Mamma Marina: ''Dare voce a Ciontoli in modo acritico è scegliere il ruolo di suo ufficio stampa''

CERVETERI – Marina Conte, la mamma di marco Vannini non ci sta alla risposta data Piero Sansonetti, direttore del quotidiano ‘‘Il Dubbio’’, alla sua lettera dopo la pubblicazione dell’intervista ad Antonio Ciontoli e rinvia  la seguente replica: 
«Caro Direttore, la Sua risposta mi ha molto delusa e Le spiego i motivi: liquidare la mia lettera con la sufficienza che si riserva a persone accecate da «rabbia e dolore» è stato banale, riduttivo, inelegante e velatamente offensivo.  Mi creda, sono sempre rimasta molto lucida e certamente lo sono ora nell’osservare che il Suo banale e scontato richiamo alla libertà di stampa, non sposta i termini del problema. Infatti,  tutti concordiamo nel fatto che dare voce a tutti sia diritto/dovere di ogni giornalista. Ma il punto,  come Lei sa benissimo, è un altro e cioè con quali modalità dare voce a tutti. Nel caso specifico, aver dato voce ad Antonio Ciontoli in modo acriticamente adesivo alla propria (inverosimile) linea difensiva ha significato, a mio avviso, scegliere il ruolo di Ufficio Stampa dello stesso Ciontoli. Nessun problema, per carità: in fondo, Lei potrà dirmi che anche questa è libertà di stampa». 

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REGIONE AUTONOMA FRIULI-VENEZIA GIULIA – DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 7 febbraio 2018, n. 23

Regolamento recante criteri e modalita' per l'indennizzo dei danni
arrecati dalla fauna selvatica all'agricoltura, al patrimonio
zootecnico, alle opere approntate sui terreni coltivati e a pascolo,
ai veicoli e per la concessione di contributi per la conservazione e
la valorizzazione di bressane e roccoli, in attuazione degli articoli
10, comma 1, lettere a), b), e) e 39, comma 1, lettera a-bis) della
legge regionale 06/2008.
(18R00171)

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Ladispoli, invasione di zanzare

LADISPOLI – Acqua stagnante sul fondo della piscina e tantissima melma…. l'habitat ideale dove far nascere tanti piccoli ranocchi e soprattutto il luogo ideale da dover far "sbocciare" le tante odiose zanzare. Una situazione di disagio dove le condizioni igienico-sanitarie sono messe in seria discussione. Ci troviamo a via Claudia, a Ladispoli. Qui la denuncia arriva da privati cittadini, stanchi ormai di dover trascorrere 4 stagioni su 4 (eh si perché le zanzare sopravvivono anche alle rigide temperature invernali, non dando tregua nemmeno a Natale) con prurito costante causato dai morsi incessanti del tanto odiato insetto. A causare il problema, che ormai si protrae da anni, sarebbe a quanto pare una piscina privata nella zona, lasciata all'incuria. "Lo stato di abbandono e incuria in cui versa e la mancanza di una adeguata copertura della vasca che si inonda ad ogni acquazzone – si legge nella lettera/denuncia inviata all'amministrazione comunale e indirizzata al sindaco Grando in prima persona – hanno reso l'area una fonte di incontrollata proliferazione delle zanzare, problema che d'estate diventa insostenibile". Non solo zanzare, però: "L'acqua di cui si riempie la vasca con le piogge, che resta di fatto stagnante per la maggior parte dell'anno, con ovvia maggiore incidenza nei mesi invernali, è bacino di accumulo anche di guano di uccelli, foglie marce, immondizia di ogni sorta che col vento cade nell'acqua, con conseguente nauseabondo odore di fogna". Una situazione ideale, insomma, per le zanzare di sopravvivere anche alle temperature rigide dell'inverno. 
Una vera a propria piaga che ha spinto negli anni, alcuni residenti a segnalare la situazione, oltre che al Sindaco, anche alla Asl di Ladispoli, senza però, ottenere alcun effetto. Ed a quanto pare non sarebbe servita nemmeno l'ordinanza emessa dal sindaco Alessandro Grando, prima dell'inzio della "stagione delle zanzare". Un vero e proprio vademecum dove si ordinava la pulizia di canali, la rimozione di acque stagnanti (pubbliche e private) per evitare, appunto, il proliferare delle zanzare. Un documento, quello firmato dal primo cittadino, che sì avrebbe prodotto, grazie alla denuncia di alcuni residenti, all'elevazione di alcune sanzioni ma che, col trascorrere dei giorni, delle settimane, si è comunque rivelato inefficace. La melma è ancora lì e con essa anche le zanzare. Con i cittadini che più volte si sono recati dai vigili urbani per chiedere di far rispettare l'ordinanza. Ma da questo fronte tutto tace, con i residenti che nonostante le denunce e le segnalazioni continuano a vivere una situazione problematica. "Ci chiediamo – dicono – quale sia l'utilità di un'ordinanza se si rivela impossibile farla rispettare e dove finiscano i denari pagati dai contribuenti alle prese con servizi 'fantasma'". La situazione relativa al problema delle zanzare è già "pesante" di per sè con le disinfestazioni programmate dal Comune, rese inutili "dall'incuria in cui versano tutti i canali della cittadina, con la crescita senza freno di vegetazione"; se poi ci si mettono anche i privati cittadini trasformando una piscina (un luogo dove trascorrere insieme le belle giornate, e trovare refrigerio dal caldo torrido estivo), la situazione rischia di sfuggire di mano.

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Pascucci: «Giù le mani dagli Enti locali»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Lunedì scorso, Italia in comune,ha tenuto una conferenza stampa nella sala stampa di Montecitorio lanciando di fatto una sfida al governo Legastellato sul blocco dei fondi destinati al bando periferie. Quel partito dei sindaci nato ufficialmente lo scorso tre dicembre come rete di amministratori locali ma al quale si è lavorato già da tempo, quando l’iniziativa e l’intuizione era ancora esclusiva del sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci che con eventi e un duro lavoro di promozione è riuscito ad affermare e a far crescere l’idea sulla scena della politica nazionale fino a farne oggi un partito del quale lui è il coordinatore nazionale, il cui presidente è il sindaco di Parma Federico Pizzarotti ed il vice presidente Damiano Coletta sindaco di latina.  Tante sono state le adesioni a questo nuovo partito, di sindaci e di amministratori d’Italia nonché di cittadini e associazioni civiche. A questa prima prima conferenza stampa del Partito a Montecitorio hanno partecipato i massimi dirigenti del movimento.  Federico Pizzarotti, Alessio Pascucci,  Damiano Coletta, e i deputati Alessandro Fusacchia, Segretario di Movimenta e Serse Soverini di Area Civica che a sostegno della loro battaglia, hanno presentato l’emendamento per sbloccare i fondi del bando periferie, fermato al senato per volontà della maggioranza.
Il taglio dei fondi al bando periferie consiste nello stralcio di tante opere con un grande valore dal punto di vista sociale: piazze, parchi, marciapiedi ma anche biblioteche e altri luoghi di rilevante interesse culturale. Per la prima volta nella storia di questo Paese si fa un investimento straordinario per intervenire nelle periferie e poi, con un tentativo furtivo e maldestro, il Governo propone un emendamento che taglia 1 miliardo e 600 milioni di euro destinati a interventi nei luoghi del degrado economico e sociale, in quartieri che sono stati costruiti negli anni per dare una risposta all’emergenza abitativa in cui però non sono stati realizzati né i servizi né gli spazi per la socializzazione e lo sviluppo culturale.
Per Pizzarotti «scippare più di un miliardo di euro alle periferie d’Italia vuol dire privare gli italiani di nuove piazze, nuove biblioteche, nuovi centri di aggregazione o di cultura che avrebbero rilanciato le zone grigie e povere delle città. Gli italiani ci chiedono da anni di non dimenticare le periferie, perché è proprio in quelle zone che aumenta il malcontento sociale.  Il disegno politico di questo Governo sembra chiaro: togliere qualità alle città e agli italiani per avere fondi freschi da utilizzare per strampalate promesse elettorali, flat tax e reddito di cittadinanza».
Alessio Pascucci, coordinatore nazionale di Italia in Comune, chiama all’azione i sindaci leghisti e grillini: «ogni sindaco, al di là della vicinanza politica o meno a questo Governo, ha il dovere di tutelare le comunità e i territori. Mi appello quindi in particolar modo a chi ha rappresentanti eletti in questa maggioranza  affinché  spingano per fermare l’ennesima scure sugli Enti locali ai quali negli ultimi dieci anni sono stati sottratti otto miliardi di fondi. Non possiamo più essere il bancomat dei governi».
Per Damiano Coletta, sindaco di Latina, «sarebbe grave colpire indiscriminatamente le città privandole di opere pubbliche che hanno un valore inestimabile per la crescita culturale e per l’aggregazione sociale delle comunità. Che credibilità può avere uno Stato che prima firma accordi e poi li cancella a sua completa discrezione?».
Di questa iniziativa sono stati informati con una lettera, tutti i sindaci d’Italia.

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Terme, Bertolini (M5S): "Nessun nuovo regolamento"

CIVITAVECCHIA – “Nessun nuovo regolamento per le Terme Taurine. Solo una nuova convenzione, siglata mesi fa, fra Comune e Soprintendenza a cui già è stato fatto un ricorso, da parte della Pro Loco”. È il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Andrea Bertolini a replicare a quanto dichiarato dal gruppo del Pd attraverso l’interrogazione urgente depositata nei giorni scorsi.   

“La richiesta di sospensiva è stata sonoramente bocciata – ha spiegato Bertolini – in attesa che il Tar si esprima sul merito, sul quale siamo fiduciosi, per l'ennesima volta ribadiamo la perfetta legittimità degli atti proposti da quest'amministrazione e del vuoto ostruzionismo dell'opposizione dei ricorsi persi, il cui unico scopo è quello di rallentare l'amministrazione o favorire i soliti noti. Tramite una procedura trasparente il sito archeologico troverà un nuovo gestore: a giorni verrà pubblicata dalla Stazione Unica Appaltante (SUA) della Città Metropolitana una manifestazione d'interesse e subito dopo, valutati gli esiti della manifestazione d'interesse, verrà effettuato il vero e proprio bando di gara”.

Bertolini non si è però espresso su quelle che sono state le numerose criticità e carenze riscontrate dalla Stazione Unica Appaltante della Città Metropolitana all’avvio della gara ad evidenza pubblica per la gestione del sito archeologico. “Criticità e carenze – ha sottolineato l’avvocato Claudio Arcadi, che sta seguendo la vicenda per conto della Pro Loco – che invece sembrano confermare quanto abbiamo sottolineato noi nel nostro ricorso. Ecco perché, anche alla luce di quanto emerso nella lettera della Città Metropolitana, ci sentiamo fiduciosi e convinti che, nel merito, ci siano tutti i presupposti affinché possa essere accolto il ricorso. È stata solo respinta la sospensiva: continuiamo a sostenere che l’iter seguito dall’amministrazione non è corretto. Tutti devono essere messi nelle condizioni di poter partecipare e non ci sembra, al momento, questa la situazione”.

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DECRETO LEGISLATIVO 3 agosto 2018, n.105

Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 3 luglio
2017, n. 117, recante: «Codice del Terzo settore, a norma
dell'articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n.
106.». (18G00131)

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REGIONE AUTONOMA FRIULI-VENEZIA GIULIA – DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 15 gennaio 2018, n. 5

Regolamento recante modifiche al regolamento per la concessione di
contributi per le opere di prevenzione e per l'indennizzo dei danni
arrecati al patrimonio zootecnico, alle colture e ai beni utilizzati
per l'esercizio dell'attivita' agricola o di allevamento dalle specie
orso bruno, lince e lupo, in esecuzione dell'articolo 39, comma 1,
lettera b), della legge regionale 6 marzo 2008, n. 6 (Disposizioni
per la programmazione faunistica e per l'esercizio dell'attivita'
venatoria) emanato con decreto del Presidente della Regione 15 maggio
2009, n. 128.
(18R00130)

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