Flavioni, ultima chance dell’anno

di MATTEO CECCACCI

Chiudere il girone d’andata almeno con un sorriso: questo è l’obiettivo della Flavioni Handball Civitavecchia nel match valevole per la 9^ giornata del campionato di pallamano femminile di serie A1. Le gialloblu della presidentesse Lola Gorla domani alle 16.30 al PalaSport affronteranno le romagnole del Casalgrande Padana del tecnico Yassine Lassouli per uno scontro diretto a tutti gli effetti. Le casalgrandesi, reduci dalla bellissima vittoria nel derby per 27-24 ai danni dell’Ariosto Ferrara, hanno conquistato il secondo successo stagionale dopo quello ottenuto in casa del Leno il 22 settembre scorso e attualmente stazionano al penultimo posto con quattro lunghezze all’attivo in compagnia del Cassano Magnago e Leno. Le biancorosse inoltre hanno recentemente realizzato un acquisto coi fiocchi che porta il nome del centrale della Nazionale italiana Irene Fanton che già la scorsa settimana si è contraddistinta nella partita interna con l’Ariosto.
Riguardo il team di coach Patrizio Pacifico mancheranno due fondamentali pedine come l’ala sinistra Francesca Fanelli, assente per motivi di salute, e il centrale Mara Bonamano, ancora infortunata. Le civitavecchiesi, quindi, sono chiamate ad una sorta di impresa non facile da realizzare, ma capitan Maruzzella e compagne cercheranno di dare il massimo come sempre, approfittando anche del rientro dell’italo-romena Alexandra Ravasz che è tornata dalla Sicilia già da due settimane riprendendo a pieno ritmo le sedute d’allenamento.
Una partita, dunque, tutta da seguire perché gli ingredienti per assistere a 60’ intensi ci sono tutti, d’altronde l’occasione per conquistare i primi due punti tanto attesi dal popolo ‘‘parassita’’ è molto ghiotta e chiudere col sorriso  la prima fase della stagione sarebbe il top, per poi tornare il 12 gennaio più carichi che mai cercando di iniziare il girone di ritorno nel migliore dei modi che si aprirà con la sfida interna contro il Cassano Magnago.
«Vedo il gruppo – spiega l’assente della gara Mara Bonamano – molto compatto e abbiamo buone possibilità per vincere. Riguardo la mia situazione infortunio dipende dalla visita che avrò tra pochi giorni, ma la certezza è che rientrerò sicuramente ad anno nuovo».

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"Non ne sapevo niente": viaggio nella Serbia del '95

CIVITAVECCHIA – Calafat, periferia sudovest della Romania appena uscita dalla dittatura Ceausescu, ai confini con una Serbia in guerra. È il 1995. Un mondo lontano, ma non così tanto da dover rimanere sconosciuto. Ed oggi, a raccontarlo, è Ernesto Berretti, civitavecchiese d’adozione, che per sette mesi ha vissuto questa esperienza, da Basco Blu della Ueo Danube Mission; e lo fa attraverso il suo primo romanzo, ‘‘Non ne sapevo niente’’.

Una raccolta di emozioni e riflessioni, un viaggio a ritroso nel tempo fino a quel 1995, riscoperto tramite alcuni personaggi creati per spiegare al lettore cosa c’era e come procedeva la vita fuori la base. «Ho conosciuto casualmente Diego Zandel, esperto dell’area balcanica – ha spiegato Berretti – e da una chiacchierata è nata l’idea del romanzo che m i ha dato la possibilità di aprire un cassetto dei ricordi». Dalle fotografie riviste alla stesura del libro è passato poco: tre mesi ed era pronto, perché evidentemente quei ricordi erano pronti per essere trascritti. L’appuntamento è per domani pomeriggio, alle 18, presso il nuovo sala Gassman di largo Italo Stegher.  

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Nessun accordo: Di Majo tenta di salvare il traffico

CIVITAVECCHIA – Nessun accordo. Nulla di scritto. Solo la parola del presidente Francesco Maria di Majo che, consapevole di cosa può voler dire per lo scalo perdere un traffico da 140mila tonnellate come quello della Chiquita, si è impegnato a far sì che la prossima nave di banane possa attraccare a Civitavecchia.
La conferenza di servizi di ieri sera, la riunione ristretta con la società Cfft – rappresentata dagli avvocati e dai vertici italo belgi – e la Rtc – presente solo l’avvocato Alberto Rossi – e la lunga giornata di trattative di oggi non sono bastate a raggiungere lo scopo, quello cioè dell’accordo tra le parti per garantire non solo di salvare il traffico, ma anche di garantire quella serenità e quell’equilibrio che lo scalo oggi sembra aver completamente perso. 

In realtà ieri sera la riunione a Molo Vespucci si era chiusa, attorno alle 22, con un Di Majo moderatamente fiducioso e con spiragli di possibile intesa tra le parti, che si sono concentrate su cinque punti cardine attorno ai quali costruire l’accordo. L’avvocato di Rtc, chiaramente, ha chiesto di poter illustrare il tutto ai vertici della società la mattina successiva, con le parti che si sono accordate per una risposta entro le 13. Ma non c’è stato un segnale positivo per quell’ora, tutt’altro. Le due società sono tornate distanti. Nel corso della conferenza dei servizi la maggioranza dei presenti aveva sollecitato il presidente Di Majo a prorogare l’ordinanza almeno fino a giungo, quando il Tar del Lazio si pronuncerà nel merito sulla vicenda. Ma la proposta non è stata accolta, con l’avvocato di Rtc che aveva annunciato, in tal caso, l’opposizione a questa eventualità. E così le parti hanno iniziato ad intavolare una discussione, concentrata in modo particolare sulla possibilità, per Maersk – vettore di cui si serve Chiquita – di attraccare alla banchina 24 o comunque alla 25 sud, dove però spesso sono ormeggiate anche le navi da crociera, nonstante si tratti di una banchina commerciale. Ipotesi di accordo, frasi cancellate e modificate, bozze che passavano da un ufficio ad un altro, con la mediazione del presidente Di Majo. Ma alla fine nessuna firma. Da lì la decisione del numero uno di Molo Vespucci di far attraccare la nave, anche senza l’accordo. Sarà lui, a quanto pare, a gestire la questione, accordandosi anche con Roma Cruise Terminal per le navi da crociera.  

«Abbiamo fatto bene a non ritirare lo stato di agitazione e a mantenere lo sciopero per il 22 novembre – ha commentato Gennaro Gallo della Uiltrasporti – il nostro unico obiettivo è il mantenimento dei posti di lavoro e dei traffici, a prescindere dagli accordi. Va bene il rispetto delle regole, ma c’è da capire che, perdendo un traffico come questo, perde tutto il porto». Dello stesso avviso Alessandro Borgioni ed Angelo Manicone della Filt Cgil. «Lo sciopero rimane in piedi – hanno aggiunto – finché non avremo tutte le garanzie del caso che, ad oggi, ancora non ci sono». Una situazione che rischia davvero di esplodere, con l’Adsp impegnata ad uscire dall’impasse. 

 

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Vertenza Cfft: dalla Regione l'invito alla ragionevolezza

CIVITAVECCHIA – Non poteva non sbarcare anche alla commissione Trasporti ed infrastrutture in Regione, convocata ieri per discutere dei progetti di sviluppo del porto e della zona logistica semplificata, la vertenza legata allo scarico dei container. Vertenza esplosa ieri mattina, con la Maersk Northwood, la nave bananiera che sarebbe dovuta sbarcare a Civitavecchia, dirottata su decisione del cliente, Chiquita, a Livorno (nella foto), al Terminal Darsena Toscana, e con l'annullamento anche dell'attracco della prossima giornata. Finché non verrà sbrogliata la questione relativa al mancato accosto alla banchina 24, quella del Terminal Agroalimentare, i dirottamenti saranno certi. E Cfft dovrà provvedere sempre anche a pagare il trasporto via gomma della merce; in una giornata come ieri il costo è stato di 40mila euro, ma possono arrivare ad oltre 100mila euro quando sono a pieno carico. A quel punto non c'è nulla di guadagnato. Tutt'altro. Da qui la preoccupazione dei lavoratori della società italo belga per il proprio futuro: d'altronde Chiquita rappresenta da sola circa il 60% del lavoro. 

La preoccupazione è stata manifestata anche nel corso della commissione; in audizione il presidente dell'Adsp Francesco Maria Di Majo che, in apertura, ha affrontato per primo il problema dei container, alla luce di quanto accaduto in mattinata a Civitavecchia. Ha spiegato di aver esperito tutte le possibilità per far sì che venisse trovato un accordo commerciale tra Cfft e Rtc, la società che gestisce il terminal container alla banchina 25, dove da oggi devono necessariamente essere scaricati tutti i container che passano per il porto, compresi quelli delle banane. E sembrava che ad inizio ottobre le basi per raggiungere l'intesa ci fossero. Poi qualcosa è cambiato, in negativo. Ed ha anche sottolineato però come la proroga dell'ordinanza fino al pronunciamento nel merito del Tar del lazio, a giugno, non sia fattibile. Nonostante questo sia stato richiesto a gran voce da tutti, ieri, anche dai consiglieri presenti in commissione. "L'appello di tutti – ha spiegato Gino De Paolis, che aveva proprio richiesto l'audizione – è stato quello alla ragionevolezza e al buonsenso; perdendo traffici si rischia di vanificare quello che può essere poi lo sviluppo del porto e del territorio di cui abbiamo parlato in commissione".  

Il presidente di Unindustria Civitavecchia Stefano Cenci ha parlato di una situazione delicata e difficile da risolvere. "Da un lato ci sono pareri e regole – ha spiegato – dall'altro posti di lavoro da tutelare. La preoccupazione è tanta. Allo stesso tempo da un lato ci sono le emergenze contingenti, come questa vertenza, dall'altro delle opportunità che non bisogna perdere, come l'avvio della Zls: opportunità che, se fossero state realizzate uno o due anni fa, oggi avrebbero risolto tanti problemi. Oltre alla Zls c'è la Civitavecchia-Orte, il Marina Yachting, la darsena Grandi Masse, l'interporto giunto alla sua ottava asta, la ripartenza del cantiere ex Privilege Yard: se riuscissimo a far partire in fretta almeno uno di questi progetti, potrebbe fare da leva a tutti gli altri. Senza dimenticare le emergenze, che vanno però governate prima per non rischiare di venire governati da queste poi. Oggi occorre fare presto e non perdere tempo: Civitavecchia si trova tra Livorno e Napoli. Nel primo porto verrà realizzata la banchina Europa, con un investimento da oltre 1 miliardo di euro. A Napoli la zona economica speciale, che ha più vantaggi della Zls: se rimaniamo fermi a guardare rischiamo di essere inghiottiti". 

Intanto il segretario della Filt Cgil, alla luce di quanto emerso ieri in commissione, ha confermato che già oggi verranno aperte tutte le procedure per lo stato di agitazione, che porteranno a presidi – il primo già in concomitanza con il prossimo comitato di gestione portuale – e fino alla proclamazione dello sciopero. "Uno sciopero – ha spiegato Borgioni – per il quale cercheremo di coinvolgere tutto lo scalo, mettendo al centro il sistema porto".    

 

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Vertenza Cfft: annullata anche la prossima nave

CIVITAVECCHIA – Il viaggio della Maersk Northwood, la nave bananiera che sarebbe dovuta sbarcare a Civitavecchia, è terminato a Livorno (nella foto), al Terminal Darsena Toscana. Anche l’attracco della prossima settimana è stato già annullato. E sarà così, come ha dichiarato Maersk, almeno finché non verrà fatta piena chiarezza sulla banchina 24, quella del terminal agroalimentare.

A nulla sono valse le richieste da parte di Cfft, per conto di Chiquita, società leader nel settore, rivolte all’Authority, con l’ultimatum fissato per ieri mattina alle 10. I lavoratori hanno atteso la decisione sotto Molo Vespucci, in un presidio pacifico. Assente il presidente Di Majo, impegnato a Roma, è stata la segretaria Roberta Macii a cercare di trovare, per quanto possibile, una soluzione, con un accordo in extremis tra Rtc – terminalista dei container – e Cfft. Ma invano. E così la nave si è fermata a Livorno. E oltre al danno anche la beffa per Cfft: Chiquita ha infatti caricato sulla società italo belga i costi del trasporto della merce, via gomma, a Civitavecchia. Si parla di circa 40mila euro che dovrà pagare Cfft. 

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Scontro diretto Flavioni: l’occasione è ghiotta

di MATTEO CECCACCI

Occasione da non perdere per la Flavioni Handball Civitavecchia che, nel match valevole per la 7^ giornata del campionato di pallamano femminile di serie A1, potrebbe conquistare i primi due punti, in quanto di fronte ci sarà il club bresciano del Leno del tecnico croato Milenko Kljajic. Domani alle 16.30 al PalaSport si giocherà uno scontro direttissimo per la zona rossa della classifica, infatti le ragazze della presidentessa Lola Gorla sono ancora alla ricerca della prima vittoria stagionale e dei rispettivi due punti, mentre le lombarde di patron Antonio Bravi finora hanno ottenuto un solo successo, quello del 13 ottobre scorso ai danni del Cassano Magnago per 31-29, poi da lì in poi il vuoto più totale. Senza ombra di dubbio le gialloblu di coach Patrizio Pacifico, reduci dall’insuccesso rimediato tra le mura amiche contro l’Ariosto Ferrara dell’ex Di Lisciandro, sono molto energiche per la gara di domani, visto che hanno sfruttato al meglio il turno di stop per allenarsi e concentrarsi il più possibile. Saranno assenti l’italo-romena Ravasz, fuori città per motivi personali e Chiara Bonamano che, nonostante si stia continuando ad allenare dopo l’infortunio al ginocchio, non vuole rischiare. Le bresciane, invece, con la rosa al completo cercheranno di espugnare con le loro armi un parquet, come quello del PalaSport, difficile per tutti.
«Le ragazze – spiega l’allenatore Patrizio Pacifico – sono determinate e cariche per affrontare un match così importante per la zona salvezza, in questa settimana si sono allenate costantemente e ho visto tanta energia. D’ora in poi bisognerà cercare di vincere tutti gli scontri diretti che ci saranno entro le prossime quattro gare. Per domani sono molto fiducioso nella conquista dei primi due punti».

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Caso Cfft, la bananiera dirottata a Livorno

CIVITAVECCHIA – La bananiera non scaricherà a Civitavecchia. È scaduto l'ultimatum lanciato dalla Cfft all'Authority questa mattina alle 10. La nave è stata quindi dirottata a Livorno. Attesa febbrile per i lavoratori sotto Molo Vespucci, nella speranza di conoscere la decisione dell'Adsp con un presidio pacifico. Alle 10 è arrivata la conferma che la bananiera avrebbe scaricato in un altro porto, evidentemente l'Adsp non ha cambiato idea e la nave, come promesso, è salpata per altri lidi. 

Pesante l'assenza del presidente dell'Authority Francesco Maria di Majo mentre il segretario generale Roberta Macii ha tentato di gestire la situazione con Cfft e Rtc, alla ricerca di una mediazione o di un possibile accordo.

I vertici della società italo belga con i sindacati hanno convocato una conferenza stampa presso il proprio terminal. (SEGUE)

"Non mi sarei mai aspettato di arrivare a questo punto: oggi si scrive una delle pagine più brutte per il nostro porto". È l'amara considerazione del segretario della Filt Cgil Alessandro Borgioni che questa mattina ha atteso sotto Molo Vespucci insieme ai lavoratori la decisione dell'Adsp. "Abbiamo trovato le porte chiuse – ha spiegato, rimarcando il fatto che la porta scorrevole dell'ente fosse stata bloccata – questo è il segnale dell'isolamento dell'Authority dal resto del contesto con cui invece dovrebbe dialogare. Un traffico che viene mandato via fa male a tutti. Questo è un porto in contrazione e cosa si fa? Si rischia di perdere uno dei pochi traffici in espansione, senza dare la possibilità ad una delle pochissime aziende che si sono date da fare, portando lavoro, di crescere". Il sindacato è molto critico: si aspettava una maggiore partecipazione da parte dell'Adsp e un accordo tra i due soggetti, impossibile però da trovare nei soli 45 giorni di proroga concessi questa estate. "Respingere i traffici oggi – ha aggiunto Borgioni – significa compromettere la credibilità dello scalo: sbaglia chi pensa che si possa vivere solo di crociere e traghetti. Una cosa è certa: qualcuno, nel breve periodo, deve avere il coraggio di decidere: le istituzioni preposte sono dentro Molo Vespucci". L'auspicio, considerato che il ritiro dell'ordinanza è stato chiesto più volte invano, è che almeno venga concessa un'ulteriore proroga, almeno fino a giugno, fino a quando cioè il Tar non esprimerà la propria sentenza nel merito. Perché perdere un traffico come quello di Chiquita significa depauperare il porto". 

In effetti si parla oggi di 140mila tonnellate di merce con 7000 container: il che significa il 10% del traffico container totale del porto. E per Cfft il 60% circa del lavoro. Numeri che parlano chiaro. (Agg. 08/11 ore 13.32)

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Caso Cfft, la bananiera non scaricher� a Civitavecchia

CIVITAVECCHIA – La bananiera non scaricherà a Civitavecchia. È scaduto l'ultimatum lanciato dalla Cfft all'Authority questa mattina alle 10. La nave scaricherà in un altro porto, molto probabilmente Livorno. Attesa febbrile per i lavoratori sotto Molo Vespucci, nella speranza di conoscere la decisione dell'Adsp con un presidio pacifico.

Alle 10 è arrivata la conferma che la bananiera avrebbe scaricato in un altro porto, evidentemente l'Adsp non ha cambiato idea e la nave, come promesso, è salpata per altri lidi.

Pesante l'assenza del presidente dell'Authority Francesco Maria di Majo mentre il segretario generale Roberta Macii ha cercato di gestire la situazione con Cfft e Rtc, alla ricerca di una mediazione o di un accordo.

I vertici della società italo belga con i sindacati hanno convocato una conferenza stampa presso il proprio terminal. (SEGUE)

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Caso Cfft, la bananiera non si scaricher� a Civitavecchia

CIVITAVECCHIA – La bananiera non scaricherà a Civitavecchia. È scaduto l'ultimatum lanciato dalla Cfft all'Authority questa mattina alle 10. La nave scaricherà in un altro porto, molto probabilmente Livorno. Attesa febbrile per i lavoratori sotto Molo Vespucci, nella speranza di conoscere la decisione dell'Adsp con un presidio pacifico.

Alle 10 è arrivata la conferma che la bananiera avrebbe scaricato in un altro porto, evidentemente l'Adsp non ha cambiato idea e la nave, come promesso, è salpata per altri lidi.

Pesante l'assenza del presidente dell'Authority Francesco Maria di Majo mentre il segretario generale Roberta Macii ha cercato di gestire la situazione con Cfft e Rtc, alla ricerca di una mediazione o di un accordo.

I vertici della società italo belga con i sindacati hanno convocato una conferenza stampa presso il proprio terminal. (SEGUE)

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Scarico container: la bananiera non scaricher� a Civitavecchia

CIVITAVECCHIA – La bananiera non scaricherà a Civitavecchia. È scaduto l'ultimatum lanciato dalla Cfft all'Authority questa mattina alle 10. La nave scaricherà in un altro porto, molto probabilmente Livorno. Attesa febbrile per i lavoratori sotto Molo Vespucci, nella speranza di conoscere la decisione dell'Adsp con un presidio pacifico.

Alle 10 è arrivata la conferma che la bananiera avrebbe scaricato in un altro porto, evidentemente l'Adsp non ha cambiato idea e la nave, come promesso, è salpata per altri lidi.

Pesante l'assenza del presidente dell'Authority Francesco Maria di Majo mentre il segretario generale Roberta Macii ha cercato di gestire la situazione con Cfft e Rtc, alla ricerca di una mediazione o di un accordo.

I vertici della società italo belga con i sindacati hanno convocato una conferenza stampa presso il proprio terminal. (SEGUE)

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