Caso Cfft, Iarlori (FdI): ''Di Majo dovrebbe dimettersi''

CIVITAVECCHIA – «Dopo tutti questi disastri l’avvocato Di Majo dovrebbe fare soltanto una cosa: dimettersi».

Lo dichiara Paolo Iarlori, componente dell’assemblea nazionale di Fratelli d’Italia e portavoce del circolo territoriale ‘‘Giorgio Almirante’’ di Civitavecchia che interviene sulla situazione critica del porto e, in particolare, sul caso Cfft dopo la proroga all’ordinanza di soli 45 giorni.

«Ancora una volta il presidente della Adsp Francesco Maria Di Majo riesce ad adottare una decisione completamente sbagliata – prosegue Iarlori – che scontenta tutti e rischia di vanificare il lavoro del tavolo regionale e gli sforzi di Cfft e Rtc di trovare una soluzione alla vertenza causata dalla precedente ordinanza dello stesso Di Majo.  Sarebbe stato sufficiente concedere una proroga al 31 dicembre, come suggerito anche da tutti i partecipanti al tavolo regionale, ma è più forte di lui: deve per forza fare danno. Dal momento che non gli riesce proprio di farne una giusta e, quindi, molto difficilmente si dimetterà, auspico – continua duro l’esponente FdI – che il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti prenda l’iniziativa e lo sollevi dall’incarico, liberando Molo Vespucci dalla nociva presenza di un manager cosi inadeguato. Con la speranza che nel frattempo il nostro scalo non subisca ulteriori conseguenze negative, perdendo il traffico container di primari operatori internazionali, che certamente – conclude – non accoglieranno bene il clima di assoluta incertezza che si respira nello scalo portuale».

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Total Erg: la sovrattassa va restituita

CIVITAVECCHIA – Altri guai per Molo Vespucci, alle prese oggi non solo con vertenze occupazionali. Una nuova tegola si è abbattuta infatti sull’ente, che dovrà restituire nei prossimi due mesi, 4,7 milioni di euro  alla Total Erg a seguito della sentenza della scorsa settimana della Quinta Sezione del Consiglio di Stato. Nodo del contendere la sovrattassa applicata da qualche anno, con il Consiglio di stato che l’ha bocciato, definendo la ‘‘sovrattassa qualificabile come tributo aggiuntivo, consentito dalla normativa, solo per finanziare opere ed investimenti particolari’’.

La questione è stata anche al centro di una interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti da parte del senatore di Forza Italia Gaetano Quagliariello – in discussione probabilmente subito dopo l’estate – nella quale, tra l’altro, veniva sottolineata l’inerzia degli attuali vertici dell’Adsp ‘‘perché per tutto l’anno 2017, pur essendo a conoscenza della grave e preoccupante situazione creatasi per l’equilibrio dei conti dell’ente a seguito delle diverse sentenze, non ha ritenuto, né di addivenire ad un accordo transattivo con TotalErg o suoi aventi causa, né tanto meno di approvare un nuovo decreto di revisione delle aliquote, motivandolo adeguatamente in considerazione della realizzazione della darsena traghetti e servizi del porto di Civitavecchia, opera infrastrutturale rientrante tra quelle per le quali la legge n. 84 del 1994 ha attribuito alle autorità portuali la potestà impositiva della sovrattassa”. La transazione, che avrebbe potuto evitare questo esito, non ha probabilmente imboccato la strada giusta, anche se dall’Adsp nessuno commenta al momento. 

Negli anni 2012 e 2013 l’Autorità portuale aumentò l’aliquota della tassa portuale relativa ai traffici di oli minerali e carbone, con Totalerg che presentò ricorso al Tar del Lazio contro tali aumenti. Nel 2015, il Tar del Lazio accolse il ricorso di Totalerg e annullò i decreti dell’Autorità portuale, perché non motivati da esigenze di investimenti infrastrutturali, né valevoli per ogni tipologia di merce. L’ente fece appello al Consiglio di Stato che, nel febbraio 2016, lo accolse e riformò le sentenze del Tar di un anno prima, rimettendo la materia alla magistratura tributaria. Nel novembre 2016, però, il Consiglio di Stato denunciò l’insussistenza delle motivazioni che avevano portato l’Autorità portuale ad aumentare la sovrattassa; successivamente, il Presidente della Repubblica accolse il ricorso straordinario presentato dalla società Total Erg SpA e dalla sua partecipata Raffineria di Roma SpA al Consiglio di Stato. Oggi Molo Vespucci si trova nelle condizioni di dover restituire i 4,7 milioni – accantonati ad aprile con una variazione di bilancio – dall’altro attende il pronunciamento sempre del Consiglio di Stato, e previsto per novembre, sulla tassa: in questo caso si parla di 9 milioni di euro.  

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Vecchia, la zona offensiva probabile casa dei Vittorini

di MATTEO CECCACCI

Chissà cosa penserà Manuel Vittorini al solo pensiero di trovare i suoi fratelli Miguel e Cristian anche in campo oltre che a casa. Un trittico perfetto, però, per i tanti tifosi nerazzurri che non vedono l’ora di vederli in azione.
Il classe 1989 Manuel ha fatto ritorno nella casa del Civitavecchia Calcio 1920 a inizio luglio dal Montalto insieme al ‘97 Gianluca Nuti, dopo aver vinto la coppa Italia di Promozione e ottenuto l’accesso in Eccellenza. Miguel, ventiquattrenne nato nel 1994, si trova attualmente in vacanza e non appena farà ritorno in città si unirà ai suoi compagni per svolgere la preparazione atletica iniziata già mercoledì alla Cavaccia di Allumiere.
Il piccolo di casa Cristian, diciannove anni già compiuti è in prova con la rosa di mister Andrea Rocchetti, che  sceglierà entro metà agosto se confermarlo o meno.
«Avrei dovuto – esordisce il centravanti Manuel – essere quì già a gennaio, ma per vari motivi abbiamo ritardato di sei mesi. Comunque sono molto felice di essere ritornato alla Vecchia perché è una società importante che quest’anno ha grandi obiettivi con un progetto ambizioso. Spero di fare bene, segnare tanti gol e far sorridere domenica dopo domenica i tanti supporter nerazzurri».
«Orgoglioso – spiega Cristian – di questa scelta, anche se ancora non sono confermato essendo in prova, ma ce la metterò tutta per convincere il tecnico Rocchetti. Giocare con Manuel non può che essere piacevole, soprattutto dopo la stagione disputata insieme al Montalto, mentre con Miguel non ho mai condiviso nessuno spogliatoio e questa sicuramente potrà essere l’occasione giusta».

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Santa Marinella, il dissesto è realtà

SANTA MARINELLA – In un vero e proprio clima da stadio, l’amministrazione Tidei ha votato  la delibera che rende Santa Marinella un Comune dissestato. Nel corso del consiglio comunale, infatti, dopo un lungo dibattito durato quasi due ore, con i soli voti favorevoli della maggioranza, il primo cittadino ha dichiarato il fallimento del Comune consentendo, di fatto, il regime di amministrazione controllata. C’è stata però battaglia tra i banchi della maggioranza e quelli dell’opposizione per questa scelta. Dopo una lunga relazione esternata dal sindaco, è apparso inevitabile dichiarare il dissesto, mentre le minoranze propendevano per il pre dissesto. Ma, atti alla mano, dopo un lavoro durato praticamente un mese, la maggioranza non ha potuto far altro che mettere il Comune sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti. Nel suo intervento, il primo cittadino ha ricordato come sia stato fatto tutto il possibile per evitare questa sorta di “ultima spiaggia”.

“Siamo stati di nuovo al Ministero dell’Economia e Finanze – ha detto Tidei – per ripercorrere a ritroso tutte le fasi, dal 2012 ad oggi, per verificare tutto quello che è accaduto sul bilancio e sui debiti che l’amministrazione Bacheca ha contratto. In base ad un debito che ammonta a 17 milioni di euro, è stato impossibile praticare strade diverse da quelle del dissesto finanziario. La responsabilità di ciò, comunque, è da addebitare alla vecchia maggioranza, che dal 2012 avrebbe potuto approfittare di una legge che consentiva di ammortizzare i debiti in trenta anni, facendosi togliere anche il fondo di solidarietà che ammonta a sei milioni e mezzo all’anno, affermando che il nostro non era un Comune virtuoso ma carico di debiti. Oggi questi debiti ce li ritroviamo sul groppone noi e abbiamo il dovere di trovare la soluzione più giusta per salvare questa città. Da oggi possiamo contare su una entrata di 6,5 milioni che lo Stato ci prelevava alla fonte, mentre per gli otto milioni di fatture non pagate sarà lo Stato a stabilire le modalità del pagamento, consentendoci di pianificare una parte di questi soldi, accendendo un mutuo pluriennale. Facendo così, però, ripartiremo da zero. Cioè possiamo, entro due o tre anni, riportare il bilancio in parità. Ci sono da pagare 17 milioni di residui fasulli, tre milioni di squilibri di di cassa del 2018, undici milioni di fatture da pagare , mentre il commissario prefettizio ha ottenuto nove milioni di anticipo di cassa”. “Il dissesto è l’atto più infame che un sindaco possa fare – conclude Tidei – ma  per salvare questa città mi vedo costretto a farlo e la responsabilità è da addebitare tutta alla passata amministrazione”.

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Usi civici, Porrello presenta un mozione in Regione

CIVITAVECCHIA –  Il consigliere regionale Devid Porrello presenta una mozione in Regione sull’annosa questione degli usi civici per chiedere il ritiro della determina A07844. “Sia il Comitato usi civici di Civitavecchia appena costituitosi – spiega il consigliere comunale Emanuele La Rosa – sia il gruppo consiliare M5S del consiglio regionale del Lazio chiedono il ritiro della determina A07844, che ha fatto sorgere tanti problemi a tanti abitanti di Civitavecchia. Mentre il Comitato Usi Civici ha inviato venerdì scorso un comunicato alla stampa in cui lanciava una petizione per il ritiro della determina A07844, per coincidenza il sottoscritto – continua il pentastellato – insieme a Daniele Natili, il consigliere comunale e metropolitano M5S Matteo Manunta, l’assessore Alessandro Manuedda e il presidente del consiglio di Civitavecchia Dario Menditto si sono recati nell’ufficio del consigliere regionale Devid Porrello per finalizzare una mozione che va proprio verso quella direzione”.

Il pentastellato spiega che oggi la mozione è stata protocollata “per ricominciare un percorso virtuoso sulla soluzione del problema legato agli usi civici a Civitavecchia. Mozione che ci aspettiamo che il consiglio regionale approverà all’unanimità. Ci teniamo a far capire alla comunità – prosegue La Rosa – che gli usi civici sono uno strumento ottimo che va a favore della comunità, il problema attuale è legato ai tanti errori che sono stati fatti in passato e che la determina del 2013 ha reso efficaci causando l’enorme disagio che i cittadini stanno subendo. Come illustriamo nella mozione, la determina non è priva di difetti e, a causa della sentenza della Corte Costituzionale dello scorso 31 maggio, ormai inapplicabile. Vi sono, pertanto, tutte le ragioni per richiederne il ritiro. Va anche detto – evidenzia La Rosa – che il ritiro di questa determina è solo un primo passo, è importante che i ricorsi effettuati portino a sentenze utili per tutta la collettività ed è per questo che il Comune è presente in questi ricorsi con la propria avvocatura e con il proprio perito”. 

Il consigliere comunale spiega che è necessario fugare ogni dubbio sulla natura demaniale su tutti i terreni di Civitavecchia in modo che si possa delineare una soluzione finale per “eliminare il gravame demaniale sul territorio di Civitavecchia – conclude La Rosa – senza pesare sulle tasche dei cittadini, i quali sono incolpevoli di questa situazione”.

Porrello ha aggiunto che “l’atto protocollato è un monito per la Giunta regionale di prendere in seria considerazione il disagio che le comunità locali, prima fra tutte Civitavecchia, stanno vivendo a causa di scellerate scelte fatte negli ultimi anni. L’impegno che vogliamo prendere è quello di trovare una giusta soluzione interessando, come già stiamo facendo, il Ministro competente e i nostri parlamentari”.

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Giulia Fava argento Mondiale

La stella di Giulia Fava brilla ai campionati mondiali di vela giovanile di Corpus Christi, in Texas. La portacolori dell’Assiociazione Velica Civitavecchia  conquista un prestigioso argento nei Nacra 15 in coppia con Andrea Spagnolli (Fv Malcesine). La giovane atleta dell’Avc aveva vinto la medaglia di bronzo nei 420 ai Mondiali l’anno scorso a Sanya. Già da venerdì l’oro se lo erano assicurati Teresa Romairone e Dante Cittadini (Arg); la medaglia di bronzo va a Greta Stewart e Tom Fyfe (Nzl).
Con tre medaglie di classe e un’altra ben meritata nella classifica per Nazioni, l’Italia si qualifica infatti terza nella lunga lista di 66 squadre nazionali, dietro ai padroni di casa, gli Stati Uniti e ai neozelandesi.
«È stato un campionato fantastico. Abbiamo trovato le nostre condizioni – spiega Giulia Fava – e ci siamo divertiti tantissimo, poi il risultato è venuto da sé. I primi giorni non siamo riusciti ad andare in acqua con la marcia giusta, eravamo molto veloci ma facevamo troppi errori. Al terzo giorno di regate è arrivata la svolta decisiva, ci siamo detti ora o mai più e abbiamo iniziato a fare la differenza. Abbiamo scalato la classifica fino alla seconda posizione. Per questo risultato devo ringraziare la Fiv e il coach federale Gigi Picciau che ci ha seguito durante questo nuovo percorso in Nacra 15. Un grazie speciale anche alla mia famiglia e a tutte le persone che hanno creduto in noi. Un ultimo ringraziamento va ad Andrea Spagnolli, colui che mi ha sopportato in barca questi giorni, che io chiamo banalmente ‘‘socio’’».

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«Basta parcheggi selvaggi»

CERVETERI – Dopo i lavori di restyling che nelle scorse settimane hanno riguardato il secondo lotto del centro storico, l’Amministrazione comunale nell’ottica di preservare e valorizzare la zona e di regolamentare il traffico ha pubblicato l’ordinanza n. 88 relativa all’istituzione della zona a traffico limitato (Ztl) e dell’area pedonale urbana in via Roma, dall’intersezione con via Agillina, in Piazza Santa Maria e Piazza Tripoli.
«Già due estati fa avevamo introdotto questa nuova regolamentazione del traffico del nostro centro storico – ha dichiarato il vicesindaco Giuseppe Zito – ottenendo anche un notevole apprezzamento da parte di esercenti, residenti e visitatori. Poi con la prosecuzione dei lavori di riqualificazione siamo stati costretti a sospendere questa misura per non aggravare le situazioni di disagio che potevano sorgere con la presenza delle aree di cantiere. Ora che anche la seconda parte dei lavori è stata svolta quasi nella sua totalità siamo pronti ad reintrodurre una nuova regolamentazione, con piccole modifiche per cercare di conciliare le esigenze di tutti».
«Spesso capita di dover assistere a scene di parcheggio selvaggio all’interno del nostro centro storico – prosegue Zito – comportando evidenti disagi alla viabilità o addirittura negando l’accesso agli uffici comunali. Scene che certo sono lontane dal fornire quell’immagine di accoglienza che il centro storico di una città che ambisce a definirsi ‘‘‘turistica’’ dovrebbe mostrare. Nonostante il nostro Comando di Polizia Locale cerchi di garantire la massima presenza, le gravi carenze in organico non permettono certo di ottenere il risultato sperato. Per questo motivo siamo ricorsi a supporti tecnologici che ci aiuteranno a far rispettare la nuova regolamentazione e restituire la giusta dignità al nostro centro storico. In questo modo dunque, oltre a regolare il traffico e ad evitare soste dove non è consentito, si darà l’opportunità a cittadini e turisti di riscoprire la bellezza di passeggiare nei nostri vicoli e magari di conoscere angoli del nostro Centro non visibili dal passaggio in automobile».
Nel dettaglio l’ordinanza prevede l’accesso vietato ai veicoli, eccezion fatta per quelli dei residenti muniti di contrassegno, dalle 19 alle 9, mentre consente dalle 8 alle 9.30 e dalle 15 alle 16.30 l’accesso esclusivamente ai veicoli per trasporto merci. Dalle 9.30 alle 15 e dalle 16.30 alle 19 accesso libero, eccezion fatta per i veicoli per il trasporto merci. Nella nuova ordinanza inoltre, viene sancito il divieto di sosta su ambo i lati di via Roma e sull’intera Piazza Risorgimento, quest’ultima, come già in precedenza, confermata ad esclusivo transito pedonale. L’Ordinanza, la n. 88 del 14 luglio 2018, è già pubblicata sull’albo pretorio del sito internet del Comune di Cerveteri, mentre le telecamere e il dissuasore sono già stati posizionati nei punti di accesso. Le fasce orarie di accesso e divieto, saranno opportunamente segnalate da un pannello elettronico posto all’ingresso dell’area interessata dall’ordinanza.

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Venerdì e sabato musica etnica alla Marina

«L’edizione 2018 del festival della musica etnica è dedicata al presidente Cacciaglia che tanto ha creduto in questo progetto». Le parole del direttore artistico Mario Camilletti aprono la conferenza stampa della XVI edizione del festival della musica etnica quest’anno intitolata Mediterraneo-Rive Sonore. La prima presentazione dopo la morte del presidente storico dell’ente, più volte nominato dai protagonisti. L’evento si terrà venerdì e sabato prossimo presso la Marina nel mega palco allestito dal Comune per il cartellone estivo. Protagonisti saranno i gruppi Sufi Ensemble e Beer ‘O Clock nella serata del 21 e Ambrogio Sparagna e l’Orchestra Italiana per quella del 22. I Sufi Ensemble mostreranno al pubblico una interessante alchimia di musica, danza e poesia ispirata alla vita e alle opere dei grandi mistici sufi, mentre i Beer ‘O Clock faranno ballare il pubblico a ritmo di musica country. Sparagna, inventore della celebre notte della Taranta, animerà il sabato civitavecchiese a ritmo di pizzica. «Questo evento mi ricorda il mio passato da assessore. In quell’occasione vidi nascere questa che è una vera e propria tradizione per Civitavecchia e che da anni vede il supporto della Fondazione» ha spiegato la vicepresidente della Fondazione Cariciv, facente in questi giorni funzione di presidente, Gabriella Sarracco. L’evento è stato reso possibile grazie all’importante investimento del comune di Civitavecchia. «Abbiamo fortemente voluto questo evento – ha spiegato l’assessore alla cultura Enzo D’Antò -. Tengo particolarmente a questo festival che mi ospitò per la mia prima uscita pubblica da assessore. Il livello artistico e culturale raggiunto ogni anno è molto alto». Nella conferenza stampa di presentazione dell’evento, che rientra nel cartellone della ‘‘Vecchia Estate’’, c’è stato anche spazio per una piccola polemica campanilistica: «Spesso sulla stampa vedo ampio risalto alle attività culturali e ai festival collinari (chiaro il riferimento a Tolfarte, ndr) – ha spiegato il direttore artistico Camilletti -, mentre non diamo la giusta visibilità alle tante attività ed eventi che costruiamo a Civitavecchia».

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Il comitato Uiltec: ''Enel riconsideri le proprie posizioni’’

CIVITAVECCHIA – «Confidiamo che già dall’incontro del prossimo 19, Enel riconsideri le proprie posizioni dando la giusta dignità alla zona di Civitavecchia, evitandone il superamento perché necessaria, non soltanto dal punto di vista occupazionale, ma anche organizzativo». Lo dichiara il comitato degli iscritti Uiltec Civitavecchia che tuona: «Il conto della Sen non deve essere pagato dai lavoratori. Oggi – proseguono dal comitato iscritti Uiltec – è in corso l’ennesima ristrutturazione e riorganizzazione Enel, la quale purtroppo colpisce ancora una volta la nostra città, senza alcun rispetto per quanto la stessa abbia dato da oltre 70 anni all’industria elettrica prima ed all’Enel poi». Il comitato ricorda i sacrifici e le promesse fatte per la trasformazione di Torrevaldaliga nord «come primo impianto a carbone pulito del mondo».

Il comitato dipinge una situazione allarmante. «Si colpisce pesantemente la residua imprenditoria locale – proseguono – e i lavoratori delle medesime, modificando le procedure d’appalto, si dimenticano gli impegni sul mantenimento della distribuzione – zona di Civitavecchia che finirà fagocitata da Viterbo con la conseguenza della perdita di posti di lavoro puliti come venivano definiti. Enel University subirà la progressiva chiusura. La Centrale di Torrevaldaliga Nord ridurrà 24 posizioni in turno, mentre per il personale giornaliero dell’impianto, non vengono adeguatamente sostituite le figure che vanno Pensione. I punti Enel serviranno solo i clienti del mercato libero; i lavoratori del Servizio elettrico nazionale, dopo il 25 settembre 2018 dove e con chi lavoreranno? Gli utenti a chi si rivolgeranno? Quindi – conclude duro il comitato – si colpirà duro a Civitavecchia, iniziando anticipatamente quella exit strategy di uscita dal carbone, già prevista teoricamente dalla Sen ma purtroppo senza un progetto alternativo sul futuro del territorio».

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La rassegna si chiude in ricordo di Marco Vannini

di TONI MORETTI

CERVETERI – A sorpresa l’ultima serata di Etruria in Danza si è chiusa nel ricordo di Marco Vannini. Alessandra Ceripa, fa suo lo sconforto dei genitori di Marco, mamma Marina e papà Valerio, e lo sconcerto di una intera comunità che ha ritenuto ingiusta ed inopportuna la sentenza dei giudici di primo grado emessa nei confronti degli imputati per l’omicidio del giovane. Nel silenzio della piazza scorrono le immagini della fiaccolata tenutasi in città per invocare una giustizia giusta per il giovane cerveterano. Alessandra Ceripa invita tutti gli allievi e le allieve della sua scuola radunati sul palco a ballare in ricordo di Marco come un tributo alla vita. ‘‘La strada che arriva al mare’’, titolo dello spettacolo, ha quindi condotto ad una richiesta di giustizia,  alla indignazione e alla capacità di non perdere la forza di lottare per i propri diritti, questo dice Alessandra Ceripa quando con poche parole chiede una sentenza giusta pe l’omicidio di Marco Vannini. Si chiude così Etruria in danza che non ha deluso di certo  le aspettative. Si percepiva dalla piazza, già gremita una buona mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Era il segnale che le serate precedenti avevano registrato un successo inaspettato e fuori da ogni previsione. Era il segnale che la gente attendeva la fine di quel percorso tracciato da Alessandra Ceripa che con l’aiuto delle maestre della sua scuola, ADS Dimensione Danza 2000, lo aveva reso pieno di emozioni con musiche e movenze che attraverso i suoi ragazzi rapivano, trasportavano e agevolavano il cammino dei ricordi trasmettendo tutto quanto di bello avevano imparato a conoscere e a fare proprio. E quella via è arrivata al mare. Sul palco si notava che la tensione era calata. C’era più sicurezza nei movimenti . I quadri coreografici apparvero rasentare la perfezione. Sarà stata la consapevolezza dei ballerini che ormai la prova era quasi superata, sarà stato anche l’apporto tecnico di un bravissimo ballerino, Agostino Solagna, che oltre alla sua bravura, emanava una energia espressiva ed interpretativa veramente eccezionale. Teneva la scena e trasmetteva sicurezza agli altri come un vero leader. Gli ingredienti comunque c’erano tutti per un grande spettacolo quale si è poi rivelato. Sono state serate propedeutiche durante le quali sono passati messaggi importantissimi di alto valore formativo dove ci si è accorti che nel mondo dei bambini le donne non si picchiano mai, neanche con un “mazzo” di fiori, tenerissima gaffe che però ha reso benissimo l’idea. E si è visto che percorrendo questa strada che portava a quel mare, maestoso, intemperante, pronto a fare il mare, come immortalato in una poesia di “Eduardo”, crocevia di culture e di scambi, scrigno di ricordi che mai si dimenticano la cui immensità può paragonarsi e assimilarsi all’immensità del genere umano, quei bambini, i nostri bambini, erano cresciuti e pronti a diventare persone, qualcosa in più che uomini. Pronti ad interpretare la grande arte del saper vivere, concetto espresso egregiamente da un quadro coreografico che era proprio un inno alla vita e al suo valore intriso di sacralità.  Alla fine dello spettacolo tutti sul palco, allievi e maestre. In virtù di un accordo che l’ADS  Dimensione Danza  2000 ha stipulato con le scuole, a dimostrare che anche e soprattutto il profitto è tenuto da conto, sono state assegnate sette borse di studio a Sara della Vedova, Sara Ricci, Giada Michelangeli, Giada Cicchetti, Davide Vicini, e per le scuole superiori Michela Pollegri e Teodori Manuela.

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