Condoni edilizi: 1600 pratiche inevase negli ultimi 33 anni

LADISPOLI – “Abbiamo messo mano ad una situazione che si trascinava da oltre trent'anni, a discapito di tutti quei cittadini che avevano presentato una domanda di condono edilizio al Comune di Ladispoli senza mai ottenere la definizione della propria istanza”.

A parlare è il sindaco Alessandro Grando che ha annunciato l’esito del monitoraggio di tutte le pratiche di sanatoria edilizia inoltrate in occasione dei condoni del 1985, 1994 e 2004, riguardanti principalmente piccoli ampliamenti di immobili ad uso civile.

“Grazie alla grande mole di lavoro svolto in questi mesi dagli Uffici preposti – prosegue Grando- sono state catalogate gran parte delle circa 1.600 istanze ricevute in questi lunghi anni ed è stato possibile riavviarne il percorso di regolarizzazione. Finalmente i cittadini potranno vedere riconosciuti i propri diritti e, con il titolo definitivo in mano, avranno la piena certezza di essere in regola. Il Comune invece, in questo momento di particolare sofferenza economica, avrà in primo luogo adempiuto ai propri doveri e, aspetto non secondario, potrà finalmente incassare le imposte derivanti dal rilascio dei titoli. È stato calcolato che, dalle sole pratiche del 2004, potrebbero entrare nelle casse comunali oltre cinquecentomila euro. In questi giorni saranno recapitate le prime comunicazioni riguardanti le istanze di condono del 2004, con cui si invitano i cittadini a recarsi presso l'Ufficio Urbanistica per definire, ed eventualmente integrare, la documentazione mancante.

Ricordiamo ai cittadini che, per le somme ancora da versare quali oneri e diritti di istruttoria sarà possibile chiedere una rateizzazione”.

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L'Università Agraria: ''Metà dei terreni gravati sono in realtà liberi da usi civici''

Un convegno molto partecipato quello che si è tenuto ieri al teatro Buonarroti dal titolo “Usi Civici sblocco possibile ? ” organizzato dall’Università Agraria di Civitavecchia.
L’evento ha visto la partecipazione di tutta la dirigenza dell’Università Agraria locale che è intervenuta con il Presidente De Paolis, il Vicepresidente, l’Assessore Dalmirani, l’avvocato Pucci ed il consulente tecnico Monaci.
Quest’ ultimo ha illustrato la nuova perizia effettuata per conto dell’Università Agraria nella quale si ricostruiscono le vicende storiche della famiglia Guglielmi e dei rapporti intercorsi con l’Associazione Agraria di Civitavecchia.
Nella perizia si arriva alla conclusione che almeno il 50% delle superfici che la sentenza del Commissario agli Usi Civici e la Regione Lazio avevano identificato come interessate da usi civici sono in realtà libere dai gravami civici che attualmente non consentono ai proprietari di disporre liberamente dei propri beni. L’Agraria si è impegnata a trasmettere la nuova perizia al Commissariato agli Usi Civici ed alla Regione Lazio.
Presenti, tra il folto pubblico, il sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei che ha rivolto un plauso all’azione dell’ente ed ha consigliato la conciliazione giudiziaria a tutti coloro che , permanendo all’interno delle aree soggette ad uso civico, abbiano dei casi “urgenti “ da risolvere, impegnandosi a sollecitare il gruppo parlamentare del PD ad una iniziativa legislativa.
La rappresentanza dell’amministrazione comunale di Civitavecchia ha annunciato che anche il Comune ha commissionato una nuova perizia che inoltrerà al Commissariato agli Usi Civici in vista dell’udienza giudiziaria fissata per il prossimo novembre. «L’amministrazione comunale è diventata parte attiva in questa vicenda – ha spiegato il consigliere comunale Emanuele La Rosa in un comunicato stampa fiume in cui ha ampiamente criticato l’azione della Regione Lazio sul tema -. Il Pincio continuerà a seguirla e, data l’inadeguatezza dimostrata finora dalla Regione nel gestirla, auspica un atto definitivo da parte del Commissariato agli Usi Civici affinché faccia chiarezza su quali siano realmente le aree urbanizzate vincolate da usi civici. Quando la nuova cartografia sarà pronta, tutti gli Enti coinvolti dovranno collaborare per trovare una soluzione finale e a costo zero per tutti i Cittadini e speriamo che la Regione inizi finalmente a lavorare a favore dei Cittadini e non contro come ha fatto quando emanò la determina del 2013 e per come ha gestito i rapporti con l’amministrazione comunale».
Vittorio Petrelli ed il coordinamento del comitato dei cittadini, pur prendendo atto dei risultati della nuova perizia che smentiscono, almeno parzialmente, la perizia dell’arch. Paola Rossi che ha accertato la presenza degli usi civici su gran parte del territorio di Civitavecchia, hanno ribadito la convinzione della totale erroneità della perizia dell’arch. Rossi. Convinzione suffragata dalla documentazione che hanno avuto modo di acquisire nelle ricerche effettuate.
E’ intervenuto anche l’ing. Andrea Bargiacchi che ha rappresentato come, a seguito del convegno sugli usi civici tenutosi ad inizio luglio, l’ onorevole Alessandro Battilocchio, non presente in sala perché trattenuto presso la Camera dei Deputati per il prolungarsi del dibattito sul Decreto “Milleproroghe”, abbia depositato la scorsa settimana in Parlamento una proposta di legge mirata ad integrare la Legge sugli usi civici 1766/27 prevedendo la possibilità di disporre la cessazione dei diritti di uso civico, e la relativa sdemanializzazione, dei terreni urbanizzati che da almeno trenta anni hanno perduto la vocazione agricola e di quei terreni che, pur non essendo trascorso il termine dei trenta anni, sono stati legittimamente edificati precedentemente all’accertamento dell’esistenza degli usi civici.

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Emergenza loculi, ''I 5 stelle non lasciano in pace nemmeno i morti''

CIVITAVECCHIA – “Questa Giunta è riuscita nell’impresa di non lasciare in pace nemmeno i morti”. La battuta di una anziana visitatrice del Cimitero vecchio, riassume, nel più crudo ma efficace dei modi, i commenti di numerosi cittadini dopo la notizia – apparsa qualche giorno fa – relativa alla volontà di Cozzolino di procedere alla requisizione di alcuni loculi, “applicando – per carità – il regolamento di polizia mortuaria del Comune di Civitavecchia”, come lo ha subito difeso qualche pasionaria attivista del movimento.

Il Comune, infatti, negli ultimi quattro anni e mezzo, nonostante i ripetuti proclami, non è riuscito a costruire nemmeno un nuovo loculo e la situazione, già critica, è divenuta ingestibile. Di qui, la decisione disperata del Sindaco che, dopo aver esaurito quelli inutilizzati da “requisire” a via Braccianese Claudia, dove nemmeno l’entrata in funzione a pieno ritmo del crematorio ha “mitigato” l’emergenza, tenterà di individuare alcune decine di loculi pressoché abbandonati, presso il cimitero vecchio, per dare almeno una degna sepoltura ai defunti. Si spera di arrivare così ad aprile-maggio e scaricare anche questo problema alla prossima amministrazione.

Per la verità, ormai da tre o quattro anni, i grillini si erano detti certi della imminente costruzione di nuovi loculi da parte della società comunale. Ma alle parole, come al solito, non sono seguiti i fatti.

Già a partire dal 2015, Micchi (HCS) dichiarava che la costruzione dei nuovi loculi sarebbe stata curata dalla “imminente” new co. La HCS, in fase di liquidazione, non poteva certo occuparsene. Il passaggio alla new co., prospettato a fine 2014, è avvenuto alla fine del 2017 (tre anni più tardi). Da quel momento, è subentrata CSP, ma la musica è rimasta la stessa.

Nell’autunno 2017, De Leva dichiarava, infatti, di aver raggiunto l’accordo con l’amministrazione, per la costruzione dei 300 loculi. Ma anche qui, un anno è passato e dei loculi nemmeno l’ombra. Nel frattempo, le ridottissime risorse, stanziate con il contratto di servizio a CSP, hanno determinato un’altra infinita lista di guai: il crollo del muro perimetrale del cimitero nuovo; continui crolli al cimitero vecchio; disordine e sporcizia ovunque. Unica iniziativa sulla quale l’amministrazione è stata rapidissima, manco a dirlo: il forno crematorio, privato, che, già da mesi, come detto funziona a pieno ritmo.

La situazione – insomma – è al collasso e ormai, nei 7/8 mesi che mancano alla amministrazione, è difficile aspettarsi che si recuperi quello che non è stato fatto nei quattro anni e mezzo precedenti. I cittadini sono ormai esausti e nemmeno reagiscono più dinnanzi a tanta e tale sciatteria.

Sul punto è intervenuto il candidato Sindaco del centrodestra, Massimiliano Grasso: “Criticare la Giunta Cozzolino è ormai come sparare sulla croce rossa. Tra qualche mese occorrerà ricominciare tutto da capo. Bisogna restituire dignità ai nostri cimiteri e seguire le soluzioni innovative che lo scenario nazionale ci offre. Requisire loculi nella speranza che nessuno li rivendichi non è certo la strada. Requisirli poi al cimitero vecchio, che dovrebbe invece essere lentamente orientato verso la completa “musealizzazione” è iniziativa esattamente contraria a quello di cui c’è bisogno. Appena insediati – promette Grasso – porremo in essere le soluzioni ideali, anche con il coinvolgimento di privati nella realizzazione di opere a valenza pubblica quali l’ampliamento e la riqualificazione dei cimiteri. Altre risorse saranno poi recuperate attraverso una semplice modifica al regolamento comunale che stanno adottando moltissimi comuni. Le concessioni “perpetue” che insistono ormai da due secoli (al cimitero vecchio) saranno trasformate in “concessioni di lunga durata”, sottoposte, quindi, a rinnovo al massimo ogni trent’anni. Con il piccolo contributo di chi – di fatto – non ha mai pagato la concessione, riusciremo così ad integrare le risorse comunali ed a riqualificare completamente i cimiteri cittadini, trasformandoli in luoghi di vero e proprio culto e rispetto per i nostri defunti. La situazione – conclude il capogruppo de La Svolta –  attuale sarà solo un brutto ricordo”.

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Moscherini: ''Un progetto articolato per rilanciare Tarquinia'' 

TARQUINIA – Riportare l’attività di pesca a Porto Clementino, ridando vigore all’antico molo. Tutelare le vasche delle Saline e riaprire una piccola fabbrica del sale, proprio come a Cervia, sfruttando la presenza dell’Università della Tuscia quale laboratorio scientifico di ricerca e controllo e ambìto polo culturale attrattivo per scuole ed altri Atenei. Inserire la talassoterapia per la cura della pelle. Coniugare, poi,  la scienza alla storia, grazie al vicino porto di Gravisca. Ma non solo. Costruire anche un porticciolo turistico per piccole navi da crociera, con tanto di oceanario. Un porto che funzioni, al contempo, da barriera protettiva per l’area delle Saline e da veicolo economico di alta qualità per il territorio. Infine, integrare la riqualificazione urbanistica di San Giorgio dentro questo contenitore globale di sviluppo. 
È questo l’ambizioso progetto illustrato dal consigliere comunale Gianni Moscherini mercoledì mattina alla stampa e già presentato ai cittadini di Tarquinia nel convegno dello scorso 13 luglio. Un obiettivo importante per il territorio che coniuga l’ambiente  al turismo, alla cultura e alla riqualificazione urbana. 
Il ‘’Cantiere della nuova politica’’ è in piena attività per portare a termine l’o0biettivo definito «molto importante per il futuro turistico, occupazionale ed urbano della città e del territorio di Tarquinia». Un progetto che punta ad essere discusso – con il disegno preliminare -, in consiglio comunale già a settembre e che, se non incontrerà intoppi nella stesura definitiva,  potrà essere cantierato già entro l’anno 2019. «Il lavoro di preparazione sta per essere concluso – ha spiegato Gianni Moscherini –  e nell’arco di 20 giorni il progetto preliminare, con le relative ed eventuali osservazioni, potrà essere presentato al sindaco Mencarini e portato al vaglio del consiglio comunale».
TRE DIRETTRICI SU CUI LAVORARE. «Il progetto – ha spiegato il leader del ‘‘Cantiere della nuova politica’’ – è articolato, anche se è unico, perché investe tutte le aree comprese tra Porto Clementino e San Giorgio, comprese le Saline. Un lavoro lungo, fatto già prima delle elezioni e ripartito successivamente con lo studio di Porto Clementino. Dal Porto Clementino ci siamo poi allargati, perché l’obiettivo è uno. La difesa ambientale della costa delle Saline dalle continue mareggiate è infatti un problema che può essere arginato anche attraverso la riqualificazione dell’intera area, fino a San Giorgio,  che preveda anche delle protezioni a mare che abbiano una duplice  funzione,  quella ambientale e quella di sviluppo turistico e urbanistico». 
PORTO CLEMENTINO.  «Abbiamo fatto verificare la possibilità di riportare Porto Clementino a svolgere quelle funzioni che aveva ai tempi di Clemente XIII riorganizzando la pesca. I pescatori amatoriali potranno vendere direttamente sul molo il pesce da loro pescato. Un’attività che si legherebbe anche alla storia del vicino porto di Gravisca.
SALINE. Vicino al Porto Clementino ci sono poi le Saline che richiedono un intervento di tutela. «Il progetto è quello di difendere le vasche – ha ricordato Moscherini –  e di questo una grande  lezione ce l’ha data il professor Nascetti che ha studiato la materia. Tutte le opere che saranno realizzate, dovranno garantire l’intoccabilità del fondale marino a partire dalla Posidonia. Poi si tratta di sfruttare il sale, utilizzando le strutture lasciate abbandonate dal sindaco Mazzola. Lì, l’unica parte ancora sfruttata è quella dedicata ai carabinieri Forestali e quella dell’Università della Tuscia con il professor Nascetti, per il resto è tutto in stato di abbandono. Alle Saline vogliamo fare quello che è stato fatto a Cervia: rifare una piccola fabbrica del sale con un investitore, già potenzialmente presente. Ma non solo, l’area si presterebbe a quello che già Luigi Daga, come ha ricordato il professor Nascetti aveva pensato, e cioè la talassoterapia, apportando le opportune modifiche alle strutture già esistenti.
IL PORTICCIOLO. Tra le Saline e San Giorgio viene poi ripensato il porto turistico che era già stato presentato in campagna elettorale. La location è infatti diversa, spostandosi dalla foce del Marta, al confine con San Giorgio. «Le numerose problematiche dell’area – ha spiegato Moscherini –  hanno portato il gruppo di professionisti che sta lavorando sul progetto, a ritenere più idonea l’area a ridosso di San Giorgio, integrando così il porticciolo con l’idea della ‘’città giardino’’ studiata per la riqualificazione urbanistica della zona». «Inserendo il porticciolo lì in quella zona, si attua una riorganizzazione globale dell’area dal punto di vista turistico e sanitario. – ha detto Moscherini – La struttura del porticciolo a forma di coda è anche studiata per proteggere l’area dalle mareggiate. La realizzazione del porticciolo a forma di ‘’nove’’ seguirà, in ogni caso le esigenze ambientali, a seconda dei pescaggi. Qui è previsto anche un oceanario, nei primi trecento e quattrocento metri dalla sabbia, fino ad arrivare a dopo quattrocento metri che si va sul pescaggio delle barche. Poi l’ attracco per piccole navi da crociera: la scelte è legata anche al fatto che le navi più piccole, oltre ad essere meno impattanti dal punto di vista ambientale trasportano turisti più ricchi, che forniscono maggiori garanzie economiche per il territorio ai quali viene offerto un contesto turistico- ambientale e culturale di assoluto interesse». 
IL PROFESSOR GUARASCIO. Il professor Massimo Guarascio, docente universitario della Sapienza di Roma, in  Ingegneria della sicurezza, ha già contribuito alla realizzazione del porto di Civitavecchia ed è stato per parecchi anni presidente della Rete mediterranea della Facoltà di Ingegneria che ha sede a Civitavecchia.  Attualmente è membro del consiglio della stessa rete. «Vorrei dare un contributo dal punto di vista identitario culturale – ha detto – coniugando l’identità del territorio con questo tipo di progetto». Le ragioni storiche del territorio, uniche e preziose, per il professore costituiscono infatti le basi su cui elaborare anche il progetto ambientale e naturalistico. “Quest’area rappresenta una ricchezza unica: a fianco a Roma ma diversa da Roma e prima di Roma. Un fatto importante da poter comunicare all’esterno. Omero ce lo ha raccontato: c'è un inno omerico a Dionisio e Bacco che cita per la prima volta  i Tirreni che hanno rapito Bacco in una delle prime incursioni nell'est del Mediterraneo. Nell'anno mille e un po' prima. Narra il mito che i Tirreni si sono spaventati dai fenomeni strani di Bacco che ha fatto nascere uva sui pali della nave e si sono buttati in mare e sono diventati delfini. I delfini sono la trasformazione degli Etruschi. Basti pensare che sono disegnati all’interno delle tombe etrusche. Andrebbe creato un progetto culturale con le scuole e con le Università per diffondere la storia Etrusca e del territorio. La parte storica della cultura etrusca andrebbe poi integrata con la parte scientifica e ambientale. Il professor Nascetti ad esempio ha lanciato l'allarme dicendo che bisogna intervenire subito su quest’area perché sta diventando mar morto. Rischia cioè di estinguersi la vita marina se non si interviene adeguatamente. Il contributo di Nascetti e del laboratorio di biologia marina della Tuscia costituiscono un polo unico che ha già creato un progetto europeo di elevata importanza scientifica. Nell'ambito residenziale del borgo delle Saline si può creare un'area universitaria per gli studenti per approfondimenti sia storico e culturali del territorio sia scientifici e ambientali per un polo culturale unico nel suo genere. Questo investimento – ha aggiunto il professore – sarebbe un grande attrattore”.

I VINCOLI . “Il vincolo paesaggistico  deve essere messo all'inizio – ha sottolineato il professore -: le scelte vanno calibrate sulla base delle eventuali limitazioni ambientali e sulla necessita di proteggere la riserva; in questo contesto poi vanno inserite le altre opere di balneazione, navigazione e altro. Il laboratorio dell’Università della Tuscia, in questo senso rappresenta il riferimento di punta di come si protegge la vita marina. Il vantaggio sta infatti anche nell'avere la struttura universitaria di controllo fissa sull’area”.

I COSTI. L'equilibrio dei conti  relativi ai costi del progetto nel suo complesso sarà presentato nel progetto preliminare, sottolineano all’unisono Moscherini e il professore. “In approvazione in consiglio – ha spiegato Moscherini – andrà l'approvazione del progetto con gli eventuali investimenti pubblici, che saranno consistenti, e investimenti privati. Una volta approvato il progetto preliminare in consiglio si faranno i vari capitoli di intervento concreto per ogni parte del progetto”. 

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Nuove cucce per i piccoli felini che abitano al castello di Santa Severa

S. MARINELLA – Dopo il successo della giornata nazionale contro l’abbandono promossa dall’Enpa in tutta Italia, i piccoli amici della colonia felina che abitano l’antico maniero di Santa Severa, inaugurano le nuove cucce in legno, realizzate da uno degli artigiani del castello con materiali forniti a spese dei volontari,  in uno stile vintage che si sposa perfettamente con il contesto. Si tratta di un vero e proprio borgo in miniatura, il piccolo rione degli aristogatti, con tanto di fiori. «Le nuove cucce – spiega Cristina Civinini presidente della sezione Enpa di Santa Marinella – vanno a integrare quelle fornite dall’Enpa nazionale con il progetto Amici Cucciolotti, in collaborazione con la Pizzardi, cucce speciali dotate di una doppia parete termica, capace di migliorare notevolmente la vita degli ospiti che hanno maggiori difficoltà a sopportare le escursioni termiche. L’appuntamento, oltre a sensibilizzare la cittadinanza sul dramma dell’abbandono, pone l’accento anche sul difficile e faticoso lavoro svolto dai volontari che si prendono cura dei felini che popolano l’antico maniero, soprattutto adesso che è tornato a nuova vita con la riapertura ufficiale. In questo senso, l’Enpa di Santa Marinella, sta lavorando da tempo a un progetto specifico già presentato alla Regione Lazio, che sembra ben disposta. I piccoli aristogatti, in fondo sono stati fortunati. Anche se qualcuno li ha gettati via come una carta sporca, al castello hanno trovato una casa accogliente e tanto amore”. Per sostenerli, i volontari invitano tutti a partecipare domani all’aperitivo solidale presso il chiosco del castello, dalle 19 alle 21. Dalle 17, presso lo stand mercatino dell’associazione, per i più piccoli saranno a disposizione simpatici gadget.

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Olmetto, i residenti: ''Più sicurezza''

LADISPOLI – Tre lettere. In ognuno di queste gli argomenti sono essenzialmente due: viabilità e sicurezza. A mandarle all'indirizzo dell'assessore alla Mobilità Mollica Graziano, all'assessore ai Lavori Pubblici De Santis e al delegato di quartiere Marchetti è il presidente della neo costituita associazione Quartiere Olmetto, Alessandro Di Nallo. Si parte dal tema Sicurezza. Più volte i residenti della zona, alla luce dei «numerosi furti avvenuti nelle case che solo per caso non sono sfociati in qualcosa di ben peggiore», hanno chiesto l'installazione di telecamere di videosorveglianza nella zona. Installazione che però, alla luce della delibera di giunta relativa al progetto di “Monitoraggio Urbano Integrale” escluderebbe proprio la frazione ladispolana. Da qui l'appello all'assessore Amelia Mollica Graziano di rivedere tale scelta posizionando un «adeguato numero di telecamere». Per Di Nallo ne servirebbero almeno 8 da integrare periodicamente con alcune fototrappole così da riuscire a garantire maggiore sicurezza sul territorio, andando a contrastare anche uno dei fenomeni più diffuso nella frazione: l'abbandono di rifiuti che spesso diventa pericoloso, appunto, per la circolazione dei veicoli (come ad esempio l'abbandono di calcinacci in mezzo alla carreggiata avvenuto qualche giorno fa). E a proposito di sicurezza, il presidente dell'associazione Quartiere Olmetto punta i riflettori anche sull'accesso alla frazione situato sull'Aurelia, al km 36, «ingresso – scrive nella lettera indirizzata questa volta all'assessore ai Lavori Pubblici Veronica De Santis – di particolare pericolosità e teatro di molti incidenti, anche recenti. I proprietari e i residenti del Quartiere Olmetto da molti anni rischiano la vita nell'accedere al comprensorio sia all'altezza del km 36 che dal km 37, e tutto ciò in quanto la sede della vita Aurelia non è mai stata interessata dal benché minimo lavoro strutturale di adattamento a flussi di entrata e uscita che ormai sono da zona urbanizzata e non più agricola». A tal proposito Di Nallo punta i riflettori sul progetto con vie di accelerazione/decelerazione messo a punto da Anas e che presenterebbe delle criticità «in merito alla presenza delle fermate Cotral». Problemi che per il presidente dell'associazione potrebbero essere risolti in sede di Conferenza dei servizi dove convocare, oltre che ad Anas anche Cotral stessa: «Lo scopo – ha detto – è quello di definire un piano di azione tempestivo che permetta di superare i problemi in merito agli ingressi al nostro quartiere, sia relativi all'ingresso al km 36 che per l'ingresso al km37».

Alle due lettere spedite all'indirizzo dei due Assessori se ne aggiunge poi una terza: destinatario il delegato di quartiere Marchetti. In questo caso l'argomento è la lottizzazione dell'area: «Ci segnalano attività amministrative che evidenziano come qualcosa si stia muovendo e questo potrebbe essere positivo, tuttavia noi lottisti siamo ancora totalmente all'oscuro del percorso amministrativo che prima o poi saremo chiamati a pagare di tasca nostra». Ci sono poi, per il presidente Di Nallo, dei punti nebulosi da chiarire, come ad esempio, la procedura che sarà seguita per la costituzione del Consorzio. «Da dicembre ad oggi abbiamo partecipato a tre incontri con il Sindaco, alcuni dei quali molto accesi, in cui sono state poste questioni importanti, dalla Vas agli incarichi a terzi, passando per il rimborso dovuto richiesto dal Comune. Arrivare a luglio e non sapere ancora il percorso che si intende seguire – ha concluso – non è il massimo, soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi». Da qui la richiesta di un nuovo incontro. Non è escluso che l'amministrazione utilizzi l'incontro in programma il 19 luglio alle 18 all'Oasi dancing club (dove incontrerà i cittadini di Monteroni, Olmetto, Boietto e campagne) per discutere anche di queste tematiche.

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«Diversamente abili, città disastrata»

LADISPOLI – Marciapiedi troppo stretti e disconnessi, poche strutture pubbliche e private dotate di scivoli e bagni per i diversamente abili. La città di Ladispoli, ad oggi, non si può certamente dire inclusiva a 360 gradi soprattutto per coloro i quali, purtroppo, hanno una mobilità ridotta. Una città «disastrata», così l'ha definita il delegato alla disabilità del Comune, Emiliano Fiorini che ha avviato in questi giorni un sopralluogo in città, accompagnato da una diversamente abile, per toccare con mano le difficoltà che quotidianamente vengono affrontate. Non solo sono diverse ad oggi, le attività commerciali non dotate degli scivoli necessari all'ingresso di persone su sedie a rotelle o con mobilità ridotta, ma anche il tessuto urbano, sotto questo aspetto, è una vera e propria giungla. Sono diverse le zone in cui le strisce pedonali non conducono a scivoli che permettono l'accesso ai marciapiedi, proprio come ci sono marciapiedi che a causa della presenza della segnaletica stradale verticale e dei pali della luce, sono così stretti (in alcuni casi anche disconnessi a causa della presenza di radici d'albero o presenza di voragini) che non consentono il passaggio di carrozzine e passeggini. «Stiamo effettuando un censimento – ha detto Fiorini – per andare a stilare un elenco degli interventi da effettuare di concerto con l'assessore ai Lavori Pubblici Veronica De Santis». Per quanto riguarda poi le attività commerciali, Fiorini è pronto, congiuntamente all'assessore al Commercio Patrizio Falasca a incontrare i commercianti per «spiegare dove e come bisogna intervenire per rendere accessibili a tutti le attività». C'è poi un altro aspetto da tenere, però, in considerazione quando si parla di diversamente abili: l'inciviltà della gente (per fortuna non di tutti). Troppo spesso, le rampe di accesso ai marciapiedi sono ostruite da auto in sosta selvaggia. Una vera e propria piaga sociale che solo con un maggior senso civico da parte di tutti potrebbe trovare una fattiva soluzione.

Ma quanti diversamente abili ci sono in città? E da che tipo di patologia sono colpiti? Una domanda, questa, a cui ad oggi, l'amministrazione di palazzo Falcone, difficilmente sa dare una risposta a causa «della scarsa attenzione – ha spiegato l'assessore ai Servizi sociali Lucia Cordeschi – data al tema negli anni precedenti». Per colmare dunque la lacuna, proprio in queste settimane, la delegata alla disabilità Cendrella Diab ha avviato un censimento: i genitori di ragazzi diversamente abili potranno recarsi all'ufficio dell'assessorato ai Servizi sociali sito all'interno del palazzetto comunale di Piazza Falcone tutti i mercoledì dalle 9 alle 11. «Parallelamente – ha spiegato l'assessore Lucia Cordeschi, con la collega Diab, stiamo effettuando un censimento delle varie attività presenti sul territorio pronte a integrare all'interno delle loro attività giovani diversamente abili ancora capaci di lavorare. Si tratta di un progetto molto ampio – ha spiegato Cordeschi – che sarà presentato nei prossiertinmi giorni».

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L'Allumiere chiude i battenti

Ha fatto scalpore in collina la notizia della chiusura della società Allumiere Calcio nonostante la conquista della salvezza. I vertici della società, con un comunicato ufficiale, hanno consegnato le chiavi al sindaco Antonio Pasquini e a lui hanno comunicato che non iscriveranno la squadra al prossimo campionato di Prima Categoria. «Dopo 4 anni di attività all’interno della gloriosa società Usd Allumiere in cui abbiamo risanato le casse societarie e riportato l’Usd Allumiere in Prima categoria, dopo 3 salvezze da tale categoria e riabilitato la scuola calcio, salutiamo tutti i cittadini per il periodo trascorso. Gli anni messi a disposizione della cittadinanza e dell’Usd Allumiere ci hanno riempito di orgoglio e ci hanno dato la spinta nei momenti di difficoltà che comunque abbiamo avuto». I vertici della società ringraziano la dirigenza tutta «anche quella della scuola calcio che ha contribuito ad un nuovo inizio con i bambini» ed evidenziano che «c’era tanto altro che volevamo fare», ma che purtroppo «mancano le condizioni per andare avanti» ed ammettono di «lasciare con amarezza di constatato che nonostante il cercare di portare avanti un progetto insieme anche con nuovi ingressi in società, alle assemblee rimanevano i soliti “vecchi” dirigenti e le riunioni rimanevano quasi deserte. Speriamo che i prossimi dirigenti che verranno sappiano fare meglio di quello che abbiamo fatto noi fino ad ora». Infine i vertici ringraziano tutti e confermano di «aver lavorato uniti per la causa sociale e sportiva dell’Allumiere. Siamo dispiaciuti ma non abbiamo trovato nelle attuali figure comunali persone che volevano garantire continuità al nostro progetto. Ringraziamo però la giunta comunale precedente nel nome di Augusto Battilocchio che ci ha sempre sostenuto. In questo mese ci siamo ridotti a fare riunioni per poter integrare dirigenti all’interno della società per un aiuto concreto, ma senza successo. La strada di un rafforzamento e solidità del progetto, secondo il nostro punto di vista, passava per un eventuale fusione con il Tolfa Calcio, ma non è stato possibile andare in questa direzione. Ci facciamo da parte».

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Mare più sicuro con il servizio di assistenza bagnanti sulle spiagge libere

MONTALTO – L’obiettivo del Comune di Montalto è di sostenere e garantire a cittadini e turisti una maggiore sicurezza durante la loro permanenza sulle spiagge di Montalto e Pescia Romana. E come ogni anno, sotto il coordinamento della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Civitavecchia e della dipendente delegazione di spiaggia di Montalto Marina, entrano in servizio gli assistenti bagnanti sulle spiagge libere del litorale. Tre i posti di vigilanza che già sono attivi da lunedì scorso: uno sulla spiaggia dopo lo stabilimento balneare dell’Aeronautica Militare, un altro antistante piazzale Tirreno, e un altro ancora sulla spiaggia in località Costa Selvaggia a Pescia Romana. Sono tutti dotati di pattino, ciambella, e dispositivi a norma per il salvataggio in mare. Il servizio è garantito tutti i giorni, dalle ore 9 alle ore 19, fino al 15 settembre, che va ad ampliare il servizio di assistenza bagnanti attivo negli stabilimenti balneari. L’iniziativa, promossa dall’assessore alla sicurezza Luca Benni, è stata di grande apporto negli anni precedenti, con diverse vite salvate in mare e assistenza ai villeggianti lungo le spiagge. L’attività di vigilanza verrà anche per quest’anno implementata con l’entrata in servizio dei cani bagnino della Sics (Scuola italiana cani salvataggio), che durante il weekend animali e conduttori perlustreranno gli arenili. Una postazione fissa verrà collocata a Costa Selvaggia a Pescia Romana, e un’altra sulla spiaggia di Montalto davanti piazzale Tirreno. I cani, di razza Labrador e Golden Retriever, sono addestrati al salvataggio delle persone che dovessero trovarsi in difficoltà in mare. Il loro compito è di pattugliare la costa per tutta la stagione estiva. L’iniziativa è inserita nei progetti operativi specifici messi in campo come ogni anno della Direzione Marittima del Lazio, guidata dal Direttore Marittimo della Regione Lazio e comandante della Capitaneria di Porto di Civitavecchia C.V. (CP) Vincenzo Leone, in sinergia con i vigili del fuoco, la polizia locale e le forze dell’ordine e le associazioni di volontariato presenti sul territorio. «Abbiamo ritenuto opportuno integrare gli atti di indirizzo emanati nell’ambito delle modalità di gestione delle spiagge libere, con misure a favore della sicurezza dei bagnanti, della maggiore igiene, e nell’ottica del miglioramento dei servizi di accoglienza sulle nostre bellissime spiagge – ha detto il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Luca Benni -. Al contempo veniamo incontro alle istanze che annualmente giungono da coloro che a vario titolo, con idonea autorizzazione, operano con le proprie attività produttive con finalità turistico-ricreative». «Gli interventi previsti vanno in questa direzione – aggiunge l’assessore – e conferiranno alle spiagge libere una maggiore capacità attrattiva. Montalto e Pescia cambiano anche attraverso queste scelte che le rendono più ospitali, sicuramente un’opzione di vacanza più appetibile. Il tutto accompagnato come ormai da 6 anni, dai nostri amici a 4 zampe attraverso la competenza e professionalità della Sics, le moto d’acqua dei vigili del fuoco, le forze dell’ordine, la Polizia locale, i bagnini delle torrette di salvataggio e il gruppo comunale di protezione civile».

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Caso Privilege, Rienzi: "I cittadini si potranno costituire parte civile"

CIVITAVECCHIA – «Se ci sarà un rinvio a giudizio credo che tutti i risparmiatori si possano costituire parte civile». Lo ha detto il presidente del Codacons Carlo Rienzi, in vista dell’udienza preliminare sul caso Privilege che si terrà domani. «Un danno che è stato ricevuto anche dai cittadini di Civitavecchia – ha continuato Rienzi – e la stessa città deve costituirsi parte civile». Dall’associazione, infatti, è stato evidenziato come la vicenda abbia coinvolto «anche migliaia di piccoli risparmiatori di Banca Etruria».

Le intenzioni del Codacons sono chiare: se ci sarà un rinvio a giudizio l’associazione la costituzione di parte civile «nel processo nel quale potranno inserirsi cittadini e risparmiatori di Banca Etruria».

Nel corso di una conferenza stampa Rienzi ha spiegato come siano molti i dubbi nella vicenda che si trascina da circa dieci anni, dubbi che l’associazione ha intenzione di chiarire. Rienzi ha parlato anche della possibilità che in fase di dibattimento l’associazione proponga di integrare il reato di corruzione. «Ora stiamo a vedere – ha detto Rienzi – come si andrà la prima fase e poi eventualmente se non lo farà il Gup lo faremo noi nel dibattimento». Una possibilità sottolineata dall’avvocato Vincenzo Rienzi che si sta occupando del caso per il Codacons. Carlo Rienzi è stato anche critico nei confronti del ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno invitandola a rinunciare all’incarico di difesa della società di revisione, la  PricewaterhouseCoopers.

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