Centinaio a Tarquinia: ''Il vostro territorio è una nuova emozione''

TARQUINIA – Una sala gremita ha atteso l'arrivo del ministro delle Politiche Agricole e Forestali Gian Marco Centinaio; agricoltori, politici, imprenditori, amministratori e semplici cittadini per confrontarsi su alcuni dei tanti problemi che il settore agricolo attraversa.

E' Alessandro Giulivi , responsabile della Lega Lazio Tarquinia e promotore dell'incontro, a fare gli onori di casa: “Agricoltura e Turismo sono due pilastri fondamentali nell'economia della nostra provincia. Un binomio vincente per far crescere il territorio. Purtroppo i nostri agricoltori si trovano a combattere contro lentezze burocratiche che frenano il circolo produttivo. Per questo chiediamo al Ministro la possibilità di istituire sportelli Agea, che possano snellire i processi di pagamento, in ogni provincia”. Giulivi ha poi presentato il progetto “Campus Zero”, studiato con la Link Campus University e il Comune di Tarquinia per la realizzazione del primo campus ecologico d'Italia.

Il senatore Umberto Fusco ha ringraziato il Ministro per la sua presenza, tanto attesa a Tarquinia, augurandosi che sia il primo di molti altri incontri.

A fare eco alle parole di Giulivi è lo stesso Ministro Centinaio:“ E' paradossale che l' Ue dia i soldi allo Stato per il comparto agricolo e questi non vengano erogati a causa di empasse burocratiche. Sto mettendo in piedi una commissione che controlli gli Enti pagatori e pensando a sportelli Agea territoriali. Da quando mi sono insediato ho trovato più di ottanta decreti non firmati dal precedente governo, riuscire a dare risposte a tutti non è facile. Sicuramente i pagamenti comunitari agli agricoltori sono una priorità assoluta”. Centinaio ha parlato anche di tutela dei consumatori“metteremo i dazi sul riso di Cambogia e Birmania, visto che non rispetta i nostri standard sanitari e di sicurezza alimentare. I prodotti enogastronomici italiani valgono 42 miliardi di euro di esportazione per questo vanno tutelati e supportati”. Eccellenze agroalimentari che creano un indotto turistico non indifferente:“Chi sceglie il nostro Paese lo fa anche perché si mangia bene. Non solo le mete più conosciute, ma anche le piccole realtà devono entrare nel settore turistico, perchè sono sensazioni “diverse”, ed oggi chi viaggia, dopo aver visto Roma, cerca nuove emozioni. E il vostro territorio è una nuova emozione”.

Presente in sala una delegazione del sindacato del Corpo Forestale che, contro la Riforma Madia, ha fatto un accorato appello al Ministro perchè tutto torni come prima. Il ministro ha assicurato il suo sostegno per risolvere quello che secondo lui “è' un errore a cui porre assolutamente rimedio”. Oltre a loro, gli addetti del Polo museale di Tarquinia e Cerveteri,(tra l'altro in un territorio che è patrimonio Unesco) che il 26 novembre vedranno scadere il loro contratto, diciotto persone, a cui il ministro ha dato rassicurazioni, “il Mibact si sta occupando della questione e presto riaprirà un nuovo bando”.

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Scuolabus, ridotte le tariffe

SANTA MARINELLA – Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina in Comune, a cui hanno partecipato il sindaco Pietro Tidei e gli assessori Nardangeli, Minghella e Bianchi, sono state rese note le nuove tariffe relative allo scuolabus che, rispetto a quelle precedenti, registrano una diminuzione che va dal 63% al 76%. 
Ma come sia stato possibile rivedere al ribasso il costo dei pulmini degli studenti lo spiega il sindaco. «Ritengo che questa amministrazione – ha detto Tidei – possa essere annoverata negli annali e presa come esempio dai Comuni che si trovano nella situazione di dissesto finanziario. A pochi mesi dall’insediamento e poche settimane dalla dolorosa dichiarazione di dissesto finanziario dell’ente, oggi sono orgoglioso di poter comunicare ai cittadini che il Comune è in grado di approvare il bilancio in equilibrio. Lavorando incessantemente, con professionalità e con l’ausilio di massimi esperti del settore, siamo riusciti a recuperare tutte le somme necessarie al riequilibrio per circa tre milioni di euro. Non possiamo purtroppo approvare il bilancio sino a che l’organismo di controllo nominato dal Ministero si sia insediato ufficialmente. Al riguardo abbiamo contattato il dottor  Verde, direttore centrale della finanza locale per il Ministero dell’Interno, per richiedere la nomina nel breve tempo. 
Tornando all’innalzamento delle tariffe come ad esempio quella relativa al servizio di trasporto scolastico, questa amministrazione ha potuto raggiungere risultati eccezionali, frutto di una negoziazione diretta con il gestore Sap». Tidei mostra il tabulato delle nuove tariffe annuali frutto della trattativa con il gestore. 
Chi ha un Isee fino tremila euro, il costo dello scuolabus è di 150 euro all’anno, per chi vanta dai tremila ai diecimila euro pagherà 270 euro, dai diecimila fino a ventimila gli utenti dovranno sborsare 300 euro all’anno. Dai 20mila ai 30mila 330 euro, ed infine chi ha un reddito oltre i 30mila euro pagherà 330 euro all’anno. 
«Tariffe sicuramente accessibili per le famiglie e perfettamente in linea con i Comuni del territorio – conclude Tidei – se la Regione delibererà inoltre un ulteriore contributo, come speriamo, saremo altresì in grado di abbassare ulteriormente le tariffe». 
«Per ciò che concerne il servizio della raccolta dei rifiuti, – ha aggiunto il sindaco Pietro Tidei – revocheremo probabilmente in autotutela la gara di appalto che vede Gesam come nuovo gestore prorogando il contratto in essere». 
Gi.Ba.

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Torre Sud: si riattivi il tavolo al Ministero

CIVITAVECCHIA – "Da ormai tre mesi si è insediato il nuovo governo, ma l’Amministrazione Comunale sembra proprio essersi dimenticata dei cinque lavoratori ex dipendenti di Tirreno Power, licenziati dal Torre Sud e rimasti senza lavoro, perché nessuno, Amministrazione Comunale in primis, è riuscito a far rispettare da Enel gli impegni sottoscritti con il Comune di Civitavecchia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2004". È critico il circolo territoriale di Fratelli d'Italia nei confronti del Pincio riguardo la vertenza Tirreno Power, rimasta nel silenzio per troppo tempo, e chiede con forza al Sindaco di riattivarsi presso il Ministero dello Sviluppo Economico per riaprire il tavolo di confronto con Enel per il rispetto degli impegni assunti. 

"Il tavolo ministeriale, riunitosi ad inizio anno e sospeso in attesa dell’insediamento del nuovo governo, non si è più riunito – hanno spiegato – l'Ugl di categoria, il 1° giugno scorso, ha giustamente scritto al sindaco per sollecitare l’Amministrazione Comunale per far riconvocare il tavolo presso il Ministero delle Attività produttive, peraltro attualmente rappresentato dall'onorevole Luigi Di Maio, che dovrebbe essere politicamente affine alla attuale giunta comunale di Civitavecchia. Ad oggi, a distanza di due mesi, quella lettera è rimasta  priva di qualsiasi riscontro: nessun rappresentante dell’Amministrazione Comunale si è degnato di rispondere. Il torpore della Amministrazione su questa ed altre vertenze non ha alibi, visto che il Movimento 5 Stelle e attualmente al governo, con propri rappresentanti in Ministeri chiave, a partire dal Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico". 

Il partito si appella quindi al consigliere di opposizione Massimiliano Grasso, candidato sindaco sostenuto anche Fratelli d’Italia, affinché si attivi nelle forme previste dallo statuto comunale, per richiamare al rispetto dei propri doveri l’Amministrazione Comunale "ed impegnarla a sollecitare il Ministero competente – hanno aggiunto – a riattivare immediatamente il tavolo con Enel: non è ammissibile che la vicenda cada nel dimenticatoio e non è tollerabile che Enel possa impunemente rifiutarsi di rispettare gli impegni sottoscritti siglata con il nostro Comune, a fronte della riconversione a carbone di Tvn, che ha fruttato in questi anni decine di milioni di euro di utili gravando il nostro territorio e la salute dei Civitavecchiesi di questa enorme servitù. Confidiamo in Massimiliano Grasso, che ha dimostrato di esercitare con impegno e capacità il ruolo di consigliere comunale di opposizione, affinché l’Amministrazione Comunale si desti dal torpore, un torpore che, purtroppo, sta dimostrando anche su altre importanti vertenze occupazionali, come quelle che riguardano lo scalo portuale: su queste vertenze, a differenza dell’Amministrazione Comunale e di altri partiti – hanno concluso – Fratelli d’Italia, pur dall’opposizione, è e sarà sempre in prima linea, con il supporto dei propri rappresentanti istituzionali, perchè per Fratelli d’Italia il lavoro ed i diritti dei Civitavecchiesi costituiscono una priorità assoluta".

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Pas: Andrea Rigoni nuovo amministratore

CIVITAVECCHIA – Come era stato ampiamente anticipato, è Andrea Rigoni il nuovo amministratore della Pas, la Port Authority Security, così come ufficializzato nel decreto di nomina firmato dal presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale Francesco Maria di Majo. Il bando di selezione è stato pubblicato il 28 marzo scorso ed il 18 maggio la commissione esaminatrice aveva già individuato in Rigoni la figura più idonea a ricoprire il delicato incarico, per i requisiti e l’esperienza professionale maturata. Due mesi e alla fine il 62enne originario del Veneto ha sciolto la riserva ed accettato l’incarico, chiamato a ricoprire per tre anni. 
Rigoni andrà ad affiancare il direttore tecnico Vincenzo Conte. Dopo il bando per la nomina, appena insediato Di Majo, dell’amministratore di Pas, in un primo momento vinto dall’ex generale dei Carabinieri Giancarlo Paoletti, che poi rinunciò subito all’incarico, a guidare la società arrivò, ad aprile 2017, un altro ex generale dell’Arma, anche lui con un curriculum di altissimo livello (è stato tra l’altro anche direttore della sicurezza e vice presidente di Eni), Umberto Saccone. Oggi Rigoni prende il posto di quest’ultimo, per un compenso annuo lordo di poco meno di 60mila euro. 
Il nuovo amministratore della Pas dovrà fare subito i conti con l’approvazione del bilancio, questione che si sarebbe dovuta chiudere diversi mesi fa. Il lavoro, sicuramente, non mancherà per sistemare alcune situazioni pregresse e dare nuovo slancio alla società. 

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Palazzo dei Priori, insediato il sindaco Arena. Tutti i consiglieri eletti

VITERBO – Giovanni Maria Arena, neo sindaco di Viterbo, si è insediato questa mattina a Palazzo dei Priori. Subito dopo la proclamazione del primo cittadino, l'Ufficio centrale elettorale ha ufficializzato anche i consiglieri eletti a seguito della tornata elettorale dello scorso 10 giugno: Claudio Ubertini, Gianluca Grancini, Laura Allegrini, Paolo Bianchini, Vittorio Galati ed Elisa Cepparotti per Fratelli d'Italia; Stefano Evangelista, Claudia Nunzi, Ludovica Salcini, Ombretta Perlorca, Antonio Scardozzi e Stefano Caporossi per la Lega; Elpidio Micci, Antonella Sberna, Isabella Lotti, Giulio Marini, Fabrizio Purchiaroni e Matteo Achilli per Forza Italia; Giovanni Maria Santucci e Paolo Barbieri per Fondazione; Chiara Frontini, Letizia Chiatti, Patrizia Notaristefano e Alfonso Antoniozzi per Viterbo 2020 – Viterbo Cambia; Massimo Erbetti per il Movimento 5 Stelle; Lisetta Ciambella, Alvaro Ricci e Martina Minchella per Orizzonte Comune – La voce dei giovani viterbesi – PD; Francesco Serra e Lina Delle Monache per Impegno Comune; Patrizia Frittelli per Viterbo dei Cittadini; Filippo Rossi per Viva Viterbo – Area civica. 

 

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Rifiuti, insediato il tavolo a Tolfa: secco no dagli amministratori locali

TOLFA – Come annunciato dal sindaco di Tolfa Luigi Landi, si è tenuto ieri sera il tavolo dei Sindaci e dei rappresentanti del territorio al fine di discutere del tema rifiuti. Presenti oltre al primo cittadino di Tolfa, il sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino e quello di Allumiere Antonio Pasquini, oltre al deputato Alessandro Battilocchio, si consiglieri regionali Gino De Paolis e Devid Porrello, al rappresentante della Città Metropolitana Matteo Manunta e a molti consiglieri comunali e assessori dei comuni del territorio.

L’assemblea dopo aver analizzato il tema della determina regionale dei giorni scorsi sulla questione rifiuti, ha ribadito la netta contrarietà al trasferimento dei rifiuti provenienti da Roma e da Latina a Civitavecchia e sul comprensorio. Il sindaco di Tolfa Landi ha dunque informato i presenti di aver ricevuto la disponibilità, comunicata dai consiglieri regionali Tidei e Minnucci, dell’assessore regionale competente Massimiliano Valeriani ad interloquire con il tavolo nei prossimi giorni. Si è quindi deciso di aggiornare la riunione all’inizio della prossima settimana, al fine di incontrare Valeriani e decidere in seguito sulle azioni da intraprendere.

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Fumi in porto, Menditto: il nuovo consiglio regionale dovrà votare la delibera

CIVITAVECCHIA – “Non appena si sono insediate le nuove commissioni permanenti mi sono premurato di rinnovare la richiesta e sono certo che stavolta le cose andranno diversamente”. Lo dichiara il presidente del consiglio comunale Dario Menditto (M5S) che torna a parlare della proposta, votata all’unanimità dalla massima assise cittadina nei primi mesi del 2016, di inserire nel Piano regionale della qualità dell’aria norme per ridurre l’inquinamento delle navi in porto.

“Esattamente come avevo prospettato qualche mese fa – incalza Menditto – nonostante i ripetuti solleciti, si è giunti alla naturale scadenza di mandato del precedente consiglio regionale del Lazio e un altro se ne è insediato, senza che la richiesta sia stata discussa nel merito. Sono certo che stavolta le cose andranno diversamente. Due i nuovi elementi di forza che mi fanno ben sperare, il primo – evidenzia – è il recente studio Cnr – Arpa Lazio che per la prima volta definisce scientificamente quale sia il contributo del porto all’inquinamento cittadino complessivo e cioè di circa la metà. L’altro è che il nuovo vicepresidente del consiglio regionale è Devid Porrello – spiega il pentastellato – persona per provenienza e formazione sicuramente sensibile all’argomento e che saprà dare una sferzata al procedimento per una celere votazione in aula a favore della richiesta”.

Menditto conclude ricordando alcune delle iniziative dell’amministrazione per contrastare l’inquinamento come l’accordo Civitavecchia blue agreement con la Capitaneria di porto, “l’Autorità Portuale e le compagnie armatoriali di traghetti, la vertenza con il Ministero dell’Ambiente sulla prescrizione Via non ottemperata fin dal lontano 1997 relativa all’elettrificazione delle banchine e infine – dichiara Menditto – la richiesta al presidente del Consiglio dei Ministri, alla quale stanno aderendo anche altre città portuali, di promuovere l’istituzione di un’area di controllo delle Emissioni (Eca) nel Mediterraneo”. 

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Un fiume di gente alla fiaccolata per Marco

di G. OLZAI e T. MORETTI

CERVETERI – Partecipazione straordinaria alla fiaccolata in ricordo di Marco Vannini per protestare contro una sentenza ritenuta iniqua e ingiusta. Circa 10mila persone hanno sfilato lungo le vie cittadine al grido di «Giustizia, giustizia!» intercalato dall’espressione «Vergogna, vergogna!» diretta più che a soggetti precisi ed identificabili, ad una situazione che si era venuta a creare. La richiesta civile e ordinata era rivolta a chiunque potesse garantire una giustizia equa attraverso il trionfo della verità. Una verità che veniva sottolineato serve a Marco, serve alla sua mamma e al suo papà e ha tutti quelli che gli hanno voluto e continuano a volergli bene. Si sentiva dalla invocazione costante del suo nome gridato dal cuore: «Marco! Marco! Marco!».  Tantissimi, come i genitori, indossavano magliette bianche con la foto di Marco. Ad aprire il corteo lo striscione con la foto di Marco e la scritta @noninmionome giustizia per Marco Vannini come a dissociarsi da quel popolo in nome del quale era stata emessa quella sentenza. L’hashtag diventato virale nel web «Non in mio nome», filo conduttore della manifestazione, è stato urlato come un tormentone. Significativi altri due striscioni contenenti uno la scritta «Noi avremo la nostra giustizia in questa vita o nell’altra»  e l’altro «Il popolo italiano vuole giustizia» che si sintetizzavano il malcontento popolare. L’enorme serpentone di donne, uomini, anziani e bambini molti dei quali tenevano per mano un palloncino bianco, si muoveva avvolto da una serata dal clima clemente, si può osare accogliente, quasi fosse un presagio e al tempo stesso una benedizione. Nonostante l’asprezza del tema si coglieva dai commenti personali di capannelli e piccoli gruppi di conoscenti, l’essenza della necessità di partecipare. Sembrava tutti avessero capito che quella luce che tenevano nelle loro mani fosse necessaria ad illuminare le menti, ad aiutare a distinguere il bene dal male, la vita dalle umane miserie con le quali in questo caso era stata barattata. Una lezione di civiltà morale che pretende di incontrarsi col diritto in quanto fonte d’ispirazione della norma, abbattendo l’originale sillogismo della morale e del diritto che non si incontrano mai. Una serata che si è conclusa con gli applausi scroscianti della folla quando mamma Marina indicando una gigantografia di Marco diceva: «Vedete la foto di mio figlio, il suo sorriso. Io credo che con questa fiaccolata Marco vuole lasciare un messaggio alla nostra società. Forse non è morto invano, perché  la sua purezza, la sua compostezza, il suo essere stato una persona amata e conosciuta che ha dato sempre una parola buona a tutti, ci vuole dire che deve cambiare qualcosa in questa nostra Italia».

FAMILIARI

Mamma Marina: «Ho provato delle emozioni stupende. Mi sono sentita amata da tutti. Ho avvertito l’amore che tutti nutrono per Marco e che nessuno lo dimentica. Lo sentivo vicino a me quando ho visto una stella luminosa che brillava nel cielo. Era come se lui fosse lì e diceva a tutti grazie per quello che state facendo. Una sensazione meravigliosa, vedere una comunità unita nel dolore. E’ vero che il dolore ce l’ho io, però l’ho avvertito in tutti. Ho visto mamme piangere  che mi venivano vicino e mi dicevano “signora, è coraggiosa, è forte, continui così, lo faccia anche per noi perché noi siamo mamme come lei’’. Erano tutti arrabbiati. E’ stata tutta un’emozione. Certo non nascondo che avrei preferito essere dentro casa mia e averci mio figlio vicino. Però, probabilmente, Marco ha voluto mandare un messaggio a questa società. Marco amava tanto la storia. Quando andava a scuola era la sua materia preferita. E sicuramente nella storia lascerà un segno facendo cambiare qualcosa».
Papà Valerio: «La fiaccolata è stata stupenda. C’è stato un flusso di gente che era  inaspettato. Evidentemente è entrata nel cuore delle persone. Non perché siamo bravi ma perché quello che è successo è di uno squallore allucinante. E dopo tutte le porcate fatte quella sera in quella casa, non dico che sono stati premiati, ma tre anni ai familiari, che praticamente non si fanno un giorno di carcere, e soprattutto Viola che sta fuori è assurdo. Viola aveva un telefonino col quale giocava tutto il giorno e poteva fare una chiamata al 118 quella sera, così non si arrivava a questo punto. Marco sarebbe tra noi se l’avesse fatto. Nessuno può dire che lei non c’entra niente. Spero che ci sia un appello e che vengano riviste le punizioni per queste persone. E’ umanamente inaccettabile che una persona che si macchia di un reato del genere possa passarla liscia». Alla domanda circa l’emozione provata a vedere tanta gene, papà Valerio risponde: «Pensavo a cosa Marco avrebbe detto di noi. Siamo persone semplici, umili mai avremmo fatto una cosa così eclatante con tante persone e Marco penso ci avrebbe guardato sbalordito – dice sorridendo – e sicuramente ci avrebbe detto qualcosa. Mia moglie ha una grande forza, nonostante tutto quello che sta passando, riesce ad avere la sua grinta nell’affrontare la cosa. Ci sono poche persone così. Io faccio da spalla. Le persone mi dicono che il mio silenzio parla. Sentivo il calore delle persone perché è quello che aiuta me in modo particolare non solo ad andare avanti ma anche a trovare il coraggio di esprimere i miei sentimenti. E’ come se loro me lo chiedessero, volessero una conferma. Alla fiaccolata ho avuto emozioni belle tra virgolette perché la causa purtroppo è bruttissima. Vedere tutte quelle persone che ci stavano vicino e in sintonia con le nostre idee come se si sentissero toccati come fossero dei familiari, è stato molto bello». 
La zia Anna Conte: «Sono molto emozionata, molto commossa e mi auguro che sia l’inizio di qualcosa di buono non solo per noi ma anche per le altre persone per ottenere giustizia. Speriamo si arrivi alla verità anche se a me sembra così palese. Tanta gente ha preso parte al nostro dolore. Ha partecipato e spero che ci aiuti con la presenza a far ottenere a Marco la giustizia che si merita».   
Lo zio Roberto Carlini: «Siamo pienamente sodisfatti per l’esito di questa manifestazione. Siamo riusciti a far scendere in piazza circa 10mila persone che con la loro presenza hanno testimoniato la loro solidarietà e vicinanza alla famiglia ma soprattutto si sono distaccati da una giustizia non giusta che ogni giorno, a parte il caso di Marco, viene rappresentata nei vari casi. La gente è stanca. E’ stanca e quando può, coglie l’occasione per scendere in piazza e manifestare. Ma la cosa che ci ha fatto ancor più piacere è vedere i sindaci che si sono uniti a noi indossando la fascia tricolore. Erano i sindaci dei comuni limitrofi che rappresentano centinaia di migliaia di persone. Questo ci ha fatto immensamente piacere perché significa che anche le istituzioni si sono schierate dalla nostra parte».
Il cugino Alessandro Carlini: «Vedere ieri sera quante persone sono scese in piazza per chiedere giustizia per Marco è stata per noi un’emozione immensa. Non potremmo mai dimenticare quello che state facendo da tre anni per la nostra famiglia. Spesso la gente ci ferma o ci scrive per dirci che siamo un esempio per tutti e che siamo una famiglia speciale. Beh lasciateci dire che le persone speciali siete voi e che in questi anni ci avete insegnato veramente tanto rendendoci delle persone migliori. Volevamo ringraziare tutte le persone presenti ieri sera a Cerveteri, Roma, Milano, Pavia, Sanremo, Reggio Calabria, Olbia, Cagliari, Arezzo, Bologna, Tor San Lorenzo, ma anche tutte quelle che non hanno potuto partecipare ma che con il cuore erano lì con noi. Chi di dovere non potrà far finta di non vedere quello che è accaduto ieri sera!!! Noi non molleremo mai!»

 

SICUREZZA

La presenza delle Forze dell’ordine era imponente ma discreta.  La presenza delle autorità dell’arma dei carabinieri nella persona del comandante della compagnia di Civitavecchia, il capitano Marco Belillo e del dirigente del commissariato della Polizia di Stato, sempre di Civitavecchia Nicola Regna, facevano capire subito quanta e quale attenzione aveva attirato questa manifestazione, con buoni  e corretti intendimenti da parte degli organizzatori, ma comunque figlia dei social, attraverso i quali aveva avuto adesioni mai viste per questo territorio e che hanno quindi imposto la valutazione di variabili di non poco conto, vista la difficoltà ad identificare il target dei partecipanti. I presupposti erano chiari. Si manifestava contro una sentenza  di un tribunale ritenuta ingiusta appellandosi al sacrosanto diritto della critica senza però mai mettere in discussione che comunque le sentenze vanno rispettate e accettate, pilastro del nostro ordinamento giuridico. Quanti avevano capito il vero senso della manifestazione? Quanti potevano essere quelli che non volevano capire e che potevano approfittare della grossa ribalta offerta dall’evento tentando di strumentalizzarla e di cambiarne volto e significato? Il rischio c’era e le autorità se ne sono fatte carico ai massimi livelli. E’ stata l’occasione per il comandante Belillo di conoscere personalmente mamma Marina,  che le ha presentato personalmente il comandante della caserma di Cerveteri il luogotenente Polizzi, mite e allo stesso tempo tenace e grintosa, che ha reagito come solo l’istinto di una femmina sa reagire quando fai un torto al figlio. E Marco, il figlio, il torto lo ha subito e questo si al di là di ogni ragionevole dubbio. Sarebbe congettura impegnare parole per spiegare che sentimento può aver suscitato quella mamma addolorata e arrabbiata sul giovane comandante Belillo. Ma non si può negare che durante il corteo Marina attorniata come in una sorta di scorta dal giovane comandante, dal luogotenente Polizzi e dagli altri funzionari della Polizia di Stato, aveva un’aria tranquilla, si sentiva palesemente al sicuro.
Renato Bisegni, responsabile dell’ufficio della Protezione Civile di Cerveteri: «La risposta delle associazioni del volontariato è stata al di sopra di ogni aspettativa. Hanno risposto all’appello circa cento unità appartenenti alle associazioni locali e dai paesi limitrofi  formando  uno staff che ha reso sicuro in ogni  aspetto l’evento eccezionale occorso a Cerveteri.  Ad intervenire per ogni esigenza delle circa diecimila persone che hanno partecipato alla fiaccolata trenta uomini divisi in due squadre antincendio, due moto mediche con alcuni nuclei sanitari a piedi che seguivano il corteo. Erano presenti poi due  punti di assistenza medica presidiati da personale specializzato di Assovoce di Cerveteri e dalla CRI di Santa Severa. C’erano inoltre i volontari dell’associazione “Misericordia” di Santa Marinella con un ambulanza e altre due ambulanze erano presenti rispettivamente della CRI e della Assovoce. Le Guardie Ecozoofile di Fare Ambiente, si adoperavano poi a controllare i varchi e gli accessi in città supportando la Polizia locale a rendere il traffico più fluido ed ordinato. La soddisfazione che si è avuta a fine serata – conclude Bisegni  – è stato di aver preso atto della risposta che c’è stata dalle associazioni di volontariato, della macchina che ha funzionato in modo perfetto e che una serata da considerarsi eccezionale per il volume di persone che ha portato a Cerveteri si è svolta senza incidenti di nessun tipo  per i quali si è dovuto intervenire». C’è da dire che tanto non stupisce vista la cura che della Protezione civile ha avuto il suo ex comandante Marco Scarpellini, da qualche mese in pensione, e dalla competenza di chi ne ha raccolto il testimone: Renato Bisegni. Il nucleo comunale è impegnato infatti in corsi di formazione  e di simulazioni pressochè continui, soprattutto nelle scuole, formazione diretta ai docenti e agli allievi per le emergenze che possono presentarsi improvvise che possono sembrare banali ma altamente pericolose se non si conoscono le tecniche e i metodi di intervento.

SINDACI

Alessio Pascucci, Cerveteri: «Quando mi sono insediato nel ruolo di Sindaco, ho giurato fedeltà e rispetto della Costituzione, nella quale credo fermamente. Ma oggi non posso non dire che quando abbiamo letto la sentenza di primo grado di questo processo, abbiamo sentito nel nostro cuore che fosse una sentenza non legata alle parole giustizia e verità». 
Alessandro Grando, Ladispoli: «Sono orgoglioso di rappresentare la mia città in questa circostanza che purtroppo rimarrà per sempre legata a un evento tragico. Questa piazza ha dimostrato di essere una piazza matura, ha rappresentato la propria rabbia nella maniera giusta. Questa manifestazione rimarrà per sempre nel mio cuore. Continueremo a far sentire il nostro amore alla famiglia di Marco finché non avrà ottenuto giustizia e verità».
Bruno Bruni, Manziana: «Il tema di questa sera è amaro, molto amaro. Come amministrazione abbiamo intitolato a Marco una panchina nei giardini pubblici in una posizione dove si vede l’infinito, e da dove si vede la casa dove è nato Valerio»
Luca Testini, vicesindaco di Bracciano:  Esalta l’esempio del dolore e dell’amore della famiglia Vannini e dice: «Questo farà in modo che Marco rimanga sempre presente nel cuore di  ognuno di noi» 

 

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Ladispoli, la stazione della morte

LADISPOLI – Suicidio o tragico investimento? Ipotesi al vaglio degli investigatori che continuano ad indagare dopo l’ennesima tragedia sui binari alla stazione di Ladispoli. Anche questa volta gli agenti della Polfer di Civitavecchia chiamati a ricostruire la dinamica dell’impatto. Molti gli interrogativi dopo la terza vittima che si conta in appena due settimane. Se nel primo caso è quasi certo l’attraversamento selvaggio di un ragazzo indiano di 26 anni mentre sopraggiungeva un Frecciabianca che lo ha centrato in pieno (a confermarlo anche diversi testimoni uno dei quali ferito dopo essere stato raggiunto da alcune parti del corpo del giovane), restano gli interrogativi sull’investimento di martedì scorso e di quello avvenuto la notte tra sabato e domenica. (Agg. 23/04 ore 17,22 segue)

IL DRAMMA DELLA DISPERAZIONE. Nel caso di martedì gli agenti della polizia ferroviaria hanno rinvenuto sulle rotaie anche i due cani della vittima, un senza fissa dimora originario dell’Albania. L’uomo era stato colpito da un treno regionale in transito per cause ancora in corso di accertamento. E il dramma di sabato notte? Difficile al momento stabilirlo con precisione. Probabilmente si tratta di un altro clochard quello investito in pieno da un treni merci. Se così fosse si potrebbero addebitare i fatti alla disperazione, all’alcol magari, di persone che vivono ai margini della società e che popolano edifici abbandonati a ridosso delle ferrovie. (AGG. 23/04 ore 19) 

CINQUE VITTIME IN DUE ANNI. Sotto al cavalcaferrovia di Ladispoli di via Sironi, ad esempio, una trentina di senzatetto da anni si è insediato all’interno di un magazzino non più in uso. Sia di giorno che di notte gli sbandati, in prevalenza dell’Est europa, non esitano a camminare sulle rotaie, dopo aver bucato le recinzioni dei binari, per uscire da quel “tugurio” per raggiungere la Caritas. Fatto sta che si tratta della quinta vittima in due anni sulla Roma-Civitavecchia tra le stazioni di Ladispoli e Palidoro. E i pendolari continuano comunque a rischiare attraversando ogni giorno le rotaie in modo selvaggio. (AGG. 23/04 ORE 21,16)

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''La direttiva Bolkestein non si applica ai balneatori''

TARQUINIA -Commento-sfogo quello della Cna balneari su uno dei tempi più dibattuti negli utlimi anni. 
Come si ricorderà, infatti,  da anni la Cna si batte affinché sia fornita  una soluzione definitiva al problema della continuità aziendale delle imprese balneari, a tutela del legittimo affidamento dei concessionari in attività, in prevalenza aziende a carattere familiare che, nel tempo, hanno investito anche in servizi di interesse pubblico. Ebbene, a fare chiarezza sulla corretta applicabilità della direttiva Bolkestein, è stato lo stesso ex commissario europeo di cui porta il nome. 
«La direttiva non riguarda i balneatori», ha dichiarato Frits Bolkestein, intervenendo a un convegno a Roma dell’altro ieri. 
«A dimostrazione – commentano dalla Cna balneatori –  che la categoria ha subito vessazioni e intimidazioni senza fondamento. Esattamente quanto per anni ha sostenuto Cna, spesso in pressoché totale solitudine». 
«Occorre mettere fine a un pericoloso equivoco,  – aggiungono dalla Cna – lasciando gli imprenditori liberi di investire e di svolgere serenamente il proprio lavoro e creare così occupazione e ricchezza diffusa. Ed è esattamente ciò che chiederemo al prossimo Governo, appena si sarà insediato». 

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