Passate 24 ore ma l'acqua ancora non torna

CIVITAVECCHIA – La situazione sul fronte idrico continua ad essere difficile per i civitavecchiesi con i disagi che si sono allungati perché l'acqua si ostina a non tornare. Nella serata di ieri l’annuncio della riparazione effettuata presso l’acquedotto del Nuovo Mignone, terminata verso le 15,50 e la promessa: acqua nelle case entro la tarda mattinata. Alle 18,15 – lo annuncia l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Ceccarelli – l’acqua arriva a Poggio Capriolo, evviva. Niente da fare, ancora ore su ore di disagi tra taniche e bottiglie di plastica. Parliamo di San Liborio, quartiere Faro e zona del Casaletto rosso alta. Numerosi i commenti di protesta dei cittadini, specialmente sulle pagine social ufficiali dell’amministrazione pentastellata. Come al solito dopo la riparazione devono passare più di 24 ore perché l’acqua torni nelle case dei civitavecchiesi.

Una situazione al limite del tollerabile. Come ricordato nei giorni scorsi dal vice coordinatore locale di Forza Italia Giancarlo Frascarelli è ridicolo vedere litri e litri d’acqua andare sprecati in strada per perdite come quella di via Nuova di San Liborio (che continua a sversare nonostante nelle case i rubinetti restino a secco), all’altezza della scuola Don Milani, in un quartiere che soffre criticità idriche come quello di San Liborio.

Giovedì la rottura di un tubo, ad inizio novembre le torbide del Mignone (evento che si ripete ciclicamente ad ogni pioggia più o meno insistente) e il consigliere comunale di Polo Democratico Mirko Mecozzi punta il dito contro l’amministrazione: quel bacino di calma del Mignone – acquedotto gestito da Csp – va assolutamente svuotato. D’estate la siccità, d’inverno la pioggia, pare che il destino dei civitavecchiesi sia quello di rimanere con i rubinetti a secco a zone alterne nell’arco dell’anno e con una ciclicità allarmante. Quasi la metà dei primi giorni di novembre i cittadini delle zone a monte li hanno passati a secco.  

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L’acqua torna ma dopo 24 ore

CIVITAVECCHIA – La situazione sul fronte idrico continua ad essere difficile per i civitavecchiesi con i disagi che si sono allungati fino al tardo pomeriggio di ieri. Nella serata di ieri l’annuncio della riparazione effettuata presso l’acquedotto del Nuovo Mignone, terminata verso le 15,50 e la promessa: acqua nelle case entro la tarda mattinata. Alle 18,15 – lo annuncia l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Ceccarelli – l’acqua arriva a Poggio Capriolo, evviva. Niente da fare, ancora ore su ore di disagi tra taniche e bottiglie di plastica. Parliamo di San Liborio, quartiere Faro e zona del Casaletto rosso alta. Numerosi i commenti di protesta dei cittadini, specialmente sulle pagine social ufficiali dell’amministrazione pentastellata. Come al solito dopo la riparazione devono passare più di 24 ore perché l’acqua torni nelle case dei civitavecchiesi.

Una situazione al limite del tollerabile. Come ricordato nei giorni scorsi dal vice coordinatore locale di Forza Italia Giancarlo Frascarelli è ridicolo vedere litri e litri d’acqua andare sprecati in strada per perdite come quella di via Nuova di San Liborio, all’altezza della scuola Don Milani, in un quartiere che soffre criticità idriche come quello di San Liborio.

Giovedì la rottura di un tubo, ad inizio novembre le torbide del Mignone (evento che si ripete ciclicamente ad ogni pioggia più o meno insistente) e il consigliere comunale di Polo Democratico Mirko Mecozzi punta il dito contro l’amministrazione: quel bacino di calma del Mignone – acquedotto gestito da Csp – va assolutamente svuotato. D’estate la siccità, d’inverno la pioggia, pare che il destino dei civitavecchiesi sia quello di rimanere con i rubinetti a secco a zone alterne nell’arco dell’anno e con una ciclicità allarmante. Quasi la metà dei primi giorni di novembre i cittadini delle zone a monte li hanno passati a secco.  

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Mercato, problemi informatici fanno slittare la demolizione del bar

CIVITAVECCHIA – Nuovo slittamento per il progetto di restyling del mercato cittadino. Il problema è sempre il bar da demolire in piazza Regina Margherita per ottenere l’ok della Soprintendenza. Il 23 ottobre l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Ceccarelli aveva annunciato l’avvio dei lavori di demolizione entro un paio di settimane. Nulla da fare.

«C’è stato un problema con la risistemazione del sistema informatico della ragioneria – ha spiegato Ceccarelli – che ha bloccato alcune operazioni abbastanza semplici come ad esempio le fatture. Spero sia tutto sistemato e che per la fi ne della settimana sia stato risolto». Insomma, c’è da aspettare ancora e intanto alcuni operatori lamentano dei cedimenti nella parte perimetrale della copertura della piazza, probabilmente a causa del maltempo e del peso delle foglie bagnate. «Stiamo monitorando il tendone – ha assicurato Ceccarelli – e in caso di segnali di allarme saremo costretti a toglierlo».

Un problema che si era già posto ma l’amministrazione comunale aveva optato per rimandare lo smontaggio della copertura di piazza Regina Margherita a dopo l’inverno, magari in coincidenza con l’inizio dei lavori di restyling della piazza, in modo da far spostare gli operatori una sola volta verso la trincea ferroviaria e, comunque, per consentirgli di lavorare con una copertura nei mesi più rigidi. Comunque l’assessore ha assicurato che l’attenzione rimane alta, proprio ieri un sopralluogo di Ceccarelli ha confermato il problema con la porzione di copertura instabile. Nei prossimi giorni – si spera – l’intervento di sistemazione, così come l’avvio della demolizione del bar nella piazza. Tempi sempre più lunghi.

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Don Milani: spostate tre sezioni della materna

CIVITAVECCHIA – Tre sezioni della scuola d’infanzia della Don Milani verranno momentaneamente spostate per problemi tecnici nelle aule. Mentre c’è chi parla di infiltrazioni che hanno creato problemi nelle aule da Palazzo del Pincio rendono noto che si tratta di problemi tecnici, già in via di risoluzione. Comunque il disagio c’è perché oggi le tre sezioni verranno spostate, una nel teatro della Don Milani, una presso la scuola Borlone e una presso la Pinelli. Lo rende noto l’assessore all’Istruzione Alessandra Lecis.

«Non appena abbiamo saputo dei problemi – ha spiegato la pentastellata – ci siamo messi all’opera. In due classi è stato già tutto risolto mentre in una i lavori si sono prolungati a causa del maltempo che ha impedito che l’aula si asciugasse per tempo. Ora mancano – ha continuato Lecis – collaudi e verifiche del caso prima di rendere nuovamente agibili le aule. Per i bambini non ci sono stati problemi perché erano in gita». Sta di fatto che oggi i piccoli alunni si dovranno spostare in altre scuole, un disagio per i genitori che dovranno accompagnarli e le lamentele fioccano. C’è chi si chiede per quanto tempo si prolungherà la situazione. Disagi a cui vanno ad accumularsi le carenze idriche di questi giorni.

Sempre da Palazzo del Pincio assicurano che i tecnici Acea sono al lavoro e che l’acqua manca nell’area per problemi sulle tubature e rassicurano sul fatto che sia stata sollecitato il riempimento dei serbatoi. Sicuramente non il modo migliore per iniziare l’anno scolastico con l’inverno alle porte e la paura che i disagi possano diventare abituali.

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Idrico, ancora problemi per le zone a monte

CIVITAVECCHIA – Continuano i disagi sul fronte idrico. Non c’è davvero pace per le utenze cittadine, dopo la pioggia arrivano i problemi, probabilmente a causa dell’ennesima torbida del Mignone e si prospetta un inverno difficile. Acea Ato 2 ha infatti informato Palazzo del Pincio che “a seguito di un'ulteriore riduzione della fornitura idrica, nella scorsa notte, da parte dell'acquedotto del Mignone gestito da Csp presso il punto di recapito sub-partitore di Poggio Capriolo, il fuori servizio precedentemente annunciato verrà prolungato fino ad ulteriori comunicazioni in merito, con conseguenti mancanze d' acqua e basse pressioni”.

Le zone interessate sono zona San Liborio, zona Campo dell’Oro alta, zona Boccelle alta (sopra ponte dell'autostrada), via Don Mandolini – Zona S.Gordiano alta, via del Casaletto Rosso alta, via Terme di Traiano alta fino all’intersezione con via dell’Immacolata, zona Cisterna Faro fino all’intersezione con Strada Mediana, via Bandita delle Mortelle, fascia medio alta della città da Via Terme di Traiano a zona Boccelle, fascia medio bassa della città.

Per eventuali segnalazioni  è possibile contattare il numero verde Acea 800130335.

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''Santa Marinella deve vivere anche d’inverno''

S. MARINELLA – Il consigliere comunale Francesco Fiorucci, noto per essere il gestore di un albergo situato nel centro storico cittadino, esprime alcune considerazioni, in merito alla possibilità di dare a Santa Marinella una vocazione turistica per l’intero anno. «Da albergatore, da cittadino e da consigliere comunale – dice Fiorucci – mi piacerebbe che la vocazione turistica della nostra città fosse stravolta, benevolmente. S. Marinella può, anzi deve vivere anche d’inverno. Le potenzialità che corrono tra la via Aurelia, il mare e le colline sono enormi, e ridurle alla sola estate è sintomo di scarsa programmazione e poca sensibilità recettiva. Da bravi amministratori, imprenditori lungimiranti, cittadini impegnati, abbiamo l’obbligo di far crescere e promuovere S. Marinella anche quando la stagionalità la relegherebbe a sito turistico prettamente estivo. Ai più non può sfuggire, passeggiando in città, la presenza di turisti stranieri che apprezzano l’ancora mite e il soleggiato clima. A questi visitatori noi dobbiamo offrire un soggiorno fatto si di sole e mare, ma anche di scorci romantici, resti antichi, castelli incantati e soprattutto di sorrisi, accoglienza, e decoro urbano. L’imperativo deve essere pianificare strategicamente, programmare nel medio lungo periodo. Per farlo, ritengo si debba partire da ciò che abbiamo, dal territorio, dalle risorse, chiaramente con una opportuna riqualificazione». «Da imprenditore – conclude il consigliere – mi piacerebbe immaginare che la destagionalizzazione del turismo di S. Marinella passasse dapprima per un’organizzazione delle risorse del territorio, poi sarebbe giusto confezionare l’offerta turistica, affidandosi a tour operator che sappiano vendere soggiorni tutto l’anno fruttando, un potenziale flusso di migliaia di persone che viaggiano sulla direttrice Civitavecchia Roma».

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Maltempo, Federbalneari chiede un incontro a Zingaretti

MONTALTO – La straordinaria ondata di maltempo che sta flagellando l’Italia ha creato ingenti danni anche sul litorale laziale. Dalla costa viterbese fino alle province di Roma e di Latina. Realtà costiere balneari di Montalto di Castro, Ladispoli, Ostia, Santa Marinella, Civitavecchia, Fiumicino, Terracina, Sabaudia, Sperlonga devastate dal maltempo e dai fortissimi marosi che hanno distrutto porzioni di impianti balneari. Terracina è stata travolta da una devastante tromba d’aria partita proprio dal mare. Questa mattina sulla spiaggia si contano i danni: sono, infatti, decine di danneggiamenti alle strutture balneari di tutta la costa laziale. “Da ieri abbiamo ricevuto tantissime segnalazioni dai nostri associati di tutte le località del Lazio: dalla mareggiata che ha coinvolto la zona Sud di Fregene distruggendo, con molte imbarcazioni che sono state sollevate dal vento e scaraventate ad alcuni metri di distanza, fino alle difficoltà che si sono registrate nella parte del viterbese, dove il mare in tempesta ha raggiunto gli stabilimenti – dichiara il coordinatore di Federbalneari Lazio, Marco Maurelli – la situazione è talmente grave che stiamo pensando di chiedere alla Regione Lazio di avviare il previsto iter per lo stato di calamità naturale”. Il maltempo degli ultimi giorni arriva a peggiorare una situazione già difficile in tutto il litorale che, abbandonato per troppo tempo, non riesce più ad assorbire le situazioni di maltempo seppur straordinarie come quella di ieri. “Siamo molto preoccupati per le ripercussioni di quanto accaduto ieri e, soprattutto, perché siamo all’inizio della stagione invernale ed è lecito aspettarsi altre giornate di maltempo. E’ urgente individuare una soluzione definitiva in grado di garantire la tutela delle strutture balneari.  Federbalneari Lazio, quindi, chiede un incontro urgente al Presidente Zingaretti ed all’Assessore Alessandri per non veder interamente compromesso il turismo balneare regionale anche alla luce dell’inverno che sta ormai giungendo alle porte. Chiediamo dunque all’Assessore di condividere insieme la fase di programmazione generale degli interventi di difesa della costa regionale da definire entro fine anno con la duplice funzione di programmazione e di ascolto delle istanze della categoria identificando le varie soluzioni condivise con la categoria pronta a fare la propria parte a partire dalla manutenzione delle opere di difesa della costa come prevede la legge regionale. E’ necessario procedere speditamente poiché va ricercata in tempi strettissimi una soluzione al contrasto all’erosione in quanto rischiamo di veder scomparire intere porzioni di costa del Lazio e dunque di non riuscire a riorganizzare come sappiamo il turismo regionale nei diversi ambiti costieri come sappiamo fare”.

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«Il turismo messo a dura prova dalle regole»

MONTALTO DI CASTRO – «Se la Regione Lazio vuol rilanciare il turismo e fare in modo che chi investe si senta più tutelato, deve riesaminare le proprie leggi e i propri regolamenti, al fine di sviluppare un'economia turistica (sia lavorativa che di fruizione) competitiva rispetto ad altre zone d'Italia o estere». Il sindaco di Montalto di Castro, Sergio Caci, torna a puntare i riflettori sulla direttiva Bolkestein e sull'impossibilità per i proprietari di chioschi, nonostante gli sforzi congiunti di amministrazione e Guardia Costiera, di mantenere montate queste strutture anche nel periodo invernale. 
«Quest’anno, a meno di ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della direttiva Bolkestein, spauracchio di tutti i concessionari di stabilimenti balneari, l’amministrazione comunale, insieme alla Guardia Costiera, si è attivata presso la Regione Lazio al fine di ottenere la disponibilità a tenere montati i chioschi temporanei realizzati sulla spiaggia e vincolati appunto allo smontaggio una volta terminata la stagione estiva. Mi riferisco – ha spiegato il Sindaco – alle numerose strutture in legno che ogni estate accolgono bagnanti locali e turisti, che offrono servizi essenziali regalando a tutti i frequentatori momenti di relax impagabili. Questi chioschi, gradevoli allo sguardo e molto ben inseriti nel contesto naturalistico delle spiagge di Montalto e Pescia, nella maggior parte dei casi sono gestiti familiarmente, creando un reddito che, paragonato all’immagine data al paese ed ai positivi commenti dei turisti, è più basso di quanto si possa immaginare. I chioschi in questione sono vincolati al Piano Territoriale Paesistico Regionale ed alla Legge Regionale nr.24 del 1998 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposte a vincolo paesistico) ovvero devono, come dicevo sopra, essere montati all’inizio della stagione estiva e smontati al suo termine. Un'attività – ha tenuto a sottolineare Caci – che ha dei costi e che, in quest'ultimo periodo di crisi economica, con una legge sulle concessioni in arrivo che rischia di far svanire i diritti sulle singole licenze, si sarebbe voluta evitare volentieri. Purtroppo – ha tuonato Caci – la politica in questo caso, ha fallito. Nonostante i nostri ripetuti reclami e solleciti, né la giunta né il consiglio regionale, che in questo caso sono gli unici ad avere il potere di cambiare le regole, sono riusciti a trovare una soluzione utile». Per il primo cittadino «queste norme andrebbero radicalmente riviste». Questa è l'unica soluzione per «rilanciare il turismo e fare in modo che chi investe si senta più tutelato». E a cambiare le regole del gioco deve essere, per Caci, proprio la Regione Lazio. E' la Pisana infatti che «deve riesaminare le proprie leggi e i propri regolamenti, al fine di sviluppare un'economia turistica competitiva rispetto ad altre zone d'Italia o estere». Un cambio di passo, dunque necessario che se non intrapreso, per il primo cittadino castrense, potrebbe causare solo danni all'economia locale: «Gravare di maggiori costi le attività – ha infatti detto – si traduce irrimediabilmente in chiusure definitive o innalzamento dei prezzi. Abbiamo ancora tanti anni di amministrazione avanti a noi, sia comunale che regionale ed è giunto il momento che, insieme, di ragioni a una riorganizzazione paesistica e turistica che non si compromettano a vicenda. Oggi purtroppo è così, pur con delle strutture che, durante l’inverno, non danno fastidio a nessuno». Il sindaco Caci, infine, coglie l'occasione per ringraziare comunque i consiglieri regionali «Enrico Panunzi, Stefano Parisi e Antonello Aurigemma che, insieme all’amministrazione comunale, hanno approfondito il tema e cercato una soluzione. Ringrazio anche la Federbalneari che si è spesa e si sta impegnando anche per affrontare il futuro delle concessioni balneari. Ringrazio infine i concessionari, soprattutto perché in questi ultimi anni, tra montaggi e smontaggi, ogni volta si sono privati di parte dei loro guadagni, senza mai venir meno al loro impegno».

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Mecozzi boccia l’operato di Ceccarelli

CIVITAVECCHIA – Botta e risposta tra il consigliere comunale del Polo democratico Mirko Mecozzi e l’assessore ai Lavori pubblici pentastellato Alessandro Ceccarelli sul fronte idrico e, in particolare, sui disagi dovuti alle torbide del Mignone. per Mecozzi la misura è colma, specie dopo i disagi dell’estate appena passata. La preoccupazione del consigliere d’opposizione è che, con l’inverno e le piogge alle porte, gli abitanti di San Liborio dovranno fare molto spesso i conti con i rubinetti a secco. Il problema, già evidenziato da Mecozzi, è il fatto che l’amministrazione, contrariamente a quanto promesso, non ha svuotato per il tempo il bacino di calma del Mignone in località Lasco del Falegname.

Secondo Mecozzi per risolvere il problema sarebbe stato sufficiente svuotare la vasca, la riparazione dell’ acquedotto comunale dell’Oriolo e il non essersi andati «ad impantanare in un progetto Via (fondi Enel, per circa 1milione e 500mila) che riguarda o riguardava l’implementazione delle condotte primarie comparti B e C, lavori che – ricorda il consigliere – dovevano essere completati nel maggio scorso ed invece non sono ancora nemmeno iniziati». Non è d’accordo l’assessore Ceccarelli che ricorda quanto fatto fino ad ora sull’acquedotto cittadino, ovvero l’acquisto da parte di Enel (sempre nell’ambito delle prescrizioni Via) di nuove pompe di sollevamento. «Inoltre – continua Ceccarelli – abbiamo provveduto alla manutenzione straordinaria dei filtri a sabbia e carbone, essenziali per la potabilizzazione dell’acqua». Ceccarelli non nega lo stato pietoso del bacino di calma del Mignone ma spiega: «Il progetto di manutenzione ordinaria è già stato sottoposto agli uffici regionali competenti ed i lavori partiranno non appena ultimate le procedure burocratiche».

Presto saranno sostituite le pompe di spinta da Monte Augiano. Parola d’ordine: presto. Cinque anni non sono bastati a risolvere delle pratiche burocratiche e Mecozzi sottolinea come nella replica del pentastellato non si parli della riparazione dell’Oriolo o del progetto da 1,5milioni e, soprattutto,  come sia proprio lo stato del bacino, colmo di detriti, a portare alla rottura definitiva delle pompe. «Intanto – conclude Mecozzi  – il bacino non verrà pulito», con buona pace degli abitanti di San Liborio.

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Mecozzi sulla gestione dell'idrico: "Adesso basta"

CIVITAVECCHIA. Mirko Mecozzi torna ad attaccare il Pincio sulla gestione dell'idrico e dei fondi Enel. In una nota l'esponente del Polo Democratico spiega come dopo un'estate senza acqua i civitavecchiesi si dovranno preparare anche ad un inverno senza acqua.

"Se come promesso da questa Amministrazione si sarebbe provveduto per tempo a pulire e svuotare il cosiddetto bacino di calma del Mignone in località Lasco del Falegname – spiega il consigliere comunale -, se avessero riparato per tempo l' acquedotto comunale dell'Oriolo e soprattutto se invece di andarsi ad impantanare in un progetto VIA ( fondi Enel, per circa 1.500.000 €) che riguarda o riguardava l'implementazione delle condotte primarie comparti B e C , per chi conosce la nota questione, lavori che dovevano essere completati nel Maggio scorso ed invece non sono ancora nemmeno iniziati se non nella parte progettuale, almeno si spera, con quei soldi  (1.500.000 €) si fosse ,invece proceduto a potenziare l'impianto di potabilizzazione di Monte Augiano mediante la realizzazione di una vasca di decantazione lenta, come c'è ad Aurelia filtri dal primo dopoguerra, "ma mica erano scemi…" , che avrebbe consentito di abbattere preliminarmente tutte o quasi tutte  le particelle  solide in sospensione nell'acqua fluviale prima di essere avviata al trattamento di potabilizzazione, il problema grave delle Torbide e di conseguenza delle riduzioni di portata per le aree colpite dalle continue crisi idriche sarebbe stato definitivamente risolto o perlomeno risolto in parte".

 

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