Nei Dem scoppia la pace elettorale

CIVITAVECCHIA – Il centrosinistra prova a rinsaldare le fila. 
Nonostante le lacerazioni interne al Pd emerse nel corso dell’ultimo congresso, proprio i dem tentano un’alleanza in grado di riprendersi il Pincio dopo la parentesi Tidei.
Sabato scorso le diverse componenti si sono ritrovate nella sede di Campo dell’Oro. Grande assente della serata è stato Enrico Leopardo. L’ex segretario, in rottura da tempo con il segretario Ferri, non ha partecipato all’importante riunione mandando un chiaro messaggio ai suoi compagni di partito.
Tutte presenti invece le componenti Carluccio, Barbaranelli e Tidei. Presente anche il consigliere comunale Mirko Mecozzi e l’ex consigliere comunale della giunta Tidei ed oggi zingarettiano doc Stefano Giannini. 

E proprio da Giannini, un tempo rottamatore e oggi vicinissimo all’ex vicesindaco Luciani che sono arrivati messaggi di distensione: «È il momento dei passi indietro dei singoli per una decisa corsa in avanti della collettività; è il momento di costruire un progetto che sia prioritario rispetto alla scelta di chi potrà rappresentarlo e che vada oltre gli schemi del passato per una proposta programmatica seria, credibile e di ampio respiro, che conservi l’esperienza degli anni trascorsi messa tuttavia al servizio delle nuove idee, declinate per i problemi dei nostri tempi».
Durante la riunione di sabato si è arrivati ad una volontà comune di ricucire con i partiti della coalizione. Per questa ragione si è deciso di procedere alla nomina di una commissione in grado di sondare il terreno degli altri partiti. Si parte da Onda Popolare capitanata da Enrico Luciani, fino a Potere al Popolo, passando per Rifondazione Comunista e le liste civiche.

Pensiero comune delle diverse componenti è stato quello di lavorare sul programma, per poi vedere successivamente il nome del candidato sindaco. Ma è proprio sul nome del candidato sindaco che potrebbe riemergere una spaccatura. Tutte le componenti ed i diversi partiti del centrosinistra ritengono infatti di avere la forza per imporre il proprio candidato. Unica soluzione potrebbero quindi essere le primarie di coalizione.

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Sarà un Pyrgi autoctono, parola di coach Catinari 

A meno di un mese dalla sirena d’avvio stagionale del campionato di serie D girone A laziale, la prima squadra del Pyrgi Basket, tra allenamenti mirati e la speranza che la crescita del proprio vivaio porti dei frutti a breve, getta le basi per l’esordio del 14 ottobre. 
Di tutto questo e quant’altro ne parliamo con coach Catinari, che sarà alla guida, coadiuvato da Andrea Ciprigno, dei gladiatori del Pyrgi.
Le parole del presidente Andrea Pierosara nella presentazione alla stagione erano state categoriche: «vivaio e giovanili al centro del progetto della prima squadra». Non un passo indietro, così è.
Tre domande a coach Enrico Catinari per entrare dal vivo nella stagione.
Che squadra sarà quella che affronterà il prossimo campionato di Serie D laziale? Quali saranno i limiti e le prospettive?
«È una squadra giovane e composta da atleti provenienti dal nostro settore giovanile. Giocatori che negli anni precedenti hanno giocato ed esordito, per alcuni di loro,  già in prima squadra nel campionato C Silver. Un lavoro certosino di noi come staff e loro come atleti per essere pronti e dinamicamente reattivi a questo balzo tra i grandi. I limiti è nell’inesperienza ad un campionato del genere, anche se è pur vero che l’esordio vero lo hanno fatto nella passata stagione, ma c’è da lavorarci ancora molto per fargli avere uno standard di gioco medio-alto per tutta la manifestazione. Puntiamo su di loro per avere una continuità dal serbatoio delle giovanili alla prima squadra, senza dover più ricorrere a fattori esterni».
Un campionato regionale di che livello e quanto inciderà  la valorizzazione del settore giovanile?
«La Serie D è si un campionato regionale ma allo stesso tempo di buon livello. Mentre in serie C l’equilibrio è più instabile, ci sono due(tre formazioni a dettare leggi e le altre a rincorrerle, qui in serie D è più limata la differenza generando un campionato più combattuto. Non inferiore come qualità ma con la differenza che sono cinque o sei per ogni girone a contendersi la vittoria finale. Cercheremo inoltre di aggregare altri giocatori che provengono dall’ Under 16 e 18, per farli dapprima allenare e poi convocarli per le gare. Il mio obiettivo come coach è di valorizzare i tanti giovani che abbiamo». 
A che punto è la preparazione? Ci sono delle defezioni?
«Siamo giunti alla terza settimana di preparazione. Allenamenti mirati per forza e continuità nella stagione, con quell’intensità necessaria per non avere problemi di tenuta già dalla prima gara del 14 ottobre. Al momento, purtroppo, non posso contare su tutto il team roster, a causa di alcuni infortuni, che tengono lontano dal campo tre giocatori. Zizi ancora due tre settimane di stop, Cimò ne avrà almeno per tre settimane e Gonzales due, mentre Mangiola e Nanu sono da poco rientrati  E’ un peccato perchè al momento non siamo tutti sullo stesso piano atletico, ma speriamo che lo si paghi ora questo handicap e non nel corso della stagione».
Amichevoli in programma?
«La prima amichevole ci sarà mercoledi 26, orario d’inizio fissato per le ore 20.30, quando faremo visita al Maccarese. Squadra anche essa che militerà in serie D, ma che non incontreremo direttamente essendo stata inserita nel girone B. Un’altra ci sarà i primi di Ottobre e probabilmente sarà con la Promozione del Ladispoli». 
La rosa del Pyrgi Basket per il campionato di Serie D sarà cosi composta: Nanu Pietro -Play, Mangiola Gabriele -Guardia, Di Giovanni Simone -Play, Gonzales Alessandro -Guardia, Antista Federico -Guardia, Lotto Leonardo -Guardia, Zizi Alessio -Guardia, Cappelletti David -Ala Grande/centro, Kulovic Adi – Ala Grande, Galli Pierclaudio -Ala Grande, D’Emilio Matteo -Ala, Cimò Filippo -Ala, La Rocca Gianmarco -Centro, Sileoni Matteo Guardia, Biritognolo Lorenzo -Play, Feligioni Flavio -Play-Guardia, Alderuccio Davide -Guardia, Galli Adriano -Ala.
Staff: coach responsabile Catinari Enrico, all’allenatore in seconda Andrea Ciprigno, dirigenti Celestini Daniele e Nardone Marco.

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Tra gaffe e scelte frettolose, Toninelli è un caso anche nel M5S

Nessuno, all’interno della squadra di governo, arriva a pensare che al ministro dei Trasporti venga chiesto un passo indietro. Ma se ci fosse un rimpasto, il primo indiziato sarebbe lui

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«Marcia indietro di chi arrogantemente pretende di comandare invece di governare»

LADISPOLI – Non si ferma il braccio di ferro tra amministrazione comunale e dirigenza scolastica della Corrado Melone. Braccio di ferro che rischia di trascinarsi anche dopo l'ottenimento da parte dell'amministrazione dei certificati Asl necessari ad aprire le porte della nuova mensa scolastica. Proprio ieri dopo lo scontro verbale, anche abbastanza acceso, tra amministrazione e alcuni genitori, con il dirigente scolastico dalla parte proprio dei genitori, e il monito lanciato dal sindaco Grando di tenere la politica fuori dalla scuola, ora a intervenire rispedendo al mittente le accuse di "politicizzazione" è proprio il dirigente scolastico Riccardo Agresti. «Accuse – ha detto Agresti – che avrebbe potuto benissimo fare anche l'ex sindaco Crescenzo Paliotta quando portai sul tavolo della sua scrivania una decina di arance marce servite a mensa ai bambini». 

Ma non finisce qui, per Agresti, la riapertura delle porte del Polifunzionale all'ora di pranzo, è una vittoria. Una vittoria ottenuta proprio dopo la protesta di ieri: «Confermo che la protesta dei genitori ha obbligato alla marcia indietro chi arrogantemente pretende di comandare invece di governare», ha scritto sul suo profilo Facebook dettando gli orari dei tre turni mensa per le classi dell'istituto comprensivo. 

Intanto, già nella tarda serata di ieri è arrivata la solidarietà nei confronti del sindaco Alessandro Grando, da parte del coordinatore locale di Noi con Salvini, Luca Quintavalle: «Condanniamo con fermezza l'aggressione verbale subita dal sindaco Alessandro Grando, vittima non tanto dell'ira di alcuni genitori ma di una velocissima escalation su alcune problematiche che affliggono uno dei quattro circoli didattici di Ladispoli. Siamo da sempre favorevoli ad un sano e costruttivo confronto e crediamo che alla nostra Comunità non servano capipopolo: invitiamo tutti ad un passo indietro affinchè si torni a lavorare per migliorare il futuro dei nostri figli. La propaganda politica dovrebbe rimaner fuori da certi ambienti: la scuola è innegabilmente uno di questi».

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Mensa Corrado Melone, è scontro tra Sindaco e genitori

LADISPOLI – «Agresti li fomenta e loro reagiscono così, vergogna». Inizio anno scolastico turbolento per l'amministrazione comunale e l'istituto Corrado Melone. Nodo del contendere: i locali mensa. Nessuno delle due parti sembra voler fare un passo indietro, tanto che questa mattina la cerimonia di apertura dell'anno scolastico si è trasformata in una vera e propria “rissa verbale” che, solo per un “miracolo” non si è trasformata in una rissa vera e propria. Che la situazione era sfuggita di mano lo si era capito già durante l'incontro, trasformatosi in vero e proprio scontro, al Polifunzionale. Da una parte Grando che spiegava come i locali erano a norma; dall'altra parte i genitori che hanno messo in luce i problemi: dai quadri elettrici in bella vista e pericolosi, alla volumetria della stanza, fino ad arrivare all'assenza di vie di fuga in caso di pericolo. Diverbio così acceso che ha visto l'uscita di scena del Sindaco che, abbandonato il Polifunzionale e la scuola vi ha fatto ritorno solo successivamente, con tecnici Asl al seguito arrivati a valutare la struttura per dare il loro ok all'utilizzo dei locali. Ok che al momento non sembra essere ancora arrivato, tanto che nell'attesa il dirigente scolastico è tornato a ribadire che «fin quando non ci sarà un certificato da parte della Asl e dei vigili del fuoco, nessuno mangerà lì dentro». E tanto è bastato a “riaccendere” i genitori e con loro anche la discussione nei confronti del Sindaco che per la seconda volta, accerchiato da genitori inferociti, ha abbandonato la scuola, non prima però di puntare il dito contro il dirigente scolastico. Colpa sua se la mensa potrebbe risultare ad oggi troppo piccola per contenere tutti i bambini:«A giugno – ha tuonato Grando – avevamo detto al preside di bloccare le iscrizioni a scuola, ma non l'ha fatto». E ancora: «Agresti li fomenta e loro reagiscono così, vergogna». Le sue ultime parole prima di abbandonare l'istituto scolastico lasciando dei genitori inferociti pronti a dare battaglia all'amministrazione comunale. C'è chi sta valutando la possibilità di portare da casa il pasto da far consumare ai propri figli, con il dirigente scolastico che avrebbe acconsentito a questa possibilità. Dimostrazione che anche dalla parte dell'istituto scolastico non c'è assoluta intenzione di tornare indietro sui propri passi. Intanto, “graziati” anche dal tempo, i bambini hanno pranzato, come annunciato la settimana scorsa, in giardino e all'aria aperta. E non è da escludersi che ciò si possa verificare anche nei prossimi giorni.

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«Federico, mi fai pena»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Federico, mi fai pena, mi fai pena. Sono la mamma di Marco Vannini e mi stai facendo veramente pena». Così Marina Conte attacca Federico Ciontoli, figlio di Antonio Ciontoli e fratello di Martina (la fidanzata di Marco) nel corso della telefonata che la giornalista di Quarto Grado, Anna Boiardi ha effettuato al ragazzo e trasmessa nella puntata di venerdì scorso. «Ti voglio dire soltanto questo – continua mamma Marina – hai avuto più di tre anni per poter parlare con me e non l’hai mai fatto. Hai detto solo menzogne e continui a dire menzogne e ad arrampicarti sugli specchi. Che cosa mi hai detto quella sera al Pit? Mi hai detto semplicemente che a tuo padre mentre puliva la pistola gli è partito un colpo». Mamma Marina inizia così a riportare «il mare di menzogne» che gli sono state dette intercalando con «vi dovete vergognare». «Non siete venuti mai al cimitero a trovarlo, tua sorella si deve vergognare» insiste Marina.  «Mi dispiace veramente – risponde Federico – Ti ho detto quello che sapevo. Vediamoci, parliamone ma non con i giornalisti».  «Marina ti prego, ascoltami»  insiste Federico cercando di bloccare la foga di Marina che ricordava i fatti di quella tragica notte.  «La cosa che mi dà fastidio di più è che voi non avete mai usato una parola per mio figlio. E soprattutto, tu Federico, ti devi rendere conto che mio figlio si poteva salvare. E ce lo avrai per sempre sulla coscienza perché mio figlio si poteva salvare. Tu, tua madre, tua sorella e tuo padre non avete fatto niente per salvarlo», sbotta ancora mamma Marina.  
Un confronto acceso con mamma Marina che esplode e non lascia spazio alle risposte del ragazzo che cerca di giustificarsi dicendo: «Marina siamo stati schiacciati da qualcosa di grande». «Ti assicuro che io posso parlare con te – continua Federico – Probabilmente puoi capire cose che fino ad oggi non hai potuto capire. Voglio spiegare il motivo per il quale ho detto che c’è stata chiusura da parte vostra. Voglio solo spiegare che quello che è successo è stata qualcosa di grande per tutti». A quel punto Marina va su tutte le furie: «Di grande! Ma ti rendi conto quando parli di Marco cosa dici? Di grande per me e mio marito  Valerio».  
Federico sembra disponibile ad un incontro con Marina. «Ti spiegherò ogni minimo dettaglio, tutto quello che vorrai sapere. Marina, tutto quello che vorrai sapere» ripete più volte.  «Potrei avere l’opportunità di spiegarti qualcosa che ti fa capire che forse non è come pensi». «Probabilmente mancano dei tasselli per far si che quello che stiamo raccontando è reale”» Ma alla richiesta della giornalista di indicarne qualcuno, Federico si tira indietro: «Ci sarà il tempo per questo. Racconterò nei minimi dettagli alla madre di Marco, se manca qualcosa vi chiarirò anche a voi, ma non in questo momento», riferendosi alla possibilità di spiegare durante una trasmissione televisiva. 
La telefonata ha avuto seguito dopo che giorni fa Federico e Viola sono stati intercettati per strada dalla giornalista Chiara Ingrosso. I due hanno accusato la redazione di Quarto Grado di aver raccontato diverse menzogne e solo piccoli tasselli di verità. Da qui la telefonata della giornalista davanti alla mamma di Marco per chiedere spiegazioni sulle eventuali falsità che sono state dette nel programma.
L’avvocato Celestino Gnazi, legale di mamma Marina commenta così dopo la messa in onda del video:  «Mi ha stupito la loro arroganza. Se c’è uno che dice ‘’cavolate’’ è proprio questo ragazzo che forse è il regista di tutto. Nell’appello del pubblico ministero si elencano le ‘’cavolate’’ di Federico che addirittura induce, come un esperto regista, i familiari a mentire lo stesso giorno. Non pensano a Marco che è morto. Pensano a concertare una versione».  Massimo Picozzi: «In questa brevissima intervista raccolta e un po’ rubata non ho trovato nulla. Federico non ha detto assolutamente nulla, anzi ci ha anticipato che continuerà a non dire nulla. Nutro dei grossi dubbi che vorrà veramente incontrare la mamma di Marco e raccontare qualcosa». 
Grazia Longo: «Sono rimasta veramente esterrefatta dalla resistenza di questo ragazzo che ha continuato a dire il nulla. Ha continuato a dire parlano troppo, ci sono un mucchio di dettagli, la verità non è come la racconta Quarto Grado. E messo sotto pressione ma qual è la verità? Fornisci questi elementi, non è stato in grado di dire niente. Lo zero più assoluto. Veramente di una arroganza intellettuale e anche una cattiveria nei confronti di questa madre inaudita». 

 

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Andrea Pierosara: ''Non è un passo indietro, ma un momento di crescita''

«Non è un passo indietro la rinuncia alla serie C Silver, ma che sia da ora in avanti solo un ulteriore stimolo e un momento di crescita sportivo e societario. Perpetrato da qui in avanti solo con il nostro vivaio». Così il presidente del Pyrgi Santa Severa Andrea Pierosara. A due giorni dall’uscita dei calendari da parte della segreteria della Fip, che vedranno il Pyrgi Basket giocare il campionato di serie D, la massima carica Pierosara spiega i motivi della rinuncia, momentanea, alla C Silver. Un percorso meditato nel tempo e atto alla valorizzazione dei talenti che la società ha nel proprio settore giovanile. Una categoria che dopo cinque anni viene abbandonata, ma solamente per ritornarci più agguerriti che mai.
«Quello che posso dire con orgoglio – dichiara il Presidente Andrea Pierosara – è che la C Silver non è stata la punta di diamante isolata del Pyrgi Basket. Abbiamo in questi anni pianificato, ampliato, strutturato e fatto crescere tutto il minibasket nelle sedi di Civitavecchia e S. Marinella, oltre ad un settore giovanile che si è consolidato ed è cresciuto, portando avanti e sviluppando tutte le categorie maschili. A questo va aggiunto, senza dimenticarlo, che per due anni c’è stata nella nostra società anche una serie C Femminile. Cinque anni indimenticabili e pieni di soddisfazioni per la prima squadra, sudore e caparbietà nell esserci nel modo più appropriato. È indimenticabile anche il primo derby con la Cestistica, una differenza di storia di 70 anni di storia che non ha inciso e che ci aveva visto trionfare, per altro contro una squadra che in quell’anno sarebbe stata promossa. Questo ha fatto sì che, oltre a far crescere il nostro vivaio in maniera esponenziale, si sia portata avanti anche la territorialità degli atleti. Sono rari i casi di giocatori/amici di Roma che hanno indossato la maglia del Pyrgi, e chi lo ha fatto è stato solo per il semplice piacere di giocare con noi. Il tempo poi ha evidenziato alcune problematiche che ci hanno destabilizzato a livello di rosa. I problemi di studio di alcuni, collegati al lavoro di altri, così come altre distrazioni personali e senza dimenticare i gravi infortuni di quattro o cinque atleti, che prevedono ancora tempi lunghi di recupero o la fine delle stesse carriere, che sommato il tutto ci hanno messo in serie difficoltà nella pianificazione e nello sviluppo della serie maggiore. La passata stagione abbiamo giocato un dignitosissimo campionato di serie C, salvandoci ai playout e onorandolo appieno fino al fischio della sirena dell’ultima gara, dimostrando così che potevamo benissimo onorare la categoria. Nella decisione di scendere di categoria ha inciso, da una parte il livello di roster di squadra e la conseguente giovane età della rosa, che catapultata in serie C forse non si sarebbe espressa nelle sue potenzialità, così come i costi esorbitanti per la C. Ho chiesto così, dopo una lunga riflessione, al presidente del Comitato Fip Lazio di poter giocare la serie D. Campionato dove possono esordire i sedicenni o i diciassettenni e crescere in maniera adeguata, e con costi minori di mantenimento. È un punto d’inizio, diciamo un anno zero, dove nelle piene potenzialità del settore giovanile cerchiamo le basi solide per il futuro. Preferisco creare un settore agonistico forte e che sia la pietra miliare per il futuro della prima squadra. Ho investito pesantemente quest’anno sul settore giovanile, under 13/16/18 e minibasket in todos, dove ho apportato delle modifiche qualitative con l’aggiunta di quattro allenatori grandi di età e di esperienza, con la presenza anche di un allenatore a livello nazionale che porteranno indubbiamente una maggiore qualità e disponibilità verso i ragazzi. I giovani al centro del progetto, questo voglio come baluardo per l’intera stagione, mostrato nell’evento di giugno alla Marina e che sarà consolidato con la manifestazione “Settembre Sport” organizzato dal comune. Dove saremo l’unica presenza per il consorzio del basket e che mostreremo a chi vorrà avvicinarsi, utilizzando fino a consumarli i tre campi da gioco che saranno collocati per l’intera giornata sulla superficie della Marina. Il Pyrgi basket è più viva che mai, la nave ammiraglia che sembrava colpita dalla perdita della serie maggiore è solo in rifacimento per andare ancora più lontano. Con i nostri giovani alla guida».

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''Sindaco Mencarini non arrenderti''

TARQUINIA – ‘’Non arrenderti’’. ‘’No inciuci, sì alla 28/80’’, ‘’Pietro resta per noi’’. Con questi striscioni i cittadini di San Giorgio hanno manifestato ieri pomeriggio per le vie di Tarquinia per chiedere al sindaco Pietro Mencarini di ritirare le dimissioni e di andare avanti nell’amministrazione della città di Tarquinia. 
Un corteo improvvisato e pacifico partito dalla Barriera san Giusto e giunto fino a piazza Matteotti, sede del palazzo comunale dove era in corso una riunione di maggioranza.

A poche ore dal consiglio comunale convocato per oggi alle 18 per la ratifica delle dimissioni presentate dal sindaco e protocollate nella giornata del 3 settembre, i cittadini di San Giorgio hanno voluto esprimere la loro piena solidarietà al coraggio del primo cittadino e il loro pieno sostegno nella scelta adottata dall’amministrazione di procedere con l’adozione della legge 28/80 per risolvere il nodo urbanistico di San Giorgio, la località che da decenni è bloccata nel suo sviluppo urbanistico per una sempre mancata azione risolutiva da parte delle amministrazioni precedenti.

La questione San Giorgio e la 28/80, accolta peraltro anche dal consigliere comunale d’opposizione Gianni Moscherini, è solo una delle motivazioni che sarebbero alla base della scelta del sindaco Mencarini di fare, improvvisamente, un passo indietro rassegnando le dimissioni.  

Non è escluso che oggi i consiglieri d’opposizione in sede di assise chiedano conto alla maggioranza anche di presunte registrazioni delle conversazioni che sarebbero avvenute nella stanza del sindaco, all’insaputa del primo cittadino. 
L’assise odierna, fissata dal presidente del consiglio Arrigo Bergonzini, ha tuttavia quale unico punto all’ordine del giorno la sola ratifica delle dimissioni di Mencarini, il quale in ogni caso avrà tempo fino al 23 settembre per ritirare il provvedimento che pesa come una spada di Damocle sull’intera coalizione di centrodestra.  

Le ‘’motivazioni politiche’’ addotte dal sindaco coinvolgono tutti i gruppi che compongono la maggioranza, ha chiarito il primo cittadino. “Non ritengo – ha spiegato Mencarini all’indomani delle dimissioni –  sussistano le condizioni per condurre un’amministrazione, la cui maggioranza è continuamente fatta ostaggio dalle volubili volontà di gruppi di consiglieri che, su determinati argomenti, si sono aggregati per contestare la linea adottata dalla maggioranza medesima. In questo momento, per il bene della città di Tarquinia che ho sempre ritenuto l’unico vero obiettivo da perseguire, sono costretto a dimettermi, fiducioso che il futuro disegnerà scenari politici più favorevoli alla nostra comunità».
L’invito del comitato per la riqualificazione di San Giorgio, ma anche di molti cittadini che si sono espressi sui social, è  tuttavia rivolto in senso contrario affinché il sindaco Mencarini ci ripensi e continui a governare la città.

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Dimissioni Mencarini, a Tarquinia politica in fermento

TARQUINIA – Gran fermento nella politica tarquiniese dopo le dichiarazioni di dimissioni del sindaco Pietro Mencarini. In attesa del consiglio comunale fissato per giovedì 13 settembre alle 18, i gruppi politici cercano di elaborare strategie in vista di un possibile ritorno alle urne nel maggio 2019. Se il primo cittadino non ritirerà la propria decisione entro il 24 settembre, entro cioè 20 giorni dalla data delle dimissioni (3 settembre) riportata dall’ufficio protocollo (secondo il parere del Consiglio di Stato sarebbe questo il calcolo corretto dei 20 giorni, ma in ogni caso questo punto dovrà essere chiarito dal prefetto), arriverà il commissario di nomina prefettizia. Secondo i bene informati potrebbe trattarsi del vice prefetto Grillo, ma il condizionale è d’obbligo perché ancora può accadere di tutto. 
Intanto però, per non farsi trovare impreparati, i politici, soprattutto d’opposizione, cominciano ad elaborare nuove strategie. Si parla della proposta di un grande centro, un grande contenitore con un nome nuovo, che vedrebbe scendere in campo l’instancabile Renato Bacciardi, con il placet dell’ex sindaco Mauro Mazzola che sarebbe pronto a dare il proprio appoggio esterno e con l’adesione di alcuni scontenti del Pd. 
Alla ribalta, in queste ore, anche la discussione interna alla Lega che, con le dichiarazioni del senatore Fusco, sarebbe decisa a correre da sola sia nella città tirrenica – in caso di elezioni anticipate -, sia nella città di Civita Castellana.  In casa democrat potrebbe essere pronto a scendere in campo il consigliere Sandro Celli, costretto un anno fa a fare un passo indietro dopo le primarie che hanno visto prevalere Ranucci; proprio  Anselmo Ranucci, alla luce delle recenti affermazioni,  sarebbe invece deciso a  ritirarsi definitamente dalla politica. Il segretario del Partito democratico Armando Palmini dal canto suo potrebbe anche decidere di prendersi la sua rivincita, ma saranno le consultazioni primarie con ogni probabilità a dettare il nome.  Il Movimento Cinque stelle dovrà riavviare il classico iter interno al movimento, mentre Areasx, con Piero Rosati, con ogni probabilità sarà della partita. Sul fronte centrodestra, in questi giorni sembra dilagare la stanchezza, ma non si esclude il ritorno al vigore e alla voglia di sfida. Bisognerà, prima di tutto, capire come si chiuderà l’intera vicenda delle dimissioni, per poi, eventualmente, ripartire nella giusta direzione. I consiglieri di maggioranza, tutti, hanno espresso ferma volontà affinché il sindaco Mencarini ci ripensi, nonostante la perentorietà delle recenti dichiarazioni del primo cittadino. 
Dai corridoi della maggioranza nessuno parla delle presunte registrazioni che sarebbero state effettuate nella stanza del sindaco durante alcuni suoi incontri privati. Non si esclude che l’argomento sarà tirato in ballo anche nel corso del consiglio comunale nell’ambito dei vari interventi dei singoli  consiglieri. 
In ogni caso l’assise riguarderà esclusivamente la ratifica delle dimissioni del sindaco Mencarini, se tali saranno confermate e che in ogni caso potranno essere revocate, se i conti sono giusti, fino al 23.

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