REGOLAMENTO 2 ottobre 2018, n. 1504

Regolamento (UE) 2018/1504 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 2 ottobre 2018, che abroga il regolamento (UE) n. 256/2014, sulla
comunicazione alla Commissione di progetti di investimento nelle
infrastrutture per l'energia nell'Unione europea – Pubblicato nel n.
L 258 del 15 ottobre 2018
(18CE2210)

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Contratti di investimento e nullità selettiva: la parola alle Sezioni Unite

Inquadramento normativo: art. 23 t.u.f. tra forma di protezione e abuso del diritto
L’art 23 T.U.F. prevede che “i contratti relativi alla prestazione di…

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Omicidio Nica: oggi attesa la sentenza per Stefano Risi

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Oggi davanti al gup del Tribunale di Civitavecchia Giuseppe Coniglio per Stefano Risi,  che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, che permette lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, si prevede la discussione e a seguire la  sentenza per la morte di Daniele Nica. Il giovane cerveterano, 31enne all’epoca dei fatti,  è stato accusato di omicidio stradale per aver investito con la sua Mercedes classe B di colore nero causandone il decesso in conseguenza delle gravi lesioni riportate, il 16enne ladispolano Daniele Nica. Il tragico incidente è avvenuto sulla Statale Aurelia, nei pressi del noto locale Pinar, nella notte tra venerdì 8 e sabato 9 luglio del 2016.  Udienza preliminare, invece, per l’altro imputato di omicidio stradale il 23enne di Ladispoli, Adam Galluccio, che conduceva  la Fiat Panda di colore rosso lasciata in sosta sull’Aurelia dalla quale era sceso Daniele, che ha chiesto di essere giudicato con il rito ordinario. Oggi, il gup, dovrà decidere su un eventuale rinvio a giudizio.  
Come noto, ad entrambi gli imputati la Procura ha riconosciuto la colpa consistita in «negligenza, imprudenza e imperizia, nonché nell’inosservanza delle norme di circolazione stradale» per la morte del giovane. In particolare, secondo l’accusa, Risi non avrebbe «regolato la velocità del veicolo con riguardo alle caratteristiche dello stesso e della strada, scarsamente illuminata e notoriamente frequentata, in quel tratto, per via della presenza nella vicinanze di un noto locale pubblico, e per non aver mantenuto un’andatura che consentisse di compiere tutte le manovre necessarie per evitare pericoli per la sicurezza delle persone», di quì l’investimento di Daniele e il decesso in conseguenza delle gravi lesioni riportate; mentre Galluccio, sempre secondo l’accusa, «per aver  oltrepassato le strisce longitudinali continue e aver sostato sulla banchina in prossimità della striscia continua che delimita la carreggiata, al fine di consentire al Nica di scendere dall’autovettura, in tal modo poneva in essere le condizioni perché il medesimo venisse investito dal Risi». 
Un fatto senz’altro di rilievo è che nel corso delle indagini difensive effettuate dalla parte civile nella fase preliminare, è stata acquisita e poi depositata una dichiarazione testimoniale di un giovane accorso subito sul luogo dell’incidente che avrebbe sentito Risi nell’immediatezza dei fatti dire che si era distratto perché gli era caduto il suo telefonino in macchina.  «E’ colpa mia mi sono distratto con il telefonino» avrebbe detto il giovane disperato. Questa testimonianza contrasta con quanto dichiarato dal Risi: «Notavo una fiat Panda di colore rosso ferma a bordo strada sulla mia stessa corsia di marcia. Nel mentre gli transitavo affianco, ho udito un colpo provenire dallo specchietto retrovisore destro della mia autovettura. Infatti guardando lo stesso specchietto, mi accorgevo che avevo urtato qualcosa».  Sostiene peraltro  «di non aver notato nessuno che stesse in piedi fuori dalla Fiat Panda». 
Oggi dopo due anni e mezzo terminerà la lunga attesa per avere giustizia da parte dei genitori di Daniele,  Katia Giordani e Marco Nica, ancora sconvolti per una perdita che ha creato un vuoto incolmabile. 
Rabbia, dolore e sconcerto nelle parole di mamma Katia che dice:  «Sono atterrita. Sentirsi dire che è stata una distrazione è un fatto inaccettabile. Ti distrugge l’anima. Quella distrazione non gli ha permesso di schivarlo, di scendere dalla macchina, di chiedere scusa e di finirla solo con un grande spavento. No. E’ morto. Mio figlio è morto e il responsabile deve essere punito. Chi  uccide non la può passare liscia. Ora la condanna a vita ce l’abbiamo noi. Loro no. Se non si viene puniti perché ci si distrae e si uccide, le vittime della strada aumenteranno. In questi 2 anni è mezzo ho conosciuto tante mamme che hanno perso i loro figli per causa di chi per distrazione, per alcool o per droga li ha uccisi. Io no, non ci sto e attendo fiduciosa». 
Mamma Katia si immedesima anche nella situazione della mamma di Marco Vannini dicendo: «Ho davanti ai miei occhi gli occhi di Marina icona della più grande delle ingiustizie. Terzo anno senza Marco  e gli assassini per tre Natali ancora fuori. Qualsiasi pena verrà data ai Ciontoli sarà poca, perché si sta parlando della vita di un figlio, che non ha valore» conclude sconsolata.

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Se sale (di più) la passione digitale delle imprese

L’Osservatorio del Politecnico: investimenti hi tech su del 2,6% nel 2019. Un’impresa su tre fa open innovation, lo stesso numero collabora con le startup. Le priorità di investimento sono Dematerializzazione, Big Data e sistemi ERP.

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Vecchia, parla patron Ambrosi

di MATTEO CECCACCI

Nessuna cronaca, nessun tabellino e nessun diritto di critica. È giunto il momento del primo bilancio stagionale del presidente del settore giovanile nerazzurro-bianconero Stefano Ambrosi appena dopo due mesi dall’inizio dei campionati Elite e regionali. È vero, di solito i responsabili dei vivai fanno il punto della situazione a fine girone d’andata, ma patron Ambrosi dopo il contratto di gestione di giugno scorso ha deciso di chiarire l’attuale situazione. L’ex portiere della Ternana non ha perso tempo e a 360 gradi, a tutto tondo, ha spiegato nel minimo dettaglio tutte le situazioni, spiegando il motivo della fusione o meglio ancora del contratto di gestione, dicendo la sua sullo stadio Fattori e la colpa dell’amministrazione comunale, sul fermo del campionato a causa della decisione dell’Aia e della prima squadra.
«Ci tengo a dire – esordisce il presidente dell’agonistica Stefano Ambrosi – che è un contratto di gestione e non una fusione, ma un contratto di cinque anni che ancora devo firmare, ma è questione di giorni. Tutto è nato dall’ottimo rapporto che ho sempre avuto e che ho tuttora con il presidente del Civitavecchia Calcio 1920 Ivano Iacomelli, molto spesso ci sentivamo per organizzare delle cose insieme e vuoi per un motivo vuoi per un altro, alla fine abbiamo preso questa decisione. Premetto che lo scorso anno, dopo la situazione che si era venuta a creare con il Tamagnini, era giusto far riemergere e portare avanti per il buon nome della società il settore giovanile del Civitavecchia Calcio e così in un pomeriggio d’estate insieme ad Ivano abbiamo raggiunto l’accordo. Prendere in mano l’intera gestione non è stato affatto semplice, l’ho fatto per salvaguardare una situazione che stava andando sempre più in malora, anche se con i numeri già stavo a posto, perché il mio organico bianconero già contava circa 240 ragazzi, infatti l’apporto numerico non è che mi abbia fatto aumentare la situazione, ma allo stesso tempo mi dà molto lustro per le tante categorie che si sono venute a creare tra le mie e quelle nerazzurre. Ad oggi ne contiamo sei tra Elite e regionali, non considerando l’Under 19 Elite, ex Juniores, per il semplice fatto che la gestisce ancora Iacomelli insieme all’Eccellenza, ma che sarebbe la quarta categoria Elite. Ovviamente, essendo partiti in netto ritardo stiamo pagando dazio con alcune categorie, basti vedere i 2002, dove ho ereditato una compagine un po’ frammentata, dovuta al semplice fatto che avendo chiuso l’accordo a fine giugno, molti giocatori già avevano deciso di accasarsi in altre società. Fare l’Elite già non è facile, perché se hai un bacino d’utenza così ridotto, figuriamoci se puoi competere in un palcoscenico dove varie società addirittura la cominciano a preparare mesi prima. Abbiamo trovato tante difficoltà soprattutto per i risultati, non tanto per l’organizzazione, adesso stiamo tirando la cinghia, abbiamo fatto vari cambi in panchina, come nel 2002 da Pasquale Oliviero ad Adus Amici e nel 2004 da Patrizio Tossio a Dario Rasi. Stiamo cercando di migliorare, ma l’errore che non dobbiamo commettere è quello di non avere la presunzione di guardare il campionato dal punto di vista della classifica, o meglio, bisogna focalizzarci su quelle squadre che stanno lottando per la salvezza come noi, così da concentrarci su di loro e raggiungere il nostro obiettivo. Non nego assolutamente il fatto che non abbiamo le forze per confrontarci con le solite società storiche plurititolate di Roma dove non sto a fare i nomi, i gironi sono difficili, in particolar modo quelli Elite laziali che sono i più complicati d’Italia. Stiamo soffrendo col 2002 e 2005, ma sono molto fiducioso e speranzoso sul raggiungimento della salvezza, questo è fuori da ogni dubbio. Stiamo cercando di rinforzare gli organici grazie al mercato e agli svincoli di dicembre, ma la cosa che va analizzata è che avendo un settore giovanile così importante per le categorie che hai, va a tutti i costi cambiata la mentalità nella gestione, mi spiego: non può per nulla al mondo esistere la musica del ‘‘mio figlio gioca perché è amico di, è nipote di, è figlio di’’, questo non può esistere. Noi, infatti, stiamo cercando di aggiustare il tiro su questa situazione per dare un po’ di professionalità a questo settore perché secondo me lo merita. Ad oggi con i numeri alla mano siamo il settore giovanile più importante della città per due motivi: il primo perché abbiamo le categorie più importanti e continueremo ad averle per molti altri anni in confronto alle altre realtà civitavecchiesi, il secondo è perché portiamo lo stemma della città a differenza degli altri che sono solo realtà locali. Comunque ci stiamo già organizzando per il prossimo anno sulla programmazione futura. Ripeto che sull’Elite senza ombra di dubbio abbiamo sbagliato qualcosa sui risultati, ma non siamo stati neanche fortunati, come ricorsi persi, decisioni arbitrali errate e tanto altro. Il rischio, comunque, è di perdere le categorie Elite con il 2002 e 2005, ma fatto sta che se dovesse accadere il prossimo anno faremo un regionale a vincere. I 2004 sono una corazzata, sapevo che avrebbero fatto un bell’inizio di campionato, perché una rosa che lo scorso anno ha vinto il titolo regionale, rinforzata quest’anno da cinque ottimi elementi del Civitavecchia non poteva fare altrimenti. Con i 2005 bisogna stargli molto vicino, purtroppo facendo un campionato ex Giovanissimi fascia B incontri club professionistici come Roma e Lazio e quando ti capitano i biancocelesti allenati da Tommaso Rocchi c’è poco da fare, è proprio il materiale umano che è diverso. Comunque l’obiettivo è mantenere tutte le categorie Elite, ci mancherebbe altro, per me i 2004 a fine anno raggiungeranno una salvezza tranquilla, mentre con i 2002 e 2005 stiamo a rischio, ma cercheremo di fare il più possibile. C’è da dire anche che l’agonistica viene da una gestione dello scorso anno complicata con dinamiche veramente difficili e stiamo pagando quello che è stato lo scorso anno, ovvero aver raggiunto l’accordo a giugno e in un mese non puoi programmare tutto, in particolar modo l’Elite. Questo è un anno di partenza su cui stiamo cercando di gettare le basi per la prossima stagione. Riguardo le categorie Regionali – continua il numero uno nerazzurro bianconero – ho cercato di mettere tutti allenatori che hanno pochissimi rapporti con i genitori, o meglio ancora, nessuna conoscenza e che hanno giocato a calcio ad alti livelli. Io a differenza di altre società non ho sponsorizzazioni, ma ci autofinanziamo con le quote della scuola calcio e non abbiamo nessuna entrata di supporto, perché credo che sia giusto così. L’unico problema ce l’abbiamo con l’Under 15 di Michele Romano, ma c’è una classifica molto corta quindi la salvezza può essere raggiunta facilmente e io sono tranquillo, così come i ragazzi di Zampollini e Savino che stanno dimostrando di poter competere nei propri campionati. Dal mio punto di vista tutte e tre le categorie si salveranno senza problemi. Nella Scuola Calcio – prosegue entusiasta – abbiamo 165 iscritti che vanno dal 2006 al 2012/2013 e siamo i più grossi di tutti anche perché insieme all’agonistica contiamo più di 300 elementi in totale. Lo scorso weekend abbiamo iniziato i campionati Federali che ricordo che non hanno classifica e non sono arbitrati. Abbiamo fatto un’ottima programmazione tecnica per quanto riguarda la scuola calcio, io come responsabile tecnico e Nello Savino nelle vesti di direttore generale facciamo dei breafing mensili con tutti gli allenatori per monitorare tutte le programmazioni tecniche per controllare che vengano rispettate. Fondamentale per noi è preparare i gruppi della scuola calcio ad approdare nell’agonistica nei campionati regionali ed Elite, ma ciò non significa che non possiamo iniziare a fare una piccola selezione omogenea che io reputo scorretta, infatti noi cominciamo a farla nel periodo primaverile dal 2009 in su, ed è giusto e importante che dal 2006 fino a questa età crescono individualmente, giocano tanto e si divertono il più possibile. Voglio ricordare anche che la Federazione con la Carta dei Diritti tutela tutti gli iscritti alla scuola calcio e che quindi la piccola selezione va fatta con le molle. Sono comunque abbastanza soddisfatto dell’andamento di tutta la struttura che si è venuta a creare, l’ambiente è rimasto famigliare come quando avevo solamente la Leocon dove si è aggiunto il lustro delle categorie del Civitavecchia Calcio e agli ottimi allenatori che avevo io della Leocon ho avuto la possibilità di poter inserire dei tecnici altrettanto bravi che venivano dalla Vecchia. Riguardo i tornei stiamo organizzando la Christmas Cup nel periodo natalizio, poi un torneo pasquale e uno di fine anno. Per lunedì, invece, sto organizzando in collaborazione con Daniele Bencini, ds del vivaio dielleffino, un raduno che ci è stato richiesto da vari procuratori del professionismo per le categorie 2002 2003 e 2004. Tornando all’agonistica devo dire che ho già avuto alcune segnalazioni per vari ragazzi del 2002, 2003 e 2004 da parte di club professionistici e per fine anno penso che qualcosa di importante potrà realizzarsi. Il mio intento alla fine è questo, quello di dare la possibilità a chi dimostra durante il campionato di fare bene di confrontarsi con realtà importanti grazie alle mie conoscenze che ancora oggi porto avanti, in modo particolare con Ternana, Pescara e Frosinone».
Ambrosi, poi, dopo aver analizzato le sue sei squadre ha voluto dire la sua sulla Vecchia e sullo stadio Fattori scaricando la colpa all’amministrazione pentastellata.
«Sul Fattori – spiega a tal proposito – le responsabilità ce l’ha l’amministrazione comunale che è l’unica indiziata di ciò che riguarda la situazione calcistica del Civitavecchia Calcio perché per quanto sia il Comune dovrebbe sempre garantire, non dico a tutto il settore giovanile anche perché tutta la cantera si allena in una struttura privata, ma almeno dalla Juniores in poi dovrebbe dare una propria casa all’interno della città per svolgere uno dei campionati più importanti e questo è gravemente mancante, gravemente mancante come tutti gli sbagli commessi, a partire dal disinteresse totale dello stadio Fattori, voglio dire, non è che parte da quest’anno, non si può pensare che il Fattori per sette anni ha dovuto avere la deroga anno per anno dalla Federazione per rifare un manto, che oggi per rifarlo costa 350 mila euro e per un Comune come Civitavecchia fare un investimento su un impianto sportivo per mantenere la propria squadra in città stiamo parlando di una cosa irrisoria. Loro oggi hanno la gravissima responsabilità di aver sgretolato un collage sportivo che fine a poco fa c’era. Per quanto mi riguarda a mister Rocchetti, visto che stiamo entrando nella fase invernale, ho dato massima disponibilità per svolgere gli allenamenti presso il mio impianto se ci dovessero essere problemi da qui a marzo nel recarsi ad Allumiere. Oggi come oggi, da gestore del  settore giovanile del Civitavecchia Calcio, mi rendo conto, cosa che prima non capivo, che non c’è l’amore che ci dovrebbe essere per questa maglia, mi spiego: non da parte di tutti gli addetti i lavori, ma sono pochissimi che gioiscono se le cose vanno bene, qui sembra che sono più contenti se il Civitavecchia si affossa perché magari ce l’hanno con un dirigente o un altro e questa è una cosa sgradevole e qui mi rifaccio anche ad altre società. Secondo me il simbolo Civitavecchia Calcio dovrebbe acquistare un’importanza collettiva, dovrebbe essere un piacere per tutti quanti far parte del Civitavecchia Calcio 1920. Io quando ero ragazzo e militavo nei dilettanti, prima di approdare nel professionismo, se avessi giocato con la squadra della mia città avrei dato tutto, invece oggi si vedono ragazzi che preferiscono fare un campionato provinciale piuttosto che un Elite».
Il presidente, ovviamente, non si è lasciato scappare il pensiero sulla decisione dell’Associazione Italiana Arbitri, che ha portato a non giocare i campionati lo scorso fine settimana a causa dell’aggressione nei confronti di Bernardini di Ciampino.
«Secondo me – commenta – non è assolutamente giusta la decisione che hanno preso, perché in questo modo non si tutelano i direttori gara, per quanto un arbitro possa sbagliare si deve capire che innanzitutto è un coetaneo dei calciatori e che può sbagliare una valutazione come il numero dieci può sbagliare un rigore e un portiere una parata, ma la gente dovrebbe capire che per quanto sono tanti gli interessi che ci stanno in mezzo, sono cose comunque sia ristrette in una partita di calcio giovanile, invece qui si sta perdendo il lume della ragione tra i genitori che stanno fuori e insultano gli arbitri, addirittura gli allenatori come se capiscono di tattica e di tecnica. Dico la verità, noi siamo realtà insignificanti pure se facciamo l’Elite, basti pensare a qualche anno fa quando squadre che oggi militano in Serie C, hanno speso più di 500 mila euro per il settore giovanile e questo ti fa rendere conto che non sei niente. Noi bisogna capire che non ci stiamo giocando la Champions League, si, è importante mantenere l’Elite, il regionale, fare tornei e tanto altro, ma lo scopo reale di un settore giovanile è quello di far crescere i ragazzi e i due tre validi elementi che hai piazzarli nel professionismo, poi se lo riesci a fare mantenendo tutte le categorie Elite è un conto, se non riesci a farlo e lo fai tramite regionale è un altro conto, ma è questo lo scopo. Poi qui subentra il fatto dei genitori, perché oggi come oggi ci sta un’esasperazione incredibile, io ho fatto ventiquattro anni di calcio di cui venti di professionismo e sono arrivato anche ad alti livelli, ma alcuni atteggiamenti che vedo, anche nella scuola calcio, a volte mi fanno accapponare la pelle perché sono proprio fuori luogo e quindi ecco che vanno a creare delle tensioni che poi sfociano in quello che è accaduto domenica 11 a San Basilio al povero Bernardini di Ciampino. Secondo me, però, la Federazione quando accadono queste cose non deve generalizzare, ma punire la squadra, ovvero: dove è accaduto, chi è stato, come si chiama la società? Perfetto, radiata dal campionato, ma non tanto per punire, ma per dare un segnale forte a tutti, purtroppo questo la Federazione non lo fa mai. Secondo me solo così possono migliorare le cose e allora lì sì che ci penseranno dieci volte prima di aggredire un arbitro, ma dal mio punto di vista il segnale che doveva dare l’Aia era tutt’altro e questo di fatto non farà cambiare la situazione. Il calcio è uno dei pochi sport che fa credere a tutti di poter dare un’opinione quando invece c’è bisogno di avere una grandissima specializzazione calcistica per poter parlare di tattica o di tecnica ma siccome tanti si vedono tre partite e pensano di essere il nuovo Mourinho e allora questo porta tutti i genitori e molti addetti ai lavori a giudicare in maniera facile e a volte errata moltissime situazioni e questo non fa nient’altro che aggravare il livello di tensioni nervose i ragazzi che arrivano al campo esasperati. Voglio fare – conclude il presidente Stefano Ambrosi – un grande e grosso in bocca al lupo a Ivano Iacomelli per il proseguio della stagione per quanto riguarda la prima squadra, gli auguro quanto prima di uscire da questa fase negativa, perché sono a conoscenza dei sacrifici che sta facendo per portare avanti tutta la squadra».
Un bilancio, dunque, quello di Ambrosi che fa capire a tutti la serietà del settore giovanile del Civitavecchia Calcio 1920 che vuole assolutamente riemergere e tornare protagonista.
I cent’anni del club sono vicini e chissà cosa bisognerà aspettarsi.

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Terme: Aquafelix si affida ai propri legali

CIVITAVECCHIA – Dieci anni di silenzio. Eppure tutti sanno quale è sempre stata l’intenzione del parco Aquafelix, quella cioè di destagionalizzarsi e di poter prolungare l’attività per almeno altri cinque mesi l’anno, attraverso l’utilizzo di acqua termale. Ma nessuno ha mai risposto o dato importanza ad un progetto che viene dal territorio e qui affonda le sue radici. Un progetto che è transitato per Palazzo del Pincio, nel corso degli anni, ma di passaggio. Risale al 2008, infatti, la richiesta di Euro Park, proprietaria e gestore del parco acquatico Aquafelix indirizzata alla Regione Lazio, di poter utilizzare le acque termali. Anzi, veniva specificato “parte delle acque ad oggi sprecate e disperse sui terreni circostanti i pozzi di captazione, da convogliare – si chiedeva – con accorgimenti opportuni e a norma di legge, nelle esistenti piscine del parco acquatico Aquafelix. La fruibilità delle acque permetterebbe l’utilizzazione della struttura per l’intera annualità, con benefiche ricadute anche sul piano occupazionale”. Una richiesta, questa, a cui non è mai stata data risposta, tanto che oggi, anche e soprattutto alla luce dell’autorizzazione alle perforazioni concessa alla società viterbese di Fausto Sensi, Aquafelix sta interessando i propri legali, valutando come poter far valere proprio quel documento del 2008 rimasto inevaso. Lo ha confermato il direttore del parco, Franco Farina, che si sente preso in giro da quanto sta avvenendo oggi. “Non ce l’ho con nessuno, né con i Sensi, né con il Sindaco – ha spiegato – le terme in città le vogliamo tutti, io per primo da civitavecchiese. Ma la situazione che si è delineata oggi, quando a noi non è mai stato risposto, ci fa pensare di aver investito nella città sbagliata”. Anche Cozzolino era a conoscenza del progetto “Therme di Traiano Wellness” legato all’Aquafelix, ma come altri anche questa amministrazione lo ha messo nel cassetto senza una reale spiegazione. “Stiamo lavorando per le terme, mi è stato più volte risposto – ha aggiunto Farina – ma oggi ci troviamo senza niente, e con un progetto come il nostro finalizzato ad un utilizzo di massa e quindi fruibile da chiunque e con importanti ricadute occupazionali fermo al palo. Eppure è un progetto realizzabile e con un minimo investimento, che tra l’altro non andrebbe in conflitto con un eventuale impianto più “d’elite” come quelli di cui si parla da anni”.

A seguire i progetti termali su Civitavecchia è da anni anche Giuseppe Sarnella, presidente di Confimprese Turismo Italia ricordando come la questione torni prepotentemente di attualità come sempre all’avvicinarsi delle elezioni. «Non è difficile attrarre imprenditori e investimenti, che questo sia un progetto di sicuro successo lo dicono i numeri – ha spiegato – quello che resta difficile è unire le forze, operare in sinergia per un grande progetto innovativo e ambizioso, destinato a ridisegnare il ruolo di Civitavecchia a livello internazionale. Un contesto storico e archeologico unico al mondo, circondato dalla natura incontaminata, in quello che tutti all’estero chiamano e considerano il “Port Of Rome”, deve necessariamente avere un respiro internazionale. Il progetto del Polo Termale di Civitavecchia deve essere realizzato in sinergia con i più importanti ed esperti attori internazionali del turismo di qualità. Solo così – ha concluso Sarnella – potrà realmente imporsi e trasformare il volto di questo territorio, portando migliaia di posti di lavoro e assicurando un futuro ai nostri giovani».

E qui si lega anche la proposta di Forza Italia, preoccupata che «al rilancio del territorio attraverso la creazione di un Polo termale che guarda al grande mercato mondiale, si preferisca un progetto di piccolo cabotaggio politico e di basso profilo». Gli azzurri propongono quindi di analizzare il progetto in un incontro pubblico, «non guardando ai prossimi cinque mesi, che potranno produrre solo promesse – hanno spiegato – ma ai prossimi cinque anni, che potrebbero invece produrre cantieri e strutture che daranno posti di lavoro per i nostri figli». 

Perplesso il gruppo consiliare del Pd, «per l’andatura del gambero di un sindaco come Cozzolino che prima esprime un parere contrario al progetto della trivellazione di pozzi “termali” – hanno sottolineato – salvo poi cambiare idea adducendo come giustificazione il parere favorevole espresso dai tecnici. Se la questione fosse solo tecnica, Cozzolino avrebbe comunque dovuto chiedere un parere tecnico prima di esprimere una qualsiasi opinione politica o programmatica. Puerile il tentativo di giustificare la sua retromarcia con dubbie clausole di “salvaguardia” che richiederebbero il ripristino dei luoghi solo a danno fatto. Del tutto trascurata dal sindaco, poi, la rilevanza politica del problema – hanno concluso dal Pd – che avrebbe richiesto una adeguata informazione ai cittadini ed un confronto nelle sedi istituzionali. Invece, come già in altre occasioni, la questione è stata trattata in maniera autoreferenziale alla faccia di quella partecipazione e condivisione di cui i ciarlieri a cinque stelle hanno riempito il programma».

 

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Usi civici e Santuario di Pantano: avanti all'unanimità

CIVITAVECCHIA – Appuntamento il 7 dicembre alle 16 all’aula Pucci per un’assemblea pubblica nel corso della quale il Comune spiegherà nel dettaglio cosa è andata ad individuare la nuova perizia sugli usi civici che ieri è stata acquisita dal Consiglio Comunale, votata all’unanimità, e pronta per essere inviata alla Regione Lazio. “Perché le conclusioni a cui è arrivata la nuova analisi del territorio svolta dal nostro perito, Alessandro Alebardi  – ha spiegato l’assessore Alessandro Ceccarelli – porterebbero alla totale inesistenza degli usi civici”. Questo, come sottolineato poi dal consigliere grillino Emanuele La Rosa, evidenzia forti criticità della famosa sentenza del 1990; con lo stesso esponente del M5S che ha puntato il dito contro la Regione Lazio, per le sue responsabilità e soprattutto perché con la determina del 2013 ha danneggiato gravemente molti cittadini, “vessati – ha concluso – in questi anni”. Anche l’Agraria ha fatto eseguire una propria perizia, che va a restringere il territorio interessato, con delle differenze però da quella del Comune che sostiene l’inesistenza di usi civici di demanio collettivo.   

“La Regione – ha aggiunto il collega Fulvio Floccari – non può ignorare le due perizie, fatte da due enti differenti. Dobbiamo imporre alla Regione, anche a costo di portarla alla davanti alla Corte di Giustizia Europea, di mettere mano ad un errore: la sua determina afferma cose sbagliate. E la città ha pagato caro, come sta pagando anche il Comune che, ad esempio, è stata impossibilitata a far partire i lavori al parco della Resistenza per degli usi civici che non esistevano”. Pur votando il documento, il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso ha invitato comunque a non dare false illusioni ai cittadini. Un terzo della città finora è stata vessata dal problema e siamo tutti d’accordo – ha spiegato – quella che andiamo a votare è comunque un’analisi a fini urbanistici, che il Pincio provvederà ad inviare alla Regione. Ma credo sia opportuno trovare un accordo preliminare con l’Agraria per evitare che in Regione arrivino più perizie, per evitare anche che si allunghino i tempi per dare soluzioni certe ai cittadini”.  

Il documento è stato approvato all’unanimità, così come la variante urbanistica da terreno agricolo a pubblica utilità di un triangolo di terreno di circa 800 mq ed il progetto preliminare per la realizzazione del Santuario delle Lacrime di Pantano da parte della Curia, con i fondi messi a disposizione dalla Cei. Si è infatti chiusa il 15 ottobre la conferenza dei servizi asincrona convocata dal Pincio, con il Comune che ha dato anche mandato agli uffici perfezionare il passaggio con Arsial del parcheggio e giungere inoltre alla sistemazione per tutta l’area. “Siamo contenti – ha aggiunto il consigliere Grasso – che finalmente si sblocca questo progetto che portammo noi, a marzo 2017, in Consiglio, quando si rischiava di perdere il finanziamento da 3 milioni della Cei. Ben venga che si va oggi a definire questo iter”.

Spazio anche alla polemica in apertura di seduta, quando il dibattito si è acceso sulla terme , in considerazione delle ultime novità, e poi sul Welcome Center che dovrebbe sorgere a Fiumaretta. La maggioranza a Cinque Stelle, infatti, ha bocciato le otto osservazioni presentate dal Pd sul progetto, difendendo a spada tratta l’iniziativa, così come già fatto nel corso degli ultimi anni. “Osservazioni di carattere tecnico – ha spiegato il sindaco Cozzolino – relative soprattutto alla normativa sul commercio per noi assolutamente rispettata. Le altre critiche sono quelle che discutiamo da anni: per noi questo progetto è necessario per l’osmosi tra porto e città ed importante anche la parte commerciale, perché parliamo di un investimento da 40 milioni di euro privato. Parte commerciale complementare con l’offerta economica cittadina. Siamo sicuri che sarà un progetto che farà bene alla città”. Non è stato dello stesso avviso il capogruppo del Pd Marco Piendibene. “Come accaduto anche per l’albergo dei cinque sensi – ha sottolineato – che però poi non passò in conferenza dei servizi, anche questa volta la maggioranza respinge tutte le nostre osservazioni. Sull’outlet legato al Welcome Center abbiamo sottolineato anomalie e criticità, con i negozi che andranno in concorrenza con il commercio locale. Non ci sembra opportuno un progetto del genere – ha concluso – perché il flusso dei crocieristi dovrebbe portare ricchezza ai cittadini e alle attività locali, e non essere canalizzato in questo modo”.  

Nella foto la cartografia relativa alla perizia del Comune. In rosso area demanio, rosso mattone privato gravato. Bianca e verde libera

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WeWork, il gigante degli uffici condivisi debutta a Milano

La multinazionale Usa aprirà due sedi in centro nel 2020. Il boom del lavoro mobile sta riconvertendo gli edifici e le strategie delle società di investimento immobiliari

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Terme, Tidei: "I rischi sono enormi"

CIVITAVECCHIA – «Leggendo la replica scomposta del Sindaco sulla questione Terme, non sappiamo più se Cozzolino si rende conto di quello che dice. Cozzolino ha finalmente ammesso di essere favorevole alle iniziative imprenditoriali private e di tutelarle, anche se queste – aggiungiamo noi – travolgono l’interesse pubblico e dei cittadini civitavecchiesi. Una dichiarazione che, in altri tempi, avrebbe fatto sobbalzare sulla sedia. Una dichiarazione per la quale si sarebbero subito chieste le dimissioni di Sindaco e Giunta. Ma ormai siamo assuefatti a tutto». È quanto afferma l’esponente del Partito democratico Pietro Tidei, intervenendo sulla vicenda delle perforazioni in zona termale.

"Che la Giunta abbia sempre tutelato gli interessi privati di pochi a discapito dei cittadini, lo sapevamo già – si legge nella nota – lo ha fatto con Enel, lo ha fatto con il forno crematorio. Sulla questione Terme una ulteriore riflessione però si impone: Cozzolino – spiega Tidei – ha avuto l’opportunità che nessuno altro aveva avuto prima. Il Comune è rientrato, infatti, nella disponibilità delle aree sulle quali, le giunte precedenti, grazie a finanziamenti di origine comunitaria, avevano sviluppato enormi investimenti per sviluppare un comparto termale a “trazione” pubblica. Cozzolino – prosegue la nota – dinnanzi alla opportunità di completare il progetto – bloccato per anni per le note vicende giudiziarie – non ha fatto niente di niente per quattro anni e mezzo.  E adesso la soluzione è affidare l’iniziativa a dei privati?  Ma soprattutto viene da chiedersi, come sia venuto in mente a Cozzolino, a poche settimane dalla sua sostituzione, di autorizzare trivellazioni e scavi sullo stesso bacino minerario sul quale tale intervento è già stato fatto, proprio con i finanziamenti europei». 

«Invece di completare le terme pubbliche per i cittadini – dichiara ancora Pietro Tidei –  il Sindaco affida una iniziativa senza senso a dei privati.  I rischi sono enormi perché oltre a porre in essere scavi e trivellazioni già fatte, si rischia di compromettere e mandare all’aria quel poco (o tanto) che della iniziativa termale si è fatto. Perché i privati devono trivellare di nuovo, sullo stesso bacino minerario mandando in fumo di fatto l’investimento pubblico?  Questa è la domanda a cui non troviamo una risposta, domanda che dovrebbero porsi anche gli organi di controllo (Corte dei Conti, Procura, ecc.), di cui auspichiamo un pronto intervento. Abbiamo capito che Cozzolino preferisce tutelare l’interesse privato rispetto a quello pubblico – conclude il dem – ma che addirittura per farlo crei un danno alla comunità, appare francamente eccessivo. Per fortuna questo “strazio” è giunto al termine.  Mai come in questa occasione, infatti, la sostituzione del Sindaco è ormai cosa certa.  Tra qualche settimana, spetterà alle forze democratiche far tornare a prevalere l’interesse pubblico dei cittadini su quello dei privati, a cui Cozzolino dice di tenere tanto».

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