Verdad e la guerra di Spagna emozionano gli studenti del Cardarelli

TARQUINIA – È Lorena Canottiere la protagonista dell’incontro con i ragazzi del Biennio Superiore del Cardarelli a Tarquinia.  Anche quest’anno il Festival ‘‘Pagine a colori’’ ha scelto di proporre agli studenti la lettura di un Graphic Novel. 
Per proseguire il percorso iniziato tre anni fa con Davide Reviati, autore di ‘‘Morti di Sonno’’, e portato avanti nella scorsa edizione con Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, autori di ‘‘Peppino Impastato, un giullare contro la mafia’’.  Per integrare, all’interno di un Festival dedicato al libro illustrato e alla letteratura dell’infanzia, il linguaggio tipico del fumetto. 
‘‘Verdad’’ è un libro importante, molto bello, che racconta una storia di libertà. La Guerra di Spagna, una guerra che ha richiamato volontari da tutto il mondo, animati da numerosissimi intellettuali ed artisti, viene raccontata dall’autrice attraverso lo sguardo fiero di una giovane combattente.  L’occasione di incontrare l’autrice del romanzo ha emozionato molti studenti e ha reso il Festival ‘‘Pagine a colori’’ ancora più bello e interessante. 
Ultimo evento per quest’anno, si concluderà con la premiazione e il Premio Recensioni, a Maggio, occasione in cui ai tre studenti che avranno scritto le migliori recensioni del libro, verrà dato in premio un buono acquisto in libri, offerto come sempre dalla Biblioteca comunale di Tarquinia.  
Tutto lo staff del Festival ‘‘Pagine a colori’’ «ringrazia calorosamente la preside dell’Istituto Cardarelli Laura Piroli e tutti i professori che hanno aderito all’iniziativa, in particolare Valeria Cogo, referente per il progetto. Appuntamento alla prossima edizione.

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Differenziata porta a porta, pubblicato il bando di gara per l'acquisto di attrezzature e materiali

CIVITAVECCHIA – Pubblicato sul sito della Città metropolitana di Roma capitale e sull'albo pretorio del sito istituzionale del comune di Civitavecchia il bando di gara per l'acquisto di attrezzature e materiali per la raccolta domiciliare dei rifiuti urbani nel Comune, per un importo complessivo posto base di gara per l’intera fornitura (attrezzature e materiali) pari ad 1.052.963,90 oltre l’Iva.

Termine per il ricevimento delle offerte è il giorno 21 maggio 2018 alle ore 12. 

“Le gare per la fornitura dei nuovi automezzi e per le attrezzature e i materiali necessari per la raccolta differenziata “porta a porta” – dichiara l’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda – rappresentano investimenti di assoluto rilievo per il nostro Comune. L’estensione a tutto il territorio cittadino della raccolta “porta a porta” era uno dei nostri obiettivi di programma e in questi anni piuttosto complessi per la stabilità economica del Comune abbiamo dovuto provvedere a individuare nel bilancio le risorse economiche necessarie a integrare l’importante finanziamento assegnato nel 2012 dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, che colgo l’occasione per ringraziare, nella persona del Consigliere delegato Matteo Manunta, per averci concesso, a gennaio di quest’anno, un ulteriore contributo di circa 460.000 euro”.

Manuedda spiega che ora sarà necessario attendere l’aggiudicazione delle gare “quella dei mezzi in via di conclusione e quella, pubblicata oggi, per la fornitura dei materiali. Il nostro obiettivo, collegato ovviamente all’arrivo delle forniture, è partire in autunno – conclude l’assessore – con l’estensione del servizio “porta a porta” nella parte sud della città, con i quartieri di San Gordiano e Campo dell’Oro e il contestuale aggiornamento previsto per Boccelle”.

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Rinnovate le cariche sociali per la sezione Marinai d'Italia di Tarquinia

TARQUINIA – Rinnovo delle cariche sociali per l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia gruppo “F.lli Nardi” di Tarquinia che rende noto l’esito delle votazioni sociali. Con l’assemblea generale tenutasi lo scorso 24 marzo, in presenza del delegato regionale del Lazio A.N.M.I. Ammiraglio Stefano Mastrodicasa, il Consiglio direttivo del gruppo è stato rinnovato e avrà compito di perdurare nel prossimo quadriennio. Eletto a Presidente del Gruppo Agate Giovanni Battista affiancato dal Vice Presidente Pierini Giovanni e dai consiglieri, Timperi Luigi, Bertozzi Arnaldo, Guarisco Daniele, Costa Vincenzo, Eusepi Luca e in rappresentanza dei soci aggregati nominata Teresa Ambrosio. Faranno parte del collegio dei Sindaci revisori Pierini Ferdinando come Presidente e come membri effettivi Morroni Ivano e Clementucci Stefano.

L’Anmi Tarquinia, è presente sul territorio locale, dal 1946 e da oltre settanta anni la presenza dei “solini” bianco-blu” si diversifica in attività di rappresentanza, in cerimonie cittadine, portando il proprio vessillo a raduni regionali e nazionali nonché all’interno delle scuole. Il nuovo Consiglio Direttivo esprime la volontà di continuare ad affermarsi con molteplici attività sociali ed aprirsi in maniera ancora più forte promuovendo plurime iniziative di carattere collettivo e culturali tese a integrare e coinvolgere sia i soci ma anche simpatizzanti, oltre l’intera popolazione della cittadina. Il gruppo ricorda alcuni dei principali appuntamenti promossi quali; le borse di studio alla memoria del Cav. A. Bellucci giunte alla quinta edizione solitamente celebrate nel mese di luglio, la celebrazione religiosa al Lido di Tarquinia per festeggiare la Madonna di Ferragosto, la commemorazione di Santa Barbara in dicembre. Con l’occasione il neo consiglio direttivo augura felici festività per una serena Santa Pasqua a tutti i soci e cittadini.

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Al via i lavori urgenti di segnaletica stradale e toponomastica

CERVETERI – Dopo le numerose richieste d’intervento da parte della Polizia Locale, della Stazione dei Carabinieri di Cerveteri, degli organi preposti, delle associazioni, degli Enti e della cittadinanza in generale per ripristinare e/o integrare la funzionalità della segnaletica e della toponomastica stradale, tanto più della numerazione civica insistente sul comprensorio Comunale, divelta e/o logorata e/o danneggiata da eventi calamitosi il dirigente della Ripartizione OO.PP con determina approva il progetto in forma semplificata definitivo-esecutivo” relativo ai “lavori urgenti di segnaletica stradale e toponomastica – 2018’’.  
Si cerca così di far fronte alle esigenze riferite sia alla sede viabile, sia alle pertinenze e alle opere accessorie (banchine, parcheggi, slarghi, vicoli, rotatorie, ecc…) riguardanti le strade di competenza comunale. 
Il progetto è stato redatto dalla Ripartizione OO.PP., con gli interventi ritenuti più significativi, urgenti, necessari e improcrastinabili per garantire condizioni minime di incolumità e sicurezza per gli utenti delle strade. Si procede mediante affidamento diretto previa consultazione di almeno tre preventivi, ovvero di tre operatori economici sorteggiati dall’elenco valido per gli anni 2017-2019. Questo perché il personale operaio dipendente del Comune, considerata la tipologia delle opere da eseguire, per le quali è necessaria specifica competenza ed attrezzatura adeguata, vista anche l’esiguità numerica, non è nelle condizioni di fronteggiare i lavori e le urgenze prospettate. Il criterio di scelta del contraente è quello del prezzo più basso. Il costo totale dell’intervento è di 25mila euro. 

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Piazza Grande, la resa del Comune

LADISPOLI – Di nuovo via libera al Piano Integrato di Piazza Grande.

Il comune ha infatti revocato la sua stessa decisione del 2 novembre scorso con la quale venivano annullati l’approvazione del piano e le successive autorizzazioni a costruire. Un passo indietro che Palazzo Falcone ha fatto passare come una vittoria dei cittadini e che invece nelle carte appare evidente come una sconfitta nel merito. Al di là della rimodulazione del piano integrato, che a questo punto può essere inquadrata come gentile concessione della società costruttrice, nelle ragioni della revoca del provvedimento di stop del comune emergono fondamentali passaggi che aleggiavano da settimane e che il comune non aveva mai reso noto. Nella determinazione infatti è riportato che la Regione Lazio, con nota del 30 novembre scorso, aveva smontato tutte le ragioni utilizzate dal comune per bloccare Piazza Grande. Queste motivazioni sarebbero state prese in considerazione dal TAR nel pronunciamento atteso per maggio con la quasi certa sconfitta dell’ente e la vittoria di Piazza Grande.

«Riguardo all’obiezione comunale circa la presunta riduzione delle aree a standard – si legge nel documento della Regione – a seguito dell’approvazione del Piano deve rilevarsi una non condivisibilità trattandosi come detto di aree che per effetto della decadenza del vincolo preordinato all’esproprio risultano già estranee al computo generale delle dotazioni di PRG"».

«Sugli standard interni del Piano Integrato – continua la Regione – gli stessi risultano rispettati in quanto l’art. 4, comma 2, del Decreto interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, prescrive che nelle zone omogenee "B" le aree che vanno destinate agli spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggio, con esclusione degli spazi destinati alle sedi viarie, sono computate, ai fini della determinazione delle quantità minime prescritte dallo stesso articolo, in misura doppia di quella effettiva».

«Per quanto riguarda la prescrizione regionale n. 15 che prevedeva l’effettuazione di indagini archeologiche – spiega la Regione – la Soc. Piazza Grande ha dimostrato di aver ottemperato alla prescrizione chiedendo alla Soprintendenza, con nota 20204 del 25 agosto 2017, di poter cominciare e svolgere dette indagini. si attesta che i progetti edilizi previsti dal Piano di Intervento non necessitano di essere sottoposti alle procedure di verifica di assoggettabilità a VIA di cui all’art. 20 del D. Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii. perché non ricompresi nell’allegato IV al ridetto decreto legislativo».

«Per quanto riguarda il contributo straordinario da riconoscere all’Amministrazione comunale – spiega la Regione – la Soc. Piazza Grande S.r.l. ha riconosciuto, come dovuto, di dover integrare il contributo straordinario dovuto con la maggior somma di 175.000,00 e, quindi, obbligandosi a versare un contributo complessivo pari ad 950.000,00 che sarà destinato alla realizzazione di un’opera pubblica per il Comune di Ladispoli».

Al punto 6, tra l’altro, emerge un importante fatto: la conferma della bontà della nostra inchiesta giornalistica svolta nel 2015. La Regione dice infatti che la Soc. Piazza Grande S.r.l. ha riconosciuto, come dovuto, di dover integrare il contributo straordinario dovuto con la maggior somma di 175.000,00. La mediazione tra Piazza Grande ed il comune sarebbe quindi avvenuta con il comune perdente al TAR. Non c’è pertanto da sorprendersi se la modifica del piano integrato nulla toglie in metri quadri e metri cubi al costruttore. La sostanziale modifica riguarderebbe la costruzione di una piscina al posto del campo sportivo con spogliatoi. Una variazione che non comporta nulla alla società la quale, in fase di presentazione del piano integrato, aveva dato massima disponibilità nella scelta dell’opera da realizzare con il contributo straordinario. La famosa trattativa tra Piazza Grande e comune sarebbe stata una via di fuga per quest’ultimo al fine di uscire dalla vicenda prima di andare a sbattere contro il muro del TAR, che avrebbe messo in mano alla società Piazza Grande la possibilità di chiedere al comune un risarcimento ingente per l’indebita revoca dei permessi e lo stop alla costruzione. Un’arma che comunque resta nelle mani della società in quanto nell’atto di ripensamento dell’ente è scritta nero su bianco l’inconsistenza delle ragioni poste dal comune.

Voci di corridoio direbbero inoltre che sarebbe stato il comune a farsi vivo per aprire la trattativa, dopo che durante tutta l’estate scorsa l’invito della società ad approfondire la questione era stato rifiutato dall’amministrazione comunale. Il comune di Ladispoli resta quindi sotto scacco, a meno che non abbia firmato da parte della società un impegno a non adire a procedure di rivalsa.

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La Regione Lazio stanzia 3 milioni di euro per l’emergenza neve

VITERBO – «Stanziati dalla Regione Lazio 3 milioni di euro per l'emergenza neve». Lo comunica il consigliere regionale Enrico Panunzi. «Di fronte a un’emergenza meteo di questa portata, con tanti comuni colpiti da forti precipitazioni nevose, anche quelli della fascia costiera, era necessaria una risposta straordinaria della Regione Lazio in tempi rapidi. – prosegue – Quindi lo sblocco di queste risorse a favore delle Amministrazioni. I fondi serviranno per rimborsare le spese sostenute per il ripristino della viabilità e della sicurezza stradale, per gli interventi di bonifica delle strade comunali e l'acquisto del sale necessario per il disgelo».

Nella delibera si stabilisce

  • di assegnare ai comuni coinvolti dall’eccezionale ondata di maltempo in atto, che ha colpito la Regione Lazio a partire dal 25 febbraio, un contributo straordinario al rimborso delle spese sostenute per il ripristino di accettabili condizioni minime di viabilità e sicurezza in relazione alle avverse eccezionali condizioni meteo, per gli interventi di bonifica delle strade comunali ed acquisto del necessario sale uso disgelo, graduando l’importo del rimborso sulla base dell’estensione chilometrica delle strade comunali di competenza di ciascun Ente locale: rete viaria comunale da 0 a 50 Km 5mila euro; rete viaria comunale da 51 a 100 Km 7mila euro; rete viaria comunale oltre 100 Km 10mila euro

  • di dare atto che il contributo in oggetto verrà comunque proporzionalmente adeguato all’importo complessivo massimo di 3 milioni di euro

  • di dare mandato alla Agenzia regionale di Protezione Civile, d’individuare, con apposito atto, i comuni beneficiari del presente contributo, definendo modalità, tempi e procedure per la presentazione delle istanze e della relativa rendicontazione delle spese sostenute;

  • di stabilire che la copertura finanziaria del contributo in questione sarà garantita dalle risorse da stanziare nel 2018 sul capitolo E47507, programma 01, “Sistema di protezione civile”, missione 11 “Soccorso civile”, IV livello del piano dei conti finanziario 1.04.01.02, che sarà alimentato, per lo stesso importo, mediante apposita variazione di bilancio con prelievo dal fondo di riserva delle spese impreviste, capitolo T25501, programma 01 “Fondo di riserva”, missione 20 “Fondi e accantonamenti”, IV livello del piano dei conti finanziario 1.10.01.01;

  • di dare mandato alla Direzione regionale Programmazione economica, Bilancio Demanio e Patrimonio di effettuare una variazione di bilancio al fine di integrare, di competenza e cassa, annualità 2018, per l’importo di euro 3milioni di euro lo stanziamento del capitolo E47507, programma 01, “Sistema di protezione civile”, missione 11 “Soccorso civile”, IV livello del piano dei conti finanziario 1.04.01.02, mediante prelievo dal fondo di riserva delle spese impreviste, capitolo T25501, programma 01 “Fondo di riserva”, missione 20 “Fondi e accantonamenti”, IV livello del piano dei conti finanziario 1.10.01.01.

La delibera della giunta regionale è pubblicata sul BURL e sul sito www.regione.lazio.it per garantire la massima diffusione e conoscenza.

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Parto in acqua, Mauro Mazzola: ''Bisogna dire grazie ai tarquiniesi''

TARQUINIA – «Sono molto felice che l’Ospedale di Belcolle utilizzi con successo e a beneficio della collettività la Vasca Parto, ma forse un ringraziamento a me e ancora di più alla città, ai cittadini di Tarquinia era doveroso. Io invece ringrazio il primario di Ostetricia-ginecologia di Belcolle, perché utilizza un bene che altrimenti sarebbe caduto nel dimenticatoio, con sperpero di soldi pubblici».

Interviene così l’ex sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola in merito al parto in acqua avvenuto a Belcolle, grazie alla vasca donata dal Comune di Tarquinia.

«E’ solo grazie alla lungimiranza mia e della mia amministrazione – riferisce l’ex primo cittadino Mazzola – che anni fa donammo all’ospedale di Tarquinia la vasca parto, l’obiettivo era quello di incrementare le nascite, per non far chiudere il reparto in questione».

«Purtroppo, – commenta Mazzola – per più di due anni vi fu un solo parto o travaglio in acqua a Tarquinia, e ancora mi chiedo il perché, e il reparto non si salvò. La Direzione Sanitaria mi chiese allora di autorizzarne lo spostamento a Belcolle. Accettammo perché si tratta di un bene dei cittadini e per i cittadini e non si poteva lasciare inutilizzata. Ci volle l’autorizzazione perché la donazione era condizionata al fatto che rimanesse nell’ospedale tarquiniese».

Il macchinario, acquistato con un investimento per il Comune di 17mila euro, avrebbe dovuto portare l’ospedale di Tarquinia all’avanguardia nella provincia di Viterbo e nel Lazio come punto nascita.

«Il mio obiettivo, come sindaco e come amministrazione – spiega mauro Mazzola – era razionalizzare il sistema sanitario, implementare, integrare, e rafforzare il nostro ospedale . Da qui le numerose donazioni come la vasca parto».

«Oggi Belcolle e i cittadini usufruiscono di questo bene – conclude Mauro Mazzola – e ne sono contento ma un grazie non dico a me, ma ai tarquiniesi, bisognava dirlo».

Resta il rammarico dei cittadini di Tarquinia per aver perso un reparto che era il fiore all’occhiello della struttura sanitaria locale.

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Crematorio, spunta il piano regolatore cimiteriale

CIVITAVECCHIA – Spunta il piano regolatore cimiteriale del ‘97 e i dubbi sul forno crematorio si moltiplicano. Il leader de La Svolta e consigliere comunale di minoranza Massimiliano Grasso, dopo l’articolo apparso su Etrurianews, ha convocato una conferenza per parlare di quella che è "una nostra battaglia da circa due anni". Sin dall’inizio, quando fu approvato il progetto con la famosa delibera di giunta 95, alcuni cittadini si opposero formando dei comitati per impedire la realizzazione del forno crematorio presso il cimitero nuovo di via Braccianese Claudia.

Tra accessi agli atti, ricorsi al Tar ed esposti (Furono proprio i consiglieri Grasso e Piendibene a presentarne uno) spaccature nella maggioranza ed effetti domino vari. Poi il silenzio, l’attesa di risposte da parte della Magistratura e il ricorso respinto al Tar. Nel silenzio i lavori sono andati avanti a ritmo serrato e il forno crematorio ormai è praticamente completo.

"Anche in precedenza – ha sottolineato Grasso – si parlava di un gigantesco abuso ma nessuno fino ad ora aveva trovato queste carte. Parliamo del piano regolatore cimiteriale del 1997. Qualcosa che nessuno, almeno per quanto ci riguarda, aveva mai visto". Grasso ha ripercorso alcuni dei punti salienti della vicenda, come la sua mozione presentata in consiglio comunale per bloccare l’opera "bocciata dall’amministrazione Cozzolino – ha tuonato – il forno crematorio lo ha voluto lui. Sono molti i vizi e gli abusi, segnalati alla Magistratura anche da me e Piendibene. Come consigliere comunale ho l’obbligo e il dovere di denunciare all’autorità competente eventuali vizi ed illegittimità e questo ho fatto. Voglio ricordare che parliamo di un diritto di superficie di 27 anni concesso con una determina dirigenziale ad un privato". Ma secondo il leader de La Svolta con questa scoperta si vanno ad evidenziare quattro ulteriori criticità, che sono un po’ la conferma di quanto già sospettato ed evidenziato a più riprese da opposizione e comitati. "Il primo – ha continuato Grasso – è un’enorme difformità relativa alla sagoma. Gli elaborati di dettaglio non erano noti e la sagoma è completamente difforme da quella realizzata. Il secondo – ha sottolineato – riguarda la superficie: parliamo di circa mille metri quadri in più rispetto a quanto previsto. Poi ci sono le tubature del gas (necessarie per alimentare un impianto di cremazione) che secondo il piano dovevano passare all’interno del perimetro cimiteriale e che invece passano fuori dalla cinta. Il quarto punto riguarda la viabilità. Dovendo spostare la quota superiore a quella sottostante si è dovuto scavare per circa quattro metri – ha spiegato il consigliere comunale di minoranza – si è venuta a creare una viabilità che non esiste nel piano cimiteriale, con rotonde e passaggi".

Quattro punti che vanno a minare tutto l’iter e l’opera, ormai realizzata, presso il cimitero nuovo. "Sono obbligato ad integrare il mio esposto con questa ulteriore documentazione – ha incalzato Grasso – i comitati avevano già evidenziato la necessità di una Vas ora, di fronte a tutte queste difformità, possiamo dire che serviva anche e soprattutto la Vas. Questo vizio – ha proseguito duro – non è comunque più sanabile. Cozzolino ha voluto il forno crematorio a tutti i costi, contro tutto e tutti, ha cercato di mettere una pezza con le prescrizioni  ma è riuscito soltanto a farsi fare causa dalla ditta. Alla luce di tutto questo – ha concluso – chiedo, nel massimo rispetto del lavoro della Magistratura, che si faccia chiarezza una volta per tutte dicendo se ci troviamo di fronte ad un abuso oppure no. Nel primo caso le soluzioni sono due: la demolizione o, come suggerirei, di acquisire il forno come patrimonio comunale. Così facendo non si tratterebbe più di un’impresa ma di un servizio voluto dal Comune, con limiti ben diversi".

Nei prossimi giorni il consigliere Grasso si muoverà su due fronti, il primo passo sarà quello di integrare l’esposto – denuncia. Sul piano politico invece "voglio sapere – ha detto il leader de La Svolta – se queste carte sono entrate nella disponibilità dell’amministrazione comunale perché è una questione che riguarda tutta la città. Se dovesse emergere che pur essendone entrati in possesso si è mantenuto il silenzio sarebbe un comportamento gravissimo e Cozzolino si dovrebbe dimettere immediatamente". Presenti anche alcuni esponenti dei comitati contro la realizzazione del forno crematorio. Nel corso di questi anni è stato più volte sottolineato come nella delibera 95 si facesse riferimento ad un’autorizzazione paesaggistica che invece era una parere favorevole. Un vizio mai sanato. Altro discorso il fatto che la delibera non fu mai portata in consiglio comunale, o i dubbi sui metri cubi che da una previsione di 900 sono passati ai 2600 con una sorta di ‘‘interramento’’. Dubbi e vizi di forma evidenziati a più riprese e da diversi fronti che fanno tremare tutto l’iter procedurale.   

Fra.Bal.

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