A Tarquinia arriva il commissario ''antimafia'' Giuseppe Ranieri

TARQUINIA – Giuseppe Ranieri, 58 anni, dirigente dell’Ufficio VI Innovazione e Organizzazione del Dipartimento politiche personale amministrazione civile e risorse strumentali e finanziarie del Ministero dell’Interno, è il commissario nominato dal prefetto di Viterbo Giovanni Bruno per traghettare Tarquinia fino alle prossime elezioni di maggio 2019. Una nomina a tempo di record, per garantire alla città una guida immediata ed attenta.
Laureato in giurisprudenza, il viceprefetto Ranieri ha l’abilitazione professionale all’esercizio dell’attività forense e l’abilitazione all’insegnamento delle materie giuridico-economiche. È stato componente del gruppo di lavoro presso la S.S.A. I. in materia di attività di prevenzione antimafia ed anticorruzione. Ed è stato soprattutto capo della Commissione di accesso agli atti nel Comune di Salemi,  colui cioè che nel 2014 venne duramente contestato da Vittorio Sgarbi . A seguito della relazione di Ranieri, l’allora ministro dell’Interno Cancellieri, nel marzo del 2012, diede infatti il via libera allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa.  Con la condanna di Sgarbi nel 2016 si affermò che aveva affidato incarichi e consulenze giudicate irregolari. Vittorio Sgarbi, che è stato sindaco di Salemi (Trapani) fino al 2011, venne condannato dalla sezione giurisdizionale della Corte dei conti a risarcire il Comune con 89.655 euro. Condannata anche l’ex vice sindaco, Antonella Favuzza, per  85.547 euro.
Un curriculum di tutto rispetto, quello del commissario Ranieri che tra le numerose esperienze professionali e gli incarichi ricoperti annovera anche il ruolo di commissario straordinario di diversi Comuni dell’area di Vibo Valentia.   E’ stato anche commissario governativo del Comune di Valfornace, provincia di Macerata, (a seguito della fusione dei comuni di Fiordimonte e Pievebovigliana) con decreto del prefetto di Macerata dell’11 gennaio 2017. 
 

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Dimissioni Mencarini, a Tarquinia arriva il commissario ''antimafia'' Giuseppe Ranieri

TARQUINIA – Giuseppe Ranieri, 58 anni, dirigente dell’Ufficio VI Innovazione e Organizzazione del Dipartimento politiche personale amministrazione civile e risorse strumentali e finanziarie del Ministero dell’Interno, è il commissario nominato dal prefetto di Viterbo Giovanni Bruno per traghettare Tarquinia fino alle prossime elezioni di maggio 2019. Una nomina a tempo di record per garantire alla città una guida immediata ed attenta.
Laureato in giurisprudenza, il viceprefetto Ranieri ha l’abilitazione professionale all’esercizio dell’attività forense e l’abilitazione all’insegnamento delle materie giuridico-economiche. È stato componente del gruppo di lavoro presso la S.S.A. I. in materia di attività di prevenzione antimafia ed anticorruzione. Ed è stato soprattutto capo della Commissione di accesso agli atti nel Comune di Salemi,  colui cioè che nel 2014 venne duramente contestato da Vittorio Sgarbi . A seguito della relazione di Ranieri l’allora ministro dell’Interno Cancellieri, nel marzo del 2012, diede infatti il via libera allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa.  Con la condanna di Sgarbi nel 2016 si affermò che aveva affidato incarichi e consulenze giudicate irregolari. Vittorio Sgarbi, che è stato sindaco di Salemi (Trapani) fino al 2011, venne condannato dalla sezione giurisdizionale della Corte dei conti a risarcire il Comune con 89.655 euro. Condannata anche l’ex vice sindaco, Antonella Favuzza, per  85.547 euro.
Un curriculum di tutto rispetto, quello del commissario Ranieri che tra le numerose esperienze professionali e gli incarichi ricoperti annovera anche il ruolo di commissario straordinario di diversi Comuni dell’area di Vibo Valentia.   E’ stato anche commissario governativo del Comune di Valfornace, provincia di Macerata, (a seguito della fusione dei comuni di Fiordimonte e Pievebovigliana) con decreto del Prefetto di Macerata dell’11 gennaio 2017. 
 

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CORTE DEI CONTI Sezione Giurisdizionale Regione Puglia

Avvisi in interruzione per decesso del ricorrente/erede

(ex art. 5, terzo comma, Legge 21 luglio 2000 n. 205)

(TU18ABA9617 )

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CORTE DEI CONTI Sezione Giurisdizionale Regione Puglia

Avvisi in interruzione per decesso del ricorrente/erede

(ex art. 5, terzo comma, Legge 21 luglio 2000 n. 205)

(TU18ABA7680 )

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n. 169 SENTENZA 5 giugno – 20 luglio 2018

Giudizio su conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.

Presidente della Repubblica – Pretesa della Corte dei conti di
assoggettare al giudizio di responsabilita'
amministrativo-contabile alcuni dipendenti della Presidenza della
Repubblica – Conflitto promosso nei confronti della Corte dei
conti.
– Sentenza della Corte dei conti, sezione II giurisdizionale centrale
d'appello, 19 dicembre 2016, n. 1354; nota della Procura regionale
per………(T-180169)

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CORTE DEI CONTI Segreteria della Sezione Giurisdizionale Regionale per la Liguria

Avviso di interruzione per decesso ricorrente

(ex art. 5, terzo comma, Legge 21 luglio 2000 n. 205)

(TU18ABA7464 )

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CORTE DEI CONTI Sezione Giurisdizionale Regione Puglia

Avvisi in interruzione per decesso del ricorrente/erede

(ex art. 5, terzo comma, legge 21 luglio 2000 n. 205)

(TU18ABA6571 )

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Giostra delle Contrade, Letizia Benedetti: "Le due espulsioni sono un'ingiustizia"

TARQUINIA – Due espulsioni ingiuste che non hanno motivo di esistere. La Contrada San Pancrazio contesta così,  a gran voce,  la decisione del Comitato Giostra delle Contrade in merito alla squalifica di due cavalieri.

"Quella che ci troviamo a subire non è altro che una grandissima ingiustizia. – afferma Letizia Benedetti in rappresentanza della Contrada San Pancrazio  – La contrada San Pancrazio è la contrada che ha vinto più palii in assoluto nella storia di questa manifestazione, pertanto la più temuta e naturalmente la più scomoda per le altre contrade, soprattutto per quelle che puntano a vincere per forza e ad ogni costo.  Un piano studiato a regola d’arte dalla Presidente del Comitato della Giostra delle Contrade, incapace di gestire la manifestazione in modo democratico e tutt’altro che imparziale rispetto alle contrade partecipanti alla manifestazione". 

Letizia Benedetti ricostruisce nel dettaglio quanto avvenuto domenica scorsa: "Domenica scorsa, 27 maggio, dalle ore 18:30 alle ore 19:30, come da programma pre-stabilito in una delle riunioni del Comitato e delle contrade, il campo gara doveva essere a disposizione della Contrada San Pancrazio per la Provaccia. Non appena i nostri cavalieri hanno fatto il loro ingresso in campo con i propri cavalli, la stessa Presidente, aiutata (guarda caso!) dalla delegata di un’altra contrada, si apprestava a nastrare un telo sull’asta corrimano che delimita il campo gara, cosa che disturba le prove, mette a rischio la sicurezza dei cavalli e dei cavalieri e potrebbe compromettere l’esito della gara di domenica. Il tutto sotto gli occhi testimoni di tante persone, tra cui (guarda caso!) esponenti di altre contrade".

"Alla richiesta cortese ed educata di sospendere quell’attività da parte di uno dei cavalieri, -racconta Letizia Benedetti –  la Presidente ha risposto in modo aggressivo e maleducato dicendo che non si sarebbe affatto tolta perché lì era lei a comandare, che avrebbe deciso lei stessa quando fermarsi e quando continuare. Tale risposta ha suscitato la reazione prima del Capitano della contrada, poi quella di uno dei cavalieri che, visto l’arrogante perseverare della presidente nell’attività di allestimento, con tono molto animato ha intimato la stessa ad allontanarsi, finalmente con successo. Non vi sono stati contatti fisici di alcun genere, tantomeno insulti".

"Ad un’azione di arroganza ed ignoranza – afferma la rappresentante della Contrada – è corrisposta una reazione che non poteva che essere come è stata, al fine di salvaguardare la sicurezza di tutti e proseguire con la provaccia. Un semplice diverbio verbale che però non è stato altro, per la Presidente, che un’occasione per penalizzare la contrada San  Pancrazio e favorire così quelle 2-3 contrade che le stanno tanto a cuore. 

Guarda caso dai giorni a seguire, proprio quelle 2-3 contrade andavano sbandierando in giro e nei bar la sentenza ancor prima che venisse ufficialmente comunicata, cosa che ha scatenato la “rissa” di cui tanto si parla".

"Una sentenza – dice Letizia Benedetti – proclamata come ULTIMO punto nell’ordine del giorno della riunione di giovedì 31 maggio, emessa sulla base di un “regolamento irregolare”, in mano ad un Comitato che si auto-costituisce, auto-elegge e contenente articoli relativi a sanzioni disciplinari scritte di proprio pugno. Regole dunque imposte alle contrade senza possibilità di intervento e ricorso e, ancora più grave, senza una terza parte incaricata del giudizio finale".

"Non esiste infatti in questo regolamento alcun accenno ad un organo giurisdizionale competente, incaricato di dare il giudizio finale ed eventualmente punire chi ha sbagliato. Vale a dire che la Presidente e ciascun membro del comitato sono immuni da qualsiasi punizione o sanzioni, mentre le contrade devono subire le sanzioni, anche ingiustamente come in questo caso.    E se il “regolamento irregolare” prevede tante possibili sanzioni da applicare, il comitato naturalmente ha scelto per noi le peggiori: 2 anni di squalifica per il cavaliere che ha intimato l’allontanamento dal campo gara della Presidente e 1 anno di squalifica per il capitano, con la sola motivazione che essendo il capitano è responsabile di tutto quello che avviene nella propria contrada.

Basti pensare che negli ultimi tempi, il Capitano di una delle contrade tanto amate dalla Presidente, al termine della gara dello scorso anno, ha sottratto e si è portato a casa una delle lance usate in gara. Cosa che, chi è nella manifestazione sa quanto importante e prezioso sia quest’oggetto, averlo a disposizione a casa per un anno di allenamenti! Ovviamente questo fatto non è stato punito, nemmeno oggetto di discussione.  Se questa non è ingiustizia, ditemi voi cos’è. La squalifica dei nostri cavalieri è una cosa che ci fa male e ci rattrista, proprio perché si è in questa manifestazione da sempre. Questa manifestazione dovrebbe essere vissuta come un momento di festa per tutti, soprattutto per chi tutto l’anno lavora e spende soldi per la sua buona riuscita. Sarà il tempo a darci ragione, è solo questione di tempo". 

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TAR CAMPANIA – NAPOLI Sezione IV

Notifica per pubblici proclami ai sensi dell'ordinanza cautelare n.
696/2018 del 10.05.2018 resa nell'ambio del procedimento
giurisdizionale pendente innanzi alla Sez. IV del Tribunale
Amministrativo Regionale per la Campania Napoli con il numero di R.G.
1618/2018

(TX18ABA5926 )

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Il Consiglio di Stato rigetta il ricorso della Galatour Srl

CERVETERI – Il Consiglio di Stato mette la parola fine alla vicenda giudiziaria legata all’appalto del servizio di trasporto scolastico. 
Nella camera di consiglio del 5 aprile scorso infatti il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (sezione quinta) si è definitivamente pronunciato sull’appello dichiarandolo inammissibile presentato dalla Galatour Srl, che chiedeva la revocazione della sentenza n. 3647 del 24 luglio 2017 con la quale si riteneva infondato l’appello e, con esso, anche le istanze risarcitorie o indennitarie. Ha inoltre condannato la Galatour Srl, detentrice dell’appalto prima dell’arrivo della ditta Turismo Fratarcangeli Cocco, al pagamento delle spese di giudizio che ammontano a 3.000mila euro oltre agli accessori di legge. 
«Nel mio primo mandato, appena insediatomi, il servizio di trasporto scolastico costava circa 2 milioni di euro. L’azienda che gestiva il servizio attraverso un sistema societario fatto di scatole cinesi aveva aperto un contenzioso lamentando che le somme percepite non gli consentivano di garantire il servizio. Dopo un’attenta indagine di mercato abbiamo deciso di reinternalizzare il servizio per poi affidarlo sul mercato. Questa scelta ha consentito un doppio risultato – ha dichiarato il sindaco Pascucci –  siamo riusciti ad offrire alla cittadinanza un servizio migliore, più efficiente e un risparmio di oltre 700mila euro. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato dello scorso anno, che già dava ragione al Comune di Cerveteri, credevamo fosse giunta la parola fine su questa vicenda. La decisione di pochi giorni – conclude il primo cittadino – che rigetta dunque anche l’ultimo ricorso da parte della Galatour Srl certifica il buon operato dei nostri funzionari e la totale correttezza dell’azione intrapresa dalla nostra Amministrazione».

 

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