Bilico finisce nella cunetta: Litoranea bloccata per oltre 4 ore

TARQUINIA – Litoranea bloccata per oltre quattro ore giovedì dal pomeriggio fino a sera a causa di un bilico che trasportava prodotti ortofrutticoli. Il mezzo pesante è infatti rimasto incastrato nella cunetta, occupando la carreggiata, durante le manovre per uscire da un terreno. Sul posto sono dovuti intervenire i Vigili del fuoco che hanno provveduto a scaricare parte dell’autoarticolato dei cassoni presenti nel carico, per poter liberare la strada e  riattivare la viabilità. Ancora una volta un esempio concreto dell’inadeguatezza dell’arteria, sulle cui condizioni di poca sicurezza, peraltro, nei giorni scorsi è intervenuto anche il Codacons.  Che la larghezza della Litoranea fosse inadeguata (con appena cinque metri), al passaggio di mezzi pesanti lo si era capito subito, all’indomani della presentazione del progetto sulle complanari legate alla realizzazione dell’autostrada Tirrenica. Proprio con la realizzazione dell’autostrada Tirrenica, la Litoranea ha intensificato il traffico veicolare con molti automobilisti che decidono di non pagare il pedaggio autostradale, girando allo svincolo per  Riva dei Tarquini. Per non parlare del fatto che in estate, l’arteria serve ben quattro campeggi. E gli automobilisti protestano: «Questa strada è diventata un inferno». 

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Cfft, la politica a difesa dei lavoratori

CIVITAVECCHIA – Dopo la vertenza dello scarico del carbone, quella relativa alla movimentazione dei container rischia di portare a pesanti ripercussioni nello scalo e in città. Soprattutto alla luce dell'ordinanza firmata dal presidente dell'Adsp Franceco Maria di Majo che dispone come, dal 15 settembre, i container dovranno essere scaricati esclusivamente alla banchina 25, quella data in concessione alla Rct. Un'ordinanza che preoccupa, e non poco, i lavoratori del terminal agroalimentare di Cfft. Già diversi clienti avrebbero annunciato di voler lasciare lo scalo, delocalizzando l'attività in altri porti, come Livorno, Salerno e Gioia Tauro. Un'eventualità assolutamente da evitare, come sottolineato anche dal Polo democratico, sceso in campo a difesa dei lavoratori della Cfft. "Nel nostro porto si è sviluppata una elevata professionalità – hanno spiegato dal partito – nel rispetto del gioco della concorrenza e del libero mercato, in grado di essere competitiva e di vincere la sfida con porti che hanno una più spiccata vocazione mercantile. Le famiglie dei lavoratori e l’azienda non meritano di subire provvedimenti penalizzanti tali da mettere in discussione la sopravvivenza della Cfft. Auspichiamo che le parti e l’Adsp possano incontrarsi serenamente e rimuovere ogni ostacolo che si frappone allo sviluppo ed alla crescita dei traffici nel porto di Civitavecchia. Se così non fosse scenderemo in piazza al fianco dei lavoratori della Cfft a difesa di quanto si sono conquistati sul campo”. 

Preoccupato anche il circolo territoriale di Fratelli d'Italia. "Ci risulta che la Cfft abbia effettuato ingenti investimenti per acquistare delle gru – hanno spiegato –  abbia assunto ragazzi di Civitavecchia e goda della stima e preferenza di Del Monte ed altri big di livello internazionale del settore agroalimentare, che ad oggi rappresenta uno dei pochissimi traffici commerciali c’è hanno un andamento positivo nel nostro scalo portuale. L’iniziativa del presidente Di Majo avrebbe come effetto diretto la costituzione di un monopolio di fatto a favore della Rtc, concessionario in esclusiva dell’unica banchina del porto di Civitavecchia che sarebbe autorizzata ad accogliere i carichi di frutta in container e, contemporaneamente, colpirebbe duramente un operatore come la Cfft, che ha investito molto e creato occupazione a Civitavecchia, facendo affidamento proprio sulla iniziale disponibilità da parte di Molo Vespucci, mettendo evidentemente a repentaglio molti posti di lavoro; inoltre, rischierebbe di indurre Del Monte ed altri grandi marchi internazionali leader del mercato della frutta a migrare in altri porti, colpendo duramente lo scalo portuale di Civitavecchia nel suo complesso ed impoverendo ulteriormente la già asfittica economia di Civitavecchia, che non può certo prescindere da un sano sviluppo del porto".

Fratelli d'Italia invita quindi il presidente della Adsp Di Majo a rivedere e revocare immediatamente l’ordinanza, "che potrebbe avere effetti così deleteri per il porto e la città. Siamo pronti a sollecitare sulla vicenda l’intervento dei rappresentanti di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale ed in Parlamento che, come hanno già dimostrato anche nel recente passato – hanno concluso – interverranno nei confronti della Regione Lazio e del Governo in difesa dei lavoratori, delle aziende sane che investono nella nostra città e della stessa economia di Civitavecchia contro simili prodezze, che testimoniano ancora una volta la inadeguatezza di certi presunti manager, nominati dal precedente governo a guida Pd, che rappresentano una deleteria eredità per il nostro porto e la nostra città".

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''Nulla è cambiato al Lido sulla questione rifiuti''

TARQUINIA – «Al Lido di Tarquinia non serve attendere il fine settimana per essere sommersi dai rifiuti. Vedere i punti di conferimento strabordanti di potature verdi ed ingombranti di tutti i tipi (dai materassi agli elettrodomestici, passando per poltrone e batterie per auto) é la normalitá». Il gruppo ‘‘Tarquinia nel cuore torna a parlare di emergenza.   «Lo scorso anno, prima e dopo la campagna elettorale, erano state promesse telecamere e fototrappole; poi si parlò di una intensificazione dei controlli; infine, si tirarono in ballo le guardie ambientali: nulla di tutto ciò é stato applicato, e siamo già a metá luglio».  «Ad oggi – spiegano da tarquinia nel cuore – l’isola per il conferimento del verde continua ad essere disponibile solo una volta a settimana ed in un’unica postazione, peraltro non ben indicata né segnalata. I secchioni, sporchi e danneggiati, non sono stati sostituiti. Di molti cestini per il conferimento delle cartacce e dei rifiuti ‘‘da passeggio’’ é rimasto soltanto il paletto. Praticamente inesistente la comunicazione su corretto conferimento e sanzioni.  Parlando sempre di promesse non mantenute, si era detto anche dello studio di una nuova soluzione per la raccolta dei rifiuti, forse optando per la differenziata; nulla si é mosso al riguardo, e la gestione sembra essere rimasta immobile continuando nell’evidenza dei fatti a dimostrare la sua inadeguatezza.  La situazione é tremenda sia dal punto di vista del decoro che da quello igienico, ma nonostante le numerosissime segnalazioni dopo più di un anno nulla sembra essere cambiato. Il Lido era e continua ad essere una discarica a cielo aperto: ci auguriamo che presto le cose migliorino davvero, nei fatti e non solo con le promesse, e che questo non sia l’ennesimo appello inascoltato».
 

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Santa Marinella, Alessandra Incoronato chiede aiuto

SANTA MARINELLA – Costretta a far affidamento ad alcuni amici sensibili per poter avere una vita come tutti gli altri, la disabile Alessandra Incoronato, chiede aiuto al nuovo sindaco Pietro Tidei affinchè possa risolvere alcuni suoi problemi personali. “Sono il presidente dell’associazione Diritto alla Vita che tutela i disabili e gli anziani – dice in una lettera indirizzata al primo cittadino – e scrivo per far conoscere tutte le vicende che da tanti anni hanno distrutto la mia vita e quella di mio marito. Quando un cittadino viene abbandonato, come sono stata abbandonata io, decadono i presupposti democratici che andranno poi inesorabilmente a riflettersi sull’intera collettività. Ho subito di tutto, sono stata derubata sul piano assistenziale, ingannata, maltrattata e lasciata al mio fragile destino, in condizioni di impossibilità ad interagire con il mondo esterno rinchiusa in quattro mura, la mia vita è diventata una prigione nella mia stessa casa, supportata esclusivamente da una sola ora di assistenza domiciliare a tutelare un nostro sacrosanto diritto, oggi la mia malattia progressiva è terminale e si è aggravata ulteriormente e non ho paura di dire pubblicamente di essere arrivata alla fine, proiettata verso l’infinito dove sicuramente troverò maggiore solidarietà di quella che ho trovato dai servizi preposti in tal senso in questa città”. La incoronato assicura di essere in possesso di tutte le prove documentate e che nessuno quindi può dimostrare il contrario. “La giustizia – continua la disabile – non ha fatto il suo percorso e noi stiamo pagando cara sulla nostra pelle l’inadeguatezza di chi era preposto a farlo. In tutti questi anni non c’e stato mai un primo cittadino che veramente pensasse nell’interesse di chi sta male, agli ultimi e agli indifesi, ho visto esclusivamente figure politiche mercanteggiare pensando esclusivamente  ai propri tornaconti di interessi privati e nessun riguardo per la vita umana. Quest’anno ho incontrato una persona, Adriano Aceto, un semplice cittadino che ho conosciuto perché mi ha sottoposto un idraulico di fiducia e che mi ha aiutato a migliorare leggermente le condizioni vita all’interno della mia abitazione, togliendo la muffa per il quale mi rimaneva difficile respirare, abbattendo la barriera architettonica del piatto doccia ormai non più conforme alle mie esigenze attuali. Da qui ho visto nascere la vera solidarietà da parte di un singolo cittadino che con tenacia è riuscito anche a raccogliere dei fondi per pitturare casa e ricostruire il muro di cinta esterno ormai distrutto da 12 anni di intemperie. Mi chiedo e vi domando, come mai se un singolo cittadino è riuscito a fare tutto questo ridando dignità al nostro focolare domestico le istituzioni locali non ci sono riuscite? “Faccio un appello al sindaco Tidei – conclude la Incoronato – affinchè possa essere rimodulato il mio quadro assistenziale che attualmente è di un’ora e portarlo a cinque ore,in modo tale che nelle ore di copertura assistenziale mio marito possa liberarsi dalla condizione di assistermi tutto il giorno e possa trovare in quella fascia un lavoro part time che ci permetta di avere maggiori entrate economiche togliendoci quindi dalla miserevole condizione di elemosinare soldi per finire il mese in quanto tra spese mediche e spese vive non riusciamo piu a vivere. Inoltre ho un immediata emergenza abitativa per il fatto che per mancanze finanziarie non abbiamo potuto pagare tre rate del mutuo e se entro i prossimi 15 giorni non troviamo almeno 500 euro per ridurle a due rate potremmo subire il pignoramento della casa da parte della banca”.

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Tarquinia consiglio, Sandro Celli (Pd): “Amministrazione incapace e arrogante”

TARQUINIA – Strascichi polemici dopo l’ultimo consiglio comunale a Tarquinia. Il consigliere d’opposizione in quota Pd Sandro Celli attacca senza mezzi termini  l’amministrazione Mencarini stigmatizzando la spaccatura della maggioranza sulla delibera relativa all’ex centro chimico e le mancate risposte dell’assessore Manuel Catini, ex vicesindaco, sulla vicenda del saluto romano.

“Quello che è successo nell'ultimo consiglio comunale ha dell'incredibile. – tuona Celli –  In un'unica seduta questa amministrazione è riuscita a dimostrare contemporaneamente la sua incapacità ed inadeguatezza amministrativa e gestionale nonché la supponenza e l'arroganza di chi, anzichè sentirsi addosso la responsabilità di dover rappresentare ed amministrare una comunità, pensa, invece, di esserne il padrone. Ogni volta, infatti, che in consiglio comunale arriva un argomento che va oltre l'organizzazione della caccia al tesoro questa maggioranza va in crisi e deve chiedere la sospensione per continuare a litigare in un'altra stanza”.

“Ciò è successo anche nell'ultima seduta, dove, dopo che autorevoli membri della maggioranza si dichiaravano sui social come l'amministrazione dei fatti e non delle chiacchiere annunciando la delibera di acquisizione dell'ex centro chimico per farne un polo fieristico, la stessa delibera è stata costretta a ritirarla su richiesta della minoranza che ne ha evidenziato tutte le criticità nell'iter seguito – spiega Celli –  Non solo è stata ritirata, ma lo si è fatto anche con i voti di una parte della maggioranza, che si è così spaccata in modo chiaro ed evidente. E bene ha fatto il gruppo di Idea e Sviluppo a prendere posizione in merito, a differenza di chi non ha capito neanche di cosa si stava parlando e solo per una puerile dimostrazione di forza avrebbe anche messo a rischio l'amministrazione nell'eseguire un'operazione al buio che avrebbe potuto rivelarsi capestro. Si voleva infatti, deliberare l'avvio della procedura di acquisizione dell'ex centro chimico senza aver prima effettuato tutti i controlli documentali ed eseguito sopralluoghi sul sito onde verificarne lo stato per poter preventivamente analizzare la convenienza dell'operazione valutando precisamente i costi di bonifica e dell'eventuale disinquinamento del sito rispetto al suo stato attuale ed in considerazione all'uso che se ne è fatto per fini militari. Tutto ciò, nonostante la stessa Agenzia del  Demanio li invitasse ad eseguire tali controlli prima di deliberarne la conferma dell'interesse all'acquisizione”. 

“Sul punto invece dell'episodio del "saluto romano", l'incapacità è stata sostituita dalla supponenza e dall'arroganza, – incalza Celli – mentre l'inadeguatezza è stata supportata dalla totale inconsapevolezza del ruolo istituzionale che riveste un amministratore. Dopo aver disertato il primo consiglio, hanno, infatti, di nuovo offeso la città imbavagliando la discussione con un  silenzio assordante che vale mille volte di più di una dichiarazione di coinvolgimento. Hanno irresponsabilmente mancato di rispetto ai cittadini trincerandosi dietro sorrisi sconcertanti ed il mutismo arrogante di chi ha paura”.

 “L'assessore Catini non ha dato nessuna risposta alle domande dirette e legittime che gli ha rivolto chi rappresenta il 75% degli elettori, ma che, sono sicuro, siano le stesse domande a cui l'intera città chiede delle risposte. – aggiunge Celli – Ma la verità è che non ha potuto dare nessuna risposta, forse perchè quelle che avrebbe dovuto dare sarebbero state troppo imbarazzanti per lui e per la città. Spero che quel disagio e quell'irritazione palpabili da parte di tanti consiglieri di maggioranza, e credo dello stesso Sindaco, unico che da subito ed in modo deciso ha preso le distanze da quel gesto, si tramutino in uno scatto di orgoglio e di dignità nei confronti della città pretendendo da chi è coinvolto in quel triste episodio e sta creando imbarazzo a tutti, le dimissioni da amministratore. Potrebbe essergli utile per avere il giusto tempo per maturare politicamente e riflettere bene sul significato etico e giuridico del ruolo di amministratore pubblico”.

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Spiagge libere a Santa Marinella, Federbalneari chiede al commissario di ritirare il bando

SANTA MARINELLA – Sul bando delle spiagge libere di Santa Marinella Federbalneari Litorale Nord ha confermato che si passerà dalle parole ai fatti se non sarà ritirato il bando pubblico per l’assegnazione delle spiagge libere.

"Il criterio di assegnazione le spiagge libere secondo i dettami del Regolamento Regionale n.19\2016 non è condivisibile sotto il profilo turistico poiché si rischia di incidere pesantemente ed in “modo assolutamente goffo” sulla qualità del servizio erogato ai cittadini residenti ed ai turisti che trascorrono numerosi le loro vacanze sulle località di Santa Marinella e Santa Severa – spiegano dall'associazione – questo bando così tardivo rischierebbe di generare uno scompenso sui servizi turistici erogati e sugli equilibri imprenditoriali e turistici del territorio che si sono consolidati e rafforzati nel tempo. I concessionari hanno sempre offerto la massima attenzione e collaborazione a difesa delle spiagge libere mantenendole pulite anche d’inverno e attivando il servizio di salvamento anche al di fuori delle normali autorizzazioni ma sempre nell’interesse generale di garantire elevati livelli di sicurezza ai bagnanti". 

Secondo Federbalneari il ritardo con il quale è stato predisposto il bando non è funzionale al turismo e rischia di creare una serie di difficoltà strutturali e funzionali che non garantirebbero un servizio adeguato a due anni dalla scadenza ormai certa delle concessioni demaniali ponendo nel caos un sistema turistico ben integrato sul territorio e che oggi funziona come un orologio ad esclusivo vantaggio del turismo di Santa Marinella e Santa Severa e così pure del suo considerevole indotto. 

"Per soffermarci agli aspetti demaniali lo strumento della convenzione – hanno aggiunto – è di fatto riconducibile ad un mero servizio e non da alcun diritto ad occupare la spiaggia libera poiché occorrerebbe in realtà un titolo concessorio ed a seguire una serie di autorizzazioni di natura paesaggistica, doganale, urbanistica e demaniale che porterebbero l’impresa legittimamente vincitrice del bando ad ottenere le varie autorizzazioni forse a settembre con il rischio di non riuscire ad esercitare l’attività in modo corretto secondo le modalità progettuali approvate. Siamo inoltre a rivendicare la totale assenza della concorrenza poiché metterebbe dinanzi il concessionario che ha riqualificato ed investito sulla concessione ad eventuali vincitori di bandi stagionali “a rischio di approssimazione” che la costa non potrebbe permettersi e senza aver mai avviato un effettivo percorso imprenditoriale con il rischio di erogare un cattivo servizio turistico in realtà evidente frutto di una mancata tutela della concorrenza a danno di chi opera sulla costa da anni ormai preservando in primis l’interesse generale. A questo si aggiunge un tardivo servizio di assistenza bagnanti per le spiagge libere che si colmerebbe appena le imprese diverrebbero vincitrici di bando".

Federbalneari esprime quindi il proprio sconcerto per non essere stata coinvolta in questa progettualità "che si poteva condividere sin da subito come peraltro già avvenuto in altri comuni limitrofi in rete di imprese a vantaggio del comune e della collettività puntando esclusivamente su salvamento e pulizia delle spiagge libere. Si evidenzia dunque in sintesi – hanno sottolineato – la completa inadeguatezza di questa gestione commissariale e di conseguenza la gestione del demanio marittimo nel considerare il turismo e dunque la costa come mero elemento a corredo, quando sarebbe invece utile considerarla prioritariamente per il benessere e per l’immagine di un territorio così importante sotto il profilo culturale e turistico quale è quello rappresentato dalle realtà costiere di Santa Marinella e Santa Severa". 

Federbalneari Litorale Nord propone una gestione delle spiagge libere garantendo in rete i necessari servizi di pulizia e salvamento "ed è pertanto replicabile sin da subito anche sulla realtà di Santa Marinella senza alcun esborso di denaro pubblico e ad esclusivo vantaggio della collettività ma questo bando pubblico – hanno concluso – dovrà essere ritirato entro e non oltre venerdì poiché in contrasto con la tutela della concorrenza e con l’evidente rischio di abbassare drasticamente la qualità dei servizi turistici da erogare a cittadini residenti e turisti e peraltro tardiva a stagione già avviata che il territorio di Santa Marinella ed i suoi cittadini non possono permettersi".

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Csp, Forza Italia preoccupata

CIVITAVECCHIA – Si dice preoccupato il vice coordinatore di Forza Italia Emanuela Mari, intervenuta sulla situazione critica che sta affrontando Civitavecchia Servizi Pubblici, "società – ha spiegato – che rischia di diventare un carrozzone ben peggiore della Hcs che l’ha preceduta. Mentre circa 380 dipendenti sono costretti a fare sacrifici economici, con una decurtazione di una giornata al mese, apprendiamo che a quattro di loro in questi giorni sono stati riconosciuti avanzamenti di livello, con scatti di diversi livelli per ciascuno di questi fortunati dipendenti. Avevamo già appreso, anche grazie all’accesso agli atti del consigliere di opposizione Massimiliano Grasso, che l’Amministratore Unico di Csp aveva ottenuto una generosa revisione del compenso: la parte fissa cresciuta da 60.000 euro, importo massimo peraltro stabilito nel bando pubblico e, quindi, in teoria non modificabile, ad 85.000 euro, con una parte variabile di ulteriori 60.000 euro, per un totale di ben 145.000 euro".

Ma non sarebbe solo questo a preoccupare l'azzurra: in questi giorni infatti hanno fatto la loro comparsa due ulteriori novità, relative ai dipendenti provenienti dalle Sot Città Pulita, Argo ed Ippocrate. "Il Tfr di questi circa 300 dipendenti sarebbe rimasto nelle società di provenienza e, quindi, a coloro i quali, nell’esercizio dei diritti previsti dalla legge – ha aggiunto Mari – stanno legittimamente chiedendo degli anticipi per sostenere spese sanitarie o per acquistare la prima casa, la Csp oppone un diniego: spesso si tratta di dipendenti con una anzianità di oltre trenta anni. Per non parlare delle ferie e permessi, che sembrerebbe che per i dipendenti più “sfortunati”, ossia questi trecento, sarebbero rimaste nelle società di provenienza, con la conseguenza che molto di loro avrebbero già un saldo negativo delle ferie ma, soprattutto, sarebbero esposti al rischio di vedere andare in fumo intere settimane di ferie non godute, i cui importi non sarebbero certamente corrisposti da nessuno in caso di (probabile) fallimento delle Sot". 

A questo punto Emanuela Mari si chiede con quale criterio l’Amministrazione Comunale abbia scelto e selezionato "questi apprendisti stregoni che, lautamente pagati con i soldi dei cittadini civitavecchiesi – ha aggiunto – hanno in questi quattro anni costruito il mostro Csp, che sta divorando, oltre ai soldi ed ai diritti dei lavoratori, anche tanti soldi dei contribuenti civitavecchiesi: si tratta davvero un totale fallimento dei pentastellati, che rende la misura della loro assoluta inadeguatezza ed incapacità, con la quale hanno letteralmente devastato la nostra Civitavecchia". 

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Saluto fascista, Fratelli d'Italia: ''Rinnova rischia di riportare il Pd protagonista''

TARQUINIA – Fratelli d’Italia esprime, ancora una volta, il proprio disappunto nei confronti dell’attuale amministrazione comunale di Tarquinia, che – dicono dal direttivo – «lunedì sera, con la mancata partecipazione di tutta la maggioranza al consiglio, si è resa protagonista di quanto di più brutto avremmo mai pensato potesse accadere nella nostra città». 
«Dato l’inganno, che abbiamo più volte denunciato – tuonano da FdI – che vuol far passare nell’immaginario collettivo questa amministrazione  come di centrodestra, chiediamo che gli altri partiti della coalizione si uniscano a noi condannando quanto accaduto. Invitiamo ancor più vivamente il coordinatore o commissario provinciale di Forza Italia, Dario Bacocco, a prendere le distanze dal movimento politico Rinnova e auspichiamo che, almeno lui, riconosca di aver sbagliato, per aver accostato erroneamente il nome di Forza Italia a quello di Rinnova, guidato da Catini. Un movimento costituito in gran parte dalle stesse persone che sei anni fa hanno contribuito alla vittoria del PD di Mazzola, spaccando la coalizione di centrodestra, che un anno fa è stata eletta in una coalizione che ha preso i voti di una sinistra allo sbaraglio, e che dopo un anno di immobile amministrazione, è di gran lunga più arrogante di altre con esperienze decennali. Talmente arrogante da disertare in blocco un consiglio comunale e sottrarsi così al confronto democratico con l’opposizione ed il folto pubblico in sala, che voleva semplicemente apprendere le motivazioni delle dimissioni del vicesindaco». «Rinnova, o meglio, la famiglia Catini, – conclude FdI – con questi atteggiamenti, e con la totale inadeguatezza amministrativa fin qui dimostrata, temiamo che consentirà al PD locale, uscito a pezzi dalle ultime amministrative, e non di certo per merito loro, di tornare protagonista per i prossimi decenni. A tutta la minoranza, invece, chiediamo di indirizzare i propri sforzi a fare un’opposizione più rivolta a fatti concreti inerenti le problematiche del paese e dei cittadini, invece di continuare a gridare ad un anacronistico pericolo fascista, che di certo non può avere come protagonisti famiglie storicamente di sinistra o giovani sprovveduti come l’ormai noto Bonini.
 

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Saluto romano, Areasx: “Posiamo le pietre e iniziamo a lavorare per la città”

TARQUINIA – Anche Areasx interviene sulle recenti vicende che hanno portato alle dimissioni del vicesindaco Catini. «Abbiamo assistito attoniti alle vicende che hanno interessato il vicesindaco in primis, o meglio l’ex vice sindaco e alla sgragnolata di pietre lanciate da chi di noi è senza peccato. Noi ci dissociamo fermamente dal vociare inutile e dannoso che avrebbe come unico risultato il linciaggio pubblico di uno sprovveduto ed imprudente ventenne che finirà per pagare tutti i conti civili e penali, anche per chi ha fatto della politica e delle stanze istituzionali un covo di follia, sublimazione di incompetenze e giovanili inadeguatezze. Non ci sottraiamo al compito della condanna civile e morale per un gesto deprecabile e manigoldo, che denota goliardica inconsapevolezza del ruolo e del significato delle stanze istituzionali. Il Comune è la casa di tutti i cittadini e non solo di una parte, le amministrazioni elette, dopo le elezioni, hanno il dovere di rappresentare la città tutta e non solo una parte. Ciò detto, la gogna che si è scatenata tra il personale politico denota inesorabile il limite generale della intelligenza e del buon senso. Dove interessi di bottega vanno sempre e comunque oltre gli interessi generali del paese e dove alla fine della giostra finisce per pagare il più debole, il giovane con la fascia e con quel braccio imprudentemente e stupidamente proteso in avanti». «Ricordiamo – aggiungono –  che la democrazia italiana, la costituzione in Italia nasce sui valori della resistenza e della lotta contro il fascismo e questo è e rimane un punto fermo e irrinunciabile. Una considerazione, anni di odio e vento seminati da tutte le parti, stanno facendo raccogliere tempesta, stiamo bevendo l'acqua di un pozzo avvelenato dal rancore e da una battaglia politica che si è trasformata nel tempo in altro, mentre la città sta andando a fuoco, o in malora. Temi come il lavoro non trovano pagine nelle agende politiche, idee e progetti per il paese non hanno patria nelle stanze della politica tarquiniese. Si assiste al fallimento oggettivo di questa novella amministrazione ingessata da diatribe interne su chi sarà il successore di Pietro, la cui salute e , lo diciamo con grande dolore, non gli sta permettendo di svolgere completamente e in modo efficace il suo ruolo di primo cittadino e guida di Tarquinia.

“A tal proposito – proseguono da Areasx –  ci sentiamo di dire al sindaco, che trovi presto soluzioni ai problemi di salute, ha tutta la nostra vicinanza e solidarietà.  Tuttavia ha anche un enorme problema, se dovesse trovarsi nelle condizioni di lasciare l'incarico dato dai tarquiniesi, vista la  oggettiva  inadeguatezza di questa classe politica, incosciente e superficiale, oltre che impreparata, Pietro avrà la responsabilità di trovare un  sostituto degno di questo paese, patrimonio dell'Unesco. E vista cotanta genia a corte, non vorremmo vestire i suoi panni. Vivere con coscienza la vita della comunità per noi di Areasx significa non essere gelosi delle proprie idee.  Ma è un dovere metterle a disposizione della città e delle nuove amministrazioni a prescindere dalla collocazione politica. Nella profonda consapevolezza che in cima alla lista dei bisogni della nostra gente ci sia il lavoro, vogliamo avanzare una proposta su cui lavorare tutti insieme e per il bene comune. Alcuni mesi fa sollecitavamo l'amministrazione ad intraprendere un lavoro serio e definitivo per la definizione del Piano regolatore generale, sottolineando come questo fosse volano di sviluppo e lavoro buono per la città in totale sintonia con la vocazione del territorio, patrimonio dell'Unesco non per caso".

"Ci troviamo nella spiacevole condizione – concludono –  di sottolineare come ancora vi sia immobilismo e totale assenza di sensibilità da parte di questa amministrazione, sui temi del lavoro e della valorizzazione del territorio. Già, perché si deve sapere che  risale al lontano 1971 la primissima proposta del parco archeologico, le delibere di riferimento sono la n. 2543 dell'11/07/1975 e la n. 3865 del 07/11/1975, dove l'amministrazione recepiva la proposta e la inseriva nel Piano regolatore indicandolo come sottozone F2 e F9. Immaginate il significato che avrebbe  per l'economia del paese e l'impatto sul lavoro la realizzazione prima e la gestione dopo di un parco archeologico che va dal fiume Marta fino a Cencelle comprensivo del recupero archeologico e culturale di quel sito? Un esempio lo possiamo vedere a Montalto e Cerveteri dove, per la valorizzazione dei siti ci sono voluti anni di lavoro qualificato e oggi vengono gestiti con un indotto importante per quelle città. Areasx lancia un appello di buon senso, posiamo le pietre a terra e iniziamo a lavorare per la città. È per questo che il popolo vota e sceglie, anche se a volte sbaglia”.

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"Italia Pikkante": critiche anche dal Pd

CIVITAVECCHIA – "Italia Pikkante? L'ennesima buffonata frutto del lavoro di un assessore che scatta selfie la domenica di Pasqua, tra la gente, tra i ristoranti, prendendosi  meriti che, in qualsiasi città di mare, regalano le giornate calde e soleggiate". Non usano mezzi termini alcuni membri del Pd, in particolare Jenny Crisostomi ed Andrea Riga della segreteria locale, Roberto Fiorentini e Marina Pergolesi della direzione Pd ed Enrico Leopardo della segreteria provinciale del partito.

"Ci risiamo, poche bancarelle, tutto offrono fuorché "pikkante", posizionate come ormai vuole la tradizione a 5 stelle – hanno sottolineato – lungo corso Centocelle, senza pensare ancora una volta ai danni che si causano al settore economico e commerciale. Non possiamo che unirci alle tante critiche da parte degli esercenti che in questi anni hanno subito le scelte scellerate di un'amministrazione amante dello street-food, del gusto ma che sembra proprio non avere a cuore lo sviluppo del nostro territorio. Chi ha l'onere e l'onore di governare dovrebbe cercare di rendere la nostra città competitiva ed attrattiva, soprattutto in vista della stagione estiva. È assurdo pensare di creare turismo, di incentivare il commercio, portando quattro bancarelle di volta in volta. Perché non creare percorsi alternativi mettendo a disposizione percorsi eno-gastronomici con la collaborazione ed il coinvolgimento della ristorazione locale? In tal modo si potrebbero attirare i turisti e garantire delle entrate. Purtroppo – hanno concluso – l'incapacità e l'inadeguatezza di chi amministra senza saperlo fare ormai si rispecchia in ogni settore, massacrato, del nostro territorio".

 

 

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