Cardinale (M5S): ''Mala gestione del passato pagata dai cittadini''

CIVITAVECCHIA – “Ancora una volta la mala gestione del passato viene pagata dalle tasche dei cittadini di oggi”. Lo dichiara il consigliere comunale di maggioranza Salvatore Cardinale dopo l’approvazione in giunta di una transazione fra il comune di Civitavecchia e la cooperativa "Lavoro solidarietà e lavoro".

“L'ente pagherà 54mila euro – prosegue il grillino – a fronte di una richiesta ben più alta grazie al buon lavoro dell'avvocatura e degli uffici. Il contenzioso riguarda il servizio mensa e gli anni fra il 2008 e il 2011, compreso un pasto dato ai 700 migranti che poi furono allocati alla caserma De Carolis in via emergenziale e mai pagato. Questo il metodo di amministrare la città e i conti pubblici dell'ex Sindaco Moscherini e della sua Giunta. E pensare che qualcuno, Massimiliano Grasso, nel 2014 lo presentava alla città come uno dei suoi "assi" da calare in campagna elettorale”.

Cardinale prosegue con toni da campagna elettorale: “Civitavecchia deve sapere che nel 2018 è chiamata a pagare i debiti e gli insoluti di anche 10 anni prima. Questo purtroppo – prosegue – è stato un accadimento frequente in questo mandato di amministrazione del Movimento 5 Stelle: pagare la sciatteria dei predecessori – conclude il pentastellato – saldare i debiti di chi ha amministrato la cosa pubblica con un pressapochismo incredibile e pensare che si auto-definiscono competenti”.

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La gestione Di Majo nel mirino di Perello

CIVITAVECCHIA – "La vertenza Cfft apre un altro spaccato sociale pesantissimo in città. Il rischio di perdere un gruppo come Chiquita, storico nel porto di Civitavecchia, apre un confronto ed una riflessione da farsi su ciò che è stato fatto ed abbiamo fatto in porto sia logisticamente che politicamente da quel piano regolatore del 2003 approvato in consiglio comunale, fino ad oggi". 

Un intervento fiume, quello del consigliere della Svolta Daniele Perello, pronto a trasformarsi in un atto di indirizzo concreto. "L'assenza della politica comunale da parte del sindaco Cozzolino e la reazione sorpresa e incredula dell'attuale presidente di Majo – ha aggiunto – devono aprire una discussione sul suo mandato e sui mandati di una certa parte politica appartenente al Pd su questo terrirorio". 

Ed elenca dodici criticità che hanno caratterizzato, finora, la gestione Di Majo sull'ente portuale. Si parte dal "mancato intervento su Enel", consentendo alla Spa elettrica "in contrasto con quanto disposto dalla Legge 84/94, di bandire una gara pubblica per l’individuazione dell’impresa portuale da adibire alle operazioni di scarico del carbone, consentendo ad Enel – ha aggiunto – di trarne un risparmio dal ribasso di asta, a danno delle imprese e dell’occupazione locale. Poi la nomina irregolare ed illegittima dell’amministratore unico della Pas srl, società inhouse dell’Adsp, per la quale il presidente Di Majo ha ritenuto di nominare come amministratore unico con pieni poteri una figura già assunta, con altro bando a sua volta oggetto di esposti e contestazioni, come direttore tecnico della società, con il compenso di circa 230.000 euro lordi all’anno. L’ulteriore nomina pone la figura del direttore tecnico dipendente della Pas srl, al tempo stesso amministratore unico e legale rappresentante della stessa società, in evidente situazione di incompatibilità, coincidendo il ruolo ed i poteri del controllato con quelli del datore di lavoro e del controllore. Peraltro, qualora venisse accertata l’irregolarità della nomina, il Presidente dell’Adsp andrebbe sanzionato con l’inibizione temporanea dal potere di nomina, ai sensi della Legge Severino. Sempre sulla medesima società partecipata dall'Adsp apprendiamo dalla stampa che è in corso una indagine della Procura della Repubblica di Civitavecchia che mira ad accertare ipotesi di abusi da parte degli amministratori della Pas ed omissioni di controlli da parte di dirigenti e in ultima analisi dello stesso presidente dell'Adsp". A ciò si aggiunte, ancora, la perdita di traffici e, probabilmente, di posti di lavoro, come sta avvenendo per il caso della Cfft: le prime due navi sono state dirottate su Livorno, "con gravi danni economici e di immagine per il porto – ha spiegato Perello – e le aziende coinvolte. Peraltro, come affermato dallo stesso Di Majo, il presidente dell'Adsp si è avvalso per definire l'ordinanza di una commissione consultiva di cui ha chiamato a far parte i rappresentanti di altri tre porti concorrenti, tra cui un dirigente livornese. E forse non è un caso se le 140mila tonnellate annue di banane Chiquita sono finite a Livorno". E ancora il rischio concreto di esporre l’ente a numerosi contenziosi derivanti da cause del lavoro già annunciate da numerosi dipendenti dell’Adsp a causa delle successive riorganizzazioni interne dell’ente, condotte in diversi casi senza il preventivo accordo con le organizzazioni sindacali, il calo complessivo dei traffici del porto di Civitavecchia registrato nel 2017, quando il tonnellaggio complessivo, rispetto al 2016, è diminuito dello 0,4%, con la perdita, a beneficio del porto di Gioia Tauro, dell’importantissimo traffico delle autovetture Fca prodotte a Melfi e destinate negli Usa e in altri paesi esteri. E poi il ritiro di importanti investitori sul porto di Civitavecchia, "come ad esempio il gruppo Gavio, concessionario della Darsena Energetico Grandi Masse, la cui concessione – ha aggiunto – è stata dichiarata decaduta. Lo stesso Gruppo Gavio ha aperto un contenzioso con l'ente chiedendo la restituzione di circa 30 milioni di euro. Il blocco di iniziative di crescita e di sviluppo degli altri due porti del Network, Fiumicino e Gaeta, il rischio concreto ed attuale di default a causa della cosiddetta vicenda TotalErg, per la quale il giudice amministrativo ha nominato un commissario ad acta. Considerato che, come risulta dalle statistiche dei traffici dell’ADSP pubblicate da Assoporti nell’anno 2017 il network dei porti di Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta ha movimentato circa 10 milioni di tonnellate di rinfuse liquide (oli minerali) e carbone e ritenuto che sarebbe stato necessario riproporre l’aumento dell’aliquota della tassa, con la sopra descritta adeguata motivazione, per circa 1 euro a tonnellata, risulta del tutto evidente come la immotivata mancanza di iniziativa da parte del Presidente dell’ADSP abbia causato all’ente un mancato introito di circa 10 milioni di euro, nel solo anno 2017". Perello ha poi parlato di un'amministrazione dell'ente "politicizzata", citando la partecipazione del presidente Di Majo "alla campagna elettorale del governatore del Pd Nicola Zingaretti e della consigliera regionale Marietta Tidei. Attualmente Di Majo secondo quanto si apprende dalla stampa si sta adoperando per sostenere politicamente il candidato Bruno Astorre nelle elezioni per il congresso del Partito Democratico, consentendo anche l'inserimento in lista della propria addetta stampa – ha aggiunto – con la quale, sebbene sia priva dei necessari titoli professionali e della necessaria esperienza, ha sostituito il precedente capo dell'ufficio stampa, dipendente dell'ente, perché consigliere comunale non della stessa parte politica di Di Majo. Il presidente Di Majo – ha poi aggiunto – nonostante l'ente abbia in cassa accantonati, come risulta dal bilancio, oltre 40 milioni di euro, si è rifiutato per motivi politici, di pagare all'amministrazione M5S del Comune di Civitavecchia i 2 milioni annui previsti dal protocollo d'intesa sottoscritto dal precedente Presidente". E infine "la presunta mancanza di parte dei requisiti dichiarati al momento della nomina a presidente dall’avv. Di Majo, visto il curriculum vitae presentato dall'avv. Francesco Maria di Majo per la selezione dei candidati alla presidenza delle Autorità di Sistema Portuale istiuite con il D.Lgs. 169/2016, in cui si fa riferimento, per la “comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale” quali requisiti soggettivi richiesti dall'art 10. del predetto D.Lgs. 169/2016 per essere nominati Presidente di Adsp, ad una collaborazione a progetto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri “per la finalizzazione di uno studio sulla riforma del settore portuale” richiesto dal Dipe (Dipartimento Programmazione e Coordinamento Politica Economica della PdCM)". Per questo il consigliere della Svolta chiede che vengano valutate le dichiarazioni dell'Avv. Di Majo contenute nel suo curriculum vitae, e l'effettiva avvenuta collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e se comunque la semplice partecipazione, in qualità di consulente a progetto di un soggetto terzo, finalizzata allo studio sulla riforma portuale, "costituisca o meno requisito di “comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale”, richiesto per la nomina a Presidente di Autorità di Sistema Portuale". 

Perello chiede quindi di verificare se "l’inerzia del Presidente e le azioni descritte possano costituire colpa grave da cui siano derivati o possano derivare danni all’ente. Qualora fosse confermata la mancanza del requisito di “comprovata esperienza” alla base della nomina a Presidente, già oggetto di una interrogazione parlamentare a cui ancora non è stata data risposta – ha sottolineato – se non ritenga, il Ministro Toninelli, di aprire un procedimento amministrativo per valutare in sede di istruttoria se si configurino elementi di mala gestio dell’ente tali da renderne necessario l'immediato commissariamento".

Il consigliere della Svolta si è detto quindi pronto a raccogliere tutto questo all'interno di una mozione – interrogazione in Consiglio Comunale, provvedendo a protocollarla poi nelle opportune sedi superiori. 

"Nell'interesse della comunità che rappresentiamo – ha concluso – va riconosciuta ciò che è la storia della città per capire cosa sarà. Questo non deve portare né a nostalgie nè a ritorni a passati già conosciuti, bensì alla possibilità di individuare chi meritocraticamente già conosce questo territorio e abbia la volontà di scommetterci per competenze e visioni. I porti nella storia d'Italia sono la ricchezza e lo sviluppo commerciale e sociale di una comunità  e Civitavecchia, negli ultimi anni, si sta spegnendo lentamente sotto ogni settore". 

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Multiservizi, Pascucci al Pd: ''Leggetevi le carte''

di TONI MORETTI

CERVETERI – Juri Marini, unico consigliere comunale del Partito Democratico, all’opposizione, come ormai è vezzo dei politici che gestiscono direttamente la loro comunicazione tentando di barcamenarsi con tutto ciò che offre la rete, confezionando video che vengono postati sui social puntando sulla massima diffusione, dalla sua pagina Facebook entra nel merito della gestione  e della opportunità di tenere o chiudere la Multiservizi Caerite Spa. Società  con socio unico il comune che detiene il 100% del capitale, proprietaria di cinque farmacie comunali  e affidataria di servizi pubblici quali la pubblica illuminazione, la gestione del verde ed altro. 
Parte la sua analisi, mostrando un “tuttologismo” sconvolgente, da un dato di cui si è venuto a conoscenza, il costo di gestione dell’impresa, sostenendo tout court che essendo elevato, ammonta a 400 mila euro, le casse comunali non possono sopportarlo per tanto si chiude. Tante semplicistiche considerazioni, invita a nozze il sindaco Pascucci che replica in tre punti: «Nel 2009 la Multiservizi metteva a bilancio perdite per quasi un milione di euro frutto evidentemente di una gestione che ha creato danni enormi alla città. Al mio arrivo la Multiservizi era una società sull’orlo del fallimento. Grazie al lavoro portato avanti in questi anni la partecipata del Comune è arrivata nel 2017 a produrre utili pari a 550 mila euro, garantendo un servizio di primaria importanza alla cittadinanza». 
«In ogni caso – sottolinea Pascucci – se rapportiamo il totale del fatturato alle spese generali, comprensive anche di interventi che la Multiservizi fa, nonostante non siano previsti dai contratti, solo per migliorare la qualità delle condizioni di vita ai cittadini, il risultato è una percentuale molto al di sotto di quella delle altre Multiservizi e in linea con quella di aziende private simili. Parlare di sprechi significa non conoscere le cose di cui si parla». 
«Invito quindi, chi oggi invoca la vendita di Multiservizi a studiarsi le carte – conclude il primo cittadino – facendo mea culpa sui danni causati in anni di mala gestione a Cerveteri, senza puntare il dito sulla Multiservizi che oggi è un’azienda sana, in un contesto nazionale dove le partecipate sono in crisi. La Multiservizi oggi è un’azienda che svolge per il Comune servizi chiave come quelli farmaceutici che, oltre a essere un’importante entrata, sono soprattutto un presidio sociale irrinunciabile». 
Vista così sarebbe un tre a zero, palla al centro. Ma tanto si poteva forse evitare se invece di entrare nei meriti gestionali, che possono essere sconosciuti ai politici, questi si concentrassero su quesiti atti a scoprire se la Multiservizi, azienda sana che produce utili certificati dalla rivoluzione Pascucciana in poi, continua ancora come prima a fare da “bancomat” per saldare competenze che coi costi generali del comune hanno poco a che spartire. Si potrebbe chiedere per esempio che tipo di mansioni copriranno ciò che si spende per le “esagerate” competenze professionali richieste per l’addetto stampa dell’azienda, adducendo che non saranno emolumenti elargiti solo per dei semplici comunicati, perché prevedendo quanti ne verranno stilati in un anno, si scoprirebbe che verrebbero pagati un’enormità. Tanta professionalità richiesta, produrrà senz’altro dell’altro. Ma per chi? Per cosa?

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«Non sono potature ma capitozzature»

LADISPOLI – Finalmente gli alberi del viale si rifanno il look, riportando alla luce i pali dell'illuminazione pubblica oscurati dalle foglie, ma è subito polemica. La potatura così come realizzata dalla società incaricata va contro il regolamento comunale. Non si tratterebbe infatti di una ''normale'' potatura ma di una capitozzatura: vengono cioè tagliati rami e foglie riducendo l'albero a una sorta di palo informe. A puntare i riflettori su questa vicenda, nella speranza di ''salvare'' il resto degli alberi del viale e soprattutto quelli della città in generale, è il Movimento 5 Stelle. « ''Su tutte le alberature di proprietà pubblica è vietata l'operazione di capitozzatura'', questo recita il regolamento comunale per la tutela del verde e delle alberature (deliberazione del consiglio comunale n.35/1999 e n. 81/2001) in vigore a Ladispoli. Quella della capitozzatura – spiegano i grillini è è una pratica che ormai tutte le società ed enti che si occupano di gestione del verde di città considerano dannosa per le piante e pericolosa per la città, in quanto favoriscono una ricrescita di rami e branche dalla minore stabilità e a più facile schianto». Per il 5 Stelle, dunque, questa operazione è utile «solo all'amministrazione comunale» che così «non deve ripetere le potature tutti gli anni (viste le condizioni in cui vengono lasciati gli alberi, ci metteranno moltissimo tempo per creare una fronda fluente). Tutto questo a discapito della stabilità dell'albero – hanno aggiunto dal Movimento 5 Stelle – e, va detto, dell'estetica del viale, senza contare la notevole quantità di pulviscolo di legno che vola per la città. Credevamo che questa mala gestione delle alberature di città fosse terminata con l'amministrazione Paliotta, invece dobbiamo constatare che la Grando amministrazione continua a scimmiottare le cattive prassi dei suoi predecessori».

Per il 5 Stelle dunque l'operazione di potatura che si sta portando avanti in questi giorni deve essere bloccata subito. Anzi, il Sindaco e l'Assessore ai Lavori Pubblici dovrebbero prendere «provvedimenti nei confronti della ditta che ha fatto l'intervento e nei confronti del funzionario che ha autorizzato il taglio».

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Riorganizzazione del personale: bufera a Molo Vespucci

CIVITAVECCHIA – È stata contestata sotto molti aspetti la riorganizzazione del personale dell’Autorità di Sistema Portuale presentata nei giorni scorsi dal presidente Francesco Maria di Majo ai sindacati. Sindacati che, oggi, si rivolgono direttamente al vertice dell’ente, criticando modalità e contenuti del progetto illustrato. A partire dalla mancata informazione e condivisione della riorganizzazione con le rappresentanze sindacali, così come sottolineato dalla Filt Cgil con Alessandro Borgioni ed Angelo Manicone che chiedono di essere convocati per discutere dei diversi aspetti, non rendendo esecutiva la riorganizzazione. La terza, tra l’altro, in poco meno di un anno.

«La riorganizzazione aziendale – spiegano – è un’attività che implica il cambiamento delle strutture, dei ruoli e degli investimenti di un’azienda, che non può in alcun modo penalizzare le competenze acquisite negli anni dai dipendenti, come invece sembra fare questa riorganizzazione». Di difficile comprensione sono i problemi ‘‘strutturali ed organizzativi’’ alla base della decisione e «l’analisi che ha portato – hanno aggiunto – a questo ulteriore rimescolamento del personale». La Filt si dice scettica sull’azzeramento delle segreterie tecniche di area, lo smembramento di alcuni uffici, la riduzione delle unità operative in altri uffici di particolare rilievo, la soppressione ‘‘incomprensibile e senza motivazione’’ dell’ufficio stampa.

Sulla stessa linea anche la Uiltrasporti, che parla di un «comportamento antisindacale, danno erariale e mala gestio», ricordando come «la riorganizzazione deve contenere una clausola sul mantenimento del livello professionale, retributivo, contributivo e dei diritti acquisiti e non accogliendo la proposta di riorganizzazione che così come formulata rischia di essere interpretata come punitiva». 

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Santa Marinella, si pensa a piste ciclabili e ripascimento

SANTA MARINELLA – Il sindaco Pietro Tidei spiega quali sono i progetti da portare avanti nel momento in cui avrà la possibilità di rendere ufficiale l’equilibrio di bilancio. Tanti sono gli argomenti all’ordine del giorno ed in particolare la raccolta differenziata, nuovi punti luce, la pista ciclabile e le barriere soffolte. «La raccolta differenziata ha bisogno di tempo per essere perfetta – afferma il primo cittadino – purtroppo è stato fatto un bando che ci costerà 27 milioni in sette anni, una spesa esagerata che questa città non può permettersi, quindi noi prorogheremo fino al 31 dicembre l’appalto alla ditta in carica e poi cercheremo di abbassare di 3,5 milioni il costo del servizio, in pratica 500 mila euro in meno all’anno rispetto a quanto previsto. Ci stiamo incontrando con la Regione e con l’Enel per avere nuovi punti luce a risparmio energetico, facendo un nuovo contratto. Con la giunta regionale avremo un incontro per trattare su questioni sociali quali l’emergenza casa, l’aiuto ai  bisognosi, alle ragazze madri e ai disabili, a cui noi ora non possiamo dare risposta visto che da molti mesi sono stati sospesi i sussidi. Abbiamo comunque tanti progetti che presenteremo come ad esempio le piste ciclabili che andranno da Palidoro a Civitavecchia, passando per Santa Marinella. E’ un nostro progetto che proporremo anche alle altre amministrazioni a all’assessore all’Urbanistica della Regione. Altro progetto quello del ripascimento delle barriere soffolte nel tratto di mare che va dal castello di Santa Severa fino allo stabilimento del Barracuda, in modo tale che tutti quegli stabilimenti balneari che insistono su quel tratto di costa, possano evitare l’erosione marina e vedere ampliare il proprio spazio balneabile. Stiamo progettando la ristrutturazione della piscina comunale che noi abbiamo trovato in uno stato pietoso e di cui stiamo pagando il rateo di mutuo da tre anni ma ancora non abbiamo il progetto, nonostante stiamo pagando le rate, abbiamo deciso di revocare l’incarico al professionista che doveva redigere il progetto esecutivo”. Il sindaco poi sottolinea alcune mancanze riscontrate in questo suo primo periodo di mandato. «Sentiamo cose clamorose – conclude Tidei – come quella che è stata accesa per tre notti e tre giorni con continuità la caldaia della scuola media Carducci perché se l’avessero spenta non si sarebbe più accesa. Sono stati spesi 27 mila euro di gas, per tenere accesa una caldaia, perché il Comune non aveva i soldi per comprarne una nuova. Mi domando allora, con 27 mila euro quante caldaie ci compravamo? Nessuno ha pagato per questa mala gestione”. 
Entro settembre porteremo in riequilibrio il bilancio se il ministero dell’interno ci darà finalmente darà la nomina ai tre membri dell’organismo di liquidazione, noi ripartiremo daccapo per dare il via a tutti gli investimenti previsti che sono la pulitura dei fossi, la sistemazione della scuola tra cui le vignacce mentre ieri abbiamo avuto un incontro con i proprietari dell’area che insiste alla curva dello specchio dove vorremmo fare un grande parco di sette ettari con la disponibilità dei proprietari con il contributo dell’enel. 

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Ricci: ''Ex amministratori ripuliti e condonati''

S. MARINELLA – «Nonostante abbia voluto evitare di far polemiche nel primo consiglio, in quanto avevo espresso chiaramente la mia opinione sui media precedentemente, continuo a considerare il nuovo presidente del consiglio un affiliato alla maggioranza che, per ammissione pubblica dello stesso Tidei, aveva avuto tale poltrona promessa». Questo il commento a caldo del leader del centrodestra Bruno Ricci subito dopo il consiglio comunale che ha scelto Roberto Maringiu come presidente dell’assise pubblica. «Nulla da dire sull’esperienza di Marongiu – continua Ricci – ma siamo sicuri che sia considerata positiva dai cittadini? Non mi era parso esser stato premiato nelle cabine elettorali. E poi sarà anche sicuro che gli elettori che lo hanno votato saranno soddisfatti del suo appoggio al Pd? Certo è che da oggi svolgerà un ruolo istituzionale e di garanzia, ma a chi chiederà il voto alle prossime elezioni, agli elettori della destra, della sinistra o forse solo a quelli che vengono gratificati da una sua poltrona? Un esempio encomiabile di coerenza verso quest’ultima». Ricci poi spazia sul discorso relativo alla nomina di Minghella come assessore. «La vecchia amministrazione – spiega Ricci – a detta di Tidei, è stata responsabile di innumerevoli mancanze e nefandezze, evidenziate in venti minuti di proclami e accuse di mala gestione del bilancio e dei conti e così, subito dopo tale drammatico quadro, arriva la nomina ad assessore di Emanuele Minghella, ex delegato al bilancio dell’ultima amministrazione. Evidentemente il neo sindaco, dopo un accenno all’importanza per la sua amministrazione attuale di accogliere persone con precedenti esperienze, ha ritenuto che Minghella abbia fatto così bene in passato, tanto da premiarlo con un assessorato. Tutto ciò suona strano ed abbastanza ridicolo, considerando anche quanto il sottoscritto abbia vissuto una campagna elettorale costantemente accusato di voler riportare al governo della città  parte della vecchia amministrazione». «Consolatevi cittadini – conclude l’esponente di centrodestra – ci ha pensato Tidei. Non sono però l’unico a chiedersi quanto i suoi candidati, gli eletti e soprattutto gli elettori, apprezzeranno questa situazione a dir poco ibrida dopo mesi di bagarre ed insulti verso gli stessi che ora siedono su quelle poltrone. Si sentiranno davvero soddisfatti ? Con questo quesito e gli sdoganamenti di ex amministratori ripuliti e condonati con faraonica amnistia, mettiamoci al lavoro per la città”.

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Piovono congratulazioni per il neo eletto sindaco di Santa Marinella

S. MARINELLA – Continuano i commenti di personalità del mondo della politica e di tante  persone esterne alla campagna elettorale, che ha incoronato Pietro Tidei nuovo sindaco di Santa Marinella. A farsi sentire è stato Bruno Astorre, presidente del consiglio regionale del Lazio. «Voglio fare i miei complimenti a Giovanni Caudo per l’ottima affermazione nel 3° Municipio di Roma, a Esterino Montino che e’ stato riconfermato sindaco di Fiumicino, a Orlando Pocci che a Velletri potrà continuare il buon lavoro fatto da Fausto Servadio e a Pietro Tidei che ha conquistato Santa Marinella. Il Pd esce da questa tornata come primo partito, del resto quando si ha una buona classe dirigente, un’offerta politica chiara e si lavora bene sul territorio, i risultati arrivano». Elogi anche da Massimo Mazzarini dell’Italia dei Valori di Civitavecchia. Complimenti a Pietro Tidei per il risultato elettorale che lo vede nuovo sindaco di Santa Marinella. Torna a coprire quel ruolo istituzionale che gli fu tolto da una incauta sfiducia molto anni fa, ora però, date le drammatiche finanze in cui versa la Perla del Tirreno, non possiamo che augurare a Tidei un buon lavoro di risanamento  economico e urbanistico, che possa essere da esempio anche per il comune di Civitavecchia». «Voglio esprimere i migliori auguri di buon lavoro a Pietro Tidei Sindaco di Santa Marinella – dice Enrico Leopardo della segreteria del PD della Provincia di Roma – ancora una volta, forte della sua esperienza e capacità, con coraggio e determinazione ha messo in campo una proposta vincente ed una squadra composta da giovani e da meno giovani con le competenze giuste per ridare speranza ad un territorio massacrato da anni di mala gestione politica ed amministrativa. Mi lega a Pietro un rapporto di amicizia, di stima e di fiducia, sono certo che saprà restituire a Santa Marinella quel bagliore ormai perso da troppo tempo. Un ringraziamento va anche al segretario del Pd di Santa Marinella Pierluigi D’Emilio e al segretario provinciale Rocco Maugliani per la loro caparbietà ed onestà politica nel tenere unita tutta la coalizione intorno al candidato Sindaco». 
Sulle pagine facebook si è fatto sentire anche Gino Tidei, figlio di Pietro. «Papà, hai vinto la più bella battaglia, forse perché sarà l’ultima sfida politica, forse perché era una partita impossibile. A Santa Marinella il centro destra governa da 70 anni, forse perché qualcuno pensava che non avevi più le forze e le capacità per tornare a vincere, invece ti sei buttato in questa avventura che si prospettava in salita e contro vento ma tu, con la stessa passione e dedizione, sei riuscito a ribaltare il risultato pronosticato, ti auguro davvero il meglio, te lo meriti».

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