Allumiere in fermento: arriva il Palio

ALLUMIERE – Ad Allumiere ormai si respira aria di Palio con l’adrenalina che sale sempre di più e col paese completamente vestito a festa con tutti i colori delle sei Contrade. Dappertutto è un risuonare di tamburi, uno sventolare di bandiere, un brulicare di persone intente a cucire, a stirare, a preprare ogni minimo particolare: tutto nel giorno del Palio dovrà essere perfetto. In ogni Contrada vige il massimo riserbo sui fantini e sui somari che gareggeranno per conquistare l’ambito Cencio. Sbanderatori e tamburini sono intenti a fare le prove cercando di tenere nascoste le prese più dificili e spettacolari. Da lunedì comincia la settimana di ‘‘passione’’, quella cioè che precede il Palio delle Contrade, giunto quest’anno alla 54^ edizione. Amministrazione Comunale, Pro Loco, Contrade e forze dell’ordine sono all’opera per garantire un’edizione pressochè perfetta del prossimo Palio: a garantire sicurezza e viabilità ci sarà una vera e propria task force (coordinata dal sindaco) con carabinieri, forestale, vigili urbani, volontari della Protezione Civile e polizia. La manifestazione si terrà il 18 e 19 agosto nel paese collinare ormai da mesi in fermento. Preparazione, tensione e rivalità si rinnovano, sempre uguali e sempre diverse, come ogni anno dal 1965. Le sei Contrade scalpitano e sono pronte a darsi battaglia per la conquista dell’ambito Cencio. I tre minuti della corsa degli asini in piazza della Repubblica decideranno il campione che, oltre al Cencio, porterà in Contrada anche il diritto di sbeffeggiare tutti gli avversari per un anno intero; fino alla prossima disputa, in un eterno ciclo di lavoro, passione, speranze, scaramanzie, sogni infranti e gioia dirompente. Sabato 18 la manifestazione si apre con la tradizionale Provaccia; alle 19.00 le sei Contrade potranno finalmente calcare l’anello in terra battuta della piazz circondata da . Ciascuna avrà circa 8 minuti per provare circuito e asini della scuderia e prendere una decisione fatale: scegliere i tre campioni a quattro zampe a cui affidare le speranze di tutti i contradaioli il giorno seguente. A seguito della Provaccia si prosegue con il Minipalio disputato su due batterie: il presidente della Contrada vincitrice viene premiato sul balcone del Comune. Dalle 21.30 si scioglie la tensione e la Notte delle Contrade si anima; come da tradizione le sei Contrade, ciascuna in una delle piazzette del paese, offrono da bere a paesani e visitatori: musica, divertimento, degustazione di prodotti locali proseguono fino a notte fonda. Nella ‘‘Notte colorata’’ si susseguiranno feste imperdibili, spettacolari e divertenti in ogni Contrada. Sono previste dj set, ballerine sud americane, danza del ventre, spettacoli per bambini, discoteca all’aperto con cubiste, schiuma party, animatori, balli di gruppo, prodotti enogastronomici e piatti tipici locali, vino birra, cocktail a fiumi e tanto altro il tutto in un clima di festa, di amicizia e anche di contesa fra le Contrade che faranno di tutto per fare la festa più bella e partecipata. La mattina di domenica 19, nonostante la baldoria della notte precedente, non si potrà mancare al rito della benedizione di asini e fantini sul sagrato della Chiesa di S.S. Maria Assunta e alla successiva ‘‘Punzonatura’’ (la numerazione degli asini che correranno il Palio domani pomeriggio. In aula consigliare verrà controllato, timbrato e sigillato il materiale per i fantini e per gli asini che saranno poi consegnati ai presidenti di ogni Contrada). Le Contrade hanno scelto i tre asini che correranno il Palio e quegli stessi asini vengono segnati con un numero progressivo che li rende riconoscibili: le speranze di tutto il paese saranno tutte riposte nella forza delle loro zampe. Alle 17 il corteo storico inizierà il suo maestoso cammino verso la piazza: circa 250 comparse faranno rivivere l’epoca del primo Rinascimento, della scoperta dei giacimenti di alumite e degli appalti di Da Castro, dei Medici e del Chigi in una spettacolare rievocazione storica. Papi, prelati, dame, signori, soldati, guardie, popolani, giocolieri, duellanti, nessuno sarà dimenticato grazie alle sapienti mani delle sarte delle Contrade che ogni anno regalano grandi emozioni al pubblico, numerosissimo, della manifestazione. Una giuria di docenti e di esperti valuterà ogni dettaglio per stabilire la Contrada vincitrice del trofeo: ‘‘Miglior corteo storico’’. Tra le comparse e nei cuori dei contradaioli un posto speciale è tradizionalmente riservato ad alfieri e tamburini. Gli sbandieratori di Burò, Ghetto, La Bianca, Nona, Polveriera e S. Antonio si esibiranno e si sfideranno in una gara di agilità, abilità e coreografia. I loro lanci e le loro prese terranno col fiato sospeso il pubblico e delizieranno tutti con performances mozzafiato: questi verranno giudicati da una giuria di esperti della Fisb: la giuria sarà presieduta dal tecnico e maestro di bandiera Aquilino Mancinelli del gruppo sbandieratori di Soriano del Cimino; il gruppo migliore riceverà il trofeo. Al termine del Corteo Storico e delle esibizioni degli alfieri si procederà alla disputa del Palio vero e proprio. La piazza, come ogni anno tratterrà il fiato al primo clangore della prima prova delle gabbie. Come ogni anno attenderà trepidante la voce dagli altoparlanti che annuncerà il sorteggio delle gabbie fino ad esplodere in grida in esortazione, tifo, disperazione o gioia all’uscita degli asini in ogni batteria. Ma il vero boato sarà quello della Contrada che vincerà con la corsa liberatoria e trionfante dei contradaioli da ogni angolo della piazza sotto il balcone del Palazzo Comunale. Il coro esultante quando da quello stesso balcone, finalmente il Cencio, quest’anno realizzato dalla bravissima e poliedrica artista tolfetana Silvia Di Silvestro e offerto dalla farmacia Toti, sarà calato tra le mani dei fantini e del popolo. E poi il silenzio irreale del resto delle Contrade, che però non si abbatteranno e si prepareranno a rimboccarsi le maniche: guarderanno il vincitore portarsi a casa il Palio per cui hanno, in puro spirito volontaristico, lavorato per tutto un anno e in quel momento tutti sapremo che la sfida al Palio del prossimo anno sarà già iniziata. Da rilevare che a fine Palio si svolgerà la festa (aperta a tutti) nella Contrada vincitrice e poi in piazza dal balcone del Comune ci sarà la tradizionale Tombola. Molte le novità a corollario del Palio. In primis va rilevato che la delegata al Commercio Dania Trotti in collaborazione con il Comune di Allumiere ha dato il via alla 1^ edizione del ‘‘Palio in Vetrina’’. Il concorso, rivolto a tutti gli esercenti e attività economiche del Comune, prevede, previa adesione, l’allestimento delle proprie vetrine in base al tema del Palio, con addobbi e colori della Contrada appartenente. «L’iniziativa – spiega la delegata al Commercio, Dania Trotti – è finalizzata a rallegrare lo spirito di festa nelle vie cittadine e dar modo ai turisti di conoscere meglio la storia e la cultura del Palio e delle Contrade stesse, un ulteriore piccolo passo per portare a conoscenza una tradizione folcloristica e culturale, in  linea con la volontà della giunta stessa, di rendere il Comune di Allumiere protagonista del Palio a livello europeo. Si evidenzia che tutte le vetrine partecipanti al concorso verranno fotografate e giudicate da una giuria e verrà premiata la vetrina con l’addobbo migliore in concomitanza con la premiazione della gara del Palio. In questa settimana prima del Palio si terranno le varie ‘‘Cene del Contradaiolo’’ (una per ogni Contrada). Alle 18 ci sarà l’inaugurazione del Museo del Palio nel Palazzo Camerale. Il museo, che sarà diviso in sei sezioni, una per ogni Contrada, ospiterà anche delle teche in vetro nelle quali saranno riposti dei vecchi documenti messi a disposizione del grande Riccardo Rinaldi ideatore di questa manifestazione. Dalle 18.30 alle 20 spettacoli di giocoleria a cura dei giullari di Davide Rossi; alle 21.30 partenza del corteo storico da viale Garibaldi; alle 22.30 ci sarà la presentazione del Cencio; alle 23 spettacolo ‘‘La Terra dei briganti’’ a cura dei ‘‘Giullari di spade’’ e poi ‘‘Lunares in statera’’ a cura dei Giullari di Davide Rossi; alle 23.30 gran finale a sorpresa. «Il Palio ad Allumiere l’ho creato io – spiega Riccardo Rinaldi – lo volevo già anni indietro, ma non mi è stato possibile realizzarlo se non nel 1965. Ho inventato io gli stemmi e i colori, ho diviso il paese in 8 Contrade (2 non ci sono più – ndr) e ho pensato al Palio come summa di Corsa dei somari, corteo storico e gara degli sbandieratori. Per il nostro Palio mi sono ispirato a quello di Siena, patria del nostro Agostino Chigi».

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Ladispoli, strage di auto sul lungomare

Andare a fare jogging, o rilassarsi sulla spiaggia per una agognata e meritata tintarella e tornare scoprendo che l’auto è stata scassinata. Non c’è un solo caso a Ladispoli, ben due in pochi giorni sulla ciclabile di Palo in via Corrado Melone, e anche altri simili episodi sul lungomare di Marina San Nicola, frazione balneare rinomata. Un incubo per gli automobilisti. “Il tempo di andare a fare una corsetta, poco più di mezz’ora, poi sono tornata indietro e purtroppo i vetri della mia macchina erano stati sfondati”, è il commento amaro di una delle vittime che ha subito il furto della borsetta. Non solo auto. I malviventi a Ladispoli hanno preso di mira anche le biciclette. Sempre più persone segnalano il furto della propria due ruote che era stata magari legata anche con una catena. Niente, i balordi non si fermano e ci impiegano pochi secondi per sbarazzarsi dell’incomodo e portarsi via la bici come se nulla fosse. Nelle scorse settimane era tornata in azione anche la banda delle gomme, aspettando cioè che i clienti dei vari supermercati della città uscissero con la spesa trovando il pneumatico bucato. Un diversivo per rubare abilmente portafogli e cellulare o la borsa, comunque tutto lasciato incustodito sul sedile dell’auto. Casi registrati nel parcheggio della Conad di viale Europa e dell'Eurospin di via Palo Laziale. Varie indagini sulle quali stanno lavorando i carabinieri della stazione di Ladispoli, coordinati dalla compagnia di Civitavecchia. Così come stanno indagando su uno degli ultimi raid avvenuto sulla via Aurelia all’ingresso nord quando i rapinatori, di notte, sono entrati nel bar di un distributore di benzina saccheggiando la cassa e portando via l’incasso. Ci sarebbero le telecamere ad aver ripreso la scena o comunque frammenti della rapina che ha riacceso i fari inevitabilmente sulla sicurezza a Ladispoli, dopo i tantissimi furti nelle periferie durante il periodo invernale.

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Mazzola: ''Moscherini si può sempre  candidare  a presidente del centro anziani''

TARQUINIA – Secca replica dell’ex sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola al consigliere comunale del ‘’Cantiere della nuova politica’’ Gianni Moscherini, in merito alla sua proposta di nominare un manager per il controllo della macchina amministrativa del Comune di Tarquinia. 
«Leggo con divertimento ciò che dice questo simpatico vecchietto di me. – afferma Mazzola – Simpatico perché tutte le volte che fa una conferenza stampa ricorda quando era presidente dell’autorità portuale. “Feci”, “dissi”, andai”, “parlai” ecc. Poi si preoccupa anche di ricordare che sono stato sindaco per ben 10 anni e per questo sono convinto che evidentemente, non essendoci riuscito lui, questa cosa gli roda dentro. Per quanto riguarda l’Autorità portuale al periodo del suo innegabile buon lavoro, allo smemorato di San Benedetto occorre ricordargli che ciò accadeva molto tempo fa. Cioè quando le normative erano meno restrittive e i porti ricevevano imponenti finanziamenti. Ha fatto il Sindaco cinque anni ma non dice in che modo ha lasciato il bilancio, quante volte ha cambiato la giunta e quanti appelli ha in corso con la Corte dei Conti.
Come mai ha paura a presentarsi a candidato a Sindaco a Civitavecchia? Forse perché ai suoi faraonici progetti non ci crede più nessuno? Sento dire che non molla a raccontare che costruirà un molo lungo 400 metri nel sito del porto Clementino per la prima fermata del ”treno locale”, pardon delle navi da crociera di piccole dimensioni. Però si guarda bene dal dire quanto costerebbe l’opera, chi la potrebbe o vorrebbe finanziare. Non dice che servono più soldi per fare il dragaggio che radere al suolo San Giorgio, ricostruendola dando una casa regolare a tutti ponendo fine anche a questo irrisolvibile problema. Non parla dei danni che subirebbero gli stabilimenti balneari dal cambiamento delle correnti. Ci sono studi di ingegneri idraulici che hanno verificato per anni i movimenti delle correnti marine ma probabilmente adesso gli serve far vedere che sta facendo qualcosa e l’attuale amministrazione no. Come dimenticare quando si presentò con il progetto Roma Vetus. Naufragato prima a Civitavecchia, poi presentato a Tarquinia con tanto di nani e ballerine al seguito di un simpatico burlone quale Parretti. Piuttosto che fine ha fatto quel progetto? Ah già, è naufragato tra le polemiche anche a Montalto di Castro. Per quello che riguarda le mie elezioni, non mi sono mai tirato indietro, anche quando ero sicuro che sarebbe stato più facile perdere. Troppo facile concorrere solo quando si è sicuri di vincere. Detto questo non mi sembra che alle ultime elezioni regionali di aver avuto un cattivo risultato nonostante avessi tutto il PD e la destra contro. Sapevo benissimo che il mio doveva essere un contributo in termini di voti, senza troppe pretese. Piuttosto, visto che lo smemorato di San Benedetto non lo dice, quanti voti prese quando si candidò alle regionali con Fratelli d’Italia? Detto questo mi chiedo, perché non si dedica a studiare un progetto, questo sì utile, per realizzare una casa per vecchietti sognatori e che raccontano la propria vita? Le proprie avventure? Oltretutto lui sì che è un simpatico vecchietto pieno di energia. Infine vorrei ricordare a Moscherini, abituato ad essere molto superficiale,  che dal 2011, nei comuni sotto i centomila abitanti non si può nominare il direttore generale. Se non gli è riuscito di prendere il posto di Bergonzini può sempre chiedere la presidenza del centro anziani che va in scadenza tra due anni».

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«Soddisfatti della scelta del pm»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Non avevo dubbi che il pm si sarebbe appellato anche perché allo stato dei fatti, è stata ridimensionata la sua richiesta di condanna. Ha lavorato molto su questo caso in modo scrupoloso ha motivato per ognuno degli imputati i presupposti che l’hanno condotta a quella richiesta. Non poteva certo tornare indietro. Mi sarebbe piaciuto che avesse chiesto di rivedere la posizione di Antonio Ciontoli circa la concessione delle attenuanti generiche, però purtroppo la legge questo lo impedisce. Sono soddisfatta lo stesso e vado avanti. Al contrario di prima che ritenevo scontato il fatto che tutti si facessero il carcere ora ci vado un po’ con i piedi di piombo.  Dopo le motivazioni della sentenza sarebbe stata una cosa vergognosa non appellarsi. Andiamo avanti». 
Queste le parole di Marina Conte, mamma di Marco Vannini alla notizia che il pm ha presentato ricorso in appello nei confronti dei familiari di Antonio Ciontoli e di Viola Giorgini. 
Papà Valerio: «Una bella notizia, veramente molto bella. Primo fra tutti perché hanno rimesso in campo Viola, la cui assoluzione è stata per noi la cosa più sconvolgente. Tirarla fuori, come se in quella casa non ci fosse stata la sera del delitto è inaccettabile. Anche se poco ma gli deve rimanere addosso la macchia di quello che ha fatto, anzi, di quello he non ha fatto perché se quella sera avesse alzato il telefono e chiamava i soccorsi Marco poteva essere vivo. Per cui ha piena responsabilità di quello che è successo. Circa la posizione dei familiari di Antonio Ciontoli, una cosa del genere non può fermarsi solo all’omicidio colposo. E’ la prima volta che succede almeno in Italia che venga condannata un’intera famiglia e molti si scandalizzano. Ma se loro insieme hanno commesso un delitto la legge è uguale per tutti. Se uno commette un omicidio deve andare in carcere. Sono tutti responsabili».
L’avvocato Celestino Gnazi, legale di mamma Marina:  «Il pm ha chiesto la conferma delle proprie richieste, e cioè l’omicidio volontario per i familiari di Antonio Ciontoli e l’omissione di soccorso per Viola Giorgini. Non ha chiesto l’appello nei confronti di Antonio Ciontoli. Ero convinto che il pubblico ministero avrebbe proposto appello perché la sentenza mentre nella parte in diritto è assolutamente, a nostro avviso perfetta, corrisponde alla nostra ricostruzione, assolutamente condivisibile, una vera e propria lezione sul dolo eventuale, nella parte in fatto, invece, è assolutamente contradditoria, nel momento in cui non riconosce il dolo in capo ai familiari di Ciontoli».
Per quanto riguarda il mancato appello nei confronti di Ciontoli? 
«Il pm non poteva proporre appello per la questione soltanto delle attenuanti generiche, perché le è vietato da una recente riforma del codice di procedura penale entrata in vigore da pochi mesi».
Che dice il codice? 
«Il pubblico ministero tra le altre cose non può fare appello quando riguarda soltanto la concessione delle attenuanti generiche. Per questo le è vietato. Altrimenti ero convinto che secondo me l’avrebbe certamente fatto perché Ciontoli, a nostro avviso, sicuramente non le meritava».

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Vertenze portuali: va riattivato il tavolo del lavoro

CIVITAVECCHIA – Riattivare il tavolo del lavoro facendolo diventare il luogo dove programmare il vero sviluppo della città. È la richiesta che arriva dall’associazione politico-culturale Onda Popolare, a pochi giorni dal consiglio comunale nel corso del quale sono intervenuti i lavoratori portuali. “Civitavecchia ha necessità di lavoro, di momenti di sintesi – ha spiegato il segretario di Mdp Pierfranco Peris – oggi, con le tante vertenze aperte, l’ultima quella legata allo scarico dei container per Cfft, quel tavolo è fondamentale. Il livello locale e quello regionale non si sovrappongono, ma hanno funzioni differenti. La città sta morendo per colpa di chi non sa farla funzionare. Oggi occorre invertire la rotta, mettendo a frutto tutte le potenzialità”.

Il lavoro è e deve essere al primo posto dell’agenda politica ed istituzionale: lo ha ribadito anche il consigliere Patrizio Scilipoti, che ha chiesto anche un consiglio comunale proprio per affrontare le vertenze portuali. E la riapertura del tavolo, coinvolgendo anche le imprese, la Cpc, l’Autorità di Sistema Portuale, dalla quale oggi si attende ancora una risposta sul futuro di Cfft. I tempi stringono. La richiesta è quella almeno di una proroga dell’ordinanza firmata dal presidente Di Majo che impone, a partire dal 15 settembre, di scaricare i container, compresi quelli destinati al terminal dell’ortofrutta, solo ed esclusivamente alla banchina 25. Chiquita è stata chiara: se entro pochi giorni non avrà un risposta certa sul futuro è pronta a dirottare le navi in altri porti. E questo produrrebbe effetti critici sullo scalo, a partire dai licenziamenti da parte di Cfft che, a pioggia, coinvolgerebbero anche altre imprese e società, a partire proprio dalla Cpc.

“Oggi occorre fare tutti un passo indietro ed un esame da coscienza – ha spiegato Scilipoti – ragionando da istituzionali per risolvere davvero le attuali problematiche e salvaguardare il lavoro. Tutto. Il comportamento del sindaco e del consigliere Fortunato non è un comportamento da istituzioni, ma piuttosto un dispetto da condominio, fuori luogo davanti”. E se Alfonso Astuti della Filt Cgil ha fatto appello alla politica e alla cittadinanza per lottare, dopo quattro anni di promesse, per la creazione di nuova occupazione, è stato un lavoratore portuale, a nome dei colleghi, a chiedere al Sindaco la sua posizione. “Dobbiamo capire se l’amministrazione ci è accanto o meno – ha sottolineato  – già sentiamo l’assenza dell’Adsp: il nostro è un grido di dolore per un mondo del lavoro che sta andando allo sfacelo. Vogliamo essere ascoltati e tutelati”.

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''Minghella e Marongiu non mi convincono''

SANTA MARINELLA – Andrea Riga, ex candidato nella lista il Paese che Vorrei, esprime il suo pensiero sulla delibera di consiglio comunale, approvata dalla maggioranza, che rende operativo il dissesto finanziario. «Il 26 luglio 2018 sarà ricordato a Santa Marinella come una data storica – dice Riga – e allo stesso tempo, drammatica. Per la prima volta nella storia del nostro Comune, un’amministrazione ha dichiarato il dissesto finanziario, ossia il fallimento. Naturalmente, ciò che è stato ereditato dalla nuova amministrazione, è frutto di scelte scellerate di un centrodestra che, negli ultimi dieci anni, ha portato nella nostra città una politica arrogante e, stando ai risultati, disastrosa.  Su quello che è successo intorno al default sappiamo ormai tutto, eppure a me che ho venti anni e mi affaccio ora alla politica, sorgono due domande. Perché il Sindaco Tidei ha nominato Emanuele Minghella, ex delegato al Bilancio di Bacheca assessore alle attività produttive e Roberto Marongiu presidente del consiglio comunale? A me è sembrato che, a coloro che hanno appoggiato un progetto di governo fallimentare, sia stata data una medaglia. Le argomentazioni con le quali sono stati giustificati questi incarichi non mi convincono. Se Tidei avesse voluto realmente affidare la presidenza alla minoranza, avrebbe lasciato che la stessa indicasse un suo consigliere e non scegliere la figura di Marongiu. Per quanto riguarda la nomina di Minghella, il sindaco l’ha difesa dicendo che gli è necessaria una memoria storica per comprendere il passato. Minghella non poteva dare informazioni anche senza un incarico? Ma è così necessario? E soprattutto saranno quelle giuste? Questi sono due interrogativi ai quali ancora una risposta chiara non l’ho trovata». Riga, torna poi sul dissesto. «Saranno anni difficili per tutti – spiega il rappresentante del Paese che Vorrei – il nostro consigliere Casella, nel corso del suo intervento, ha parlato senza mezzi termini ed ha fatto in questo senso chiarezza affermando che sia il pre dissesto che il dissesto, sono due azioni drammatiche che portano all’aumento delle tasse e ad altre conseguenze tragiche. Una notevole differenza sta sulla possibilità dell’amministrazione di agire sulla collettività assumendosi direttamente la responsabilità politica delle azioni di risanamento, invece che delegare queste scelte a una figura esterna completamente estranea alla nostra realtà». «Questa dichiarazione di default – conclude Riga – approvata con dieci voti favorevoli, quattro astenuti e due contrari, rappresenta il nostro anno zero, una linea che chiude con il passato, con la politica che ha distrutto il nostro Comune. A questo punto, non si può più tornare indietro. Si può solo guardare avanti e sperare che Santa Marinella riesca realmente a voltare pagina e creare un futuro che possa valorizzare la nostra città all’insegna dell’equità sociale, al rispetto dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. Dobbiamo farlo tutti insieme e si deve partire da noi cittadini».

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Hcs, siamo ai titoli di coda

CIVITAVECCHIA – La vicenda Hcs dovrebbe essere finalmente ai titoli di coda, con un finale che si preannuncia triste, anzi tristissimo. Il tribunale di Civitavecchia ha fissato, infatti, la nuova adunanza dei creditori per la metà di ottobre. Ma la comunicazione del giudice è stata utile soprattutto per capire che di concordati “nuovi” se ne è presentato uno solo: quello di Hcs.

Argo, Ippocrate e Città pulita sembrerebbero quindi destinate invece al fallimento d’ufficio che dovrebbe essere dichiarato subito dopo la pausa estiva a seguito dell’iniziativa che dovrebbe assumere la Procura della Repubblica. Insomma, si va verso il più triste dei finali. Il sindaco Cozzolino, una settimana prima di essere eletto, aveva detto di avere la soluzione della questione in tasca. Al contrario, dopo aver speso 1,7 milioni di euro; dopo una serie infiniti di rinvii, di bocciature, di disfatte, non ne ha cavato un ragno dal buco, anzi. Tra qualche mese, bene che vada, il Comune avrà quattro società fallite (alle tre sot va aggiunta Infrastrutture) su cinque, con la quinta che dovrà verosimilmente conoscere un’agonia (liquidazione) di anni, prima di poter cessare ogni sofferenza. Questo lo scenario positivo. Se dovesse andar male anche l’ennesimo concordato di Hcs saremmo all’en plein (5 fallimenti su 5). E tutti a casa, con cinque curatori che saranno chiamati per gli anni a venire a disbrigare la matassa. Tutto con i soldi dei cittadini. Se non si tratta di un “disastro perfetto”, poco ci manca.

Intanto Micchi per Cozzolino è confermatissimo e continua ad incassare decine e decine di migliaia di euro all’anno, con tanto di rimborsi spese, come sottolineato anche recentemente dal capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso. Il Sindaco infatti, contravvenendo alle disposizioni del segretario generale, dopo un anno non ha ancora trovato nemmeno il coraggio di richiedergli indietro quei soldi che secondo il massimo dirigente comunale, Micchi non doveva avere. Ma la colpa non è di Micchi: se a Civitavecchia gli viene permesso tutto, dinnanzi a risultati devastanti, la responsabilità non deve essere certamente la sua. Il nuovo piano – secondo i bene informati – sembrerebbe essere di fatto il riconoscimento quasi totale di quanto la società Mad sosteneva fin dall’inizio circa le proprie spettanze. 

Contemporaneamente, però, si abbandonano al proprio destino decine di piccoli e medi fornitori (quasi tutti locali) che rimarranno a bocca asciutta così come i fornitori di Argo, Città Pulita, ecc. I primi a farne le spese sono i lavoratori che hanno avuto, con la busta paga, un altro “regalo” di cui avrebbero fatto volentieri a meno. La nuova Csp, infatti, ha confermato che Micchi & co., nell’atto di passaggio, si sono dimenticati di inserire il Tfr di gran parte dei lavoratori. C’è chi ha perso 32mila; chi 18 mila e chi 10mila euro di liquidazione. Un paio di stipendi dei grandi manager che li gestiscono, ma per molti i risparmi di una vita. Rimanendo alla gestione delle società comunali, una cosa è certa: siamo dinnanzi ad un disastro epocale. Civitavecchia per rialzarsi avrà bisogno di decenni e di gente seria e competente che abbia la forza e la voglia di recuperare una situazione divenuta drammatica. Altro che salvataggio delle società comunali e della Città.

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Moavero smentisce Salvini sulla Crimea: «L’Italia non riconosce l’annessione russa»

Il ministro degli Esteri: «Il governo ritiene che vadano sempre rispettate le regole del diritto internazionale». Delrio (Pd): «Il governo fa marcia indietro»

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«Social rancoroso»: il passo indietro da Twitter della firma del NYTimes

Maggie Haberman, giornalista che segue l’amministrazione Trump, spiega sul giornale americano perché ha deciso di non interagire più con gli utenti

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Tarquinia, cade dal balcone: donati gli organi di Marco Paglialunga

TARQUINIA – È  deceduto questa mattina all’ospedale Gemelli di Roma Marco Paglialunga, il 37enne di Tarquinia caduto giovedì notte dal balcone  dell’appartamento all’ultimo piano della struttura ricettiva di famiglia al lido di Tarquinia.

I famigliari hanno deciso di donare i suoi organi, come ultimo gesto di un ragazzo noto per la sua bontà e generosità. Già ieri mattina era stata dichiarata la morte cerebrale del ragazzo. La salma è stata restituita ai familiari che portanno fissare i funerali.

Cordoglio in città per la tragica fatalità accaduta nella notte tra mercoledì e giovedì. La fidanzata di Marco, Sara B. di 24 anni, è ricoverata all'ospedale di Tarquinia con una frattura alla clavicola. Anche lei è precipitata giù dal balcone forse anche nel tentativo di trattenere il ragazzo nel momento in cui la visto precipitare indietro, di schiena. Marco Paglialunga era infatti appoggiato al parapetto del balcone quando è ceduto il marmo sovrastante.  (SEGUE)

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