Stazione ferroviaria, continuano i lavori di riqualificazione

CIVITAVECCHIA – Continuano i lavori di manutenzione e riqualificazione della stazione da parte di Rfi.

«In questo momento, le attività si  stanno concentrano presso l’area dell’ex-magazzino merci, infatti, dopo il rifacimento della tettoia, si stanno pitturando le pareti del fabbricato». Ad aggiornare sullo stato dei lavori è il Comitato Pendolari Civitavecchia – Santa Marinella, che riporta anche al riguardo dell’avanzamento dei lavori sul lato del marciapiede del binario 1, presso il quale «si sta predisponendo l’area per la realizzazione della rampa che permetterà l’accesso ai binari 1, 1T e 2T in occasione del futuro innalzamento completo del marciapiede previsto per il mese di ottobre». Per quanto concerne invece la ristrutturazione degli impianti degli ascensori con relativi accessi, l’avanzamento dei lavori procede con una certa lentezza, e «non risulta possibile una stima per una possibile data di riattivazione del servizio.

Il mese scorso sono stati infatti completati gli accessi nel sottopassaggio interno, mentre quelli sui marciapiedi sono ancora in via di ultimazione». I lavori, per i quali Rfi ha stanziato circa due milioni di euro, hanno preso il via nell’ottobre 2016, ed hanno come fine quello di migliorare l’accessibilità ai mezzi, nonché il servizio offerto agli utenti.

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Daniel D’Aponte è il più giovane direttore sportivo

di MATTEO CECCACCI

Chi l’avrebbe mai detto che Daniel D’aponte prima o poi sarebbe diventato il più giovane direttore sportivo di Civitavecchia e della regione Lazio, rivestendo una mansione così importante e fondamentale per la figura di ogni squadra. Un incarico datogli dal presidente della Csl Soccer Vitaliano Villotti a inizio luglio, quando è stato reso noto l’organigramma societario. Un’ottima scelta, forse anche un po’ azzardata, ma nella vita molte volte si deve rischiare, perché è proprio quando si osa che poi si ottengono i migliori successi e traguardi. Il giovane direttore sportivo si trova a soli ventidue anni catupaltato in una realtà di nome Promozione targata Csl Soccer che lo porterà d’ora in poi a svolgere i primi compiti che un vero team manager deve fare: gestire i rapporti contrattuali fra società e calciatori/tecnici, la conduzione di trattative con altre società sportive, il trasferimento dei calciatori e la stipulazione delle cessioni dei contratti e il tesseramento dei tecnici, secondo le norme dettate dall’ordinamento della Figc. Una responsabilità, dunque, più che meritata per l’ex calciatore della San Pio X con la quale ha vinto ben due titoli provinciali con l’attuale mister della Csl Daniele Fracassa. D’Aponte ha cominciato a fare il suo lavoro magnificamente ricevendo tra l’altro il consenso e i complimenti dai vari personaggi di spicco delle altre realtà calcistche locali. «Ho sempre avuto la passione per il lato dirigenziale – spiega il giovane direttore – mentre giocavo a calcio e per me è un onore rivestire oggi questa figura; grazie al presidente Villotti, al mister Fracassa e al mio braccio destro Valente».

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Cimitero nuovo, Ramazzotti: «La gara una farsa»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Diceva un personaggio politico dal quale non smetteremo mai di imparare, logorato dal tempo, che non ha potuto mai dominare ma che spesso ha condizionato a suo piacimento, ma non certo dal potere, che a lui non è mai mancato, che: “A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina”, e questa frase ci mette nella condizione di autoassolverci, quando si è cominciato a pensare male dell’operato del sindaco Pascucci e della sua amministrazione, stando ai risultati e a come questi sono ottenuti.  Lungi da noi l’idea che il pensare male possa significare l’addebito  di qualcosa di illegale. Il pensar male, per lo meno per quanto ci riguarda, è nell’esprimere alcune riserve nel suo credo e metodo di conduzione politica, avendo propagandato il suo disegno con ben altri principi, circa la necessità di trasparenza, di inclusione e di partecipazione all’azione amministrativa, con il coinvolgimento dei cittadini e delle forze di minoranza, nel rispetto dei rispettivi ruoli, per una democrazia tanto elogiata espressa da una Costituzione tanto amata. C’è chi ha cominciato a sospettare che ad  un uomo, costretto a far tutto da solo , perché circondato per poter resistere da opportunisti che “tengono famiglia” pronti a voltare gabbana di fronte ad ogni opportunità, da professionisti del mettere radici e di non mollarle, costi quel che costi in settori redditizi parlando del sociale in senso lato, sia diventato faticoso, gestire in senso ortodosso democrazia e Costituzione ed opta quindi per metodi più sbrigativi, concedendosi qualche strappo alla buona prassi confondendo le idee mettendo in luce il reparto bambole di pezza, vuote, che “sotto il vestito”, non hanno veramente niente. Ora riepiloghiamo, c’era un cimitero da fare, in cassa non c’era un soldo, la legge dava un’opportunità facendolo finanziare da un privato che lo avrebbe poi gestito in convenzione, la vicina Ladispoli ne aveva uno con queste caratteristiche, e lui non ha mai avuto rapporti con Ladispoli e i suoi amministratori, (una bugia questa che grida vendetta), si chiede una manifestazione di interesse per un project financing e guarda caso, l’interesse lo manifesta solo quella ditta confenzionando progetto, portando il terreno con metodi da privati, legati al massimo profitto con piccoli costi, se poi tratti col pubblico meglio zero, ma sei costretto a fare la gara, (che palle), capitolati da rispettrare, disciplinare da seguire con le opposizioni sempre in allerta e pronte a sabotare, fossero poi almeno preparate e competenti , ma perché tanto fastidio e prendersi tante noie? Vogliamo fare il cimitero? Facciamolo. 
A questo punto, fa peccato Ramazzotti, che vista come è andata la gara, cioè che è saltata per l’esclusione della sola concorrente che guarda caso era quella che aveva presentato il progetto, ma guarda un po’, che sfoga sulla su profilo facebook  il suo pensiero dicendo: «Oggi a Cerveteri tutti parlano del fatto che nessuno si è aggiudicata la gara per il cimitero privato nelle campagne delle due casette, come dissi in consiglio pura follia e atti che lasciano varie ombre. Chi esulta oggi non sa che essendo andata la gara deserta il proponente società  SARA  puó avere il giocattolo (che giocattolo) a trattativa privata. Tutto fatto ad arte, quando il bando (ben confezionato) impone alla ditta vincitrice di rimborsare circa 600mila euro alla ditta proponente (SARA), quale matto partecipa alla gara. Nessuno come volevasi dimostrare. Sono disgustato e penso che sarei stato meno arrabbiato se fossi stato ignorante (dal verbo ignorare.)».
Avrà senz’altro commesso peccato Lamberto Ramazzotti, che Dio lo perdoni, ma si ha la netta impressione che possa averci azzeccato.

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Tumori: 102 nuovi malati in 5 mesi

CIVITAVECCHIA – Dal 1 gennaio al 31 maggio sono state attivate 102 esenzioni 048, ossia per soggetti affetti da patologie neoplastiche e da tumori dal comportamento incerto. A questi si aggiungono 29 asmatici, 12 persone affette da cardiopatia ipertensiva, 4 colpiti da altre forme di cardiopatia ischemica cronica, 2 pazienti con insufficienza respiratoria cronica, 2 con aterosclerosi, e poi un paziente per aritmie cardiache, per cardionefropatia ipertensiva e per ipertensione secondaria maligna. Sono questi i dati forniti dalla Asl Rm4 su richiesta dei comitati cittadini ‘‘In nome del popolo inquinato’’, ‘‘Civitavecchia C’è’’ e ‘‘Comitato Puntone de Rocchi’’. Comitati che se da un lato si dicono preoccupati per il dato sanitario – anche se va poi messo a confronto con altre realtà ed analizzato con più attenzione – dall’altro mettono in evidenza in modo particolare il dato politico, tornando a chiedere che fine abbia fatto il registro tumori cittadino, con il team guidato dal dottor Mauro Mocci. 

In questo senso il consigliere della Svolta Massimiliano Grasso, che ha accompagnato i comitati alla Asl, sostenendo questa battaglia, si è detto pronto anche a presentare un’interrogazione per capire quali siano le intenzioni dell’amministrazione e, in particolare del Sindaco, presidente tra l’altro della conferenza locale della Sanità. «Su questo aspetto e su molti altri temi su cui questa amministrazioni aveva fondato le basi – ha spiegato Grasso – è calato il silenzio. Ringraziamo intanto la Asl per la disponibilità; l’azienda ha anche assunto una epidemiologa che andrà ad analizzare questi dati andandoli a confrontare con altre realtà».

Un silenzio inaccettabile, secondo Roberto De Vito. È stato Roberto Melchiorri a rimarcare la necessità di procedere sulla strada del registro tumori – sul quale peraltro erano stati investiti anche dei finanziamenti – definendolo «uno strumento essenziale perché ci permetterebbe di avere un quadro chiaro di una situazione drammatica». Preoccupato anche Angelo Pierotti: «Parliamo di 154 nuovi malati per cinque mesi, uno al giorno – ha aggiunto – un dato tra l’altro incompleto, perché non considera decessi o persone in attesa. Eppure assistiamo a proclami, con i dati dell’Arpa che indicano una qualità buona dell’aria, con l’amministrazione che dice che qui non si inquina più. E invece la correlazione tra malattie ed ambiente non è da sottovalutare: il problema c’è e va affrontato. Basta con questo silenzio». 

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''Non si può aspettare la divina provvidenza''

MONTALTO – Quinto Mazzoni torna a chiedere all’amministrazione comunale di Montalto di Castro interventi risolutivi al problema dell’ostruzione del fiume Fiora pericoloso per i pescatori. «Per uscire in mare, dalla foce del fiume Fiora, mentre l’amministrazione ovvia da diverso tempo il problema, ci si aspetta che l’acqua piovana ‘‘faccia il suo’’, riempiendo il letto del fiume ed innescando le  piene che, con la forza della corrente, scavano la foce.  – dice Mazzoni – Sono anni che scrivo e segnalo il disagio che incombe per tutti i pescatori professionisti, quelli che di mestiere pescano per sfamare le proprie famiglie, e che intercorrono, a scadenze periodiche, abbastanza regolari, nell’ostruzione del fiume Fiora, a causa dell’insabbiamento ricorrente della foce. Nonostante il problema resti irrisolto da diversi anni, noncuranti di quanto disagio economico causi e data la superficialità con cui i nostri amministratori minimizzano il problema, aggirandolo e non affrontandolo, si continuano ad organizzare festicciole, tagli di nastro e inaugurazioni di opere di ordinaria amministrazione, trascurando le necessità dei cittadini». «Poi, accade,  – aggiunge l’esponente dell’opposizione – come questa mattina (ieri ndr), che, quando il rischio rasenta il disastro, gli assessori di competenza, accompagnati dal Sindaco, si scompongono per fare una rassicurazione di intervento. (si chiude la stalla quando i buoi sono usciti).  Infatti, quest’oggi, come altre volte, l’unico accesso a mare, dalla foce del Fiora, era un passaggio stretto sul lato destro del fiume, rasente agli scogli, che  compongono uno dei bracci a mare :un rischio  serio per le loro imbarcazioni e attrezzature , nonché per la loro incolumità. A seguito di quanto è successo oggi, purtroppo ,un imbarcazione da lavoro si è arenata, ed il piccolo canaletto, che permetteva lo sbocco a mare, ora, è quasi inesistente». «Sono stanco di sottolineare che i pescatori professionisti sono costretti ad uscire con le barche. Non possono permettersi di non lavorare. – aggiunge Mazzoni – E se questo è già bastante, non meno grave è l’offerta turistica alquanto carente, non permettendo ai diportisti, ed agli appassionati, di poter uscire, con le proprie imbarcazioni. In tutto questo, non mi spiego come, ancora oggi, non sia stato possibile comprare una Draga, la cui gestione possa restare nelle mani dell’amministrazione o essere affidata ad una cooperativa o altra attività, per ovviare al disagio ricorrente». «Consapevole che la foce del Fiora si sarebbe insabbiata di nuovo, – sottolinea Mazzoni –  in tempi molto brevi, e che nessun tipo di intervento serio e dignitoso, sarebbe  stato considerato da questa amministrazione, il 10 luglio scorso, ho provveduto ad effettuare una richiesta di accesso agli atti, la cui risposta, ovviamente, sta tardando, in cui richiedevo copia delle determinazioni relative all’assegnazione dei lavori per il dragaggio, o scavo, della foce del fiume Fiora, con relativi impegni di spesa, fatture e determinazioni di liquidazioni, dagli anni passati ad oggi. Il tutto perché, da essi, ci auguriamo, di non dover constatare che, con gli stessi soldi, era possibile l’acquisto di un dragai, sufficiente e necessario per ovviare il disagio ricorrente».

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Monte Bianco, accessi limitati: «Troppi turisti, rischi per il sovraffollamento»

Lo ha deciso il prefetto dell’Alta Savoia per il lato francese. Il divieto di fare tappa al rifugio da cui parte la scalata (per chi non ha prenotato) durerà fino a domenica prossima

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Il San Pio X si rifà il look

Si è svolta mercoledì sera presso l’Hotel San Giorgio di Civitavecchia la presentazione dei nuovi assetti societari e tecnici del San Pio X Calcio in vista della stagione 2018/2019. Al centro del nuovo progetto societario c’è la volontà di rilanciare la società civitavecchiese, che con la prossima stagione arriverà alla 55° anno di attività agonistica di fila, partendo dalla propria storia ma con lo sguardo rivolto verso il futuro. Si lavorerà quindi per allargare il settore giovanile della scuola calcio, mentre per la prima squadra la volontà è quella di fare il campionato di Seconda Categoria per cercare l’immediata promozione in Prima. Il San Pio X oltre al lato sportivo avrà anche un forte impegno sociale grazie al legame con la comunità “Mondo Nuovo”. A spiegare il progetto è infatti il presidente di “Mondo Nuovo”, Alessandro Diottasi: «Voglio ringraziare il San Pio X che ci permetterà di poterci allenare e giocare gratuitamente nel campionato CSI regionale amatoriale». Dopo ha preso la parola il presidente del San Pio X, Vincenzo La Rosa: «È con piacere che ripartiamo per questa nuova avventura. Abbiamo deciso di voler dare nuovo slancio alla società grazie anche all’ingresso di Alberto ed Enrico Leopardo e Antonio Farini. Tutto questo lavoro è fatto per far tornare grande il San Pio X». A spiegare i progetti è stato poi il nuovo direttore generale della società, Enrico Leopardo: «Il nostro obiettivo è creare piccoli uomini che poi possano diventare dei grandi calciatori. Vogliamo che per prima cosa sia insegnata l’educazione ai più piccoli». Per ultimo ha preso la parola Antonio Farini, che avrà il ruolo di osservatore generale: «Mi fa piacere tornare ad aiutare il San Pio X. Potrò ritenermi soddisfatto se a fine del prossimo anno ci saranno dei bambini che si divertano e che sappiano dare due calci ad un pallone. I nostri allenatori seguiranno i bambini tutti allo stesso modo, senza che ci siano preferenze in base alla bravuta perchè si tratta sempre di bambini».
Questo l’assetto societario: presidente Vincenzo La Rosa, vice presidente Marco La Rosa, consiglieri Umberto La Rosa, Duilio La Rosa, Roberto La Rosa, Simona La Rosa, direttore generale Enrico Leopardo, presidente onorario Alberto Leopardo, direttore sportivo Roberto Matteo, osservatore generale Antonio Farini, allenatori Mario Castagnola (prima squadra), Erasmo Sabatini, Fabrizio Biferali.

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''Tarquinia, via della Salara, urge il divieto di sosta''

TARQUINIA –  Un divieto di sosta lungo un tratto di strada del comprensorio del Lido di Tarquinia che non è mai arrivato. Seppure promesso. Il direttivo della Libera associazione Assolidi Tarquinia torna a reclamare a gran voce quel segnale stradale a tutela della sicurezza di cittadini e turisti grandi e piccoli. L’associazione evidenzia come su quel tratto di strada a forte rischio investimento l’amministrazione comunale non abbia ancora provveduto ad apporre il cartello di divieto di sosta per permettere uno spazio più adeguato dove i pedoni possono procedere senza essere costretti a camminare sulla carreggiata stradale dove scorre un notevole flusso veicolare.

«L’ultimo tratto di via della Salara, in direzione Oasi delle Saline, viene percorso giornalmente da un notevolissimo flusso veicolare – afferma il presidente Assolidi Pierpaolo Maria Rosati – in andata ed in ritorno, dalle spiagge ma anche dalla strada del «Mandrione delle Saline»  che collega il Lido, anche se a scartamento ridotto, con la strada Litoranea e quindi con Civitavecchia e l’’autostrada «Azzurra»». «Il tratto di strada in questione, come noto, – aggiunge Rosati – durante il giorno è percorso senza soluzione di continuità da numerose persone tra le quali, naturalmente, molti bambini, che procedono in bicicletta oppure a piedi. Come noto la strada è dotata di banchina soltanto sul lato a nord, quello che confina con la pineta Avad e con l’area del Liceo scientifico; mentre il proseguimento della strada che prende il nome di via Filippo Giorgi, ne è quasi totalmente priva sui due lati. Non è compito difficile dimostrare che la sosta delle automobili sulla banchina limitrofa al muro di recinzione Avad-Liceo scientifico rappresenta un pericolo, soprattutto per i pedoni, ma anche per le persone che sono in bicicletta, costretti a procedere sulla carreggiata percorsa dalle automobili nelle due direzioni di marcia, con grave rischio d’investimento».  

Per ovviare a tale situazione di rischio che aumenta, naturalmente, durante l’estate, Assolidi chiese all’amministrazione l’adozione del divieto di sosta lungo la banchina, utile almeno a garantire ai pedoni lo spazio sufficiente per poter camminare senza essere costretti a procedere lungo la carreggiata stradale. «Durante la scorsa primavera, – affermano da Assolidi – l’amministrazione annunciò una serie di iniziative volte al rilancio del litorale, tra le quali la regolamentazione del traffico che prevedeva anche la posa del divieto di sosta nel tratto di strada in questione; per la precisione gli annunci furono dati nel corso degli incontri avuti con Assolidi il 3 marzo, 14 aprile e 6 giugno». «Tutto risolto? – conclude Rosati – No. La foto scattata nel pomeriggio di domenica 8 luglio dimostra in modo inequivocabile la situazione di fatto su quel tratto di strada; un’altra scattata nei giorni precedenti mostra lo stato di rischio esistente a cui sono esposti i pedoni. Ci chiediamo: quando il Sindaco porrà in essere questo semplice e, più volte, annunciato provvedimento a tutela della pubblica incolumità? Ci chiediamo altresì i motivi dei tanti ritardi nell’attuazione anche di semplici provvedimenti a tutela della salute dei cittadini e del decoro dell’abitato promessi ed annunciati ma ancora non realizzati».

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Caso Nica, rito abbreviato per Stefano Risi

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI –  Ha chiesto di essere processato con il rito abbreviato il cerveterano Stefano Risi. Il giovane, 31enne all’epoca dei fatti, è stato accusato di omicidio stradale per aver investito con la sua Mercedes classe B di colore nero causandone il decesso in conseguenza delle gravi lesioni riportate il 16enne ladispolano Daniele Nica. Il tragico incidente è avvenuto sulla Statale Aurelia, nei pressi del noto locale Pinar, nella notte tra venerdì 8 e sabato 9 luglio del 2016. Il sostituto procuratore della Procura di Civitavecchia Delio Spagnolo ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio stradale sia per il Risi che  per Adam Galluccio,  il 23enne di Ladispoli, che conduceva  la Fiat Panda di colore rosso lasciata in sosta sull’Aurelia dalla quale era sceso Daniele.  Ebbene nell’udienza preliminare del 3 luglio scorso dove si è anche costituito il responsabile civile, gli imputati hanno dichiarato la loro scelta in ordine al rito, ossia se andare avanti in via ordinaria oppure chiedere un rito alternativo. Il legale del Risi, non presente quel giorno in aula, ha chiesto per il suo assistito il rito abbreviato e la data della discussione è stata fissata.  Il 4 dicembre quindi ci sarà la discussione davanti al Gup Giuseppe Coniglio e a seguire la decisione. L’altro imputato Adam Galluccio, presente in aula, ha chiesto, invece,  il rito ordinario e quindi bisognerà attendere la decisione del Gup sull’eventuale rinvio a giudizio.  
L’avvocato Celestino Gnazi, legale di Katia Giordani, mamma di Daniele: «Siamo convinti che ci sia stata una grave responsabilità e delle gravi negligenze del Risi nel determinare l’incidente e la morte di Daniele e confidiamo nel fatto che questo sia riconosciuto dal Gup».  
Un fatto senz’altro di rilievo è che nella fase preliminare sono state effettuate dalla parte civile delle indagini difensive, nel corso delle quali è stata acquisita e poi depositata una dichiarazione testimoniale di un giovane che avrebbe sentito Risi nell’immediatezza dei fatti dire che si era distratto perché gli era caduto il suo telefonino in macchina. 
Dichiarazione questa che contrasta con quanto dichiarato dal Risi: «Notavo una fiat Panda di colore rosso ferma a bordo strada sulla mia stessa corsia di marcia. Nel mentre gli transitavo affianco, ho udito un colpo provenire dallo specchietto retrovisore destro della mia autovettura. Infatti guardando lo stesso specchietto, mi accorgevo che avevo urtato qualcosa».  Sostiene peraltro  «di non aver notato nessuno che stesse in piedi fuori dalla Fiat Panda». 
Da quanto ricostruito, quella tragica notte la Mercedes avanzava lungo la statale Aurelia in direzione Roma  a velocità sostenuta, attorno ai 110 km orari, superando abbondantemente il limite di velocità di 70 km orari imposto in quel tratto di strada.  Contestualmente  la Panda era ferma sul lato destro della carreggiata con le ruote a ridosso della linea continua e Daniele posizionato in piedi sul lato sinistro di fronte allo sportello posteriore aperto chinato verso l’interno dell’abitacolo, mentre, sembrerebbe cercasse  il suo cellulare all’interno di un borsone che si trovava sul sedile dell’auto. La Mercedes piomba sulla Panda travolgendo e trascinando in un attimo nella sua folle corsa il 16enne intrappolato tra la parte anteriore della stessa e lo sportello della Panda, fermandosi dopo ben 110 metri dal luogo dell’impatto. Sulla strada nessun segno di frenata.  Il giovane cerveterano si è subito fermato per prestare soccorso, e sottoposto come prassi  agli esami ematici per l’alcolemia e tossicologici che davano esito negativo. Le gravissime lesioni riportate nel tremendo impatto non diedero scampo a Daniele che giunge cadavere all’Aurelia Hospital. 
Ad entrambi gli imputati la Procura ha riconosciuto la colpa consistita in «negligenza, imprudenza e imperizia, nonché nell’inosservanza delle norme di circolazione stradale» per la morte del giovane. 
In particolare, secondo l’accusa, Risi non avrebbe «regolato la velocità del veicolo con riguardo alle caratteristiche dello stesso e della strada, scarsamente illuminata e notoriamente frequentata, in quel tratto, per via della presenza nella vicinanze di un noto locale pubblico, e per non aver mantenuto un’andatura che consentisse di compiere tutte le manovre necessarie per evitare pericoli per la sicurezza delle persone», di quì l’investimento di Daniele e il decesso in conseguenza delle gravi lesioni riportate; mentre Galluccio, sempre secondo l’accusa, «per aver  oltrepassato le strisce longitudinali continue e aver sostato sulla banchina in prossimità della striscia continua che delimita la carreggiata, al fine di consentire al Nica di scendere dall’autovettura, in tal modo poneva in essere le condizioni perché il medesimo venisse investito dal Risi».

 

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