Bimbo investito da auto, quando sussiste la cooperazione colposa della madre

Risponde di cooperazione colposa nella morte del figlio minore la madre che omette la necessaria vigilanza sul medesimo nel momento in cui questi attraversi la…

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Il castello di Santa Severa torna agli antichi fasti 

SANTA MARINELLA – Che il castello di Santa Severa stia tornando agli antichi fasti, lo si è notato nel corso degli ultimi due anni, dove sono aumentati notevolmente i visitatori e le attività culturali che si svolgono in estate. Ma che un quotidiano nazionale come il Corriere della Sera riservasse mezza pagina per esaltarne le sue caratteristiche, è una cosa che ha sorpreso in molti. Nell’articolo, infatti, si dipingono le peculiarità archeologiche del maniero e il territorio dove è collocato. Ciò non fa  che pubblicizzare il bene storico e, di conseguenza, portare beneficio alle attività commerciali della località tirrenica. «Questo significa maggiore occupazione, crescita del valore immobiliare delle case, crescita economica di un intero territorio – dice Danilo Grossi – quando il maggiore quotidiano nazionale, certifica con queste parole il meraviglioso risultato che sta raggiungendo il progetto del castello non possiamo che esserne orgogliosi. Grazie a tutti coloro che, a partire dal presidente Zingaretti, hanno creduto e investito tempo, risorse economiche, competenze e tanto amore in questi anni, per riportare alla luce e valorizzare questo luogo così unico e meraviglioso, rendendolo un caso da studiare ed imitare in Italia». Anche il direttore del Museo civico si dice soddisfatto dell’articolo. «Dopo due decenni di studi, ricerche, progetti, restauri e soprattutto battaglie contro chi voleva privatizzare il nostro castello – commenta Flavio Enei – finalmente si sta realizzando un sogno. Un luogo di cultura e per la cultura, un importante sito turistico e di piacevole svago per migliaia di persone in cerca di bellezza, pace, tranquillità e piacevole divertimento. Grazie all’amministrazione Zingaretti che ha fortemente investito sulla valorizzazione del castello e tutti quanti stanno lavorando con capacità e passione per il suo sviluppo». «Ho letto con soddisfazione l’articolo del Corriere della Sera – dice l’ex assessore Angelo Grimaldi – del traguardo raggiunto e della crescita del castello. Un particolare grazie va a tutti coloro che hanno creduto in questo lungo percorso iniziato, è bene ricordarlo, tra gli ’97 e ‘99, anni in cui fu realmente liberato, che comportò per alcuni politici di allora e funzionari comunali, denunce e processi terminati solo pochi anni fa e, terminato nel 2017 grazie alla politica del fare della Giunta Zingaretti con LazioCrea e la quotidiana presenza dell’amico Danilo Grossi. Orgoglioso di averne fatto parte e di aver percorso e raggiunto questo traguardo importante per il comprensorio. 
Ma non deve essere sentito come un punto di arrivo, anzi. Il castello, oltre che luogo di arte e cultura, deve essere un volano economico e di crescita in particolare per Santa Severa. E’ ormai divenuto indispensabile collegare il maniero con la nostra cittadina per creare una ricaduta economica a Santa Severa. Un plauso va alla politica onesta e trasparente, fatta da uomini, che hanno creduto in un progetto nato venti anni fa, realizzando una realtà che sarà una testimonianza per le future generazioni».

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Parte la stagione estiva del castello di Santa Severa

SANTA MARINELLA – E’ stato preparato un ricco programma di appuntamenti organizzati dalla Regione Lazio in collaborazione con LazioCrea, Mibact, Comune e Coopculture a Santa Severa. «Il cartellone estivo di eventi – commenta il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti – è motivo di grande soddisfazione. Un risultato, frutto del lavoro di tanti, che ha permesso di ridare nuova vita a questo luogo. Uno straordinario impegno corale che ci ha consentito non solo di aprire le porte del castello e delle sue aree museali, ma di ampliare l’offerta di cultura ed eventi per i tanti visitatori e turisti che ogni anno visitano la capitale e le province del Lazio. Due mesi di appuntamenti, da agosto a settembre, in un posto che è un autentico gioiello sul mare». 
Il programma prenderà il via questa sera con il festival “Sere d’estate”, che apre con la prima nazionale di “Antigone” con Massimo Venturiello. Domani invece è la volta di Gio Evan in “Non Contro Me Tour”, mentre sabato 11 agosto sale sul palco Edoardo Leo con “Ti Racconto Una Storia”. Lunedì 13 agosto appuntamento con un big della musica e dell’intrattenimento, Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana. Si prosegue martedì 14 con “Il Lago dei Cigni” messo in scena dalla Compagnia Nazionale Raffaele Paganini. Spazio alla comicità, venerdì 17 agosto con Max Giusti e il suo spettacolo “Va Tutto Bene”. Sabato 18 in programma “Il Flauto Magico” di Astra Roma Ballet. Un graditissimo ritorno quello di Maurizio Battista in “Scegli una carta”, giovedì 23 agosto, mentre venerdì 24 è la volta di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti in “Musica Nuda”. Una proposta classica e in tema, domenica 26 agosto con “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare con gli attori di Controtempo Theatre. Mercoledì 29 agosto protagonista la musica di Giandomenico Anellino e venerdì 31 concerto di una band che rappresenta la storia della musica italiana “I Nomadi”. E non finisce qui, perché sabato 1 settembre arrivano Lillo e Greg e, sabato 8 gran finale con uno show spettacolare che coinvolge 130 musicisti, i Pink Floyd Legend. 
«Avrò l’onore di partecipare all’apertura della stagione estiva del Castello di Santa Severa – afferma il vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio -U n cartellone di eventi eccezionale in una location unica su cui la Regione Lazio ha investito e lavorato dal primo giorno. Un patrimonio immenso che oggi vive una nuova vita e che è a disposizione dei cittadini non solo del Lazio ma di tutto il mondo. Abbiamo iniziato nel 2014 con delle aperture temporanee per la stagione estiva, per poi giungere dall’aprile del 2017 all’apertura durante tutto l’anno.  Accanto alle iniziative culturali, c’è un altro fiore all’occhiello della Regione Lazio: l’ostello della gioventù, aperto nell’aprile scorso, senza dubbio il più bello d’Europa, con un affaccio sul mare unico. Un investimento verso i giovani, un luogo suggestivo, affacciato sul mediterraneo, che parla di territorio, incontro tra culture, esperienze e bellezza. Quelli del turismo, dell’offerta culturale e della valorizzazione del patrimonio pubblico sono asset su cui questa amministrazione ha investito risorse e competenze importanti, perché li ritiene centrali per un nuovo modello di sviluppo che abbia al centro i territori e le loro risorse».

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Vertenze portuali: l'eco diventa nazionale

CIVITAVECCHIA – C'è preoccupazione, e non solo ormai a livello locale, per le possibili ripercussioni negative dovute alla decisione dell'Adsp di disporre lo scarico dei container solo ed esclusivamente alla banchina 25 dal 15 settembre prossimo. E l'eco dei malumori e delle criticità presenti all'interno dello scalo ha raggiunto livelli nazionali. 

Lo dimostra anche l'intervento di Federico Barbera, presidente Uniport – l'associazione che, all’interno di Fise, rappresenta le imprese portuali che svolgono operazioni di imbarco e sbarco, spostamento delle merci, attività accessorie alla navigazione, terminals operator e servizi portuali – che ha scritto alla Direzione Trasporto Marittimo del Ministero dei Trasporti chiedendo di intervenire  tempestivamente in relazione a quanto sta accadendo presso i porti di competenza delle Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno del Nord e Centro Settentrionale. "Con l’ordinanza dello scorso 13 luglio, l’Autorità ha imposto alle cosiddette “navi in servizio di linea” – ha spiegato – di utilizzare un unico terminal contenitori autorizzato nel porto di Civitavecchia. In questo modo si è impedito a uno storico operatore del settore su navi specializzate nel trasporto di frutta, sia essa trasportata in stiva o con contenitori frigorifero, di decidere liberamente come svolgere le attività oggetto del proprio piano industriale, favorendo un diretto competitor". Secondo Barbera “si tratta una decisione liberticida, che dà il via libera ad un nuovo monopolio e che rischia – ha aggiunto – di avere ripercussioni occupazionali, oltre che di penalizzare operatori che in passato hanno investito sulle infrastrutture del porto. Abbiamo chiesto al Ministero dei Trasporti di acquisire dettagli su quanto sta accadendo e di intervenire per favorire omogeneità di regole a livello nazionale, piena concorrenza, investimenti e sviluppo di nuovi traffici”.

Preoccupazione anche del centro studi marittimi "Raffaele Meloro". "Si stanno consumando una serie di situazioni che mettono seriamente a rischio l’occupazione portuale e tutto l’indotto connesso – hanno sottolineato – è saltata la “pace sociale” e con essa si stanno deteriorando equilibri faticosamente costruiti nel corso di alcuni decenni, grazie ad una sapiente concertazione che mirava a rendere il porto di Civitavecchia una punta di diamante del Mediterraneo. I toni delle parti coinvolte in contratti e concessioni che riguardano i lavoratori portuali sono estremamente accesi. Sarebbe auspicabile mettere in campo la capacità  di mediare e creare un tavolo permanente che metta di fronte i soggetti tutti: Adsp, Comune, Enel, Rtc, Compagnia portuale, Cfft e le aziende che sono legate ad essi, nonché sindacati e lavoratori. La  professionalità e la competenza di ogni componente, relativamente al proprio ambito,  garantirebbe un’analisi obiettiva dei problemi e contribuirebbe alla loro soluzione".

Secondo il centro studi "ognuno deve riprendersi il proprio ruolo e, soprattutto, garantire le maestranze in primis, in quanto sono quelle che alla fine pagano per tutti e ciò non solo è sbagliato, ma profondamente ingiusto. Il porto non può permettersi di perdere posti di lavoro – hanno aggiunto – ma anche aziende e compagnie che operano con professionalità e hanno investito nella logistica, rispondendo alle richieste di clienti importanti che potrebbero scegliere di andarsene, dirottando importanti traffici verso altri scali. Le banane, ad esempio, furono una vera e propria conquista per il nostro porto ed oggi rischiano di cambiare destinazione. A questo addio ne seguirebbero altri non meno pesanti. Può permettersi l’economia cittadina di rinunciare a società che hanno investito milioni di euro, creando occupazione? Perché non si pretende il mantenimento di promesse che sono rimaste sulla carta, quando avrebbero dovuto creare occupazione per un comprensorio che tanto ha dato in termini di ambiente e di salute? Anche se si perdesse un solo posto di lavoro, la città dovrebbe mobilitarsi perché è solo il lavoro che rende gli uomini liberi. Non spegniamo il faro del nostro porto, diamo a Civitavecchia ciò che merita: rispetto, qualità della vita, occupazione. Non gettiamo alle ortiche – hanno concluso – la storia millenaria del nostro scalo, dimostriamo invece che Traiano scelse bene e creiamo pace sociale così da assicurare lavoro alla comunità. Il mare è il nostro tesoro, il porto ci renda orgogliosi di Civitavecchia".

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Riparati i vetri della palestra della scuola media Carducci

SANTA MARINELLA – Mancano i soldi e quindi i singoli responsabili politici della nuova amministrazione devono industrializzarsi per cercare di risolvere i problemi che ogni giorno escono alla ribalta. Da mesi, infatti, si erano rotti diversi vetri della palestra della Scuola Media Carducci. Alcuni finestroni, infatti, erano privi di lastre trasparenti e permettevano l’ingresso della pioggia nella palestra. Del problema è stato investito l’assessore alla Pubblica istruzione che, a tempo di record, ha provveduto alla soluzione del problema. «Un grande lavoro di squadra – dice Stefania Nardangeli – realizzato grazie alla collaborazione tra operatori scolastici che hanno provveduto all’acquisto di lastre di policarbonato, del personale comunale e di una ditta privata che ha effettuato la fornitura e il trasporto gratuito del ponteggio, ma soprattutto del custode della Multiservizi, che ha rinunciato a parte delle ferie per essere presente ai lavori. Un grazie di cuore a tutti, perché hanno dimostrato di saper far parte di una comunità solidale».

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Diciannovenne ubriaco causa incidente stradale: denunciato

FIUMICINO – I Carabinieri della Stazione di Fiumicino hanno denunciato in stato di libertà un 19enne di Dragona per “lesioni personali colpose gravi” e “guida in stato di ebbrezza alcolica”.

Il giovane, per cause ancora in corso di accertamento, ha perso il controllo della propria autovettura e ha investito due pedoni, ai quali ha causato gravi lesioni fra cui l’amputazione di un dito del piede. I malcapitati sono stati immediatamente trasportati all’ospedale “San Camillo – Forlanini” per le cure del caso.

Anche il ragazzo è stato trasportato presso l’ospedale “Grassi” di Ostia, a seguito delle numerose contusioni riportate. Giunto presso il citato nosocomio, nel tentativo di sfuggire alle proprie responsabilità, ha rifiutato di sottoporsi agli accertamenti etilometrici, ma il suo stato di alterazione è risultato talmente evidente da non evitargli la denuncia da parte dei Carabinieri.    

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Maersk e Chiquita pronti a lasciare lo scalo

CIVITAVECCHIA – Incontri più o meno formali, ore di tensione e discussioni, una situazione che rischia di esplodere. Il caso dello scarico dei container, dopo l’ordinanza firmata dal presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo che impone, dal 15 settembre, le attività solo ed esclusivamente alla banchina 25 gestita dalla Rtc invece delle attuali banchine 23 e 24 ad opera della Civitavecchia Fruit & Forest Terminal, rischia di avere conseguenze pesantissime sull’economia di tutto lo scalo.

Un’ordinanza che i vertici di Cfft leggono come un danno, non solo nei confronti della società italo belga, ma di tutto il porto. “Il rischio di una desertificazione commerciale è alto – ha sottolineato il managing director Steven Clercks – la prima risposta che chiediamo all’Adsp (e lo faranno ufficialmente oggi ndr) è una proroga dell’ordinanza, almeno fino alla fine dell’anno, utilizzando questo tempo per una soluzione della vertenza, nella legalità”. La società, intanto, si vedrà costretta ad aprire lo stato di crisi. “È un paradosso – ha aggiunto Clercks, insieme al consigliere Sergio Serpente e al direttore del terminal Gianluca Rossi – dover eventualmente ricorrere ai licenziamenti con i numeri che abbiamo”.

In questi 11 anni di attività nel porto, Cfft ha investito 18 milioni di euro, 2 milioni solo per il settore delle crociere, arrivando dai 15 iniziali agli attuali 65 impiegati, tutti di Civitavecchia e del territorio, senza contare l’indotto legato alle attività di Compagnia portuale, Cilp, agenti marittimi e trasportatori, movimentando 250mila tonnellate di frutta all’anno. Numeri tra l’altro in crescita, considerati gli accordi con le più grandi aziende che operano nel settore: Dole, Chiquita, Bonita, Del Monte, solo per citarne alcuna, hanno creduto negli anni nella struttura, diventata punto di riferimento per tutto il centro Italia.

Il 17 maggio la lettera della compagnia Hamburg Sud (gruppo Maersk) che trasporta i prodotti di Chiquita: “L’unica condizione che ci permetteva, ci permette e ci permetterà di considerare il porto di Civitavecchia come punto strategico per la nostra logistica – si legge – è il fatto che la nostra merce arrivi direttamente presso il nostro terminal, abbattendo così sia i tempi morti che i relativi costi di trasferimento, nonché i tempi necessari per le operazioni doganali e quindi di effettiva disponibilità della merce così da far fronte alla richiesta del mercato prima e meglio dei nostri competitor. Se lo scarico diretto della nostra merce presso il Terminal Frutta non fosse più possibile, per qualsivoglia motivo, abbiamo già previsto di trasferire tutto il nostro stock in altra località portuale, così da non perdere i benefici legati a questa operatività logistica”. E se realtà come Maersk e Chiquita lasceranno la scalo “sarà la catastrofe – ha spiegato Clerks – l’ultimatum del 15 settembre ci dà poco tempo per convincerli che c’è ancora una soluzione”.

Ma per i clienti la celerità oggi è tutto. Martedì pomeriggio, ad esempio, la nave arrivata al terminal agroalimentare alle 17.30 è ripartita alle 23, con gli operatori che hanno scaricato un centinaio di container di banane, immessi immediatamente nel ciclo produttivo, passando in poche ore dalla nave al camion, tanto che la frutta, già ieri mattina, era al Car di Roma. Dalle 7 di ieri mattina, invece, alle 13.30 erano arrivati al Cfft 11 container trasportati dalla nave attraccata alla banchina 25, a fronte dei 24 che sarebbero dovuti giungere in poco più di sei ore (la media è di 4 all’ora ndr). “Senza dimenticare – hanno aggiunto i vertici di Cfft – che abbiamo investito ultimamente 5 milioni di euro per l’acquisto di due gru, comunicando a settembre la decisione all’Adsp. Navi e clienti che lasciano Civitavecchia significano un danno anche di immagine e di credibilità del porto”.

Oggi tutte le attività commerciali si svolgono sulle banchine 24 e 25: auto, container, agroalimentare; ma anche crociere, con le aree che hanno visto sorgere negli anni diversi insediamenti produttivi. “Vediamo con questa ordinanza – hanno aggiunto – la volontà di colpire una sola azienda, l’unica tra l’altro che porta traffici. Stavamo cercando altre aree ed altri spazi, anche fuori dal porto: ma con questa ordinanza dobbiamo fermarci. Il Cfft, negli anni, ha rappresentato un valore aggiunto per il porto? Questo lo chiediamo oggi alle istituzioni”.

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Cfft, la politica a difesa dei lavoratori

CIVITAVECCHIA – Dopo la vertenza dello scarico del carbone, quella relativa alla movimentazione dei container rischia di portare a pesanti ripercussioni nello scalo e in città. Soprattutto alla luce dell'ordinanza firmata dal presidente dell'Adsp Franceco Maria di Majo che dispone come, dal 15 settembre, i container dovranno essere scaricati esclusivamente alla banchina 25, quella data in concessione alla Rct. Un'ordinanza che preoccupa, e non poco, i lavoratori del terminal agroalimentare di Cfft. Già diversi clienti avrebbero annunciato di voler lasciare lo scalo, delocalizzando l'attività in altri porti, come Livorno, Salerno e Gioia Tauro. Un'eventualità assolutamente da evitare, come sottolineato anche dal Polo democratico, sceso in campo a difesa dei lavoratori della Cfft. "Nel nostro porto si è sviluppata una elevata professionalità – hanno spiegato dal partito – nel rispetto del gioco della concorrenza e del libero mercato, in grado di essere competitiva e di vincere la sfida con porti che hanno una più spiccata vocazione mercantile. Le famiglie dei lavoratori e l’azienda non meritano di subire provvedimenti penalizzanti tali da mettere in discussione la sopravvivenza della Cfft. Auspichiamo che le parti e l’Adsp possano incontrarsi serenamente e rimuovere ogni ostacolo che si frappone allo sviluppo ed alla crescita dei traffici nel porto di Civitavecchia. Se così non fosse scenderemo in piazza al fianco dei lavoratori della Cfft a difesa di quanto si sono conquistati sul campo”. 

Preoccupato anche il circolo territoriale di Fratelli d'Italia. "Ci risulta che la Cfft abbia effettuato ingenti investimenti per acquistare delle gru – hanno spiegato –  abbia assunto ragazzi di Civitavecchia e goda della stima e preferenza di Del Monte ed altri big di livello internazionale del settore agroalimentare, che ad oggi rappresenta uno dei pochissimi traffici commerciali c’è hanno un andamento positivo nel nostro scalo portuale. L’iniziativa del presidente Di Majo avrebbe come effetto diretto la costituzione di un monopolio di fatto a favore della Rtc, concessionario in esclusiva dell’unica banchina del porto di Civitavecchia che sarebbe autorizzata ad accogliere i carichi di frutta in container e, contemporaneamente, colpirebbe duramente un operatore come la Cfft, che ha investito molto e creato occupazione a Civitavecchia, facendo affidamento proprio sulla iniziale disponibilità da parte di Molo Vespucci, mettendo evidentemente a repentaglio molti posti di lavoro; inoltre, rischierebbe di indurre Del Monte ed altri grandi marchi internazionali leader del mercato della frutta a migrare in altri porti, colpendo duramente lo scalo portuale di Civitavecchia nel suo complesso ed impoverendo ulteriormente la già asfittica economia di Civitavecchia, che non può certo prescindere da un sano sviluppo del porto".

Fratelli d'Italia invita quindi il presidente della Adsp Di Majo a rivedere e revocare immediatamente l’ordinanza, "che potrebbe avere effetti così deleteri per il porto e la città. Siamo pronti a sollecitare sulla vicenda l’intervento dei rappresentanti di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale ed in Parlamento che, come hanno già dimostrato anche nel recente passato – hanno concluso – interverranno nei confronti della Regione Lazio e del Governo in difesa dei lavoratori, delle aziende sane che investono nella nostra città e della stessa economia di Civitavecchia contro simili prodezze, che testimoniano ancora una volta la inadeguatezza di certi presunti manager, nominati dal precedente governo a guida Pd, che rappresentano una deleteria eredità per il nostro porto e la nostra città".

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Caso Nica, rito abbreviato per Stefano Risi

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI –  Ha chiesto di essere processato con il rito abbreviato il cerveterano Stefano Risi. Il giovane, 31enne all’epoca dei fatti, è stato accusato di omicidio stradale per aver investito con la sua Mercedes classe B di colore nero causandone il decesso in conseguenza delle gravi lesioni riportate il 16enne ladispolano Daniele Nica. Il tragico incidente è avvenuto sulla Statale Aurelia, nei pressi del noto locale Pinar, nella notte tra venerdì 8 e sabato 9 luglio del 2016. Il sostituto procuratore della Procura di Civitavecchia Delio Spagnolo ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio stradale sia per il Risi che  per Adam Galluccio,  il 23enne di Ladispoli, che conduceva  la Fiat Panda di colore rosso lasciata in sosta sull’Aurelia dalla quale era sceso Daniele.  Ebbene nell’udienza preliminare del 3 luglio scorso dove si è anche costituito il responsabile civile, gli imputati hanno dichiarato la loro scelta in ordine al rito, ossia se andare avanti in via ordinaria oppure chiedere un rito alternativo. Il legale del Risi, non presente quel giorno in aula, ha chiesto per il suo assistito il rito abbreviato e la data della discussione è stata fissata.  Il 4 dicembre quindi ci sarà la discussione davanti al Gup Giuseppe Coniglio e a seguire la decisione. L’altro imputato Adam Galluccio, presente in aula, ha chiesto, invece,  il rito ordinario e quindi bisognerà attendere la decisione del Gup sull’eventuale rinvio a giudizio.  
L’avvocato Celestino Gnazi, legale di Katia Giordani, mamma di Daniele: «Siamo convinti che ci sia stata una grave responsabilità e delle gravi negligenze del Risi nel determinare l’incidente e la morte di Daniele e confidiamo nel fatto che questo sia riconosciuto dal Gup».  
Un fatto senz’altro di rilievo è che nella fase preliminare sono state effettuate dalla parte civile delle indagini difensive, nel corso delle quali è stata acquisita e poi depositata una dichiarazione testimoniale di un giovane che avrebbe sentito Risi nell’immediatezza dei fatti dire che si era distratto perché gli era caduto il suo telefonino in macchina. 
Dichiarazione questa che contrasta con quanto dichiarato dal Risi: «Notavo una fiat Panda di colore rosso ferma a bordo strada sulla mia stessa corsia di marcia. Nel mentre gli transitavo affianco, ho udito un colpo provenire dallo specchietto retrovisore destro della mia autovettura. Infatti guardando lo stesso specchietto, mi accorgevo che avevo urtato qualcosa».  Sostiene peraltro  «di non aver notato nessuno che stesse in piedi fuori dalla Fiat Panda». 
Da quanto ricostruito, quella tragica notte la Mercedes avanzava lungo la statale Aurelia in direzione Roma  a velocità sostenuta, attorno ai 110 km orari, superando abbondantemente il limite di velocità di 70 km orari imposto in quel tratto di strada.  Contestualmente  la Panda era ferma sul lato destro della carreggiata con le ruote a ridosso della linea continua e Daniele posizionato in piedi sul lato sinistro di fronte allo sportello posteriore aperto chinato verso l’interno dell’abitacolo, mentre, sembrerebbe cercasse  il suo cellulare all’interno di un borsone che si trovava sul sedile dell’auto. La Mercedes piomba sulla Panda travolgendo e trascinando in un attimo nella sua folle corsa il 16enne intrappolato tra la parte anteriore della stessa e lo sportello della Panda, fermandosi dopo ben 110 metri dal luogo dell’impatto. Sulla strada nessun segno di frenata.  Il giovane cerveterano si è subito fermato per prestare soccorso, e sottoposto come prassi  agli esami ematici per l’alcolemia e tossicologici che davano esito negativo. Le gravissime lesioni riportate nel tremendo impatto non diedero scampo a Daniele che giunge cadavere all’Aurelia Hospital. 
Ad entrambi gli imputati la Procura ha riconosciuto la colpa consistita in «negligenza, imprudenza e imperizia, nonché nell’inosservanza delle norme di circolazione stradale» per la morte del giovane. 
In particolare, secondo l’accusa, Risi non avrebbe «regolato la velocità del veicolo con riguardo alle caratteristiche dello stesso e della strada, scarsamente illuminata e notoriamente frequentata, in quel tratto, per via della presenza nella vicinanze di un noto locale pubblico, e per non aver mantenuto un’andatura che consentisse di compiere tutte le manovre necessarie per evitare pericoli per la sicurezza delle persone», di quì l’investimento di Daniele e il decesso in conseguenza delle gravi lesioni riportate; mentre Galluccio, sempre secondo l’accusa, «per aver  oltrepassato le strisce longitudinali continue e aver sostato sulla banchina in prossimità della striscia continua che delimita la carreggiata, al fine di consentire al Nica di scendere dall’autovettura, in tal modo poneva in essere le condizioni perché il medesimo venisse investito dal Risi».

 

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Mecozzi: ''Si deve salvare la scuola di piazza Verdi''

La scuola primaria di piazza Verdi potrebbe chiudere i battenti. A darne notizia il consigliere del PD Mirko Mecozzi che punta i riflettori sulla scuola primaria di piazza Verdi gestita dalla Fondazione Cariciv. In un comunicato il consigliere spiega che «giunge notizia che chiuderanno ed il prossimo anno sarà il turno dell’asilo sempre, nella stessa sede, sempre dello stesso Ente finanziatore. Una perdita pesantissima sia sotto l’aspetto dell’istruzione per le giovani generazioni, sia in termini occupazionali, che vedrà tutti coloro che danno il loro contributo all’interno della struttura privati del lavoro e del sostentamento alle proprie famiglie e non sono pochi». Mecozzi si dice preoccupato per il futuro dei lavoratori e sottolinea la gravità del problema «perché collegata alla Fondazione Cassa di Risparmio che tanto si è adoperata, nel recente passato, per la crescita del bene comune della città, piantando paletti importanti in tutti gli strati sociali nessuno escluso e con risultati che vanno sopra l’eccellenza». Sempre secondo Mecozzi «le cause di tale decisione risiedono proprio nei recenti avvenimenti, ormai di pubblico dominio, che hanno investito proprio la Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia che colpita profondamente, forse non è più in grado di dare sostegno a quelle attività ed altre, che oggi rischiano di chiudere definitivamente mettendo un punto ad un ciclo straordinario di solidarietà ricco di soddisfazioni». Il consigliere punta poi il dito contro il Comune che «a riguardo non ha speso un solo minuto del suo tempo ne pronunciato a riguardo una sola parola». Intanto oggi proprio presso l’ente si terrà una riunione dell’organo di indirizzo riguardo il futuro della scuola. 

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