Ladispoli, arrivano i cestini per la differenziata ma gli incivili restano

LADISPOLI – Niente da fare a Ladispoli. Alcune "vecchie" abitudini non tendono affatto a sparire, nonostante la buona volontà degli amministratori comunali. Da tempo i cittadini lamentavano la presenza di cestini per la raccolta differenziata sul lungomare e in altri punti strategici, come ad esempio i giardini pubblici. Un appello che alla fine ha trovato ascolto tra gli amministratori di palazzo Falcone. I cestini già nei giorni scorsi sono iniziati ad apparire. Prima proprio sul lungomare in prossimità delle spiagge maggiormente frequentate dai bagnanti, come gli arenili liberi di via San Remo, poi lungo viale Italia dove i cestini dell'indifferenziata sono stati sostituiti con i nuovi per la differenziata. Ma nonostante questo, c'è chi continua a ostinarsi a gettare i propri rifiuti per terra. Come accade nei giardini pubblici di via Claudia. I nuovi secchi della differenziata sono stati ideati e pensati per evitare che al loro interno potessero essere conferite buste di indifferenziato, come successo fino a pochissimi giorni fa. E così, ora quegli stessi sacchi ora vengono abbandonati lungo i giardinetti, ironia della sorte, anche nei pressi dei nuovi cestini. Segno che certe abitudini, negative ovviamente, difficilmente tramontano da un giorno all'altro. Segno di inciviltà da parte di ancora oggi di differenziare proprio non ne vuole sapere, danneggiando così anche quei cittadini che ormai da anni si impegnano nella raccolta porta a porta, smistano correttamente i propri rifiuti e vorrebbero vedere una città più pulita. Da qui l'appello più volte lanciato di incrementare i pattugliamenti nelle zone più a "rischio", anche con uomini della Polizia locale magari in borghese, che possano beccare sul fatto l'incivile e sanzionarlo pesantemente nella speranza che almeno alla vista di una multa salata il comportamento incivile si trasformi in civiltà e rispetto delle regole.

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Marina di San Nicola, bloccato rave party sulla spiaggia

LADISPOLI – Avevano preparato tutto nei minimi dettagli. Un rave party sulla spiaggia a Marina San Nicola, frazione balneare di Ladispoli. Gruppi di giovani si erano già impossessati dell’area scaricando di tutto. Cassette di legna per preparare i falò e arrostire carne e altri alimenti, casse di alcol di ogni tipo tra birra e superalcolici (rum, gin, vodka). Erano pronti con le borse frigo, ghiaccio, benzina e gruppi elettrogeni. E invece all’improvviso è spuntata fuori la Capitaneria di porto di Ladispoli che ha sequestrato gran parte del materiali bloccando di fatto i fautori del rave che avrebbero passato una nottata di sballo. Una prevenzione che ha reso più sicuro l’inizio del week end sul litorale, sulla scia anche dei controlli che sono stati effettuati in settimana dalla Polizia Municipale di Ladispoli. Sotto la guida del comandante, Sergio Blasi, gli agenti hanno intercettato merce contraffatta. Ma non solo. E’ lo stesso capo dei vigili urbani a spiegare gli ulteriori controlli. “Siamo intervenuti – conferma Blasi – per evitare che pescatori non professionisti continuino a praticare l’attività durante  gli orari di balneazione: creano non pochi pericoli. Un pescatore l’altra mattina ha tirato il piombo e colpito una persona. Il regolamento vieta questo tipo di pesca dalle 8 alle 20 nelle spiagge frequentate dai bagnanti”.

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Lorenzo Bedegoni e Ilaria Balzarotti trionfano alla Sei Ore di Moncuni

Mtb Santa Marinella-Cicli Montanini alla ribalta nella seconda domenica di luglio dove i biker santamarinellesi hanno messo in mostra tutto il loro impegno tra strada e sterrato con alcune vittorie e  brillanti piazzamenti.
Lorenzo Bedegoni e Ilaria Balzarotti sono stati i protagonisti in positivo alla Sei Ore di Moncuni, la gara di mountain bike nei boschi di Moncuni, una delle aree verdi più frequentate da ciclisti e dagli escursionisti in Val Sangone a Reano in Piemonte. Bedegoni e Balzarotti hanno terminato con successo la propria performance al primo posto nella gara riservata ai team da due elementi.
Nella mountain bike cross country, Domenico Abruzzese ha ottenuto un altro importante risultato salendo sul gradino più alto del podio tra gli élite al Trofeo Team Evoluzione a Gravina in Puglia. Team altolaziale protagonista negli appuntamenti su strada con Diego Antimi presente alla Granfondo del Lago di Piediluco in Umbria terminando in 30°posizione assoluta e decimo di categoria master 1.
Trasferta in Francia per Marco Segatori alla celeberrima Granfondo La Marmotte tra le mitiche montagne del Tour de France con il Col du Glandon, il Col du Télégraphe, il Col du Galibier e i 21 tornanti arrivare in cima all’Alpe d’Huez: una fatica onorevolmente terminata per Segatori con il tempo di 8.11’37” in 1258.ma posizione assoluta, il 407°posto di categoria tra i master 4 e la conquista del brevetto d’oro per essere stato tra i finisher della granfondo di 174 chilometri con 5200 metri di dislivello.

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Borgata Aurelia: i residenti chiedono maggiore attenzione da parte del Pincio

CIVITAVECCHIA – "Maggiore attenzione alle esigenze del quartiere ed alle problematiche ataviche che lo contraddistinguono in negativo, poiché gli aureliani sono stanchi di sentirsi ripetere la solita cantilena che essendo Borgata Aurelia un quartiere privato – ma ad uso pubblico – non può essere avviato nessun intervento in favore di questa comunità; non essendo per questo esonerata dal pagare le tasse ha diritto a vedersi garantiti servizi elementari come l’illuminazione pubblica ed il ripristino del manto stradale poiché è in gioco la sicurezza delle persone". È questa la richiesta rivolta all'amministrazione comunale da parte dei residenti del quartiere periferico cittadino che, nei giorni scorsi, hanno partecipato all'assemblea pubblica convocata dal Comitato di quartiere per discutere delle problematiche e delle criticità della zona. 

Ed è emersa soprattutto la preoccupazione per le sorti della farmacia comunale e per la sua possibile chiusura. Alcuni cittadini hanno infatti segnalato come, negli ultimi mesi e in diverse occasioni – anche oggi ad esempio per "problemi tecnici" come spiegato da Csp – la farmacia è rimasta chiusa perché non si è riusciti a garantire la sostituzione dell'unica farmacista assegnata in pianta stabile. La richiesta rivolta al sindaco, in questo senso, è quella di risolvere la questione al fine di scongiurare la chiusura prolungata della farmacia nel periodo estivo, soprattutto per evitare disagi alle persone più anziane. 

Problemi poi per la mancanza totale di illuminazione pubblica ed il cattivo stato del manto stradale, con alcune strade talmente pericolose da non essere più transitabili nè dai pedoni nè dai veicoli. Lamentata poi l'esclusione del quartiere dal servizio dell'isola ecologica itinerante.  

"È stato posto poi l'accento sulla mancata assegnazione al comitato di quartiere – hanno spiegato – dei locali pubblici del centro culturale Ennio Cima, dove si sarebbero potute organizzare attività di tipo culturale, ricreativo e di servizio per la comunità; il fatto che tale locale sia da sempre inutilizzato non aiuta a comprendere quali siano le ragioni che hanno indotto l’amministrazione a non fornire una risposta alla richiesta formale di assegnazione presentata dal comitato stesso". Comitato che, costituito due anni fa, ha portato avanti una serie di iniziative ed attività a favore della comunità: lo sfalcio dell’erba in alcune aree frequentate dai bambini, l'allestimento presso i locali della parrocchia della mostra dei presepi, la messa a dimora di circa 80 piante – ottenute dal parco regionale dei Monti Aurunci anche grazie all’intervento del consigliere regionale Gino De Paolis – per preservare e garantire per i prossimi decenni l’elemento distintivo e caratterizzante del quartiere riconosciuto come "città giardino”, interventi di pulizia straordinaria delle strade e di alcune aree verdi che nel corso degli anni erano state trasformate in vere e proprie discariche, pulizia e manutenzione del centro polivalente Ivan Lottatori, unico spazio pubblico del quartiere, attualmente chiuso ed inutilizzato in attesa che venga emanato un secondo bando pubblico per la relativa assegnazione. E ancora la riparazione di buche presenti sul manto stradale. "Tutti lavori – hanno concluso – realizzati grazie alle donazioni di privati non essendo questo comitato destinatario di fondi o aiuti economici da parte dell’Amministrazione comunale".

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Gdf: il bilancio di un anno e mezzo di attività

ROMA – In occasione dei 244 anni del Corpo, tutti i numeri dell'ultimo anno e mezzo di attiività del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma: confiscati oltre 468 milioni di euro a grandi evasori fiscali: evitavano il Fisco con fatture false e soldi all’estero, 1.556 denunciati. Caccia ai corrotti e corruttori: 246 denunciati e 35 in arresto. Appalti “truccati” per 217 milioni di euro e segnalati alla corte dei conti danni erariali per 1,65 miliardi di euro. Sequestrati o confiscati alle organizzazioni di tipo mafioso disponibilità per oltre 1 miliardo di euro. Sequestrate 6,76 tonnellate di droghe “leggere” e “pesanti”. Arrestati 250 narcotrafficanti. Accertato riciclaggio per oltre 34 milioni di euro e monitorata movimentazione transfrontaliera di valuta per oltre 20 milioni di euro. 

Nel contrasto alla grande evasione fiscale, sono stati scovati 58 soggetti fiscalmente pericolosi, i cui patrimoni sono espressione diretta dei gravi reati tributari o economico-finanziari commessi. Nella provincia di Roma, questi evasori hanno sottratto allo Stato 830,5 milioni di euro. E non si fa riferimento a valori ancora da accertare o da incassare, ma, per 468,5 milioni di euro, a beni mobili e immobili dapprima “congelati” e poi acquisiti in via definitiva (con la confisca) al patrimonio dello Stato e, per 362 milioni di euro, a disponibilità sottoposte a sequestro. Questo positivo risultato è stato possibile grazie a uno dei nuovi percorsi intrapresi dalla Guardia di Finanza, che mira a “stanare” gli evasori qualificando e quantificando la sproporzione esistente tra i redditi dichiarati e il patrimonio della persona interessata da procedimenti di prevenzione patrimoniale. Un percorso vincente perché non ancorato alla ricerca degli indizi di evasione – non sempre agevoli da riscontrare – ma fondato sul rilevamento della contraddizione emergente tra le manifestate disponibilità finanziarie e lo spesso esiguo reddito dichiarato. Molti di essi si sono avvalsi di una rete di connivenze per realizzare circuiti viziosi fatti di fatture false, emesse o utilizzate in contabilità, oltre a veri e propri sodalizi criminali che, affidandosi in qualche caso all’esperta consulenza di studi tributari, sono in grado di minare la concorrenza tra le imprese sane del Paese. L’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti si accompagna alle frodi più strutturate cc.dd. “carosello” e alla costituzione di crediti IVA fittizi da utilizzare per indebite compensazioni di imposte e contributi.

LOTTA ALL’EVASIONE, ALL’ELUSIONE E ALLE FRODI FISCALI 2 COMBATTERE LE INSIDIOSE FRODI FISCALI ANCHE INTERNAZIONALI – Interventi sempre più mirati per contrastare le frodi fiscali: denunciati all’Autorità Giudiziaria 1.556 soggetti, di cui 24 tratti in arresto, in relazione all’emissione e all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, oltre che per condotte di dichiarazione fraudolenta, omessa presentazione della dichiarazione, occultamento delle scritture contabili e di indebita compensazione di imposte, nonché sequestrate disponibilità patrimoniali e finanziarie per oltre 102 milioni di euro, mentre sono state formulate proposte di misure ablative per ulteriori 945 milioni di euro. Ammontano, invece, a 33 le attività ispettive e le indagini delegate dalla Magistratura ordinaria per contesti di fiscalità internazionale, che spaziano dalla scoperta di stabili organizzazioni occulte sul territorio nazionale alle pratiche elusive sui prezzi di trasferimento infragruppo e ai fittizi trasferimenti in Paesi a fiscalità privilegiata.

L’ECONOMIA “INVISIBILE”, LE ACCISE, I GIOCHI E LE SCOMMESSE CLANDESTINE Sono 880 gli evasori totali, imprenditori e lavoratori autonomi inottemperanti all’obbligo di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi, dell’IVA e dell’IRAP, responsabili di aver evaso, in un anno e mezzo, 2,5 miliardi di euro di IVA. Nello stesso periodo, sono stati sanzionati 350 datori di lavoro per aver impiegato irregolarmente 1627 lavoratori, di cui ben 772 completamente “in nero”. Nel settore dell’imposizione sulla produzione e sui consumi (accise), sono stati eseguiti 321 interventi, con il sequestro di oltre 360 tonnellate di proditti energetici, con un consumo in frode accertato per circa 80.000 tonnellate. Nel comparto del giochi illegali e scommesse clandestine, invece, sono stati eseguiti 317 operazioni, di cui 101 con la constatazione di irregolarità.

LOTTA ALLA CORRUZIONE E AGLI SPRECHI – Su questo fronte, il cui presidio assume una valenza sempre più strategica per l’importanza di destinare correttamente le risorse pubbliche, sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria 331 persone, di cui 46 arrestate. Nello specifico: a. 85 (11 in arresto) per reati legati alle illecite aggiudicazioni di appalti pubblici, pari a circa 217 milioni di euro, a fronte di gare ad evidenza pubblica controllate per circa 393 milioni di euro; b. 246 (35 in arresto) per reati contro la Pubblica Amministrazione (peculato, concussione, corruzione, ecc.), per importi delle condotte corruttive per oltre 7 milioni di euro e circa 90 milioni di per comportamenti di peculato. Ma la corruzione è solo la punta dell’iceberg di inefficienze e sprechi di risorse di cui si rendono colpevoli persone – tra funzionari pubblici e soggetti privati – che procurano danni all’Erario: nell’ultimo anno e mezzo le Fiamme Gialle romane ne hanno segnalate 411 alla Procura Regionale per il Lazio della Corte dei Conti, per danni erariali pari a 1,65 miliardi di euro.

LE FRODI AL BILANCIO NAZIONALE E COMUNITARIO, DEL “TICKET SANITARIO” E DELLE PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE Le frodi scoperte in danno del bilancio nazionale e comunitario sono state pari a circa 10 milioni di euro, comportando la denuncia di 248 persone per truffe ai danni del bilancio dello Stato.

CONTRASTO AGLI ILLECITI NEL SETTORE DELLA TUTELA DELLA SPESA PUBBLICA relativamente a incentivi alle imprese indebitamente percepiti per circa 8,5 milioni di euro. Ammontano, invece, a 50 i soggetti denunciati all’A.G. per frodi ai danni della spesa previdenziale e sanitaria, per un totale di oltre 4 milioni di euro. Proseguendo in ambito sanitario, sono stati, inoltre, scoperti 222 c.d. “furbetti” del ticket, settore nel quale i controlli mirati, avviati a seguito di accurata attività di analisi, hanno consentito di individuare “sacche” di irregolarità nel 97% dei casi: in pratica, ogni 10 persone controllate, oltre 9 si sarebbero fatte curare gratis, in ospedali pubblici o in altre strutture private convenzionate senza averne diritto. Altro settore particolarmente a rischio è quello delle assistenze domiciliari, dei pasti a domicilio, degli assegni per il nucleo familiare e di quelli di maternità, degli assegni per le mense scolastiche, delle borse di studio, ecc.; insomma di tutti quegli aiuti economici e servizi sociali di assistenza spettanti ai cittadini che versano in particolari e delicate condizioni economiche e sociali, dove, a fronte di 549 controlli eseguiti, sono state scovate 493 persone indebitamente beneficiari di “prestazioni sociali agevolate”, che hanno così sottratto risorse a coloro che ne sono realmente bisognosi.

CONTRASTO PATRIMONIALE ALLE MAFIE, LOTTA AL RICICLAGGIO E AL FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO Le indagini patrimoniali contro le mafie, volte a privare i sodalizi criminali delle risorse finanziarie e patrimoniali accumulate con le attività illecite, hanno consentito la restituzione alla collettività di cespisti e valori per circa 656 milioni, definitivamente confiscati. In tale contesto, ammonta a oltre 653 milioni di euro il valore delle proposte di sequestro, a seguito dei 173 accertamenti svolti dai Reparti dipendenti dal Comando Provinciale, mentre sono pari a oltre 479 milioni di euro i beni immobili e mobili sequestrati in applicazione della normativa antimafia (art. 12 sexies della Legge 356/1992 e art 19 del D.Lgs. 159/2011), frutto anche di indagini particolarmente lunghe e laboriose. Il denaro illecitamente accumulato dalle “mafie”, dagli evasori seriali, dai corrotti e corruttori e dagli altri criminali, per poter essere “lavato” della sua provenienza “sporca”, deve essere riciclato in attività o in investimenti apparentemente “puliti”. Un fiume di soldi quello intercettato che ha fatto scattare denunce per riciclaggio e autoriciclaggio nei confronti di 107 persone. Il valore del riciclaggio accertato dalla Guardia di Finanza di Roma nell’ultimo anno e mezzo si è attestato sui 34,4 milioni di euro, con sequestri per euro 24,22 milioni di euro. Particolarmente rilevante il lavoro svolto nel contrasto dei reati fallimentari che ha consentito di accertare distrazioni in danno di creditori e dell’Erario per oltre 1,2 miliardi di euro e di denunciare complessivamente 445 persone, di cui 26 in stato di arresto. Nel periodo considerato, inoltre, il controvalore totale della valuta monitorata presso gli scali aeroportuali di Fiumicino e Ciampino e portuale di Civitavecchia, ammonta a oltre 20 milioni di euro, nel cui contesto si è pervenuti alla verbalizzazione 1123 persone e al sequestro di denaro contante per 4,5 milioni di euro.

IL MERCATO DEL “FALSO” Anche la contraffazione contribuisce a inquinare l’economia sana del Paese, danneggiando il made in Italy, simbolo in tutto il mondo di originalità, eleganza e qualità. Rientrano nei circa 16 milioni di articoli sequestrati dalle Fiamme Gialle nell’ultimo anno e mezzo quelli propriamente contraffatti o con falsa indicazione del made in Italy e quelli non sicuri recanti marchi industriali falsificati

LOTTA ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA ED ECONOMICO-FINANZIARIA indicazioni non veritiere circa l’origine e la qualità. Sono stati effettuati oltre 900 interventi, nel corso dei quali sono stati denunciati 862 soggetti. Il fenomeno è stato aggredito sia con lo sviluppo di attività di indagine di polizia giudiziaria finalizzate soprattutto alla ricostruzione della filiera del falso, che hanno consentito anche di colpire opifici clandestini ubicati in altre regioni italiane, che attraverso il controllo del territorio, puntando a contrastare la minuta vendita nelle zone più frequentate della Capitale ovvero del litorale romano.

CACCIA AI TRAFFICI ILLECITI Non conosce soste anche l’azione a contrasto dei traffici di droga, come dimostrano le 2.061 operazioni, condotte sia sul territorio che presso gli scali aereoportuali e portuali, che hanno portato al sequestro di 6,765 tonnellate, tra droghe “leggere” (hashish e marijuana) e “pesanti”, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 849 persone, di cui 250 tratte in arresto. Sono state 1.466 le persone segnalate, in via amministrativa, alle competenti Prefetture per consumo di droghe. Mentre, anche grazie all’introduzione del Dispositivo permanente di contrasto ai traffici illeciti adottato dal Comando Generale del Corpo, nella provincia di Roma sono stati intercettate e sequestrate oltre 10 tonnellate di tabacchi lavorati esteri di contrabbando. Nel corso dell’ultimo anno e mezzo, sono state circa 4500 le giornate/uomo assicurate dai militari del Comando Provinciale di Roma nelle aree del centro Italia colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017 nonché dall’eccezionale ondata di maltempo dell’inverno 2017, per garantire il soccorso e il sostegno alle popolazioni colpite, nonché i servizi di sicurezza sul territorio duramente provato. Significativo, inoltre, il contributo delle Fiamme Gialle capitoline nel concorso al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica sulla città di Roma, in piena sinergia con la Questura e il Comando Provinciale dei Carabinieri, sotto l’efficace direzione della Prefettura, in un contesto eccezionalmente delicato in relazione all’attuale e costante situazione di emergenza terrorismo.

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Firmato il contratto di servizio tra Regione e Trenitalia

ROMA – Sottoscritto oggi dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia, Orazio Iacono il nuovo contratto di servizio della durata di quindici anni (2018-2032), in coerenza con il Regolamento Europeo 1370/2007, che prevede investimenti per 1,382 miliardi di euro. Presenti alla firma il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, l’Assessore ai Lavori Pubblici e Tutela del Territorio della Regione Lazio, Mauro Alessandri, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Renato Mazzoncini e il Presidente di Trenitalia, Tiziano Onesti. 

Il Piano degli investimenti a carico di Trenitalia, per complessivi 1,233 miliardi circa di euro, unitamente alle risorse regionali pari a 149,1 milioni di euro, comprensivi di 76,6 milioni di euro del Contratto precedente, consentirà il ringiovanimento totale della flotta che passerà già nel 2023 ad un’età di 6 anni rispetto ai 14 anni attuali, con manutenzione in impianti moderni ed efficienti. Previsti interventi di manutenzione ciclica e di “revamping”  (sui treni TAF per un importo complessivo di 110 milioni) e investimenti in impianti con lo sviluppo di un nuovo polo di manutenzione  – nel quale confluiranno parte delle attività attualmente svolte nell’impianto di Roma Smistamento, che rimarrà attivo – l’adeguamento infrastrutturale per l’immissione in esercizio di nuovo materiale rotabile, oltre a interventi straordinari per l’efficientamento dell’armamento negli impianti per complessivi 106 mln di euro e 10 mln in tecnologia e informatica. L’arrivo dei nuovi treni consentirà standard di qualità in progressivo miglioramento sui principali indicatori di performance come puntualità, regolarità, composizione e garantirà alla clientela le più innovative tecnologie di bordo, quali people counter, videosorveglianza live e wi-fi. Dal 2014 al 17 giugno 2018 si è registrato sulle linee regionali del Lazio un incremento di 11,4 punti percentuali della puntualità, una diminuzione del 33% dei guasti e del 63% delle cancellazioni. A maggio 2018 la customer satisfaction del viaggio nel complesso è del 73,5% dei viaggiatori soddisfatti. Inoltre, con il nuovo Contratto sarà migliorato il monitoraggio del servizio, la pulizia a bordo dei treni secondo un piano di intervento in 4 fasi a garanzia di maggior comfort e sicurezza dei passeggeri.

Nel dettaglio per gli utenti del trasporto regionale su ferro del Lazio saranno investiti 1,382 miliardi di cui:

907 milioni in nuovi treni, con co-finanziamento della Regione Lazio per 149,1 milioni di euro;

65 nuovi treni Rock, con maggiore capienza (700 posti a sedere per i treni a 6 casse e 500 posti in piedi), 18 porta bici per i viaggi intermodali bici/treno, 50 telecamere di videosorveglianza, diminuzione del 30% dei consumi energetici. I 65 nuovi treni Rock saranno divisi in 12 convogli a 5 casse e 53 a 6 casse che saranno utilizzati sulle linee metropolitane;

3 treni diesel bimodali;

4 treni regionali veloci (200 km/h).

110 milioni per “revamping” di treni già in esercizio;

106 milioni in impianti;

249 in manutenzione ciclica;

10 milioni in informatica e tecnologia.

Il nuovo contratto prevede ulteriori misure per l’incremento del servizio (inteso come treni/chilometri) nell’arco di validità del piano del 2,9 e l’ampliamento della rete di vendita del Lazio.

Già dal 2019, in attesa della consegna dei nuovi treni, sarà garantita una maggiore offerta negli orari di punta e su alcune delle linee più frequentate, ad esempio quelle da Frosinone, Cassino, Colleferro e per Fiumicino, di 9.418 posti seduti, nei giorni feriali.

Per quanto concerne le tariffe è bene sottolineare come gli abbonamenti regionali annuali sono fermi dal 1994 e quelli mensili insieme al BIT dal 2012. L’amministrazione regionale ha deciso di tenere ferme ancora le tariffe fino al 2022 pur in presenza di significativi investimenti per l’acquisto ed il rinnovo dei treni, in tecnologie e manutenzione. Inoltre, è prevista una clausola di salvaguardia per protrarre oltre, eventualmente, il blocco delle tariffe.

Grande attenzione verso la clientela più giovane del trasporto su ferro: per i giovani e gli studenti fino a 26 anni di età sono previsti alcuni sconti sugli abbonamenti annuali. In particolare, per la fascia urbana della Capitale, una riduzione di circa 10 euro (considerando gli abbonamenti in base all’Isee) e per tutti coloro che provengono dalle altre provincie del Lazio, a seconda delle zone di abbonamento, la riduzione del costo oscilla tra gli 11 euro e i 66 euro in meno rispetto alle tariffe attuali.

La strategia unitaria di governo regionale delle politiche sulla mobilità consentirà di destinare – per il finanziamento del Contratto di servizio con Trenitalia – parte degli utili (1,65 milioni di euro) realizzati dalla società regionale di trasporto su gomma Cotral Spa, realtà del trasporto pubblico laziale ormai completamente risanata e oggi capace di garantire efficienza gestionale e rilancio del servizio con l’assunzione di nuovi autisti e la sostituzione di oltre 400 vecchi autobus con nuovi mezzi ecologici. Tali risorse andranno a beneficio appunto dei costi del servizio contribuendo al blocco delle tariffe.

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Tpl, Grasso: ''Emerge la figura di un Sindaco succube di Enel''

CIVITAVECCHIA – “Da questa vicenda emerge la figura di un Sindaco succube di Enel”. Duro il capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso che torna sull’argomento tpl e, in particolare, sulle criticità e sui dubbi emersi dall’inaugurazione dei nuovi mezzi da 10,4 metri a metano. “Il rinnovo della flotta – ha spiegato – è sicuramente una buona notizia ma siccome sono stati spesi quasi 3 milioni di euro da Enel nell’ambito delle convenzione Via e a fronte di una fornitura che ha creato e crea disagi è necessario fare chiarezza e capire di chi è la responsabilità”.

Non retrocede il capogruppo de La Svolta che sottolinea come nel corso del consiglio comunale l’assessore Alessandro Manuedda abbia parlato di una scelta imposta dal Ministero dell’Ambiente per quanto riguarda il metano e di conseguenza – come sottolineato a più riprese da vari esponenti e simpatizzanti a Cinque stelle – la scelta obbligata di autobus da 10,4 metri, perché non esistono di dimensioni inferiori. Grasso ha fatto anche notare il fatto che i bus elettrici costano circa il doppio e che potrebbe essere un fattore che ha influenzato la scelta.

Grasso ricostruisce l’iter ricordando come nella delibera di giunta del 21 marzo 2017, che approvava il capitolato tecnico a firma dell’ingegner Pepe, dal Comune venivano richiesti 10 bus a metano da 8 metri di lunghezza oltre a un secondo lotto da 2 mezzi da 12 metri, su queste richieste Enel ha messo mandato in gara l’acquisto degli autobus  “tutti dati – ha continuato il capogruppo de La Svolta – verificabili dalla Gazzetta ufficiale. Ho parlato personalmente con l’ex BredaMenarini, oggi Industria italiana autobus, che ha partecipato alla gara, presentando l’unica offerta per il lotto dei mezzi da 8 metri”.

Un dato che va a smentire quanto dichiarato nei giorni scorsi per giustificare l’eccessiva lunghezza dei mezzi perché l’azienda aveva già disponibili bus a metano da 8 metri a metano euro 5, mentre per gli euro 6 “mancava l’omologazione, che sarebbe stata fatta in 30 – 60 giorni. Stando a quanto dice l’azienda però – ha detto Grasso – pare che Enel abbia poi annullato la gara facendone un'altra per la fornitura di 10 mezzi da 10 metri e 2 da 12. La stessa Industria italiana autobus si è aggiudicata stavolta il lotto più piccolo per i 2 mezzi da 12 metri, mentre la Iveco ha fornito le vetture da 10,40 metri, prodotte in Francia e all'esordio sul mercato italiano. Enel ha poi parlato all’azienda di urgenza – ha continuato il capogruppo de La Svolta – dicendo di non poter attendere l’omologazione, anche se i mezzi sono stati consegnati dopo un anno, quindi si sarebbero potuti avere i bus da 8 con l’omologazione. Quello che mi chiedo è chi abbia deciso questo cambio di rotta, perché non mi risultano atti amministrativi. Enel ha cambiato in corsa? Se è così perché il Comune non è intervenuto? Anche perché – ha sottolineato Grasso – su circa 10 mezzi soltanto 5 o 6 potrebbero girare oggi”.    

Una serie di domande a cui Grasso ritiene sia necessario rispondere, anche visti i disagi che si sono creati con linee periferiche e frequentate, come la B che passa per San Liborio e che non potrà utilizzare i nuovi mezzi “si crea una distinzione tra cittadini di serie A che possono avere gli autobus nuovi con le pedane per disabili e quelli di serie B che devono accontentarsi dei vecchi mezzi. Serve una risposta – ha tuonato il consigliere comunale – è stato il Sindaco a decidere questo cambio per i bus da 10,40 metri? È in grado di non essere subalterno di Enel?”. Duro il capogruppo de La Svolta che ricorda la rinuncia “ai 300 milioni di investimento sull’Eolico da parte di Enel. Poco importa che c’è chi parla di irrealizzabilità perché considero quel contenuto parte di un contratto vincolante. Oppure – ha aggiunto Grasso – il fatto che per la prima volta i cittadini civitavecchiesi dovranno restituire soldi all’Enel, circa 320 euro a famiglia per quei famosi 17 milioni. Altro che soldi sporchi di sangue. Mi attendo – ha concluso Grasso – che Enel o l’amministrazione comunale chiariscano come sono andate le cose perché la gara era stata espletata ed era già stata presentata un’offerta, poi si è tornati indietro”.

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Bus si incastra al capolinea

CIVITAVECCHIA – La questione dei nuovi bus che la Giunta si è fatta regalare da Enel, in cambio di generosissime concessioni, si sta trasformando in una vera e propria Caporetto a 5 stelle. La disfatta è totale. Oggi, a metà mattinata, l’unico bus in servizio ha dovuto, anche esso, alzare bandiera bianca. Il mezzo, che come gli altri soffre di dimensioni sproporzionate, è rimasto letteralmente incastrato al capolinea del Marangone. Il capolinea è particolarmente affollato in questi giorni in considerazione del fatto che serve tutti gli utenti diretti alla vicina spiaggia attrezzata. Ci è voluta tutta l’abilità dell’autista per uscire dall’empasse. Dinnanzi agli increduli utenti, così il mezzo ha potuto riprendere servizio, accusando comunque notevoli ritardi sulle corse successive. Insomma se non ci fosse da ridere, ci sarebbe da piangere, mentre da più parti si inizia a richiedere le quanto mai opportune dimissioni dell’assessore D’Antò, ritenuto uno degli artefici dell’ennesimo disastro a 5 stelle. Ma, dopo aver elaborato per quattro anni cotanto capolavoro, al Pincio si tenta di correre ai ripari. E questa amministrazione ha insegnato come spesso la toppa sia peggio del buco. Decisione perentoria: da lunedì il capolinea della Linea A, quella che serve, con la ultima fermata, la spiaggia del Maragone, sarà soppresso. Il bus si fermerà un chilometro prima, al parcheggio del porticciolo Riva di Traiano.

«Il motivo ufficiale addotto dal Pincio è al limite del provocatorio: il basso flusso di utenti – dichiara il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso – un piccolo particolare, nel periodo estivo, la fermata Marangone è una delle più frequentate dal momento che serve la frequentatissima spiaggia omonima. Quindi – prosegue Grasso – cancellare quel capolinea significa costringere centinaia di bagnanti a percorrere un chilometro di Aurelia per raggiungere il punto servito sino ad oggi». 

Il capogruppo de La Svolta incalza l’amministrazione a Cinque stelle: «Se non ci fosse da piangere per come è ridotta la città, verrebbe da dire che siamo alle comiche finali. Cozzolino, D’Antò e Pantanelli, che non si sa bene a quale titolo continua ad essere il regista dell’amministrazione M5S sono fermi al capolinea, come purtroppo anche i nuovi autobus acquistati con diverse centinaia di migliaia di euro di soldi delle compensazioni Via dell’Enel. Il Sindaco ha anche indossato la fascia tricolore per la sua prima vera ‘‘inaugurazione’’ dopo quattro anni di nulla. Peccato che, dopo la singolare scelta dell’alimentazione a metano (se proprio si voleva dire di essere ecologici, oggi il mondo va verso i motori elettrici ed Enel sta investendo milioni proprio su questo ambito), nonostante – sottolinea il consigliere comunale – precise indicazioni degli autisti di non superare gli 8 metri di lunghezza, siano arrivati bus di due metri e mezzo più lunghi, inutilizzabili in molte strade e zone della città. Insomma, tre anni di gestazione per essere poi costretti a rivedere i percorsi e rischiare di avere da subito problemi di non poco conto con l’alimentazione, se è vero che il primo giorno si sono fermati per problemi meccanici  3 mezzi su 5 nuovi di fabbrica. Patetici – conclude Grasso – i tentativi di screditare l’opposizione: la realtà è che di fronte a uno sperpero di denaro di queste dimensioni, con ben 8 bus più lunghi del dovuto, sindaco e assessore dovrebbero dimettersi».

Intanto pare che siano arrivati altri cinque autobus da 10 metri e l’assessore Enzo D’Antò assicura che i problemi dei tre autobus sono di facile risoluzione e sono già pronti per ripartire. Il pentastellato minimizza anche sulle dimensioni ma i dubbi restano.

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Fiumicino: Gdf arresta un finto manager pakistano con 11kg di eroina

FIUMICINO – I finanzieri del Comando Provinciale di Roma, in collaborazione con il personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno scoperto un’ingente importazione di stupefacente dal Pakistan. Arrestato all’aeroporto di Fiumicino un passeggero con oltre 11 kg di eroina purissima. A cadere nella fitta rete dei controlli, questa volta, è stato un cittadino pakistano in arrivo da Lahore (Pakistan), in transito allo scalo romano proveniente da Abu Dhabi (Emirati Arabi) e diretto in Spagna.

Il narcotrafficante, nelle vesti di un impeccabile, ma finto imprenditore mediorientale, pur ostentando estrema sicurezza e preparazione professionale di tutto punto, attirava l’attenzione degli operanti che procedevano immediatamente ad ispezionare l’equipaggiamento del manager. Così, l’attento controllo, eseguito dai militari della Guardia di Finanza del Gruppo di Fiumicino e dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane, ha consentito di scoprire – all’interno di un ingegnoso doppiofondo, ricavato nelle pareti del bagaglio al seguito, ma perfettamente sigillato – delle buste contenenti la polvere bianca, pronta a “partire” verso le rinomate e frequentate spiagge dell’Andalusia.

Il sequestro pone l’attenzione su un fenomeno sempre più preoccupante, il ritorno, oramai verificato da altre recenti operazioni effettuate anche presso lo scalo “Leonardo da Vinci”, al consumo di una droga che, per effetti e danni causati, non ha eguali: l’eroina, droga pesante in quanto genera più rapidamente assuefazione, creando una forte dipendenza sia fisica che psichica. La recrudescenza del fenomeno è preoccupante anche dal punto di vista sociale: negli ultimi anni si è assistito ad un consumo sempre maggiore di cocaina, considerata come la “droga dei ricchi”; oggi, invece, nello spaccato di una realtà caratterizzata dalla crisi economica, torna di moda la “droga dei poveri”, in quanto il costo molto basso dell’eroina al dettaglio, anche 10 euro per una dose, ne favorisce la diffusione soprattutto tra i più giovani. L’elevata purezza dell’enorme quantitativo di eroina sequestrata avrebbe consentito alle organizzazioni criminali di immettere sul mercato, grazie al viaggio di un solo corriere, oltre 250.000 dosi che avrebbero garantito ai trafficanti guadagni per circa due milioni e mezzo di euro. L'operazione di servizio conferma l'impegno della Guardia di Finanza di Roma a tutela dei cittadini, per il contrasto di ogni forma di criminalità. 

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