Assegno di mantenimento, versamento diretto al maggiorenne solo se ne fa richiesta

In caso di separazione o divorzio, l'art. 337-septies c.c. stabilisce che il giudice può disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti…

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Csp, cancellato il Tfr di 300 dipendenti

CIVITAVECCHIA – C’è chi ha perso tra i 4 e i 5mila euro ma altri, i lavoratori più anziani, si sono visti cancellare in pochi istanti i risparmi di una vita: alcuni fino a 40 – 50mila euro. La società ha, infatti, recapitato una comunicazione con la quale venivano avvisati che il Tfr maturato presso le preesistenti Città pulita, Argo e Ippocrate doveva essere richiesto non alla Csp ma alle preesistenti società. Un messaggio che lascia qualche dubbio perché le cosiddette sot sembrano ormai avviate verso un triste fallimento (non è stato nemmeno riproposto un nuovo piano di concordato). Pertanto il lavoratore che dovesse recarsi a chiedere il proprio Tfr a Città pulita o Argo, rischierebbe di trovarsi a mani vuote. Uno scandalo che, in altri tempi, avrebbe certamente giustificato azioni di lotta, scioperi. Ma ormai gli stessi sindacati ed i lavoratori sembrano non avere più la forza di reagire. Così dinnanzi ai lavoratori che hanno perso trenta anni di Tfr, per un errore in fase di trasferimento da Hcs a Csp, cala un silenzio a dir poco imbarazzante.

Sembrerebbe che gli unici che siano riusciti a parlare con i vertici societari dell’incredibile vicenda, abbiano avuto rassicurazioni del tipo: "Non vi preoccupate, se nessuno vi paga interverrà il Fondo di solidarietà di Inps". Premesso che questo intervento di “garanzia” non è proprio scontato, va considerato che Csp quale cessionario dei rami di azienda, piuttosto che detrarre tutti i risparmi di cui al Tfr dei dipendenti, avrebbe dovuto farsene carico in base a precise disposizioni di Legge (su tutte l’articolo 2112 del Codice civile). Non è detto che i lavoratori non si rivolgano quindi al Giudice per richiamare Csp ai propri doveri. Ne nascerebbe un altro enorme contenzioso, stavolta realmente insostenibile per Csp. La nuova società è riuscita in meno di una anno ad accumulare decine di contenziosi, che rischiano di vedere soccombere pesantemente la società viste le “singolari” politiche del personale della società.

Nei giorni scorsi l’ultima novità che rischia di trasformarsi nell’ennesima battaglia legale. La società pare aver infatti deciso di mantenere, per alcuni lavoratori, la famosa riduzione della giornata lavorativa, decisa tra mille polemiche, lo scorso anno; per altri lavoratori, invece, avrebbe deciso di aumentare retribuzione ed orari di lavoro. Ma tornando a coloro che hanno perso tutto per la “dimenticanza” di de Leva e Micchi, che si sono dimenticati di trasferire il loro Tfr, non è difficile prevedere una altro contenzioso che questa volta potrebbe vedere protagonisti non meno di 200 dipendenti. Se si considera che già alcune decine sono in causa con la società, si rischierebbe una società con 360 dipendenti circa che è riuscita a ricevere causa da almeno 300 di essi. 

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TRIBUNALE DI LECCO Volontaria Giurisdizione

Nomina curatore eredita' giacente di Abruzzo Gianfranco – Procedura
n. 1234/2016 – Giudice dott. Boerci

(TX18ABH8197 )

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Pd, lite su Lo Giudice «Sostiene la maternità surrogata»

In tre lasciano dopo la sua nomina a responsabile dei diritti civili. L’ex senatore Pd: polemica strumentale

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Hcs, siamo ai titoli di coda

CIVITAVECCHIA – La vicenda Hcs dovrebbe essere finalmente ai titoli di coda, con un finale che si preannuncia triste, anzi tristissimo. Il tribunale di Civitavecchia ha fissato, infatti, la nuova adunanza dei creditori per la metà di ottobre. Ma la comunicazione del giudice è stata utile soprattutto per capire che di concordati “nuovi” se ne è presentato uno solo: quello di Hcs.

Argo, Ippocrate e Città pulita sembrerebbero quindi destinate invece al fallimento d’ufficio che dovrebbe essere dichiarato subito dopo la pausa estiva a seguito dell’iniziativa che dovrebbe assumere la Procura della Repubblica. Insomma, si va verso il più triste dei finali. Il sindaco Cozzolino, una settimana prima di essere eletto, aveva detto di avere la soluzione della questione in tasca. Al contrario, dopo aver speso 1,7 milioni di euro; dopo una serie infiniti di rinvii, di bocciature, di disfatte, non ne ha cavato un ragno dal buco, anzi. Tra qualche mese, bene che vada, il Comune avrà quattro società fallite (alle tre sot va aggiunta Infrastrutture) su cinque, con la quinta che dovrà verosimilmente conoscere un’agonia (liquidazione) di anni, prima di poter cessare ogni sofferenza. Questo lo scenario positivo. Se dovesse andar male anche l’ennesimo concordato di Hcs saremmo all’en plein (5 fallimenti su 5). E tutti a casa, con cinque curatori che saranno chiamati per gli anni a venire a disbrigare la matassa. Tutto con i soldi dei cittadini. Se non si tratta di un “disastro perfetto”, poco ci manca.

Intanto Micchi per Cozzolino è confermatissimo e continua ad incassare decine e decine di migliaia di euro all’anno, con tanto di rimborsi spese, come sottolineato anche recentemente dal capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso. Il Sindaco infatti, contravvenendo alle disposizioni del segretario generale, dopo un anno non ha ancora trovato nemmeno il coraggio di richiedergli indietro quei soldi che secondo il massimo dirigente comunale, Micchi non doveva avere. Ma la colpa non è di Micchi: se a Civitavecchia gli viene permesso tutto, dinnanzi a risultati devastanti, la responsabilità non deve essere certamente la sua. Il nuovo piano – secondo i bene informati – sembrerebbe essere di fatto il riconoscimento quasi totale di quanto la società Mad sosteneva fin dall’inizio circa le proprie spettanze. 

Contemporaneamente, però, si abbandonano al proprio destino decine di piccoli e medi fornitori (quasi tutti locali) che rimarranno a bocca asciutta così come i fornitori di Argo, Città Pulita, ecc. I primi a farne le spese sono i lavoratori che hanno avuto, con la busta paga, un altro “regalo” di cui avrebbero fatto volentieri a meno. La nuova Csp, infatti, ha confermato che Micchi & co., nell’atto di passaggio, si sono dimenticati di inserire il Tfr di gran parte dei lavoratori. C’è chi ha perso 32mila; chi 18 mila e chi 10mila euro di liquidazione. Un paio di stipendi dei grandi manager che li gestiscono, ma per molti i risparmi di una vita. Rimanendo alla gestione delle società comunali, una cosa è certa: siamo dinnanzi ad un disastro epocale. Civitavecchia per rialzarsi avrà bisogno di decenni e di gente seria e competente che abbia la forza e la voglia di recuperare una situazione divenuta drammatica. Altro che salvataggio delle società comunali e della Città.

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Bracciano, respinto il ricorso di Acea sui prelievi dal lago

BRACCIANO – E' arrivata poco fa la sentenza definitiva del giudice del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche sul ricorso presentato da Acea contro il degreto regionale che imponeva lo stop ai prelievi del bacino. Il Tribunale ha respinto il ricorso della Spa. Acea, dunque non potrà prelevare acqua dal lago. (agg. 26/07 ore 13.16) SEGUE

MINNUCCI: "NOTIZIA IMPORTANTE". Ad intervenire sulla decisione del giudice è stato il consigliere regionale del Pd Emiliano Minnucci: "Una notizia importante – ha detto – non solo da un punto di vista ambientale e della tutela delle eccellenze paesaggistiche dei nostri territori, ma anche da quello della legalità. I sacrifici e le battaglie messe in campo in quest’ultimo anno dalle nostre comunità residenti possiamo tranquillamente dire che oggi sono state ripagate a tutti gli effetti”. (agg. 26/07 ore 13.30)

IL COMMENTO DEL FRONTE UNITARIO A DIFESA DEL LAGO. “Con questa ordinanza – spiegano in una nota le Istituzioni del Lago, il fronte unitario che raccoglie i Sindaci dei Comuni di Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano insieme al Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano e al Consorzio di Navigazione del Lago di Bracciano – viene riconosciuto il valore della nostra battaglia in difesa del lago. Oggi il nostro ringraziamento va alla Regione Lazio, al Presidente Zingaretti, che ci ha sostenuto in questo lungo confronto e che ha accolto le nostre richieste, ma va soprattutto ai tantissimi cittadini che in prima persona, sui social, nel corso di tante manifestazioni pubbliche e attraverso progetti e iniziative hanno dato un contributo fondamentale anche di conoscenza, a questa lunga battaglia in difesa del territorio”.

"L’Ordinanza del Giudice – proseguono – è arrivata dopo che ieri, nel corso dell’udienza, Acea aveva avanzato domanda di sospensione cautelare della ordinanza della Regione Lazio che stabiliva lo stop delle captazioni fino a quando il livello del lago non fosse tornato sopra una certa soglia (161,90 metri sul livello del mare) e che comunque ne subordinava l’attivazione solo a determinate condizioni e previa autorizzazione della Regione. Acea ATO 2 si è da subito opposta a queste regole trovando il sostegno e l’appoggio anche del Sindaco di Roma, Virginia Raggi, denunciando che potessero arrecare un danno al concessionario, proprio perchè ne limitavano la capacità di intervento. Il Giudice non ha ritenuto che le nuove regole, assunte dopo un lungo contenzioso durato diversi mesi, da luglio del 2017 e fino a dicembre potessere arrecare danno di sorta e, dopo un giorno di riflessioni, ha deciso di respingere la domanda cautelare". (agg. 26/07 ore 14.30)

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«Noi a piedi a Santiagocon i ragazzi difficiliCosì evitano il carcere»

Grazie ad un’associazione («Lunghi Cammini») sono quattro i minori che hanno avuto dal giudice la possibilità di scegliere il Cammino come pena alternativa

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@code_here@

Trento, cambia sesso e diventa la seconda madre sui certificati dei figli | Genitori gay e lesbiche, la mappa dei riconoscimenti in Italia

Per la prima volta il giudice fa correggere gli atti di nascita. Lei: «I ragazzi hanno partecipato al mio percorso». L’avvocato: «È caduto un tabù»

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Icpl, Attig (Ugl): ''Fm Logistic ignorata. Cozzolino chieda la sospensione della gara''

CIVITAVECCHIA – «L’Ugl è fortemente preoccupata per quanto sta accadendo intorno alla vicenda Icpl». Lo dichiara il responsabile confederale Ugl Civitavecchia, sede Utl di Roma, Fabiana Attig. Che spiega come il sindacato abbia seguito l’intera vicenda, a partire dalla manifestazione di interesse presentata dalla Fm Logistic a febbraio. Attig punta il dito: «L’attuale azienda, che ha gestito negli ultimi anni la struttura, ha totalmente mancato l’obiettivo di adeguamento alle esigenze del mercato, tra l’altro facendone un uso improprio che ne ha compromesso di fatto l’appetibilità di mercato e dove il Comune, titolare della concessione, si è ben guardato dall’intervenire in autotutela. Ha acconsentito – prosegue Attig – che un impianto deputato alla Logistica, dotato di oltre 35mila metri quadri di magazzini, venisse utilizzato principalmente per stoccare automobili, attraverso la stipula di contratti sottoscritti dalla Icpl Srl in liquidazione in regime di proroga. Attività questa che rende diseconomiche le operazioni di carico-scarico, e operando senza le certificazioni e il rispetto delle norme di sicurezza previste di legge per le persone e per le merci. È stato occupato il 60% della capienza dei magazzini da merce a lenta rotazione senza un regolare contratto di servizio in grado di portare utili alla struttura. Questi alcuni motivi e non tutti per cui la Fm forse non parteciperà all’asta non avendo riscontrato alcuna volontà negoziale sulla concessione da parte del sindaco Cozzolino”.

Una concessione che oltretutto, secondo Attig “allo stato attuale risulta poco chiara nelle condizioni, in quanto non permette una corretta valutazione rischi – opportunità per un eventuale concessionario. Il canone poi, risulta fuori mercato, a scapito sia della struttura stessa ma anche – sottolinea – del diretto beneficiario, il Comune, perdendo sistematicamente rilevanti importi utili nel tempo ai necessari adeguamenti di sito”.

Si tratta di valutazioni che il Comune “ha rifiutato – tuona Attig – di considerare pur sapendole necessarie per l’unico vero investitore affacciatosi sul panorama civitavecchiese. La Fm Logistic, le cui credenziali non sono certo da porre a paragone con gli attuali gestori o pseudo tali che operano e agiscono pensando di risorgere dalla proprie ceneri come “La Fenice”. La strada che abbiamo rappresentato in tutti questi mesi era per invertire la tendenza e cogliere le vere opportunità di mercato, cercando di affidare la struttura ad operatori validi e verificati, di nota competenza e non improvvisati o governati da interessi particolari, da conflitti di interessi. Sicuramente non collegati con chi di mestiere fa altro dal logistico. Pensare come qualcuno già va dicendo – prosegue la sindacalista – convinto forse del garantito successo, che per salvaguardare i livelli occupazionali basta creare una Cooperativa ad hoc. Sbaglia di grosso, l’Ugl di certo non è tra coloro che ovvierà a questo sciagurato progetto che porterà solo che altra disoccupazione e nessuno sviluppo. Quello che più ci rammarica è il comportamento negligente e ostativo del Sindaco che avrebbe potuto e dovuto creare le condizioni perché tali operatori, non certo piovuti dal celo, potessero valutare positivamente di investire nel nostro territorio per rendere pienamente operativa la struttura. Lunedi 23 scade la gara Cozzolino è ancora in tempo per porre rimedio chieda al Giudice fallimentare un sospensione di 15 giorni utili a definire un atto di indirizzo di modifiche all’attuale concessione e utili soprattutto ad emettere una ordinanza di sgombero del sito da tutto il materiale stoccato non pertinente e dichiarare la nullità dei contratti stipulati da Icpl in regime di proroga. Soltanto liberando il sito della piattaforma logistica – conclude dura Attig – da ogni incombenza fugherà ogni dubbio sul suo neutrale operato. Se ciò non accadrà lunedì 23 assisteremo tutti al settimo déjà-vu: la Fenice che tenta di risorge dalla proprie ceneri”.

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Beneficiario in casa di cura? L’amministratore di sostegno può prestare il consenso

Con un decreto emesso nel marzo scorso (28.3.2018) il Giudice Tutelare del Tribunale di Vercelli ha ritenuto ammissibile fra i poteri consentiti…

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