Ladispoli, una discarica a cielo aperto

LADISPOLI – Mobili, carrelli della spesa pieni di cianfrusaglie, sacchetti di rifiuti indifferenziati, bottiglie di plastica e di vetro, carte e cartone. L'intero territorio comunale preso di mira dagli incivili. Quelli che di caricarsi tutto in auto per andare a conferire correttamente all'isola ecologica non ci pensano affatto, quelli troppo pigri, forse, per pensare di differenziare correttamente i rifiuti e posizionarli nei mastelli assegnati dalla ditta incaricata del servizio di igiene urbana il giorno in cui l'amministrazione comunale decise di intraprendere la strada del porta a porta. Approfittando del buio della notte, della poca gente presente in determinati luoghi della città c'è chi continua imperterrito ad abbandonare rifiuti. In pieno centro cittadino, nelle zone periferiche, nelle frazioni di campagna poco frequentate. Ogni posto sembra essere quello adatto per sbarazzarsi degli oggetti indesiderati. Situazioni di degrado costantemente segnalate e denunciate dai ladispolani, quelli virtuosi e anche da quelli stanchi di ritrovarsi sommersi dai rifiuti. Anche nei pressi delle proprje abitazioni. Non va meglio nemmeno sulle spiagge libere, sopratuttto quelle più marginali, poco frequentate dai bagnanti, ma spesso utilizzate da chi ama godersi una bella passeggiata in riva al mare. Anche qui di rifiuti (nonostante l'impegno di Assobalneari e Ribomar nella pulizia giornaliera delle spiagge) non ne mancano. Come nel caso del lembo di spiaggia che porta al castello Odescalchi. Degrado chiama degrado. Questo i cittadini lo sanno bene e lo sa bene anche l'amministrazione comunale che poco prima dell'estate ha dato il via a una nuova app, facilmente scaricabile sul proprio telefonino, che consente a ogni singolo cittadino, previa iscrizione all'applicazione EcoPoint, di segnalare, tramite posizione Gps e fotografie, i rifiuti abbandonati sul territorio. Un modo come un altro per sensibilizzare i cittadini al rispetto dell'ambiente, del luogo in cui si vive. E sebbene in molti hanno risposto positivamente alla novità, segnalando costantemente e quotidianamente la presenza di discariche abusive sul territorio, allo stesso tempo, queste, sembrano non finire mai. Segno che ancora molto va fatto nella sensibilizzazione da parte delle istituzioni nei confronti dei cittadini, per invogliarli e spronarli sempre di più al rispetto delle regole. Regole che se non rispettate possono portare, qualora l'incivile venga individuato, anche a ingenti sanzioni amministrative da parte degli enti preposti. E mentre c'è chi continua a infischiarsene delle regole, continua l'incessante controllo del territorio da parte delle associazioni ambientaliste che, proprio come fa la ditta incaricata (quando viene raggiunta da segnalazioni) si occupa di ripulire il territorio dalla sporcizia lasciata da altri.

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''Caso Corrado Melone'', Agresti replica all'assessore Cordeschi

LADISPOLI – Non si arresta la "polemica" nata attorno alla vicenda "aule" alla Corrado Melone. Il dirigente scolastico Riccardo Agresti replica punto per punto alle "accuse" mosse dall'assessore alla Pubblica Istruzione Lucia Cordeschi a cominciare proprio dal numero di iscrizioni all'interno dell'istituto scolastico, lasciando intuire che l'intera vicenda potrebbe avere anche degli strascichi giudiziari. Di seguito la lettera integrale resa pubblica dal dirigente scolastico.

Carissima assessora Cordeschi,
non comprendo cosa abbia potuto infastidirLa tanto da spingerLa ad emanare un comunicato ufficiale del Comune per lanciare l’allarme pericolo per la Scuola di Ladispoli individuandolo nella mia persona; lo verrà a spiegare meglio in tribunale.
Lei, assessora, forse non sa che il Dirigente Scolastico (non “direttore”, termine legato ad una vecchia normativa sorpassata dal 1999) non ha poteri se non esecutivi, cioè chi determina la linea “politica” della Scuola è il Consiglio di Istituto (9 genitori, 9 docenti, 2 ata eletti democraticamente) il quale, approvandone il regolamento, obbliga il Dirigente a rispettarlo e a farlo rispettare. Alla “Melone”, ad esempio, se un ragazzo commette un atto contrario alla corretta convivenza civile (e cosa si intenda per “corretta” convivenza è indicato chiaramente nel regolamento) sa che avrà conseguenze dettate in base ad un puntuale regolamento in vigore e a nulla valgono le pressioni sul Dirigente da parte, ad esempio, di assessori per cercare di farla fare franca ai figli dei suoi amici, perché alla “Melone” i ragazzi hanno tutti pari diritti e doveri.
Lei, assessora, forse non sa che non esiste alcun “numero legale” di studenti per ciascuna Scuola. Infatti le circolari ministeriali indicano le modalità per limitare il numero di iscritti in caso di necessità, cioè chiede di inserire nel regolamento i criteri di accettazione delle iscrizioni. Criteri che il Consiglio di Istituto della “Melone” non ha voluto volontariamente indicare perché ritiene che i genitori debbano essere liberi di poter scegliere a quali Scuole iscrivere i propri figli. In base all’ incremento continuo di iscrizioni, sono anni che la “Melone” chiede al Comune di dimensionare gli Istituti scolastici spostando la gestione del plesso “Livatino” dalla “Ladispoli 1” che da anni è invece in netto calo di iscrizioni. Infatti è compito del Comune e dei suoi assessori reperire le aule che sono un bene comune e non proprietà delle singole Scuole. Quindi il Comune ha il dovere di metterle a disposizione dei ragazzi che ne hanno necessità e non delle velleità degli Istituti.
Lei, assessora, forse non sa che proprio il plesso “Livatino”, al momento con aule occupate dai bambini del plesso di via Rapallo della “Ladispoli 3”, una volta terminati i lavori per la messa in sicurezza di quel plesso, si ritroverà con ben 10 aule vuote (comprese quelle prima occupate dalle maestre “storiche” della “Melone” che per anni vi hanno insegnato, ma da quest’anno non potranno più farlo), mentre alla “Melone” i ragazzi, per quest’anno, dovranno rinunciare ai laboratori.
Lei, assessora, forse non sa che a causa di promesse irrealizzabili da parte della “Ladispoli 1” (classi a tempo pieno non autorizzate dal Ministero per le quali il Comune ha speso denari pubblici per realizzare una mensa che non sarà utilizzata), una decina di studenti della secondaria si sono riversati in estate alla “Melone” che ora ha classi al massimo della capienza di sicurezza (24 alunni per classe).
Lei, assessora, forse non sa (se ne chieda il motivo) che tutte le insegnanti delle quinte primaria della “Ladispoli 1” si sono trasferite altrove e quando i genitori sapranno che le maestre, loro promesse a suo tempo, non ci sono più, una gran parte di loro chiederà trasferimento alla “Melone” portando al limite massimo di sicurezza anche la primaria.
Lei, assessora, forse non sa che forse ci sono problemi più seri che realizzare una ulteriore mensa alla “Fumaroli” (ma ringraziamo comunque il Comune per i lavori realizzati senza descriverceli, non richiesti e non strettamente necessari) in quanto, per concedere l’uso del polifunzionale ad esterni, sarebbe stato sufficiente rispettare le prescrizioni della ASL: “sanificare la sala dopo ogni utilizzo da parte di esterni”.
Lei, assessora, forse non sa che proprio grazie all’aiuto del Sindaco Grando, siamo riusciti in extremis (cioè i lavori si stanno svolgendo in questi giorni ed effettuati solo grazie all’intervento del Sindaco, e non terminati durante l’estate come da Lei riportato) a ricavare gli spazi necessari con lavori (questi realmente necessari) di miglioria e che resteranno comunque utili per i ragazzi anche in caso di un eventuale crollo delle iscrizioni negli anni futuri. Lavori di miglioria della cui necessità generale Lei era ben a conoscenza fin dallo scorso anno, e che non sarebbero mai stati messi in opera senza l’intervento risolutivo del Sindaco Grando. Sindaco che per un anno ha sopportato che il proprio figlio restasse in una classe “sgabuzzino”, mentre i ragazzi della “Ladispoli 1” occupavano in 15 o 16 aule della capienza da 27.
Lei, assessora, forse non sa che la responsabilità della sicurezza degli alunni è solo formalmente in capo al Dirigente Scolastico, ma questi, una volta segnalati al Comune i problemi osservati, non è più legalmente responsabile di malaugurati incidenti.
Lei, assessora, forse non sa che la “Melone” invia costantemente segnalazioni che, fortunatamente, anche con la precedente Amministrazione, vengono prontamente risolti dagli efficienti uffici tecnici comunali (cosa in realtà non vista in altre città dove i lavori da me richiesti 10 anni fa si attende ancora debbano essere effettuati).
Lei, assessora, forse non sa che il laboratorio di ceramica esiste alla “Melone” da anni e che il Comune ha solo fatto minimi adeguamenti all’impianto elettrico per predisporre il laboratorio ceramica all’utilizzo di strumenti acquistati con finanziamenti ministeriali. Se gli alunni della “Melone”, iscritti e frequentanti serenamente alla “Livatino”, fossero rimasti in quel plesso, il laboratorio all’avanguardia sarebbe già funzionante, ora dovremo attendere un anno sperando che il Comune prenda atto che il plesso “Livatino” avrà aule vuote e lo assegni, come richiesto da anni, alla “Melone”. Non si tratta di avere accettato domande di iscrizione in più (peraltro i genitori devono avere il diritto di scegliere in quale Scuola iscrivere i propri figli in base all’offerta formativa), ma di avere viste negate le aule che ormai da 6 anni erano frequentate da alunni della “Melone”.
Lei, assessora, forse non sa che se la sicurezza degli edifici è in capo a Lei ed al Sindaco, la sicurezza degli alunni alla “Melone” è garantita proprio da un regolamento che viene applicato per tutti, senza distinzioni né favori, e proprio questo tranquillizza i ragazzi che si sentono protetti da bulli adulti o piccini.
Lei, assessora, forse nemmeno sa cosa io abbia scritto nel mio comunicato dove ringraziavo il Sindaco Grando e spiegavo che grazie a lui erano stato scongiurati i doppi turni decisi fin dal mese di giugno dal Consiglio di Istituto e mai da me comunicato ai genitori proprio per evitare allarmismi (eventualmente utilizzabili per bassi fini politici) o di frastornare i genitori (che in realtà sono informati puntualmente degli avvenimenti reali e quindi non vengono frastornati da nessuno) e far vivere una estate serena a tutti nella convinzione (corretta) che la Amministrazione Comunale, di cui fa parte anche Lei, avrebbe certamente risolto il problema. Soluzione in effetti giunta grazie all’intervento estivo del Sindaco.
Lei, assessora, forse non sa che, poiché io sono uno statale (e mi ritengo un servo dello Stato), il mio stipendio non aumenta né diminuisce se la Scuola che sono chiamato a dirigere cresca o deperisca; che alla mia età non ho alcuna necessità di farmi pubblicità (per cosa poi?); né che il mio “egocentrismo” goda nel vedermi attaccare villanamente da un assessore preparato come Lei.
Lei, assessora, forse non sa che è da quando lavoro che assessori di destra, sinistra e di centro a turno mi attaccano (chi più villanamente chi meno) e sempre perché non mi sono mai piegato a fare favori ai potenti di turno perché ho applicato la Legge negando all’assessore di turno di avere voti grazie ai favori che avrei loro concessi, negandoli però ad altri genitori che non hanno amicizie in Comune.
Lei, assessora, forse non sa che io non faccio “politica”, come fa Lei, ma volontariamente faccio “Politica” nel senso gramsciano del termine: ho i miei ideali e li applico senza ipocrisie nella mia vita quotidiana, senza badare a chi faccio torto. Per questo sono stato definito di volta in volta fascista, comunista o servo del Papa (persona che, peraltro, stimo infinitamente, senza comunque esserne servo). Questo mi attira le ire di chi crede che l’Italia possa essere gestita in maniera anarchica nel senso deteriore del termine: “gli altri rispettino la Legge, io faccio ciò che mi pare” e quindi risultano contrariati se il proprio figlio viene “bocciato” o “sospeso” perché rispettivamente non abbia studiato o abbia mancato di rispetto a qualcuno. Ma fortunatamente si tratta di pochissime persone ignoranti che alzano la voce e minacciano solo da dietro la tastiera di un computer.
Lei, assessora, forse non sa che se la “Melone” è gradita da un gran numero di genitori è perché in questa Scuola si insegna ad usare il proprio cervello, a ragionare guardando le fonti, a comprendere che la conoscenza rende liberi da qualsiasi tipo di schiavitù e lo fa con una miriade di attività che rendono piacevole lo studio ed appassionano i ragazzi alla cultura ed alla conoscenza, stimolando la loro naturale curiosità.
Lei, assessora, forse non sa troppe cose, ma, anche se credo che un assessore che si rispetti debba conoscere a fondo l’argomento di cui è stato investito dal proprio Sindaco, posso concederLe l’attenuante che non sia né un docente né un dirigente; tuttavia, in merito alle offese personali, dopo avere accettato le scuse non richieste e non necessarie da parte di quel galantuomo che è il Sindaco Grando, credo che le Sue scuse pubbliche siano necessarie o le avrò in tribunale.
Buon proseguimento di carriera politica.
Riccardo Agresti

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Verde pubblico, Sposetti: "Gli interventi a Tarquinia procedono secondo una dettagliata pianificazione"

TARQUINIA – Il Comune di Tarquinia ha già avviato da tempo un programmaper la manutenzione del verde pubblico lungo tutto il territorio comunale, operazione indispensabile per il decoro e l’accoglienza della cittadina etrusca a residenti e turisti.

A spiegare i termini degli interventi l’assessore ai lavori pubblici Laura Sposetti “Ringraziamo i cittadini che puntualmente ci sollecitano con le loro indicazioni ad intervenire in un luogo piuttosto che in un altro e li invitiamo a comunicare le proprie segnalazioni agli uffici competenti (Settore tecnologico/Lavori Pubblici).Informiamo la cittadinanza, che gli interventi di manutenzione ordinaria del verde procedono quotidianamente ed interessano sia le zone all’interno del centro storico che le periferie. Sono operazioni già programmate che rientrano fra le attività con cui cerchiamo di garantire condizioni di pieno decoro ai diversi spazi e luoghi della nostra cittadina. L’andamento metereologico ha avuto un ruolo decisivo sulla tabella di marcia tanto che, le frequenti piogge che hanno caratterizzato questastagione, hanno favorito la crescita rapida dell’erba. La pianificazione stabilita prevede di  organizzare gli interventidando priorità alle situazioni più urgenti con un occhio di riguardo a quelle zone frequentate prevalentemente da bambini.”

 

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Ladispoli, arrivano i cestini per la differenziata ma gli incivili restano

LADISPOLI – Niente da fare a Ladispoli. Alcune "vecchie" abitudini non tendono affatto a sparire, nonostante la buona volontà degli amministratori comunali. Da tempo i cittadini lamentavano la presenza di cestini per la raccolta differenziata sul lungomare e in altri punti strategici, come ad esempio i giardini pubblici. Un appello che alla fine ha trovato ascolto tra gli amministratori di palazzo Falcone. I cestini già nei giorni scorsi sono iniziati ad apparire. Prima proprio sul lungomare in prossimità delle spiagge maggiormente frequentate dai bagnanti, come gli arenili liberi di via San Remo, poi lungo viale Italia dove i cestini dell'indifferenziata sono stati sostituiti con i nuovi per la differenziata. Ma nonostante questo, c'è chi continua a ostinarsi a gettare i propri rifiuti per terra. Come accade nei giardini pubblici di via Claudia. I nuovi secchi della differenziata sono stati ideati e pensati per evitare che al loro interno potessero essere conferite buste di indifferenziato, come successo fino a pochissimi giorni fa. E così, ora quegli stessi sacchi ora vengono abbandonati lungo i giardinetti, ironia della sorte, anche nei pressi dei nuovi cestini. Segno che certe abitudini, negative ovviamente, difficilmente tramontano da un giorno all'altro. Segno di inciviltà da parte di ancora oggi di differenziare proprio non ne vuole sapere, danneggiando così anche quei cittadini che ormai da anni si impegnano nella raccolta porta a porta, smistano correttamente i propri rifiuti e vorrebbero vedere una città più pulita. Da qui l'appello più volte lanciato di incrementare i pattugliamenti nelle zone più a "rischio", anche con uomini della Polizia locale magari in borghese, che possano beccare sul fatto l'incivile e sanzionarlo pesantemente nella speranza che almeno alla vista di una multa salata il comportamento incivile si trasformi in civiltà e rispetto delle regole.

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Marina di San Nicola, bloccato rave party sulla spiaggia

LADISPOLI – Avevano preparato tutto nei minimi dettagli. Un rave party sulla spiaggia a Marina San Nicola, frazione balneare di Ladispoli. Gruppi di giovani si erano già impossessati dell’area scaricando di tutto. Cassette di legna per preparare i falò e arrostire carne e altri alimenti, casse di alcol di ogni tipo tra birra e superalcolici (rum, gin, vodka). Erano pronti con le borse frigo, ghiaccio, benzina e gruppi elettrogeni. E invece all’improvviso è spuntata fuori la Capitaneria di porto di Ladispoli che ha sequestrato gran parte del materiali bloccando di fatto i fautori del rave che avrebbero passato una nottata di sballo. Una prevenzione che ha reso più sicuro l’inizio del week end sul litorale, sulla scia anche dei controlli che sono stati effettuati in settimana dalla Polizia Municipale di Ladispoli. Sotto la guida del comandante, Sergio Blasi, gli agenti hanno intercettato merce contraffatta. Ma non solo. E’ lo stesso capo dei vigili urbani a spiegare gli ulteriori controlli. “Siamo intervenuti – conferma Blasi – per evitare che pescatori non professionisti continuino a praticare l’attività durante  gli orari di balneazione: creano non pochi pericoli. Un pescatore l’altra mattina ha tirato il piombo e colpito una persona. Il regolamento vieta questo tipo di pesca dalle 8 alle 20 nelle spiagge frequentate dai bagnanti”.

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Lorenzo Bedegoni e Ilaria Balzarotti trionfano alla Sei Ore di Moncuni

Mtb Santa Marinella-Cicli Montanini alla ribalta nella seconda domenica di luglio dove i biker santamarinellesi hanno messo in mostra tutto il loro impegno tra strada e sterrato con alcune vittorie e  brillanti piazzamenti.
Lorenzo Bedegoni e Ilaria Balzarotti sono stati i protagonisti in positivo alla Sei Ore di Moncuni, la gara di mountain bike nei boschi di Moncuni, una delle aree verdi più frequentate da ciclisti e dagli escursionisti in Val Sangone a Reano in Piemonte. Bedegoni e Balzarotti hanno terminato con successo la propria performance al primo posto nella gara riservata ai team da due elementi.
Nella mountain bike cross country, Domenico Abruzzese ha ottenuto un altro importante risultato salendo sul gradino più alto del podio tra gli élite al Trofeo Team Evoluzione a Gravina in Puglia. Team altolaziale protagonista negli appuntamenti su strada con Diego Antimi presente alla Granfondo del Lago di Piediluco in Umbria terminando in 30°posizione assoluta e decimo di categoria master 1.
Trasferta in Francia per Marco Segatori alla celeberrima Granfondo La Marmotte tra le mitiche montagne del Tour de France con il Col du Glandon, il Col du Télégraphe, il Col du Galibier e i 21 tornanti arrivare in cima all’Alpe d’Huez: una fatica onorevolmente terminata per Segatori con il tempo di 8.11’37” in 1258.ma posizione assoluta, il 407°posto di categoria tra i master 4 e la conquista del brevetto d’oro per essere stato tra i finisher della granfondo di 174 chilometri con 5200 metri di dislivello.

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Borgata Aurelia: i residenti chiedono maggiore attenzione da parte del Pincio

CIVITAVECCHIA – "Maggiore attenzione alle esigenze del quartiere ed alle problematiche ataviche che lo contraddistinguono in negativo, poiché gli aureliani sono stanchi di sentirsi ripetere la solita cantilena che essendo Borgata Aurelia un quartiere privato – ma ad uso pubblico – non può essere avviato nessun intervento in favore di questa comunità; non essendo per questo esonerata dal pagare le tasse ha diritto a vedersi garantiti servizi elementari come l’illuminazione pubblica ed il ripristino del manto stradale poiché è in gioco la sicurezza delle persone". È questa la richiesta rivolta all'amministrazione comunale da parte dei residenti del quartiere periferico cittadino che, nei giorni scorsi, hanno partecipato all'assemblea pubblica convocata dal Comitato di quartiere per discutere delle problematiche e delle criticità della zona. 

Ed è emersa soprattutto la preoccupazione per le sorti della farmacia comunale e per la sua possibile chiusura. Alcuni cittadini hanno infatti segnalato come, negli ultimi mesi e in diverse occasioni – anche oggi ad esempio per "problemi tecnici" come spiegato da Csp – la farmacia è rimasta chiusa perché non si è riusciti a garantire la sostituzione dell'unica farmacista assegnata in pianta stabile. La richiesta rivolta al sindaco, in questo senso, è quella di risolvere la questione al fine di scongiurare la chiusura prolungata della farmacia nel periodo estivo, soprattutto per evitare disagi alle persone più anziane. 

Problemi poi per la mancanza totale di illuminazione pubblica ed il cattivo stato del manto stradale, con alcune strade talmente pericolose da non essere più transitabili nè dai pedoni nè dai veicoli. Lamentata poi l'esclusione del quartiere dal servizio dell'isola ecologica itinerante.  

"È stato posto poi l'accento sulla mancata assegnazione al comitato di quartiere – hanno spiegato – dei locali pubblici del centro culturale Ennio Cima, dove si sarebbero potute organizzare attività di tipo culturale, ricreativo e di servizio per la comunità; il fatto che tale locale sia da sempre inutilizzato non aiuta a comprendere quali siano le ragioni che hanno indotto l’amministrazione a non fornire una risposta alla richiesta formale di assegnazione presentata dal comitato stesso". Comitato che, costituito due anni fa, ha portato avanti una serie di iniziative ed attività a favore della comunità: lo sfalcio dell’erba in alcune aree frequentate dai bambini, l'allestimento presso i locali della parrocchia della mostra dei presepi, la messa a dimora di circa 80 piante – ottenute dal parco regionale dei Monti Aurunci anche grazie all’intervento del consigliere regionale Gino De Paolis – per preservare e garantire per i prossimi decenni l’elemento distintivo e caratterizzante del quartiere riconosciuto come "città giardino”, interventi di pulizia straordinaria delle strade e di alcune aree verdi che nel corso degli anni erano state trasformate in vere e proprie discariche, pulizia e manutenzione del centro polivalente Ivan Lottatori, unico spazio pubblico del quartiere, attualmente chiuso ed inutilizzato in attesa che venga emanato un secondo bando pubblico per la relativa assegnazione. E ancora la riparazione di buche presenti sul manto stradale. "Tutti lavori – hanno concluso – realizzati grazie alle donazioni di privati non essendo questo comitato destinatario di fondi o aiuti economici da parte dell’Amministrazione comunale".

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Gdf: il bilancio di un anno e mezzo di attività

ROMA – In occasione dei 244 anni del Corpo, tutti i numeri dell'ultimo anno e mezzo di attiività del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma: confiscati oltre 468 milioni di euro a grandi evasori fiscali: evitavano il Fisco con fatture false e soldi all’estero, 1.556 denunciati. Caccia ai corrotti e corruttori: 246 denunciati e 35 in arresto. Appalti “truccati” per 217 milioni di euro e segnalati alla corte dei conti danni erariali per 1,65 miliardi di euro. Sequestrati o confiscati alle organizzazioni di tipo mafioso disponibilità per oltre 1 miliardo di euro. Sequestrate 6,76 tonnellate di droghe “leggere” e “pesanti”. Arrestati 250 narcotrafficanti. Accertato riciclaggio per oltre 34 milioni di euro e monitorata movimentazione transfrontaliera di valuta per oltre 20 milioni di euro. 

Nel contrasto alla grande evasione fiscale, sono stati scovati 58 soggetti fiscalmente pericolosi, i cui patrimoni sono espressione diretta dei gravi reati tributari o economico-finanziari commessi. Nella provincia di Roma, questi evasori hanno sottratto allo Stato 830,5 milioni di euro. E non si fa riferimento a valori ancora da accertare o da incassare, ma, per 468,5 milioni di euro, a beni mobili e immobili dapprima “congelati” e poi acquisiti in via definitiva (con la confisca) al patrimonio dello Stato e, per 362 milioni di euro, a disponibilità sottoposte a sequestro. Questo positivo risultato è stato possibile grazie a uno dei nuovi percorsi intrapresi dalla Guardia di Finanza, che mira a “stanare” gli evasori qualificando e quantificando la sproporzione esistente tra i redditi dichiarati e il patrimonio della persona interessata da procedimenti di prevenzione patrimoniale. Un percorso vincente perché non ancorato alla ricerca degli indizi di evasione – non sempre agevoli da riscontrare – ma fondato sul rilevamento della contraddizione emergente tra le manifestate disponibilità finanziarie e lo spesso esiguo reddito dichiarato. Molti di essi si sono avvalsi di una rete di connivenze per realizzare circuiti viziosi fatti di fatture false, emesse o utilizzate in contabilità, oltre a veri e propri sodalizi criminali che, affidandosi in qualche caso all’esperta consulenza di studi tributari, sono in grado di minare la concorrenza tra le imprese sane del Paese. L’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti si accompagna alle frodi più strutturate cc.dd. “carosello” e alla costituzione di crediti IVA fittizi da utilizzare per indebite compensazioni di imposte e contributi.

LOTTA ALL’EVASIONE, ALL’ELUSIONE E ALLE FRODI FISCALI 2 COMBATTERE LE INSIDIOSE FRODI FISCALI ANCHE INTERNAZIONALI – Interventi sempre più mirati per contrastare le frodi fiscali: denunciati all’Autorità Giudiziaria 1.556 soggetti, di cui 24 tratti in arresto, in relazione all’emissione e all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, oltre che per condotte di dichiarazione fraudolenta, omessa presentazione della dichiarazione, occultamento delle scritture contabili e di indebita compensazione di imposte, nonché sequestrate disponibilità patrimoniali e finanziarie per oltre 102 milioni di euro, mentre sono state formulate proposte di misure ablative per ulteriori 945 milioni di euro. Ammontano, invece, a 33 le attività ispettive e le indagini delegate dalla Magistratura ordinaria per contesti di fiscalità internazionale, che spaziano dalla scoperta di stabili organizzazioni occulte sul territorio nazionale alle pratiche elusive sui prezzi di trasferimento infragruppo e ai fittizi trasferimenti in Paesi a fiscalità privilegiata.

L’ECONOMIA “INVISIBILE”, LE ACCISE, I GIOCHI E LE SCOMMESSE CLANDESTINE Sono 880 gli evasori totali, imprenditori e lavoratori autonomi inottemperanti all’obbligo di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi, dell’IVA e dell’IRAP, responsabili di aver evaso, in un anno e mezzo, 2,5 miliardi di euro di IVA. Nello stesso periodo, sono stati sanzionati 350 datori di lavoro per aver impiegato irregolarmente 1627 lavoratori, di cui ben 772 completamente “in nero”. Nel settore dell’imposizione sulla produzione e sui consumi (accise), sono stati eseguiti 321 interventi, con il sequestro di oltre 360 tonnellate di proditti energetici, con un consumo in frode accertato per circa 80.000 tonnellate. Nel comparto del giochi illegali e scommesse clandestine, invece, sono stati eseguiti 317 operazioni, di cui 101 con la constatazione di irregolarità.

LOTTA ALLA CORRUZIONE E AGLI SPRECHI – Su questo fronte, il cui presidio assume una valenza sempre più strategica per l’importanza di destinare correttamente le risorse pubbliche, sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria 331 persone, di cui 46 arrestate. Nello specifico: a. 85 (11 in arresto) per reati legati alle illecite aggiudicazioni di appalti pubblici, pari a circa 217 milioni di euro, a fronte di gare ad evidenza pubblica controllate per circa 393 milioni di euro; b. 246 (35 in arresto) per reati contro la Pubblica Amministrazione (peculato, concussione, corruzione, ecc.), per importi delle condotte corruttive per oltre 7 milioni di euro e circa 90 milioni di per comportamenti di peculato. Ma la corruzione è solo la punta dell’iceberg di inefficienze e sprechi di risorse di cui si rendono colpevoli persone – tra funzionari pubblici e soggetti privati – che procurano danni all’Erario: nell’ultimo anno e mezzo le Fiamme Gialle romane ne hanno segnalate 411 alla Procura Regionale per il Lazio della Corte dei Conti, per danni erariali pari a 1,65 miliardi di euro.

LE FRODI AL BILANCIO NAZIONALE E COMUNITARIO, DEL “TICKET SANITARIO” E DELLE PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE Le frodi scoperte in danno del bilancio nazionale e comunitario sono state pari a circa 10 milioni di euro, comportando la denuncia di 248 persone per truffe ai danni del bilancio dello Stato.

CONTRASTO AGLI ILLECITI NEL SETTORE DELLA TUTELA DELLA SPESA PUBBLICA relativamente a incentivi alle imprese indebitamente percepiti per circa 8,5 milioni di euro. Ammontano, invece, a 50 i soggetti denunciati all’A.G. per frodi ai danni della spesa previdenziale e sanitaria, per un totale di oltre 4 milioni di euro. Proseguendo in ambito sanitario, sono stati, inoltre, scoperti 222 c.d. “furbetti” del ticket, settore nel quale i controlli mirati, avviati a seguito di accurata attività di analisi, hanno consentito di individuare “sacche” di irregolarità nel 97% dei casi: in pratica, ogni 10 persone controllate, oltre 9 si sarebbero fatte curare gratis, in ospedali pubblici o in altre strutture private convenzionate senza averne diritto. Altro settore particolarmente a rischio è quello delle assistenze domiciliari, dei pasti a domicilio, degli assegni per il nucleo familiare e di quelli di maternità, degli assegni per le mense scolastiche, delle borse di studio, ecc.; insomma di tutti quegli aiuti economici e servizi sociali di assistenza spettanti ai cittadini che versano in particolari e delicate condizioni economiche e sociali, dove, a fronte di 549 controlli eseguiti, sono state scovate 493 persone indebitamente beneficiari di “prestazioni sociali agevolate”, che hanno così sottratto risorse a coloro che ne sono realmente bisognosi.

CONTRASTO PATRIMONIALE ALLE MAFIE, LOTTA AL RICICLAGGIO E AL FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO Le indagini patrimoniali contro le mafie, volte a privare i sodalizi criminali delle risorse finanziarie e patrimoniali accumulate con le attività illecite, hanno consentito la restituzione alla collettività di cespisti e valori per circa 656 milioni, definitivamente confiscati. In tale contesto, ammonta a oltre 653 milioni di euro il valore delle proposte di sequestro, a seguito dei 173 accertamenti svolti dai Reparti dipendenti dal Comando Provinciale, mentre sono pari a oltre 479 milioni di euro i beni immobili e mobili sequestrati in applicazione della normativa antimafia (art. 12 sexies della Legge 356/1992 e art 19 del D.Lgs. 159/2011), frutto anche di indagini particolarmente lunghe e laboriose. Il denaro illecitamente accumulato dalle “mafie”, dagli evasori seriali, dai corrotti e corruttori e dagli altri criminali, per poter essere “lavato” della sua provenienza “sporca”, deve essere riciclato in attività o in investimenti apparentemente “puliti”. Un fiume di soldi quello intercettato che ha fatto scattare denunce per riciclaggio e autoriciclaggio nei confronti di 107 persone. Il valore del riciclaggio accertato dalla Guardia di Finanza di Roma nell’ultimo anno e mezzo si è attestato sui 34,4 milioni di euro, con sequestri per euro 24,22 milioni di euro. Particolarmente rilevante il lavoro svolto nel contrasto dei reati fallimentari che ha consentito di accertare distrazioni in danno di creditori e dell’Erario per oltre 1,2 miliardi di euro e di denunciare complessivamente 445 persone, di cui 26 in stato di arresto. Nel periodo considerato, inoltre, il controvalore totale della valuta monitorata presso gli scali aeroportuali di Fiumicino e Ciampino e portuale di Civitavecchia, ammonta a oltre 20 milioni di euro, nel cui contesto si è pervenuti alla verbalizzazione 1123 persone e al sequestro di denaro contante per 4,5 milioni di euro.

IL MERCATO DEL “FALSO” Anche la contraffazione contribuisce a inquinare l’economia sana del Paese, danneggiando il made in Italy, simbolo in tutto il mondo di originalità, eleganza e qualità. Rientrano nei circa 16 milioni di articoli sequestrati dalle Fiamme Gialle nell’ultimo anno e mezzo quelli propriamente contraffatti o con falsa indicazione del made in Italy e quelli non sicuri recanti marchi industriali falsificati

LOTTA ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA ED ECONOMICO-FINANZIARIA indicazioni non veritiere circa l’origine e la qualità. Sono stati effettuati oltre 900 interventi, nel corso dei quali sono stati denunciati 862 soggetti. Il fenomeno è stato aggredito sia con lo sviluppo di attività di indagine di polizia giudiziaria finalizzate soprattutto alla ricostruzione della filiera del falso, che hanno consentito anche di colpire opifici clandestini ubicati in altre regioni italiane, che attraverso il controllo del territorio, puntando a contrastare la minuta vendita nelle zone più frequentate della Capitale ovvero del litorale romano.

CACCIA AI TRAFFICI ILLECITI Non conosce soste anche l’azione a contrasto dei traffici di droga, come dimostrano le 2.061 operazioni, condotte sia sul territorio che presso gli scali aereoportuali e portuali, che hanno portato al sequestro di 6,765 tonnellate, tra droghe “leggere” (hashish e marijuana) e “pesanti”, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 849 persone, di cui 250 tratte in arresto. Sono state 1.466 le persone segnalate, in via amministrativa, alle competenti Prefetture per consumo di droghe. Mentre, anche grazie all’introduzione del Dispositivo permanente di contrasto ai traffici illeciti adottato dal Comando Generale del Corpo, nella provincia di Roma sono stati intercettate e sequestrate oltre 10 tonnellate di tabacchi lavorati esteri di contrabbando. Nel corso dell’ultimo anno e mezzo, sono state circa 4500 le giornate/uomo assicurate dai militari del Comando Provinciale di Roma nelle aree del centro Italia colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017 nonché dall’eccezionale ondata di maltempo dell’inverno 2017, per garantire il soccorso e il sostegno alle popolazioni colpite, nonché i servizi di sicurezza sul territorio duramente provato. Significativo, inoltre, il contributo delle Fiamme Gialle capitoline nel concorso al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica sulla città di Roma, in piena sinergia con la Questura e il Comando Provinciale dei Carabinieri, sotto l’efficace direzione della Prefettura, in un contesto eccezionalmente delicato in relazione all’attuale e costante situazione di emergenza terrorismo.

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Firmato il contratto di servizio tra Regione e Trenitalia

ROMA – Sottoscritto oggi dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia, Orazio Iacono il nuovo contratto di servizio della durata di quindici anni (2018-2032), in coerenza con il Regolamento Europeo 1370/2007, che prevede investimenti per 1,382 miliardi di euro. Presenti alla firma il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, l’Assessore ai Lavori Pubblici e Tutela del Territorio della Regione Lazio, Mauro Alessandri, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Renato Mazzoncini e il Presidente di Trenitalia, Tiziano Onesti. 

Il Piano degli investimenti a carico di Trenitalia, per complessivi 1,233 miliardi circa di euro, unitamente alle risorse regionali pari a 149,1 milioni di euro, comprensivi di 76,6 milioni di euro del Contratto precedente, consentirà il ringiovanimento totale della flotta che passerà già nel 2023 ad un’età di 6 anni rispetto ai 14 anni attuali, con manutenzione in impianti moderni ed efficienti. Previsti interventi di manutenzione ciclica e di “revamping”  (sui treni TAF per un importo complessivo di 110 milioni) e investimenti in impianti con lo sviluppo di un nuovo polo di manutenzione  – nel quale confluiranno parte delle attività attualmente svolte nell’impianto di Roma Smistamento, che rimarrà attivo – l’adeguamento infrastrutturale per l’immissione in esercizio di nuovo materiale rotabile, oltre a interventi straordinari per l’efficientamento dell’armamento negli impianti per complessivi 106 mln di euro e 10 mln in tecnologia e informatica. L’arrivo dei nuovi treni consentirà standard di qualità in progressivo miglioramento sui principali indicatori di performance come puntualità, regolarità, composizione e garantirà alla clientela le più innovative tecnologie di bordo, quali people counter, videosorveglianza live e wi-fi. Dal 2014 al 17 giugno 2018 si è registrato sulle linee regionali del Lazio un incremento di 11,4 punti percentuali della puntualità, una diminuzione del 33% dei guasti e del 63% delle cancellazioni. A maggio 2018 la customer satisfaction del viaggio nel complesso è del 73,5% dei viaggiatori soddisfatti. Inoltre, con il nuovo Contratto sarà migliorato il monitoraggio del servizio, la pulizia a bordo dei treni secondo un piano di intervento in 4 fasi a garanzia di maggior comfort e sicurezza dei passeggeri.

Nel dettaglio per gli utenti del trasporto regionale su ferro del Lazio saranno investiti 1,382 miliardi di cui:

907 milioni in nuovi treni, con co-finanziamento della Regione Lazio per 149,1 milioni di euro;

65 nuovi treni Rock, con maggiore capienza (700 posti a sedere per i treni a 6 casse e 500 posti in piedi), 18 porta bici per i viaggi intermodali bici/treno, 50 telecamere di videosorveglianza, diminuzione del 30% dei consumi energetici. I 65 nuovi treni Rock saranno divisi in 12 convogli a 5 casse e 53 a 6 casse che saranno utilizzati sulle linee metropolitane;

3 treni diesel bimodali;

4 treni regionali veloci (200 km/h).

110 milioni per “revamping” di treni già in esercizio;

106 milioni in impianti;

249 in manutenzione ciclica;

10 milioni in informatica e tecnologia.

Il nuovo contratto prevede ulteriori misure per l’incremento del servizio (inteso come treni/chilometri) nell’arco di validità del piano del 2,9 e l’ampliamento della rete di vendita del Lazio.

Già dal 2019, in attesa della consegna dei nuovi treni, sarà garantita una maggiore offerta negli orari di punta e su alcune delle linee più frequentate, ad esempio quelle da Frosinone, Cassino, Colleferro e per Fiumicino, di 9.418 posti seduti, nei giorni feriali.

Per quanto concerne le tariffe è bene sottolineare come gli abbonamenti regionali annuali sono fermi dal 1994 e quelli mensili insieme al BIT dal 2012. L’amministrazione regionale ha deciso di tenere ferme ancora le tariffe fino al 2022 pur in presenza di significativi investimenti per l’acquisto ed il rinnovo dei treni, in tecnologie e manutenzione. Inoltre, è prevista una clausola di salvaguardia per protrarre oltre, eventualmente, il blocco delle tariffe.

Grande attenzione verso la clientela più giovane del trasporto su ferro: per i giovani e gli studenti fino a 26 anni di età sono previsti alcuni sconti sugli abbonamenti annuali. In particolare, per la fascia urbana della Capitale, una riduzione di circa 10 euro (considerando gli abbonamenti in base all’Isee) e per tutti coloro che provengono dalle altre provincie del Lazio, a seconda delle zone di abbonamento, la riduzione del costo oscilla tra gli 11 euro e i 66 euro in meno rispetto alle tariffe attuali.

La strategia unitaria di governo regionale delle politiche sulla mobilità consentirà di destinare – per il finanziamento del Contratto di servizio con Trenitalia – parte degli utili (1,65 milioni di euro) realizzati dalla società regionale di trasporto su gomma Cotral Spa, realtà del trasporto pubblico laziale ormai completamente risanata e oggi capace di garantire efficienza gestionale e rilancio del servizio con l’assunzione di nuovi autisti e la sostituzione di oltre 400 vecchi autobus con nuovi mezzi ecologici. Tali risorse andranno a beneficio appunto dei costi del servizio contribuendo al blocco delle tariffe.

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