«Non sono potature ma capitozzature»

LADISPOLI – Finalmente gli alberi del viale si rifanno il look, riportando alla luce i pali dell'illuminazione pubblica oscurati dalle foglie, ma è subito polemica. La potatura così come realizzata dalla società incaricata va contro il regolamento comunale. Non si tratterebbe infatti di una ''normale'' potatura ma di una capitozzatura: vengono cioè tagliati rami e foglie riducendo l'albero a una sorta di palo informe. A puntare i riflettori su questa vicenda, nella speranza di ''salvare'' il resto degli alberi del viale e soprattutto quelli della città in generale, è il Movimento 5 Stelle. « ''Su tutte le alberature di proprietà pubblica è vietata l'operazione di capitozzatura'', questo recita il regolamento comunale per la tutela del verde e delle alberature (deliberazione del consiglio comunale n.35/1999 e n. 81/2001) in vigore a Ladispoli. Quella della capitozzatura – spiegano i grillini è è una pratica che ormai tutte le società ed enti che si occupano di gestione del verde di città considerano dannosa per le piante e pericolosa per la città, in quanto favoriscono una ricrescita di rami e branche dalla minore stabilità e a più facile schianto». Per il 5 Stelle, dunque, questa operazione è utile «solo all'amministrazione comunale» che così «non deve ripetere le potature tutti gli anni (viste le condizioni in cui vengono lasciati gli alberi, ci metteranno moltissimo tempo per creare una fronda fluente). Tutto questo a discapito della stabilità dell'albero – hanno aggiunto dal Movimento 5 Stelle – e, va detto, dell'estetica del viale, senza contare la notevole quantità di pulviscolo di legno che vola per la città. Credevamo che questa mala gestione delle alberature di città fosse terminata con l'amministrazione Paliotta, invece dobbiamo constatare che la Grando amministrazione continua a scimmiottare le cattive prassi dei suoi predecessori».

Per il 5 Stelle dunque l'operazione di potatura che si sta portando avanti in questi giorni deve essere bloccata subito. Anzi, il Sindaco e l'Assessore ai Lavori Pubblici dovrebbero prendere «provvedimenti nei confronti della ditta che ha fatto l'intervento e nei confronti del funzionario che ha autorizzato il taglio».

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Riorganizzazione del personale: bufera a Molo Vespucci

CIVITAVECCHIA – È stata contestata sotto molti aspetti la riorganizzazione del personale dell’Autorità di Sistema Portuale presentata nei giorni scorsi dal presidente Francesco Maria di Majo ai sindacati. Sindacati che, oggi, si rivolgono direttamente al vertice dell’ente, criticando modalità e contenuti del progetto illustrato. A partire dalla mancata informazione e condivisione della riorganizzazione con le rappresentanze sindacali, così come sottolineato dalla Filt Cgil con Alessandro Borgioni ed Angelo Manicone che chiedono di essere convocati per discutere dei diversi aspetti, non rendendo esecutiva la riorganizzazione. La terza, tra l’altro, in poco meno di un anno.

«La riorganizzazione aziendale – spiegano – è un’attività che implica il cambiamento delle strutture, dei ruoli e degli investimenti di un’azienda, che non può in alcun modo penalizzare le competenze acquisite negli anni dai dipendenti, come invece sembra fare questa riorganizzazione». Di difficile comprensione sono i problemi ‘‘strutturali ed organizzativi’’ alla base della decisione e «l’analisi che ha portato – hanno aggiunto – a questo ulteriore rimescolamento del personale». La Filt si dice scettica sull’azzeramento delle segreterie tecniche di area, lo smembramento di alcuni uffici, la riduzione delle unità operative in altri uffici di particolare rilievo, la soppressione ‘‘incomprensibile e senza motivazione’’ dell’ufficio stampa.

Sulla stessa linea anche la Uiltrasporti, che parla di un «comportamento antisindacale, danno erariale e mala gestio», ricordando come «la riorganizzazione deve contenere una clausola sul mantenimento del livello professionale, retributivo, contributivo e dei diritti acquisiti e non accogliendo la proposta di riorganizzazione che così come formulata rischia di essere interpretata come punitiva». 

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Santa Marinella, si pensa a piste ciclabili e ripascimento

SANTA MARINELLA – Il sindaco Pietro Tidei spiega quali sono i progetti da portare avanti nel momento in cui avrà la possibilità di rendere ufficiale l’equilibrio di bilancio. Tanti sono gli argomenti all’ordine del giorno ed in particolare la raccolta differenziata, nuovi punti luce, la pista ciclabile e le barriere soffolte. «La raccolta differenziata ha bisogno di tempo per essere perfetta – afferma il primo cittadino – purtroppo è stato fatto un bando che ci costerà 27 milioni in sette anni, una spesa esagerata che questa città non può permettersi, quindi noi prorogheremo fino al 31 dicembre l’appalto alla ditta in carica e poi cercheremo di abbassare di 3,5 milioni il costo del servizio, in pratica 500 mila euro in meno all’anno rispetto a quanto previsto. Ci stiamo incontrando con la Regione e con l’Enel per avere nuovi punti luce a risparmio energetico, facendo un nuovo contratto. Con la giunta regionale avremo un incontro per trattare su questioni sociali quali l’emergenza casa, l’aiuto ai  bisognosi, alle ragazze madri e ai disabili, a cui noi ora non possiamo dare risposta visto che da molti mesi sono stati sospesi i sussidi. Abbiamo comunque tanti progetti che presenteremo come ad esempio le piste ciclabili che andranno da Palidoro a Civitavecchia, passando per Santa Marinella. E’ un nostro progetto che proporremo anche alle altre amministrazioni a all’assessore all’Urbanistica della Regione. Altro progetto quello del ripascimento delle barriere soffolte nel tratto di mare che va dal castello di Santa Severa fino allo stabilimento del Barracuda, in modo tale che tutti quegli stabilimenti balneari che insistono su quel tratto di costa, possano evitare l’erosione marina e vedere ampliare il proprio spazio balneabile. Stiamo progettando la ristrutturazione della piscina comunale che noi abbiamo trovato in uno stato pietoso e di cui stiamo pagando il rateo di mutuo da tre anni ma ancora non abbiamo il progetto, nonostante stiamo pagando le rate, abbiamo deciso di revocare l’incarico al professionista che doveva redigere il progetto esecutivo”. Il sindaco poi sottolinea alcune mancanze riscontrate in questo suo primo periodo di mandato. «Sentiamo cose clamorose – conclude Tidei – come quella che è stata accesa per tre notti e tre giorni con continuità la caldaia della scuola media Carducci perché se l’avessero spenta non si sarebbe più accesa. Sono stati spesi 27 mila euro di gas, per tenere accesa una caldaia, perché il Comune non aveva i soldi per comprarne una nuova. Mi domando allora, con 27 mila euro quante caldaie ci compravamo? Nessuno ha pagato per questa mala gestione”. 
Entro settembre porteremo in riequilibrio il bilancio se il ministero dell’interno ci darà finalmente darà la nomina ai tre membri dell’organismo di liquidazione, noi ripartiremo daccapo per dare il via a tutti gli investimenti previsti che sono la pulitura dei fossi, la sistemazione della scuola tra cui le vignacce mentre ieri abbiamo avuto un incontro con i proprietari dell’area che insiste alla curva dello specchio dove vorremmo fare un grande parco di sette ettari con la disponibilità dei proprietari con il contributo dell’enel. 

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Ricci: ''Ex amministratori ripuliti e condonati''

S. MARINELLA – «Nonostante abbia voluto evitare di far polemiche nel primo consiglio, in quanto avevo espresso chiaramente la mia opinione sui media precedentemente, continuo a considerare il nuovo presidente del consiglio un affiliato alla maggioranza che, per ammissione pubblica dello stesso Tidei, aveva avuto tale poltrona promessa». Questo il commento a caldo del leader del centrodestra Bruno Ricci subito dopo il consiglio comunale che ha scelto Roberto Maringiu come presidente dell’assise pubblica. «Nulla da dire sull’esperienza di Marongiu – continua Ricci – ma siamo sicuri che sia considerata positiva dai cittadini? Non mi era parso esser stato premiato nelle cabine elettorali. E poi sarà anche sicuro che gli elettori che lo hanno votato saranno soddisfatti del suo appoggio al Pd? Certo è che da oggi svolgerà un ruolo istituzionale e di garanzia, ma a chi chiederà il voto alle prossime elezioni, agli elettori della destra, della sinistra o forse solo a quelli che vengono gratificati da una sua poltrona? Un esempio encomiabile di coerenza verso quest’ultima». Ricci poi spazia sul discorso relativo alla nomina di Minghella come assessore. «La vecchia amministrazione – spiega Ricci – a detta di Tidei, è stata responsabile di innumerevoli mancanze e nefandezze, evidenziate in venti minuti di proclami e accuse di mala gestione del bilancio e dei conti e così, subito dopo tale drammatico quadro, arriva la nomina ad assessore di Emanuele Minghella, ex delegato al bilancio dell’ultima amministrazione. Evidentemente il neo sindaco, dopo un accenno all’importanza per la sua amministrazione attuale di accogliere persone con precedenti esperienze, ha ritenuto che Minghella abbia fatto così bene in passato, tanto da premiarlo con un assessorato. Tutto ciò suona strano ed abbastanza ridicolo, considerando anche quanto il sottoscritto abbia vissuto una campagna elettorale costantemente accusato di voler riportare al governo della città  parte della vecchia amministrazione». «Consolatevi cittadini – conclude l’esponente di centrodestra – ci ha pensato Tidei. Non sono però l’unico a chiedersi quanto i suoi candidati, gli eletti e soprattutto gli elettori, apprezzeranno questa situazione a dir poco ibrida dopo mesi di bagarre ed insulti verso gli stessi che ora siedono su quelle poltrone. Si sentiranno davvero soddisfatti ? Con questo quesito e gli sdoganamenti di ex amministratori ripuliti e condonati con faraonica amnistia, mettiamoci al lavoro per la città”.

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Piovono congratulazioni per il neo eletto sindaco di Santa Marinella

S. MARINELLA – Continuano i commenti di personalità del mondo della politica e di tante  persone esterne alla campagna elettorale, che ha incoronato Pietro Tidei nuovo sindaco di Santa Marinella. A farsi sentire è stato Bruno Astorre, presidente del consiglio regionale del Lazio. «Voglio fare i miei complimenti a Giovanni Caudo per l’ottima affermazione nel 3° Municipio di Roma, a Esterino Montino che e’ stato riconfermato sindaco di Fiumicino, a Orlando Pocci che a Velletri potrà continuare il buon lavoro fatto da Fausto Servadio e a Pietro Tidei che ha conquistato Santa Marinella. Il Pd esce da questa tornata come primo partito, del resto quando si ha una buona classe dirigente, un’offerta politica chiara e si lavora bene sul territorio, i risultati arrivano». Elogi anche da Massimo Mazzarini dell’Italia dei Valori di Civitavecchia. Complimenti a Pietro Tidei per il risultato elettorale che lo vede nuovo sindaco di Santa Marinella. Torna a coprire quel ruolo istituzionale che gli fu tolto da una incauta sfiducia molto anni fa, ora però, date le drammatiche finanze in cui versa la Perla del Tirreno, non possiamo che augurare a Tidei un buon lavoro di risanamento  economico e urbanistico, che possa essere da esempio anche per il comune di Civitavecchia». «Voglio esprimere i migliori auguri di buon lavoro a Pietro Tidei Sindaco di Santa Marinella – dice Enrico Leopardo della segreteria del PD della Provincia di Roma – ancora una volta, forte della sua esperienza e capacità, con coraggio e determinazione ha messo in campo una proposta vincente ed una squadra composta da giovani e da meno giovani con le competenze giuste per ridare speranza ad un territorio massacrato da anni di mala gestione politica ed amministrativa. Mi lega a Pietro un rapporto di amicizia, di stima e di fiducia, sono certo che saprà restituire a Santa Marinella quel bagliore ormai perso da troppo tempo. Un ringraziamento va anche al segretario del Pd di Santa Marinella Pierluigi D’Emilio e al segretario provinciale Rocco Maugliani per la loro caparbietà ed onestà politica nel tenere unita tutta la coalizione intorno al candidato Sindaco». 
Sulle pagine facebook si è fatto sentire anche Gino Tidei, figlio di Pietro. «Papà, hai vinto la più bella battaglia, forse perché sarà l’ultima sfida politica, forse perché era una partita impossibile. A Santa Marinella il centro destra governa da 70 anni, forse perché qualcuno pensava che non avevi più le forze e le capacità per tornare a vincere, invece ti sei buttato in questa avventura che si prospettava in salita e contro vento ma tu, con la stessa passione e dedizione, sei riuscito a ribaltare il risultato pronosticato, ti auguro davvero il meglio, te lo meriti».

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Multe salate a chi conferisce fuori orario

CIVITAVECCHIA – La questione rifiuti non sta in piedi. Tra compattatori rotti, mezzi poco adeguati messi su strada per rimpiazzarli e cassonetti di conseguenza tracimanti, la situazione si fa davvero difficile. Il civitavecchiese convinto che pagando una Tari altissima possano arrivare servizi di qualità è fuori pista: si continua a versare soldi a fronte del nulla o quasi. L’ambientalista Alessandro Manuedda in quattro anni non è stato capace di avviare la raccolta differenziata, con buon pace del sindaco Antonio Cozzolino che, entrato al Comune timidamente si è presto istituzionalizzato ed oggi, tra uno scaricabarile e l’altro, parla un politichese da prima Repubblica che mette i brividi. 
All’incapacità amministrativa del Movimento 5 Stelle i cui effetti dannosi in materia di rifiuti partono da Roma e arriva a Civitavecchia, si aggiungono le decisioni scellerate della Regione Lazio, che per uscire dalle corde del commissariamento autorizza il conferimento (a partire dal 1 luglio) dei ‘‘rifiuti speciali non pericolosi’’ di Aprilia presso la discarica Fosso Crepacuore di Civitavecchia. E i tre consiglieri di centrosinistra De Paolis, Tidei e Minnucci, anziché dire la loro a difesa del territorio, in perfetto stile grillino scaricano sulla Raggi che indubbiamente in questa storia ha notevoli responsabilità. Ma i rifiuti a Fosso Crepacuore arriveranno lo stesso. 
«Civitavecchia non può pagare le dispute romanocentriche tra Zingaretti e la Raggi – dichiara sulla questione il deputato Alessandro Battilocchio (FI) – mi sembra che sia ricominciato il balletto delle responsabilità. Il rischio che i rifiuti di Roma possano approdare a Civitavecchia – aggiunge il parlamentare – è reale, come dimostra la determina che autorizza a conferire una parte dei rifiuti della capitale nei comuni di Civitavecchia e Colleferro». 
Rincara la dose il grillino Devid Porrello: «L’atto della Tosini esegue la sentenza del Tar per scongiurare il commissariamento della Regione nella gestione dei rifiuti. Il provvedimento evidenzia non le colpe del Comune di Roma, ma le mancanze della Regione Lazio, come il non aver aggiornato il piano rifiuti fermo al 2012, lasciando tutto nel far west autorizzativo. È inaccettabile che l’ingegner Tosini (dirigente comunale durante la giunta guidata da Gino Saladini) – prosegue Porrello – abbia indicato la discarica di Civitavecchia, invaso non ancora attivo e autorizzato nel 2010 per il conferimento dei soli comuni di Civitavecchia, Tolfa e Allumiere, come discarica di servizio per l’Ato di Latina». Alza finalmente la voce anche il sindaco Cozzolino, che quando si stratta di attaccare la Regione non si lascia mai sfuggire l’occasione. «Insieme agli avvocati stiamo valutando la possibilità di fare ricorso – afferma da istituzionalizzato – perché dopo un intero mandato di assoluto nulla sul piano dei rifiuti, fra le tante una delle più grosse mancanze del Governo Zingaretti, la discarica di Civitavecchia non può essere indicata come un impianto strategico a livello regionale. Il sindaco ricorda la candidatura della Tosini con il Pd a sostengo di Tidei, ma non pensa minimamente a invitare alla mobilitazione i suoi cittadini. Anzi. Sempre in tema di rifiuti ai cittadini riserva la ciliegina sulla torta come ogni estate: un bel divieto di conferimento dei rifiuti dalle 6 del sabato alle 18 della domenica, pena una multa fino a 6000 euro. Il sacchetto della spazzatura può essere gettato dalle 18 alle 6 in cassonetti quasi sempre tracimanti. Benvenuti a Civitavecchia, terra di rifiuti e mala politica.

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Total Erg: il caso arriva al Senato

CIVITAVECCHIA – La spinosa vicenda del contenzioso tra Total Erg ed Authority arriva al Senato. Nei giorni scorsi, infatti, l’esponente di Forza Italia Gaetano Quagliariello ha presentato un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ripercorrendo quanto accaduto negli ultimi danni, dall’aumento dell’aliquota della tassa portuale relativa ai traffici di oli minerali e carbone negli anni  2012 e 2013, a quello della sovrattassa sulle merci di ogni tipo del 2015, citando i vari ricorsi al Tar, al Consiglio di Stato, al Presidente della Repubblica, per arrivare all’ultima decisione della Corte di Cassazione di dicembre.

“A seguito delle diverse sentenze – scrive Quagliariello – l’Adsp del Mar Tirreno Centro settentrionale si trova oggi in uno stato di “default tecnico”, in attesa della ulteriore decisione del Consiglio di Stato (fissata per la fine di luglio ndr)”. E critica l’atteggiamento del presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo, parlando di “inerzia perché – ha aggiunto – per tutto l’anno 2017, pur essendo a conoscenza della grave e preoccupante situazione creatasi per l'equilibrio dei conti dell'ente a seguito delle predette sentenze, non ha ritenuto, né di addivenire ad un accordo transattivo con TotalErg o suoi aventi causa, né tanto meno di approvare un nuovo decreto di revisione delle aliquote, motivandolo adeguatamente in considerazione della realizzazione della darsena traghetti e servizi del porto di Civitavecchia, opera infrastrutturale rientrante tra quelle per le quali la legge n. 84 del 1994 ha attribuito alle autorità portuali la potestà impositiva della sovrattassa”.

E così il senatore di Forza Italia chiede al Ministro se, innanzitutto, sia a conoscenza dei fatti rappresentati e, nel caso, che tipo di valutazioni intenda esprimere al riguardo. Inoltre chiede “se sia confermato o meno lo stato di “default tecnico” dell’ente, se ritenga – si legge nel documento – che quella che all’interrogante appare come inerzia del presidente dell'Autorità di sistema portuale costituisca colpa grave, da cui sia derivato un danno all'ente per le mancate entrare che l'aumento della tassa avrebbe consentito”. E ancora “quali azioni intenda porre in essere per evitare il possibile dissesto dell'ente e se non ritenga, alla luce di quanto descritto – ha aggiunto Quagliariello – di aprire un procedimento amministrativo per valutare in sede di istruttoria se si configurino elementi di mala gestio dell'ente, tali da rendere necessario il commissariamento dello stesso”.

Il senatore rappresenta dubbi anche sulla scelta proprio del presidente di Majo, chiedendo al Ministro “se, anche alla luce di quanto illustrato, e valutate le dichiarazioni dell'avvocato Di Majo, contenute nel suo curriculum vitae, sia stata verificata l'effettiva avvenuta collaborazione dello stesso con la Presidenza del Consiglio dei ministri – ha aggiunto – e se comunque la semplice partecipazione, in qualità di consulente a progetto di un soggetto terzo, alla "finalizzazione" di uno studio sulla riforma portuale, costituisca o meno requisito di "comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale", richiesto per la nomina a presidente di Autorità di sistema portuale”.

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