Bus si incastra al capolinea

CIVITAVECCHIA – La questione dei nuovi bus che la Giunta si è fatta regalare da Enel, in cambio di generosissime concessioni, si sta trasformando in una vera e propria Caporetto a 5 stelle. La disfatta è totale. Oggi, a metà mattinata, l’unico bus in servizio ha dovuto, anche esso, alzare bandiera bianca. Il mezzo, che come gli altri soffre di dimensioni sproporzionate, è rimasto letteralmente incastrato al capolinea del Marangone. Il capolinea è particolarmente affollato in questi giorni in considerazione del fatto che serve tutti gli utenti diretti alla vicina spiaggia attrezzata. Ci è voluta tutta l’abilità dell’autista per uscire dall’empasse. Dinnanzi agli increduli utenti, così il mezzo ha potuto riprendere servizio, accusando comunque notevoli ritardi sulle corse successive. Insomma se non ci fosse da ridere, ci sarebbe da piangere, mentre da più parti si inizia a richiedere le quanto mai opportune dimissioni dell’assessore D’Antò, ritenuto uno degli artefici dell’ennesimo disastro a 5 stelle. Ma, dopo aver elaborato per quattro anni cotanto capolavoro, al Pincio si tenta di correre ai ripari. E questa amministrazione ha insegnato come spesso la toppa sia peggio del buco. Decisione perentoria: da lunedì il capolinea della Linea A, quella che serve, con la ultima fermata, la spiaggia del Maragone, sarà soppresso. Il bus si fermerà un chilometro prima, al parcheggio del porticciolo Riva di Traiano.

«Il motivo ufficiale addotto dal Pincio è al limite del provocatorio: il basso flusso di utenti – dichiara il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso – un piccolo particolare, nel periodo estivo, la fermata Marangone è una delle più frequentate dal momento che serve la frequentatissima spiaggia omonima. Quindi – prosegue Grasso – cancellare quel capolinea significa costringere centinaia di bagnanti a percorrere un chilometro di Aurelia per raggiungere il punto servito sino ad oggi». 

Il capogruppo de La Svolta incalza l’amministrazione a Cinque stelle: «Se non ci fosse da piangere per come è ridotta la città, verrebbe da dire che siamo alle comiche finali. Cozzolino, D’Antò e Pantanelli, che non si sa bene a quale titolo continua ad essere il regista dell’amministrazione M5S sono fermi al capolinea, come purtroppo anche i nuovi autobus acquistati con diverse centinaia di migliaia di euro di soldi delle compensazioni Via dell’Enel. Il Sindaco ha anche indossato la fascia tricolore per la sua prima vera ‘‘inaugurazione’’ dopo quattro anni di nulla. Peccato che, dopo la singolare scelta dell’alimentazione a metano (se proprio si voleva dire di essere ecologici, oggi il mondo va verso i motori elettrici ed Enel sta investendo milioni proprio su questo ambito), nonostante – sottolinea il consigliere comunale – precise indicazioni degli autisti di non superare gli 8 metri di lunghezza, siano arrivati bus di due metri e mezzo più lunghi, inutilizzabili in molte strade e zone della città. Insomma, tre anni di gestazione per essere poi costretti a rivedere i percorsi e rischiare di avere da subito problemi di non poco conto con l’alimentazione, se è vero che il primo giorno si sono fermati per problemi meccanici  3 mezzi su 5 nuovi di fabbrica. Patetici – conclude Grasso – i tentativi di screditare l’opposizione: la realtà è che di fronte a uno sperpero di denaro di queste dimensioni, con ben 8 bus più lunghi del dovuto, sindaco e assessore dovrebbero dimettersi».

Intanto pare che siano arrivati altri cinque autobus da 10 metri e l’assessore Enzo D’Antò assicura che i problemi dei tre autobus sono di facile risoluzione e sono già pronti per ripartire. Il pentastellato minimizza anche sulle dimensioni ma i dubbi restano.

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