MINISTERO DELLA SALUTE – DECRETO 27 settembre 2018

Procedure di controllo del mercato interno dei prodotti cosmetici,
ivi inclusi i controlli dei prodotti stessi, degli operatori di
settore e delle buone pratiche di fabbricazione, nonche' degli
adempimenti e delle comunicazioni che gli operatori del settore sono
tenuti ad espletare nell'ambito dell'attivita' di vigilanza e
sorveglianza di cui agli articoli 7, 21, 22 e 23 del regolamento (CE)
n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre
2009, sui prodotti cosmetici. (18A07468)

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I cani saranno trasferiti da Bracciano a Vetralla

CIVITAVECCHIA – I cani di Civitavecchia, attualmente ospitati presso il Centro cinofilo del Lago, a Bracciano, saranno presto trasferiti a Vetralla, all’allevamento della Valle di Faul. È questa la soluzione temporanea trovata dall’amministrazione comunale per tamponare l’emergenza attuale. Perché ad oggi Civitavecchia non è dispone di un canile rifugio in quanto in quello pubblico di Fiumaretta non possono essere portati ulteriori cani per motivi strutturali; tanto che ad oggi sono ospitati cani di età avanzata e con patologie croniche. La struttura di Bracciano, dove finora sono stati affidati i cani non può più accoglierne di randagi, potendo solo espletare le funzioni di canile sanitario. Per cui l’amministrazione si trova ora a dover trovare una sistemazione per quelli già ospitati a Bracciano e per eventuali nuovi cani che dovranno essere portati in qualche struttura. L’indagine di mercato finalizzata all’individuazione di operatori interessati a partecipare alla procedura di selezione per l’affidamento del servizio di canile rifugio, destinato ad ospitare i cani dopo il periodo di permanenza presso il canile sanitario, inclusi i cani affidati dall’Autorità Giudiziaria in custodia o temporaneamente ospitati su disposizione del Sindaco, non è andata a buon fine. Soltanto un operatore si è mostrato interessato, ma si trova distante circa 2 ore da Civitavecchia, bocciato quindi dalle stessa Città Metropolitana. E così, nelle more dell’espletamento di una procedura di gara per l’affidamento del servizio di canile rifugio – e in attesa sempre di capire che tipo di strada vorrà prendere il Comune per dotarsi di un proprio canile – l’amministrazione ha raccolto alcune offerte. Nel frattempo anche le associazioni animaliste che si occupano degli amici a quattro zampe della città hanno proceduto ad effettuare dei sopralluoghi in particolare in due strutture che sembravano le più idonee, andando ad indicare proprio quella di Vetralla, in grado di rispondere in maniera ottimale alle esigenze dei cani. A breve quindi si procederà al trasferimento dei cani – o almeno di quelli rimasti dopo le adozioni – dal centro cinofilo di Bracciano a Vetralla. Il servizio, almeno per il momento, avrà una durata di sei mesi e sarà riferito ad un numero di 30 cani per un importo totale di circa 16 mila euro.

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Aerei, la lettera di 4 Paesi alla Ue: «I servizi minimi siano inclusi nel prezzo del biglietto»

L’appello dei direttori generali delle autorità per l’aviazione civile di Italia, Francia, Germania e Spagna: garantire una distanza minima anche tra i sedili

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@code_here@

ISTITUTO NAZIONALE DI ASTROFISICA – OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI CAGLIARI – CONCORSO (scad. 18 novembre 2018)

Concorso pubblico, per titoli ed esame, per la copertura di un posto
di collaboratore tecnico VI livello, a tempo determinato e pieno,
per le attivita' di gestione, configurazione e manutenzione dei
sistemi informatici del Campus del Sardinia Radio Telescope,
inclusi alcuni degli apparati digitali del telescopio.
(18E10296)

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ISTITUTO NAZIONALE DI ASTROFISICA – OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI CAGLIARI – CONCORSO (scad. 18 novembre 2018)

Concorso pubblico, per titoli ed esame, per la copertura di un posto
di collaboratore tecnico VI livello, a tempo determinato e pieno,
per le attivita' di gestione, configurazione e manutenzione dei
sistemi informatici del Campus del Sardinia Radio Telescope,
inclusi alcuni degli apparati digitali del telescopio.
(18E10296)

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Canile: il Pincio cerca una soluzione

CIVITAVECCHIA – I tempi stringono e serve una soluzione immediata sul fronte della custodia dei cani in città. L’indagine di mercato finalizzata all’individuazione di operatori interessati a partecipare alla procedura di selezione per l’affidamento del servizio di canile rifugio, destinato ad ospitare i cani dopo il periodo di permanenza presso il canile sanitario, inclusi i cani affidati dall’Autorità Giudiziaria in custodia o temporaneamente ospitati su disposizione del Sindaco, non è andata a buon fine. Soltanto un operatore si è mostrato interessato, ma si trova distante circa 2 ore da Civitavecchia, bocciato quindi dalle stessa Città Metropolitana. Rimangono però i problemi. Legati da un lato alle criticità della struttura attualmente di riferimento per il Pincio, ossia il centro cinofilo del lago, a Bracciano, dall’altro alla chiusura ormai certa del canile cittadino, per problemi soprattutto strutturali.

«Adesso cercheremo di contattare a stretto giro – ha spiegato l’assessore Alessandro Manuedda – direttamente i centri che possono fare al caso nostro». Ci sono da sistemare una cinquantina di cani, almeno nell’immediato. E per il futuro? L’assessore è sempre più convinto che Civitavecchia debba dotarsi di un proprio canile. C’è già un progetto pronto e non è stato facile trovare un’area adeguata che possa ospitarlo. L’idea di Manuedda è quella di procedere con fondi comunali, attraverso l’accensione di un mutuo; serve però, come confermato nei giorni scorsi dalla regione Lazio, una variante che va quindi ad allungare i tempi per la realizzazione della struttura. Nel frattempo ad Allumiere il consiglio ha rispolverato una vecchia idea rimasta nel cassetto per una serie di problemi, dando l’ok alla costruzione di un parco canile-gattile comprensoriale, a servizio dei comuni di Allumiere, Tolfa e Civitavecchia. Pur non essendo ancora stati informati ufficialmente della ripresa dell’iter, dal Comune comunque non si dicono pienamente certi che questa possa essere oggi la risposta migliore, anche e soprattutto per i tempi che richiederebbe. L’intenzione è quindi quella di proseguire sulla strada del canile cittadino, da far gestire poi in house dalla Csp.

 

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Icpl: i lavoratori si candidano a gestire la struttura

CIVITAVECCHIA – I dipendenti Icpl dichiarano di essere pronti a gestire direttamente la piattaforma logistica di Civitavecchia.
"Come abbiamo dimostrato in questi anni, specialmente negli ultimi mesi – hanno infatti spiegato – all’interno di Icpl ci sono tutte le professionalità necessarie alla completa gestione della struttura. Vogliamo inoltre porre all’attenzione di tutti che sebbene la nostra azienda non sia sana finanziariamente per i pregressi noti motivi, la stessa è in piena operatività. Lo scorso anno ha fatturato circa 1,7 milioni di euro e questo anno ne prevede 2 con soli 38 dipendenti di cui 10 part time. Vogliamo quindi proporci alla gestione della struttura per salvaguardare i posti di lavoro, inclusi quelli dell’indotto e per metterci al riparo da ogni eventuale speculazione. Non abbiamo intenzione di sfidare ad una eventuale asta i partecipanti – hanno aggiunto – e non ne avremmo nemmeno le capacità economiche. Ma è il momento che tutti sappiano che c’è una via d’uscita rappresentata dalla gestione diretta da parte dell’attuale personale dell’Interporto e la elaborazione di un eventuale piano di rientro. Dunque la paventata chiusura va scongiurata come anche una svendita speculativa".

I lavoratori della piattaforma logistica colgono quindi l'occasione "per invitare tutti i creditori e presentarci come alternativa credibile e senz’altro interessata al reale futuro dell’azienda in quanto – hanno sottolineato – unica fonte di sostentamento per noi e le nostre famiglie. Sollecitiamo il Sindaco a farsi parte utile per la convocazione dei creditori tra i quali ci siamo anche noi nonché il Comune stesso, ovvero i cittadini di Civitavecchia. Facciamo anche appello a tutte le forze politiche locali per avere un sostegno fattivo in questo piano di salvataggio qualora la procedura fallimentare non dovesse trovare in tempi brevi una soluzione più efficace. Siamo pronti a rilevare l’interporto". 

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Scarico container: cambia tutto

CIVITAVECCHIA – Rischia di non mettere la parola fine alla guerra in banchina tra Rct e Cfft l’ordinanza pubblicata nel tardo pomeriggio di ieri dal presidente dell’Autorità di sistema Portuale Francesco Maria di Majo. Anzi, farà probabilmente discutere quanto messo nero su bianco dai vertici di Molo Vespucci, per dirimere la vertenza relativa allo scarico dei container e, in particolare, di quelli refrigerati che trasportano la frutta. Anche perché negli ultimi mesi la società italo belga che gestisce il terminal agroalimentare aveva messo sul tavolo un ingente investimento milionario per l’acquisto di due gru semimoventi per lo scarico in autonomia dei container; decisione motivata dalla necessità di rispondere alle richieste e alle esigenze del mercato, sempre più pressante. L’ordinanza fa riferimento al parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e al risultato a cui è giunta la commissione interistituzionale, disponendo come dal 15 settembre prossimo ‘‘l’imbarco sbarco dei contenitori da parte di unità navali adibite al trasporto di container che effettuano servizi di linea dovrà avvenire unicamente presso la banchina 25’’ (data dal 2006 in concessione alla società Rct). ‘‘Non risultano ostacoli di natura tecnico operativa – si legge ancora – che impediscono il trasporto dei container dalla 25 al magazzino della frutta’’. A partire da quella data, inoltre, ‘‘lo sbarco imbarco di container, inclusi quelli refeer, sulle banchine 23 e 24 sarà consentito solo se tali attività  rivestono carattere di occasionalità, ovvero quando tali attività non siano caratterizzate dall’abitualità, sistematicità, ripetitività, regolarità e stabilità’’. Con esposti presentati da parte di Rtc e uno stuolo di avvocati pronti a dare battaglia per Cfft la vertenza non sembra essere chiusa con questo documento.

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Marini: «Annullate in autotutela la gara»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Naturalmente c’è grande attesa per il consiglio comunale del 31 maggio, visto come una specie di resa dei conti tra un sindaco visto tanto disinvoltamente impegnato nella promozione sul territorio nazionale della sua ultima fatica politica, l’Italia in comune, quanto altrettanto disinvoltamente distaccato dalla sorte di quanto in due mandati ha prodotto e verso la dirittura d’arrivo, lasciato in mano, a parere non certo sussurrata dalle opposizioni, ad un gruppo  di persone armati di tanta buona volontà ma di certo non dotati dei guizzi creativi e della capacità di coinvolgimento e di raccoglitore di consenso del capo.  Abbiamo visto che il consigliere Juri Marini, incurante della provvisorietà del suo stesso partito, quello democratico, che si è distinto per la sua presa di posizione degna del miglior Ponzio Pilato per quanto riguarda la sistemazione delle sue questioni interne che certamente hanno influito in negativo sulla deblache dei consensi raccolti alle ultime amministrative, forte comunque di essere stato eletto e trovandosi gioco forza come unico rappresentante del PD in consiglio comunale, esercita il suo ruolo di oppositore senza condizioni o condizionamenti dalle forze del centro destra anch’esse all’opposizione ed incalza sindaco e amministrazione con un’arma lecita quanto democratica, che non trascende in esposti e o denunce ma semplicemente interrogando e chiedendo risposte, orali, immediate che possono produrre un certo imbarazzo, quando sono su temi controversi o dirette a manovre o atti  che inducono ad insinuare dei dubbi che spaziano dalla incapacità amministrativa alla troppa capacità di saper interpretare copioni in uso nella vecchia politica, e il dubbio, si sa, penetra lentamente come una lama che conduce ad una lenta agonia.  Il 31 prossimo, Juri Marini, terra impegnato l’intero consiglio ad ascoltare e riflettere su sei interrogazioni e quattro interpellanze e la giunta ed il sindaco, se non troveranno, come altre volte hanno fatto il modo di sviarle, a rispondere nella maniera più convincente per il consiglio, ma ciò che conta, per gli elettori, il popolo. Uno degli argomenti sui quali si basa una delle  interrogazioni, è sul bando per la costruzione del nuovo cimitero comunale da realizzarsi in project financing con l’intervento di una società privata.
Apre così il documento: «Vista la documentazione relativa al bando per la costruzione del quinto cimitero comunale, da cui sembrano emergere incongruenze e aspetti poco chiari; Considerato che i termini di scadenza del bando non sono ancora scaduti e che in ogni caso l’Amministrazione mantiene il diritto di revoca in autotutela; Si interroga il Sindaco per sapere:   – Chi, e secondo quali criteri, abbia giudicato ottimale la localizzazione dell’intervento, che si sviluppa su un’area di forma non omogenea, stranamente allungata, la cui parte più ampia e quindi presumibilmente più comoda per l’eventuale edificazione, confina con un fosso, risultando con ciò non interamente sfruttabile;
– Se sia possibile avere copia della nota del Comune del 4/11/2015, indirizzata alla Sara 94 Srl, in cui si chiedeva alla società di abbassare le tariffe dei loculi da porre a base di gara, in cambio del rinnovo delle concessioni trentennali per 3.004 utenze negli altri cimiteri comunali;
– Per quale motivo il valore dei 3.004 rinnovi di concessioni, quantificato dalla Sara 94 Srl in 2.228.968 euro risulti calcolato sulla base del costo di costruzione dei loculi (ossia 742 euro, come da progetto preliminare) e non del valore delle concessioni stesse (ossia 1.674 euro), dal momento che, trattandosi di rinnovi, si presume che i loculi siano già esistenti e non debbano essere costruiti ex-novo;
– Per quale motivo tale cifra non sia inclusa nel piano economico e finanziario asseverato dalla Società Arcadia 888;
– Se, nello specifico dei 3.004 rinnovi delle concessioni in scadenza negli altri cimiteri comunali affidati alla Sara 94 Srl, siano inclusi, a vantaggio della stessa ditta, anche i servizi di esumazione e/o estumulazione e in caso affermativo, perché tali valori non siano stati calcolati né nel disciplinare redatto dall’Amministrazione né nel piano economico e finanziario della ditta promotrice. Più in generale, si chiede di sapere se i prezzi posti a base di gara varranno solo per i servizi svolti dalla ditta aggiudicatrice nel nuovo cimitero(facendo emergere in questo modo una discriminazione fra cittadini), oppure saranno estesi a tutti i cimiteri e affidati alla stessa ditta, con ciò producendo un danno economico alla Società partecipata del Comune e quindi indirettamente per le casse comunali, che si chiede di quantificare;
– Se non ritenga che il presunto errore nel calcolo del valore dei 3.004 rinnovi di concessioni, l’assenza di informazioni circa il relativo servizio di esumazione/estumulazione, nonché il mancato riscontro di detti valori nel piano economico e finanziario asseverato, possano rappresentare dei vizi del bando in grado di fuorviare potenzialmente i concorrenti alla gara;
– Se sia consapevole che il costo per i servizi di esumazione ed estumulazione, come da disciplinare di gara, ha subito un incremento esorbitante negli ultimi anni, passando dai 20 euro del 2013, ai 350 euro del 2016, fino all’ulteriore aumento previsto dal bando in oggetto, che propone un costo a base di gara di circa 1600 euro (ossia quasi il 500% in più);
– Se non ritenga opportuno, a tutela degli interessi del Comune e dei cittadini, annullare la gara al fine di approfondire meglio le questioni sopra evidenziate».
Come si vede, interrogazione basata su fatti concreti dalla quale emergerebbe che il cimitero sarà costruito su un pezzo di terreno non tutto sfruttabile vista la vicinanza al fosso e non si parla della mancanza di collegamenti coi mezzi pubblici, tutti da inventare e degli incrementi repentini di valore che il terreno ha avuto con i ripetuti cambi di mano, mano mano che gli atti concretizzavano la certezza del suo utilizzo.  Quanto e da chi voluti i presunti errori di valutazione di calcolo finalizzati ad accrescere l’utile finale del privato che potrebbe portare ad un annullamento della gara in autotutela. E se ciò si fosse costretti a fare? Un’altra figuraccia come le strisce blu? Sarà ancora colpa degli uffici in fase di ristrutturazione e di adeguamento? E il dubbio continua a svilupparsi, a prender forma e ad irrobustirsi.

 

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Adotta una capra per sfalciare l’erba dai cigli delle strade

di TONI MORETTI

CERVETERI – Una provocazione tanto plateale quanto intrigante quella di Luca Piergentili, consigliere comunale di opposizione che in polemica con le inadempienze dell’amministrazione Pascucci adotta una capra ed invita i cittadini ad adottarne una a loro volta affinchè la portino a pascolare lungo i cigli delle strade e dei marciapiedi dove abbondante è l’erba che non viene tolta, tanto da offrire ai residenti, ma soprattutto ai visitatori, un’immagine molto singolare della città. «Ormai è inutile parlare e rimpallare responsabilità con una amministrazione di assenti. Di gente incapace di far rispettare un appalto ad una società che ha mostrato tutti i suoi limiti, difesa fino all’indifendibile, e verso la quale non si riesce a capire tanta clemenza». Lo afferma Luca Piergentili, trovato ed immortalato con la sua capretta al guinzaglio che ha cominciato la sua opera di bonifica per ora solitaria ma non è detto che la cosa non diventi “virale” tra la gente esasperata che non ne può più. 
«Sono tanti – continua Piergentili – che non se la sentono più di essere inclusi tra gli “incivili” a causa di qualche imbecille che probabilmente reagisce male ed abbandona i rifiuti per le strade, da quelle persone che mostrano tanta civiltà lasciando le erbacce per le strade pur avendo il potere ed i mezzi perché ciò non accada con un interlocutore unico che è pagato per non fare quello che deve fare. Ma soprattutto sconvolge l’incapacità a venire a capo della questione. E’ sbagliato il contratto d’appalto? Non si è stati chiari? Qualcuno ha preso fischi per fiaschi? Bene, anche i contratti si possono correggere in corso d’opera. Basta che chi le ha ed ha sbagliato si prenda le proprie responsabilità».

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