Multe salate a chi conferisce fuori orario

CIVITAVECCHIA – La questione rifiuti non sta in piedi. Tra compattatori rotti, mezzi poco adeguati messi su strada per rimpiazzarli e cassonetti di conseguenza tracimanti, la situazione si fa davvero difficile. Il civitavecchiese convinto che pagando una Tari altissima possano arrivare servizi di qualità è fuori pista: si continua a versare soldi a fronte del nulla o quasi. L’ambientalista Alessandro Manuedda in quattro anni non è stato capace di avviare la raccolta differenziata, con buon pace del sindaco Antonio Cozzolino che, entrato al Comune timidamente si è presto istituzionalizzato ed oggi, tra uno scaricabarile e l’altro, parla un politichese da prima Repubblica che mette i brividi. 
All’incapacità amministrativa del Movimento 5 Stelle i cui effetti dannosi in materia di rifiuti partono da Roma e arriva a Civitavecchia, si aggiungono le decisioni scellerate della Regione Lazio, che per uscire dalle corde del commissariamento autorizza il conferimento (a partire dal 1 luglio) dei ‘‘rifiuti speciali non pericolosi’’ di Aprilia presso la discarica Fosso Crepacuore di Civitavecchia. E i tre consiglieri di centrosinistra De Paolis, Tidei e Minnucci, anziché dire la loro a difesa del territorio, in perfetto stile grillino scaricano sulla Raggi che indubbiamente in questa storia ha notevoli responsabilità. Ma i rifiuti a Fosso Crepacuore arriveranno lo stesso. 
«Civitavecchia non può pagare le dispute romanocentriche tra Zingaretti e la Raggi – dichiara sulla questione il deputato Alessandro Battilocchio (FI) – mi sembra che sia ricominciato il balletto delle responsabilità. Il rischio che i rifiuti di Roma possano approdare a Civitavecchia – aggiunge il parlamentare – è reale, come dimostra la determina che autorizza a conferire una parte dei rifiuti della capitale nei comuni di Civitavecchia e Colleferro». 
Rincara la dose il grillino Devid Porrello: «L’atto della Tosini esegue la sentenza del Tar per scongiurare il commissariamento della Regione nella gestione dei rifiuti. Il provvedimento evidenzia non le colpe del Comune di Roma, ma le mancanze della Regione Lazio, come il non aver aggiornato il piano rifiuti fermo al 2012, lasciando tutto nel far west autorizzativo. È inaccettabile che l’ingegner Tosini (dirigente comunale durante la giunta guidata da Gino Saladini) – prosegue Porrello – abbia indicato la discarica di Civitavecchia, invaso non ancora attivo e autorizzato nel 2010 per il conferimento dei soli comuni di Civitavecchia, Tolfa e Allumiere, come discarica di servizio per l’Ato di Latina». Alza finalmente la voce anche il sindaco Cozzolino, che quando si stratta di attaccare la Regione non si lascia mai sfuggire l’occasione. «Insieme agli avvocati stiamo valutando la possibilità di fare ricorso – afferma da istituzionalizzato – perché dopo un intero mandato di assoluto nulla sul piano dei rifiuti, fra le tante una delle più grosse mancanze del Governo Zingaretti, la discarica di Civitavecchia non può essere indicata come un impianto strategico a livello regionale. Il sindaco ricorda la candidatura della Tosini con il Pd a sostengo di Tidei, ma non pensa minimamente a invitare alla mobilitazione i suoi cittadini. Anzi. Sempre in tema di rifiuti ai cittadini riserva la ciliegina sulla torta come ogni estate: un bel divieto di conferimento dei rifiuti dalle 6 del sabato alle 18 della domenica, pena una multa fino a 6000 euro. Il sacchetto della spazzatura può essere gettato dalle 18 alle 6 in cassonetti quasi sempre tracimanti. Benvenuti a Civitavecchia, terra di rifiuti e mala politica.

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Il capo della speciale lascia la Polizia

CIVITAVECCHIA – Qualcuno lo chiama ispettore, qualcun altro comandante, per i suoi ragazzi della squadra speciale è semplicemente “Il Capo”. Archimede Pucci, sbirro inossidabile, lascia la Polizia di Stato dopo quasi quarant’anni di carriera trascorsi sempre in vetta. I primi passi li ha mossi in veste di atleta: un arruolamento nelle Fiamme Oro nel 1979 e anni trascorsi a dimostrare le sue doti da pallanuotista, apprezzate tanto nella famiglia della Ps, quanto nella sua città. Ha incarnato, a soli 22 anni, la figura del bravo ragazzo capace di coniugare una civitavecchiesità insita con il rispetto che si deve a chi indossa una divisa, accorciando nettamente le distanze tra la sua città e la Polizia di Stato. Se vogliamo, un uomo delle istituzioni che non si è mai istituzionalizzato nonostante il ruolo ricoperto: Archimede Pucci ha trascorso i suoi anni in giubba blu sempre in prima linea. A soli 26 anni era già ispettore, pronto al matrimonio con colei che si è poi rivelata la sua compagna di vita: la polizia giudiziaria. L’ha conosciuta, coccolata, rispettata. L’ha corteggiata, amata e tenuta al suo fianco in ogni istante. Con lei ha passato giorni e notti lunghissime, sfidando il freddo, la pioggia, il sole cocente e la neve, solo per portare a casa un risultato, solo per tener fede  a quel giuramento fatto per convinzione, per vocazione. Una parentesi alla squadra mobile di Grosseto, poi il ritorno a Civitavecchia, al vertice della squadra di pg della Polizia di frontiera, alla quale ha dato tutto quello che poteva dare. E i frutti li ha raccolti insieme ai ragazzi del suo gruppo, non solo dentro il porto. Col tempo il sostituto commissario Archimede Pucci e l’intera squadra di pg della Polizia di frontiera sono diventati un punto di riferimento per la città, tanto da ritrovarsi nel giro di poco tempo a raccogliere delicate denunce che hanno poi portato ad indagini di tutto rispetto. Arresti per pedofilia, per droga, per traffico di auto rubate, per detenzione e porto illegale di armi, per estorsione, per tangenti. Un ufficiale di polizia giudiziaria che pur vivendo tra la sua gente ha sempre saputo garantire il massimo riserbo sui casi seguiti. Sapeva trattare con i giornalisti, capace di rispettare il lavoro altrui senza mai compromettere le indagini in corso. Quando ai cronisti di nera diceva: «Parlate col dirigente», significava ‘‘non c’è trippa per gatti’’; il   caso era chiuso, meglio non insistere. Archimede Pucci ha concluso la sua carriera conquistando la qualifica di commissario. Un riconoscimento importante, ma poca cosa rispetto a quanto è riuscito a dare alla Polizia di Stato in quasi quarant’anni di servizio. Al capo della speciale un imbocca al lupo particolare dalla nostra redazione. E un ringraziamento di cuore per tutto quello che ha rappresentato e che continuerà a rappresentare per chi da sempre, su una pagina di giornale, racconta i risultati conquistati con dedizione e sacrificio da coloro che in divisa o in abiti civili ogni giorno sono in prima linea a garantire una società più vivibile. Archimede Pucci tra questi eroi di tutti i giorni.

Fa. Mar.

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