Ancora un incidente all'Olmetto, i cittadini invocano sicurezza

LADISPOLI – Ennesimo incidente stradale ieri sera intorno alle 22 all'ingresso principale dell'Olmetto-Monteroni, a Ladispoli. Auto distrutta e tanto spavento per i residenti della zona che da anni chiedono maggiore sicurezza per quella zona, teatro di svariati incidenti (alcuni dei quali anche mortali). "Sono anni – scrive Carla Panzironi per i lottisti dell'Olmetto – che chiediamo al Comune di Ladispoli di mettere in sicurezza le due entrate ma, nonostante gli incidenti, alcuni dei quali mortali, mai nessuno ha svolto la benché minima azione". Panzironi punta i riflettori anche su quel semaforo che inizialmente regolava la viabilità all'altezza della chiesa di Palo laziale e che successivamente fu rimosso senza però esser sostituito da altre opere volte a garantire la sicurezza degli automobilisti che transitano nella zona. "E' solo grazie al fato se ieri sera nessuno si è fatto male, ma se non verranno presi provvedimenti al più presto, la prossima volta non potrebbe andare così"

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Parte il servizio di trasporto pubblico estivo-notturno gratuito per Montalto e Pescia Romana

MONTALTO – Anche per quest’anno il Comune di Montalto di Castro ha organizzato il servizio di trasporto sociale notturno-estivo per minori e anziani residenti nel territorio. Il servizio, completamente gratuito, entrerà in vigore dal 30 giugno e terminerà il 2 settembre con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza sulle strade, in particolare quando il traffico veicolare aumenta durante il fine settimana.

«Un valido ausilio agli anziani e alle famiglie dei ragazzi – spiega il sindaco Sergio Caci -, i quali non sono ancora in possesso della patente di guida, e che possono raggiunge il lido senza dovere ricorrere ai motorini e alle automobili, diminuendo quindi drasticamente gli incidenti stradali e i rischi connessi alla circolazione». 

Il servizio di trasporto sociale è rivolto agli over 65 e ai giovani fino a 18 anni, che dalle ore 20:30 fino alle ore 1:30, dal lunedì alla domenica, con corse ogni 30 minuti, potranno usufruire dell’autobus che da Montalto di Castro porta a Montalto Marina e viceversa. Lo stesso servizio è stato esteso anche per il centro abitato di Pescia Romana, dando così la possibilità alla cittadinanza di poter raggiungere Montalto Marina nelle ore notturne.

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Via la mini rotatoria in via Odescalchi, cambia la viabilità

LADISPOLI – Dopo la rimozione della piccola rotatoria in via Odescalchi, poco prima del ponte sul fosso Sanguinara, cambia ancora la viabilità nella zona. Istituito lo stop in via del Lavatore da dove si potrà procedere solo in direzione Roma ed eliminati i dare precedenza in via Odescalchi e via Ancona. Si tratta di un intervento transitorio, necessario, come spiegato dal sindaco Alessandro Grando "per garantire la sicurezza della circolazione stradale e una maggiore fluidità del traffico". L'amministrazione comunale è però a lavoro per invertire i sensi di marcia in via del Mare e in via del Lavatore "riportando la circolazione allo stato precedente". Operazione che però, se possibile, sarà effettuata dopo la stagione estiva. Una decisione, quella dell'amministrazione, che non accontenta tutti. Alcuni hanno infatti manifestato l'esigenza di invertire i sensi di marcia durante la stagione estiva per cercare di evitare non solo incidenti ma anche lunghe code di traffico in direzione Roma. 

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Eventi musicali, istruzioni per l'uso

LADISPOLI – Lo aveva annunciato durante la prima tappa del tour degli amministratori locali per i quartieri della città e l'ordinanza che regola gli eventi musicali è arrivata come promesso. Col sopraggiungere dell'estate sono molti infatti i cittadini, in particolar modo i residenti del lungomare ladispolano e quanti vivono a ridosso di attività commerciali (pub, bar, ristoranti, ….) che chiedono un po' di rispetto per chi il giorno dopo deve andare a lavoro. Detto fatto, i cittadini sono stati accontentati. Il sindaco di Ladispoli, Alessandro Grando, ha di fatto firmato l'ordinanza che disciplina le attività musicali non solo durante il periodo estivo, ma anche durante il periodo invernale. Musica sì ma non oltre certi orari. E così, all'interno dei locali, negli spazi esterni p all'aperto, da ottobre a maggio dal lunedì alla domenica, si potranno effettuare spettacoli musicali ma non oltre le 24. Vietato disturbare oltre gli orari indicati sull'ordinanza e fino alle 8. Da giugno a settembre da domenica a giovedì musica sì ma fino a mezzanotte. Proroga di un'ora invece per gli eventi musicali realizzati venerdì, sabato e prefestivi. Le attività di diffusione sonora e musicale svolte all'esterno dell'attività, su aree pubbliche e private, anche attraverso l'installazione di diffusori acustici, derivanti da impianti interni ai locali, determinano l'obbligo per il titolare – si legge nell'ordinanza – di dotarsi, propedeuticamente all'avvio dell'attività, della relazione previsionale di impatto acustico di cui alla Legge 447/1995 e potranno esercitarsi esclusivamente nel rispetto dei valori limite dell'emissione. L'ordinanza dà allo stesso tempo la possibilità agli esercenti, tramite una richiesta formale e motivata da presentare al comune almeno 30 giorni prima di un determinato evento, di ottenere dagli amministratori di palazzo Falcone una deroga temporanea a quanto stabilito nell'ordinanza. I trasgressori saranno puniti con una sanzione che potrà oscillare da 25 a 500 euro. Il superamento dei limiti di emissione o di immissione sonora sarà invece punito con una sanzione amministrativa che potrà oscillare da mille a 10mila euro. 

"L'amministrazione comunale – spiega il primo cittadino nell'ordinanza – riconosce l'importante ruolo sociale ed economico svolto dalle attività di somministrazione di alimenti e bevande, non solo perché con la loro presenza contribuiscono efficacemente all'animazione e allo sviluppo turistico, ma anche perché offrono a tutta la cittadinanza, attraverso l'organizzazione di piccoli intrattenimenti musicali e iniziative complementari di allietamento, la possibilità di divertimento entro i confini comunali, con particolare riferimento ai giovani che vengono sottratti al grave rischio di incidenti stradali cui si esporrebbero qualora, non trovando in città locali idonei a soddisfare questo tipo di domanda, fossero costretti a tragitti notturni in automobile per raggiungere ritrovi situati in altre località esterne". Nonostante questo, però, queste attività "possono tuttavia costituire una causa oggettiva di disturbo e disagio per i cittadini residenti nelle aree interessate, particolarmente nelle ore serali e notturne, per cui si rende necessario garantire il giusto equilibrio tra le diverse esigenze. L'ingente flusso di persone nelle zone interessate anche alla 'movida' serale e notturna, gli assembramenti di persone – si continua a leggere nell'ordinanza – di avventori e clienti nelle adiacenze delle attività, sono caratterizzate dagli atteggiamenti incivili sopra evidenziati e risultano pregiudizievoli della incolumità delle persone, del decoro urbano, dell'igiene e della sicurezza urbana in generale". 

L'ordinanza sugli eventi musicali va infatti di pari passo con quella firmata dal sindaco qualche settimana fa per contrastare l'uso di alcol da parte di giovani e meno giovani entro certi orari e in luoghi pubblici, per evitare sia problemi relativi alla sicurezza che il proliferare di discariche abusive soprattutto lungo le spiagge libere situate nei pressi dei locali della movida. Già lo scorso week end, la Polizia locale, durante le attività di controllo del rispetto dell'ordinanza anti alcol, aveva individuato e ammonito circa 150 ragazzi, trovati in possesso di bottiglie di alcol, anche di vetro. 

Ora, con la regolamentazione delle attività musicali, di fatti, l'amministrazione ha voluto disciplinare a 360 gradi il fenomeno 'movida' per cercare di dare delle risposte concrete ai tanti cittadini che da tempo lamentano, non solo il disturbo della quiete pubblica a causa della musica alta, o degli schiamazzi notturni, ma anche l'abbandono sconsiderato di rifiuti sulle spiagge tanto da non renderle fruibili al mattino ai tanti residenti e villeggianti che vorrebbero godersi una bella giornata al mare. Il tutto, cercando però di conciliare le "esigenze delle parti interessate tra cittadini residenti e attività imprenditoriali, nel pieno rispetto della norma". 

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Truffa on-line scoperta dagli uomini della Polizia di Stato del Commissariato di Tarquinia

TARQUINIA – Tutto ha avuto inizio quando,  lo scorso mese di marzo, nel corso dei servizi straordinari di controllo del territorio, intensificati dal Questore di Viterbo sul litorale viterbese,  è stato intercettato  e sequestrato un furgone a un cittadino rumeno,  poiché circolava con assicurazione falsa.

L’uomo, al momento del controllo, esibiva una polizza che aveva acquistato su internet, perfetta nella sua fattezza, che però non risultava presso l’ Associazione Nazionale tra le Imprese Assicuratrici (ANIA). 

Raccolta la denuncia del conducente, i poliziotti del Commissariato di Tarquinia, a seguito di specifiche e laboriose indagini effettuate con metodi tradizionali e telematici, riuscivano a risalite all’utenza telefonica in uso alla falsa agenzia, nonché al conto  dove confluivano i pagamenti. Quindi, seguendo il flusso del denaro, sono stati individuati gli abili autori del raggiro, che sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per il reato di truffa.

Notevole è stato l’impegno profuso dal personale del Commissariato di Tarquinia per  questo genere di reato che, oltre a ledere il patrimonio dei truffati,   contribuisce  a far circolare moltissimi mezzi privi di assicurazione, con gravissimo rischio  per le vittime di eventuali incidenti stradali.

Si raccomanda, prima di acquistare polizie assicurative, di effettuare i necessari controlli, verificando che la compagnia sia autorizzata all’intermediazione assicurativa, iscritta, quindi all’elenco pubblicato dall’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni.

Questa, insieme ad altre accortezze, quali cercare di evitare di  lasciarsi ingannare da proposte “troppo allettanti” e “uniche” potrebbero essere decisive per metterci al riparo da spiacevoli sorprese.

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DECISIONE PESC 19 marzo 2018, n. 458

Decisione (PESC) 2018/458 del Consiglio, del 19 marzo 2018, che
abroga la posizione comune 97/193/PESC su provvedimenti restrittivi
nei confronti di persone che hanno commesso atti di violenza durante
gli incidenti di Mostar il 10 febbraio 1997 – Pubblicato nel n. L 77
del 20 marzo 2018
(18CE1066)

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Sicurezza in ambito ferroviario, gli studenti del Di Vittorio incontrano la Polfer

LADISPOLI – Gli studenti del Di Vittorio incontrano gli uomini della Polizia Ferroviaria. L’evento si  è svolto il 16 e 17 maggio nell’ambito del progetto nazionale “Train … to be cool” ideato dal servizio di Polizia Ferroviaria del Ministero dell’interno in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione. Obiettivo degli incontri: diffondere tra i giovani la cultura della sicurezza ferroviaria.

L’iniziativa, nata all’inizio del 2014, nell’ambito del Piano Nazionale di Educazione alla Legalità, alla Sicurezza, all’Ambiente e alla Salute, prevede momenti di incontro, presso le scuole, tra studenti e operatori specializzati della Polizia Ferroviaria ed è particolarmente rilevante soprattutto per gli allievi ‘fuori sede’, fruitori obbligati dei mezzi di trasporto ferroviari. Studiando i dati relativi alla mortalità da investimento accidentale, si evince che spesso gli incidenti sono determinati da comportamenti scorretti o incauti posti in essere per inconsapevolezza dei pericoli. “Con il racconto di casi reali e la proiezione di filmati – è stato sottolineato – si intende aumentare la consapevolezza del rischio negli allievi. L’obiettivo non è quello di far leva sul terrorismo psicologico, ma semmai di aumentare negli studenti (soprattutto nelle scuole, come l’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’, in cui si registra un elevato numero di pendolari) la consapevolezza dei rischi presenti in quello che viene chiamato in gergo ‘lo scenario ferroviario’. “E’ indispensabile diffondere la cultura della legalità e della sicurezza – è stato ancora sottolineato – invitando tutti gli utenti ad adottare comportamenti responsabili per la salvaguardia della propria ed altrui incolumità”.

 

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‘‘I corti di Mauri’’, premiato l’Alberghiero

di DANILA TOZZI

LADISPOLI – Ancora un successo inanellato dall’Istituto Alberghiero. Gli studenti classe V Sala, infatti, hanno partecipato e ricevuto un premio al concorso ‘I Corti di Mauri’, nato per sensibilizzare gli studenti sui temi della sicurezza stradale e del rispetto delle regole. Nello specifico la storytelling era dedicata alla tragica vicenda del giovanissimo Daniele Nica, vittima di un investimento sulla via Aurelia. 
E proprio martedì 15 maggio, nel laboratorio di Sala dell’Istituto, intitolato al ragazzo scomparso, si è svolta la premiazione alla presenza della Dirigente Scolastica, professoressa Vincenza La Rosa, dell’assessore comunale a Personale, Sicurezza, Polizia locale, Mobilità e Trasporti Amelia Mollica Graziano, del commissario della Polizia Municipale Giorgio Morgan, dei docenti, dei genitori e dei compagni di classe dell’allievo. 
«Nel nostro Istituto – ha sottolineato la preside La Rosa – puntiamo da sempre ad affrontare temi difficili ma indispensabili alla crescita degli studenti. Gli incidenti stradali, sono la principale causa di morte degli adolescenti nel mondo – ha aggiunto– con un’incidenza del 10%, tra i 10 e 14 anni e del 20%, nelle fasce di età superiore.
 Sono dati che non possiamo ignorare. Perciò è nostro dovere di educatori mettere in campo tutte le possibili strategie per promuovere la salute dei giovani e la cultura della vita. Ringrazio quindi i docenti che hanno promosso e coordinato questo progetto, le docenti Rita Colucci, Rosa Torino, Sara Leonardi e Mariagrazia Vasta. Ma voglio rivolgere il mio grazie anche al Presidente della Fondazione Maurizio Galli Angeli, all’assessore Amelia Mollica Graziano e al Corpo della Polizia Municipale. Un saluto particolare va ai genitori di Daniele, che è sempre nei nostri cuori. Noi tutti stiamo pensando a lui, ma sicuramente è anche lui in questo momento che ci vede, ci sorride e ci invita a riflettere su questi temi cruciali. La scuola è vita, è nella vita, è per la vita. Sempre».
Questi i nomi degli allievi vincitori: Marian Allam, Aurora Arleo, Arianna Capomaggi, Simone Casaccia, Lorenzo Cungi, Alessia Feliziani, Stefano Mastropietro, Camilla Morasca, Chiara Petronio, Yuri Rasicci, Ilaria Romano, Lorenzo Scapeccia, Elisa Sibio, Veronica Tramacere, Francesca Vinci, Asia Zappone.
 

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Un fiume di gente alla fiaccolata per Marco

di G. OLZAI e T. MORETTI

CERVETERI – Partecipazione straordinaria alla fiaccolata in ricordo di Marco Vannini per protestare contro una sentenza ritenuta iniqua e ingiusta. Circa 10mila persone hanno sfilato lungo le vie cittadine al grido di «Giustizia, giustizia!» intercalato dall’espressione «Vergogna, vergogna!» diretta più che a soggetti precisi ed identificabili, ad una situazione che si era venuta a creare. La richiesta civile e ordinata era rivolta a chiunque potesse garantire una giustizia equa attraverso il trionfo della verità. Una verità che veniva sottolineato serve a Marco, serve alla sua mamma e al suo papà e ha tutti quelli che gli hanno voluto e continuano a volergli bene. Si sentiva dalla invocazione costante del suo nome gridato dal cuore: «Marco! Marco! Marco!».  Tantissimi, come i genitori, indossavano magliette bianche con la foto di Marco. Ad aprire il corteo lo striscione con la foto di Marco e la scritta @noninmionome giustizia per Marco Vannini come a dissociarsi da quel popolo in nome del quale era stata emessa quella sentenza. L’hashtag diventato virale nel web «Non in mio nome», filo conduttore della manifestazione, è stato urlato come un tormentone. Significativi altri due striscioni contenenti uno la scritta «Noi avremo la nostra giustizia in questa vita o nell’altra»  e l’altro «Il popolo italiano vuole giustizia» che si sintetizzavano il malcontento popolare. L’enorme serpentone di donne, uomini, anziani e bambini molti dei quali tenevano per mano un palloncino bianco, si muoveva avvolto da una serata dal clima clemente, si può osare accogliente, quasi fosse un presagio e al tempo stesso una benedizione. Nonostante l’asprezza del tema si coglieva dai commenti personali di capannelli e piccoli gruppi di conoscenti, l’essenza della necessità di partecipare. Sembrava tutti avessero capito che quella luce che tenevano nelle loro mani fosse necessaria ad illuminare le menti, ad aiutare a distinguere il bene dal male, la vita dalle umane miserie con le quali in questo caso era stata barattata. Una lezione di civiltà morale che pretende di incontrarsi col diritto in quanto fonte d’ispirazione della norma, abbattendo l’originale sillogismo della morale e del diritto che non si incontrano mai. Una serata che si è conclusa con gli applausi scroscianti della folla quando mamma Marina indicando una gigantografia di Marco diceva: «Vedete la foto di mio figlio, il suo sorriso. Io credo che con questa fiaccolata Marco vuole lasciare un messaggio alla nostra società. Forse non è morto invano, perché  la sua purezza, la sua compostezza, il suo essere stato una persona amata e conosciuta che ha dato sempre una parola buona a tutti, ci vuole dire che deve cambiare qualcosa in questa nostra Italia».

FAMILIARI

Mamma Marina: «Ho provato delle emozioni stupende. Mi sono sentita amata da tutti. Ho avvertito l’amore che tutti nutrono per Marco e che nessuno lo dimentica. Lo sentivo vicino a me quando ho visto una stella luminosa che brillava nel cielo. Era come se lui fosse lì e diceva a tutti grazie per quello che state facendo. Una sensazione meravigliosa, vedere una comunità unita nel dolore. E’ vero che il dolore ce l’ho io, però l’ho avvertito in tutti. Ho visto mamme piangere  che mi venivano vicino e mi dicevano “signora, è coraggiosa, è forte, continui così, lo faccia anche per noi perché noi siamo mamme come lei’’. Erano tutti arrabbiati. E’ stata tutta un’emozione. Certo non nascondo che avrei preferito essere dentro casa mia e averci mio figlio vicino. Però, probabilmente, Marco ha voluto mandare un messaggio a questa società. Marco amava tanto la storia. Quando andava a scuola era la sua materia preferita. E sicuramente nella storia lascerà un segno facendo cambiare qualcosa».
Papà Valerio: «La fiaccolata è stata stupenda. C’è stato un flusso di gente che era  inaspettato. Evidentemente è entrata nel cuore delle persone. Non perché siamo bravi ma perché quello che è successo è di uno squallore allucinante. E dopo tutte le porcate fatte quella sera in quella casa, non dico che sono stati premiati, ma tre anni ai familiari, che praticamente non si fanno un giorno di carcere, e soprattutto Viola che sta fuori è assurdo. Viola aveva un telefonino col quale giocava tutto il giorno e poteva fare una chiamata al 118 quella sera, così non si arrivava a questo punto. Marco sarebbe tra noi se l’avesse fatto. Nessuno può dire che lei non c’entra niente. Spero che ci sia un appello e che vengano riviste le punizioni per queste persone. E’ umanamente inaccettabile che una persona che si macchia di un reato del genere possa passarla liscia». Alla domanda circa l’emozione provata a vedere tanta gene, papà Valerio risponde: «Pensavo a cosa Marco avrebbe detto di noi. Siamo persone semplici, umili mai avremmo fatto una cosa così eclatante con tante persone e Marco penso ci avrebbe guardato sbalordito – dice sorridendo – e sicuramente ci avrebbe detto qualcosa. Mia moglie ha una grande forza, nonostante tutto quello che sta passando, riesce ad avere la sua grinta nell’affrontare la cosa. Ci sono poche persone così. Io faccio da spalla. Le persone mi dicono che il mio silenzio parla. Sentivo il calore delle persone perché è quello che aiuta me in modo particolare non solo ad andare avanti ma anche a trovare il coraggio di esprimere i miei sentimenti. E’ come se loro me lo chiedessero, volessero una conferma. Alla fiaccolata ho avuto emozioni belle tra virgolette perché la causa purtroppo è bruttissima. Vedere tutte quelle persone che ci stavano vicino e in sintonia con le nostre idee come se si sentissero toccati come fossero dei familiari, è stato molto bello». 
La zia Anna Conte: «Sono molto emozionata, molto commossa e mi auguro che sia l’inizio di qualcosa di buono non solo per noi ma anche per le altre persone per ottenere giustizia. Speriamo si arrivi alla verità anche se a me sembra così palese. Tanta gente ha preso parte al nostro dolore. Ha partecipato e spero che ci aiuti con la presenza a far ottenere a Marco la giustizia che si merita».   
Lo zio Roberto Carlini: «Siamo pienamente sodisfatti per l’esito di questa manifestazione. Siamo riusciti a far scendere in piazza circa 10mila persone che con la loro presenza hanno testimoniato la loro solidarietà e vicinanza alla famiglia ma soprattutto si sono distaccati da una giustizia non giusta che ogni giorno, a parte il caso di Marco, viene rappresentata nei vari casi. La gente è stanca. E’ stanca e quando può, coglie l’occasione per scendere in piazza e manifestare. Ma la cosa che ci ha fatto ancor più piacere è vedere i sindaci che si sono uniti a noi indossando la fascia tricolore. Erano i sindaci dei comuni limitrofi che rappresentano centinaia di migliaia di persone. Questo ci ha fatto immensamente piacere perché significa che anche le istituzioni si sono schierate dalla nostra parte».
Il cugino Alessandro Carlini: «Vedere ieri sera quante persone sono scese in piazza per chiedere giustizia per Marco è stata per noi un’emozione immensa. Non potremmo mai dimenticare quello che state facendo da tre anni per la nostra famiglia. Spesso la gente ci ferma o ci scrive per dirci che siamo un esempio per tutti e che siamo una famiglia speciale. Beh lasciateci dire che le persone speciali siete voi e che in questi anni ci avete insegnato veramente tanto rendendoci delle persone migliori. Volevamo ringraziare tutte le persone presenti ieri sera a Cerveteri, Roma, Milano, Pavia, Sanremo, Reggio Calabria, Olbia, Cagliari, Arezzo, Bologna, Tor San Lorenzo, ma anche tutte quelle che non hanno potuto partecipare ma che con il cuore erano lì con noi. Chi di dovere non potrà far finta di non vedere quello che è accaduto ieri sera!!! Noi non molleremo mai!»

 

SICUREZZA

La presenza delle Forze dell’ordine era imponente ma discreta.  La presenza delle autorità dell’arma dei carabinieri nella persona del comandante della compagnia di Civitavecchia, il capitano Marco Belillo e del dirigente del commissariato della Polizia di Stato, sempre di Civitavecchia Nicola Regna, facevano capire subito quanta e quale attenzione aveva attirato questa manifestazione, con buoni  e corretti intendimenti da parte degli organizzatori, ma comunque figlia dei social, attraverso i quali aveva avuto adesioni mai viste per questo territorio e che hanno quindi imposto la valutazione di variabili di non poco conto, vista la difficoltà ad identificare il target dei partecipanti. I presupposti erano chiari. Si manifestava contro una sentenza  di un tribunale ritenuta ingiusta appellandosi al sacrosanto diritto della critica senza però mai mettere in discussione che comunque le sentenze vanno rispettate e accettate, pilastro del nostro ordinamento giuridico. Quanti avevano capito il vero senso della manifestazione? Quanti potevano essere quelli che non volevano capire e che potevano approfittare della grossa ribalta offerta dall’evento tentando di strumentalizzarla e di cambiarne volto e significato? Il rischio c’era e le autorità se ne sono fatte carico ai massimi livelli. E’ stata l’occasione per il comandante Belillo di conoscere personalmente mamma Marina,  che le ha presentato personalmente il comandante della caserma di Cerveteri il luogotenente Polizzi, mite e allo stesso tempo tenace e grintosa, che ha reagito come solo l’istinto di una femmina sa reagire quando fai un torto al figlio. E Marco, il figlio, il torto lo ha subito e questo si al di là di ogni ragionevole dubbio. Sarebbe congettura impegnare parole per spiegare che sentimento può aver suscitato quella mamma addolorata e arrabbiata sul giovane comandante Belillo. Ma non si può negare che durante il corteo Marina attorniata come in una sorta di scorta dal giovane comandante, dal luogotenente Polizzi e dagli altri funzionari della Polizia di Stato, aveva un’aria tranquilla, si sentiva palesemente al sicuro.
Renato Bisegni, responsabile dell’ufficio della Protezione Civile di Cerveteri: «La risposta delle associazioni del volontariato è stata al di sopra di ogni aspettativa. Hanno risposto all’appello circa cento unità appartenenti alle associazioni locali e dai paesi limitrofi  formando  uno staff che ha reso sicuro in ogni  aspetto l’evento eccezionale occorso a Cerveteri.  Ad intervenire per ogni esigenza delle circa diecimila persone che hanno partecipato alla fiaccolata trenta uomini divisi in due squadre antincendio, due moto mediche con alcuni nuclei sanitari a piedi che seguivano il corteo. Erano presenti poi due  punti di assistenza medica presidiati da personale specializzato di Assovoce di Cerveteri e dalla CRI di Santa Severa. C’erano inoltre i volontari dell’associazione “Misericordia” di Santa Marinella con un ambulanza e altre due ambulanze erano presenti rispettivamente della CRI e della Assovoce. Le Guardie Ecozoofile di Fare Ambiente, si adoperavano poi a controllare i varchi e gli accessi in città supportando la Polizia locale a rendere il traffico più fluido ed ordinato. La soddisfazione che si è avuta a fine serata – conclude Bisegni  – è stato di aver preso atto della risposta che c’è stata dalle associazioni di volontariato, della macchina che ha funzionato in modo perfetto e che una serata da considerarsi eccezionale per il volume di persone che ha portato a Cerveteri si è svolta senza incidenti di nessun tipo  per i quali si è dovuto intervenire». C’è da dire che tanto non stupisce vista la cura che della Protezione civile ha avuto il suo ex comandante Marco Scarpellini, da qualche mese in pensione, e dalla competenza di chi ne ha raccolto il testimone: Renato Bisegni. Il nucleo comunale è impegnato infatti in corsi di formazione  e di simulazioni pressochè continui, soprattutto nelle scuole, formazione diretta ai docenti e agli allievi per le emergenze che possono presentarsi improvvise che possono sembrare banali ma altamente pericolose se non si conoscono le tecniche e i metodi di intervento.

SINDACI

Alessio Pascucci, Cerveteri: «Quando mi sono insediato nel ruolo di Sindaco, ho giurato fedeltà e rispetto della Costituzione, nella quale credo fermamente. Ma oggi non posso non dire che quando abbiamo letto la sentenza di primo grado di questo processo, abbiamo sentito nel nostro cuore che fosse una sentenza non legata alle parole giustizia e verità». 
Alessandro Grando, Ladispoli: «Sono orgoglioso di rappresentare la mia città in questa circostanza che purtroppo rimarrà per sempre legata a un evento tragico. Questa piazza ha dimostrato di essere una piazza matura, ha rappresentato la propria rabbia nella maniera giusta. Questa manifestazione rimarrà per sempre nel mio cuore. Continueremo a far sentire il nostro amore alla famiglia di Marco finché non avrà ottenuto giustizia e verità».
Bruno Bruni, Manziana: «Il tema di questa sera è amaro, molto amaro. Come amministrazione abbiamo intitolato a Marco una panchina nei giardini pubblici in una posizione dove si vede l’infinito, e da dove si vede la casa dove è nato Valerio»
Luca Testini, vicesindaco di Bracciano:  Esalta l’esempio del dolore e dell’amore della famiglia Vannini e dice: «Questo farà in modo che Marco rimanga sempre presente nel cuore di  ognuno di noi» 

 

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Una �app� del governo lo mette fuori uso in automatico perch� aumenta gli incidenti stradali. Le strategie anti-iperconnessione sono attuate �creativamente� dagli Stati

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