Fontana: aboliamo legge Mancino Sul razzismo è arma ideologica. Di Maio: «La legge rimane lì dov’è»

Il ministro leghista ripropone una storica battaglia del Carroccio: «Va cancellata la legge che consente di contestare l’aggravante della discriminazione razziale». Il premier: «Non è nel contratto di governo e non è mai stata oggetto di discussione»

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Pascale (Pd): ''Un cordone sanitario contro il M5S''

di GIAN MARCO TRICOMI

CIVITAVECCHIA – Mario Michele Pascale, del Partito democratico,  ritorna sulle precedenti dichiarazioni del presidente Pd Civitavecchia Clemente Longarini, che aveva pensato ad uno ‘‘schema Zingaretti’’ per provare a portare il partito a vincere le prossime elezioni comunali, e propone invece una larga intesa per far fronte comune contro il Movimento 5  Stelle.

«Longarini – dichiara Pascale – enuncia una solenne verità, sulla quale, in ambito nazionale e non locale, anche io ho riflettuto a suo tempo. Lo schema Zingaretti, unico ‘‘vincente’’ in Italia per ciò che concerne la sinistra, tanto vincente non è. Il presidente non ha la maggioranza in consiglio regionale, e per governare dipenderà dal buon cuore delle opposizioni. Un successo? Ne dubito. È possibile traslare lo schema Zingaretti, che altro non è che un’alleanza Pd – ex Sel con qualche civico, nella realtà delle comunali di Civitavecchia? Zingaretti – spiega – si è imposto grazie ad un sistema elettorale a turno unico. Ha vinto con poco più del 30%. Nei gradi Comuni come il nostro c’è il ballottaggio, bisogna arrivare al 51%.  Ovvio che riproporre l’alleanza della regione Lazio ci vedrebbe perdenti. Inoltre – continua – non va sottovalutato che l’alleanza nazionale tra M5S e Lega potrebbe imporsi, nonostante le frizioni di un tempo, anche a livello locale, cementando i due soggetti politici. Se a ciò aggiungiamo i buoni risultati elettorali di ambedue queste formazioni e la capacità da parte dei Cinque Stelle di penetrare nella società civile, vi è dietro l’angolo la possibilità di un Cozzolino bis. Una vera tragedia per la nostra martoriata città. Lancio allora una proposta: Costruiamo un cordone sanitario intorno ai Cinque Stelle. Esattamente come nella resistenza vi erano sì comunisti e socialisti, ma anche cattolici, azionisti, anarchici, liberali etc, creiamo un fronte ampio, che vada al di là del modesto schema Zingaretti. Propongo un’alleanza vasta che, a partire dalla sinistra e dal centro sinistra, possa chiamare a raccolta tutte quelle forze politiche e sociali le quali, pur non appartenendo alla tradizione comunista, cattolica e socialista, si differenziano dalla Lega e dai Cinque Stelle. È il tempo della responsabilità. Consegnare per altri cinque anni Civitavecchia nelle mani dei pentastellati vorrebbe dire ucciderla. È giunto il tempo in cui le persone di buona volontà, indipendentemente dalla loro collocazione ideologica, devono coalizzarsi di fronte al pericolo comune per evitare questo disastro. Parte della responsabilità – conclude – vuol dire mettere da parte quel che ci divide ed iniziare a parlare di ciò che ci unisce, con onestà, senza preconcetti». Non erano esattamente questi i presupposti del Compromesso Storico, ma il momento politico del paese impone oggi larghi dialoghi, è vero, ma che puntino alle soluzioni, non alle esclusioni.

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Ladispoli, accuse di presunte molestie sessuali da parte dell’ex moglie: si dimette l’assessore Prato

LADISPOLI – Si è autosospeso dal proprio incarico e di fatto dimesso l’assessore Francesco Prato.
La decisione seguirebbe le vicende personali balzate alla cronaca la scorsa settimana a seguito delle accuse mosse dall’ex moglie in merito a presunte violenze.
Accuse durissime nei confronti dell’assessore Francesco Prato da parte dell’ex moglie che il prossimo 3 maggio sarà alla sbarra per la prima udienza del processo.
Accuse che hanno spinto Prato a rimettere nelle mani del sindaco il mandato.
A far nascer la questione è stata la denuncia dell’ex moglie dell’assessore di Fratelli d’Italia la quale avrebbe raccontato ai carabinieri di aver subito abusi sessuali in casa nel novembre 2016.
A distanza di pochi giorni l’ex moglie sarebbe finita al Pit dopo essere stata investita da un’auto e poi trasportata all’ospedale San Paolo di Civitavecchia per accertamenti. Secondo la donna al volante dell’auto ci sarebbe stato l’assessore.
Il gip di Civitavecchia, Paola Petti, ha quindi accordato la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero, Alessandra D’Amore. L’udienza di fronte al tribunale collegiale, che si sarebbe dovuta svolgere in settimana, è stata rinviata al prossimo 3 maggio.
La conferma della notizia, che aleggiava nella giornata di ieri, è arrivata dalle parole del sindaco di Ladispoli Alessandro Grando che ha voluto esprimere un ringraziamento pubblico nei confronti dell’assessore all’inizio del consiglio comunale.
«Oggi (lunedì ndr) l’assessore Prato si è dimesso dalla carica di assessore con effetto immediato – ha detto il sindaco – A nome mio e della città lo ringazio per il lavoro svolto in questi mesi e gli auguro di risolvere presto i suoi problemi personali. Siamo pronti ad accoglierlo di nuovo quando tutto sarà risolto. E’ stato da parte sua un grande gesto di responsabilità». 
Solidarietà nei confronti dell’assessore anche dai gruppi di maggioranza in consiglio comunale.
«I gruppi consiliari Cuori Ladispolani, Noi con Ladispoli e Lega Salvini Premier, – hanno scritto i gruppi in una nota – esprimono apprezzamento per il gesto di grande lealtà politica e responsabilità compiuto oggi da Francesco Prato. L’assessore, pur non essendo tenuto a farlo, ha rassegnato oggi le proprie dimissioni dall’incarico dando.
Una dimostrazione di correttezza e di coerenza ideologica. Contrariamente a quanto avviene in altri schieramenti, Francesco ha ritenuto giusto dare la precedenza alla soluzione delle proprie vicende personali.  E’ questa la migliore risposta anche a chi con comunicati ambigui ed insinuazioni striscianti ha pensato di emettere una sentenza di condanna sostituendosi al tribunale; gli stessi che si riempiono la bocca di garantismo nei confronti dei propri amici di partito, si comportano invece da beceri giustizialisti nei confronti degli avversari politici».
«Ribadiamo la nostra amicizia verso Francesco Prato – hanno continuato i gruppi consiliari di maggioranza –  e siamo fieri della grande dignità con la quale ha fatto la sua scelta. Siamo certi che la sua onestà intellettuale pagherà e gli auguriamo vivamente di risolvere positivamente le proprie vicende e poter tornare presto a ricoprire incarichi amministrativi all’interno della nostra maggioranza».
 

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Ferri (Pd): ''No ai personalismi''

CIVITAVECCHIA – “Con la presente risposta esprimo la massima solidarietà e vicinanza al gruppo consiliare, precisando che la dichiarazione di Enrico Leopardo è del tutto personale ed inaspettata oltre che contraria alla linea della sua stessa area dato che anche questa ha caldamente consigliato una via che possa unificare ed appacificare tutte le anime del partito”.

Lo dichiara in una nota il segretario del Pd di Civitavecchia Germano Ferri. “In un momento di disfacimento politico quale quello attuale – prosegue il dem – tempo in cui il Pd sta vivendo una grave crisi di identità, è fondamentale che ogni suo membro abbandoni ogni sorta di personalismo accantonando le mire personali, facendo responsabilmente un passo indietro per il bene del gruppo”.

Ferri spiega che per costruire un partito forte “in grado di poter affrontare la sfida delle prossime comunali, è fondamentale ricostruire un amalgama democratica coesa che faccia da fondamenta per la realizzazione di un Pd locale unico ed unito. Questa è la linea da seguire indicata anche dalla direzione nazionale del nostro partito, chiunque continuerà a mettere ancora al primo posto le proprie ambizioni e questioni personali – conclude duro – si trova purtroppo in una condizione di incompatibilità ideologica che gli impedisce di poter continuare il suo percorso con noi”.

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