La poetessa  Agnese Monaldi  trionfa nel prestigioso concorso

ALLUMIERE – Continua a inanellare successi e affermazioni la bravissima poetessa a braccio Agnese Monaldi, la quale ha trionfato a Roma al prestigioso concorso Vincenzo Scarpellino  2018 ‘‘Stornelli inediti nei dialetti del Lazio’’. La Monaldi nella stessa competizione ha avuto la soddisfazione di vedere premiate ben 4 classi del comprensorio nelle quali ha portato il progetto poesia: la classe IVB della Scuola Primaria I.C. di Tolfa (insegnanti: Tomasa Pala e Luisella Felicini) è risultata prima classificata nella sezione ‘’Scuole’’ dell’ottava edizione del Premio Scarpellino per poesie e stornelli inediti nei dialetti del Lazio; seconda classificata la classe II B Scuola Primaria I.C. di Tolfa (Insegnanti di classe: Michela Pala Michela e Francesca Franceschini); terze classificate le classi 5^ A – 5^ B Primaria (Insegnanti: Maria Letizia La Noce e Anna Annunziata) plesso Papacchini dell’I. C. Galice Civitavecchia via Toscana. L’insegnante di Tolfa, Tomasa Pala, che da anni collabora con la poetessa Agnese Monaldi, esprime «Grande soddisfazione per il percorso didattico intrapreso con passione, mirato alla conoscenza e  tutela della della nostra amata tradizione poetica», mentre le insegnanti Michela Pala e Francesca Franceschini dichiarano la «validità dell’esperienza del laboratorio di poesia con la Monaldi sia sul piano dei contenuti che  sul piano metodologico  e auspicano una futura collaborazione per realizzare percorsi formativi sempre più stimolanti». Agnese Monaldi è una improvvisatrice in ottava rima e rappresenta la continuità di questa tradizione simbolo della creatività e della capacità comunicativa popolare. Agnese è nata ad Allumiere. Avendo coltivato da sempre interesse verso ogni forma poetica da anni si cimenta con successo nel canto estemporaneo che nell’ultimo secolo è stato esercitato solo da poeti uomini. Facendo leva sulla volontà di apprendere e praticare, ha iniziato ad esibirsi in una escalation che l’ha portata ai più alti livelli fino a trovarsi a contrastare in rima con i migliori artisti italiani. La Mobaldi è continyamente ospitebin manifestazioninpietichebin tutta Italia e ovunque è apprezzata e amata «Sono stata sempre appassionata alla scrittura, alla letteratura e all’ascolto dei racconti. Sin da piccola ascoltavo i poeti a braccio che cantavano nelle piazze, fino al momento in cui ho iniziato io stessa ad improvvisare circa dieci anni fa. La motivazione è l’istinto e la passione che sento dentro di me. I miei primi passi sono stati ascoltando i poeti e rispondere in rima con la mente. Leggere testi, è stato il secondo passo, prediligendo Dante, Orlando il furioso e Torquato Tasso – spiega la Monaldi – inizialmente non ho avuto maestri e mi esercitavo da sola; poi ho incominciato a conoscere alcuni poeti e l’unico che per me è stato un maestro è Mauro Chechi. Attribuisco la stessa importanza sia alla linea melodica che allo schema metrico privilegiando l’ispirazione. La rima è di otto versi, di cui sei alternati, 1-3-5 2-4-6 l’ultimi due versi sono con rima baciata. Il contrasto improvvisato è un contrasto poetico in cui l’ottava, quasi come in una disfida, assume il ruolo di strumento, di argomentazione contrapposto a quello del contendente. Le differenze tra l’ottava laziale e quella toscana sono negli argomenti trattati». Per quanto riguarda la sua attività nelle scuole la Monaldi spiega: «L’approccio con gli studenti è molto semplice: si trattano argomenti che di regola impegnano il sentimento ed i valori, rappresentando un mondo che costituisce la radice dei nostri territori e della nostra storia». (Rom. Mos.)

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Tarquiniesi, il reality: buona la prima per i concorrenti

TARQUINIA – L’avventura è appena cominciata… e sin qui, per i protagonisti, è incredibilmente divertente. Con le prime sfide disputate sabato pomeriggio nel corso della Festa della Merca, sui prati e tra i boschi della Roccaccia, è ufficialmente iniziato “Tarquiniesi: sui passi degli Etruschi”, il reality ideato dall’Associazione Juppiter – in collaborazione con il Comune di Tarquinia e con il supporto dello staff di #checinema – che porterà i sei concorrenti in bici per le strade della Tuscia ad ammirare le bellezze archeologiche degli Etruschi.

Un viaggio in mezzo alla natura che – lo si è capito sin da sabato pomeriggio – non sarà un duello all’ultimo sangue tra i partecipanti, ma un’avventura da condividere e vivere assieme: alle prese con difficoltà ed ostacoli, i ragazzi hanno scelto la strada della collaborazione, del fare l’uno per l’altro, cercando di ottenere i bonus previsti dallo staff in caso di superamento delle prove.

Se ce l’avranno fatta, il pubblico potrà scoprirlo nel corso della settimana, quando sui canali social di Tarquiniesi – Facebook e Instagram – saranno raccontate per immaginile sfide affrontate. Intanto, Arianna, Cristina, Enrico, Federica, Giulio e Riccardo – questi, in rigoroso ordine alfabetico, i nomi dei sei concorrenti – hanno dimostrato tenacia e voglia di fare, mostrandosi pronti a tutto (o quasi) per proseguire nel viaggio.

In fondo, il concetto base dell’intero format “Tarquiniesi” è quello di resilienza, cioè la forza e determinazione di un individuo o una comunità di essere coesa, unita e generosa nell’affrontare e superare le difficoltà: e sin qui i sei ragazzimeglio non potevano rappresentarla. Merito anche della sapiente e spumeggiante guida di Flo, il leader di quest’avventura, che li ha trascinati non solo tra gli ostacoli della giornata, ma anche sulla pista da ballo, per un improvvisato quanto divertente ballo country!

Ora l’appuntamento è a sabato prossimo, 21 aprile, per la seconda giornata di sfide, in programma nel pomeriggio al Parco Avventura Riva dei Tarquini: in quell’occasione, ogni tifoso che ciascun concorrente saprà portare varrà punti in vista della vittoria finale. Quindi, il 4, 5 e 6 maggio, il viaggio vero e proprio, in sella alle biciclette elettriche. Lo avevamo già detto in apertura: l’avventura è appena cominciata!

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Invernale: bis di Tevere Remo Mon Ile

Tanto vento, tanta onda e tutti gli imprevisti tipici di una regata tirata al massimo, con vele (anche nuovissime) scoppiate e outsider che hanno conosciuto la loro giornata di gloria. Finisce così l’Invernale di Riva di Traiano – Trofeo Paolo Venanzangeli, con una giornata, quella di sabato, finalmente all’altezza della fama di questo campo di regata, dove vince chi ama il gioco duro. Innanzitutto onore ai vincitori assoluti, a cominciare dalla classe regina, quella dei Regata, dove, sia in IRC sia in ORC, ha trionfato Tevere Remo Mon Ile, First 40 di Gianrocco Catalano, che ha conquistato per la seconda volta consecutiva l’Invernale. In IRC ha preceduto Vulcano 2, First 34.7 di Giuseppe Morani e Vahiné 7, First 45 di Francesco Raponi; in ORC, Aeronautica Militare Duende, Vismara 46 di Raffaele Giannetti e Aphrodite, Swan 45 di Pierfranco Di Giuseppe. Tevere Remo Mon Ile si è anche aggiudicato il 1° Trofeo Challenge Roma d’Inverno, quale 1° classificato overall in IRC. Nei Per2, in IRC c’è stata una cavalcata trionfale di Lolifast, Sun Fast 3600 di Davide Paioletti, che ha lasciato il secondo posto a Don Pedro, Bavaria 34 di Francesco Pelaia, ed il terzo a Gygas, Grand Soleil 43.2 di Alberto Tamantini. In ORC la cavalcata di Libertine, Comet 45S condotto da Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi, è stata ancor più travolgente, con Davide Paioletti e il suo Lolifast quasi sempre secondi. L’ultimo gradino del podio è andato a Jox-Avs Group, X41 di Pietro Paolo Placidi. Tra i Crociera, lo splendido campionato di Malandrina, che ha dovuto scartare un secondo posto quale peggior risultato, ha condotto sul gradino più alto del podio l’equipaggio del First 36.7 condotto da Roberto Padua, seguito dal sorprendente Sun Odyssey 49 Mylan di Anna Paolini, che si è avvalso al timone dell’esperienza dell’Ammiraglio Franco Lo Sardo, e Fata Ignorante, Dufour 34 di Stefano Sorgente. In Gran Crociera, vittoria di First Wave, First 405 di Guido Mancini, su Blues, Duck 31 di Dario Conte.
L’ultima regata sabato scorso. Si è iniziato con circa 15 nodi di vento e con tanta onda, ma poi le condizioni si sono fatte decisamente più cattive, con raffiche che hanno superato i 20 nodi. I Regata hanno faticato di più, sobbarcandosi ben 15 miglia, 10 i Crociera e 5 i Gran Crociera. I Per2, che godono di un percorso ad hoc, hanno regatato per circa 12 miglia, con un lungo lato di bolina. Alla fine la soddisfazione tra i regatanti era grande almeno quanto la stanchezza. Le condizioni, durissime, hanno provato il fisico dei velisti e la resistenza delle imbarcazioni.
C’è stato un soccorso in mare, per un malore verificatosi a bordo di Coda di Volpe, e una serie di incidenti, con tante rotture di vele, che hanno costretto al ritiro Soul Seeker, X362 Sport di Federico Galdi, Rosmarine 2, Grand Soleil 46B di Riccardo Acernese, e Vahiné 7, First 45 di Francesco Raponi, che è stato il più penalizzato, perché i punti persi lo hanno fatto uscire dal podio della Classifica Generale in ORC e perdere il secondo posto in IRC. In Regata IRC, Paolo Morville ha finalmente condotto alla vittoria il suo First 45S “Er Cavaliere Nero”, riscattando un campionato avaro di soddisfazioni, mentre in ORC Biscarini/Rocchi con il loro Mylius 15e25 Ars Una hanno imposto per la prima volta la loro legge sia in reale sia in compensato. Anche nei Per2 c’è stata un’importante “prima volta”: in IRC, infatti ha vinto Oscar Campagnola, che ha portato alla sua prima vittoria il Comfortina 42 Fair Lady Blue. Al contrario, nella Per2 ORC, c’è stata la conferma della schiacciante supremazia di Libertine, il Comet 45 S di Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi che è riuscito a vincere ben 6 delle 8 regate disputate. In Crociera ennesima grande prova di Malandrina, che non ha avuto rivali in questo campionato, mentre in Gran Crociera la vittoria è andata a First Wave, che ha vinto 4 delle 5 prove disputate. (Agg. 13/03 ore 18.03 SEGUE)

I COMMENTI DEL PRESIDENTE DEL CNRT ALESSANDRO FARASSINO – «È stata una giornata decisamente emozionante – ha commentato il Presidente del CNRT Alessandro Farassino – con tanto vento e tanti imprevisti occorsi non solo ai regatanti, ma anche alle barche dell’organizzazione. Il Tevere ci ha regalato il suo lato peggiore, visto che con lo Scirocco sul nostro specchio d’acqua è arrivato di tutto. Dobbiamo ringraziare la motovedetta della Polizia di Stato che ha tolto dalla linea di partenza una vera e propria isola galleggiante di rifiuti, ma niente ha potuto contro un’altra massa di rifiuti che ha investito il gommone dei posaboe, imprigionandone l’elica in una matassa inestricabile prima, che potesse posare la boa di disimpegno».
La motovedetta della Polizia di Stato ha inoltre supportato il gommone della Direzione di Corsa nel soccorso di un velista, svenuto per un malore nel corso della regata, scortando a riva l’imbarcazione coinvolta. I soccorsi sono stati tempestivi e il velista è stato sbarcato e affidato all’ambulanza accorsa prontamente in Torre di Controllo. (Agg. 13/03 ore 18.22 SEGUE)

LE DICHIARAZIONI DEL DIRETTORE DI CORSA FABIO BARRASSO – «Portare a compimento 8 regate sulle 9 programmate in una stagione invernale atipica come quella appena trascorsa – ha commentato il Direttore di Corsa Fabio Barrasso – è stata la giusta ricompensa a un grande lavoro svolto da tutto il team. Abbiamo vissuto le ultime due giornate di regata giocando sempre d’anticipo.  Il 25 febbraio sfruttando le prime avvisaglie di Burian e portando a termine due prove. Questo sabato cavalcando l’anticipo della perturbazione, che è poi arrivata nelle ore successive, e dando finalmente pieno sfogo alla voglia di regatare al massimo che sembra essere quasi nel dna dei regatanti di Riva di Traiano. Tirando le somme, è’ stato un campionato divertente, molto combattuto e molto tecnico». Nel corso dell premiazione c’è stato un esilarante fuori programma, con il solitario Oscar Campagnola che ha improvvisato un elogio del Comitato di Regata leggendo una lettera proveniente dalla Nuova Zelanda, dove sono stati avvertiti i ‘‘rumori di guerra’’ provenienti da Riva di Traiano. (Agg. 13/03 ore 18.54)

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