La Confcommercio boccia l'outlet a Fiumaretta

CIVITAVECCHIA – La Confcommercio boccia sonoramente l'outlet di Fiumaretta. E lo fa alla luce dell'incontro avuto nei giorni scorsi con l'amministrazione comunale che, su richiesta, ha messo a disposizione dell'associazione la documentazione relativa al progetto. Documentazione che, una volta vagliata e studiata dai tecnici, ha portato la Confcommercio a criticare aspramente la scelta dei Cinque Stelle. Martedì scorso, infatti, si è riunito il direttivo dell'associazione che ha contestato duramente l’opera auspicando che si possa aprire, attraverso l’indispensabile coinvolgimento delle associazioni di categoria, un confronto che possa portare ad un ripensamento circa l’intero progetto.

Il direttivo innanzitutto stigmatizza il comportamento tenuto dall’amministrazione "che deliberatamente – hanno spiegato – ha sempre omesso qualsiasi forma di concertazione con le associazioni dei commercianti sul progetto Outlet. Oltretutto manca la necessaria chiarezza in quanto dalle notizie ufficiali diffuse, in un primo momento, si era parlato espressamente di attività dedicate ai soli passeggeri in stile aeroporto, mentre, al contrario, oggi si parla di attività aperte al pubblico indistintamente. Manca una adeguata informazione in ordine alle attività che si andranno ad inserire a questo punto nel circuito del commercio cittadino e del comprensorio, situazione che sta determinando lo stato di agitazione di molti commercianti. Ancor più grave il fatto che non vi sia alcuna proposta tesa ad incentivare il commercio in città e la previsione di un piano organico integrato del commercio e della viabilità che indichi chiaramente le prospettive di sviluppo e di crescita per il settore. Il progetto così come presentato risulta essere una iniziativa estemporanea a spot, come le Terme ed Italcementi, non inserito in una progettualità di sistema ben definita ed integrata nel tessuto cittadino".

Secondo la Confcommercio l’unica certezza è che l’amministrazione sta ponendo in atto "una vera e propria strategia di affossamento delle attività commerciali cittadine – hanno aggiunto – attraverso la realizzazione di una serie di opere infrastrutturali quali il Welcome Center a largo della Pace, il progetto di stazione ferroviaria di collegamento per i croceristi a via Pacinotti nei pressi del vecchi deposito Rfi e l’outlet a Fiumaretta".

A tutto questo la Confcommercio si è opposta in modo deciso, soprattutto perché "la politica dei centri commerciali ha ormai fallito ed in tutto il mondo – hanno sottolineato – vengono abbandonate queste forme di aggregazione del commercio, mentre a Civitavecchia si prefigura una mera speculazione edilizia per fini di bilancio a spese dei commercianti e di tutta la città. Noi riteniamo invece che andrebbe valorizzata la vocazione turistica della città sulla spinta che potrebbe derivare dal recupero del Forte Michelangelo, della terrazza Guglielmi e dalla prossima dismissione della centrale a carbone nel 2025. Il centro cittadino ed il waterfront con tutte le attività in base alle strategie dell’amministrazione comunale saranno incredibilmente penalizzati e defenestrati dalla cartina dei croceristi e degli equipaggi che non avranno più alcun motivo di affacciarsi in città. Onestamente ci aspettavamo qualcosa di diverso rispetto ai soliti triti e ritriti studi di fattibilità in stile vecchia politica per giustificare una scelta, seppure legittima dell’amministrazione, ma strategicamente sbagliata, dannosa e che si rivelerà fallimentare. È evidente lo stato confusionale di chi propone la chiusura dei centri commerciali la domenica ma nel contempo progetta la costruzione di altri centri commerciali".

Da qui la richiesta all'amministrazione comunale, "affinché dica chiaramente e senza fraintendimenti se intende coinvolgere tutte le associazioni di categoria al fine di ascoltare e recepire le istanze dei commercianti in un vero progetto armonico in grado di tutelare e sviluppare – hanno concluso dalla Confcommercio – le potenzialità della città. Se così fosse, come auspichiamo, nello spirito di collaborazione che ha sempre improntato l’associazione, saremo pronti a fare la nostra parte".

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Vecchia, parla patron Ambrosi

di MATTEO CECCACCI

Nessuna cronaca, nessun tabellino e nessun diritto di critica. È giunto il momento del primo bilancio stagionale del presidente del settore giovanile nerazzurro-bianconero Stefano Ambrosi appena dopo due mesi dall’inizio dei campionati Elite e regionali. È vero, di solito i responsabili dei vivai fanno il punto della situazione a fine girone d’andata, ma patron Ambrosi dopo il contratto di gestione di giugno scorso ha deciso di chiarire l’attuale situazione. L’ex portiere della Ternana non ha perso tempo e a 360 gradi, a tutto tondo, ha spiegato nel minimo dettaglio tutte le situazioni, spiegando il motivo della fusione o meglio ancora del contratto di gestione, dicendo la sua sullo stadio Fattori e la colpa dell’amministrazione comunale, sul fermo del campionato a causa della decisione dell’Aia e della prima squadra.
«Ci tengo a dire – esordisce il presidente dell’agonistica Stefano Ambrosi – che è un contratto di gestione e non una fusione, ma un contratto di cinque anni che ancora devo firmare, ma è questione di giorni. Tutto è nato dall’ottimo rapporto che ho sempre avuto e che ho tuttora con il presidente del Civitavecchia Calcio 1920 Ivano Iacomelli, molto spesso ci sentivamo per organizzare delle cose insieme e vuoi per un motivo vuoi per un altro, alla fine abbiamo preso questa decisione. Premetto che lo scorso anno, dopo la situazione che si era venuta a creare con il Tamagnini, era giusto far riemergere e portare avanti per il buon nome della società il settore giovanile del Civitavecchia Calcio e così in un pomeriggio d’estate insieme ad Ivano abbiamo raggiunto l’accordo. Prendere in mano l’intera gestione non è stato affatto semplice, l’ho fatto per salvaguardare una situazione che stava andando sempre più in malora, anche se con i numeri già stavo a posto, perché il mio organico bianconero già contava circa 240 ragazzi, infatti l’apporto numerico non è che mi abbia fatto aumentare la situazione, ma allo stesso tempo mi dà molto lustro per le tante categorie che si sono venute a creare tra le mie e quelle nerazzurre. Ad oggi ne contiamo sei tra Elite e regionali, non considerando l’Under 19 Elite, ex Juniores, per il semplice fatto che la gestisce ancora Iacomelli insieme all’Eccellenza, ma che sarebbe la quarta categoria Elite. Ovviamente, essendo partiti in netto ritardo stiamo pagando dazio con alcune categorie, basti vedere i 2002, dove ho ereditato una compagine un po’ frammentata, dovuta al semplice fatto che avendo chiuso l’accordo a fine giugno, molti giocatori già avevano deciso di accasarsi in altre società. Fare l’Elite già non è facile, perché se hai un bacino d’utenza così ridotto, figuriamoci se puoi competere in un palcoscenico dove varie società addirittura la cominciano a preparare mesi prima. Abbiamo trovato tante difficoltà soprattutto per i risultati, non tanto per l’organizzazione, adesso stiamo tirando la cinghia, abbiamo fatto vari cambi in panchina, come nel 2002 da Pasquale Oliviero ad Adus Amici e nel 2004 da Patrizio Tossio a Dario Rasi. Stiamo cercando di migliorare, ma l’errore che non dobbiamo commettere è quello di non avere la presunzione di guardare il campionato dal punto di vista della classifica, o meglio, bisogna focalizzarci su quelle squadre che stanno lottando per la salvezza come noi, così da concentrarci su di loro e raggiungere il nostro obiettivo. Non nego assolutamente il fatto che non abbiamo le forze per confrontarci con le solite società storiche plurititolate di Roma dove non sto a fare i nomi, i gironi sono difficili, in particolar modo quelli Elite laziali che sono i più complicati d’Italia. Stiamo soffrendo col 2002 e 2005, ma sono molto fiducioso e speranzoso sul raggiungimento della salvezza, questo è fuori da ogni dubbio. Stiamo cercando di rinforzare gli organici grazie al mercato e agli svincoli di dicembre, ma la cosa che va analizzata è che avendo un settore giovanile così importante per le categorie che hai, va a tutti i costi cambiata la mentalità nella gestione, mi spiego: non può per nulla al mondo esistere la musica del ‘‘mio figlio gioca perché è amico di, è nipote di, è figlio di’’, questo non può esistere. Noi, infatti, stiamo cercando di aggiustare il tiro su questa situazione per dare un po’ di professionalità a questo settore perché secondo me lo merita. Ad oggi con i numeri alla mano siamo il settore giovanile più importante della città per due motivi: il primo perché abbiamo le categorie più importanti e continueremo ad averle per molti altri anni in confronto alle altre realtà civitavecchiesi, il secondo è perché portiamo lo stemma della città a differenza degli altri che sono solo realtà locali. Comunque ci stiamo già organizzando per il prossimo anno sulla programmazione futura. Ripeto che sull’Elite senza ombra di dubbio abbiamo sbagliato qualcosa sui risultati, ma non siamo stati neanche fortunati, come ricorsi persi, decisioni arbitrali errate e tanto altro. Il rischio, comunque, è di perdere le categorie Elite con il 2002 e 2005, ma fatto sta che se dovesse accadere il prossimo anno faremo un regionale a vincere. I 2004 sono una corazzata, sapevo che avrebbero fatto un bell’inizio di campionato, perché una rosa che lo scorso anno ha vinto il titolo regionale, rinforzata quest’anno da cinque ottimi elementi del Civitavecchia non poteva fare altrimenti. Con i 2005 bisogna stargli molto vicino, purtroppo facendo un campionato ex Giovanissimi fascia B incontri club professionistici come Roma e Lazio e quando ti capitano i biancocelesti allenati da Tommaso Rocchi c’è poco da fare, è proprio il materiale umano che è diverso. Comunque l’obiettivo è mantenere tutte le categorie Elite, ci mancherebbe altro, per me i 2004 a fine anno raggiungeranno una salvezza tranquilla, mentre con i 2002 e 2005 stiamo a rischio, ma cercheremo di fare il più possibile. C’è da dire anche che l’agonistica viene da una gestione dello scorso anno complicata con dinamiche veramente difficili e stiamo pagando quello che è stato lo scorso anno, ovvero aver raggiunto l’accordo a giugno e in un mese non puoi programmare tutto, in particolar modo l’Elite. Questo è un anno di partenza su cui stiamo cercando di gettare le basi per la prossima stagione. Riguardo le categorie Regionali – continua il numero uno nerazzurro bianconero – ho cercato di mettere tutti allenatori che hanno pochissimi rapporti con i genitori, o meglio ancora, nessuna conoscenza e che hanno giocato a calcio ad alti livelli. Io a differenza di altre società non ho sponsorizzazioni, ma ci autofinanziamo con le quote della scuola calcio e non abbiamo nessuna entrata di supporto, perché credo che sia giusto così. L’unico problema ce l’abbiamo con l’Under 15 di Michele Romano, ma c’è una classifica molto corta quindi la salvezza può essere raggiunta facilmente e io sono tranquillo, così come i ragazzi di Zampollini e Savino che stanno dimostrando di poter competere nei propri campionati. Dal mio punto di vista tutte e tre le categorie si salveranno senza problemi. Nella Scuola Calcio – prosegue entusiasta – abbiamo 165 iscritti che vanno dal 2006 al 2012/2013 e siamo i più grossi di tutti anche perché insieme all’agonistica contiamo più di 300 elementi in totale. Lo scorso weekend abbiamo iniziato i campionati Federali che ricordo che non hanno classifica e non sono arbitrati. Abbiamo fatto un’ottima programmazione tecnica per quanto riguarda la scuola calcio, io come responsabile tecnico e Nello Savino nelle vesti di direttore generale facciamo dei breafing mensili con tutti gli allenatori per monitorare tutte le programmazioni tecniche per controllare che vengano rispettate. Fondamentale per noi è preparare i gruppi della scuola calcio ad approdare nell’agonistica nei campionati regionali ed Elite, ma ciò non significa che non possiamo iniziare a fare una piccola selezione omogenea che io reputo scorretta, infatti noi cominciamo a farla nel periodo primaverile dal 2009 in su, ed è giusto e importante che dal 2006 fino a questa età crescono individualmente, giocano tanto e si divertono il più possibile. Voglio ricordare anche che la Federazione con la Carta dei Diritti tutela tutti gli iscritti alla scuola calcio e che quindi la piccola selezione va fatta con le molle. Sono comunque abbastanza soddisfatto dell’andamento di tutta la struttura che si è venuta a creare, l’ambiente è rimasto famigliare come quando avevo solamente la Leocon dove si è aggiunto il lustro delle categorie del Civitavecchia Calcio e agli ottimi allenatori che avevo io della Leocon ho avuto la possibilità di poter inserire dei tecnici altrettanto bravi che venivano dalla Vecchia. Riguardo i tornei stiamo organizzando la Christmas Cup nel periodo natalizio, poi un torneo pasquale e uno di fine anno. Per lunedì, invece, sto organizzando in collaborazione con Daniele Bencini, ds del vivaio dielleffino, un raduno che ci è stato richiesto da vari procuratori del professionismo per le categorie 2002 2003 e 2004. Tornando all’agonistica devo dire che ho già avuto alcune segnalazioni per vari ragazzi del 2002, 2003 e 2004 da parte di club professionistici e per fine anno penso che qualcosa di importante potrà realizzarsi. Il mio intento alla fine è questo, quello di dare la possibilità a chi dimostra durante il campionato di fare bene di confrontarsi con realtà importanti grazie alle mie conoscenze che ancora oggi porto avanti, in modo particolare con Ternana, Pescara e Frosinone».
Ambrosi, poi, dopo aver analizzato le sue sei squadre ha voluto dire la sua sulla Vecchia e sullo stadio Fattori scaricando la colpa all’amministrazione pentastellata.
«Sul Fattori – spiega a tal proposito – le responsabilità ce l’ha l’amministrazione comunale che è l’unica indiziata di ciò che riguarda la situazione calcistica del Civitavecchia Calcio perché per quanto sia il Comune dovrebbe sempre garantire, non dico a tutto il settore giovanile anche perché tutta la cantera si allena in una struttura privata, ma almeno dalla Juniores in poi dovrebbe dare una propria casa all’interno della città per svolgere uno dei campionati più importanti e questo è gravemente mancante, gravemente mancante come tutti gli sbagli commessi, a partire dal disinteresse totale dello stadio Fattori, voglio dire, non è che parte da quest’anno, non si può pensare che il Fattori per sette anni ha dovuto avere la deroga anno per anno dalla Federazione per rifare un manto, che oggi per rifarlo costa 350 mila euro e per un Comune come Civitavecchia fare un investimento su un impianto sportivo per mantenere la propria squadra in città stiamo parlando di una cosa irrisoria. Loro oggi hanno la gravissima responsabilità di aver sgretolato un collage sportivo che fine a poco fa c’era. Per quanto mi riguarda a mister Rocchetti, visto che stiamo entrando nella fase invernale, ho dato massima disponibilità per svolgere gli allenamenti presso il mio impianto se ci dovessero essere problemi da qui a marzo nel recarsi ad Allumiere. Oggi come oggi, da gestore del  settore giovanile del Civitavecchia Calcio, mi rendo conto, cosa che prima non capivo, che non c’è l’amore che ci dovrebbe essere per questa maglia, mi spiego: non da parte di tutti gli addetti i lavori, ma sono pochissimi che gioiscono se le cose vanno bene, qui sembra che sono più contenti se il Civitavecchia si affossa perché magari ce l’hanno con un dirigente o un altro e questa è una cosa sgradevole e qui mi rifaccio anche ad altre società. Secondo me il simbolo Civitavecchia Calcio dovrebbe acquistare un’importanza collettiva, dovrebbe essere un piacere per tutti quanti far parte del Civitavecchia Calcio 1920. Io quando ero ragazzo e militavo nei dilettanti, prima di approdare nel professionismo, se avessi giocato con la squadra della mia città avrei dato tutto, invece oggi si vedono ragazzi che preferiscono fare un campionato provinciale piuttosto che un Elite».
Il presidente, ovviamente, non si è lasciato scappare il pensiero sulla decisione dell’Associazione Italiana Arbitri, che ha portato a non giocare i campionati lo scorso fine settimana a causa dell’aggressione nei confronti di Bernardini di Ciampino.
«Secondo me – commenta – non è assolutamente giusta la decisione che hanno preso, perché in questo modo non si tutelano i direttori gara, per quanto un arbitro possa sbagliare si deve capire che innanzitutto è un coetaneo dei calciatori e che può sbagliare una valutazione come il numero dieci può sbagliare un rigore e un portiere una parata, ma la gente dovrebbe capire che per quanto sono tanti gli interessi che ci stanno in mezzo, sono cose comunque sia ristrette in una partita di calcio giovanile, invece qui si sta perdendo il lume della ragione tra i genitori che stanno fuori e insultano gli arbitri, addirittura gli allenatori come se capiscono di tattica e di tecnica. Dico la verità, noi siamo realtà insignificanti pure se facciamo l’Elite, basti pensare a qualche anno fa quando squadre che oggi militano in Serie C, hanno speso più di 500 mila euro per il settore giovanile e questo ti fa rendere conto che non sei niente. Noi bisogna capire che non ci stiamo giocando la Champions League, si, è importante mantenere l’Elite, il regionale, fare tornei e tanto altro, ma lo scopo reale di un settore giovanile è quello di far crescere i ragazzi e i due tre validi elementi che hai piazzarli nel professionismo, poi se lo riesci a fare mantenendo tutte le categorie Elite è un conto, se non riesci a farlo e lo fai tramite regionale è un altro conto, ma è questo lo scopo. Poi qui subentra il fatto dei genitori, perché oggi come oggi ci sta un’esasperazione incredibile, io ho fatto ventiquattro anni di calcio di cui venti di professionismo e sono arrivato anche ad alti livelli, ma alcuni atteggiamenti che vedo, anche nella scuola calcio, a volte mi fanno accapponare la pelle perché sono proprio fuori luogo e quindi ecco che vanno a creare delle tensioni che poi sfociano in quello che è accaduto domenica 11 a San Basilio al povero Bernardini di Ciampino. Secondo me, però, la Federazione quando accadono queste cose non deve generalizzare, ma punire la squadra, ovvero: dove è accaduto, chi è stato, come si chiama la società? Perfetto, radiata dal campionato, ma non tanto per punire, ma per dare un segnale forte a tutti, purtroppo questo la Federazione non lo fa mai. Secondo me solo così possono migliorare le cose e allora lì sì che ci penseranno dieci volte prima di aggredire un arbitro, ma dal mio punto di vista il segnale che doveva dare l’Aia era tutt’altro e questo di fatto non farà cambiare la situazione. Il calcio è uno dei pochi sport che fa credere a tutti di poter dare un’opinione quando invece c’è bisogno di avere una grandissima specializzazione calcistica per poter parlare di tattica o di tecnica ma siccome tanti si vedono tre partite e pensano di essere il nuovo Mourinho e allora questo porta tutti i genitori e molti addetti ai lavori a giudicare in maniera facile e a volte errata moltissime situazioni e questo non fa nient’altro che aggravare il livello di tensioni nervose i ragazzi che arrivano al campo esasperati. Voglio fare – conclude il presidente Stefano Ambrosi – un grande e grosso in bocca al lupo a Ivano Iacomelli per il proseguio della stagione per quanto riguarda la prima squadra, gli auguro quanto prima di uscire da questa fase negativa, perché sono a conoscenza dei sacrifici che sta facendo per portare avanti tutta la squadra».
Un bilancio, dunque, quello di Ambrosi che fa capire a tutti la serietà del settore giovanile del Civitavecchia Calcio 1920 che vuole assolutamente riemergere e tornare protagonista.
I cent’anni del club sono vicini e chissà cosa bisognerà aspettarsi.

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Crocifisso in aula consiliare e negli edifici comunali

LADISPOLI – Il comune esponga il Crocefisso nell'aula consiliare e negli edifici comunali. Mentre a Fiumicino è polemica sull'assenza del simbolo della cristianità e del cattolicesimo nelle scuole, con i momenti politici che si sono schierati a favore e contro la sua esposizione nelle classi e addirittura i consiglieri della Lega ne hanno donato alcuni al Comune affinché si provvedesse alla loro collocazione nelle classi mancanti, a Ladispoli a intervenire sull'argomento sono i consiglieri di Fratelli d'Italia Raffaele Cavaliere e Giovanni Ardita. Si parte dall'aula consiliare. Per i due consiglieri di centrodestra il più alto simbolo del cattolicesimo dovrebbe innanzitutto essere collocato nell'aula consiliare del comune. Da qui l'idea di presentare una mozione con la quale impegnare l'amministrazione Grando in questa ''rivoluzione''. I consiglieri nel testo ricordano come «l'Italia è uno Stato costituzionalmente laico, non essendo più il cattolicesimo religione di Stato dal 1985», ma nonostante questo «la religione cristiana, così come i suoi simboli, fa innegabilmente parte della storia e della tradizione italiana ed europea. Il crocefisso – si continua a leggere nella mozione – è presente in molte scuole ed anche in altri luoghi pubblici come i tribunali e gli ospedali e sintetizza i valori e i principi su cui poggia la cultura europea e la stessa civiltà occidentale». I due consiglieri fanno riferimento anche al parere del Consiglio di Stato del 2006 nel quale «lo stesso Consiglio ha affermato che ''in Italia, il crocifisso è atto ad esprimere, appunto in chiave simbolica ma in modo adeguato, l'origine religiosa dei valori di tolleranza, di rispetto reciproco, di valorizzazione della persona, di affermazione dei suoi diritti, di riguardo alla sua libertà, di autonomia della coscienza morale nei confronti dell'autorità, di solidarietà umana, di rifiuto di ogni discriminazione, che connotano la civiltà italiana''. Valori che come ricordano i consiglieri Cavaliere e Ardita hanno impregnato le tradizioni e il modo di vivere, della cultura del popolo italiano (basti pensare alle varie feste religiose che ogni anno vengono festeggiate in tutte le città italiane). Per Cavaliere e Ardita, dunque, il crocifisso va visto come «un simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori civili» fino a qui elencati. Nessuna legge, peraltro, ne impedisce l'esposizione. Anzi. A tal proposito i due consiglieri di Fratelli d'Italia ricordano come anche la Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha dato il suo consenso affinché l'Italia potesse esporre il simbolo religioso nelle scuole. Simbolo che «non costituisce una ''violazione dei diritti umani''». E allora perché non esporre il crocifisso? E perché non iniziare proprio dall'aula consiliare e da tutti gli edifici pubblici di proprietà del Comune? Ora la mozione sarà sottoposta, ovviamente, all'attenzione del consiglio comunale che dovrà decidere sull'argomento.

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L’Inter Club Zanetti secondo nel Lazio

Un club in piena e costante espansione, che negli anni sta continuando a bruciare letteralmente le tappe. Appena quattro anni di vita vissuti però in maniera intensa tanto da farne il secondo nel Lazio. È l’Inter Club Zanetti Civitavecchia-Santa Marinella, ormai una realtà consolidata nel panorama calcistico nerazzurro. Non si è ancora spento l’eco della magnifica serata vissuta con Gigi Simoni, che gli appuntamenti continuano ad essere incessanti al passo, ovviamente, con le imprese della prima squadra. L’entusiasmo, si dice, è figlio dei risultati, e manco a dirlo i risultati stanno dando una mano feroce alle attese e alle speranze dei soci del club. Anche qui cifre record. Sono ben trecentodieci (310) quelli iscritti al club di Civitavecchia-Santa Marinella che ne hanno consolidato il ruolo nel Lazio dietro solo ai ‘‘Belli dè Roma’’, che la dice lunga sul club e sulle sue ambizioni. Che sono quelle di continuare a scalare le vette. Tanto per cominciare, la stagione in corsa, ha già visto il club presente a tutti i grandi appuntamenti, con ben cinque trasferte di grande spessore: quattro al Meazza (Tottenham e Barcellona in Champions League) il derby con il Milan e la sfida con il Genoa nella giornata che la società nerazzurra ha dedicato a tutti i club. E in mezzo la vittoriosa trasferta romana con la Lazio. E il prossimo appuntamento farà volare i fortunati che sono riusciti ad entrare in possesso del biglietto, nel tempio di Wembley quando il prossimo 28 novembre, i nerazzurri sfideranno i londinesi del Tottenham nel match che può sancire la matematica certezza di approdare agli ottavi di finale. Raggiante per i risultati ottenuti il presidente del club, Tiziano Tedesco. «Innanzitutto grazie a tutti i nostri associati che con il loro calore smuovono le montagne della passione. Interisti si nasce, col nerazzurro si diventa adulti, un amore che si tramanda di padre in figlio. Abbiamo formato un bellissimo gruppo, con i nostri associati siamo sempre presenti agli appuntamenti della prima squadra. Abbiamo raggiunto numeri importanti, ma vogliamo continuare a crescere, tutti uniti dalla stessa passione e unità d’intenti. Adesso ci attende la trasferta di Londra dove con orgoglio sventoleremo le nostre bandiere, e presto, visto che si avvicinano le feste, saremo tutti insieme con la tradizionale cena di Natale, per festeggiare l’Inter e per brindare alle fortune nerazzurre il prossimo anno. Sarà una festa che vuole essere un ulteriore momento di aggregazione tra noi, tra tombolata e tanti premi, ma soprattutto il bello di poter stare tutti insieme, uniti allo stesso tavolo, sotto un’unica bandiera».

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Al Cardoni Wi-Fi e nutrizionista

Il calcio dilettantistico e giovanile laziale è rimasto fermo per un weekend, ma non si è fermata l’attività del Tarquinia Calcio, né quella di allenamento e divertimento sul campo, né quella di miglioramento ed organizzazione della struttura societaria.
Quello del Tarquinia Calcio può apparire, forse, come un progetto di scuola calcio ‘‘atipico’’, a partire dalla partecipazione al progetto Tris con atletica e pallavolo, ma vuole spaziare oltre il rettangolo di gioco e provare a realizzare su un modello di cui la comunicazione con le famiglie, il divertimento e l’educazione motoria rappresentano elementi portanti.
In quest’ottica, sono tante le opportunità pensate e realizzate per venire incontro alle famiglie in vari modi, e proprio in questi giorni la società ne ha presentate due sui propri canali social.
Innanzitutto, sin da questa settimana allo stadio Cardoni, dove il settore giovanile si allena e svolge i propri match casalinghi, sarà disponibile una connessione Wi-Fi, con i genitori degli iscritti che potranno, presso la segreteria, ottenere le proprie credenziali per l’accesso.
L’altra novità riguarda invece la collaborazione con una professionalità specifica, quella con la nutrizionista dottoressa Caterina Fanali, che sarà a disposizione di bambini e genitori per consigli mirati su come affrontare il pre gara per tre appuntamenti, uno al giorno con le differenti categorie, dal 21 al 23 novembre prossimi.
Successivamente, chi vorrà potrà rivolgersi alla dottoressa Fanali per una valutazione dello stato nutrizionale ed eventualmente richiedere l’elaborazione di un piano alimentare personalizzato a condizioni agevolate mediante una convenzione stipulata dalla società.
Lungi dal fermarsi, la società rossoblù annuncerà, nei prossimi giorni, anche altri tipi di iniziative rivolte ai propri calciatori.
 

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Penalisti contro la riforma della prescrizione: massima adesione ai quattro giorni di astensione

CIVITAVECCHIA – È un’adesione pressoché totale quella degli avvocati penalisti del foro di Civitavecchia che, fino a venerdì, aderiranno all’astensione dalle udienze proclamata a livello nazionale per contrastare l’ennesima riforma della giustizia e in particolare la proposta del ministro Alfonso Bonafede di sospendere la prescrizione dei reati dopo la sentenza di primo grado. Un’idea, a detta degli avvocati, in contrasto con quelli che i principi garantisti stabiliti dalla nostra Costituzione. Cosa non va in questa riforma?

“Innanzitutto – ha spiegato l’avvocato Andrea Miroli, presidente della Camera Penale “Attilio Bandiera” di Civitavecchia – una riforma così importante non può essere portata avanti senza il confronto, necessario, con la comunità dei giuristi. E poi è l’impostazione ideologica alla base che è sbagliata: è come se si partisse dal presupposto di una presunzione di colpevolezza, invece che di innocenza”. Ecco il rischio, quindi, di una deriva populista che oggi più che mai, con una manovra del genere, ne è convinto l’avvocato Miroli, va ad interessare direttamente i cittadini. “Oggi non parliamo più di riforme basate solo su tecnicismi – ha aggiunto – quanto piuttosto di modifiche sostanziali che vanno ad interferire sostanzialmente sulla vita dei cittadini e di chi si trova sotto processo. Aspetto questo che, già di per sé, con la presunzione di innocenza garantita dalla nostra Costituzione, è una pena, come diceva il padre costituzionalista Calamandrei”. E Miroli sottolinea poi che, abolendo di fatto la prescrizione, si va ad eliminare uno dei pochi motivi per far sì che vengano accelerati i processi, ricordando proprio la previsione costituzionale della durata ragionevole del processo la quale impone che la decisione definitiva intervenga per tutti i protagonisti di una vicenda giudiziaria in tempi, per l’appunto, ragionevoli. Tanto che, con la sospensione della prescrizione, ci si troverebbe di fronte ad una contraddizione in termini rispetto alla legge Pinto che impone un risarcimento a chi è stato sottoposto ad un’eccessiva durata del processo. In tutto questo si inseriscono poi le dichiarazioni di un Ministro “che danno un’immagine sbagliata dell’avvocatura che nulla può – ha sottolineato Miroli – sul decorso della prescrizione”.

L’astensione durerà fino a venerdì, quando a Roma si terrà la manifestazione organizzata dall’Unione delle Camere Penali, alla quale parteciperà anche una delegazione di Civitavecchia. Nel pomeriggio, poi, sempre la “bandiera” proporrà un interessante convegno, con relatori d’eccezione come la dottoressa Francesca Scopelliti, presidente della Fondazione Internazionale per la Giustizia Enzo Tortora. Si parlerà infatti di “Errori giudiziari. Storie, testimonianze e riflessioni”. Interverranno anche Valentino Maimone e Benedetto Lattanzi, fondatori di Errorigiudziari.com per capire cosa è cambiato in Italia dal caso Tortora ad oggi, lasciando la parola a Giuseppe Gulotta per il racconto di una vittima di errore giudiziario e all’avvocato Enrico Delahaye già procuratore generale di Corte di Cassazione ed ex magistrato di sorveglianza, che affronterà il tema del risarcimento del danno da ingiusta detenzione: moderà l’avvocato Miroli, alla presenza anche del presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane avvocato Giandomenico Caiazza. L’appuntamento è per venerdì alle 15.30 all’hotel San Giorgio.  

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La Star Olena Ranch di Santa Marinella protagonista ai campionati nazionali di Ostia 

Si sono svolti ad Ostia, presso il Centro Equestre Roma, i campionati nazionali equestri delle discipline integrate e delle discipline ludico addestrative organizzato dall’Ente di Promozione Sportiva Asi Sport Equestri. 220 percorsi ed oltre 150 binomi partecipanti. Tra le associazioni sportive presenti, anche la Santamarinellese Asd Star Olena Ranch, con una squadra composta da otto cavalieri di età compresa tra gli 8 e i 15 anni, che si sono cimentati ciascuno in cinque discipline diverse. Gara a coppia di presentazione e cultura equestre, gara di gimkana ludica a tempo, gara di gimkana up di precisione, gara di dressage e gara a squadre di Pony Games. Ed è proprio nel Nazionale Ludico Addestrativo, che i cavalieri della Star Olena Ranch si sono distinti conquistando il titolo di Campioni Nazionali 2018. Medaglia d’oro per la squadra composta da Marco G, 9 anni di Santa Marinella, Erika Di F. 10 anni di Roma, Sofia C. 10 anni di Tarquinia e Tommaso A. 8 anni di Roma. Sofia C. bissa la medaglia d’oro salendo sul gradino più alto del podio anche nella gimkana ludica con un tempo strepitoso di 27,31 secondi. Seguita con un tempo di 32,25 secondi da Luca S. Anche nella gara di presentazione e cultura equestre i ragazzi della Star Olena Ranch si sono distinti con la medaglia d’argento per la coppia composta da Greta D’O., 12 anni di Tarquinia, e Alessio S., 11 anni di Tarquinia. Buoni i piazzamenti nelle altre discipline. Nella gimkana up di precisione la tarquiniese Greta D’O. arriva settima su 46 partenti. Soddisfazioni anche per la portabandiera Nadia F., 15 anni di Civitavecchia, argento ai Pony Games. I riconoscimenti sono arrivati anche per l’altra parte della squadra, quella a 4 zampe. Il Pony Sibilla, montata in gara dai Santamarinellesi Marco G. e Luca S., rispettivamente medaglia d’oro e medaglia d’argento in Pony Games, è stata premiata come miglior pony del campionato nazionale ludico 2018. Un plauso al tecnico istruttore Charlie Mulargia che ha preparato questi piccoli cavalieri ad affrontare al meglio questa sfida sportiva. «I Pony Games sono innanzitutto un mezzo pedagogico e poi sportivo e attualmente sono il metodo più moderno per iniziare a imparare l’equitazione – spiega Marzia Bisegna, presidente dell’Asd Star Olena Ranch – si tratta di giochi di squadra dove, a differenza dell’approccio classico, si inizia fin da subito in modo autonomo, insieme agli altri compagni, nel rispetto di regole ben precise ma pur sempre giocando. Proprio grazie a queste regole al bambino viene insegnato in modo divertente, non solo come andare a cavallo, ma anche la determinazione a portare a termine il compito assegnatoli oltre al rispetto dei compagni di squadra, Pony compresi».

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Porto, il bilancio passa con difficolt�

CIVITAVECCHIA – È passato con i soli voti del presidente Francesco Maria di Majo e del rappresentante della Regione Lazio il bilancio di previsione per l'anno 2019 dell'Adsp. Astenuto il membro dell'area metropolitana. Contrario Giuseppe Lotto per il Pincio.

"Il bilancio di previsione 2019 così come proposto dal presidente avv. Di Majo è mortificante per i traffici commerciali – afferma il Sindaco Cozzolino – e per questo motivo condivido la scelta del dott. Lotto di esprimere voto contrario. Aumentare del 43% le tasse portuali sulle merci equivale a porre un serio deterrente alla creazione di nuovi traffici e creare grossi problemi a chi invece aveva intenzione di continuare ad usufruire del nostro scalo per le attività commerciali, settore che avremmo il dovere di incentivare per cercare di diversificare l'offerta del porto e quindi creare nuove opportunità lavorative. Se a questo si aggiunge che nonostante un avanzo di amminsitrazione corposo, 13 milioni di euro, non si è ritenuto di dover onorare l'accordo con la città avanzando motivazioni di seri problemi economici qualora non fosse stata concessa la sospensiva dal Consiglio di Stato, la logica conclusione non può che essere la bocciatura del bilancio previsionale. Nonostante il nostro voto contrario il documento è stato comunque approvato: credo che per il bene del porto in questo contesto si sarebbe potuto approvare un bilancio previsionale ben più lungimirante".

All'ordine del giorno anche l’approvazione della modifica della tassa portuale, sovratassa e la tassa di ancoraggio, argomenti collegati all’approvazione del bilancio di Previsione 2019; la revisione annuale del Piano Operativo Triennale 2018-2020 e il regolamento per i criteri di assunzione del personale  dell’Ente.

“Volevo innanzitutto ringraziare tutti i membri – dichiara il Presidente di Majo – che sono intervenuti oggi e hanno preso parte ad un comitato di gestione di fondamentale importanza  dei porti di Fiumicino e Gaeta”.

La discussione si è principalmente incentrata sugli argomenti relativi alla modifica dell’aliquota della tassa, sovratassa e tassa di ancoraggio e del Bilancio di Previsione 2019.

“È stato necessario che le proposte di revisione delle aliquote di tassa, sovrattassa e tassa di ancoraggio  – spiega il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale – fossero illustrate nel loro insieme, al fine di poter meglio comparare il nuovo con il precedente carico tributario sulle merci sbarcate e imbarcate nei porti locali. Tale manovra nasce da una duplice necessità: quella di assicurare maggiore certezza giuridica alle entrate tributarie  (attraverso la sostituzione dei precedenti decreti oggetto di impugnative) e per ridurre il carico tributario tenuto conto del fabbisogno finanziario legato sia all’esigenza di una maggiore competitività dei porti, sia alla realizzazione di infrastrutture portuali ”.

Con i due nuovi decreti approvati viene a determinarsi, in particolare sul porto di Civitavecchia,  una riduzione del carico tributario di circa il 20% rispetto al precedente regime. Il Bilancio ha evidenziato un avanzo finanziario di parte corrente di oltre 6 milioni di euro destinati ad investimenti per la realizzazione di opere infrastrutturali nonché un avanzo di amministrazione presunto di oltre 13 milioni di euro oltre un avanzo di cassa presunto di circa 32 milioni di euro. Tale risultato è stato possibile grazie  ad un attenta e parsimoniosa gestione di questi due ultimi anni che ha permesso di accantonare le somme necessarie per far fronte ai numerosi ed onerosi contenziosi ereditati, assicurando al contempo gli equilibri di bilancio e senza pregiudicare i piani di sviluppo e di investimento.

“Il Comitato ha votato – continua di Majo – ad unanimità la revisione del POT 2018 -2020 che permetterà al nostro Ente di dar seguito a tutte le iniziative messe in campo per lo sviluppo dei porti del Network e di portare a termine la gran parte delle opere previste nei piani regolatori portuali di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, così da assicurare al network laziale il tanto atteso “salto di qualità”  nel panorama dello shipping mondiale. Tra le iniziative per Civitavecchia è previsto il completamento delle opere relative alle darsene servizi e traghetti (di cui a breve verrà pubblicato il bando di gara per i lavori cofinanziati dalla BEI). A Fiumicino, il progetto comprenderà la costruzione della nuova darsena pescherecci  che sarà parte del futuro porto commerciale. Per Gaeta è stato ribadito il rilancio del settore della cantieristica navale attraverso nuove risorse e il completamento degli interventi di riqualificazione del waterfront e del porto commerciale ”.

  Nell’ambito del POT è stata data anche ampia rilevanza alle ZLS (Zone logistiche Semplificate) che comprenderanno zone portuali e retroportuali dei tre porti del network laziale in vista del prossimo avvio dell’iter amministrativo da parte della Regione Lazio.

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Crc a caccia del bis

Si comincia a entrare nel vivo della stagione agonistica. Il Crc dopo il positivo esordio affronta la seconda giornata di serie B e la prima trasferta del campionato, alle 15.30 sul campo del Livorno. 
Come ormai di consueto la rubrica “A tu x tu con il Crc”, stavolta il protagonista è Emanuele Diottasi, giocatore, allenatore, responsabile sviluppo rugby club, commissione rugby regione Lazio.
Diottasi, lei è un uomo di rugby a tutto tondo. Ci racconta come e quando ha cominciato a giocare?
«Ho iniziato tanto tempo fa, a sei anni. Passando per le giovani del Crc sono arrivato poi a partecipare alla sere B, aggregandomi alla prima squadra. Un lungo percorso».
È vero, data la tua somiglianza con suo fratello Enrico, che sia a scuola che nello sport vi scambiavate i compiti tanto nessuno se ne accorgeva?
«Si, è vero. Ci siamo scambiati tante volte. Io andavo nella scuola sua, lui nella mia…No, non è vero. Ma nel rugby è più forte lui, però ha smesso quindi ora il migliore sono io. Al di là dell’aspetto sportivo, mi sono dedicato molto all’attività di allenatore. Ho fatto dei bandi con la Federazione riguardanti progetti sociali, come quello legato al carcere. Continuo ad essere un atleta, ma mi occupo anche di progetti di sviluppo dello sport e della realtà sociale».
Che cos’è il rugby per lei, come lo definirebbe?
«Per me il rugby è uno stile di vita, mi ha insegnato tanto. Il rispetto innanzitutto. Riempie a pieno le mie giornate».
Come vede il settore giovanile del Crc nel futuro prossimo. I giovani talenti crescono?
«Stiamo lavorando molto bene come promozione sul territorio, a Civitavecchia e a Santa Marinella. I risultati si stanno vedendo, abbiamo tanti bambini under 6, under 8 e under 10, c’è un vivaio florido come non lo era da anni. Avere un settore giovanile importante è l’obiettivo principale della società».
Lei è anche responsabile sviluppo rugby del club e fa parte della commissione regionale Lazio. In questo senso cosa bolle in pentola?
«Sì, è nata una commissione per capire come si può sviluppare al meglio il rugby nella nostra regione. Un qualcosa che è utile perché da li si passa ai club, i quali a loro volta ne traggono beneficio. E’ conseguenza l’arricchimento per la nostra realtà».
Infine la domanda di rito. Dove può arrivare il Crc in questa stagione?
«Come atleta ti dico che possiamo fare bene, ma dipende sempre dalle persone. Abbiamo le carte in regola per fare un’ottima stagione. Ci sono giocatori che lavorano e compagni che si sacrificano per ottenere i risultati. Mi aspetto il meglio, vedremo quello che accadrà. Da responsabile sviluppo club, stiamo percorrendo la strada giusta. Bisogna lavorare duro e avere obiettivi molto chiari: fare crescere i bambini a livello tecnico e umano, insegnare loro il rispetto per gli altri e credere in se stessi. Sulle progettualità la strada è dura, ma se si lavora in un certo modo i traguardi possono essere centrati. Faremo il salto di qualità soltanto se ci sarà aiuto di tutti».

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