Sarà un Pyrgi autoctono, parola di coach Catinari 

A meno di un mese dalla sirena d’avvio stagionale del campionato di serie D girone A laziale, la prima squadra del Pyrgi Basket, tra allenamenti mirati e la speranza che la crescita del proprio vivaio porti dei frutti a breve, getta le basi per l’esordio del 14 ottobre. 
Di tutto questo e quant’altro ne parliamo con coach Catinari, che sarà alla guida, coadiuvato da Andrea Ciprigno, dei gladiatori del Pyrgi.
Le parole del presidente Andrea Pierosara nella presentazione alla stagione erano state categoriche: «vivaio e giovanili al centro del progetto della prima squadra». Non un passo indietro, così è.
Tre domande a coach Enrico Catinari per entrare dal vivo nella stagione.
Che squadra sarà quella che affronterà il prossimo campionato di Serie D laziale? Quali saranno i limiti e le prospettive?
«È una squadra giovane e composta da atleti provenienti dal nostro settore giovanile. Giocatori che negli anni precedenti hanno giocato ed esordito, per alcuni di loro,  già in prima squadra nel campionato C Silver. Un lavoro certosino di noi come staff e loro come atleti per essere pronti e dinamicamente reattivi a questo balzo tra i grandi. I limiti è nell’inesperienza ad un campionato del genere, anche se è pur vero che l’esordio vero lo hanno fatto nella passata stagione, ma c’è da lavorarci ancora molto per fargli avere uno standard di gioco medio-alto per tutta la manifestazione. Puntiamo su di loro per avere una continuità dal serbatoio delle giovanili alla prima squadra, senza dover più ricorrere a fattori esterni».
Un campionato regionale di che livello e quanto inciderà  la valorizzazione del settore giovanile?
«La Serie D è si un campionato regionale ma allo stesso tempo di buon livello. Mentre in serie C l’equilibrio è più instabile, ci sono due(tre formazioni a dettare leggi e le altre a rincorrerle, qui in serie D è più limata la differenza generando un campionato più combattuto. Non inferiore come qualità ma con la differenza che sono cinque o sei per ogni girone a contendersi la vittoria finale. Cercheremo inoltre di aggregare altri giocatori che provengono dall’ Under 16 e 18, per farli dapprima allenare e poi convocarli per le gare. Il mio obiettivo come coach è di valorizzare i tanti giovani che abbiamo». 
A che punto è la preparazione? Ci sono delle defezioni?
«Siamo giunti alla terza settimana di preparazione. Allenamenti mirati per forza e continuità nella stagione, con quell’intensità necessaria per non avere problemi di tenuta già dalla prima gara del 14 ottobre. Al momento, purtroppo, non posso contare su tutto il team roster, a causa di alcuni infortuni, che tengono lontano dal campo tre giocatori. Zizi ancora due tre settimane di stop, Cimò ne avrà almeno per tre settimane e Gonzales due, mentre Mangiola e Nanu sono da poco rientrati  E’ un peccato perchè al momento non siamo tutti sullo stesso piano atletico, ma speriamo che lo si paghi ora questo handicap e non nel corso della stagione».
Amichevoli in programma?
«La prima amichevole ci sarà mercoledi 26, orario d’inizio fissato per le ore 20.30, quando faremo visita al Maccarese. Squadra anche essa che militerà in serie D, ma che non incontreremo direttamente essendo stata inserita nel girone B. Un’altra ci sarà i primi di Ottobre e probabilmente sarà con la Promozione del Ladispoli». 
La rosa del Pyrgi Basket per il campionato di Serie D sarà cosi composta: Nanu Pietro -Play, Mangiola Gabriele -Guardia, Di Giovanni Simone -Play, Gonzales Alessandro -Guardia, Antista Federico -Guardia, Lotto Leonardo -Guardia, Zizi Alessio -Guardia, Cappelletti David -Ala Grande/centro, Kulovic Adi – Ala Grande, Galli Pierclaudio -Ala Grande, D’Emilio Matteo -Ala, Cimò Filippo -Ala, La Rocca Gianmarco -Centro, Sileoni Matteo Guardia, Biritognolo Lorenzo -Play, Feligioni Flavio -Play-Guardia, Alderuccio Davide -Guardia, Galli Adriano -Ala.
Staff: coach responsabile Catinari Enrico, all’allenatore in seconda Andrea Ciprigno, dirigenti Celestini Daniele e Nardone Marco.

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Vaccini, migliora la situazione a Ladispoli

LADISPOLI – Vaccinazioni obbligatorie o non obbligatorie. Questo il dilemma che sta gettando qualche ombra sul nuovo anno scolastico. Soprattutto in coloro i quali si sono mostrati contrari all'obbligatorietà della vaccinazione dei bambini per l'accesso a scuola. Già lo scorso anno, intorno alla vicenda, anche a Ladispoli, si era tenuto un dibattito piuttosto acceso, con la popolazione del territorio che, sebbene abbia deciso di vaccinarsi, non ha raggiunto i livelli di Civitavecchia, dove le vaccinazioni si attestano intorno al 98%. Già lo scorso anno, con l'introduzione delle vaccinazioni obbligatorie a scuola, durante una conferenza stampa in cui la Asl Rm4 annunciava l'avvio di tavoli itineranti sull'argomento, su tutto il territorio di competenza, era emerso infatti come Ladispoli fosse una delle città dove la percentuale di vaccinazioni eseguite era scesa di 7 punti percentuale rispetto a 4-5 anni prima. Situazione che lo scorso anno, nelle coperture a 24 mesi, è però migliorata di 2, 5 punti percentuale rispetto all'anno precedente, per quanto riguarda l'esavalente, sebbene ancora lontana dal 95% e soprattutto dal 98% a cui si attesta invece Civitavecchia. Aumentati anche i vaccini per parotite, rosolia e morbillo. Sebbene infatti la situazione di partenza attestava una vaccinazione di 10 punti percentuale inferiore rispetto allo standard, la situazione è nettamente migliorata. Una chiara inversione di tendenza, insomma, come tenuto a sottolineare dal direttore del servizio vaccinazioni della Asl Roma4, il dottor Stefano Sgricia, anche se al momento è ancora presto per sapere se si tratti di una vera e propria inversione di rotta oppure no. Una cosa appare certa: «I risultati dell'anno in corso – ha detto il dottor Sgricia – sembrano promettenti, ma siamo ancora nella fase del “work in progress” essendoci ancora 4 mesi di lavoro da portare avanti». Per il dottor Sgricia, infatti, «il parlare di vaccini e gli autorevoli pareri scientifici espressi dalle Autorità nazionali e internazionali, oltre che quelli degli esperti più accreditati, evidentemente ha favorito una miglior comprensione dell'importanza delle vaccinazioni». Ora, però, bisognerà capire bene in che direzione intende muoversi il Governo. Nel giro di pochi giorni, infatti, la situazione riguardante i vaccini sembra essere cambiata diverse volte rispetto all'orientamento politico iniziale. Nel Governo Lega-Movimento 5 Stelle, a proposito di vaccini, i due partiti si erano assunti l'impegno di “tutelare i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale”. Porte delle scuole, dunque aperte, ai figli dei no vax, contrariamente invece a quanto stabilito dal decreto Lorenzin. E proprio nei giorni scorsi a tal proposito si era avuto un dietrofront da parte di due esponenti pentastellati che avevano presentato un emendamento che avrebbe cancellato un comma del decreto Milleproroghe che andava a cancellare l'obbligatorietà dei vaccini. Decisione che avrebbe irritato la partner di governo, la Lega e che ha generato un nuovo dietrofront con un nuovo emendamento che proroga per tutto l'anno scolastico le autocertificazioni e fissa al 10 marzo 2019 il termine ultimo per presentare i documenti della Asl. Porte dunque di nuovo aperte ai bambini che ancora non hanno effettuato le vaccinazioni dovute. «Dal punto di vista normativo – ha commentato il dottor Sgricia – la situazione è ancora fluida e non è possibile, per ora, dare indicazioni su come si evolverà la componente burocratico/amministrativa della querelle». Dal canto suo la Asl guarda ovviamente al dato sanitario che fa ben sperare e sul quale si dice  «ottimista», anche per quanto riguarda Ladispoli. 
 

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Chiara Bordi, la tarquiniese con la gamba amputata, finalista a Miss Italia

TARQUINIA – Chiara Bordi vola a Milano. La tarquiniese appena diciottenne è tra le trenta finaliste dell’edizione 2018 di Miss Italia. Con la fascia di Miss Etruria, ottenuta alle selezioni della scorsa settimana a Montalto di Castro, Chiara Bordi ha superato ieri, a Jesolo, le selezioni della commissione tecnica che le consentono il 16 e 17 settembre di prendere parte alle serate finali del concorso che si terranno Milano e saranno trasmesse in televisione su La7.

Capelli e occhi scuri, sorriso smagliante e misure da modella per un metro e 75 di altezza, Chiara Bordi va in canoa, fa windsurf, si arrampica sui muri di roccia, si dedica all’attività di sub e corre sui rollerblade. Studentessa al secondo anno di liceo classico, sulle passerelle di Miss Italia sfila con una protesi alla gamba sinistra.  Il 5 luglio di cinque anni fa, quando aveva appena tredici anni , ha subito un’amputazione fino a sotto il ginocchio, in conseguenza di un incidente stradale in motorino costatole un lungo ricovero al Gemelli a Roma e tre interventi per amputare la gamba.

Dopo un periodo di scoramento, Chiara peró ha deciso di reagire, ricominciando a vivere ancora più intensamente di prima, grazie anche al fondamentale sostegno di mamma Emanuela e papà Sebastiano e della sorella Francesca che la segue e la sostiene in ogni percorso. Al concorso di Miss Italia Chiara si è presentata bussando alla porta di Patrizia Mirigliani in pantaloncini e t shirt. La patronne della gara l’ha accolta subito con entusiasmo: «Questa ragazza è il simbolo della speranza è della rinascita. La nostra è una bellezza senza confini – ha detto Patrizia Mirigliani ai media – e la disabilità in questo caso è sinonimo di una femminilità ferita e riscattata. Chiara è il simbolo della forza di chi ama la vita e vuol rinascere dopo un periodo drammatico».

La ragazza sfila dall’età 15 anni, ma sulle passerelle di Miss Italia vuole portare il suo “messaggio di resilienza”, come già cerca di fare negli incontri con i ragazzi delle scuole, portando avanti il progetto SuperAbile insieme a Lorenzo Costantini, un giovane di 26 anni senza un arto inferiore per un incidente sul lavoro. L’aspirante miss ha scelto di raccontare il coraggio agli studenti  per dare un preciso messaggio ai giovani che è quello di difendere sempre la vita, “concedendole sempre un’opportunità”. “Nei primi mesi non riuscivo nemmeno a guardarmi allo specchio – racconta Chiara – non è facile avere quasi paura di una parte del proprio corpo». 

“Ho odiato la vita,- racconta Chiara sui social ricordando il giorno dell’incidente – ho maledetto il destino,quella sera,quel momento,ho sperato di tornare indietro o partire anche solo un secondo dopo,ho chiesto a Dio o chissà cos'altro perché fosse successo proprio a me,mi sono fatta centinaia di domande riguardo al futuro,ho visto il mio corpo quasi distrutto e preferivo voltare lo sguardo altrove piuttosto che guardarmi le gambe.Ho dovuto guardare sfumarsi nella mia testa i sogni e le certezze che avevo,ho visto persone soffrire per me e ho sofferto per loro,ho provato sensi di colpa e quasi il desiderio di morire…poi ho desiderato con tutta me stessa di tornare ad una vita normale,sono rinata ed insieme a me sono rinati tutti i sogni,le aspettative e la voglia di vivere,ho rivisto le mie gambe camminare,stavolta con una protesi ma a mio parere molto più belle di prima,ho visto le cicatrici chiudersi e il mio corpo si è arricchito di segni,pieni di ricordi e di orgoglio.Mi sono riempita di forza e ho affrontato la vita col mio nuovo corpo,e soprattutto con la mia nuova testa.Ho fatto scalate,ho preso il brevetto da sub,ho provato sport che prima neanche immaginavo,sfilo e faccio servizi fotografici in tutta Italia e a Londra,racconto la mia storia nelle scuole con SuperAbile,e vedo ogni volta centinaia di faccette incuriosite e interessate a quello che dico.Ma la cosa che mi rende più orgogliosa di me stessa è guardare come sono arrivata in quell'ospedale la notte del 5/07/2013,e confrontarla con la me del 5/07/2018,di nuovo in piedi e che guardo queste foto ora che quel tunnel che mi sembrava così infinito è ormai un capitolo chiuso nel migliore dei modi.Non nascondo che c'è un velo di tristezza in questo giorno,perché ricorda tante cose e i ricordi a volte sono così forti che sembra di rivivere certi momenti,ma è il giorno della mia rinascita, dell'inizio di una seconda vita.Ora,a distanza di 5 anni,mi rendo conto  che quel giorno mi ha aperto migliaia di strade,una più bella dell'altra.Certo ci sono difficoltà che altri non hanno,che a volte mi fanno salire il sangue al cervello.Ci vuole una buona dose di forza di volontà per affrontare la vita di tutti i giorni,ma,in fin dei conti,a me le sfide sono sempre piaciute”.

Non è la prima volta che sotto i riflettori di Miss Italia finiscono bellezze del territorio. La biondissima metalmeccanica Tamara Bendotti superó le selezioni approdando fino alla finale, tra l’esultanza dei tarquiniesi che nonostante la mancata fascia finale la accolsero in città come una regina. Tre anni fa invece toccó a Montalto di Castro che esultó dopo aver visto incoronata Miss Italia la statuaria Alice Sabatini. Stavolta però Tarquinia e il comprensorio hanno un motivo ancora più forte per tifare la bellezza di Chiara, una bellezza a 360 gradi che emana forza e speranza e che viene da dentro.

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Vecchia: pronti, partenza, via

di MATTEO CECCACCI

L’attesa è finita, il  countdown è terminato, nel pomeriggio di domani il calcio locale riapre i battenti con l’inizio della nuova stagione di Eccellenza. Il campionato 2018-2019, il 28esimo della storia a girone unico, si presenta per l’ennesima volta come uno dei più equilibrati degli ultimi anni, con almeno cinque, sei squadre abbastanza attrezzate per dare del filo da torcere alle quotate Cynthia e Unipomezia.
Il Civitavecchia Calcio 1920 di patron Stefano Biondi, che venerdì si è presentato dinanzi ai propri tifosi in una piazza Fratti affollatissima, calcherà alle 16 il terreno di gioco del Fattori per affrontare il neopromosso Ronciglione United nel match valevole per la 1^ giornata di campionato. Sarà una partita tutta da vivere e gustarsi dal vivo, perché da una parte ci sono i nerazzurri di Andrea Rocchetti che vogliono iniziare nel migliore dei modi l’esordio casalingo, dopo aver svolto una preparazione piuttosto faticosa, causa il costante pendolarismo ad Allumiere, ma che ha portato ben tre vittorie su cinque amichevoli disputate. Spiccano, infatti, gli ottimi risultati con la Csl (1-0), il tris al Fiumicino e la doppietta al Canale Monterano: tutte formazioni di categoria inferiore, ma che hanno messo alla prova le doti dei più piccoli e l’esperienza degli esperti. Dall’altra ci sono i viterbesi del Ronciglione United di Alessandro Oroni, che dopo l’addio del dg Casarola proprio alla vigilia del match potrebbero essere un po’ giù di morale, ma la rosa è ben costruita e metterà in difficoltà i nerazzurri dandogli filo da torcere. La Vecchia sicuramente non si farà trovare impreparata davanti al suo pubblico, i tirrenici non possono sbagliare, in particolar modo i tanti calciatori under che il tecnico conosce molto bene avendo militato per una vita all’interno della cantera nerazzurra e la fiducia a loro nel corso della stagione sarà notevole. I fuoriquota da disporre in campo saranno quattro: un ‘97, ‘98, ‘99 e ‘00. Il 4-3-3, dunque, è pronto a regalare emozioni forti, l’inno ad essere cantato e il Civitavecchia ad essere supportato. A commentare il pre gara è il tecnico Rocchetti: «Siamo carichissimi, un plauso ai miei ragazzi per l’ottima preparazione svolta». A fargli eco Capitan Boriello: «Sarà una stagione di transizione». I convocati sono venti. A dirigere l’incontro l’arbitro Michele Sgro di Albano Laziale coadiuvato da Leonardi di Ostia Lido e Corsini di Roma1.

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Europei: Russo e Lodadio portano l’Italia in finale

È tutto vero, i due ginnasti dell’As Gin Marco Lodadio e Andrea Russo hanno ottenuto inaspettatamente l’accesso alle finali della gara a squadre agli Europei di Glasgow in Scozia. I campioni nostrani insieme a Tommaso De Vecchis e Marco Sarrugerio oggi alle 14 ora italiana disputeranno l’ultimo atto, dopo aver affrontato un percorso non poco facile che stava portando gli atleti addirittura fuori dai giochi. Ad andare forte ottenendo risultati strepitosi nei quattro attrezzi è stato Andrea Russo: 14.200 agli anelli, 13.400 alle maniglie, 13.133 alla sbarra e 12.900 al cavallo con maniglie. Tutto il contrario, invece, la prova di Marco Lodadio che ha deluso nel suo attrezzo di punta: gli anelli. Il ginnasta ha fatto 14.366, che non gli ha consentito il pass alla finale di specialità. 
«Non sono riuscito – spiega il campione dell’As Gin Marco Lodadio – ad entrare in finale agli anelli perché i giudici non mi hanno riconosciuto un elemento, quindi il mio punteggio di partenza era inferiore rispetto al solito. Non sono d’accordo con la decisione della giuria, ma l’accetto lo stesso».
L’importante, dunque, è che i pupilli di Pierluigi Miranda sono approdati in finale. Ora non resta che sperare in un buon risultato della Nazionale italiana in modo tale da portare ancora una volta in alto il nome di Civitavecchia grazie a Marco Lodadio e Andrea Russo.

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Ecco Matteo Di Grisostomo

Inarrestabile la Stemar 90 di coach Lorenzo Cecchini, che nelle ultime ore si è aggiudicata il cestista Matteo Di Grisostomo. Ventidue anni, play guardia, è l’ultimo tassello che va a comporre la la rosa civitavecchiese per la stagione 2018-2019. Proviene dal Bracciano dove ha giocato le ultime tre stagioni in serie C Silver, chiudendo l’ultima annata con una media di 19 punti a partita e dove nel 2014-2015 aveva ottenuto la promozione dalla serie D. Ha giocato le giovanili con la Virtus Roma, con la quale è riuscito anche a bagnare l’esordio in A1 nella stagione 2014-2015.
«Sono onorato – commenta il nuovo innesto Matteo Di Grisostomo – di poter indossare la maglia della Stemar 90 il prossimo anno, ringrazio per questo il presidente Rizzitiello, il ds Campogiani e il coach Cecchini per l’interessamento. Alla chiamata non ho esitato, conosco bene l’ambiente e sono sicuro che mi aiuterà nella mia crescita professionale. Entro a far parte di un gruppo giovane, in parte già assemblato, ma insieme ai nuovi innesti proverò ad ambientarmi il più velocemente possibile dando il massimo per ripagare la fiducia della società».
«Di Grisostomo – spiega coach Lorenzo Cecchini – ci dà quel brio e imprevedibilità che a volte ci è mancata nella passata stagione per uscire dai momenti di difficoltà. È un ragazzo che ha fatto bene nella categoria inferiore e ha gran voglia e disponibilità di mettersi in mostra al nostro livello».
«Adesso – conclude il ds Maurizio Campogiani – abbiamo la rosa al completo secondo quelle che erano le richieste del tecnico. Abbiamo fatto sacrifici importanti per allestire un roster di prim’ordine e come già detto, l’obiettivo deve essere solo ed unicamente quello di puntare al massimo e di restare al vertice della categoria, confermando e migliorando il risultato della passata stagione».

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COMUNE DI NOCERA INFERIORE – CONCORSO (scad. 23 agosto 2018)

Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di dieci
posti di agente di polizia locale, categoria C1, a tempo
determinato per la durata di sei mesi.
(18E07066)

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Ladispoli, per Matteo Caleffi 5 salvataggi in un giorno solo

LADISPOLI – Cinque salvataggi in un solo giorno per l'assistente bagnante della torretta n.20 di Marina di San Nicola, Matteo Caleffi. Grazie ai suoi interventi, nella giornata di sabato, Matteo ha tratto in salvo ben quattro persone. I primi a trovarsi in difficoltà, poco prima di pranzo, sono stati pradre e figlio finiti in una buca e finiti in difficoltà, riportati a riva da Matteo. L'aumento delle onde e della corrente, hanno messo in difficoltà nel tardo pomeriggio, altri due bagnanti, una ragazza e un ragazzo, tratti in salvo sempre da Matteo. L'assistente bagnanti ha detto "con grande umiltà di non volere elogi – hanno scritto da Assobalneari Ladispoli – San Nicola – per l'espletamento di quello che è il suo lavoro assieme alla compatta e affiata squadra degli operatori che, giorno dopo giorno, stanno presidiando le 28 postazioni del Piano Collettivo di Salvamento". 

Dall'attivazione del piano sono 60 i soccorsi refertati, dei quali 15 hanno visto gli assistenti bagnanti impegnati nel soccorso acquatico di 25 persone in difficoltà natatoria e a rischio di un possibile annegamento. "Gran parte di questi interventi – hanno proseguito da Assobalneari – sono avvenuti sugli arenili non in concessione, dimostrando l'importanza della presenza delle torrette sulle spiagge libere. Altrettanti interventi sono avvenuti vicino alle scogliere dove le correnti creano delle buche dove, i bambini in special modo, rimangono in balia della corrente senza riuscire a rientrare in zona sicura. Soprattutto negli interventi con pericolanti multipli si è dimostrato molto efficace il ponte radio tra tutte le postazioni. Questo link in tempo reale permette al primo life guard che interviene di essere supportato immediatamente dai colleghi delle postazioni limitrofe, nonché delle basi di coordinamento che rimangono informate in tempo reale dalle postazioni rimaste di vedetta". 

Durante queste settimane di attivazione del Piano Collettivo di Salvamento, inoltre, sono stati "ben 22 gli interventi per piccole e medie cure di primo soccorso". Non sono mancati gli interventi verso persone (soprattutto bambini dai 2 ai 10 anni) che si sono allontanati dalle famiglie. "Infatti – proseguono da Assobalneari – oltre all'importanza del ritrovamento delle persone disperse, è fondamentale sottolineare come il sistema di coordinamento radio tra le 26 torrette, le 2 basi operative e le forze dell'ordine permette di avere un tempo medio di ricongiungimento familiare inferiore ai 2 minuti, in molti casi inferiore ai 40 secondi".

"Davanti a tale gioco di squadra e senso del dovere, l'Assobalneari Ladispoli & S.Nicola, la Rete Ribomar e le partnership del progetto, Subsystem Sea, Noah e il Consorzio di S.Nicola tornano ancora a ringraziare tutta la squadra dei Lifeguards che stanno offrendo alla nostra città un servizio di eccellenza su scala nazionale".

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Ospedale Tarquinia, la Asl: ''Il reparto non è stato chiuso, c’è stato solo l’accorpamento della degenza breve''

TARQUINIA – In merito alla chiusura del reparto di Chirurgia dell’ospedale di Tarquinia, interviene il direttore sanitario Antonio Pellicciotti. 
«Al fine di rassicurare la popolazione e gli amministratori locali, è doveroso precisare che il reparto di chirurgia dell’ospedale di Tarquinia non è stato chiuso e che tutti i livelli essenziali di assistenza vengono normalmente garantiti con l’attività chirurgica che prosegue ad essere operativa, sia in regime ordinario che in urgenza».
«Il provvedimento  – prosegue Pellicciotti – è stato preso, a partire dallo scorso 15 di luglio, riguarda esclusivamente l’accorpamento delle attività non urgenti e programmabili della degenza breve, week surgery, con il reparto di chirurgia generale, sulla scorta di quanto avviene ormai da anni, in corrispondenza con il calo fisiologico delle attività, collegate a una minore richiesta di accesso ai servizi che tradizionalmente avviene nei mesi estivi, e utilizzando questo dato oggettivo al fine di garantire le ferie a tutto il personale impegnato nell’area chirurgica dell’ospedale tarquiniese»
«Tuttavia, – conclude il direttore sanitario – l’accorpamento avrà una durata inferiore rispetto agli scorsi anni, avendo l’Azienda già programmato la riapertura della week surgery, già a partire dai primi giorni del mese di agosto. Inoltre, in controtendenza con l’attività chirurgica, proprio nella stagione estiva a Tarquinia si registra un incremento dei livelli di accesso del Pronto soccorso. E, proprio per questa ragione, a partire da oggi, venerdì 20 di luglio, è stata assegnata una unità infermieristica aggiuntiva alla struttura. Per quanto riguarda, infine, i programmi aziendali di potenziamento e di miglioramento della qualità del servizio erogato, occorre mettere in evidenza che gli uffici preposti della Asl di Viterbo stanno predisponendo in queste settimane i progetti esecutivi, già finanziati dalla Regione Lazio, finalizzati alla realizzazione delle nuove sale operatorie, del nuovo Pronto soccorso e dei progetti di messa in sicurezza statica, impiantistica e antincendio dell’edificio». «Tutto ciò a testimonianza della centralità, nella strategia aziendale, dell’ospedale di Tarquinia all’interno della rete ospedaliera provinciale».

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