''Violenza contro le donne, bisogna tenere alta la guardia''

SANTA MARINELLA – «Ora che il 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, è stata commemorata, sono state inaugurate le panchine rosse, sono state messe in mostra le scarpette rosse, ora tutto tornerà nel dimenticatoio e la vita di ogni giorno ritornerà a scorrere come prima». Così si esprime il consigliere comunale del M5S Francesco Settanni sulla manifestazione organizzata domenica scorsa dall’amministrazione comunale. «Una vita con i soliti problemi, le solite dinamiche relazionali uomo donna, i soliti atavici istinti che per retaggio antropologico culturale – continua Settanni – fanno sì che l’uomo si senta superiore alla donna e consideri la propria forza fisica il miglior modo per dimostrare la sua potenza, fino all’uso della violenza. È per questo che io preferisco ritornare sull’argomento oggi, perché oggi sia come ieri e questa continuità serva a non dimenticare, a tenere sempre alta la guardia sulla necessità di invertire la rotta di questa incessante spirale di violenza. Siamo sempre più circondati dalla violenza, quella verbale, quella delle baby gang, quella verso gli anziani negli ospizi, quella verso i bambini negli asili, quella verso gli animali. In un mondo del genere, la violenza sulle donne sembra essere una delle tante forme di sopraffazione a cui ci sta abituando una cultura materialista sempre più avulsa da valori e principi etici e fondata su edonismo, successo, potere, vanità». Se solo nella nostra emancipazione umana comprendessimo che i rapporti fra gli esseri viventi devono essere basati sul rispetto – conclude il consigliere cinque stelle – forse questa escalation di violenza non ci sarebbe stata e questa data non avrebbe alcun senso, ritrovando nelle donne, le nostre donne, nulla più che noi stessi uomini, un’altra faccia della stessa umanità in cui l’una non può fare a meno dell’altra e che solo nel cammino comune, mano nella mano, può trovare il senso della propria esistenza su questa madre terra».

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La Cestistica stenta a decollare

Nella terza giornata del campionato di serie C Gold maschile la Cestistica Civitavecchia cede le armi tra le mura amiche. 
Al PalaRiccucci di San Gordiano la Stemar 90 si arrende 70-75 all’Oasi di Kufra Fondi. 
Una sconfitta, la seconda in tre partite, che al momento non pesa più di tanto, visto che il torneo è appena iniziato, ma meglio invertire subito la rotta prima di prendere un percorso che potrebbe portare alla deriva; d’altronde l’ambizione è di fare una stagione di vertice. 
I ragazzi di coach Lorenzo Cecchini, quindi, dovranno rialzare la testa già dal prossimo appuntamento, che li vedrà di scena sabato alle 18.15 sul campo della Smit Roma Centro, compagine che precede i rossoneri con quattro punti all’attivo. 
Frassati e Fortitudo Roma, intanto, viaggiano a punteggio pieno a quota 6.
Parziali: 16-16, 17-20, 14-17, 23-22.
Cestistica Civitavecchia: Campogiani 6, Foulds 14, Tassone n.e., Bencini n.e., Bottone 12, Gianvincenzi 3, Manetti 14, Volpe n.e., Profumo n.e., Di Grisostomo 13, Spada 1, Gattesco 7. Coach: Cecchini.
Oasi di Kufra Fondi: Refini E. 0, Zivkovic 29, Romano 20, Cima 0, Refini G. 0, Lauri 0, Iannone 6, Avallone 0, Di Manno 0, Di Maro n.e., Fazzone n.e., Blaskovits 20. Coach: Nardone.

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Cestistica a caccia di riscatto

di ALESSIO ALESSI

C’è voglia di riscatto in casa Cestistica Civitavecchia. Dopo lo stop nell’esordio stagionale per mano di Grottaferrata, la Stemar 90 cerca d’invertire la rotta già da oggi, quando alle 18 al PalaRiccucci arriva Anzio per la seconda giornata di serie C Gold maschile. Anche i romani però giocano col coltello fra i denti, memori della sconfitta per 69-51 patita contro Formia. 
I rossoneri recuperano capitan Campogiani, ma devono fare ancora a meno dell’infortunato Bezzi.
Della sfida ha parlato il tecnico della Cestistica Lorenzo Cecchini: «Dobbiamo ripartire dalle nostre certezze. Nella gara con Grottaferrata siamo arrivati al supplementare giocando un buon basket, purtroppo le assenze di Campogiani e Bezzi, unite alle non perfette condizioni di Di Grisostomo e al pieno di falli che ha estromesso alcuni nostri giocatori dalla partita, hanno fatto la differenza in negativo. La sconfitta è stato un episodio. Ora c’è Anzio, squadra composta da un nucleo storico al quale si sono aggiunti quattro giovani provenienti dalla serie A2, tre dei quali sono molto fisici. Tutto sommato meglio incontrarli adesso che non sono ancora collaudati. Per quanto riguarda i miei ragazzi, sono soddisfatto di come si stanno integrando, abbiamo quattro nuovi elementi e serve un po’ di tempo per trovare la quadratura ed è proprio per questo che stiamo lavorando per conoscerci meglio e cercare il giusto feeling che permetta di massimizzare le qualità di tutti».

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Amministrative Tarquinia, Mori: ''Bisogna aprirsi alle donne e agli uomini migliori''

TARQUINIA – «Comunicati stampa, toto-sindaci, riunioni e assemblee. A otto mesi dalle elezioni comunali, la macchina elettorale di partiti e movimenti si è già messa in moto. Tutto come se niente fosse successo: le elezioni comunali dello scorso anno, le elezioni dell’Università Agraria, le elezioni regionali  e politiche del 4 marzo, il forfait dell’amministrazione comunale dopo 15 mesi di governo.
Tutto scorre, con le solite logiche, i soliti nomi, i soliti gruppi, le solite idee». In vista delle amministrative di maggio 2019 i Moderati e Riformisti tornano a predere la parola per voce di Giancarlo Capitani  di Tarquinia  e Stefano Bonori, coordinatore provinciale di Viterbo. L’obiettivo è auspicare la nascita a Tarquinia di un ‘‘fronte democratico’’.  «A sinistra come a destra. – affermano Capitani e Bonori – candidati “potenziali”, quasi predestinati, non si sa se per successione dinastica o per scelta divina. Film già visti, ennesima replica della serie : ‘‘Intanto scegliamo il sindaco, poi vediamo’’. Già pronti i copia e incolla dei programmi salvati sui pc dagli anni ’90 ad oggi : riqualificare San Giorgio, valorizzare il Lido, fare finalmente il nuovo piano regolatore. E poi il turismo, certo, perché “una città come la nostra dovrebbe vivere di turismo”. Solo che stavolta qualcosa è cambiato, se non nelle forze politiche, sicuramente nei cittadini : la gente non si fida più, delle cose e delle persone.  Ecco che allora sarà forse il caso, per una volta, di cambiare rotta ed invertire l’ordine dei lavori: progetti, prima, seri e credibili. E dopo, chi è in grado di realizzarli, per comprovata competenza ed esperienza. La nostra proposta, come Moderati e Riformisti, è quella di aprire da subito un grande cantiere delle idee, gettare le fondamenta, creare una grande squadra di operai che sappiano mettere al servizio del progetto le loro esperienze e le loro competenze.  Per questo sarà necessario superare lo schema classico, la formula partito o coalizione, per aprirsi alle donne e agli uomini migliori, che possano riconoscersi in quel progetto con entusiasmo e passione, per ridisegnare insieme un modello di città capace di far sognare i cittadini. È venuto il tempo perchè Tarquinia giochi finalmente la grande scommessa della “città d’arte”, ponendo i beni culturali e la loro valorizzazione come fondamenta di quel cantiere, certi che il modello di sviluppo di questo territorio debba passare necessariamente da un turismo qualificato, attratto dalle bellezze del nostro patrimonio. Cultura, arte, grandi eventi di qualità, promozione e strategie di marketing territoriale, non dovranno più rappresentare la “Cenerentola” dei bilanci, relegati all’ultimo posto dei capitoli di spesa. Occorre invero invertire l’ordine della cose : cultura e turismo dovranno essere le priorità della programmazione economico-finanziaria, con investimenti importanti nella pianificazione delle voci di bilancio dedicate a questi settori, da intendersi oramai quale volano decisivo per la crescita ed il rilancio socio-economico della città. Serve coraggio, intraprendenza, e fors’anche l’essere un pò visionari. Questa città ha aspettato troppo tempo, e non ha più tempo per aspettare. Come Moderati e Riformisti ci saremo, auspicando che anche a Tarquinia possa nascere un “fronte democratico”, moderato e riformista (stavolta scritto minuscolo), in grado di confrontarsi su questa nuova sfida, sulla scia di altri comuni, anche della Tuscia, che hanno avuto il coraggio di fare un salto di qualità rispetto all’offerta turistica tradizionale, scommettendo ed investendo in cultura, ambiente, qualità della vita. Insomma, in bellezza». «Tarquinia può farcela. – concludono Capitani e Mazzola – Negli ultimi due decenni le amministrazioni Conversini prima, e Mazzola poi, hanno tracciato il solco, iniziando un percorso al quale è mancata però troppo spesso la spinta finale, il colpo di reni decisivo, il coraggio di spingere sull’accelleratore. Ora è venuto il momento di riprendere quel cammino, e di osare fino in fondo. Chi farà il sindaco è un problema secondario. Se le fondamenta saranno solide, se il progetto sarà valido, se la squadra che lavorerà sarà forte, capace e competente, sarà più facile trovare un buon capo-cantiere, che sappia dirigere e coordinare i lavori con mano esperta».

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Moody’s, nuovo declassamento per Civitavecchia: pessima gestione

CIVITAVECCHIA – L’agenzia Moody’s ha avviato il declassamento del rating del Comune di Civitavecchia.Il rating di un Comune (o di qualsiasi altro operatore economico) è la valutazione della sua solidità economico-finanziaria e della sua capacità di restituire il debito.

L’iniziativa della agenzia americana era nell’aria e comunque ha suscitato notevole clamore. I più attenti ricorderanno, infatti, che poco più di due anni fa (2015), Moody’s aveva già bocciato l’attuale amministrazione, declassando il rating da Baa3 a Ba1.

Ma l’avvio della nuova procedura di declassamento (iniziata lo scorso maggio), che dovrebbe concludersi entro fine anno, rischia di essere una vera e propria mazzata per il Comune.

I più attenti ricorderanno che il Comune di Civitavecchia fu il più piccolo ente locale italiano a sottoporsi al giudizio dei mercati e quindi delle agenzie di rating. I tempi erano profondamente diversi, così come la gestione delle casse comunali. Il risultato del 2004 fu eccellente: A1.

Civitavecchia entrava nel mondo della finanza internazionale dalla porta principale e non molti compresero la portata di quello che stava accadendo.

Grazie a quel giudizio, che sanciva uno scarsissimo rischio per il credito, infatti, molti investitori istituzionali non ebbero difficoltà a sottoscrivere i titoli (BOC) che il Comune emise per finanziare numerose opere pubbliche (trincea ferroviaria, interporto, ecc.). Il costo del debito era irrisorio (1,9%) meno di un terzo dei tassi dell’epoca (mediamente 6,5%).

Ma i tempi passano e della eccellente gestione di quegli anni è rimasto solo il ricordo. Il giudizio di A1 resisteva così sino al 2009, quando iniziarono i primi declassamenti, culminati nelle ultime bocciature di questi anni, senza che fino allo scorso anno, quando ormai il Comune era con l'acqua alla gola, nessuno si preoccupasse di rinegoziare tassi e condizioni sui famigerati swap.

Insomma una storia non certo gloriosa: da A1, “alta qualità del credito, rischio di insolvenza molto basso”, si sta passando a B1, “qualità del credito pessima, alto rischio di insolvenza”.

Civitavecchia è precipitata quindi di nove livelli in poco meno di dieci anni. E la “picchiata” non si arresta, anzi.

La preoccupazione cresce. Si attende ora di conoscere i motivi dell’avvio della procedura di declassamento, che per gli enti italiani è partita a causa dell'outlook negativo prospettato per il debito pubblico italiano, ma che in diversi casi, come ad esempio per la Regione Lazio, si è conclusa già con un mantenimento del rating precedente.

Risultato invece non raggiunto dall'amministrazione Cozzolino, che sbandiera presunti risanamenti del bilancio (con azzeramento di spese per interventi necessari, come ad esempio ogni tipo di manutenzione), ma che invece è stata bocciata dagli analisti internazionali.

Un elemento importante è certamente legato al “bidone” tirato ai creditori delle società municipalizzate che non sono stati più pagati e non lo saranno più, stante il fallimento di Città Pulita, Argo ed Ippocrate. Il pauroso debito a breve, accumulato poi negli ultimi anni (si sono sfiorati i 20 milioni di euro e mediamente si sta sempre sopra i 15 milioni) preoccupa molto gli analisti.

La nuova CSP è poi una bomba ad orologeria, affidata ad un management che non ha dato alcun segno di miglioramento rispetto alla situazione pregressa, anzi. Insomma, le performance del bilancio sono tutte peggiorate sensibilmente negli ultimi quattro/cinque anni e non esistono contromisure adeguate poste in essere dall’amministrazione. Al contrario la rinuncia ai contributi ENEL, senza la sottoscrizione di una nuova convenzione, bensì con la restituzione di oltre 17 milioni del Comune alla spa e con il famoso “sconto” dei 300 milioni che il colosso energetico si era impegnato ad investire in città, hanno contribuito a delineare un quadro sempre più fosco. Gli analisti di Moody’s, che – è bene ricordarlo – è la più importante agenzia di rating del mondo, sembrano andare addirittura oltre. Il giudizio sembra, infatti, indicare la forte probabilità che Civitavecchia, se nei prossimi mesi non si dovessero porre in essere iniziative significative, possa andare incontro allo spettro del dissesto finanziario che potrebbe, così rimanendo le cose, maturare nella seconda parte del 2019. Insomma un disastro totale. Secondo la fotografia scattata da Moody’s non c’è più un minuto da perdere e bisogna subito invertire la rotta. L’amministrazione M5S, alle sue ultime settimane di lavoro, avrà la forza e la capacità di recuperare rispetto a tutti gli errori fatti negli ultimi quattro anni e mezzo? Più probabile che questo compito sia assegnato alla prossima amministrazione comunale. Ma potrebbe essere già troppo tardi.

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Riduzione dei costi di lavoro: Cgil e Usb contro la decisione della ditta Guerrucci

CIVITAVECCHIA – Sindacati contrari alla riduzione dei costi di lavoro richiesta dalla ditta Guerrucci. Categoriche le sigle Fiom-Cgil e Usb Lavoro privato, soprattutto alla luce delle riduzioni strutturale già avvenute negli anni passati, sia sul piano occupazionale che delle retribuzioni, ma soprattutto dopo la netta indisponibilità manifestata dai lavoratori nelle assemblee. Una posizione, quella dei sindacati, assunta dopo l’incontro di mercoledì con la direzione della ‘’Mario Guerrucci’’, avente per oggetto proprio la discussione sulla richiesta aziendale di riduzione dei costi del lavoro. « L’azienda aveva dichiarato una perdita mensile del 27% riferita a luglio 2018  – dichiarano Cgil e Usb – con il nuovo appalto in confronto al SAL del mese precedente in regime di vecchio appalto, perdita che si riduce al 20% se confrontata con la media mensile da giugno 2017 a giugno 2018. L’azienda dichiara che il costo del lavoro in Guerrucci è più alto del 20% rispetto ai valori ritenuti “in linea con il mercato” – prosegue la nota – ma il valore del lavoro in Guerrucci ha una storia data da competenze, professionalità e dagli accordi sindacali con cui è stato ottenuto e non è possibile scaricare sulle retribuzioni di operai e impiegati tutte le minori entrate del nuovo regime di appalto (che a maggio l’azienda aveva stimato al -35% mensile)».

«L’azienda ha comunque ribadito la necessità di riduzione dei costi – fanno sapere i sindacati – dichiarando che dal 1 agosto non riconoscerà più i buoni pasto di 5,29 euro giornaliere, in attesa di altre decisioni ben più pesanti che non ha meglio specificato. Inoltre ha dichiarato la volontà di istituire, dal 1 settembre, un nuovo sistema di turnazione sicuramente più gravoso che prevede la riduzione da 10 a 8 squadre, di 12-14 persone ciascuna, con 1 squadra “jolly” per il sabato/domenica (2 autisti + 1 caposquadra)». Fiom-Cgil e Usb Lavoro invita l’azienda a non procedere con queste iniziative unilaterali «che disdettano di fatto gli accordi vigenti e che soprattutto scaricano i pesi solo sulle retribuzioni. A fine agosto con data da definire convocheremo un’assemblea con tutti i lavoratori per discutere ulteriormente della situazione aziendale e per decidere insieme tutte le iniziative di mobilitazione necessarie se la Direzione non ritirerà questi provvedimenti» Prioritario, secondo i sindacati, invertire la tendenza degli ultimi anni in cui le discussioni, con le imprese di Civitavecchia e non solo, sono ormai incentrate sulle richieste di riduzione dei costi, quando non proprio sui posti di lavoro.

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Vertenze portuali: va riattivato il tavolo del lavoro

CIVITAVECCHIA – Riattivare il tavolo del lavoro facendolo diventare il luogo dove programmare il vero sviluppo della città. È la richiesta che arriva dall’associazione politico-culturale Onda Popolare, a pochi giorni dal consiglio comunale nel corso del quale sono intervenuti i lavoratori portuali. “Civitavecchia ha necessità di lavoro, di momenti di sintesi – ha spiegato il segretario di Mdp Pierfranco Peris – oggi, con le tante vertenze aperte, l’ultima quella legata allo scarico dei container per Cfft, quel tavolo è fondamentale. Il livello locale e quello regionale non si sovrappongono, ma hanno funzioni differenti. La città sta morendo per colpa di chi non sa farla funzionare. Oggi occorre invertire la rotta, mettendo a frutto tutte le potenzialità”.

Il lavoro è e deve essere al primo posto dell’agenda politica ed istituzionale: lo ha ribadito anche il consigliere Patrizio Scilipoti, che ha chiesto anche un consiglio comunale proprio per affrontare le vertenze portuali. E la riapertura del tavolo, coinvolgendo anche le imprese, la Cpc, l’Autorità di Sistema Portuale, dalla quale oggi si attende ancora una risposta sul futuro di Cfft. I tempi stringono. La richiesta è quella almeno di una proroga dell’ordinanza firmata dal presidente Di Majo che impone, a partire dal 15 settembre, di scaricare i container, compresi quelli destinati al terminal dell’ortofrutta, solo ed esclusivamente alla banchina 25. Chiquita è stata chiara: se entro pochi giorni non avrà un risposta certa sul futuro è pronta a dirottare le navi in altri porti. E questo produrrebbe effetti critici sullo scalo, a partire dai licenziamenti da parte di Cfft che, a pioggia, coinvolgerebbero anche altre imprese e società, a partire proprio dalla Cpc.

“Oggi occorre fare tutti un passo indietro ed un esame da coscienza – ha spiegato Scilipoti – ragionando da istituzionali per risolvere davvero le attuali problematiche e salvaguardare il lavoro. Tutto. Il comportamento del sindaco e del consigliere Fortunato non è un comportamento da istituzioni, ma piuttosto un dispetto da condominio, fuori luogo davanti”. E se Alfonso Astuti della Filt Cgil ha fatto appello alla politica e alla cittadinanza per lottare, dopo quattro anni di promesse, per la creazione di nuova occupazione, è stato un lavoratore portuale, a nome dei colleghi, a chiedere al Sindaco la sua posizione. “Dobbiamo capire se l’amministrazione ci è accanto o meno – ha sottolineato  – già sentiamo l’assenza dell’Adsp: il nostro è un grido di dolore per un mondo del lavoro che sta andando allo sfacelo. Vogliamo essere ascoltati e tutelati”.

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Icpl, Attig (Ugl): ''Fm Logistic ignorata. Cozzolino chieda la sospensione della gara''

CIVITAVECCHIA – «L’Ugl è fortemente preoccupata per quanto sta accadendo intorno alla vicenda Icpl». Lo dichiara il responsabile confederale Ugl Civitavecchia, sede Utl di Roma, Fabiana Attig. Che spiega come il sindacato abbia seguito l’intera vicenda, a partire dalla manifestazione di interesse presentata dalla Fm Logistic a febbraio. Attig punta il dito: «L’attuale azienda, che ha gestito negli ultimi anni la struttura, ha totalmente mancato l’obiettivo di adeguamento alle esigenze del mercato, tra l’altro facendone un uso improprio che ne ha compromesso di fatto l’appetibilità di mercato e dove il Comune, titolare della concessione, si è ben guardato dall’intervenire in autotutela. Ha acconsentito – prosegue Attig – che un impianto deputato alla Logistica, dotato di oltre 35mila metri quadri di magazzini, venisse utilizzato principalmente per stoccare automobili, attraverso la stipula di contratti sottoscritti dalla Icpl Srl in liquidazione in regime di proroga. Attività questa che rende diseconomiche le operazioni di carico-scarico, e operando senza le certificazioni e il rispetto delle norme di sicurezza previste di legge per le persone e per le merci. È stato occupato il 60% della capienza dei magazzini da merce a lenta rotazione senza un regolare contratto di servizio in grado di portare utili alla struttura. Questi alcuni motivi e non tutti per cui la Fm forse non parteciperà all’asta non avendo riscontrato alcuna volontà negoziale sulla concessione da parte del sindaco Cozzolino”.

Una concessione che oltretutto, secondo Attig “allo stato attuale risulta poco chiara nelle condizioni, in quanto non permette una corretta valutazione rischi – opportunità per un eventuale concessionario. Il canone poi, risulta fuori mercato, a scapito sia della struttura stessa ma anche – sottolinea – del diretto beneficiario, il Comune, perdendo sistematicamente rilevanti importi utili nel tempo ai necessari adeguamenti di sito”.

Si tratta di valutazioni che il Comune “ha rifiutato – tuona Attig – di considerare pur sapendole necessarie per l’unico vero investitore affacciatosi sul panorama civitavecchiese. La Fm Logistic, le cui credenziali non sono certo da porre a paragone con gli attuali gestori o pseudo tali che operano e agiscono pensando di risorgere dalla proprie ceneri come “La Fenice”. La strada che abbiamo rappresentato in tutti questi mesi era per invertire la tendenza e cogliere le vere opportunità di mercato, cercando di affidare la struttura ad operatori validi e verificati, di nota competenza e non improvvisati o governati da interessi particolari, da conflitti di interessi. Sicuramente non collegati con chi di mestiere fa altro dal logistico. Pensare come qualcuno già va dicendo – prosegue la sindacalista – convinto forse del garantito successo, che per salvaguardare i livelli occupazionali basta creare una Cooperativa ad hoc. Sbaglia di grosso, l’Ugl di certo non è tra coloro che ovvierà a questo sciagurato progetto che porterà solo che altra disoccupazione e nessuno sviluppo. Quello che più ci rammarica è il comportamento negligente e ostativo del Sindaco che avrebbe potuto e dovuto creare le condizioni perché tali operatori, non certo piovuti dal celo, potessero valutare positivamente di investire nel nostro territorio per rendere pienamente operativa la struttura. Lunedi 23 scade la gara Cozzolino è ancora in tempo per porre rimedio chieda al Giudice fallimentare un sospensione di 15 giorni utili a definire un atto di indirizzo di modifiche all’attuale concessione e utili soprattutto ad emettere una ordinanza di sgombero del sito da tutto il materiale stoccato non pertinente e dichiarare la nullità dei contratti stipulati da Icpl in regime di proroga. Soltanto liberando il sito della piattaforma logistica – conclude dura Attig – da ogni incombenza fugherà ogni dubbio sul suo neutrale operato. Se ciò non accadrà lunedì 23 assisteremo tutti al settimo déjà-vu: la Fenice che tenta di risorge dalla proprie ceneri”.

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�Oggi si apre una nuova fase per Santa Marinella�

SANTA MARINELLA – Giusto un'ora dalla chiusura dai seggi. Tanto è bastato per far esplodere la gioia della vittoria all'interno (e fuori) dal comitato elettorale del candidato di centrosinistra Pietro Tidei, sulla via Aurelia a Santa Marinella. Nonostante la bassa affluenza alle urne, rispetto al primo turno (si è registrato un afflusso del 44,11% contro il 59,64% della scorsa volta) e dopo un primissimo “testa a testa” tra Tidei e Ricci, i dati parlavano chiaro: Pietro Tidei avanti tutta con oltre il 50% delle preferenze. Sono stati 3.734 (55,02%) i santamarinellesi che hanno deciso di dare la loro fiducia, dopo anni di assenza dal palazzo comunale, al centrosinistra. Fermo, invece, a 2797 voti (41,21%) Bruno Ricci.

«Si è chiusa l'era Bacheca – ha detto il neo sindaco ai suoi sostenitori durante i festeggiamenti in Piazza Civitavecchia, al margine della vittoria elettorale – un'era che considero triste, nefasta che ha distrutto quel poco di buono che c'era e ha aperto una voragine di debiti che non so come sia stato possibile. Oggi – ha proseguito – si apre una nuova fase per Santa Marinella». Riflettori puntati da parte del neo sindaco Pietro Tidei alle casse comunali. Un palazzetto comunale dove «non c'è più la carta igienica», né «le macchine fotocopiatrici portate via da chi le gestisce perché non sono state pagate». Due, dunque, le prime cose da fare appena preso il controllo del comune: scegliere la squadra e provare a stilare un bilancio. Per quanto riguarda la prima, Tidei punta a condere deleghe piene a tutti coloro che hanno collaborato col centrosinistra «puntando sulla loro esperienza, sulle loro attinenze. Non vogliamo un uomo solo al comando – ha detto – non una giunta sola al comando», ma un'amministrazione aperta a tutti, anche agli avversari ai quali sarà concessa la presidenza del consiglio e la delega alla trasparenza.

Per quanto riguarda il bilancio, poi, si punta anche a finanziamenti regionali ed europei. «Zingaretti -. ha spiegato Tidei – si è già messo a disposizione. Abbiamo una Regione amica, cercheremo dunque in forma trasparente e legale di chiedere contributi. Bisogna inoltre attingere dai fondi euroopei». Per Tidei si dovrà puntare anche su Santa Severa «da dove potrà nascere sviluppo economico».

Soddisfatto ed emozionato per la vittoria anche il segretario del Pd Pierluigi D'Emilio: «Non ci credeva nessuno. Ci davano per pazzi perché volevamo ripresentare Pietro Tidei, ma in una situazione amministrativa così compromessa e difficile, ha detto, serviva un capitano esperto per portare la nave fuori dalle acque turbolente in cui ci troviamo. Ora dobbiamo amministrare, dobbiamo farlo bene. Non dobbiamo deludere i cittadini che ci hanno dato fiducia. In una città – ha concluso il segretario dem – dove per 10 anni ha governato il centrodestra, siamo riusciti a invertire la tendenza. Abbiamo creato qualcosa. Per un vero cambiamento dobbiamo nascere santamarinellesi e crescere europei».

ELEZIONI 2018 PIETRO TIDEI SINDACO. FESTA AL COMITATO – VIDEO

ELEZIONI 2018 I FESTEGGIAMENTI – VIDEO

PRIME DICHIARAZIONI A CALDO DEL NEO SINDACO PIETRO TIDEI – VIDEO

IL DISCORSO DEL NEO SINDACO PIETRO TIDEI IN PIAZZA CIVITAVECCHIA – VIDEO

 

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Riconteggiati  i voti alla sezione 12

SANTA MARINELLA – Finalmente, dopo quattro giorni, si riesce a conoscere i candidati consiglieri che siederanno in consiglio comunale, sia che vinca il candidato del centro sinistra Pietro Tidei, sia che si imponga quello di centro destra Bruno Ricci. Dopo 72 lunghissime ore, successive alla chiusura dei seggi elettorali, sono stati resi noti i nomi dei venti consiglieri (dieci di centrosinistra e 10 di centrodestra) che avranno la responsabilità di far parte della prossima amministrazione, ancor prima del ballottaggio. Ovviamente, in base a chi si aggiudicherà queste elezioni, cinque di loro andranno a casa. Dopo lo scrutinio e la revisione delle schede relative alla sezione 12, effettuata dalla commissione formata da un magistrato della Corte D’appello, dal responsabile dell’ufficio elettorale del Comune e da alcuni rappresentanti delle liste presenti alle elezioni, che ha causato una ridda di polemiche che solo al termine del nuovo spoglio si sono sopite, ieri sono stati nominati i consiglieri che andranno a appoggiare il sindaco vincente e quelli invece che siederanno nei banchi dell’opposizione. Dunque, se dovesse imporsi Tidei al ballottaggio, faranno parte della sua maggioranza quattro rappresentanti del Pd (Bianchi, D’Emilio, Nardangeli e Chegia), tre della Lista Tidei (Fronti, Befani e Angeletti), uno degli Amici dello Sport e cioè Iachini, uno di Santa Marinella C’è (Ferullo) e uno della lista Santa Marinella Bene Comune Renzo Barbazza. Sui banchi delle minoranze andrebbero invece Calvo, Fiorucci, Ricci, Settanni, Marongiu e Casella. In caso di successo di Bruno Ricci, invece, entrerebbero in maggioranza quattro esponenti della Lega (Calvo, Felici Degli Esposti e Boccoli), tre della Lista Ricci (Fiorucci, Gasparri e Mania), due di Forza Italia (Galli e Brutti) e l’esponente della lista L’Ancora Fratturato. Da oggi, quindi, inizierà di nuovo la campagna elettorale. Bisognerà vedere quanti, al secondo turno, andranno a votare. Infatti, dei 288 candidati in lizza, solo venti hanno superato il primo turno. In virtù di ciò, si corre il rischio che al ballottaggio crolli la percentuale dei votanti. Un rischio che colpisce entrambi i candidati sindaco, in particolare quello che ha ottenuto meno consensi, avendo l’onere di invertire il risultato portando al voto coloro che sono stati esclusi dal ballottaggio.

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