Lavori alla stazione ferroviaria, i pendolari incalzano Rfi

CIVITAVECCHIA – All'indomani del punto sui lavori in corso alla stazione ferroviaria di Civitavecchia da parte di Rfi, il comitato pendolari Civitavecchia Santa Marinella incalza la società delle ferrovie, chiedendo maggiori informazioni e più chiarezza, soprattutto nei tempi. 

"Dopo 2 anni dall’avvio delle opere di riqualificazione della stazione di Civitavecchia, con ultimazione prevista nell’estate 2017 – hanno spiegato – ci troviamo ancora in una situazione del tutto provvisoria, con la maggior parte delle previsioni di fine lavori largamente disattese. Tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 sono iniziati gli attuali interventi sull’ex-magazzino merci e in seguito abbiamo appreso che le opere sarebbero terminate nel mese di febbraio 2019. Si registra poi un ritardo di quasi un anno e mezzo per gli ascensori. Dalle ultime informazioni emerge che l’area attualmente in fase di riqualificazione dovrebbe essere terminata verso la fine di novembre di questo anno, per poi partire da dicembre con l’innalzamento della restante parte del binario 1 e la realizzazione della cabina di alimentazione a servizio degli ascensori. Il termine previsto per queste opere, tuttavia, ha subito un nuovo slittamento: da febbraio 2019 a maggio 2019".

Il comitato pendolari Civitavecchia – Santa Marinella auspica che questa previsione di termine dei lavori sia definitiva, senza necessità di ulteriori proroghe, e che si chiarisca cosa ci si aspetterà al termine di questa fase." Ribadiamo ancora una volta, infatti, che non si hanno notizie alcune su cosa, e soprattutto quando, dovrà essere fatto per avere dopo anni una stazione quantomeno decorosa – hanno ribadito – questa scarsità di comunicazioni, sia quantitativa, sia qualitativa, riguarda purtroppo quasi tutte le stazioni servite dalla linea FL5, siano esse in corso di lavorazione o in attesa di interventi. Per il caso di Civitavecchia, però, auspichiamo che non si vada verso uno scenario che, a questo punto, ha buone probabilità di avverarsi: la prima stazione ad iniziare la riqualificazione, ma l’ultima a finire".

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Taxi –ncc, Codacons: ''Bene il nuovo regolamento comunale''

CIVITAVECCHIA – “In dirittura di arrivo il nuovo regolamento comunale per il trasporto pubblico non di linea”. Lo rende noto Sabrina de Paolis rappresentante del Codacons di Civitavecchia che esprime soddisfazione, dopo anni di battaglie, e indica due grandi novità che consentiranno un servizio migliore e regolare. “Una svolta clamorosa – prosegue De Paolis – sarà l'inserimento di tariffe fisse e calmierate, che saranno stabilite dalla giunta comunale (per le quali il Codacons presenterà le sue proposte già nella seduta della Commissione consultiva del 17 ottobre), che tutelerà tutti i consumatori, crocieristi compresi, da brutte sorprese”.

Per De Paolis grazie alle tariffe non ci saranno più conti astronomici “per un trasferimento di circa 2 chilometri, come quello dalla stazione o da un bed and breakfast fino a largo della Pace. Così come sarà finalmente possibile chiamare un taxi tramite l'istituzione del servizio centralizzato di radio taxi”.

Si tratta di uno strumento fondamentale e chiesto a gran voce dal Codacons perché “il telefono pubblicizzato anche sul sito istituzionale del Comune – incalza De Paolis -(e pagato dai cittadini), ubicato fuori alla stazione, squilla sempre a vuoto”. Un disservizio che mette in cattiva luce tutta la città. Finalmente si potrà avere un servizio regolare, cosa fino ad ora impossibile “con tutti i taxi impegnati nei tour romani con incassi fino a 600 euro a corsa, come balzato recentemente agli onori della cronaca – tuona De Paolis – dopo le indagini dei Carabinieri che hanno portato alla comminazione della sanzione amministrativa e alla denuncia di un tassista che addirittura essendo adibito esclusivamente al trasporto disabili, effettuava invece questa corsa a Roma per passeggeri normodotati”.

Prevista anche la possibilità dell'inserimento di nuove aree di stazionamento.

“Ringraziando – aggiunge De Paolis – l'ottimo lavoro dell'Ufficio trasporti pubblici del comune di Civitavecchia, nella persona della dirigente Gabriella Brullini, per la stesura del regolamento, nonché quello del Nucleo operativo e radiomobile comandato dal tenente Roberto Lacatena che ha permesso di accertare i fatti esposti dal Codacons, il cui esito è stato certamente utile al perfezionamento del nuovo regolamento l fine di dotarlo di strumenti atti a contrastare comportamenti illeciti, confidiamo ora nel buon senso di tutti i titolari di licenza taxi affinché si smetta di fare ostruzionismo a spese degli utenti e dei cittadini, nella rapida attuazione di quanto di competenza della giunta, e – conclude – in una pronta approvazione finale in consiglio comunale”.

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Mecozzi: ''Civitavecchia e il suo hinterland hanno bisogno della camera iperbarica''

CIVITAVECCHIA – «Civitavecchia ed il suo hinterland hanno bisogno della Camera Iperbarica». Parola del consigliere comunale del Polo democratico Mirko Mecozzi che prosegue: «Da troppo tempo l’importante strumento sanitario, che come noto è ubicato all’ interno dell’area portuale, per troppe pastoie burocratiche – incalza Mecozzi – giace inattiva da troppi anni e non può dare il suo importante apporto a tante patologie che troverebbero certo giovamento dalla sua importante applicazione». (SEGUE) 

Una situazione inspiegabile per Mecozzi che si chiede «quali e quante siano le ragioni reali della sospensione del servizio reso dalla Camera iperbarica che come noto – ricorda il consigliere – nel corso degli anni è stata oggetto di molteplici tentativi di riattivazione, non andati a buon fine per le famose pastoie, anche da parte  di associazioni locali che si erano resi disponibili alla sua gestione e che vanno per questo ringraziate». (Agg. 05/10/2018 ore 19,40) 

L’invito di Mecozzi è rivolto alla politica ed è quello di trovare una «sintesi comune e lavorare insieme per raggiungere l’importante obiettivo di garantire alla cittadinanza una ulteriore copertura sanitaria oggi del tutto inesistente sul territorio comunale e su quelli limitrofi. Spaventa anche – conclude duro – l’inerzia  di questa amministrazione silente sul caso». (Agg. 05/10/2018 ore 19,55) 

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Tidei: ''La mia umile origine mi ha insegnato il rispetto del lavoro''

SANTA MARINELLA – Il sindaco Pietro Tidei, risponde a coloro che gli hanno rivolto critiche, dopo aver partecipato alla giornata ecologica a Santa Severa, dove ha effettuato, insieme ai cittadini e ai volontari, alla pulizia del centro cittadino. In particolare, il primo cittadino se la prende con il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Francesco Settanni che aveva espresso un suo giudizio sull’iniziativa del primo cittadino di Santa Marinella. «Vorrei rispondere ad un sedicente consigliere che discute di un Sindaco che, per contribuire a pulire un pezzo di città ed educare i cittadini ad una maggiore coscienza civica, non esita a prendere una scopa in mano insieme ad un gruppo di volenterosi ed encomiabili cittadini pulendosi un intera via di Santa Severa – dice Pietro Tidei – vorrei dire a questo signore che il sottoscritto proviene da una famiglia operaia e che ha potuto frequentare il liceo classico l’Università e conseguire il titolo di avvocato cassazionista grazie ad un duro lavoro estivo di operaio, cameriere, bracciante agricolo, generico cavallerizzo con le più svariate compagnie cinematografiche nonchè quella di arbitro di calcio e giovane insegnante. E la mia umile provenienza insieme all’insegnamento dei mie cari genitori mi hanno insegnato a rispettare il lavoro anche quello più umile e la povertà. Non mi sento ne soldato ne colonnello e nessuno mi ha collocato in pensione anzitempo. Lavoro ancor che da sindaco con la coscienza di un operaio e non mi vergogno a prendere una scopa in mano e ripulire le strade. Sono stato, nel 1971, il più giovane consigliere provinciale d’Italia ed ho percorso orgogliosamente tutte le tappe istituzionali come il Comune, la Provincia, la Regione, il Parlamento, i vertici aziendali tra le aziende più importanti d Italia, ma sempre con lo spirito di operaio e di figlio del popolo, quello che lavora e non di chi campa di rendita con un grado sulle spalle”. A dar man forte al sindaco c’è anche Franco Bagaglia che incalza. “Mai avrei pensato nella mia evidente ingenuità e fiducia nel genere umano che una foto raffigurante un sindaco accompagnare le meritorie attività di volontariato di un gruppo di solerti cittadini intenti a dare un contributo alla pulizia della propria città potesse mai essere oggetto di qualche critica o peggio ancora essere imbrattata dal fango delle più assurde maldicenze – afferma Bagaglia – siamo di fronte al classico caso in cui il diritto di critica sa parte di certi personaggi pubblici arriva ad oltrepassare la pubblica decenza per sconfinare in un turpiloquio di argomenti a sostegno che definire aberranti è puro eufemismo. Invito quindi il signor Settanni a motivare le sue idee sulla base di sentimenti più nobili e non certo su quella degli istinti di rabbia che tra l’altro lo portano a esprimere tesi che non stanno ne il cielo ne in terra”.

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Ferri (Pd): ''Dal porto Civitavecchia non trae alcun vantaggio''

CIVITAVECCHIA – «È indubbio purtroppo che Civitavecchia sia ad ora, esclusivamente, la città che ospita il porto da cui però non trae alcun vantaggio se non le conseguenze date dall’inquinamento e dal traffico veicolare associato».

Parola del segretario del Partito democratico di Civitavecchia Germano Ferri che interviene sulla situazione ‘‘porto’’. «Emblematica in questi giorni – continua il dem – la decisione presa dall’Adsp relativamente alla banchina 26, senza coinvolgere le imprese locali, la città e senza pensare minimamente alle implicazione che tale scelta potrà avere sull’occupazione locale». Ma Ferri torna poi sulla notizia che, anche quest’anno, Civitavecchia sarà il primo porto per le crociere. «Tornando alla questione turistica – prosegue Ferri – una movimentazione di persone così importante potrebbe essere una boccata d’ossigeno per il commercio locale ormai in crisi, in virtù dei tanti croceristi che all’approdo in porto decidono di non recarsi a Roma. Considerato il patrimonio artistico, culturale, paesaggistico e gastronomico del territorio a nord della capitale – incalza il segretario del Pd locale – sicuramente la nostra città potrebbe essere inserita in un piano turistico che coinvolga anche le città della Tuscia e che si ponga come alternativa a Roma».

Qualcosa di realizzabile soltanto nel caso in cui «la città torni ad essere attrattiva sia sotto il punto di vista del decoro urbano che, soprattutto, per le capacità attrattive e ricettive che la stessa può offrire. Tutto questo però – conclude Ferri – necessita di una politica forte, la quale pensi realmente al bene della città, cosa di cui Civitavecchia ha ormai bisogno da tempo».

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Vigili del fuoco: a Tarquinia mancano ancora 16 unità

TARQUINIA – Era il lontano 11 aprile 2017 quando dopo anni di battaglie veniva finalmente decretato dall’allora ministro dell’Interno onorevole Minniti, come ‘‘permanente’’, il distaccamento dei Vigili del fuoco di Tarquinia.
Per anni è stato aperto solo per il periodo estivo, come del resto negli ultimi due anni, sfruttando le convenzioni con la Regione per l’ antincendio boschivo, per essere poi chiuso gli altri mesi dell’anno. 
Ma tre mesi l’anno sono sufficienti a garantire il soccorso pubblico per gli abitanti del litorale? Sono sufficienti a garantire la Sicurezza lungo la SS1 Aurelia che da due anni è diventata un’autostrada?
A queste domande il Conapo, sindacato autonomo dei Vigili del fuoco, risponde seccamente ‘’no’’.
E a farlo è in particolare il segretario Conapo di Viterbo, Danilo Martoni che spiega: «Dopo la seconda inaugurazione ufficiale alla presenza di tutte le autorità, ci aspettavamo che il Ministero ci inviasse le risorse necessarie a un’apertura H24 di Tarquinia, ma a oggi mancano ancora 16 unità in organico. È terminato anche il presidio contro gli incendi boschivi, pagato in convenzione dalla Regione Lazio, presente solo di giorno, che comunque non garantiva la totale sicurezza degli abitanti del litorale, giacché per interventi tra le 20 e le 8, doveva partire una squadra da Viterbo, con ben 50 minuti da percorrere con un mezzo pesante».
«Da domani – incalza Luca Marini vice segretario Conapo – cosa risponderemo all’utente che chiama da Tarquinia, Montalto di Castro e da tutti gli altri comuni di competenza del distaccamento sul litorale, scusate ma ci vuole un’ora per arrivare? La popolazione, dopo tutti questi articoli e inaugurazioni, pensa ora che il distaccamento sia operativo».
«Abbiamo appreso inoltre – continua Danilo Martoni – dell’apertura del Polo di prevenzione incendi proprio a Tarquinia, ben vengano queste aperture, non dimentichiamo che vanno rispettati gli orari e visti i numeri, ma tra ispettori e funzionari, resto molto perplesso, e comunque per noi la priorità deve essere quella di aprire realmente il distaccamento di Tarquinia per poi mettere in piedi tutto il resto. Proprio perché parliamo di tempo necessario per intervenire e salvare vite umane».
«Non ci dimentichiamo della situazione in cui versa il distaccamento di Civita Castellana, stiamo aspettando da mesi che il Comune completi l’opera di consolidamento della struttura, nonché la sistemazione dell’impianto termico. In ultimo, ma non meno importante, la nuova sede centrale dei Vigili del fuoco di Viterbo – conclude Martoni- a tre mesi dall’apertura mancano ancora da sistemare tante cose dimenticate in fase di esecuzione dei lavori, per le quali mancano gli accreditamenti economici da parte dell’amministrazione, speriamo poi che il Tar del Lazio si pronunci presto e assegni definitivamente i lavori per la conclusione del secondo lotto». «All’ingegner Emanuele Pianese, nuovo comandante di Viterbo, – concludono i sindacalisti del Conapo – diamo il benvenuto con i nostri migliori auguri buon lavoro e chiediamo massima attenzione per queste problematiche».

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Chiusura domenicale, Nunzi: ''Condivisibile''

CIVITAVECCHIA – «La proposta del governo che mette un limite all’apertura indiscriminata ed alla liberalizzazione selvaggia dei negozi, avviata con il governo Monti, è condivisibile». È il commento dell’ex commissario Confcommercio Civitavecchia, ora presidente dell’associazione Meno poltrone più panchine, Tullio Nunzi riguardo la proposta di legge, a prima firma di Barbara Saltamartini (Lega), presentata in Commissione Attività produttive della Camera  in cui si propone un nuovo ‘‘piano per la regolazione degli orari di apertura e di chiusura degli esercizi commerciali’’, argomento che sta tenendo banco in questi.

Negozi  aperti la domenica sì o no? Nunzi non ha dubbi: «La liberalizzazione selvaggia – prosegue – ha discriminato i piccoli negozi commerciali; la deregolamentazione che doveva portare benefici a tutti, al contrario ha totalmente penalizzato I piccoli negozi, quel microcapitalismo cellulare che è l’asse portante dell’occupazione di Civitavecchia e del suo pil. Oggi – incalza Nunzi – che tutti parlano di posti di lavoro, in un recente passato non si sono mai chiesti della perdita dei posti di lavoro, quando si autorizzavano indiscriminatamente aperture di centri commerciali a ridosso dei centri cittadini. Ricordo – conclude – che le varie proposte di legge prevedono deroghe per città turistiche e deroghe di diverso tipo, affidando giustamente alle regioni la gestione concreta delle aperture».

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Italcementi, Marietta Tidei: ''Agli annunci seguano i fatti''

CIVITAVECCHIA – «Mi auguro che la ripresa dei contatti con Italcementi produca qualcosa di più sostanzioso di qualche lavoro per la messa in sicurezza del sito, tra l’altro obbligatoria per legge». Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Marietta Tidei che interviene dopo l’annuncio del sindaco Antonio Cozzolino dell’avvio, a breve, dei lavori di demolizione e bonifica del sito.

«Mi auguro che il Sindaco chiarisca lo stato dell’arte – prosegue il dem – ma soprattutto che agli annunci seguano i fatti. Dopo quattro anni di nulla sarebbe ora. Con  la revoca della delibera del 2013 l’amministrazione ha fatto perdere alla città un’occasione storica: quella di compiere una grande operazione di rigenerazione urbana. Ci sarebbe stato – tuona Tidei – lavoro per tante imprese  e lavoratori locali  e soprattutto si sarebbe ricucita una ferita orribile nel tessuto urbano. Si sarebbe abbattuto un mostro riconsegnando alla città un’area più bella e fruibile». Ma sull’argomento interviene anche il segretario del Partito democratico Civitavecchia Germano Ferri che chiede maggiore chiarezza. «Innanzitutto – spiega il dem – la bonifica del sito Italcementi è un’opera complessa, il cui costo milionario difficilmente credo possa essere speso dalla società proprietaria del sito senza una contro richiesta verso la città. Cosa verrà realizzato al posto del cementificio? Se il Sindaco – incalza Ferri – ha già preso accordi, credo la città debba essere edotta sul futuro sviluppo della stessa». Altro problema poi sarebbe la bonifica dell’amianto presente nel sito.

«Mi chiedo se sia già stata fatta una valutazione dell’impatto ambientale – continua Ferri – se sia presente un piano di bonifica e se la Asl e la Regione Lazio siano state edotte su ciò». Ma questi non sono gli unici dubbi sollevati da Ferri che si chiede anche come, e soprattutto dove, verrà smaltito il materiale derivante dalla demolizione o come si gestirà il traffico di mezzi pesanti che deriverà dall’inizio dei lavori. «Infine, il piano di smantellamento del cementificio presente prima della nomina dell’attuale amministrazione pentastellata, accantonato poi dalla stessa, prevedeva l’impiego di maestranze locali. In una situazione cittadina in cui il lavoro oggi è una tematica fondamentale, anche in virtù delle molte aziende in difficoltà, e considerato il fatto che la chiusura di Italcementi ha lasciato a casa molti padri di famiglia – conclude il segretario dem – mi chiedo se si darà spazio alle tante società che a Civitavecchia possono offrire eccellenti professionalità verso un lavoro che, a mio avviso, dovrebbe coinvolgere in primis i lavoratori locali. Spero in una risposta chiarificatrice da parte del Sindaco». 

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Italcementi, Marietta Tidei: ''Agli annunci seguano i fatti''

CIVITAVECCHIA – «Mi auguro che la ripresa dei contatti con Italcementi produca qualcosa di più sostanzioso di qualche lavoro per la messa in sicurezza del sito, tra l’altro obbligatoria per legge». Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Marietta Tidei che interviene dopo l’annuncio del sindaco Antonio Cozzolino dell’avvio, a breve, dei lavori di demolizione e bonifica del sito.

«Mi auguro che il Sindaco chiarisca lo stato dell’arte – prosegue il dem – ma soprattutto che agli annunci seguano i fatti. Dopo quattro anni di nulla sarebbe ora. Con  la revoca della delibera del 2013 l’amministrazione ha fatto perdere alla città un’occasione storica: quella di compiere una grande operazione di rigenerazione urbana. Ci sarebbe stato – tuona Tidei – lavoro per tante imprese  e lavoratori locali  e soprattutto si sarebbe ricucita una ferita orribile nel tessuto urbano. Si sarebbe abbattuto un mostro riconsegnando alla città un’area più bella e fruibile». Ma sull’argomento interviene anche il segretario del Partito democratico Civitavecchia Germano Ferri che chiede maggiore chiarezza. «Innanzitutto – spiega il dem – la bonifica del sito Italcementi è un’opera complessa, il cui costo milionario difficilmente credo possa essere speso dalla società proprietaria del sito senza una contro richiesta verso la città. Cosa verrà realizzato al posto del cementificio? Se il Sindaco – incalza Ferri – ha già preso accordi, credo la città debba essere edotta sul futuro sviluppo della stessa». Altro problema poi sarebbe la bonifica dell’amianto presente nel sito.

«Mi chiedo se sia già stata fatta una valutazione dell’impatto ambientale – continua Ferri – se sia presente un piano di bonifica e se la Asl e la Regione Lazio siano state edotte su ciò». Ma questi non sono gli unici dubbi sollevati da Ferri che si chiede anche come, e soprattutto dove, verrà smaltito il materiale derivante dalla demolizione o come si gestirà il traffico di mezzi pesanti che deriverà dall’inizio dei lavori. «Infine, il piano di smantellamento del cementificio presente prima della nomina dell’attuale amministrazione pentastellata, accantonato poi dalla stessa, prevedeva l’impiego di maestranze locali. In una situazione cittadina in cui il lavoro oggi è una tematica fondamentale, anche in virtù delle molte aziende in difficoltà, e considerato il fatto che la chiusura di Italcementi ha lasciato a casa molti padri di famiglia – conclude il segretario dem – mi chiedo se si darà spazio alle tante società che a Civitavecchia possono offrire eccellenti professionalità verso un lavoro che, a mio avviso, dovrebbe coinvolgere in primis i lavoratori locali. Spero in una risposta chiarificatrice da parte del Sindaco». 

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