Exercise 2018, grande esercitazione di Prociv nei giorni scorsi ad Allumiere

ALLUMIERE – Si è conclusa domenica 9 dicembre ''Exercise 2018'' ossia l’esercitazione di protezione civile svoltasi lo scorso weekend presso la Cavaccia di Allumiere organizzata dal gruppo comunale di Prociv di Allumiere in collaborazione con Aeopc Italia su proposta del sindaco Antonio Pasquini.

All’evento hanno partecipato numerosi gruppi e associazioni di Tolfa, Civitavecchia, Propyrgi di S.Marinella con il nucleo sommozzatori e la Misericordia, gruppo cinofili di Civitavecchia, gruppo comunale di Tarquinia, Aeopc Tarquinia, Aeopc Roma, Aeopc Viterbo Favl, Castiglione in Teverina, Aeopc Monterosi, Apc Marta, Avab di Enza Vergari, Vallerano, Vignanello, Modavi Roma, Calcata, la CRI di Allumiere e Tolfa, gruppo Copcea di Castel S.Elia. Il campo base e la sala operativa sono stati allestiti nei pressi del campo sportivo, dove sono state montate le tende per l’alloggiamento dei volontari.

"Le esercitazioni sono iniziate sabato mattina con l’accreditamento dei gruppi, poi è stato simulato un grosso incendio nella zona artigianale dove risultavano due contadini intossicati: sono intervenute sei squadre Aib, la Misericordia e la CRI per il recupero dei feriti che venivano trasportati presso il campo base per il primo soccorso. Dopo pranzo – spiega il coordinatore della Prociv Allumiere, Alfonso Superchi abbiamo simulato la ricerca di due dispersi all’interno del Faggeto, precisamente alla Cava del Silenzio, qui sono intervenuti i cinofili di Civitavecchia, sette squadre di ricerca, la Cri e la Misericordia per il soccorso.

Al rientro al campo base abbiamo avuto un’enorme sorpresa: è venuto a farci visita l’ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi; lui ha salutato i volontari e ha ringraziato tutti noi per quello che facciamo, una sua frase mi ha colpito e riempito di orgoglio “Voi siete stati la fortuna della mia vita” detta con grande umiltà e sincerità da un uomo che oggi più di ieri sta lottando per la sua gente". Dopo cena in notturna si è svolta una simulazione di una scossa di terremoto con evacuazione del Palazzo Comunale e ritrovamento di due gemellini che sono stati tratti in salvo e calati dal balcone municipale. Domenica mattina, dopo la visita del funzionario della Regione Lazio Tibaldeschi è stata simulata la caduta di un pescatore nel laghetto della Farnesiana, recuperato dai sommozzatori di S.Marinella e il crollo del borgo con un ferito; a seguire il crollo della scuola materna di via del Faggeto con un disperso.

"Molte attività durante le quali ci siamo messi alla prova per migliorarci e per trovare i punti di forza e le critictà; sicuramente avremo commesso degli sbagli, io in primis, ma anche quelli servono per crescere. Devo ringraziare tante persone che hanno permesso la riuscita dell’evento: il sindaco Pasquini e la sua amministrazione, le contrade di Allumiere, l’Università Agraria che ci ha fornito la carne, la Comunità Montana, il sindaco Landi, l’onorevole Alessandro Battilocchio che, nonostante i numerosi impegni, è venuto per i saluti finali prendendosi un impegno davanti a tutti, quello cioè di affrontare alcune problematiche riguardanti la Protezione civile in Parlamento, Carlo Piroli della Prociv di Città Metropolitana di Roma, il comandante della stazione dei Carabinieri Andrea Nuzzi, l’ex sindaco Peppino Cammilletti, la ASL che ha messo a disposizione due dottori, la CRI di Allumiere e Tolfa coordinate con maestria dalla volontaria Sonia Matricardi, l’Unione Sportiva di Allumiere, l’elettricista Carlo Marazzi, l’ing. Spellucci per la location della Farnesiana, le cuoche Teresa, Francesca, Bruna e Alessio che si sono occupati della cucina, Andrea Verbo, Bernardo Sgamma, Silvia Caravaglia, Iole Superchi, Francesca Scarin, Karin Minerva e Luigi Maffei per le foto. Un ringraziamento speciale ad areti Acea e all’ing. Stefano Liotta per averci messo a disposizione un drone per le riprese dall’alto. Ringrazio Alessandro Sacripanti, un amico, un instancabile collaboratore, un uomo che dedica tutta la sua esistenza al volontariato, che giorno dopo giorno ci dà la possibilità di imparare e di migliorare le nostre capacità operative, infine ringrazio di cuore tutti i ragazzi del mio gruppo: Andrea, Alessia, Emilia, Fabrizio, Pietro, Leonardo, Erasmo, Cristian, Ivana, Serena per la collaborazione perché senza di loro non avrei potuto fare niente. Chiedo scusa ai paesani se abbiamo procurato un po’ di allarme, ma anche il paese deve essere preparato ad eventi di emergenza".

Il sindaco Pasquini, con l’assessore Luigi Artebani, a fine manifestazione hanno consegnato ad Alfonso Superchi una targa per il gruppo come ringraziamento per l’ottima organizzazione dell’evento.

"Come amministrazione non posso che elogiare l’operato del mio gruppo di protezione civile e di Alfonso Superchi – spiega il sindaco Pasquini – il quale ha dimostrato forti capacità organizzative e una valida preparazione, sono orgoglioso di come hanno gestito questi due giorni di esercitazione. Squadra vincente non si cambia, andiamo avanti così collaborando sempre di più. Forte il legame con il vicino paese di Tolfa, con il quale dobbiamo cercare di unire le nostre forze. Purtroppo spesso ci troviamo ad affrontare problematiche burocratiche, ma mi impegnerò per superarle insieme a voi, perché voi siete la nostra forza. Ringrazio tutti i gruppi che sono venuti nel nostro territorio sacrificando due giornate di festa, che potevano trascorrere in famiglia, dimostrando di possedere un alto senso civico".

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Civitavecchia-Orte: grande partecipazione all'incontro di FdI

CIVITAVECCHIA – Una grande partecipazione ed un'attenzione particolare, a conferma dell'importanza della tematica e della necessità, oggi più che mai, di trovare una soluzione che sblocchi definitivamente un'opera giudicata strategica per tutto il territorio. 

Si è parlato infatti del completamento della superstrada Civitavecchia-Orte, ieri pomeriggio, presso la sede della Svolta, nel corso dell'incontro organizzato dal circolo territoriale “Giorgio Almirante” di Fratelli d’Italia. Ad intervenire il capogruppo in Regione Lazio di Fratelli d’Italia Fabrizio Ghera e il deputato del collegio di Viterbo, componente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, Mauro Rotelli, membro dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia. Gli interventi sono stati preceduti dall’introduzione di Paolo Iarlori, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia e presidente del Circolo “Giorgio Almirante”, e di Massimiliano Grasso, capogruppo in consiglio comunale della Svolta. 

"Fratelli d’Italia – ha spiegato Iarlori – ha ribadito con forza la propria posizione di partito politico in prima linea per lo sviluppo ed il futuro dell’Italia, il cui rilancio passa necessariamente anche attraverso una politica di bilancio incentrata sugli investimenti e sulla realizzazione di importanti infrastrutture: dalla Tav alla rete viaria, dalla Tap al completamento della Civitavecchia – Orte, che riveste una grande importanza per Civitavecchia ed il suo porto ma anche per l’Etruria, Viterbo e la provincia di Terni. Un’opera pubblica il cui completamento è da tanti, troppi anni, atteso, ma che dista ormai solo 18 km dall’agognato traguardo finale".

Presente, oltre al coordinatore comunale di Fratelli d’Italia Raffaele Cacciapuoti, anche esponenti del circolo di Fratelli d’Italia della vicina Tarquinia e di Ladispoli, tra i quali il consigliere comunale Renzo Marchetti, "a confermare – hanno sottolineato dal circolo locale – il forte legame tra le comunità militanti del litorale a nord di Roma; tra i presenti anche il dirigente di Fratelli d’Italia Giuseppe Edoardo Flacchi ed autorevoli esponenti di alcune categorie produttive, come Stefano De Paolis della Coldiretti e Patrizio Loffarelli degli Autotrasportatori".

Mauro Rotelli ha illustrato con grande efficacia e competenza lo stato dell’arte della Civitavecchia-Orte e le prospettive di completamento dell’opera, che passano necessariamente dalla sentenza del Tar attesa per il 19 dicembre prossimo. "Fabrizio Ghera, con l’occasione, ha ripercorso le tappe della mozione di sfiducia promossa dal centrodestra contro il presidente del Lazio Nicola Zingaretti, discussa dal consiglio regionale sabato scorso – hanno aggiunto – la mozione, purtroppo, è stata respinta a causa delle assenze, addirittura, del voto contrario di quattro consiglieri regionali eletti in Forza Italia (Cartaginese ha votato incredibilmente contro e Ciacciarelli assente), nella Lega (Cavallaro) e di Pirozzi, già determinante per la vittoria del centrosinistra ed oggi clamorosamente stampella di Nicola Zingaretti.  Ancora una volta si è confermata la coerenza e la lealtà del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che con Ghera, Righini e Colosimo ha proposto, sottoscritto e votato compattamente la mozione, confermandosi l’unica vera forza di opposizione al Pd ed al centrosinistra in Regione Lazio. Un sentito ringraziamento a tutti i relatori e, in particolare, a Fabrizio Ghera e Mauro Rotelli, ed all’amico Massimiliano Grasso per l’ospitalità nella sede de La Svolta, oltre che ai numerosi militanti, simpatizzanti e cittadini che hanno partecipato, con il consueto entusiasmo, a questa nostra nuova iniziativa. Nel corso della manifestazione sono state raccolte nuove firme alla petizione di Fratelli d’Italia contro il Global Compact ONU, sottoscritta nell’occasione anche dal consigliere comunale Massimiliano Grasso".

La raccolta firme proseguirà nei prossimi giorni nella sede di Fratelli d’Italia in via Carducci 30, aperta tutti i giorni, dal lunedì al venerdi, dalle 17.30 alle 19.

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Crc, prova di maturità  

Sarà una settima giornata di andata in serie B con i fari puntati tutti addosso al Crc. 
Alle 14.30, infatti, si gioca la supersfida contro la capolista Romagna. A Cesena i ragazzi allenati dai tecnici Giampiero Granatelli e Mauro Tronca se la vedranno con la prima della classe, un confronto spartiacque per i biancorossi che dal terzo posto mirano a fare un salto di qualità significativo in classifica. 
Che quella di Cesena è una trasferta diversa da tutte le altre lo si capisce anche dall’organizzazione dell’evento, visto che il gruppo civitavecchiese è partito in anticipo, già ieri alle 14: «È la prima volta che passeremo tutto questo tempo insieme, può essere una chiave di svolta del nostro lavoro – spiega Granatelli – fin dall’inizio della stagione per la verità abbiamo puntato su questo aspetto, cercando di crescere insieme, da dopo Ferragosto, tentando di far interagire molto i ragazzi della prima squadra. Abbiamo bruciato le tappe in quanto al legame, ai rapporti interpersonali, ma anche sotto il profilo del gioco. Un progetto che ci lega dal punto di vista dell’interpretazione del rugby». 
Per il Crc non è stata una settimana come tutte le altre: «I ragazzi hanno trascorso giorni diversi dalla routine solita – aggiunge il tecnico – abbiamo dedicato più tempo a particolarità specifiche per domenica. Andremo in campo con la maturità e la consapevolezza che la partita andrà affrontata con serenità e grande attenzione. Siamo convinti dei nostri mezzi, faremo una gran partita, sono fiducioso. I ragazzi rispondo molto bene. Passare più giorni insieme ci può dare un’extra energia».
Arbitra l’incontro Simone Boaretto di Rovigo. 

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Crc, prova di maturità  

Sarà una settima giornata di andata in serie B con i fari puntati tutti addosso al Crc. 
Alle 14.30, infatti, si gioca la supersfida contro la capolista Romagna. A Cesena i ragazzi allenati dai tecnici Giampiero Granatelli e Mauro Tronca se la vedranno con la prima della classe, un confronto spartiacque per i biancorossi che dal terzo posto mirano a fare un salto di qualità significativo in classifica. 
Che quella di Cesena è una trasferta diversa da tutte le altre lo si capisce anche dall’organizzazione dell’evento, visto che il gruppo civitavecchiese è partito in anticipo, già ieri alle 14: «È la prima volta che passeremo tutto questo tempo insieme, può essere una chiave di svolta del nostro lavoro – spiega Granatelli – fin dall’inizio della stagione per la verità abbiamo puntato su questo aspetto, cercando di crescere insieme, da dopo Ferragosto, tentando di far interagire molto i ragazzi della prima squadra. Abbiamo bruciato le tappe in quanto al legame, ai rapporti interpersonali, ma anche sotto il profilo del gioco. Un progetto che ci lega dal punto di vista dell’interpretazione del rugby». 
Per il Crc non è stata una settimana come tutte le altre: «I ragazzi hanno trascorso giorni diversi dalla routine solita – aggiunge il tecnico – abbiamo dedicato più tempo a particolarità specifiche per domenica. Andremo in campo con la maturità e la consapevolezza che la partita andrà affrontata con serenità e grande attenzione. Siamo convinti dei nostri mezzi, faremo una gran partita, sono fiducioso. I ragazzi rispondo molto bene. Passare più giorni insieme ci può dare un’extra energia».
Arbitra l’incontro Simone Boaretto di Rovigo. 

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Pomeriggio intenso per il pubblico con Fabio Stassi

TARQUINIA – Pomeriggio ricco di intense suggestioni quello che si è svolto martedì 13 novembre nella Sala grande della biblioteca, tra le illustrazioni della XIII edizione di Pagine a Colori, manifestazione promossa dal Comune e dalla biblioteca comunale “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia, quest’anno in partnership con Tarquinia Film Office e il supporto di Enel a cui si affiancano le partecipazioni di BCC Roma, Unicoop Tirreno, DG Cinema & Consulting, CBM e dell’IIS Vincenzo Cardarelli di Tarquinia. 
Ospite d’onore Fabio Stassi, con la sua calda empatia e la sua straordinaria capacità di evocare il potere dei libri e il fascino della lettura, ha accompagnato il pubblico in un caleidoscopico viaggio attraverso ‘‘il buio e la cecità’’ nella letteratura: da Omero a Borges, da Kafka a Saramago, il racconto e la riflessione dello scrittore si sono irradiati in tutte le direzioni, toccando la fotografia e la Torre di Babele, gli alfabeti, i simboli e i segni del linguaggio letterario, il rapporto «promiscuo», ambiguo e misterioso tra il libro ed il lettore, la «voce profetica» della narrazione. Ne è scaturito un elogio appassionato della letteratura come «fenomeno sovranazionale», espressione universale dei sentimenti umani, finzione «più vera» della realtà stessa e baluardo contro le dittature, in quanto capace di vedere ciò che è invisibile, di attivare l’immaginazione, di guardare al mondo con «sguardo simbolico» andando oltre le apparenze e la percezione ingannevole dei sensi. Il tutto arricchito da innumerevoli spunti e suggerimenti bibliografici, in perfetta coerenza con il ruolo di «biblioterapeuta» che, inventato per uno dei suoi più celebri personaggi, l’investigatore Vince Corso, si è ormai identificato con Fabio Stassi, come lui stesso ha simpaticamente confermato. Bibliotecario ed editor della casa editrice Minimum Fax, lo scrittore, tra l’altro, ha curato la selezione dei testi di letteratura italiana raccolti nei due volumi «Curarsi con i libri» e «Crescere con i libri» (di Ella Berthoud e Susan Elderkin, Sellerio editore): veri e propri «prontuari farmaceutici» che, per tutti i possibili disturbi o problemi esistenziali – classificati in rigoroso ordine alfabetico -, suggeriscono il rimedio bibliografico più efficace. «Si tratta di due strumenti particolarmente significativi nell’ambito delle finalità di PaC – ha sottolineato Roberta Angeletti, direttrice artistica del festival dedicato all’illustrazione e alla letteratura per l’infanzia e l’adolescenza – in quanto la formazione degli adulti è un presupposto fondamentale per la corretta fruizione dei testi da parte di bambini e ragazzi». 
La Angeletti ha inoltre annunciato che sarà proprio Stassi l’autore prescelto per il concorso che ogni anno PaC rivolge agli studenti del primo biennio della scuola superiore. Si rinnova dunque il legame speciale tra Fabio Stassi e la città di Tarquinia, sbocciato già lo scorso anno, quando lo scrittore è intervenuto all’inaugurazione del Certame Nazionale Cardarelliano in occasione della proiezione del suo documentario «L’ultima spiaggia», dedicato a Vincenzo Cardarelli. 

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I 90 anni dei Salesiani a Civitavecchia in un libro

CIVITAVECCHIA – La storia di un oratorio, di una parrocchia, di un centro di formazione e di un luogo sicuro dove crescere e confrontarsi. Una sotria che si intreccia con un legame indissolubile alla città. Perché sono 90 anni che i Salesiani sono a Civitavecchia. E per festeggiare questo importante traguardo domani pomeriggio alle 17, presso il Cine-Teatro Buonarroti sarà presentato il libro “90 anni di storia – Salesiani a Civitavecchia", curato dall'Unione Exallievi di Civitavecchia e redatto da Carlo De Paolis.

"Una storia anche di testimonianze diverse, un'opera magna di un periodo storico d'oro per i salesiani a Civitavecchia dal loro arrivo 17 novembre 1928 ad oggi – hanno spiegato gli ex allievi – un libro nel quale Carlo de Paolis, che ha curato la redazione, e gli altri autori, ci mettono la faccia; alcuni di loro si esprimono spesso in prima persona perché sono stati protagonisti di molte storie accompagnando nei decenni il succedersi di tanti salesiani, dai mitici fondatori ai mitici di oggi (così vengono definiti), perché  sono stati piccoli "don Bosco'' che hanno parlato al cuore. E il cuore ricorda. Ricordare, che vuol dire riportare al cuore, ha a che fare con il cuore, perché solo il cuore può mantenere i ricordi e così mantenere il calore della vita. Ecco perché per Carlo, e per i collaboratori, in questo libro, tutti i salesiani sono mitici, anche se con caratteri e sensibilità diverse – hanno concluso – hanno lasciato un segno indelebile nella loro vita, quello di don Bosco".  

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L’Ultimo etrusco continuerà a vivere

TARQUINIA – Il mito continuerà a vivere: nella memoria dei tarquiniesi, ma anche e soprattutto attraverso le sue imponenti opere e presto anche nell’attività della Fondazione che la figlia Daniela si sta apprestando a creare.  Quello di oggi, nella gremita chiesa del Duomo di Tarquinia, è stato quindi  solo un arrivederci ad Omero Bordo. L’’’Ultimo degli Etruschi’’ – come convintamente lo ha voluto definire il critico d’arte Vittorio Sgarbi che con tanto di fascia tricolore da sindaco di Sutri, non ha voluto mancare all’appuntamento, improvviso, per rivolgere un pensiero ad “un grande amico” e ad un “grande artista” – continuerà infatti a far parlare di sé. Anche e forse più di prima, grazie pure alla penna nobile di Sgarbi che si è detto pronto a ripubblicare il libro di tanti anni fa che racconta la sua vita di Omero Bordo.
Morto nella sua casa di Tarquinia, nel cuore del centro storico, Omero Bordo è stato fino all’ultimo contornato dall’affetto della sua famiglia: la moglie Anna Lucia e le figlie Daniela e Katia. Da qualche tempo combatteva contro una malattia che lo affaticava nel fisico ma non nel spirito, sempre pronto attento e pieno di idee. A salutarlo ieri tanti tarquiniesi, rappresentanti di più o meno recenti cariche istituzionali. Persone che lo hanno amato e aiutato, anche nei momenti difficili che non sono mancati nella sua vita. La cerimonia, officiata da Don Rinaldo Copponi e da Don Roberto Fiorucci, ha lasciato spazio al termine del rito religioso, a tre interventi illustri: quello del giornalista Osvaldo Bevilacqua, del politico del territorio Gianni Moscherini e del critico d’arte Vittorio Sgarbi.
“Dovevo essere a Venezia per la presentazione di un libro. – ha raccontato Sgarbi –  Ma ho telefonato che non sarei andato. Mi sembrava più giusto essere qui per dire il mio pensiero su una persona che mi era cara sul piano istintivo e umano. Sono arrivato in tarda serata a Tarquinia e ho alloggiato in albergo. Un portiere gentilissimo mi ha dato il libro “Omero, l’ultimo degli Etruschi – La mia biografia”. Un’opera bella, che ho subito letto, nella quale Omero attraverso lo scritto del giornalista Cecchelin non nasconde nulla della sua vita. Sarà mio impegno – ha annunciato Sgarbi – come amico e uomo delle istituzioni, di ripubblicare questo libro per farlo conoscere al mondo, come merita”. Sgarbi ha letto alcuni passaggi del libro sottolineando, tra le altre cose, la dolcezza dell’uomo: l’amore e il legame profondo che Omero nutriva ad esempio per la figlia Daniela; e gli incontri nei suoi tanti viaggi-studio sulle tracce degli Etruschi.
Cariche di pathos le parole del giornalista Osvaldo Bevilacqua che, con la sua trasmissione Tv Sereno Variabile,  ha raccontato tante volte Omero Bordo e la sua arte di realizzare vasi etruschi con tecniche arcaiche che non ha mai completamente svelato. Bevilacqua ha voluto ricordare come grazie ad Omero abbia conosciuto la moglie Sandra (nipote dell’artista) con la quale ha costruito una famiglia. “Caro Omero, ti aspettavi così tanta gente? Una così grande partecipazione? – ha esclamato alla platea Bevilacqua – Omero è stato un grande artista, un genio nella sua semplicità. Il fatto che un critico, uno scrittore, un ricercatore così importante come Sgarbi sia qui, dimostra e testimonia che il valore di Omero è grande. Era un uomo molto semplice, ma un grande genio che ci ha avvicinato al mondo degli Etruschi. Io personalmente devo molto ad Omero, è stato fondamentale per la mia vita. E’ stato uno dei primi personaggi che ho voluto intervistare e conoscere per quello che ha rappresentato. Dal punto di vista umano e familiare lo debbo ringraziare perché attraverso di lui ho conosciuto mia moglie e costruito una famiglia, i miei figli, che lui adorava”. “Forse – ha aggiunto Bevilacqua – Omero Bordo è stato anche sottovalutato; forse qualcuno avrebbe potuto dargli ancora più risalto. Ma poi la vita gli ha dato grandi soddisfazione. Tante opere che si trovano al Louvre o altrove e che portano il suo nome ne sono la dimostrazione. Vi garantisco che Omero ci capiva tanto di Etruschi, ma veramente tanto; più di quanto si possa immaginare. Ci ho tenuto a far capire che in questo territorio ha vissuto un grandissimo artista”. 
Gianni Moscherini, che di Omero era pure grande amico, ha voluto ricordare due  incarichi importanti che gli affidò nel corso della sua carriera politico-amministrativa: prima da presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, quando gli diede l’incarico di realizzare la maestosa statua in bronzo di Traiano all’ingresso del porto, di oltre due metri; poi da sindaco di Civitavecchia, quando chiese ad Omero di dedicare una statua al vescovo Carlo Chenis, che potesse stare in mezzo alla gente. “Omero – ha ricordato Moscherini – scelse di collocarla sul primo gradino della scalinata della cattedrale di Civitavecchia”. Moscherini ha ricordato anche il grande successo che ebbero i vasi etruschi di Omero che portò più volte alla fiera di Miami. 
 “Il negozio di Omero – ha anche detto Moscherini – non è un negozio normale. A me richiamava la bottega dell’arte di Firenze, del Rinascimento. Un luogo aperto al pubblico dove poter vivere e parlare della cultura etrusca”. Moscherini ha ricordato Omero anche per il grande amore per la sua famiglia, un amore fortemente ricambiato.

Il mito di Omero oggi continua a vivere oltre i 75 anni nei quali l’artista ha costruito  un personaggio che si è presentato al mondo – attraverso interviste rilasciate a televisioni e giornali – in tutta la sua semplicità ma anche nella sua grande competenza e conoscenza, formatasi più che sui libri, proprio ‘’sul campo’’ in senso stretto, quando già 15enne si sentì travolto dalla passione per gli Etruschi e divenne un ineguagliabile scavatore clandestino. Un ‘’errore di gioventù’’ disse più tardi, quando a 20 anni passò dalla parte della legge, divenendo invece collaboratore della Soprintendenza  dalla quale ottenne il permesso di scavo grazie al sovrintendente  Mario Moretti. Fu così  che scoprì la Tomba delle Pantere, tra le più importanti della necropoli di Tarquinia, e poi molte altre persistenze di notevole importanza, come pure diversi frammenti dell’Ara della Regina.  Da lì in poi una escalation di attività, viaggi ed incontri che lo vedono ormai consacrato come l’indiscusso “ultimo Etrusco’’. Erano gli inizi degli anni 70 quando Omero Bordo iniziava la ricerca dell’impasto arcaico, la produzione di ceramica e poco dopo la produzione di opere in bronzo e più tardi la lavorazione dei preziosi etruschi, in particolare dell’oro. Prolifico il  decennio di lavoro al fianco del grande amico e pittore cileno Sebastian Matta, dando vita alla scuola Etrusculudens, ricca di produzioni ceramiche di altissimo valore. Nel 1995 inizia a coronare  il sogno della sua vita con la costruzione di Etruscopolis, un vero  viaggio nel tempo. Numerose sue opere si trovano esposte nei più importanti musei del mondo. Innumerevoli i premi e le onorificenze: il San Valentino d’oro, la laurea honoris causa a Boston per la facoltà di Etruscologia, il premio Europa con il regista Zeffirelli. Le sue opere sono esposte nei musei di tutto il mondo.
 

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Ambulatori Asl, si pensa al trasferimento presso il Bambin Gesù

S. MARINELLA – L’amministrazione comunale sta perseguendo una strada parallela, per dare una svolta alla sanità locale. Oltre alla possibile soluzione relativa all’istituto delle Benedettine, l’assessore alle Politiche sociali Renzo Barbazza ha avuto un incontro con la direzione generale del Bambin Gesù di Roma, per trattare la possibilità di un eventuale trasferimento degli ambulatori della Asl Rm4 da via Valdambrini ai locali dell’ospedale pediatrico dislocati a Lungomare Capolinaro, destinati ad una progressiva e inevitabile dismissione a favore dell’ospedale di Palidoro e di Roma. «La nostra città – spiega Barbazza – ha un forte legame storico con il presidio sanitario, fin dal lontano 1922, quando la famiglia Salviati cedette il terreno al Bambin Gesù per farne un polo ospedaliero pediatrico di eccellenza, di cui tutto il Lazio, e non solo, si è avvalso per tanti anni, sfruttando le qualità ambientali e marine della nostra costa per curare le patologie respiratorie infantili. Col tempo, il Bambin Gesù ha arricchito il proprio intervento sanitario anche nel campo neuropsichiatrico infantile, avvalendosi di illustri professionalità specifiche, che tanto hanno dato alla nostra città e all’intero territorio nazionale, in particolare del centro sud. Per questo, la nostra amministrazione non intende perdere un patrimonio storico della città, cercando di poter utilizzare le strutture già esistenti e abilitate ad una utilizzazione sanitaria, sia ambulatoriale che in regime di ricovero. Nel primo caso, il trasferimento degli attuali servizi specialistici di via Valdambrini presso Lungomare Marconi faciliterebbe l’accesso e la fruizione di vasti spazi ritenuti più idonei e centrali per i nostri cittadini, insieme alla possibilità di un potenziamento ulteriore delle prestazioni ambulatoriali e di primo soccorso, attualmente mancanti, con il vantaggio di decongestionare l’ospedale S. Paolo di Civitavecchia, ridurre le liste di attesa e garantire alla città un ricorso più rapido e funzionale alle richieste di emergenza che, soprattutto nel periodo estivo, ma non solo, provengono dal nostro territorio». «Riteniamo che il Bambin Gesù – continua l’assessore – non possa e non debba chiudere e rinunciare ad anni di storia e di presenza attiva a Santa Marinella, a cui i nostri cittadini sono profondamente legati radicalmente da quasi un secolo di vita, e cercheremo di produrre ogni sforzo per non perdere una ricchezza e un patrimonio di cui la città si è avvalsa con orgoglio nel corso degli anni. Non inseguiamo sogni o obiettivi irrealizzabili, considerata la situazione economica in cui versano le nostre istituzioni locali, regionali e nazionali attuali”. “Ci accontentiamo – conclude Barbazza – di consentire la sopravvivenza e il miglioramento di una struttura, come il Bambin Gesu’, a cui siamo tutti profondamente legati, attraverso la realizzazione di un poliambulatorio multi specialistico e di un posto di primo intervento medico e chirurgico per dare le giuste risposte ai bisogni della città ed evitare la chiusura e un destino ignoto di una ospedale di cui tutti noi sentiamo radicalmente un profondo senso di appartenenza, che cercheremo di difendere e proteggere ad ogni costo.

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Studenti ambasciatori: rientrati dall'Albania con un bagaglio carico di emozioni

CIVITAVECCHIA – Hanno fatto ritorno in Italia i 20 studenti dello Scientifico Galilei e dell’Istituto Calamatta che hanno partecipato ad un progetto internazionale di scambio in Albania. 
Anche stavolta il deputato del territorio Alessandro Battilocchio è stato il promotore del percorso di amicizia che ha visto i ragazzi protagonisti. Il gruppo accompagnato dai docenti (tra cui la dirigente Maria Zeno) ha vissuto una settimana presso il Liceo Rogazionista di Lezhe, nel nord dell’Albania: lezioni congiunte, visite sul territorio, attività per conoscere e scoprire usi e costumi dei due Paesi che hanno un profondo legame da sempre. Lo stesso Battilocchio è voluto essere personalmente presente nella terra delle Aquile, al fianco delle due scuole civitavecchiesi, per l’avvio e poi di nuovo per la conclusione delle attività. 
I 20 ragazzi hanno inoltre ricevuto il primo giorno di permanenza una gradita sorpresa: ad attenderli in classe l’Ambasciatore d’Italia in Albania, Alberto Cutillo che ha voluto suggellare, assieme al deputato Battilocchio ed alle autorità scolastiche e politiche locali, l’importanza di questa iniziativa bilaterale che vede gli alunni dei 2 Paesi in prima fila. I ragazzi in collaborazione con l’Ambasciata italiana e la scuola albanese hanno portato avanti anche percorsi di alternanza all’insegna della diplomazia internazionale (in Ambasciata) e della multiculturalità. Particolarmente apprezzata anche la performance finale congiunta delle due scuole con le presentazioni dei lavori dei gruppi ed interessante la conferenza presso l’Università di Tirana. 
Tutti i ragazzi hanno anche vissuto momenti di condivisione nelle famiglie dei partners albanesi ed hanno soggiornato presso il centro “Laura Vicuna”, gestito da suore salesiane.
«Grazie ad Alessandro Battilocchio che ha reso possibile tutto ciò – ha dichiarato la dirigente del liceo Galilei Maria Zeno – grazie di cuore poi agli amici di Lezhe: la loro ospitalità ci ha letteralmente “travolto”. Siamo commossi della loro accoglienza: hanno fatto vivere ai nostri ragazzi un’esperienza bellissima che per sempre porteranno nel cuore».
«Sono lieto di aver dato una mano alle due scuole a realizzare questo progetto pilota – ha poi aggiunto il deputato Alessandro Battilocchio – un grazie speciale al nostro Ambasciatore Cutillo che ha mandato con la sua presenza un segnale molto positivo alle scuole. Emozionante vedere le lacrime di commozione alla partenza dei ragazzi, segno dell’intensa settimana vissuta. Bello essere stato presente sia lunedi che venerdì. Come dico spesso: tra la mia gente, sempre. 
Di seguito i nomi dei ragazzi protagonisti del progetto. 
Per il liceo Galileo Galilei: Luca Bargiacchi, Martina Pesoni, Alessio Valle (IIIBL), Arianna Giannini, Sara D’Arrigo, Leonardo La Rosa, Manuel Saraudi, Alessia Tedesco (IIICS), Beatrice Fanelli, Valentina Foschi (IIIBS). 
Per l’Istituto Calamatta: Francesco Gatta, Marica Tirelli, Silvia Tenan Cristina Astuti, Annalisa Magazzù, Angelica Nuccio, Gariele Rizzotto, Alessio D’Oriano, Alberto Lanzilotta, Michela Pintus.

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