«Soddisfatti della scelta del pm»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Non avevo dubbi che il pm si sarebbe appellato anche perché allo stato dei fatti, è stata ridimensionata la sua richiesta di condanna. Ha lavorato molto su questo caso in modo scrupoloso ha motivato per ognuno degli imputati i presupposti che l’hanno condotta a quella richiesta. Non poteva certo tornare indietro. Mi sarebbe piaciuto che avesse chiesto di rivedere la posizione di Antonio Ciontoli circa la concessione delle attenuanti generiche, però purtroppo la legge questo lo impedisce. Sono soddisfatta lo stesso e vado avanti. Al contrario di prima che ritenevo scontato il fatto che tutti si facessero il carcere ora ci vado un po’ con i piedi di piombo.  Dopo le motivazioni della sentenza sarebbe stata una cosa vergognosa non appellarsi. Andiamo avanti». 
Queste le parole di Marina Conte, mamma di Marco Vannini alla notizia che il pm ha presentato ricorso in appello nei confronti dei familiari di Antonio Ciontoli e di Viola Giorgini. 
Papà Valerio: «Una bella notizia, veramente molto bella. Primo fra tutti perché hanno rimesso in campo Viola, la cui assoluzione è stata per noi la cosa più sconvolgente. Tirarla fuori, come se in quella casa non ci fosse stata la sera del delitto è inaccettabile. Anche se poco ma gli deve rimanere addosso la macchia di quello che ha fatto, anzi, di quello he non ha fatto perché se quella sera avesse alzato il telefono e chiamava i soccorsi Marco poteva essere vivo. Per cui ha piena responsabilità di quello che è successo. Circa la posizione dei familiari di Antonio Ciontoli, una cosa del genere non può fermarsi solo all’omicidio colposo. E’ la prima volta che succede almeno in Italia che venga condannata un’intera famiglia e molti si scandalizzano. Ma se loro insieme hanno commesso un delitto la legge è uguale per tutti. Se uno commette un omicidio deve andare in carcere. Sono tutti responsabili».
L’avvocato Celestino Gnazi, legale di mamma Marina:  «Il pm ha chiesto la conferma delle proprie richieste, e cioè l’omicidio volontario per i familiari di Antonio Ciontoli e l’omissione di soccorso per Viola Giorgini. Non ha chiesto l’appello nei confronti di Antonio Ciontoli. Ero convinto che il pubblico ministero avrebbe proposto appello perché la sentenza mentre nella parte in diritto è assolutamente, a nostro avviso perfetta, corrisponde alla nostra ricostruzione, assolutamente condivisibile, una vera e propria lezione sul dolo eventuale, nella parte in fatto, invece, è assolutamente contradditoria, nel momento in cui non riconosce il dolo in capo ai familiari di Ciontoli».
Per quanto riguarda il mancato appello nei confronti di Ciontoli? 
«Il pm non poteva proporre appello per la questione soltanto delle attenuanti generiche, perché le è vietato da una recente riforma del codice di procedura penale entrata in vigore da pochi mesi».
Che dice il codice? 
«Il pubblico ministero tra le altre cose non può fare appello quando riguarda soltanto la concessione delle attenuanti generiche. Per questo le è vietato. Altrimenti ero convinto che secondo me l’avrebbe certamente fatto perché Ciontoli, a nostro avviso, sicuramente non le meritava».

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Ceri, rottura di una condotta di irrigazione: a rischio coltivazioni in via della Croce Bianca

di TONI MORETTI

CERVETERI – E’ nella zona di Ceri, esattamente in via della Croce Bianca dove sono maggiormente presenti dei fondi adibiti a coltivazioni, che ormai da quindici giorni si registra un grave problema idrico che impedisce di soddisfare la grande sete di acqua che le coltivazioni hanno in questo periodo. Il problema è dovuto alla rottura di una condotta dell’impianto di irrigazione gestito dal Consorzio di Bonifica del Tevere Agro Romano, il quale, nonostante le ripetute segnalazioni, e le conseguenti promesse di risolutivo intervento, risultate ad oggi vane,  non risolve la questione causando un enorme pregiudizio agli agricoltori della zona che non possono irrigare le coltivazioni, procurando un danno  ingente alla loro attività. 
Ora è indubbio che quanto succede è da definirsi grave, innanzi tutto perché colpisce un settore in crisi come l’agricoltura ma soprattutto perchè denuncia una scarsa attenzione dell’Ente che dovrebbe tutelarlo gestendo al meglio le risorse affidategli per agevolare il lavoro dei contadini. Ma assume contorni gravissimi se si pensa che le condotte in questione, oggetto della rottura,  sono di recente realizzazione, sono state infatti realizzate circa tre anni fa con importanti investimenti. 
Il fatto non può che generare interrogativi  circa le modalità di costruzione e di conseguenza, circa la gestione dei fondi destinati all’intervento. Non resta che confidare in una rapida e risolutiva soluzione del problema in modo da rasserenare gli operatori che vedono a rischio il loro lavoro.

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Rifiuti, Valter Lozza (Mad): "Nessun allarme"

CIVITAVECCHIA – "Si sta facendo dell’allarmismo gratuito". È il commento di Valter Lozza proprietario della Mad, società che gestisce la discarica di Fosso Crepacuore in questi giorni al centro della polemica dopo l’allarme scattato a seguito della determina regionale che individuava nella discarica di Civitavecchia uno dei siti per lo smaltimento dei rifiuti del trattamento Tmb di Aprilia. Si è parlato di mobilitazione contro i “rifiuti da Roma” ma per Lozza non c’è nessun allarme.

"Parliamo di circa 100mila metri cubi di capacità rimanenti per Fosso Crepacuore – ha spiegato – per Civitavecchia non cambia nulla perché, una volta conferiti, si esaurirà la metratura disponibile per la discarica e si farà il capping". Lozza ha spiegato che le cifre sono di poco differenti da quelle che Civitavecchia va a conferire a Viterbo, circa un mese dei rifiuti di Roma, e che non verranno necessariamente dalla capitale. Secondo il proprietario della Mad, quindi, non esiste alcun allarme rifiuti da Roma ma si tratterebbe solamente di un quantitativo limitato e che non andrebbe ad impattare sul territorio. "Si tratta di una quantità che Civitavecchia fa in circa un anno – ha continuato Lozza – tra l’altro i rifiuti che andranno nella discarica di Crepacuore sono trattati, quindi parliamo di un impatto ambientale minore, si sta facendo del facile allarmismo. Una volta che saranno consegnati questi 100mila metri cubi la capacità della discarica si esaurirà, non avremo una nuova Malagrotta. Al momento – ha sottolineato – la discarica è una ferita aperta nel territorio e va assolutamente chiusa e non lasciata in sospeso. Dopo questa operazione procederemo con il capping". Il capping non è altro che un’impermeabilizzazione dei rifiuti che impedisce all’acqua piovana di penetrare. Secondo Mad, quindi, non c’è allarme e parliamo di cifre simili a quelle portate da Civitavecchia a Viterbo. "Gli effetti benefici – ha concluso Lozza – superano di gran lunga i facili allarmismi".

Altra questione è il famoso concordato Hcs che è stato ripresentato la scorsa settimana. Mad, che da sola rappresenta circa il 40% dei creditori chirografari, non aveva votato per il primo piano, bocciato. Il motivo di maggiore contrasto con l’Amministrazione riguardava il pagamento del Post mortem, ovvero la somma inserita in bolletta per legge e necessaria per la gestione della discarica nei 30 anni successivi alla chiusura, importi che teoricamente avrebbero dovuto essere pagati integralmente in pre-deduzione dal concordato. Vedremo cosa prevede la seconda proposta nel piano presentato nei giorni scorsi. Nel concordato le cifre che riguardano Mad sono importanti, parliamo di circa 4 milioni, di cui 1,2 proprio per il Post mortem e 2,8 per altri servizi, tra cui il capping. Lozza, che ha già ‘‘salvato’’ Hcs dal fallimento ritirando ad ottobre l’istanza presentata lo scorso anno, rimane vago: "Mi auguro – ha commentato – che chi ha redato il nuovo concordato abbia preso in considerazione le questioni da noi sollevate".

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Turismo ed occupazione: gli Ncc alzano la voce

CIVITAVECCHIA – Gli Ncc locali non ci stanno. Il blitz dei giorni scorsi a largo della Pace da parte di Polizia, municipale, Polstrada e Polizia di frontiera è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, portando a galla una serie di problemi e criticità mai risolte. “Le contravvenzioni elevate sono state solo due – hanno spiegato – e come già avvenuto centinaia di volte verranno annullate dal Giudice di Pace”. Quella che viene contestata, come hanno ricordato gli operatori, “è la legge 29 quarter, sospesa da anni – hanno spiegato – cioè il ritorno e partenza obbligatorio dalla rimessa. Noi parcheggiamo i mezzi nelle rimesse e parcheggi privati che paghiamo e ci rechiamo a largo della Pace solo dopo aver ricevuto richiesta del tour operatore”. Peccato che, una volta arrivati, ai  van viene impedita la sosta e la fermata anche temporanea a largo della Pace. E non è l’unico problema. Nonostante i milioni di crocieristi che scalano ogni anno il porto, “le licenze di noleggio con conducente rilasciate da questo comune – hanno aggiunto – si contano sulle dita di una mano. L’amministrazione è interessata solo a far cassa con i propri bus, cercando in ogni modo di portare i turisti alla stazione con 2 euro, invece di incentivarli a rimanere e godere delle bellezze locali. Che bel progetto turistico che abbiamo”.

La situazione rischia di esplodere. “Il Comune impedisce di lavorare a famiglie civitavecchiesi – hanno aggiunto – ostacolandoci più di quanto anche al peggior nemico si potrebbe fare”. Parlano di “persecuzione” e di “ostracismo immotivato” da parte della Polizia locale e tornano a chiedere al Pincio di provvedere ad individuare degli stalli per la sosta temporanea dei mezzi, per poter caricare i crocieristi. “Intanto dal prossimo blitz – hanno sottolineato – provvederemo a denunciare il Comune per i mancati introiti derivanti dai fermi inutili e per le spese legali. È già successo, anche a Roma, e i comuni sono stati costretti a pagare centinaia di migliaia di euro”. Anche l’Authority è nel mirino, perché mentre a Livorno, ad esempio, è stato trovato un accordo per far sostare taxi e Ncc sotto bordo per contrattare direttamente con i clienti, la stessa cosa non avviene a Civitavecchia. Gli animi sono esasperati e a largo della Pace, nonostante i proclami, un’altra stagione è nel vivo nel pieno caos.         

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Via Betti, l’Ater tira dritto nonostante gli intoppi

CIVITAVECCHIA – Se ne parla da circa dieci anni, sono passati almeno tre sindaci, ma la situazione di via Betti rimane sempre la stessa. Gli inquilini degli stabili continuano a combattere quotidianamente con i problemi lamentati da anni e cercano, in un modo o nell’altro, di avere qualche risposta sul futuro dell’area.

 Per l’Ater non ci sono dubbi. “Questo è un progetto perfetto di rigenerazione urbana che siamo bene felici di finanziare” ha infatti ribadito il commissario straordinario di Ater Antonio Passerelli.

Il Comune è più prudente. Anche perché il fallimento di Civitavecchia Infrastrutture pesa anche su questo progetto.

Ad oggi, infatti, il Pincio non è più in possesso diretto dell’cantiere dell’ex Città Pulita, nel triangolo tra via Betti, via Leopoli e via Matteini.

Questo ne impedisce quindi l’alienazione e, di conseguenza, l’utilizzo dell’area per inserire lì la prima nuova sagoma. “Dobbiamo quindi approntare delle piccole modifiche al progetto – ha spiegato il sindaco Cozzolino – poi andremo avanti, colloquiando con Ater e parlando soprattutto con i privati”.

Per l’assessore all’Urbanistica Alessandro Ceccarelli occorre quindi trovare quanto prima una soluzione all’impedimento tecnico burocratico dovuto al fallimento di Civitavecchia Infrastrutture.

“Abbiamo trovato la strada per alcune variazioni richiesta dal progetto – ha aggiunto – bisogna rivedere gli standard, ma crediamo nel progetto”. L’Ater intanto è pronta ad accelerare.

 “La prossima settima – ha aggiunto Passerelli – ci sarà un incontro con il Comune per riaprire il tavolo: lo studio di prefattibilità ha avuto esito positivo e noi siamo pronti ad andare avanti.

Parte del progetto lo finanziamo come Ater con il premio di cubatura per la rigenerazione urbana, vediamo poi se anche la Regione Lazio e la Comunità Europea riusciranno a starci vicino. Recuperiamo la questione relativa all’area al momento non utilizzabile e andiamo avanti.

Il Comune ci ha messo a disposizione due dirigenti per seguire l’intero progetto, segno evidente che l’interesse c’è da entrambe le parti”.

Secondo Passerelli già entro l’estate si potrebbe ottenere l’ok al progetto “e subito dopo – ha concluso – andremo a parlare con gli inquilini, perché comunque ogni iniziativa sarà condivisa con loro”.

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Torneo ''Trovò'': i Giovanissimi nerazzurri volano in finale

di MATTEO CECCACCI

I Giovanissimi Elite del Civitavecchia Calcio 1920 del tecnico Pasquale Oliviero nella giornata di domenica scorsa sono stati protagonisti al torneo ‘‘Trovò’’ a Siena dove hanno battuto la quotata padrona di casa Robur Siena 4-3 ai calci di rigore dopo aver terminato a reti inviolate gli interi 70’. Il match, un vero e proprio quarto di finale, è stato fortemente condizionato dai 31° che si sono abbattuti nella città toscana, ma che nonostante questo ha visto buon gioco e grande calcio spettacolo. I nerazzurri hanno prevalso nel primo quarto d’ora di gioco creando tre nitide occasioni dinanzi al portiere, ma le conclusioni sono fuori misura. I bianconeri reagiscono, ma Fioretti impedisce il gol a chiunque tenti di segnarlo. La ripresa viene giocata sulla falsa riga dei primi 35’ dove spiccano diverse occasioni sia da una parte che dall’altra, ma gli estremi difensori sono bravi a trasformare le proprie porte in vere e proprie saracinesche. Al termine del match niente supplementari ma direttamente calci di rigore, una vera e propria lotteria. Per la Vecchia mister Oliviero affida i cinque tiri dagli undici metri a Corona, Liberati, Mastropietro, Bonamano e Criscoli (penalty sbagliato), mentre la responsabilità tra i pali viene riposta all’ex Aurelio Fiamme Azzurre Ale Conti subentrato nella ripresa al posto di Fioretti. Mai più scelta fu azzeccata, detto fatto, è proprio Conti (due rigori parati) a regalare la vittoria alla squadra e concedere ai suoi compagni il pass alla semifinale vinta giovedì sempre dagli undici metri (4-3) nei confronti del Grosseto dopo che nel primo tempo Mastropietro aveva siglato l’1-0 con un eurogol fantastico per poi essere raggiunto nella ripresa da Scorsini. Grande soddisfazione, dunque, per il diesse Fabio Ceccacci che ha scelto di seguire tutte la gare con il team di Oliviero: «Non ho parole. Vedere il sudore sulle maglie nerazzurre dei ragazzi non per il caldo, ma per la fatica che hanno messo nelle due partite mi riempie d’orgoglio, è questo lo spirito giusto dei ragazzi del Civitavecchia Calcio che sta a significare cosa vuol dire avere un settore giovanile così competitivo e forte a tutti i livelli. Tutto questo è straordinario ed è solo l’inizio per un anno pieno di sorprese e cambiamenti».

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Torneo ''Trovò'': i Giovanissimi nerazzurri volano in semifinale

di MATTEO CECCACCI

I Giovanissimi Elite del Civitavecchia Calcio 1920 del tecnico Pasquale Oliviero nella giornata di domenica scorsa sono stati protagonisti al torneo ‘‘Trovò’’ a Siena dove hanno battuto la quotata padrona di casa Robur Siena 4-3 ai calci di rigore dopo aver terminato a reti inviolate gli interi 70’. Il match, un vero e proprio quarto di finale, è stato fortemente condizionato dai 31° che si sono abbattuti nella città toscana, ma che nonostante questo ha visto buon gioco e grande calcio spettacolo. I nerazzurri hanno prevalso nel primo quarto d’ora di gioco creando tre nitide occasioni dinanzi al portiere, ma le conclusioni sono fuori misura. I bianconeri reagiscono, ma Fioretti impedisce il gol a chiunque tenti di segnarlo. La ripresa viene giocata sulla falsa riga dei primi 35’ dove spiccano diverse occasioni sia da una parte che dall’altra, ma gli estremi difensori sono bravi a trasformare le proprie porte in vere e proprie saracinesche. Al termine del match niente supplementari ma direttamente calci di rigore, una vera e propria lotteria. Per la Vecchia mister Oliviero affida i cinque tiri dagli undici metri a Corona, Liberati, Mastropietro, Bonamano e Criscoli (penalty sbagliato), mentre la responsabilità tra i pali viene riposta all’ex Aurelio Fiamme Azzurre Ale Conti subentrato nella ripresa al posto di Fioretti. Mai più scelta fu azzeccata, detto fatto, è proprio Conti (due rigori parati) a regalere la vittoria alla squadra e concedere ai suoi compagni il pass alla semifinale di domenica a Grosseto contro l’omonima squadra. Una competizione, dunque, iniziata nel modo migliore per i classe ‘03 che ora sperano di battere la fortissima compagine grossetana e arrivare in finale per ambire alla coppa per poi iniziare l’estate nel modo giusto. Grande soddisfazione anche per il diesse Fabio Ceccacci che ha scelto di andare a Siena con il team di Oliviero per seguire i suoi pupilli: «Non ho parole. Vedere il sudore sulle maglie nerazzurre dei ragazzi non per il caldo, ma per la fatica che hanno messo mi riempie d’orgoglio, è questo lo spirito giusto dei ragazzi del Civitavecchia Calcio che sta a significare cosa vuol dire avere un settore giovanile così competitivo e forte a tutti i livelli. Tutto questo è straordinario ed è solo l’inizio per un anno pieno di sorprese e cambiamenti».

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Variante 31, Marietta Tidei rilancia: ''Spero si arrivi a una soluzione''

CIVITAVECCHIA – Marietta Tidei fa chiarezza sulla Variante 31. «È un provvedimento urbanistico definitivo –spiega la consigliera Pd della Regione Lazio –  valido ed efficace e nulla può essere fatto di diverso senza che siano stati adottati atti di modifica che devono seguire lo stesso iter e che devono trovare una bilaterale condivisione. Ancora oggi non è avvenuta la cessione a titolo definitivo delle aree del Bricchetto (già da anni nel possesso del Comune) – afferma – e ciò impedisce la realizzazione delle previste volumetrie di competenza comunale da destinare ad attività collettive oltre che necessarie a garantire gli standard di legge per tutte le attrezzature pubbliche introdotte con la variante, scuola compresa".

Secondo l’esponente dem, le convenzioni stipulate con le Ferrovie conterrebbero previsioni in grado di favorire l’imprenditoria locale. «Possibile che i 5 Stelle non siano in grado di portare avanti un progetto per il bene della città e dei suoi cittadini? – si domanda Marietta Tidei – mi auguro che il dibattito sulla Variante possa animare la discussione politica dei prossimi giorni, arrivando a soluzioni ben diverse da quelle che si prefigurano».

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PAT: l’errore per l’utilizzo di modulo obsoleto è inescusabile

Secondo la sentenza n. 939/2018 del TAR Lombardia, se il modulo di deposito contenente l’atto del processo non viene accettato dal sistema e ne impedisce,…

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Cerveteri ancora a rischio per i rifiuti di Roma

di TONI MORETTI

CERVETERI – Luca Climati, instancabile animatore dei comitati uniti, che ha combattuto con tenacia con manifestazioni pubbliche e di piazza contro ogni rischio che Cerveteri e il suo territorio avrebbero potuto correre a ncausa degli incollocabili rifiuti di Roma, esprime in una nota molto chiara  la sua preoccupazione denunciando che alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno visto coinvolti Area Metropolitana e Regione Lazio, Cerveteri e il suo territorio potrebbero ancora essere coinvolti e correre quindi il rischio di essere ancora interessati all’implementazione di un ecomostro proposto come soluzione al problema dei rifiuti di Roma ed invita a mantenere alta la guardia. La fonte di tanta preoccupazione, la trova in una determina dirigenziale di Città Metropolitana, la n° 1012 del 19 marzo 2018. Osserva Climati: «Ricordate le proteste in piazza a Cerveteri e Torrimpietra   dei comitati e di cittadini rispetto le zone bianche? Ricordate gli attacchi dei tifosi del PD o del 5 Stelle e le accusa reciproche di strumentalizzazione, rispetto  un problema oggettivo incombente?» In tale documento infatti, non solo  è presente una nuova mappa dei territori dove tutto è conforme a prima ma per le osservazioni prodotte, viene citato soltanto il comune di Fiumicino. Allora si chiede Climati: «Che fine hanno fatto le osservazioni della amministrazione di Cerveteri ‘‘dandone per scontata l’avvenuta comunicazione’’? «Cosa è cambiato rispetto a prima?» E si avvia quindi alle seguenti conclusioni: «Ogni rimando a carte o a commissari ad acta, lascia il nostro territorio alla mercé di provvedimenti impopolari che nessuno ama prendere in prima persona, ma nessuno impedisce di fatto , supportando seri interventi alternativi, credibili e duraturi. Verificheremo “amici” e “nemici” reali. Non esiste soltanto una questione soltanto ambientale, magari per pochi e logorati addetti; esiste una questione Sociale, Sanitaria, Umana, Economica, Etica, Agricola che ha a che vedere con il modello di sviluppo che vede i poveri cittadini e le forze reali produttive da una parte e dall’altra chi risulterà ancora una volta sdraiato sulle logiche del profitto e della mera convenienza, senza coraggio e sguardo proteso al futuro». E promette a nome di Comitati Uniti, dell’associazione Culturale  Cerveteri Libera e delle Mamme  Etrusche: «Mai stanchi, ci risentiamo e ci rivedremo e verificheremo il tutto»

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