l'Adsp disponibile

CIVITAVECCHIA – L'Autorità di Sistema portuale si è detta disponibile a contribuire alla realizzazione della barrietra soffolta alla Marina, anche se l'area in questione è al di fuori della circoscrizione dell'Authority. Lo ha confermato il presidente dell'ente, Francesco Maria di Majo, raccogliendo l'appello lanciato nei giorni scorsi dal sindaco Antonio Cozzolino, dopo che l'eccezionale ondata di maltempo della scorsa settimana e la violenta mareggiata hanno letteralmente cancellato il lungomare, causando ingenti danni nella zona di piazza della Vita. 

Una disponibilità, quella manifestata dal numero uno di Molo Vespucci, che però va inserita in un discorso più ampio: quello relativo al nuovo accordo che dovrebbero stipulare i due enti, per andare a sostituire quello firmato da Cozzolino e dall'allora vertice dell'Authority Pasqualino Monti. Accordo a seguito del quale non sono mai entrati fondi nelle casse del Pincio da parte del porto e che ha portato ad un contenzioso di fronte al tar ed oggi dinnanzi al Consiglio di Stato.

“Negli incontri avuti nelle scorse settimane con il sindaco Cozzolino – ha spiegato il presidente di Molo Vespucci – ho fatto presente che l’ente condivide l’importanza e la necessità di mettere in sicurezza l’area in questione  dando, quindi, la disponibilità affinché tale intervento venga inserito nel nuovo Accordo che dovremo stipulare con il Comune. Pertanto rinnovo al sindaco di Civitavecchia l’impegno di questa amministrazione a dar seguito alla sottoscrizione di un nuovo Protocollo d’Intesa che, a differenza dell’Accordo del 2015. che si basa essenzialmente su non ben definiti  oneri economici derivanti dall’impatto, in termini negativi, dei crocieristi sulla città. stabilisca – ha aggiunto Di Majo – concordemente tra la AdSP e l’amministrazione comunale, l’impegno di cofinanziare alcuni interventi ed opere al di fuori della circoscrizione dell’Authority che determinano, però,  benefici in termini di valorizzazione del waterfront e di accesso all’area portuale. Tra queste opere ed interventi avevamo convenuto, nell’ultimo incontro con il Sindaco presso i miei uffici lo scorso 8 ottobre – ha concluso il numero uno dell'ente . che venisse anche inclusa la realizzazione della barriera soffolta”.

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Tarquinia, amministrative 2019: il progetto di Rinnova si evolve verso più articolate forme di rappresentanza politica

TARQUINIA – Si è svolta ieri 24 ottobre presso la sede di via delle Torri una riunione del movimento Rinnova per chiarire la strada che si dovrà seguire nel prossimo futuro.
 
Rinnova nasce come movimento civico con la sua prima uscita elettorale alle elezioni per il rinnovo del consiglio dell’università agraria del 2015. Forti di quel consenso, gli esponenti sono andati avanti portando alla vittoria il Sindaco Pietro Mencarini nelle elezioni comunali del giugno 2017 e il Presidente Sergio Borzacchi a dicembre 2017.
 
"Rinnova ha lavorato nell’interesse della Città di Tarquinia, – affermano dal movimento – amministrando e operando attivamente in vari settori, continuando ad aggregare persone, forze ed idee con l’unico fine dello sviluppo della Città"
 
"Alla luce delle dimissioni del Sindaco, – spiegano dal gruppo Rinnova – al quale ci sentiamo di esprimere nuovamente un sentito grazie per l’operato svolto, riteniamo opportuno far evolvere il progetto Rinnova: in questi anni di diaspora del centrodestra, si è manifestata a livello locale una forte spinta verso il “civismo politico”, in cui il nostro movimento ha messo le proprie radici ma oggi questo fenomeno deve essere positivamente incanalato verso più articolate forme di rappresentanza, costruendo una gestione matura e responsabile, fatta di persone pronte a diventare classe dirigente e con persone che abbiano una cultura di governo e radicamento nella società civile. Siamo convinti che si deve puntare a raccogliere insieme le varie anime e partiti del centro destra sotto un tetto comune; una destra inclusiva e non discriminante, che abbia come obbiettivo quello di aggregare e trovare alleanze di governo".

"Vogliamo ribadire il nostro impegno e la nostra volontà nel proseguire a lavorare per il bene della Città di Tarquinia aprendo anche dialoghi con le nuove forze politiche presenti sul territorio.
  Siamo convinti che l’esperienza politica appena trascorsa, se pur non priva di errori, ci consenta di riprendere con maggior forza e maggiore esperienza i progetti lasciati in sospeso e che i cittadini sapranno riconoscere il valore del lavoro svolto in questi mesi sia dai consiglieri e dagli assessori comunali uscenti che l’operato delle persone che in questo gruppo hanno sempre lavorato energicamente ai progetti proposti".
 
"Lavoreremo ancora – concludono da Rinnova –  affinché gli ideali legati alle nostre radici e alle nostre tradizioni non vengano mai meno. Ed anche in questa ottica siamo pronti a lavorare anche a nuovi programmi, a nuovi progetti e al raggiungimento di nuovi obiettivi, perché il futuro e il bene della città di Tarquinia è l’unica cosa che ci sta veramente a cuore. Lasciare andare non sempre significa accettare una perdita o una sconfitta. Significa anche maturare, crescere, sviluppare nuove idee".

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Dimissioni, Mencarini lapidario: ''Il dado è tratto''

TARQUINIA – È andato in Comune, si è intrattenuto con qualche amico, ha parlato con il segretario generale, con il prefetto, ma dei consiglieri di maggioranza dice di «non voler sapere più nulla». «Potevano pensarci prima». Forse esagera o forse dice il vero ancora sull’onda degli eventi, certo è che ad oggi il sindaco di Tarquinia Mencarini, si mostra lapidario e convinto delle dimissioni.  Ieri, nel giorno dell’auspicata intesa, ha infatti lasciato trasparire tutta la sua determinazione verso una chiusura definitiva.
«Il dado è tratto. Tra venti giorni io me ne vado e arriverà il commissario. – ha scandito – Loro lo sapevano che il giorno in cui mi sarei stancato più del solito mi sarei dimesso». 
Irremovibile nel non voler spiegare nello specifico le motivazioni alla base delle dimissioni, il sindaco Mencarini si trincera dietro il solo comunicato e le «ragioni politiche».
«È per rispetto della città che me ne vado. – dice – Tutti i gruppi di questa maggioranza hanno colpe; ognuno le proprie. Io mi sono stancato e quindi basta così. Non potendo governare è inutile che sto in Comune a perdere tempo. Io non faccio il domatore. Nel comunicato che ho diffuso ho riportato tutto quello che c’è da dire». Chiusura totale anche verso l’ipotesi di accogliere un contratto di governo e verso la manifestata fiducia nell’operato del sindaco da parte della sua squadra. «Quello che scrivono oggi i consiglieri di maggioranza non conta più niente. Ormai è tardi», sottolinea in tono di rimprovero. 
Sul fatto di lasciare una città senza una guida, a soli 14 mesi dall’elezione, Mencarini è altrettanto ferreo: «La responsabilità di quello che accadrà in futuro non può essere addebitata al sindaco, ma è di tutti gli amministratori». I giorni intanto scorrono e il margine per un ripensamento forse resta ancora nelle mani dei gruppi di maggioranza e sulla loro capacità di essere adeguatamente  convincenti.

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Riduzione dei costi di lavoro: Cgil e Usb contro la decisione della ditta Guerrucci

CIVITAVECCHIA – Sindacati contrari alla riduzione dei costi di lavoro richiesta dalla ditta Guerrucci. Categoriche le sigle Fiom-Cgil e Usb Lavoro privato, soprattutto alla luce delle riduzioni strutturale già avvenute negli anni passati, sia sul piano occupazionale che delle retribuzioni, ma soprattutto dopo la netta indisponibilità manifestata dai lavoratori nelle assemblee. Una posizione, quella dei sindacati, assunta dopo l’incontro di mercoledì con la direzione della ‘’Mario Guerrucci’’, avente per oggetto proprio la discussione sulla richiesta aziendale di riduzione dei costi del lavoro. « L’azienda aveva dichiarato una perdita mensile del 27% riferita a luglio 2018  – dichiarano Cgil e Usb – con il nuovo appalto in confronto al SAL del mese precedente in regime di vecchio appalto, perdita che si riduce al 20% se confrontata con la media mensile da giugno 2017 a giugno 2018. L’azienda dichiara che il costo del lavoro in Guerrucci è più alto del 20% rispetto ai valori ritenuti “in linea con il mercato” – prosegue la nota – ma il valore del lavoro in Guerrucci ha una storia data da competenze, professionalità e dagli accordi sindacali con cui è stato ottenuto e non è possibile scaricare sulle retribuzioni di operai e impiegati tutte le minori entrate del nuovo regime di appalto (che a maggio l’azienda aveva stimato al -35% mensile)».

«L’azienda ha comunque ribadito la necessità di riduzione dei costi – fanno sapere i sindacati – dichiarando che dal 1 agosto non riconoscerà più i buoni pasto di 5,29 euro giornaliere, in attesa di altre decisioni ben più pesanti che non ha meglio specificato. Inoltre ha dichiarato la volontà di istituire, dal 1 settembre, un nuovo sistema di turnazione sicuramente più gravoso che prevede la riduzione da 10 a 8 squadre, di 12-14 persone ciascuna, con 1 squadra “jolly” per il sabato/domenica (2 autisti + 1 caposquadra)». Fiom-Cgil e Usb Lavoro invita l’azienda a non procedere con queste iniziative unilaterali «che disdettano di fatto gli accordi vigenti e che soprattutto scaricano i pesi solo sulle retribuzioni. A fine agosto con data da definire convocheremo un’assemblea con tutti i lavoratori per discutere ulteriormente della situazione aziendale e per decidere insieme tutte le iniziative di mobilitazione necessarie se la Direzione non ritirerà questi provvedimenti» Prioritario, secondo i sindacati, invertire la tendenza degli ultimi anni in cui le discussioni, con le imprese di Civitavecchia e non solo, sono ormai incentrate sulle richieste di riduzione dei costi, quando non proprio sui posti di lavoro.

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Cerveteri scatenato: preso Alberto Roscioli

Ancora un colpo di mercato per uno scatenato Città di Cerveteri. Dopo l’arrivo di Bacchi, ex Fregene e Ladispoli, ha firmato anche Alberto Roscioli, giocatore prelevato dalla Ternana, società con la quale ha giocato due campionati Primavera; lo scorso anno è stato poi aggregato da Poschesci con la formazione umbra in serie B. Il forte difensore, di 21 anni, non ha potuto dire no alla chiamata del club etrusco e si è detto subito soddisfatto dell’accoglienza manifestata dai dirigenti verdazzurri. Il direttore generale Ciampa, in effetti, ci stava lavorando da qualche settimana e non è stato facile convincere il difensore di origine cerveterane. Cresciuto nelle giovanili del Ladispoli, era ritornato nella squadra che lo ha lanciato due anni fa ma senza esiti positivi. Ed ora cerca il riscatto personale in una piazza calda e passionale. Con la Ternana, nella Primavera allenata da mister Siviglia, nel 2016 ha giocato ben 26 partite, segnando tre gol. Adesso Alberto Roscioli spera di riprendere quota con una squadra di Promozione dalle grandi ambizioni.
R. S.

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