Luminarie, si accende solo la polemica

CIVITAVECCHIA – È polemica sull’assenza di luminarie a Civitavecchia. Dopo l’intervento dei giorni scorsi del consigliere del Polo democratico Mirko Mecozzi, seguito da quello del presidente della Confcommercio Civitavecchia Graziali Luciani, un commerciante nonché uno dei diretti interessati da questa assenza. Luciani ha lanciato l’hashtag ironico e al tempo stesso tristemente realistico #stocacchio, riferendosi a quello che sarebbe stato acceso a Civitavecchia. Motivo? In città le luminarie verranno installate solamente domani, venerdì 14 dicembre, a 11 giorni dal Natale. Quelle già presenti sono state messe a proprie spese dai commercianti. Gli eventi natalizi? Organizzati da associazioni e, ancora una volta, commercianti.

Ovviamente c’è la collaborazione del Comune ma girando per Civitavecchia non si respira di certo un clima natalizio e le iniziative sono concentrate tra Cittadella, corso Marconi  – grazie alla rete d’imprese The Shopping port – e biblioteca comunale, dove è stata installata la Casa di Babbo Natale. Sulla vicenda interviene anche il rappresentante dell’associazione Meno poltrone più panchine Tullio Nunzi. «Bisogna comprendere l’attenzione che i commercianti danno a questo mese di dicembre. L’incertezza dei consumi, una crisi di nuovo paventata, una spesa che ci si augura almeno in linea con quella dell’anno passato (170 euro). Molto spesso il mese di dicembre e i saldi successivi – sottolinea Nunzi – decidono la positività di un bilancio di un’azienda. Da qui le varie polemiche sui ritardi. Per le vendite al dettaglio – prosegue Nunzi – il periodo di dicembre rimane sempre quello più importante dell’anno e ovviamente luci arredi, eventi e spettacoli hanno una rilevante importanza  e invogliano maggiormente la gente ad entrare nei negozi e fare acquisti. Una cosa è certa – conclude –  bisogna dare atto alla professionalità dei tanti commercianti che in questi giorni,in assenza delle luminarie hanno ovviato a questa carenza con un impegno personale». 

Facendo un passo indietro per spiegare il ritardo, il Comune ha provato a ricercare un gestore per gli eventi natalizi con un bando, la scadenza per la presentazione delle domande era il 12 ottobre. Il bando però è stato un flop con un solo partecipante e privo dei requisiti richiesti. A questo punto l’amministrazione è corsa ai ripari e con l’aiuto di associazioni e commercianti è riuscita a proporre comunque un cartellone di eventi. Per le luminarie l’unico atto visibile è una trattativa diretta Mepa indetta il 7 dicembre, con scadenza al 10 dicembre. Quindi dal 12 ottobre si è pensato alle luminarie nella prima settimana di dicembre. Altro punto poco chiaro è il fatto che le luminarie rimarranno esposte fino al 15 gennaio, nonostante gli eventi natalizi finiscano il 6.

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Il treno non si ferma per una dimenticanza

LADISPOLI – Una dimenticanza. E' questo il motivo per il quale il treno regionale veloce 2341 proveniente da Pisa centrale e diretto a Roma Termini non ha fermato a Ladispoli. A chiarire la vicenda è stata proprio Trenitalia che però ha voluto anche sottolineare come episodi del genere non devono accadere. Un errore del macchinista per il quale da Trenitalia chiedono scusa ai viaggiatori.

A raccontare il fatto era stata una pendolare in attesa alla stazione di LAdispoli insieme ad altri viaggiatori che hanno sentito sì gi altoparlanti annunciare in arrivo al binario 3 il regionale veloce "incriminato" ma non sono potuti salire sul treno perché questi non si è fermato in stazione. Una volta accortosi della dimenticanza, il convoglio è stato fatto fermare a Maccarese dove i pendolari che sarebbero dovuti scendere a Ladispoli sono potuti tornare indietro con il regionale 12254. "La sicurezza dei viaggiatori – tengono a precisare da Trenitalia – non è stata però mai messa in pericolo perché i sistemi che controllano la circolazione hanno rilevato il passaggio del treno e seguito la marcia del convoglio". Per quanto riguarda il macchinista "distratto" è stato invece avviato l'iter disciplinare previsto dal contratto di lavoro. 

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Il governo del cambiamento tra promesse e passi indietro

Nonostante l’idea di democrazia partecipativa, il Parlamento è stato accantonato nei processi decisionali

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Stazione ferroviaria: caos e disagi per i passeggeri

CIVITAVECCHIA – Caos totale alla stazione di Civitavecchia, diventata in questi giorni uno snodo per soli frequentatori abituali. Impossibile per i viaggiatori occasionali prendere un treno senza disagi: i lavori di restyling, in corso già da tempo, stanno aggiungendo confusione in un punto che già non brilla per ordine ed efficienza. Salendo le scale del sottopassaggio con in tasca un biglietto già acquistato ma ancora da convalidare, ci si rende subito conto dell’anomalia: è infatti possibile arrivare fino ai bagni pubblici, mentre per i binari bisogna inventarsi qualcosa di diverso perché la strada è interrotta dalle transenne. Il tempo stringe, così il viaggiatore torna indietro e si fionda sul marciapiede esterno, percorrendolo di corsa per poi rientrare in stazione dalla porta principale, quella della biglietteria. Dopo aver obliterato velocemente, un’occhiata lampo al tabellone che indica orario e punto di partenza del treno, poi a gambe levate verso il binario 1T. Ma le porte sono tutte chiuse e dalla stazione non si esce nemmeno passando dal bar. Indicazioni zero. Chi conosce la stazione di Civitavecchia si avventura di nuovo sul piazzale esterno e prova a raggiungere in tempo il binario 1T passando dal parcheggio delle ferrovie; troppo tardi: il treno sta partendo. L’esempio tipico di una stazione ferroviaria che non funziona, dove i lavori di ammodernamento anziché portare giovamento creano disagi a chi deve partire. Sarebbe bastato segnalare adeguatamente il disservizio, mettendo così i viaggiatori nella condizione di non avere problemi. Ma evidentemente a chi ha fatto dei ritardi e dei mezzi obsoleti il proprio marchio di fabbrica, è chiedere troppo.

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Sartorelli Serramenti sconfitta 3-1 in casa della Maglianese

Sconfitta a testa alta per la Serramenti Sartorelli Asp, impegnata nell’ottava giornata di C maschile. Sabato pomeriggio Mancini e compagni sono battuti per 3-1 in casa della Maglianese, formazione di medio-alta classifica. Partita in salita per i civitavecchiesi, che subiscono subito l’uno-due dei padroni di casa (25-19 e 25-20). A quel punto il sestetto di Alessandro Sansolini ha provato a recuperare sugli avversari, vincendo bene il terzo parziale per 25-19. Ma nel quarto, la musica torna quella di inizio partita, con i rossoblu che subiscono il 25-21 che chiude la gara e che li fa tornare a casa a mani vuote. «Purtroppo abbiamo fatto un passetto indietro rispetto alla settimana scorsa – afferma il capitano Mancini – e siamo calati in ricezione. Loro ci hanno messo in difficoltà difendendo bene il gioco con il centrale, e quindi abbiamo giocato in zona 2 ed in zona 4, senza riuscire però a mettere a terra il pallone. Tutti i set sono stati abbastanza equilibrati, per cui dispiace non aver preso neanche un punto». La Sartorelli resta al terzultimo posto, con 6 punti, in piena zona playout. La salvezza diretta si allontana, visto che ora è a 7 lunghezze di distanza, con l’ultimo posto utile occupato momentaneamente dal Top Volley Latina. 

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Conte spinge i leader alla trattativa:troppo avanti per tornare indietro

Il presidente del Consiglio pronto ad arrivare al 2% di deficit. E ottiene dai due vicepremier Salvini e Di Maio una nota di sostegno

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«Abbandonati dal Comune»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Alla luce degli ultimi avvenimenti, ci si
 interroga con grande preoccupazione cosa succede nella gestione e nei metodi applicati dai servizi sociali circa la gestione dei casi più eclatanti. Ci si chiede quali siano i principi, oltre a quella che sembra ormai una litania: “non abbiamo soldi” quando da indiscrezioni di uffici colabrodo, dove non tutti fortunatamente sono d’accordo con certe decisioni prese e filtrano notizie passate attraverso porte chiuse male che vanificano la blindatura o i muri creati su avvenimenti o su specifiche persone magari ritenute disobbedienti o scortesi nei confronti di chi il potere lo dispensa come favore e non lo accetta magari ricorrendo ai giornali per accendere un faro per difendere i propri diritti. Ci si preoccupa ancora di più quando un certo agire, genera il sospetto che avvenga un lavorio gestito come un potere sovrapposto magari che agisce in dispregio del sindaco stesso che si è esposto prendendo degli impegni e che viene poi smentito nei fatti contando sulla non conoscenza delle procedure della gente. Facemmo emergere, qualche tempo fa, il caso di una famiglia bisognosa composta fa cinque figli minori due figli adulti ancora in attesa di occupazione che vivono nello stesso nucleo familiare, il padre disoccupato e invalido, che si regge soltanto sul reddito che produce la madre con un contratto part-time di poco più di cinquecento euro al mese. Il caso è emerso in quanto questa famiglia ha avuto una ingiunzione di sfratto per morosità dalla casa dove abitavano e non riusciva a trovare nessun riscontro dai servizi sociali ai quali si erano comunque rivolti. La disperazione del capo famiglia, che non riusciva a capire quella sorte di “tiraelastico” che aveva avvolto la sua famiglia, lo indusse a rivolgersi ai giornali e proprio le nostre colonne raccolsero il suo accorato appello. Una ridda di chiacchiere e di ipotesi che abbiamo voluto lasciare tali. I social si scatenarono e qualcuno delle istituzioni azzardò anche l’esigenza di una “cura” al capofamiglia per arrivare alla consapevolezza di una paternità consapevole. Si stava già lavorando intorno ai minori per toglierli a quella famiglia di “incoscienti” e si vociferò anche che qualcuno dai servizi sociali  abbia detto anche: «Vi diamo i soldi dei biglietti e tornatevene in Romania». Intervenne allora la Chiesa Ortodossa, descrivendola come una famiglia normale, con cinque dei sette figli nati in Italia, i minori, completamenti inseriti e con un ottimo profitto scolastico. A suo tempo, il sindaco Pascucci concesse la cittadinanza onoraria della città all’ultima nata, intervenì personalmente assicurando che se avessero trovato un altro luogo dove abitare, il Comune li avrebbe sostenuti contribuendo alle spese dell’affitto. Subito lo sfratto, giusto perché indipendentemente dalle proprie origini quando uno riesce a farsi “La Robba” deve trarne profitto, accolti nella propria casa da un’anima caritatevole per impedire che potessero crearsi i presupposti di separazione dei minori, trovata in mezzo a tante difficoltà una soluzione abitativa nuova, alla richiesta del sostegno dei servizi sociali si sentono rispondere: «Spiacente non abbiamo soldi». E’ così che qualcuno ha agito con condotte quantomeno “stravaganti”, stando a quanto molti ipotizzano, fa fare una pessima figura al sindaco che “non lascia indietro nessuno” costringendo una famiglia con cinque minori nati in Italia, forse ad interrompere un sogno, nonostante siano completamente integrati.

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Marino: ''Per vincere il centrodestra deve andare unito''

“Rilanciare l'unità del centrodestra  per le prossime elezioni comunali”. Questo il grido di battaglia dell’ex consigliere comunale Pasquale Marino che in una nota stampa commenta il momento locale di Forza Italia. “L'incontro di sabato scorso fra i partiti e liste civiche locali, con la presenza di un esponente locale della Lega, è di buon auspicio considerato che anche a livello provinciale e regionale il coordinatore di Forza Italia,  Alessandro Battilocchio, che ricordiamo essere stato eletto alla circoscrizione uninominale della Camera dei Deputati con i voti  di Lega , Forza Italia, Fratelli di Italia e Noi con l'Italia UDC, sta conducendo una trattativa con responsabili e coordinatori dei partiti”.

Secondo Marino “tutti hanno convenuto che per vincere l'elezioni occorre presentarsi uniti. Per ottenere ciò occorre, però, che i protagonisti  compiano un atto di umiltà facciano un passo indietro e cedano   qualcosa delle proprie  legittime aspirazioni che ogni formazione nutre.  Per i programmi  non ci saranno problemi e si troverà senz'altro una sintesi”.

Marino commenta anche il candidato presentato da mesi da Forza Italia: “Per la candidatura del Sindaco auspico che si troverà una convergenza. Mi compiaccio con Massimiliano Grasso, aspirante candidato a Sindaco sostenuto da una parte del CDX e liste civiche , che nel suo intervento ha confermato la  disponibilità a fare un passo a lato e mettersi in discussione per facilitare l'unione della coalizione; questo suo atteggiamento è lodevole, importante e decisivo per convincere la Lega a tornare sul tavolo delle trattative. Mi auguro che, nel frattempo, Lega ed  altre formazioni politiche abbiano individuato i nomi da proporre al tavolo ufficiale che sarà convocato molto presto dall'Onorevole Battilocchio. In certi ambienti si parla di un giovane dirigente politico, di un medico ospedaliero, di un imprenditore marittimo, di un generale già in servizio in una locale caserma che potrebbero essere presentati come competitor. Il mio auspicio è che si trova la giusta sintesi in modo che a gennaio dopo le feste si possa iniziare la campagna elettorale con idee chiare e con un candidato a sindaco condiviso che porti alla vittoria  di F.I. , F.d.I,  Lega e Componenti civiche alleate”.

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Gestione servizio idrico, tutto rinviato alla prossima settimana

MONTALTO DI CASTRO – Sulla gestione dei servizio idrico tutto rinviato alla prossima settimana. Intanto si lavora ad un documento di approvazione da votare all’unanimità. Lo annuncia il sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci in prima linea  insieme agli altri sindaci per il no all’ingresso in Talete o Acea.

 «Dopo l’audizione fatta presso le commissioni VII e XII del consiglio regionale Lazio, il 16 ottobre scorso, durante la quale alla nostra richiesta di moratoria (nel nostro caso di non trasferire il servizio idrico integrato a Talete)- spiega Caci –  tutti i consiglieri regionali presenti si erano espressi favorevolmente, ieri le commissioni si sono riunite di nuovo per votare definitivamente. Purtroppo, all’accordo di ottobre, ieri si sono aggiunti dei dubbi da parte della maggioranza di governo regionale, che hanno fatto slittare a nuova data, ma entro la fine della prossima settimana, la votazione. A detta dei due presidenti delle commissioni, Valerio Novelli e Sergio Pirozzi, si cercherà di preparare un documento di approvazione da votare all’unanimità”.

“Noi c’eravamo – afferma Caci – e, insieme agli altri sindaci coinvolti, continueremo a seguire l’evolversi dell’iter della nostra richiesta. Dato che il problema è sopraggiunto dopo il sostegno alla richiesta dei sindaci da parte dei consiglieri di centrodestra, per voce dell’Onorevole Roberta Angelilli e del M5S per voce dell’Onorevole Silvia Blasi, non vorrei che il Pd voglia ripensarci e fare marcia indietro”.

“Attendiamo, anche se mentre si discute ci è arrivata una nota dell’assessore regionale Mauro Alessandri che ci invita ad avviare le procedure di ingresso in Talete. – aggiunge Caci – Questo significherebbe un danno per i nostri cittadini. Però vogliamo fidarci e aspettiamo l’esito della prossima commissione. Cosa ne pensano, però le forze politiche locali? In altri comuni hanno preso posizione, nel nostro tutto tace».

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Tre pini da abbattere

SANTA MARINELLA – L’amministrazione comunale dispone l’ordinanza di abbattimento dei pini situati a Piazza Trieste. Una richiesta che era arrivata nei giorni scorsi anche da diverse forze politiche cittadine che ravvisavano la pericolosità degli alberi ad alto fusto situati nella zona storica della città. “Come abbiamo comunicato qualche tempo fa – spiega il sindaco Pietro Tidei – un pool di esperti costituito dai tecnici comunali, l’agronomo della Multiservizi ed altri professionisti, ha effettuato diversi sopralluoghi in piazza Trieste per verificare lo stato di pericolosità degli alberi. Alcuni eventi metereologici di eccezionale intensità, che si sono verificati nelle scorse settimane, hanno di fatto compromesso la stabilità di tre pini che l’amministrazione comunale ha deciso di abbattere con una ordinanza di oggi, tramite l’intervento della Santa Marinella Servizi. La prevenzione è fondamentale per evitare, ove possibile, eventi disastrosi come quelli accaduti a Terracina. Già da tempo abbiamo effettuato diversi passaggi con ditte specializzate per pulire e mettere in sicurezza quasi tutti i fossi cittadini, proseguendo con un capillare monitoraggio e controllo su tutto il territorio comunale, per prevenire situazioni di criticità, considerando l’arrivo della stagione invernale». «Fondamentale – conclude il sindaco – l’opera svolta dalle associazioni di volontariato, della Protezione Civile e dei nostri delegati comunali, ai quali rivolgo un ringraziamento speciale per la costante collaborazion». E proprio per quel che riguarda l’impegno dei volontari, il delegato competente Andrea Amanati, spende due parole per coloro che, ogni giorno, mettono a disposizione il loro tempo per risolvere i problemi della città. «Tanti si chiedono – dice il delegato al volontariato – ma come fate, ogni giorno, a dedicarvi a duemila cose, scontrarsi ogni volta con mille problemi, cercare di superare le tante difficoltà, correre a destra e sinistra, tante iniziative promosse, i tanti interventi già fatti, e soprattutto con le pessime condizioni economiche in cui versa il Comune di Santa Marinella. In verità, non ci sono né bacchette magiche, né altre cose nascoste, la realtà è che abbiamo molte persone, delegate che, ogni giorno, spendono il loro tempo prezioso al solo scopo di ridare alla nostra città la dignità persa, con tanto impegno, serietà e costanza, senza mai tirarsi indietro. Purtroppo a volte restano nel buio, e sta a noi renderli visibili perché tutti sappiano quanto si impegnano a titolo completamente gratuito, togliendo tempo per i propri impegni, per le loro famiglie. Loro ci sono sempre, in ogni occasione e senza di loro noi, come amministrazione comunale, non potremmo andare avanti facilmente. Io a queste persone gli farei un monumento, grazie per tutto ciò che fate per questa città a Daniele Fresilli, Stefano Campo, Emanuele Frezza, Leandro Tiberti, Ambra Campo, Aldo Campana, Alessia Campo, Andrea Verticelli, Mauro Guredda, Antonio Sgro, Giovanni D’amico e tutti gli altri delegati”.

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