Ladispoli, mister Bosco lascia: al suo posto arriva Cotroneo

«In qualità di allenatore della prima squadra – si legge nella lettera dell’ormai ex guida rossoblu – con la presente intendo rassegnare le irrevocabili dimissioni volontarie, poiché non sussistono le condizioni per poter serenamente portare a termine l’incarico conferitomi. Qualifico il mio intendimento come atto di responsabilità nei confronti della città e della società. Rivolgo i miei ringraziamenti al presidente Umberto Paris per avermi dato la possibilità di confrontarmi con la serie D e per avermi fatto vivere un’esperienza, sia sotto l’aspetto professionale che umano, formativa. Auguro, pertanto, alla Usd Ladispoli tutte le migliori fortune». «La società – fanno sapere i vertici tirrenici – prende atto della decisione del tecnico Bosco e lo ringrazia per il suo operato svolto con grande dedizione ed attaccamento ai colori rossoblu culminato poi con la riconquista della serie D dopo 15 anni. A Pietro Bosco va un grande in bocca al lupo per il suo futuro personale e professionale. L’Us Ladispoli – continua la nota della società di patron Paris – comunica ufficialmente la decisione di affidare la panchina della prima squadra al signor Carlo Cotroneo, tecnico che vanta numerose presenze in serie C da giocatore, oltre ad aver partecipato anche al campionato di serie B, con la maglia del Catanzaro alla fine degli anni ’80; da allenatore invece ha collezionato esperienze sulle panchine di Albalonga, Torrenova e Cecchina in Eccellenza, Ostia Antica e Cerveteri in Promozione. Il nuovo tecnico dirigerà questo pomeriggio (ieri – ndr) il primo allenamento in vista della prossima sfida casalinga contro l’Anzio». 

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Vecchia, la panchina a Marco Scorsini

Non c’è niente da fare, il Civitavecchia Calcio 1920 incassa la nona sconfitta stagionale in quattordici giornate e rimane all’ultimo posto della  classifica del girone A di Eccellenza laziale.
Ennesima debacle che, stando alle indiscrezioni, ha fatto scattare l’operazione panchina: Andrea Rocchetti lascia e arriva Marco Scorsini; l’ufficialità dovrebbe giungere nella giornata odierna.
Il nuovo tecnico è atteso alla Cavaccia, dove già oggi potrebbe sostenere il primo allenamento.
L’ex allenatore del Città di Palombara, raggiunto telefonicamente, ha confermato di essere stato contattato dai vertici della società nerazzurra, senza aggiungere altro, ma d’altronde si sa, chi tace acconsente. 
La sconfitta di domenica per 3-0 sul campo del Real Monterotondo Scalo ha sicuramente avuto il suo peso, così come la pioggia d’insulti social sulla pagina ufficiale Facebook della società nerazzurra.
Tanti, tantissimi i tifosi storici che domenica, dopo l’ennesima figura, si sono lasciati scappare parole forti e frasi contro la dirigenza, come l’invito a dimettersi e a rivoluzionare tutto l’organico, incluso il direttivo, ma il club ha preferito restare in silenzio senza lasciare nessun tipo di risposta e tantomeno nessun chiarimento.
Insieme al nome di Marco Scorsini si era fatto quello di Massimo Castagnari, tecnico della Vecchia nel 2013 e attualmente libero, il quale aveva spiegato: «Sinceramente non ho avuto nessun tipo di contatto con la società, ma non nego il fatto che mi farebbe un enorme piacere tornare ad allenare la Vecchia».
Insomma, stando alle indiscrezioni, Castagnari dovrà ancora aspettare prima di tornare al timone del Civitavecchia Calcio 1920: al momento sembra proprio che l’incarico di tirare fuori i nerazzurri dal baratro sarà dato a Marco Scorsini.

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Publicis Italia, lascia il presidente Saffirio: al suo posto arriva Brunori

Cambio improvviso al vertice di uno dei principali network mondiali di comunicazione, advertising e media: il manager arrivato nel gruppo poco più di un anno fa abbandona «per motivi personali». Il network francese richiama in Italia Brunori da Optimedia

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Ancora nessuna azione a tutela delle Saline

TARQUINIA –  Nessun riscontro e niente atti esecutivi. Eppure il problema dell’erosione costiera alle Saline di Tarquinia è da tempo che viene sottolineato da più parti. Il ministero avrebbe invitato le istituzioni ad intervenire e la Regione Lazio avrebbe addirittura fondi a disposizioni, ma nulla sarebbe stato fatto ancora per portare a termine un intervento da tempo definito urgente a tutela della costa e della riserva delle Saline. A lanciare un nuovo allarme è il direttivo di ‘’Tarquinia nel cuore’’. «Ci è arrivata proprio l’altro ieri l’ennesima lettera dal Ministero dell’Ambiente. – denunciano da ‘’Tarquinia nel cuore’’ – a seguito delle nostre segnalazioni, il Ministero aveva già  inviato comunicazioni alla Regione, all’Ente gestore della riserva ed al Comune di Tarquinia il 13 dicembre ed il 26 marzo scorsi, chiedendo, a ciascuno per la propria competenza, azioni a tutela dell’area; a quanto riportato, il Ministero al riguardo non ha ricevuto riscontro. Questo ci lascia basiti». Dal direttivo dell’associazione un commento amaro: «Purtroppo tutto sembra permanere immutato: dalla Regione abbiamo avuto notizie di fondi per l’arenile, ma ad oggi nessun atto esecutivo. Non vogliamo che si faccia il bis del programma delle attività per il 2014-2016, che si é risolto in un nulla di fatto per le nostre spiagge». L’associazione parla di una fitta corrispondenza verso la Regione Lazio e Sergio Pirozzi, ricca di immagini e riferimenti alla stampa locale, promettendo di non mollare la presa e di continuare a spingere sul problema. 

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Ancora nessuna azione a tutela delle Saline

TARQUINIA –  Nessun riscontro e niente atti esecutivi. Eppure il problema dell’erosione costiera alle Saline di Tarquinia è da tempo che viene sottolineato da più parti. Il ministero avrebbe invitato le istituzioni ad intervenire e la Regione Lazio avrebbe addirittura fondi a disposizioni, ma nulla sarebbe stato fatto ancora per portare a termine un intervento da tempo definito urgente a tutela della costa e della riserva delle Saline. A lanciare un nuovo allarme è il direttivo di ‘’Tarquinia nel cuore’’. «Ci è arrivata proprio l’altro ieri l’ennesima lettera dal Ministero dell’Ambiente. – denunciano da ‘’Tarquinia nel cuore’’ – a seguito delle nostre segnalazioni, il Ministero aveva già  inviato comunicazioni alla Regione, all’Ente gestore della riserva ed al Comune di Tarquinia il 13 dicembre ed il 26 marzo scorsi, chiedendo, a ciascuno per la propria competenza, azioni a tutela dell’area; a quanto riportato, il Ministero al riguardo non ha ricevuto riscontro. Questo ci lascia basiti». Dal direttivo dell’associazione un commento amaro: «Purtroppo tutto sembra permanere immutato: dalla Regione abbiamo avuto notizie di fondi per l’arenile, ma ad oggi nessun atto esecutivo. Non vogliamo che si faccia il bis del programma delle attività per il 2014-2016, che si é risolto in un nulla di fatto per le nostre spiagge». L’associazione parla di una fitta corrispondenza verso la Regione Lazio e Sergio Pirozzi, ricca di immagini e riferimenti alla stampa locale, promettendo di non mollare la presa e di continuare a spingere sul problema. 

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''Sembra di tornare nel periodo Fascista''

LADISPOLI – "Ci è sembrato di tornare nel periodo Fascista, quando il controllo, l'utero, a quei tempi era strettamente legato al proliferare della Nazione, perché le Donne, a cominciare da Rachele Mussolini, avevano l'obbligo, non solo morale ma anche fisico, di contribuire alla causa suprema dello Stato". Sono forti le parole utilizzate dai consiglieri del Partito democratico, Federico Ascani e Monica Forchetta per quanto accaduto ieri durante la massima assise cittadina: l'approvazione della mozione presentata dal consigliere di maggioranza di Fratelli d'Italia, Raffaele Cavaliere, sulle "Norme per la tutela della Maternità e sull'interruzione volontaria di gravidanza". 
"Come consiglieri del PD – hanno detto Ascani e Forchetta –  ci siamo fortemente risentiti sull’ accaduto: Sono stati riportati dati non corretti lontani dalla realtà, nei quarant'anni di applicazione della legge 194. Si richiede un impegno da parte delle Istituzioni ai fini che l’interruzione di gravidanza non sia usata come " limitazione delle nascite" ma allo stesso tempo si è ambigui nella tutela ed efficacia della stessa. A noi invece ci è sembrato di tornare nel periodo Fascista, quando il controllo, l'utero, a quei tempi era strettamente legato al proliferare della Nazione, perché le Donne, a cominciare da Rachele Mussolini, avevano l'obbligo, non solo morale ma anche fisico, di contribuire alla causa suprema dello Stato. A quarant'anni da questa legge – hanno proseguito Ascani e Forchetta –  ancora oggi viene messa in discussione, attaccata e strumentalizzata la legge, in modo indiretto e provocatorio. Finché le Donne sono costrette a ricorrere all'aborto clandestino, finché la contraccezione non sarà accessibile realmente a tutte, finché non ci sarà una cultura del rispetto, dobbiamo andare nella direzione opposta e capire come non passiamo accontentarci della legge che, seppur conquista delle lotte di quel periodo, lascia ancora troppo spazio a forze reazionarie, che spesso si rifanno al 'estrema destra nostalgica di un periodo in cui le 'Donne della Nazione' erano sotto lo stretto controllo del Patriarcato. Portiamo un pensiero del nostro Presidente Nicola Zingaretti che la consigliera Forchetta in nome del PD ha ribadito ieri in aula "Non si rispetta la Vita se non si rispettano le scelte delle Donne, soprattutto quando sono difficili come lo è quella di interrompere una gravidanza ". Il collega Cavaliere conclude con un intervento a dir poco " ridicolo" e soprattutto di cattiva informazione, facendo nuovamente un accostamento tra vaccino e cancro. Al tal proposito ci sentiamo in obbligo morale e in modo particolare la consigliera Forchetta, in qualità di Presidente e rappresentante di  Pazienti oncologici , che quotidianamente si batte in prima linea contro le fake News, di non rendere pubbliche teorie basate sul nulla, perché la scienza si basa su temi che emergono in letteratura, non su teorie "fantastiche".  

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Csp, giornata piena restituita solo da aprile

CIVITAVECCHIA – Dopo l’intervento di Massimiliano Grasso di qualche giorno fa, qualcosa sembra muoversi a CSP.
Il leader del centrodestra aveva evidenziato la contraddizione sulle enormi spese per consulenze, incarichi professionali, acquisti di ogni tipo (compreso un incomprensibile piano di marketing) e il taglio degli stipendi attuato a discapito dei dipendenti.
Ieri la risposta di CSP. La società, con una apposita circolare, si dice intenzionata a revocare la trattenuta in busta paga per gli oltre 370 dipendenti,  da gennaio 2019. Soprattutto la giornata sarà restituita una volta ogni tre mesi. Insomma un po’ poco rispetto a quanto richiesto da Massimiliano Grasso. 
I lavoratori insomma avranno la propria retribuzione intera ad aprile 2019.
Il fatto che tale data coincida con l’ultima scadenza prima del voto amministrativo del 26 maggio 2019, lascia veramente perplessi. Una strana ‘‘coincidenza elettorale’’. 
In realtà, dinanzi a provvedimenti provocatori che, in altri tempi, avrebbero attivato automaticamente una reazione sindacale, tutto tace. I sindacati, ad eccezione di casi sporadici tacciono, approvando di fatto una gestione che si va facendo sempre più opaca. 
Massimiliano Grasso, promotore della iniziativa, appresa la notizia, non ci sta: «L’impegno che avevo chiesto di assumersi al Presidente De Leva, non era certo così limitato. La società non può continuare a spendere a destra e manca, utilizzando i soldi che toglie ai lavoratori. Si taglino le spese superflue. Le costosissime consulenze, affidate a tutti soggetti esterni al territorio. Si sospendano tali spese insensate fino a quando ai lavoratori non verrà restituito quello che è loro facendoli lavorare per tutte le giornate previste dal CCNL. E’ assurdo – prosegue Grasso – che si facciano lavorare soggetti esterni alla società e si lascino a casa i dipendenti civitavecchiesi. Questa discriminazione verso i lavoratori civitavecchiesi deve finire. Purtroppo questa amministrazione è caratterizzata dalla persecuzione di chiunque sia collegato al territorio.  Centinaia di lavoratori discriminati e danneggiati per fare posto a consulenti tutti romani. Come se in organico o tra i professionisti civitavecchiesi non ci siano professionisti, avvocati, commercialisti in grado di fare il proprio lavoro. Se dovessimo guardare ai risultati poi di questi “professionisti esterni” tanto cari ai 5 stelle. E’ ora di farla finita. Tante cose dovranno cambiare a maggio, ad iniziare dal rispetto che è dovuto ai lavoratori e ai cittadini civitavecchiesi per troppo tempo derisi ed umiliati da questa amministrazione”.

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Csp: giornata piena restituita solo da aprile

CIVITAVECCHIA – Dopo l’intervento di Massimiliano Grasso di qualche giorno fa, qualcosa sembra muoversi a CSP.
Il leader del centrodestra aveva evidenziato la contraddizione sulle enormi spese per consulenze, incarichi professionali, acquisti di ogni tipo (compreso un incomprensibile piano di marketing) e il taglio degli stipendi attuato a discapito dei dipendenti.
Ieri la risposta di CSP. La società, con una apposita circolare, si dice intenzionata a revocare la trattenuta in busta paga per gli oltre 370 dipendenti,  da gennaio 2019. Soprattutto la giornata sarà restituita una volta ogni tre mesi. Insomma un po’ poco rispetto a quanto richiesto da Massimiliano Grasso. 
I lavoratori insomma avranno la propria retribuzione intera ad aprile 2019.
Il fatto che tale data coincida con l’ultima scadenza prima del voto amministrativo del 26 maggio 2019, lascia veramente perplessi. Una strana ‘‘coincidenza elettorale’’. 
In realtà, dinanzi a provvedimenti provocatori che, in altri tempi, avrebbero attivato automaticamente una reazione sindacale, tutto tace. I sindacati, ad eccezione di casi sporadici tacciono, approvando di fatto una gestione che si va facendo sempre più opaca. 
Massimiliano Grasso, promotore della iniziativa, appresa la notizia, non ci sta: «L’impegno che avevo chiesto di assumersi al Presidente De Leva, non era certo così limitato. La società non può continuare a spendere a destra e manca, utilizzando i soldi che toglie ai lavoratori. Si taglino le spese superflue. Le costosissime consulenze, affidate a tutti soggetti esterni al territorio. Si sospendano tali spese insensate fino a quando ai lavoratori non verrà restituito quello che è loro facendoli lavorare per tutte le giornate previste dal CCNL. E’ assurdo – prosegue Grasso – che si facciano lavorare soggetti esterni alla società e si lascino a casa i dipendenti civitavecchiesi. Questa discriminazione verso i lavoratori civitavecchiesi deve finire. Purtroppo questa amministrazione è caratterizzata dalla persecuzione di chiunque sia collegato al territorio.  Centinaia di lavoratori discriminati e danneggiati per fare posto a consulenti tutti romani. Come se in organico o tra i professionisti civitavecchiesi non ci siano professionisti, avvocati, commercialisti in grado di fare il proprio lavoro. Se dovessimo guardare ai risultati poi di questi “professionisti esterni” tanto cari ai 5 stelle. E’ ora di farla finita. Tante cose dovranno cambiare a maggio, ad iniziare dal rispetto che è dovuto ai lavoratori e ai cittadini civitavecchiesi per troppo tempo derisi ed umiliati da questa amministrazione”.

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