Presunto conflitto d’interesse: è scontro politico

S. MARINELLA – Si sta rivelando la più dura campagna elettorale della storia del Comune di Santa Marinella. I colpi bassi che giungono da ambo le sponde del Tirreno non risparmiano nessuno. Dopo i manifestini contro Tidei e Bacheca, oggi è Ricci ad essere preso di mira. A chiamare in causa il candidato sindaco del centro destra è la consigliera della lista Tidei Sindaco Patrizia Befani, che attacca Ricci per essere iscritto sul bord della Fondazione Cariciv, organo con funzioni di controllo ed indirizzo delle attività della Fondazione stessa. 
«A prescindere da importanti profili di incompatibilità tra la funzione di consigliere di amministrazione di una Fondazione bancaria territoriale e l’eventuale carica di Sindaco che andremo ad approfondire nelle opportune sedi – dice la Befani – è suggestivo l’approccio che il centrodestra vuol dare ai problemi di questa distrutta città. L’Ente, che sino a qualche tempo fa aveva una robusta dotazione finanziaria residuata dallo spinoff che ha separato il patrimonio della Fondazione stessa da quello della Cassa di Risparmio di Civitavecchia dalla quale ha avuto origine, aveva come scopo istituzionale quello di sollevare e aiutare le iniziative artigianali, di piccola imprenditoria del territorio ma soprattutto di sovvenzionare, senza ritorno alcuno, le iniziative culturali ed assistenziali di un territorio altrimenti arido e povero come il nostro. Questo consiglio di amministrazione, nel quale siede Ricci, ha avuto alcune idee geniali, tra le quali quella di andare ad investire il proprio intero patrimonio in Svizzera, dove ha subito un’ingente depauperamento, pare a seguito di una truffa. Senza necessità di andare tanto lontano però alcune operazioni imbevute di familismo quali la scuola di piazza Verdi, hanno lasciato il segno, generando perdite che hanno dissestato il patrimonio della Fondazione ma non hanno però intaccato le prebende di questi solerti ed avveduti amministratori, tra i quali lo stesso candidato sindaco di Santa Marinella, che percepisce sempre il medesimo compenso mentre le erogazioni della fondazione si sono ridotte al lumicino. Ecco che tipo di esperienza ha maturato Bruno Ricci, la coltivazione dei bilanci in perdita, esperienza che ora vuole trasferire anche nel Comune di Santa Marinella». 
«Premetto  che il sottoscritto non è nel board della Fondazione Cariciv – gli risponde Bruno Ricci – che è una istituzione molto amata dalla gente del nostro comprensorio. Oltre a fargli i complimenti per la compostezza del comunicato e la scarsa attinenza alla verità, consiglierei alla Befani di non attaccare indiscriminatamente  utilizzando argomenti  da cui possa emergere  la sua ignoranza, nel senso di mancanza di conoscenza della materia in cui si avventura. Attaccare la Fondazione, un ente che ha fatto del bene per decenni su tutto il territorio, dando moltissimo al sociale,  con il solo scopo  di infangare il sottoscritto  è  davvero un modo becero di fare politica e campagna elettorale. Per onor di cronaca ero membro dell’organo di indirizzo da cui mi sono dimesso, per la mia candidatura a sindaco. Valuterò formale  denuncia querela di fronte alle autorità competenti». 
«Mentre denunciavo alla stampa che il candidato sindaco del centrodestra Bruno Ricci doveva essere sospeso immediatamente dalla Cariciv – gli fa eco l’addetto stampa di Tidei – qualcuno ha provato a correre ai ripari. Solo ieri il nome di Ricci è scomparso dal sito della Fondazione. Per lo statuto della Fondazione, Ricci membro dell’organo di indirizzo, doveva dimettersi almeno un anno prima. Ma tutti hanno taciuto e così Cariciv ora si è lasciata strumentalizzare a fini elettorali. Sta di fatto che adesso compaiono misteriose dimissioni firmate un giorno prima della candidatura. Peccato che lo Statuto prevede che le dimissioni avvengano non un giorno, ma un anno prima e quindi queste dimissioni non cancellano il suo conflitto di interesse. Consiglio infine Ricci a togliere di mezzo i volantini in cui si presenta come membro dell’organismo di indirizzo della Cariciv sfoggiando 4mila contributi».

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Ballottaggio Santa Marinella, Befani: "Dal centrodestra suggestivo approccio ai problemi della città"

SANTA MARINELLA – "Contrordine, non è vero che Bruno Ricci sia un inesperto. Esperienza ne ha fatta e forse è stato scelto anche per questo. Sul sito internet della Fondazione Cariciv il suo nome è tra i componenti del board dell’Ente, organo con funzioni di controllo ed indirizzo delle attività della Fondazione medesima. A prescindere da importanti profili di incompatibilità tra la funzione di consigliere di amministrazione di una Fondazione bancaria territoriale e l’eventuale carica di Sindaco che andremo ad approfondire nelle opportune sedi, è suggestivo l’approccio che il centrodestra vuol dare ai problemi di questa distrutta Città".

Lo afferma Patrizia Befani candidata consigliere del Comune di Santa Marinella.

"L’Ente, che sino a qualche tempo fa aveva una robusta dotazione finanziaria residuata dallo spinoff che ha separato il patrimonio della Fondazione stessa da quello della Cassa di Risparmio di Civitavecchia dalla quale ha avuto origine, – afferma la sostenitrice del candidato sindaco Pietro Tidei –  aveva come scopo istituzionale quello di sollevare e aiutare le iniziative artigianali, di piccola imprenditoria del territorio ma soprattutto di sovvenzionare, senza ritorno alcuno, le iniziative culturali ed assistenziali di un territorio altrimenti arido e povero come il nostro. Praticamente la Fondazione era il polmone sano che doveva contribuire a fare da stampella quando il volontariato, la sanità, la scuola o le Istituzioni non riuscivano a raggiungere scopi importanti con le loro sole gambe. Poi questo Consiglio di amministrazione, nel quale siede il simil commercialista che vorrebbe farsi sindaco, ha avuto alcune idee geniali, tra le quali quella di andare ad investire il proprio intero patrimonio in Svizzera, dove ha subito un’ingente depauperamento, pare a seguito di una truffa. Senza necessità di andare tanto lontano però alcune operazioni imbevute di familismo quali quella di Mecenate Tv e della scuola di piazza Verdi, hanno lasciato il segno, generando perdite che hanno dissestato il patrimonio della Fondazione ma non hanno però intaccato le prebende di questi solerti ed avveduti amministratori, tra i quali lo stesso candidato sindaco di Santa Marinella, che percepisce sempre il medesimo compenso mentre le erogazioni della fondazione si sono ridotte al lumicino, molte erogazioni già deliberate sono state ritirate, fino a mettere in dubbio la necessità di mantenere in vita un Ente che serve solo a giustificare con le esigue sovvenzioni che somministra la messe di stipendi che paga".

"Ecco che tipo di esperienza ha maturato Bruno Ricci, – conclude la Befani – la coltivazione dei bilanci in perdita, esperienza che ora vuole trasferire anche nel Comune di Santa Marinella. Qui però una nomina dall’alto non basterà a farlo sedere sulla poltrona a cui aspira, servirà il consenso della gente che è ora più che mai orientata e decisa a voltare pagina".

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Befani: "Dal centrodestra suggestivo approccio ai problemi della città"

SANTA MARINELLA – "Contrordine, non è vero che Bruno Ricci sia un inesperto. Esperienza ne ha fatta e forse è stato scelto anche per questo. Sul sito internet della Fondazione Cariciv il suo nome è tra i componenti del board dell’Ente, organo con funzioni di controllo ed indirizzo delle attività della Fondazione medesima. A prescindere da importanti profili di incompatibilità tra la funzione di consigliere di amministrazione di una Fondazione bancaria territoriale e l’eventuale carica di Sindaco che andremo ad approfondire nelle opportune sedi, è suggestivo l’approccio che il centrodestra vuol dare ai problemi di questa distrutta Città".

Lo afferma Patrizia Befani candidata consigliere del Comune di Santa Marinella.

"L’Ente, che sino a qualche tempo fa aveva una robusta dotazione finanziaria residuata dallo spinoff che ha separato il patrimonio della Fondazione stessa da quello della Cassa di Risparmio di Civitavecchia dalla quale ha avuto origine, – afferma la sostenitrice del candidato sindaco Pietro Tidei –  aveva come scopo istituzionale quello di sollevare e aiutare le iniziative artigianali, di piccola imprenditoria del territorio ma soprattutto di sovvenzionare, senza ritorno alcuno, le iniziative culturali ed assistenziali di un territorio altrimenti arido e povero come il nostro. Praticamente la Fondazione era il polmone sano che doveva contribuire a fare da stampella quando il volontariato, la sanità, la scuola o le Istituzioni non riuscivano a raggiungere scopi importanti con le loro sole gambe. Poi questo Consiglio di amministrazione, nel quale siede il simil commercialista che vorrebbe farsi sindaco, ha avuto alcune idee geniali, tra le quali quella di andare ad investire il proprio intero patrimonio in Svizzera, dove ha subito un’ingente depauperamento, pare a seguito di una truffa. Senza necessità di andare tanto lontano però alcune operazioni imbevute di familismo quali quella di Mecenate Tv e della scuola di piazza Verdi, hanno lasciato il segno, generando perdite che hanno dissestato il patrimonio della Fondazione ma non hanno però intaccato le prebende di questi solerti ed avveduti amministratori, tra i quali lo stesso candidato sindaco di Santa Marinella, che percepisce sempre il medesimo compenso mentre le erogazioni della fondazione si sono ridotte al lumicino, molte erogazioni già deliberate sono state ritirate, fino a mettere in dubbio la necessità di mantenere in vita un Ente che serve solo a giustificare con le esigue sovvenzioni che somministra la messe di stipendi che paga".

"Ecco che tipo di esperienza ha maturato Bruno Ricci, – conclude la Befani – la coltivazione dei bilanci in perdita, esperienza che ora vuole trasferire anche nel Comune di Santa Marinella. Qui però una nomina dall’alto non basterà a farlo sedere sulla poltrona a cui aspira, servirà il consenso della gente che è ora più che mai orientata e decisa a voltare pagina".

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Pd: ''Fioravanti si dimetta''

LADISPOLI – "Il Sindaco chieda le dimissioni di Fioravanti". La richiesta arriva dal Partito democratico di Ladispoli dopo la vicenda giudiziaria che vede coinvolto il consigliere e delegato all'urbanistica e al project financing Fioravanti. "Il Consigliere Fioravanti sarebbe imputato dalla procura di Civitavecchia a seguito di una truffa in danno a un commerciante effettuata mediante la falsificazione dei bollettini postali per il pagamento delle tasse dovute all’amministrazione comunale per il rilascio di un permesso. Fatto ancor più grave è che il Consigliere con la richiesta di messa in prova abbia di fatto ammesso le sue responsabilità per evitare la condanna, ritenuta cosi probabile da spingere la difesa ad avvalersi di uno degli strumenti alternativi di estinzione del reato previsto dal nostro ordinamento". Per i dem dunque "le responsabilità del Consigliere Fioravanti appaiono quindi chiare e prive di ogni dubbio, come appare chiaro che il consigliere il quale ricopre anche la delega per l’edilizia pubblica e il project financing, oltre alla truffa ai danni di un commerciante abbia commesso anche un danno erariale all’amministrazione comunale ed alla cittadinanza da lui stesso rappresentata. Alla luce dei fatti è quindi inequivocabile l’incompatibilità tra il Consigliere e l’incarico a lui affidato dall’amministrazione del Sindaco Grando per temi che sono affini a quelli per cui ha richiesto la messa in prova ai servizi sociali". Da qui la richiesta del Partito democratico di "dimissioni immediate" di Fioravanti "dalla carica di consigliere e da tutte le deleghe a lui affidate per l’acclarata e manifesta incompatibilità con il suo ruolo l quale va detto deve essere esercitato con disciplina ed onore come prevede la nostra Costituzione. Chiediamo inoltre che si proceda immediatamente ad una verifica delle domande di concessione richieste dal Consigliere al fine di scongiurare ulteriori danni alle case erariali. Per questi motivi, il Circolo del Partito Democratico chiede al Sindaco Grando – concludono i dem – il quale rappresenta l'amministrazione comunale che è parte offesa nello stesso reato, di procedere alla richiesta immediata di dimissioni in considerazione dell'evidente danno erariale ed in difesa dei diritti dei cittadini che onestamente versano le tasse e hanno diritto ad un amministrazione imparziale. Augurandoci che nel corso dei controlli non emergano ulteriori fatti simili in danno alla cittadinanza".

"CASO FIORAVANTI", IL MOVIMENTO CIVICO LADISPOLI CITTA': "IL SINDACO COSA INTENDE FARE?"Ad intervenire sulla vicenda è anche il Movimento civico Ladispoli Città che parla di "notizie inquietanti" e che mostrano "uno stato di cose preoccupante". "Il livello morale – spiegano – si sta spingendo così oltre da rendere la cosa pubblicau una sorta di 'comica', in cui però, non c'è proprio niente da ridere. La richiesta di messa in prova ai servizi sociali, avanzata dagli avvocati dell’imputato Fioravanti (consigliere comunale eletto nelle liste di Noi con Salvini e passato poi al gruppo Noi con Ladispoli), oltre ad evocare un caso alla 'berlsusconi de noantri', rivela un’esplicita ammissione di colpevolezza sulla quale, pur rimanendo garantisti, non possiamo sorvolare. In termini di opportunità e in termini di necessità della città. Come riconosciuto da tutta la stampa, noi abbiamo fatto parte di un’amministrazione attraversata da alcuni procedimenti giudiziari, quasi tutti archiviati prima di trasformarsi in processi e nessuno dei quali giunto neanche alla fase dibattimentale. Certo, la chiusura senza processo o condanna di una vicenda giudiziaria mediaticamente rilevante ha sempre meno presa sui lettori ma, ciò che stupisce, è la facilità con cui molti degli attuali amministratori abbiano cercato in passato di 'sbattere il mostro in prima pagina'. Gli stessi che, oggi – proseguono dal Movimento civico Ladispoli Città – fanno registrare un assordante silenzio su questa ed altre vicende che, per la gravità amministrativa o morale che le connotano, sono state già oggetto di articoli e uscite pubbliche del nostro gruppo".

E il movimento civico chiama in causa il primo cittadino: "Cosa intende fare il Sindaco di fronte a fatti di così grave entità? Vuole soprassedere sul #casoFioravanti come ha fatto con il #casoFalasca, esponendo ulteriormente la sua coalizione all’ennesima brutta figura, marcando una inaffidabilità e una sfiducia che iniziano a diffondersi largamente anche nell’opinione pubblica? Oppure ritiene, come noi, che il Comune di Ladispoli sia parte lesa all’interno di questa vicenda e deciderà quindi per la costituzione in parte civile all’interno del procedimento che interessa il consigliere Fioravanti? 
Inoltre, il Sindaco ritiene – così come crediamo noi – che si renda necessaria una verifica su tutti gli atti che Fioravanti (da professionista e da amministratore con delega proprio al medesimo settore) ha – e ha avuto – con il Comune stesso?  L’accusa, come apprendiamo dalla stampa, è di truffa e contraffazione e, riportando la questione sul terreno della pubblica amministrazione, in caso di condanna definitiva, si configurerebbe una reale sottrazione di risorse pubbliche. Dopo essere stati abituati alla celerità di risposta del Sindaco Grando su stampa e social riguardo alcune questioni – come ad esempio le difficoltà della formazione dell’ultimo governo (con novanta giorni di stallo), dobbiamo ritenere il suo silenzio su questa vicenda come un chiaro segnale? Il Sindaco definisce tutto quel che sta accadendo come normale amministrazione? Noi crediamo che questa storia – proseguono ancora – così come le precedenti, rischi di far deflagrare la città, rendendo molto pesante l’azione sempre meno credibile di questa amministrazione; togliendo reali prospettive di crescita a Ladispoli. Mentre continuiamo con costanza e umiltà a costruire l’alternativa a questo caos, rimaniamo in paziente attesa di una risposta alle vecchie e alle nuove domande. Ma il tempo della demagogia e dei racconti falsi, caro Sindaco Grando, è giunto al termine. Indipendentemente dalla sua volontà".

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Amministratori giudiziari: definite le nuove incompatibilità

Il 25 giugno 2018 entrerà in vigore il decreto legislativo n. 54/2018 che introduce nuove incompatibilità rispetto all’ufficio degli amministratori giudiziari, dei…

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Luciani pronto a scendere in campo

CIVITAVECCHIA – Luciani intervenuto nel corso del programma di Trc Mecenate Il caffe delle 2 (in onda tutti i giorni alle 14 sul canale 111 e 815) ha espresso il suo parere sul futuro candidato sindaco del centrosinistra. “Io sono favorevole a delle primarie. Ma primarie vere e non come quelle realizzate nel 2012 – ha dichiarato Luciani -. Quando cado da cavallo, imparo e non ci cado più. Penso invece che se la città lo vorrà potrei mettere a disposizione la mia figura politica e amministrativa che dal punto di vista politico ha già espresso numeri importanti. Alle ultime regionali abbiamo portato la lista Zingaretti ad una percentuale mai presa in nessuna parte della Regione”.

Luciani ha poi espresso il suo pensiero sul Partito Democratico: “Un partito che in alcune fasi, nazionali e locali, è stato egemonico ma che vede grandissimi politici al suo interno come Del Rio e Zingaretti che hanno dato una svolta alle politiche regionali e infrastrutturali”. “Delrio è stato il più grande ministro delle infrastrutture della storia italiana – puntualizza Patrizio Scilipoti -. Ma noi non entriamo in questo Pd in quanto non è ancora fautore di quella politica aggregante di centrosinistra a cui aspiriamo come Onda Popolare”. L’attrito con Tidei è ancora forte ma la candidatura dell’ex sindaco di Civitavecchia a Santa Marinella, il rafforzamento della posizione di Zingaretti, unico vincitore nella debacle del 4 marzo, e il lavoro sottotraccia che Stefano Giannini sta facendo tra le fila dem per Luciani potrebbe spalancargli la porta della candidatura a sindaco. “Inutile dire che mi piacerebbe – conclude Luciani -. Non ci sarebbe nessuna incompatibilità con la Cpc, perché farei il bene comune come sto facendo già con la nostra cooperativa”.

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Incarichi all’Urbanistica: è polemica

di GRAZIAROSA VILLANI

BRACCIANO – Urbanistica ancora al centro delle polemiche a Bracciano. Forti polemiche hanno sollevato infatti i consiglieri di opposizione sulla proroga dell’incarico dell’architetto Lidia Becchetti a capo area Urbanistica del Comune di Bracciano tanto che, nei giorni scorsi, è stata inviata una dettagliata nota alla Prefettura di Roma, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia, all’Autorità Nazionale Anticorruzione e alla Regione Lazio sottoscritta dai consiglieri Claudio Gentili, Chiara Mango, Donato Mauro, Marco Tellaroli e Alessandro Persano.
 Si chiede di valutare se emergano ipotesi di reato o di danno erariale. Si evidenzia la mancanza dell’adozione di un provvedimento gestionale ai sensi di legge, che l’ingegnere Stefano Ravenda, capo Area, non ha manifestato la sua impossibilità, come si dedurrebbe dal decreto sindacale n. 26 del 30 marzo scorso, ad assumere l’incarico, ma ha evidenziato la sua incompatibilità relativamente ad alcuni potenziali atti. I consiglieri inoltre sottolineano che il segretario generale Sara Salimbene aveva invitato il sindaco a conferire l’incarico a Ravenda intervenendo tuttavia “solo dopo specifica richiesta da parte degli scriventi consiglieri”. 
Con il decreto 26 il sindaco Armando Tondinelli “proroga l’incarico a tempo determinato – scrivono i consiglieri di opposizione – comprensivo della posizione organizzativa di capo area all’architetto Becchetti a tutto il 30 aprile 2018 in deroga alla procedura autorizzatoria ai sensi dell’articolo 243 coma 1 del Testo Unico Enti Locali”. 
Ci si chiede, peraltro, se gli atti adottati in queste condizioni dalla capo area Becchetti abbiano validità.

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Agraria Tarquinia, Marco Guarisco si � dimesso da assessore

TARQUINIA – Ha presentato le sue dimissioni da assessore consegnando, pure, una lettera al presidente dell’Università Agraria Sergio Borzacchi. Puntuale con quanto previsto e annunciato dal suo gruppo politico ‘’Idea Sviluppo’’, Marco Guarisco, primo degli eletti della stessa lista e secondo della coalizione, ha rinunciato dalla carica di assessore per lasciare spazio al già indicato Sergio Stella. 
Il giovane architetto, come sottolinea lo stesso presidente Sergio Borzacchi, manterrà tuttavia le deleghe già assegnategli all’indomani delle elezioni, proprio in virtù della sua alta preparazione tecnica che lo vede il più qualificato nell’affrontare le importanti tematiche urbanistiche dell’ente di via Garibaldi. 
A Marco Guarisco è stata affidata, infatti, la delega più importante (oltre quella del Bilancio affidata a Gianfranco Bastari), che ha caratteristiche di carattere tecnico-operativo riguardando tutte le problematiche di natura urbanistica ed edilizie, oltre che tutte le opere connesse al patrimonio. Marco Guarisco ha già da tempo avviato il suo lavoro, che lo vede impegnato a portare avanti la tanto attesa lottizzazione di San Giorgio, oltre che ad occuparsi di tutti i fabbricati dell’ente, compresi quelli del centro, e delle questioni dell’invaso, un progetto sul quale punta molto il presidente Borzacchi. 
Nelle mani di Guarisco resta, pertanto, una delle operazioni più delicate, alla quale sono legati anche le sorti dell’ente. La lottizzazione di San Giorgio, già in Vas (Valutazione ambientale strategica) con la questione campeggio, se risolte rappresenterebbero una vera boccata d’ossigeno, circa 6 milioni di euro, per l’ente agrario di Tarquinia.  
«Ho rassegnato le dimissioni nelle mani del presidente Borzacchi – afferma Marco Guarisco – Trattasi di mero avvicendamento per scelte afferenti alla mia coscienza. Avrei potuto scegliere benissimo di continuare a svolgere l’attività di assessore, a condizioni che mi fossi dimesso dalla carica di consigliere. Il mio impegno per la definizione delle problematiche che ho intrapreso, in linea con le deleghe affidatemi dal presidente Borzacchi è più forte di prima, parimenti all’attività e al contributo che sento di svolgere all’interno del gruppo di ‘‘Idea Sviluppo’’». «Nell’ottica della scelta che ho operato – aggiunge l’architetto – ho voluto prediligere il rapporto che ho instaurato con i miei elettori, conservando la carica di consigliere delegato. In altre parole, considerato che per volere unanime della Giunta, gli assessori non percepiscono alcuna indennità e le deleghe di profilo tecnico, conferitemi dal presidente, afferenti alla realizzazione di opere e problematiche urbanistiche-edilizie del patrimonio dell’Ente, mi impongono di essere presente ai lavori della Giunta, congiuntamente ai consiglieri delegati Bastari e Benedetti, poco cambia rispetto al profilo di un assessore». Guarisco rimarca anche che «non c’è alcuna alterazione dei rapporti interni alla maggioranza di governo dell’Agraria», e formula un «augurio sincero di proficuo lavoro nell’interesse della cittadinanza» al suo successore che, come confermato dallo stesso presidente Borzacchi, sarà appunto Sergio Stella al quale il numero uno di via Garibaldi affiderà un nuovo dicastero.
Nella lettera indirizzata al presidente Borzacchi, Marco Guarisco rimarca che la decisione di dimettersi da assessore «non scaturisce da incomprensioni o incompatibilità nei riguardi di nessuno dei membri della Giunta e in primis nei Suoi, ma esclusivamente da una sorta di impegno morale assunto nei riguardi della lista Idea Sviluppo, nella quale sono risultato il primo degli eletti». «È superfluo – si legge nella missiva – ammettere di provare immenso dispiacere per l’atto che mi accingo ad adempiere, purtroppo ritengo che sia un passaggio obbligato per sottrarmi dall’accusa quotidiana, da parte del gruppo consiliare di ‘‘Idea Sviluppo’’, di voler preservare la condizione di consigliere unitamente a quella di assessore, quand’anche, corre l’obbligo di rammentarlo, lo statuto dell’Ente lo preveda». 
«Desidero ringraziarLa tantissimo per la singolare opportunità di crescita politico-amministrativa che mi è stata consentita – aggiunge Guarisco – e per la fiducia che ha voluto riporre in me in questi mesi di intensa collaborazione. Ringrazio, altresì, tutti i dipendenti dell’Ente per la disponibilità e collaborazione mostrata. In questo momento, avverto la necessità di non deludere gli oltre 200 elettori, di cui ho conoscenza personale, che con il loro voto hanno voluto che risultassi il consigliere più votato. In altre parole, mi sembrerebbe di perpetrare una sorta di tradimento nei confronti di chi ha voluto darmi un mandato popolare, per portare istanze e proposte nell’interesse legittimo dei tarquiniesi, presso l’Ente dell’Università Agraria. Rinnovo, quale consigliere in carica, il sostegno incondizionato, in primis a Lei sig. presidente e alla Giunta, auspicando un proficuo e sano lavoro a tutela di tutta la cittadinanza. Da ultimo, dichiaro di attenermi e rimettermi, con estremo rispetto, alle decisioni che Lei vorrà assumere sul caso rappresentato». 
Nessun problema a procedere, per il presidente Borzacchi che, quindi, nei prossimi giorni provvederà alla nomina di Sergio Stella quale assessore. Del resto, vale la pena ricordare che l’attuale assetto dell’Agraria potrebbe subire delle modifiche in virtù della imminente nuova regolamentazione delle Università Agrarie già annunciate tempo fa e che prevede la trasformazione delle Agrarie in fondazioni, assimilabili a società per azioni. La figura dell’assessore, come anche quella del presidente, tenderanno pertanto a scomparire. 
a.r.

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Ferri (Pd): ''No ai personalismi''

CIVITAVECCHIA – “Con la presente risposta esprimo la massima solidarietà e vicinanza al gruppo consiliare, precisando che la dichiarazione di Enrico Leopardo è del tutto personale ed inaspettata oltre che contraria alla linea della sua stessa area dato che anche questa ha caldamente consigliato una via che possa unificare ed appacificare tutte le anime del partito”.

Lo dichiara in una nota il segretario del Pd di Civitavecchia Germano Ferri. “In un momento di disfacimento politico quale quello attuale – prosegue il dem – tempo in cui il Pd sta vivendo una grave crisi di identità, è fondamentale che ogni suo membro abbandoni ogni sorta di personalismo accantonando le mire personali, facendo responsabilmente un passo indietro per il bene del gruppo”.

Ferri spiega che per costruire un partito forte “in grado di poter affrontare la sfida delle prossime comunali, è fondamentale ricostruire un amalgama democratica coesa che faccia da fondamenta per la realizzazione di un Pd locale unico ed unito. Questa è la linea da seguire indicata anche dalla direzione nazionale del nostro partito, chiunque continuerà a mettere ancora al primo posto le proprie ambizioni e questioni personali – conclude duro – si trova purtroppo in una condizione di incompatibilità ideologica che gli impedisce di poter continuare il suo percorso con noi”.

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