Vecchia, se tutto va bene madama la marchesa

di MATTEO CECCACCI

Se tutto va bene madama la marchesa: un’espressione storica, famosissima, che da più di un secolo si usa per indicare una situazione molto negativa in cui non va bene nulla, ma che si cerca invano di minimizzare.
Ecco, questo è probabilmente quello che succederà al termine della partita col Cynthia se il Civitavecchia Calcio dovesse vincere. Nel match valevole per la 13^ giornata del campionato di Eccellenza i nerazzurri di mister Andrea Rocchetti sfidano alle 14.30 alla Cavaccia i biancazzurri del Cynthia 1920 del tecnico Simone Rughetti.
Una partita, l’ennesima, complicata e molto difficile da vincere, perché i ragazzi di patron Ivano Iacomelli vengono da ben sette sconfitte consecutive, con l’ultima vittoria che risale al 30 settembre scorso.  Un periodo negativo, buio, in cui la società sta rischiando veramente il declino, un collasso che sembra prendere sempre più forma, d’altronde la situazione attuale lo conferma: l’infermeria è piena ed è un continuo via via, il pendolarismo ad Allumiere comincia a pesare, soprattutto in questa fase autunnale con l’inverno alle porte, per non parlare delle squalifiche, assenze e infortuni. Il capitano Fabrizio Boriello, infatti, sarà ancora una volta assente e lascerà di nuovo spazio a Verdicchio, rientra invece in piena forma bomber Manuel Vittorini che partirà dal primo minuto, mentre Lorenzo Serafini e Miguel Vittorini nonostante gli acciaccamenti sono stati convocati ugualmente dal tecnico; rientra dalla squalifica il difensore classe ‘99 Fatarella.
A commentare il pre gara ci pensa il giovane fuoriclasse ex Serie C Edo Filoia, pronto ad esordire in campionato al fianco di Manuel Vittorini: «Non aspettavo altro, ora è giunto il mio momento: quello di dimostrare a tutti le mie migliori qualità. Civitavecchia è una piazza straordinaria che non merita l’ultimo posto, ma altri palcoscenici. Lo staff è magnifico, mi ha subito accolto in maniera molto famigliare. Ho molta voglia di riscatto, cercherò di fare tanti gol e rendere felici i tifosi della Vecchia».

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«Strade buie e dissestate»

LADISPOLI – Grande agilità per superare dei veri e propri pantani e una vista acuta come quella dei gatti nelle ore notturne. Sono le caratteristiche che dovrebbe avere ogni cittadino residente nella zona Olmetto per poter ‘‘sopravvivere’’ alle piogge e al buio della notte. A mettere in evidenza le criticità a cui deve far fronte la frazione ladispolana in un video in cui denunciano la situazione, «strade buie e dissestate», sono gli stessi residenti della zona. Con le giornate che durante l’inverno si accorciano e le piogge che si fanno sempre più insistenti, la situazione inizia a diventare difficile. Come accaduto pochi giorni fa durante una delle prime piogge invernali. In men che non si dica le strade, non asfaltate, si sono trasformate in veri e proprio laghi con le auto costrette a una gimkana per superare gli ostacoli così da raggiungere le proprie abitazioni o il centro cittadino. Il tutto reso ancora più difficile dalle strade strette che non consentono in molti casi il passaggio contemporaneo di due auto in ambo i sensi di marcia. 
Ma se quello delle strade, potrebbe essere un problema sopportabile, quello che invece preoccupa i cittadini è il buio che avvolge la zona al calar del sole. Niente illuminazione pubblica, strade completamente buie dove non si riesce a vedere a un palmo dal proprio naso. Il rischio non sta solo nella possibilità di incidenti stradali nelle vie di campagna. A preoccupare è la sicurezza. Già in passato, anche in un passato molto recente l’intera zona è stata spesso soggetta a furti in abitazioni, con i residenti preoccupati anche per la loro incolumità. Spesse volte infatti, dall’Olmetto come dai Monteroni sono arrivate richieste di ‘‘aiuto’’ da parte dei cittadini alle istituzioni. Non sono mancate, in passato (come proprio lo scorso inverno ad esempio) l’istituzioni di ‘‘passeggiate’’ serali, in zona Monteroni, da parte dei residenti per controllare il territorio e segnalare la presenza di veicoli ‘‘sospetti’’, proprio come di persone sospette. Ed è di poche settimane fa l’ennesimo furto subito in casa, dai residenti dei Monteroni. L’ennesimo nel giro di poco tempo. Situazione quest’ultima che aveva portato il consigliere di Fratelli d’Italia, Giovanni Ardita, a tornare a chiedere con forza l’istituzione di un commissariato di Polizia in città così da garantire un aumento delle forze dell’ordine su tutto il territorio: frazioni incluse. 
 

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Gravi rischi per le acque termali e la Ficoncella

CIVITAVECCHIA – "L'assenza assoluta di idee e di obiettivi chiari da parte di Cozzolino e del M5S ora rischia di creare danni irreparabili anche per le terme e la Ficoncella". Ne è convinto il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso, che si dice preoccupato per il permesso rilasciato recentemente dalla Regione Lazio alla società Terme dei Papi di Viterbo – che ha acquistato dal fallimento il Casale dei Bagni adiacente alle terme taurine – per la ricerca di acqua termominerale, nell'ambito del progetto "Terme Imperiali". 

"Quanto sta accadendo nel comparto termale rischia di compromettere per sempre la possibilità di realizzare le terme e anche gli stessi bagni della Ficoncella tanto cari a intere generazioni di civitavecchiesi – ha spiegato Grasso – peraltro ciò avviene proprio ora che, risolti gli annosi contenziosi legati al fallimento della Terme Taurine, la vera partenza del sogno turistico-termale di Civitavecchia è legata all'effettiva manifestazione di una volontà politica in tal senso da parte dell'Amministrazione Comunale. L'avvio di nuove perforazioni infatti, (anche alla luce di quanto accadde quando vennero effettuate le ricerche e le opere di captazione per l'impianto termale con l'evidente modificazione della portata e della temperatura di buona parte dei flussi di acqua anche alla Ficoncella), potrebbe incidere negativamente con i millenari equilibri sotterranei del bacino e delle sorgenti delle originarie terme di Traiano. Peraltro, tutto questo avviene non per l'avvio dell'impianto termale comprendente anche la parte pubblica, ma nell'ambito di una iniziativa imprenditoriale privata, del tutto legittima, ma nata con finalità di certo diverse da quelle che oltre trent'anni fa portarono all'avvio del percorso infinito per la creazione del polo termale, in cui il Comune di Civitavecchia era protagonista di un progetto di enorme interesse pubblico".

E secondo il leader della Svolta, "tutto questo avviene, ancora una volta, anche a causa dell'assenza di un indirizzo chiaro da parte dell'Amministrazione Cozzolino, che da un lato – ha aggiunto – è ancora alle prese con il tentativo di estromettere la Pro Loco dalla gestione del sito archeologico termale, dall'altro anziché assumere l'iniziativa per avviare il procedimento del polo turistico termale, assiste inerte ad una operazione commerciale rischia di compromettere tutto il resto, a partire dall'esistenza stessa della Ficoncella. In Conferenza dei Servizi il Comune di Civitavecchia prima ha espresso parere favorevole, attraverso l'Ufficio Lavori Pubblici, poi solo dopo la conclusione positiva della stessa Conferenza dei Servizi, il Sindaco Cozzolino in commissione regionale consultiva per le acque minerali e termali, si è "ricordato" di intervenire, esprimendo parere negativo con la gravissima motivazione che "con l'attivazione del pozzo di mette a rischio la potenzialità delle terme di Traiano e di conseguenza si determina l'impossibilità di valorizzare anche il parco annesso e il parco archeologico". Il risultato è stato il rilascio del permesso, con la prescrizione che qualora si verifichi una "interferenza negativa" con i pozzi o le sorgenti della adiacente concessione mineraria delle terme di Traiano, il pozzo per la ricerca dell'acqua dovrà essere chiuso e dovranno essere ripristinate le condizioni iniziali: come se ciò fosse possibile senza danni per i predetti equilibri millenari, che una volta consentivano addirittura di fare arrivare le benefiche acque fino a viale Garibaldi".

Un'ultima riflessione Grasso la dedica al fatto che, poco più di dieci anni fa, "di fronte ai soldi pubblici spesi per la realizzazione dei serbatoi di accumulo e per le captazioni delle acque termali che ancora oggi fanno disperdere inutilmente tantissima acqua, la proprietà di Aquafelix, progetto di rilevanza turistica strategica, tanto da essere inserito nelle norme di attuazione del Piano Provinciale Territoriale Generale insieme al parco termale, chiese – ha ricordato il consigliere – di poter utilizzare parte di quelle stesse acque per prolungare in inverno l'apertura del parco acquatico, garantendo anche il funzionamento e la manutenzione degli impianti realizzati per le terme e rimasti inutilizzati. Nessuno ha mai risposto agli imprenditori civitavecchiesi, mentre oggi per una analoga operazione, si consentono all'impresa viterbese nuove perforazioni potenzialmente dannosissime, che il Sindaco – con la sua inerzia – non è riuscito a scongiurare, forse anzi incoraggiando (non si sa quanto inconsapevolmente) il progetto nella sua fase iniziale. Sarebbe stato necessario, di fronte a questo pericolo potenziale incombente, che il Comune avesse impugnato subito la determinazione dirigenziale dello scorso settembre con cui è stato rilasciato il permesso per le perforazioni. Al momento, visto il silenzio assoluto del Sindaco su una vicenda così importante – ha concluso Grasso – non è chiaro cosa abbia fatto per scongiurare questo rischio, né cosa intenda fare. Dovrà spiegarlo presto, in Consiglio Comunale e alla città. Certo è che noi diciamo a chiunque: giù le mani dalle terme e dalla Ficoncella".

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Passate 24 ore ma l'acqua ancora non torna

CIVITAVECCHIA – La situazione sul fronte idrico continua ad essere difficile per i civitavecchiesi con i disagi che si sono allungati perché l'acqua si ostina a non tornare. Nella serata di ieri l’annuncio della riparazione effettuata presso l’acquedotto del Nuovo Mignone, terminata verso le 15,50 e la promessa: acqua nelle case entro la tarda mattinata. Alle 18,15 – lo annuncia l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Ceccarelli – l’acqua arriva a Poggio Capriolo, evviva. Niente da fare, ancora ore su ore di disagi tra taniche e bottiglie di plastica. Parliamo di San Liborio, quartiere Faro e zona del Casaletto rosso alta. Numerosi i commenti di protesta dei cittadini, specialmente sulle pagine social ufficiali dell’amministrazione pentastellata. Come al solito dopo la riparazione devono passare più di 24 ore perché l’acqua torni nelle case dei civitavecchiesi.

Una situazione al limite del tollerabile. Come ricordato nei giorni scorsi dal vice coordinatore locale di Forza Italia Giancarlo Frascarelli è ridicolo vedere litri e litri d’acqua andare sprecati in strada per perdite come quella di via Nuova di San Liborio (che continua a sversare nonostante nelle case i rubinetti restino a secco), all’altezza della scuola Don Milani, in un quartiere che soffre criticità idriche come quello di San Liborio.

Giovedì la rottura di un tubo, ad inizio novembre le torbide del Mignone (evento che si ripete ciclicamente ad ogni pioggia più o meno insistente) e il consigliere comunale di Polo Democratico Mirko Mecozzi punta il dito contro l’amministrazione: quel bacino di calma del Mignone – acquedotto gestito da Csp – va assolutamente svuotato. D’estate la siccità, d’inverno la pioggia, pare che il destino dei civitavecchiesi sia quello di rimanere con i rubinetti a secco a zone alterne nell’arco dell’anno e con una ciclicità allarmante. Quasi la metà dei primi giorni di novembre i cittadini delle zone a monte li hanno passati a secco.  

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L’acqua torna ma dopo 24 ore

CIVITAVECCHIA – La situazione sul fronte idrico continua ad essere difficile per i civitavecchiesi con i disagi che si sono allungati fino al tardo pomeriggio di ieri. Nella serata di ieri l’annuncio della riparazione effettuata presso l’acquedotto del Nuovo Mignone, terminata verso le 15,50 e la promessa: acqua nelle case entro la tarda mattinata. Alle 18,15 – lo annuncia l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Ceccarelli – l’acqua arriva a Poggio Capriolo, evviva. Niente da fare, ancora ore su ore di disagi tra taniche e bottiglie di plastica. Parliamo di San Liborio, quartiere Faro e zona del Casaletto rosso alta. Numerosi i commenti di protesta dei cittadini, specialmente sulle pagine social ufficiali dell’amministrazione pentastellata. Come al solito dopo la riparazione devono passare più di 24 ore perché l’acqua torni nelle case dei civitavecchiesi.

Una situazione al limite del tollerabile. Come ricordato nei giorni scorsi dal vice coordinatore locale di Forza Italia Giancarlo Frascarelli è ridicolo vedere litri e litri d’acqua andare sprecati in strada per perdite come quella di via Nuova di San Liborio, all’altezza della scuola Don Milani, in un quartiere che soffre criticità idriche come quello di San Liborio.

Giovedì la rottura di un tubo, ad inizio novembre le torbide del Mignone (evento che si ripete ciclicamente ad ogni pioggia più o meno insistente) e il consigliere comunale di Polo Democratico Mirko Mecozzi punta il dito contro l’amministrazione: quel bacino di calma del Mignone – acquedotto gestito da Csp – va assolutamente svuotato. D’estate la siccità, d’inverno la pioggia, pare che il destino dei civitavecchiesi sia quello di rimanere con i rubinetti a secco a zone alterne nell’arco dell’anno e con una ciclicità allarmante. Quasi la metà dei primi giorni di novembre i cittadini delle zone a monte li hanno passati a secco.  

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Mercato, problemi informatici fanno slittare la demolizione del bar

CIVITAVECCHIA – Nuovo slittamento per il progetto di restyling del mercato cittadino. Il problema è sempre il bar da demolire in piazza Regina Margherita per ottenere l’ok della Soprintendenza. Il 23 ottobre l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Ceccarelli aveva annunciato l’avvio dei lavori di demolizione entro un paio di settimane. Nulla da fare.

«C’è stato un problema con la risistemazione del sistema informatico della ragioneria – ha spiegato Ceccarelli – che ha bloccato alcune operazioni abbastanza semplici come ad esempio le fatture. Spero sia tutto sistemato e che per la fi ne della settimana sia stato risolto». Insomma, c’è da aspettare ancora e intanto alcuni operatori lamentano dei cedimenti nella parte perimetrale della copertura della piazza, probabilmente a causa del maltempo e del peso delle foglie bagnate. «Stiamo monitorando il tendone – ha assicurato Ceccarelli – e in caso di segnali di allarme saremo costretti a toglierlo».

Un problema che si era già posto ma l’amministrazione comunale aveva optato per rimandare lo smontaggio della copertura di piazza Regina Margherita a dopo l’inverno, magari in coincidenza con l’inizio dei lavori di restyling della piazza, in modo da far spostare gli operatori una sola volta verso la trincea ferroviaria e, comunque, per consentirgli di lavorare con una copertura nei mesi più rigidi. Comunque l’assessore ha assicurato che l’attenzione rimane alta, proprio ieri un sopralluogo di Ceccarelli ha confermato il problema con la porzione di copertura instabile. Nei prossimi giorni – si spera – l’intervento di sistemazione, così come l’avvio della demolizione del bar nella piazza. Tempi sempre più lunghi.

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Don Milani: spostate tre sezioni della materna

CIVITAVECCHIA – Tre sezioni della scuola d’infanzia della Don Milani verranno momentaneamente spostate per problemi tecnici nelle aule. Mentre c’è chi parla di infiltrazioni che hanno creato problemi nelle aule da Palazzo del Pincio rendono noto che si tratta di problemi tecnici, già in via di risoluzione. Comunque il disagio c’è perché oggi le tre sezioni verranno spostate, una nel teatro della Don Milani, una presso la scuola Borlone e una presso la Pinelli. Lo rende noto l’assessore all’Istruzione Alessandra Lecis.

«Non appena abbiamo saputo dei problemi – ha spiegato la pentastellata – ci siamo messi all’opera. In due classi è stato già tutto risolto mentre in una i lavori si sono prolungati a causa del maltempo che ha impedito che l’aula si asciugasse per tempo. Ora mancano – ha continuato Lecis – collaudi e verifiche del caso prima di rendere nuovamente agibili le aule. Per i bambini non ci sono stati problemi perché erano in gita». Sta di fatto che oggi i piccoli alunni si dovranno spostare in altre scuole, un disagio per i genitori che dovranno accompagnarli e le lamentele fioccano. C’è chi si chiede per quanto tempo si prolungherà la situazione. Disagi a cui vanno ad accumularsi le carenze idriche di questi giorni.

Sempre da Palazzo del Pincio assicurano che i tecnici Acea sono al lavoro e che l’acqua manca nell’area per problemi sulle tubature e rassicurano sul fatto che sia stata sollecitato il riempimento dei serbatoi. Sicuramente non il modo migliore per iniziare l’anno scolastico con l’inverno alle porte e la paura che i disagi possano diventare abituali.

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Idrico, ancora problemi per le zone a monte

CIVITAVECCHIA – Continuano i disagi sul fronte idrico. Non c’è davvero pace per le utenze cittadine, dopo la pioggia arrivano i problemi, probabilmente a causa dell’ennesima torbida del Mignone e si prospetta un inverno difficile. Acea Ato 2 ha infatti informato Palazzo del Pincio che “a seguito di un'ulteriore riduzione della fornitura idrica, nella scorsa notte, da parte dell'acquedotto del Mignone gestito da Csp presso il punto di recapito sub-partitore di Poggio Capriolo, il fuori servizio precedentemente annunciato verrà prolungato fino ad ulteriori comunicazioni in merito, con conseguenti mancanze d' acqua e basse pressioni”.

Le zone interessate sono zona San Liborio, zona Campo dell’Oro alta, zona Boccelle alta (sopra ponte dell'autostrada), via Don Mandolini – Zona S.Gordiano alta, via del Casaletto Rosso alta, via Terme di Traiano alta fino all’intersezione con via dell’Immacolata, zona Cisterna Faro fino all’intersezione con Strada Mediana, via Bandita delle Mortelle, fascia medio alta della città da Via Terme di Traiano a zona Boccelle, fascia medio bassa della città.

Per eventuali segnalazioni  è possibile contattare il numero verde Acea 800130335.

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''Santa Marinella deve vivere anche d’inverno''

S. MARINELLA – Il consigliere comunale Francesco Fiorucci, noto per essere il gestore di un albergo situato nel centro storico cittadino, esprime alcune considerazioni, in merito alla possibilità di dare a Santa Marinella una vocazione turistica per l’intero anno. «Da albergatore, da cittadino e da consigliere comunale – dice Fiorucci – mi piacerebbe che la vocazione turistica della nostra città fosse stravolta, benevolmente. S. Marinella può, anzi deve vivere anche d’inverno. Le potenzialità che corrono tra la via Aurelia, il mare e le colline sono enormi, e ridurle alla sola estate è sintomo di scarsa programmazione e poca sensibilità recettiva. Da bravi amministratori, imprenditori lungimiranti, cittadini impegnati, abbiamo l’obbligo di far crescere e promuovere S. Marinella anche quando la stagionalità la relegherebbe a sito turistico prettamente estivo. Ai più non può sfuggire, passeggiando in città, la presenza di turisti stranieri che apprezzano l’ancora mite e il soleggiato clima. A questi visitatori noi dobbiamo offrire un soggiorno fatto si di sole e mare, ma anche di scorci romantici, resti antichi, castelli incantati e soprattutto di sorrisi, accoglienza, e decoro urbano. L’imperativo deve essere pianificare strategicamente, programmare nel medio lungo periodo. Per farlo, ritengo si debba partire da ciò che abbiamo, dal territorio, dalle risorse, chiaramente con una opportuna riqualificazione». «Da imprenditore – conclude il consigliere – mi piacerebbe immaginare che la destagionalizzazione del turismo di S. Marinella passasse dapprima per un’organizzazione delle risorse del territorio, poi sarebbe giusto confezionare l’offerta turistica, affidandosi a tour operator che sappiano vendere soggiorni tutto l’anno fruttando, un potenziale flusso di migliaia di persone che viaggiano sulla direttrice Civitavecchia Roma».

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Maltempo, Federbalneari chiede un incontro a Zingaretti

MONTALTO – La straordinaria ondata di maltempo che sta flagellando l’Italia ha creato ingenti danni anche sul litorale laziale. Dalla costa viterbese fino alle province di Roma e di Latina. Realtà costiere balneari di Montalto di Castro, Ladispoli, Ostia, Santa Marinella, Civitavecchia, Fiumicino, Terracina, Sabaudia, Sperlonga devastate dal maltempo e dai fortissimi marosi che hanno distrutto porzioni di impianti balneari. Terracina è stata travolta da una devastante tromba d’aria partita proprio dal mare. Questa mattina sulla spiaggia si contano i danni: sono, infatti, decine di danneggiamenti alle strutture balneari di tutta la costa laziale. “Da ieri abbiamo ricevuto tantissime segnalazioni dai nostri associati di tutte le località del Lazio: dalla mareggiata che ha coinvolto la zona Sud di Fregene distruggendo, con molte imbarcazioni che sono state sollevate dal vento e scaraventate ad alcuni metri di distanza, fino alle difficoltà che si sono registrate nella parte del viterbese, dove il mare in tempesta ha raggiunto gli stabilimenti – dichiara il coordinatore di Federbalneari Lazio, Marco Maurelli – la situazione è talmente grave che stiamo pensando di chiedere alla Regione Lazio di avviare il previsto iter per lo stato di calamità naturale”. Il maltempo degli ultimi giorni arriva a peggiorare una situazione già difficile in tutto il litorale che, abbandonato per troppo tempo, non riesce più ad assorbire le situazioni di maltempo seppur straordinarie come quella di ieri. “Siamo molto preoccupati per le ripercussioni di quanto accaduto ieri e, soprattutto, perché siamo all’inizio della stagione invernale ed è lecito aspettarsi altre giornate di maltempo. E’ urgente individuare una soluzione definitiva in grado di garantire la tutela delle strutture balneari.  Federbalneari Lazio, quindi, chiede un incontro urgente al Presidente Zingaretti ed all’Assessore Alessandri per non veder interamente compromesso il turismo balneare regionale anche alla luce dell’inverno che sta ormai giungendo alle porte. Chiediamo dunque all’Assessore di condividere insieme la fase di programmazione generale degli interventi di difesa della costa regionale da definire entro fine anno con la duplice funzione di programmazione e di ascolto delle istanze della categoria identificando le varie soluzioni condivise con la categoria pronta a fare la propria parte a partire dalla manutenzione delle opere di difesa della costa come prevede la legge regionale. E’ necessario procedere speditamente poiché va ricercata in tempi strettissimi una soluzione al contrasto all’erosione in quanto rischiamo di veder scomparire intere porzioni di costa del Lazio e dunque di non riuscire a riorganizzare come sappiamo il turismo regionale nei diversi ambiti costieri come sappiamo fare”.

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