Invernale Riva di Traiano: partenza il 4 novembre

Sarà il 4 novembre 2018 la data di inizio del Campionato Invernale di Riva di Traiano – Trofeo Paolo Venanzangeli 2018/19, con nove date che porteranno i regatanti fin quasi alla primavera del 2019, con l’ultima regata prevista per il 16 marzo p.v. La novità di quest’anno è la possibilità di effettuare due regate nella stessa giornata, fino ad un massimo di dodici regate. Quando il meteo lo consentirà, quindi, ci saranno regate più brevi e, probabilmente, più cattive, con la possibilità per gli equipaggi di prendersi le loro rivincite nell’ambito della stessa giornata. Previste, comunque, anche due giornate di recupero previa apposita comunicazione, il 16 febbraio e il 2 marzo, nel caso in cui il meteo sia particolarmente sfavorevole. Il giorno precedente la regata saranno posizionate, su indicazione del Comitato di Regata, delle boe per consentire sessioni di allenamento per gli equipaggi iscritti. In presenza di particolari condizioni meteo, le regate potranno essere disputate anche su percorso costiero.  Sono previste le Divisioni “Regata”, “Regata/Crociera”, “Crociera”, e “Gran Crociera”. La partecipazione è ammessa, come da prassi oramai consolidata, anche per gli equipaggi in doppio, per i quali è prevista una classifica ad hoc in presenza di almeno tre imbarcazioni iscritte. Verrà stilata, inoltre, una classifica speciale per le imbarcazioni “Scuola”, in presenza di almeno quattro iscritti. «Appena pubblicato il bando, sono già arrivate molte iscrizioni – commenta il presidente del CNRT Alessandro Farassino – e la voglia di misurarsi con questo campionato mi sembra stia crescendo. Il livello degli equipaggi anche quest’anno si prevede altissimo e conferma che dalla partecipazione all’Invernale di Riva si può solo uscire più forti, come dimostrano anche i risultati successivi degli equipaggi che si sono confrontati qui. E’ un campionato duro, certamente, ma accessibile a tutti, come non mi stanco mai di ripetere. Anche chi vuol competere a vele bianche può partecipare tranquillamente. Oltre i 15 nodi e in presenza di raffiche oltre i 18, i Gran Crociera non partono e, nel caso fossero già in regata, tornerebbero in porto. La sicurezza per noi è prioritaria, ma dal confrontarsi con equipaggi più competitivi si può solo imparare. Per poi magari fare, negli anni successivi, un bel salto di categoria, come è già successo a molti. Quest’anno rilanciamo nell’organizzazione, con le due regate in un giorno. Speriamo di farne dodici, meteo permettendo, e sarà un’altra difficoltà, ma anche un ulteriore stimolo. Non dimentichiamo che i campi di regata da gestire sono due, anche se parzialmente sovrapposti, per consentire ai X2 meno passaggi di boa». I Campioni uscenti sono Gianrocco Catalano, vincitore in «Regata» con il First 40 Tevere Remo Mon Ile, e detentore del Trofeo Challenge Roma d’Inverno, Davide Paioletti in doppio con il Sunfast 3600 Lolifast, Roberto Padua, dominatore della classe Crociera con il suo First 36.7 Malandrina, Guido Mancini, vincitore in  Gran Crociera con il First 405 First Wave. Il bando è scaricabile sul sito www.cnrt.it .
 

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Ladispoli, opere pubbliche della sinistra: ''Commissione d'inchiesta su teatro, castellaccio e stadio''

LADISPOLI – Stadio, Centro di Arte e cultura e Castellaccio Monteroni. Tre opere molto discusse a Ladispoli sulle quali ha riacceso i riflettori il consigliere di maggioranza di Fratelli d’Italia, Giovanni Ardita. Scatenato il “leone” della destra che attacca duramente la sinistra senza troppi giri di parole. “Come hanno speso i soldi dei cittadini? Su queste opere subito una commissione d’inchiesta”.
Una provocazione o una richiesta che presto si materializzerà? Si scoprirà nei prossimi giorni ma intanto sui social è Ardita show.
“Riguardo al Castellaccio dei Monteroni in 10 anni sono stati istituiti 3 milioni di euro con l'impegno di trasformarlo in un Museo. A luglio sono stato al castellaccio in occasione del memorial di Biagio Tabacchini ed ho riscontrato che la facciata dell'immobile è fatiscente, il pavimento la pareti ed il soffitto sono completamenti grezzi, il tutto sembrerebbe gestito da una fondazione di un ex onorevole Pd”.
Indice puntato anche sul Centro di Arte e cultura. “Secondo punto di cui si dovrebbe occupare la commissione d'inchiesta riguarda i soldi spesi su questa struttura, più di un milione e mezzo per vedere un edificio che non è idoneo nè per un teatro e nè per un cinema”. Infine lo stadio, un’accusa pesantissima a quasi 48 ore dal fischio di inizio della serie D dove la prima giornata di campionato ha messo davanti ai ladispolani l’Avellino. “Per il campo sportivo sono stati spesi più di 2 milioni di euro per un impianto non a norma per la sicurezza, incompleto di una tribuna per gli ospiti e senza una copertura della stessa tribuna, il sole cocente d'estate e le piogge d'inverno sono un vero disagio per i genitori che portano i bambini a giocare allo stadio e una carenza anche per tutti i tifosi che la domenica vanno a vedere la prima squadra”.
Parole, quelle di Ardita, che faranno senz’altro discutere.
 

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Ladispoli, invasione di zanzare

LADISPOLI – Acqua stagnante sul fondo della piscina e tantissima melma…. l'habitat ideale dove far nascere tanti piccoli ranocchi e soprattutto il luogo ideale da dover far "sbocciare" le tante odiose zanzare. Una situazione di disagio dove le condizioni igienico-sanitarie sono messe in seria discussione. Ci troviamo a via Claudia, a Ladispoli. Qui la denuncia arriva da privati cittadini, stanchi ormai di dover trascorrere 4 stagioni su 4 (eh si perché le zanzare sopravvivono anche alle rigide temperature invernali, non dando tregua nemmeno a Natale) con prurito costante causato dai morsi incessanti del tanto odiato insetto. A causare il problema, che ormai si protrae da anni, sarebbe a quanto pare una piscina privata nella zona, lasciata all'incuria. "Lo stato di abbandono e incuria in cui versa e la mancanza di una adeguata copertura della vasca che si inonda ad ogni acquazzone – si legge nella lettera/denuncia inviata all'amministrazione comunale e indirizzata al sindaco Grando in prima persona – hanno reso l'area una fonte di incontrollata proliferazione delle zanzare, problema che d'estate diventa insostenibile". Non solo zanzare, però: "L'acqua di cui si riempie la vasca con le piogge, che resta di fatto stagnante per la maggior parte dell'anno, con ovvia maggiore incidenza nei mesi invernali, è bacino di accumulo anche di guano di uccelli, foglie marce, immondizia di ogni sorta che col vento cade nell'acqua, con conseguente nauseabondo odore di fogna". Una situazione ideale, insomma, per le zanzare di sopravvivere anche alle temperature rigide dell'inverno. 
Una vera a propria piaga che ha spinto negli anni, alcuni residenti a segnalare la situazione, oltre che al Sindaco, anche alla Asl di Ladispoli, senza però, ottenere alcun effetto. Ed a quanto pare non sarebbe servita nemmeno l'ordinanza emessa dal sindaco Alessandro Grando, prima dell'inzio della "stagione delle zanzare". Un vero e proprio vademecum dove si ordinava la pulizia di canali, la rimozione di acque stagnanti (pubbliche e private) per evitare, appunto, il proliferare delle zanzare. Un documento, quello firmato dal primo cittadino, che sì avrebbe prodotto, grazie alla denuncia di alcuni residenti, all'elevazione di alcune sanzioni ma che, col trascorrere dei giorni, delle settimane, si è comunque rivelato inefficace. La melma è ancora lì e con essa anche le zanzare. Con i cittadini che più volte si sono recati dai vigili urbani per chiedere di far rispettare l'ordinanza. Ma da questo fronte tutto tace, con i residenti che nonostante le denunce e le segnalazioni continuano a vivere una situazione problematica. "Ci chiediamo – dicono – quale sia l'utilità di un'ordinanza se si rivela impossibile farla rispettare e dove finiscano i denari pagati dai contribuenti alle prese con servizi 'fantasma'". La situazione relativa al problema delle zanzare è già "pesante" di per sè con le disinfestazioni programmate dal Comune, rese inutili "dall'incuria in cui versano tutti i canali della cittadina, con la crescita senza freno di vegetazione"; se poi ci si mettono anche i privati cittadini trasformando una piscina (un luogo dove trascorrere insieme le belle giornate, e trovare refrigerio dal caldo torrido estivo), la situazione rischia di sfuggire di mano.

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Treni dedicati ai crocieristi: novità in vista

CIVITAVECCHIA – Una nuova linea ferroviaria dedicata ai crocieristi che quotidianamente scalano il porto di Civitavecchia. È quella che, se tutto andrà come da programma, dovrebbe partire in via sperimentale il 15 ottobre prossimo e terminare l'8 dicembre, mediante l'utilizzo di due coppie di treni Vivalto a sei carrozze – con capacità totale di 720 posti a sedere – in partenza da Civitavecchia alle 9.35 (8.30 nei giorni festivi) e alle 10.15 e con arrivo ad Ostiense rispettivamente alle 10.27 (9.25) e 11.40, con ritorno sempre da Ostiense alle 15.37 e alle 16.30 ed arrivo a Civitavecchia alle 16.30 e 17.20. 

La novità è emersa nel corso della riunione che si è svolta a fine agosto tra l'assessorato alla Mobilità della Regione Lazio e l'Osservatorio Generale dei Trasporti (rappresentato da una delegazione “di area” composta dal Presidente Andrea Ricci, dal Vicepresidente Gabriele Bariletti, dal Rappresentante Provinciale di Viterbo, Raimondo Chiricozzi e dalla Rappresentante del Comitato Pendolari Litoranea Roma Nord Sandra Felici). La Regione prevede di concedere a Trenitalia (conil supporto di Busitalia) l’autorizzazione ad un servizio a tariffa dedicata che si svolgerà in pullman tra il porto e la stazione di Civitavecchia ed in treno tra qui e le stazioni di Roma San Pietro e Roma Ostiense, nell’attesa del completamento della linea di congiunzione tra porto e stazione per il quale è prossima la firma di un accordo ad hoc che ne prevede l’attivazione entro il 2020.

Un servizio auspicato da tempo anche e soprattutto dai pendoalri che quotidianamente si servono della linea ferroviaria Fl5 per motivi di lavoro o di studio, spesso congestionata proprio dalla presenza dei tanti turisti che raggiungono la Capitale. Il servizio, come sottolineato nel corso della riunione, non dovrà interferire in alcun modo con quello del servizio regionale, i biglietti non possono essere utilizzati sui treni del servizio regionale, le 12 carrozze e le due locomotive impegnate nel nuovo servizio non devono provocare riduzioni di composizione nè sulla Fl5 nè sulle altre tratte regionali ed infine qualsiasi variazione all’offerta deve essere proposta dall’esercente col medesimo anticipo previsto dal Contratto di Servizio per le richieste di servizi aggiuntivi da parte della Regione.  

A queste condizioni, ed evidenziando che l’attività di bigliettazione deve essere prevalentemente a carico di canali alternativi (prevendite, online), l’Osservatorio ha dato quindi il suo parere positivo sul nuovo servizio "che – hanno spiegato – possa essere il primo di una serie di iniziative che arrivino a portare poi ad un collegamento stabile tra il porto di Civitavecchia e Fiumicino, lo sfiocco tra la Maccarese-Ponte Galeria e la Fl1 e la ricostruzione della linea verso Fiumicino città e porto.  

Con l’occasione, la Regione e l’ORT hanno anche convenuto di accelerare al massimo i tempi per la stipula del nuovo protocollo d’intesa. Anche in relazione a quanto previsto dal protocollo del 2015, la Regione ha inoltre comunicato che nel mese di settembre è prevista l’istituzione di un tavolo permanente tra Regione, RFI e Trenitalia sulle criticità del servizio e sull’informazione al pubblico, argomenti sui quali l’Osservatorio continuerà a svolgere la propria opera di segnalazione, la creazione di un ufficio di scopo per il completamento della redazione del Piano Regionale dei Trasporti, della Mobilità e delle Logistica riguardo al quale viene previsto di incrementare, stabilizzandola, la frequenza della comunicazione con l’Osservatorio. Infine le parti si sono impegnate ad un ulteriore incontro per approntare una bozza di protocollo e del programma di lavoro congiunto per l'autunno/inverno e per discutere del ripristino della Civitavecchia-Orte. 

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«Con la Raggi situazione peggiorata»

CERVETERI/LADISPOLI – Da una parte la frana che ha causato lo smottamento di un tratto della carreggiata anni or sono e che ancora attende di essere riparato. Dall'altra parte una montagna in tufo, che dopo gli incendi dello scorso anno che hanno colpito la zona, danneggiando in particolar modo gli alberi che vi insistono, rischia di venire giù da un momento all'altro. Ed è proprio quanto successo venerdì mattina. La pioggia è arrivata, breve e intensa, e parte del terreno è venuto giù sulla Provinciale. Una tragedia sfiorata. Della situazione drammatica in cui versa la Settevene Palo Nuova è pienamente a conoscenza il consigliere metropolitano del Pd di Ladispoli, Federico Ascani che in più di una occasione «ho allertato la Città Metropolitana per effettuare gli interventi necessari». Ma non c'è peggior sordo di chi non voglia sentire. Ovviamente, come ha tenuto a sottolineare Ascani (lo aveva già fatto il sindaco Pascucci nella giornata di venerdì) quanto accaduto non ha nulla a che vedere con la frana degli anni passati. Qui a venire giù è stata parte del costone della montagna che sovrasta la Provinciale. Ma il senso della situazione di “degrado” in cui versa la Settevene Palo, arteria fondamentale per la viabilità da e per Bracciano, che collega la costa con la zona lacustre, è sempre quello: a mancare sono gli interventi. «Abbiamo fatto più noi in pochi mesi di Governo in Città Metropolitana – ha aggiunto Ascani – che la Raggi in due anni. Con lei la situazione è peggiorata. Non ha più fatto nulla, ha semplicemente rimandato ogni qual tipo di intervento a “dopo”». Ora, bisognerà capire però se e quando il problema della Settevene Palo sarà risolto definitivamente. Come aveva spiegato Pascucci, non basterà rimuovere i massi dal manto stradale per decidere di riaprire alla viabilità. Quello che andrà verificato sarà la tenuta del costone. L'inverno è ormai alle porte e se con la prima pioggia intensa il risultato è stato quello di venerdì mattina, il futuro sembra veramente incerto. Bisognerà però capire ora a chi spetterà l'arduo compito di verificare la sicurezza della zona e qualora fosse necessario intervenire a chi spetterà investire con lo stanziamento dei fondi necessari a garantire la riapertura della Statale. Il tutto ovviamente in tempi brevi. E a proposito di tempistica per il consigliere metropolitano Federico Ascani «i tempi dipendono dalla volontà. Se ci sarà un cambio di rotta – ha concluso – allora possiamo immaginare una risoluzione del problema in tempi brevi». In caso contrario, la vita degli automobilisti, probabilmente, ne risentirà per diverso tempo. Chissà quanto.
 

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Argenpic, Giancarlo Gasparotto è il Campione del mondo di mangiatori di peperoncino

TARQUINIA – Ormai è ufficiale. Il nome di Giancarlo Gasparotto alias Jack Pepper rimarrà scritto per sempre nel registro ufficiale di tutti i tempi dei detentori di record. Attualmente è lui, già primatista italiano nel 2016 dei mangiatori di peperoncino, ad essere il Campione del Mondo, ad indossare quella corona iridata che per ben  due volte ha cercato di strappare a distanza, poi riuscendoci, ad uno statunitense ingerendo nel tempo massimo di 2 minuti il maggior quantitativo di Bhut Jolokia, il quarto nella Scala Scoville tra i più piccanti del pianeta (circa 1.000.000 di SHU, quando il nostro calabrese, per semplice raffronto, si aggira sui 50.000 SHU). Insieme al nome di Gasparotto, in contemporanea rimbalza nel mondo il nome dell’Italia, di Tarquinia e della sua Festa del Peperoncino che in Inghilterra ribattezzano con un intrigante “ArgenPic Chilli Pepper Festival”.

A distanza di sette mesi  da quella domenica del 4 di febbraionella Sala Consiliare del Comune di Tarquinia, dopo il precedente tentativo del 20 agosto 2017, nell’Area Eventi Pineta Avad del Lido, non omologato da Londra, ormai più nessuno credeva che al giovane brianzolo nativo di Isernia gli potesse essere riconosciuto quanto dovuto dalla nota organizzazione dei Guinness World Records da sempre Autorità Mondiale per le imprese fuori dall'ordinario. Dopo aver inviato a suo tempo la documentazione richiesta (i verbali dei testimoni del Comune, dell’Arsial, dell’Università Agraria e dei cronometri della Federazione Italiana – FICr oltre a filmati e dettagliate fotografie dell’Ass. DotRAW) recentemente dall’Inghilterra agli organizzatori erano stati richiesti carteggi integrativi, ma poi, da oltremanica, era seguito il silenzio più assoluto. 

 

A rimanere attivi, negli uffici di coordinamento a Tarquinia, solo alcuni computer destinati a scandagliare il web, ormai solo per scrupolo, per avere in anticipo eventuali, quanto poco probabili, notizie e quando nella mattinata del 5 settembre sono iniziate a rimbalzare le prime frammentarie informazioni dal sito ufficiale dei Records (http://www.guinnessworldrecords.com/world-records/most-bhut-jolokia-chilli-peppers-eaten-in-two-minutes)  i cuori dei responsabili delle associazioni organizzatrici del tentativo del Guinness hanno iniziato a palpitare di nuovo dall’emozione. Quando poi a mezzogiorno in punto da Londra è arrivata la mail certificata con l’annuncio ufficiale, nelle sedi dell’Ass. Borgo dell’Argento (Delegazione dell’Accademia Italiana del Peperoncino – Pres. Silvana Passamonti) e dell’Associazione CulturaleOltrepensiero (Pres. Pietro Carra), nessuno è riuscito più a trattenere indescrivibili urla di gioia:  «… We are thrilled to inform- era scritto nel messaggio – you thatyour application for Most Bhut Jolokia chilli peppers eaten in two minutes has been successful and you are now the Guinness World Records Title Holder!… Congratulations, you are Officially Amazing! Kind regards, Records Management Team… The 

 

 

Most BhutJolokia chilli peppers eaten in two minutes is 146.27 grams (5.15 oz), achieved by Giancarlo Gasparotto (Italy), in Tarquinia, Italy, on 04 February 2018. This record wasattempted during the ArgenPic Chilli Pepper Festival».

 

Si esulta anche a Sanremo, in Liguria, alla “Vivi Piccante”di Paola Peluso e Leo Farchiata, vanto italiano per la produzione delle più complesse varietà di peperoncino destinate alla gastronomia e per effettuare competizioni specifiche, che nel febbraio scorso, in pieno inverno, si è adoperata a fornire anche fuori stagione il Bhut Jolokia necessario per il Guinness.

 

Ultimo ad essere informato, paradossalmente, per lasciarlo il più tranquillo possibile, proprio il protagonista di questa eccezionale avventura, Giancarlo Gasparotto, impegnato in questi giorni a Diamante in Calabria per la finale dei mangiatori di peperoncino (il notissimo Diavolicchio) valida per l’assegnazione del titolo italiano e che lo vedrà contrapposto all’attuale detentore Arturo Rencricca del Team di Ipse Dixit di Roma del Pres. Antonio Bartalotta. Finale che si svolge nell’ambito del Peperoncino Festival, la più grande kermesse nazionale dell’Accademia Italiana del Peperoncino guidata da Enzo Monaco. 

 

Appresa la notizia Jack Pepper ha emesso prima tre urla disumane per poi essere travolto da un pianto dirotto seguito da un’euforia indescrivibile. Una vera e propria liberazione dopo mesi di tensioni passati in un’attesa spasmodica acuita dalla rabbia per il primo tentativo non andato a buon fine a seguito di un paio di pellicine (equiparate da Londra, nonostante l’evidenza, a pezzi) rimaste attaccate sulle papille della sua lingua al termine della prova e nonostante avesse superato con 10 grammi (per un totale di 130,38) il detentore USA del primato,Kevin "L.A. Beast" Strahle, che nella sede di New York dell’organizzazione londinese dei Guinness aveva conquistato per la prima volta con 121,90 grammi.

 

Ma il 4 febbraio Gasparotto supera se stesso e allo scadere dei due minuti la bilancia si ferma a 146,73 (omologati 146,27). Sono i grammi di peperoncini ingeriti (16 il numero) che hanno creatodi fatto un abisso di circa 25 grammi con il primatista statunitense. Una prova oltre ogni limite della resistenza. La lingua di Jack a seguito del livello di piccantezza del BhutJolokia e del quantitativo ingerito presenta irritazioni e piccole ustioni e itestimoni con tanto di guanti e armati di cottonfioc  scandagliano, al fine di dissipare, questa volta, ogni equivoco e dubbio, la bocca di Giancarlo togliendo piccoli residui di peperoncino deponendoli nell’apposito contenitore. Poi sette mesi di attesa ed i sogni diventano realtà.

 

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Roma-Giraglia: partito il countdown

Trenta giorni alla Roma-Giraglia, una classica del Circolo Nautico Riva di Traiano che, in questo 2018, ha cambiato le sue date e partirà il 27 settembre.
«Riprendiamo l’attività con questa regata meravigliosa che può essere corsa in equipaggio, in doppio o in solitario – commenta il presidente CNRT Alessandro Farassino – che a detta di quasi tutti coloro che hanno partecipato negli scorsi anni,  è la più bella paesaggisticamente tra tutte quelle che arrivano alla Giraglia e, senza ombra di dubbio, anche la più complicata. E’ una regata dura, molto tattica, ma pensata altresì per far vivere 250 miglia di grande altura anche ad imbarcazioni che, per le loro dimensioni, non potrebbero godere di queste emozioni. E’ il modo migliore per avvicinarsi alla grande altura, con una regata che potrebbe essere corsa senza mai oltrepassare la fatidica linea delle 12 miglia dalla costa».
Sarà senz’altro una regata diversa dalle precedenti, perché lo spostamento a fine settembre cambia sensibilmente lo scenario meteo. Probabilmente sarà una regata più “fredda” e più ventosa e, più che l’ultima regata dell’estate, potrebbe essere la prima di un autunno-inverno che si preannuncia pieno di appuntamenti, a partire dall’Invernale, il classico campionato per chi non ha paura delle sfide intense. 
Anche quest’anno il Circolo Nautico di Riva di Traiano installerà a bordo il tracker della YBTracking, con la garanzia, da parte della società inglese, di uno scostamento massimo certificato dei dati di circa 11 metri. Ogni barca potrà verificare la propria traccia e, se necessario, correggere un eventuale errore, così come potrà verificare la posizione di tutti i competitor.
«Continuiamo nel nostro impegno di trasparenza – continua Farassino – con questo strumento inteso come supporto alla navigazione prima che come metodo sanzionatorio. In questa regata in particolare, con ben tre zone di interdizione a Giannutri, Montecristo e Pianosa, un sistema affidabile e certificato è senz’altro utile a garantire la piena regolarità della competizione. Abbiamo stabilito delle zone di interdizione abbastanza ampie, all’interno delle quali sono comprese anche le zone di riserva integrale. Il tracking è comunque visibile a tutti e confidiamo anche nella sportività dei nostri regatanti che, in tutti questi anni, è sempre stata altissima. Sono contento intanto del rientro alle gare dopo tante traversie personali di Mario Girelli, che farà la regata in doppio con Marta Magnano sul Figaro Zabriskie Point. Mi auguro di rivederlo presto anche in solitario».

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Gli incontri di ArgenPic nell’Area Eventi Pineta Avad di Tarquinia Lido

TARQUINIA – Ogni anno nel corso della Festa del Peperoncino e nell’ambito degli eventi previsti dalla fase finale del concomitante Premio Culturale, ArgenPic riserva momenti dedicati ad approfondimentisui temi più scottanti dell'attualità prendendo spunto da opere letterarie o cinematografiche.

Nell’incontro previsto per oggi a partire dalle ore 18,00 presso L’Area Eventi della Pineta AVAD di Tarquinia Lido(lungomare dei Tirreni) i momenti di riflessione saranno dedicati ad un tema ben preciso   “La Donna . . . e quel piccante da rispettare”  con la partecipazione di giornaliste, attrici, registe, scrittrici, poeti  e la presentazione di libri, proiezione di documentari, cortometraggi relativi il tema della violenza sulle donne.

All’evento interverrà Annalisa Venditti della trasmissione “Chi la Visto “ di Rai3 che presenterà il suo ultimo libro “Donne Perse(phone)” (dei Merangoli Editrice), legato al suo omonimo spettacolo teatrale diretto da Paola Sarcina che dopo il debutto a Roma è in replica in diversi teatri italiani. Presenti anche alcune delle attrici, tra le quali Erika Sharon Biancone, che nel corso del pomeriggio interpreteranno per l’occasione alcune scene del recital, un dramma moderno sulla violenza alle donne che si ricollega al mito classico della dea greca Demetra e di sua figlia Persefone. Ispirato dalle cronache dei nostri giorni, alle storie di ragazze e donne uccise o abusate da un marito, da un fidanzato o un compagno violento.

Tra gli altri ospiti Rita D’Andrea che con il volume “Il mistero della farfalla dorata” (Sovera Edizioni) introdotto da un booktrailer sceneggiato dalla stessa autrice per la regia di Alfredo Villa approfondisce aspetti scabrosi della violenza in genere sugli abusi sessuali. 

Quale siano invece le linee di confine che separano la galanteria, gli apprezzamenti, l’intraprendenza e le avance dalla molestia è l’argomento di estrema attualità proposto dalla giornalista e scrittrice Paola Cimmino alias Gamy Moore, con un articolo in versi  dal titolo “Ardere e Ardir d’amore” (LetterMagazine.it)

Saranno trasmessi anche cortometraggi e documentari che trattano sempre temi forti legati al problema delle violenze come lo short di Paolo Budassi “Senza occhi mani e bocca e l’inchiesta della giornalista brasiliana Daniele Cristina Rosa Ferrari Serejo“L’erotizzazione della donna di colore di Rio de Janeiro inserita nella società” (titolo originale: A erotização da mulher NEGRA CARIOCA inserida na sociedade).

Nella giornata di domani, Sabato 24, dedicata agli short film interverranno il regista, scrittore e sceneggiatore conosciuto dai David di Donatello, dai Nastri d'Argento e dalla Mostra del Cinema di Venezia, Francesco Colangelo, il Film-Maker e regista della Sala-TV de Il Messaggero, Paolo Budassi, l'attore Philippe Boa, protagonista di fiction e film come "Il mercante di stoffe", "Un caso di coscienza" e "Il Maresciallo Rocca", il produttore ed attore Vitaliano Loprete, il Presidente di Tarquinia Film Office, Gérôme Bourdezeau, la giornalista e regista Annalisa Vendittidi Rai 3 vincitrice della sezione documentari con “La Voce di San Gerardo”.  E’ La Storia di un gruppo di ufficiali italiani, originari della Lucania internati, nell’inverno del 1943 nel lager tedesco di Biala Podlaska (Polonia) che decide di realizzare clandestinamente, un giornale: otto pagine interamente scritte e dipinte a mano con i poveri mezzi a disposizione. In onore del santo patrono di Potenza, fu chiamato La Voce di San Gerardo. Tra i suoi redattori c’era anche il pittore Mauro Masi (Potenza 1920 – Roma 2011), cui si devono molte delle illustrazioni. Articoli e surreali pubblicità documentano con ironia le condizioni di vita nel lager e il desiderio di tornare a casa.   

Tra le opere finaliste nella sezione film "La decima onda", "Sogni a orologeria", "Senza occhi, mani e bocca", “Giochi di ruolo”. Per i premi speciali Beppe Gallo, Philippe Boa, Giorgio Colangeli e Valeria Solarino. La premiazione per le assegnazioni della Giuria Tecnica (Francesco Presta, Direttore Artistico del Mediterraneo Festival Corto e del Cinecircolo Maurizio Grande di Diamante) e del Premio del Pubblico Cinema Etrusco avrà luogo nell’Area Eventi Pineta Avad del Lido Sabato alle ore 18.00, mentre le proiezioni avranno inizio alle ore 21,00 dopo la cena con i piatti cucinati all’ArgenPic.

La Festa del Peperoncino ArgenPic ed il Premio Culturale, sono patrocinati dal Comune e dell'Università Agraria di Tarquinia e dall'ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio). Madrina della manifestazione Anna Moroni. Presidente Onorario del Premio Osvaldo Bevilacqua.

 

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Angelo Sale: ristrutturata la tribuna ospiti

Ultimati i lavori, seppur esigui, della tribuna riservata agli ospiti dello stadio Sale di Ladispoli. Posizionata a fianco della centrale,  realizzata in ferro e rimuovibile, potrà ospitare 140 posti a sedere mentre  il settore potrà contenerli fino a 250.  Tuttavia è un passo in avanti in vista dell’apertura della nuova stagione in programma il 2 settembre
«Da Giugno a Luglio abbiamo vissuto un’emozione bellissima nel partecipare attivamente alla promozione della Us Ladispoli Calcio – spiega il consigliere comunale Giovanni Ardita – dalla categoria Eccellenza alla serie D, le trasferte dell’Abruzzo e del Veneto hanno ridato quel senso di appartenenza ai colori rossoblu, vedendo tanta tanta gente che con passione e amore ha trascinato la squadra di mister Bosco e del presidente Paris ad un traguardo impossibile. Neanche il tempo di festeggiare nella via principale di Ladispoli con caroselli e musica in prossimità del Manhattan, il giorno dopo ci siamo messi a lavorare duro per supportare una società di calcio che ha nel presidente Paris Ladispolano puro amato in città, ci siamo messi a tavolino con il sindaco Grando che con tanto impegno e competenza ha cercato le soluzioni giuste per cercare di sopperire a delle carenze della struttura sia nella sicurezza che nell’andare a completare l’impianto di calcio. Senza tribuna degli ospiti, il campo non era abilitato per giocare in casa, con il rischio di chiedere ospitalità al Cerveteri o al Civitavecchia, qualcuno giustamente ci ha chiesto una struttura cosi nuova e che ha avuto dei costi elevati ha delle carenze strutturali. È un punto di partenza, del resto più di questo ora non si poteva fare. La copertura della tribuna – conclude l’esponente di Fdi – è uno dei prossimi obiettivi per i quali ci stiamo lavorando. È essenziale, sia per l’estate che per l’inverno, essendo lo stadio in una posizione nevralgica a livello climatico».

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Scoppia la polemica tra Pd e Cinque Stelle sull'idrico

CIVITAVECCHIA – Botta e risposta tra l’opposizione targata Pd e l’amministrazione comunale sul tema idrico. Ad iniziare il dibattito il segretario Pd che ha criticato il modus operandi del Pincio sul passaggio ad Acea. «La complessità della rete idrica cittadina – ha dichiarato – prevede una serie di manovre da svolgere quotidianamente ad orari fissi, al fine di permettere l’approvvigionamento idrico alle varie cisterne della città. Fondamentale quindi sarebbe stato un affiancamento dei tecnici Acea con quelli comunali i quali conoscono nel dettaglio le criticità del nostro sistema idrico. Ricordo l’accesso all’acqua potabile ed ai servizi igienico sanitari è un diritto fondamentale per l’essere umano, come tra l’altro ha sancito nel 2010 l’ONU. Considerando ciò, ne consegue l’approvvigionamento idrico per tutti i cittadini di Civitavecchia e la rapida risoluzione del problema che in questi ultimi anni si sta presentando maggiormente, con carenze anche in inverno, dovrebbe essere prioritario per un Sindaco». A replicare a Ferri è il neo consigliere comunale Bertolini, molto attivo in quanto a comunicati usciti dall’ufficio comunicazione del sindaco.  Bertolini ha ricordato quanto fatto dal Pincio con l’accordo realizzato con le grandi utenze come port mobility. Sempre Bertolini ha dichiarato: «Il Comune ha dovuto dar seguito alla diffida della Regione Lazio (sempre guidata dal PD) e passare il servizio idrico ad Acea dopo aver perso il ricorso prima al TAR e poi al Consiglio di Stato (sottolineo ultimo grado di giudizio). In questi primi mesi il Comune ha sempre offerto collaborazione e continua a collaborare con ACEA per ridurre al minimo i disagi ai cittadini in questa fase delicata di transizione. Invito chiunque, come Ferri, prima di criticare l’amministrazione, qualunque essa sia, a fotografare la situazione, ad esempio al 2013, e umilmente chiedersi cosa ho fatto io al suo posto? Il Pd amministrava ed il servizio idrico era abbandonato a sè stesso, così come avvenuto negli ultimi 20 anni».

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