L'Università Agraria: ''Metà dei terreni gravati sono in realtà liberi da usi civici''

Un convegno molto partecipato quello che si è tenuto ieri al teatro Buonarroti dal titolo “Usi Civici sblocco possibile ? ” organizzato dall’Università Agraria di Civitavecchia.
L’evento ha visto la partecipazione di tutta la dirigenza dell’Università Agraria locale che è intervenuta con il Presidente De Paolis, il Vicepresidente, l’Assessore Dalmirani, l’avvocato Pucci ed il consulente tecnico Monaci.
Quest’ ultimo ha illustrato la nuova perizia effettuata per conto dell’Università Agraria nella quale si ricostruiscono le vicende storiche della famiglia Guglielmi e dei rapporti intercorsi con l’Associazione Agraria di Civitavecchia.
Nella perizia si arriva alla conclusione che almeno il 50% delle superfici che la sentenza del Commissario agli Usi Civici e la Regione Lazio avevano identificato come interessate da usi civici sono in realtà libere dai gravami civici che attualmente non consentono ai proprietari di disporre liberamente dei propri beni. L’Agraria si è impegnata a trasmettere la nuova perizia al Commissariato agli Usi Civici ed alla Regione Lazio.
Presenti, tra il folto pubblico, il sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei che ha rivolto un plauso all’azione dell’ente ed ha consigliato la conciliazione giudiziaria a tutti coloro che , permanendo all’interno delle aree soggette ad uso civico, abbiano dei casi “urgenti “ da risolvere, impegnandosi a sollecitare il gruppo parlamentare del PD ad una iniziativa legislativa.
La rappresentanza dell’amministrazione comunale di Civitavecchia ha annunciato che anche il Comune ha commissionato una nuova perizia che inoltrerà al Commissariato agli Usi Civici in vista dell’udienza giudiziaria fissata per il prossimo novembre. «L’amministrazione comunale è diventata parte attiva in questa vicenda – ha spiegato il consigliere comunale Emanuele La Rosa in un comunicato stampa fiume in cui ha ampiamente criticato l’azione della Regione Lazio sul tema -. Il Pincio continuerà a seguirla e, data l’inadeguatezza dimostrata finora dalla Regione nel gestirla, auspica un atto definitivo da parte del Commissariato agli Usi Civici affinché faccia chiarezza su quali siano realmente le aree urbanizzate vincolate da usi civici. Quando la nuova cartografia sarà pronta, tutti gli Enti coinvolti dovranno collaborare per trovare una soluzione finale e a costo zero per tutti i Cittadini e speriamo che la Regione inizi finalmente a lavorare a favore dei Cittadini e non contro come ha fatto quando emanò la determina del 2013 e per come ha gestito i rapporti con l’amministrazione comunale».
Vittorio Petrelli ed il coordinamento del comitato dei cittadini, pur prendendo atto dei risultati della nuova perizia che smentiscono, almeno parzialmente, la perizia dell’arch. Paola Rossi che ha accertato la presenza degli usi civici su gran parte del territorio di Civitavecchia, hanno ribadito la convinzione della totale erroneità della perizia dell’arch. Rossi. Convinzione suffragata dalla documentazione che hanno avuto modo di acquisire nelle ricerche effettuate.
E’ intervenuto anche l’ing. Andrea Bargiacchi che ha rappresentato come, a seguito del convegno sugli usi civici tenutosi ad inizio luglio, l’ onorevole Alessandro Battilocchio, non presente in sala perché trattenuto presso la Camera dei Deputati per il prolungarsi del dibattito sul Decreto “Milleproroghe”, abbia depositato la scorsa settimana in Parlamento una proposta di legge mirata ad integrare la Legge sugli usi civici 1766/27 prevedendo la possibilità di disporre la cessazione dei diritti di uso civico, e la relativa sdemanializzazione, dei terreni urbanizzati che da almeno trenta anni hanno perduto la vocazione agricola e di quei terreni che, pur non essendo trascorso il termine dei trenta anni, sono stati legittimamente edificati precedentemente all’accertamento dell’esistenza degli usi civici.

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''Sindaco Mencarini non arrenderti''

TARQUINIA – ‘’Non arrenderti’’. ‘’No inciuci, sì alla 28/80’’, ‘’Pietro resta per noi’’. Con questi striscioni i cittadini di San Giorgio hanno manifestato ieri pomeriggio per le vie di Tarquinia per chiedere al sindaco Pietro Mencarini di ritirare le dimissioni e di andare avanti nell’amministrazione della città di Tarquinia. 
Un corteo improvvisato e pacifico partito dalla Barriera san Giusto e giunto fino a piazza Matteotti, sede del palazzo comunale dove era in corso una riunione di maggioranza.

A poche ore dal consiglio comunale convocato per oggi alle 18 per la ratifica delle dimissioni presentate dal sindaco e protocollate nella giornata del 3 settembre, i cittadini di San Giorgio hanno voluto esprimere la loro piena solidarietà al coraggio del primo cittadino e il loro pieno sostegno nella scelta adottata dall’amministrazione di procedere con l’adozione della legge 28/80 per risolvere il nodo urbanistico di San Giorgio, la località che da decenni è bloccata nel suo sviluppo urbanistico per una sempre mancata azione risolutiva da parte delle amministrazioni precedenti.

La questione San Giorgio e la 28/80, accolta peraltro anche dal consigliere comunale d’opposizione Gianni Moscherini, è solo una delle motivazioni che sarebbero alla base della scelta del sindaco Mencarini di fare, improvvisamente, un passo indietro rassegnando le dimissioni.  

Non è escluso che oggi i consiglieri d’opposizione in sede di assise chiedano conto alla maggioranza anche di presunte registrazioni delle conversazioni che sarebbero avvenute nella stanza del sindaco, all’insaputa del primo cittadino. 
L’assise odierna, fissata dal presidente del consiglio Arrigo Bergonzini, ha tuttavia quale unico punto all’ordine del giorno la sola ratifica delle dimissioni di Mencarini, il quale in ogni caso avrà tempo fino al 23 settembre per ritirare il provvedimento che pesa come una spada di Damocle sull’intera coalizione di centrodestra.  

Le ‘’motivazioni politiche’’ addotte dal sindaco coinvolgono tutti i gruppi che compongono la maggioranza, ha chiarito il primo cittadino. “Non ritengo – ha spiegato Mencarini all’indomani delle dimissioni –  sussistano le condizioni per condurre un’amministrazione, la cui maggioranza è continuamente fatta ostaggio dalle volubili volontà di gruppi di consiglieri che, su determinati argomenti, si sono aggregati per contestare la linea adottata dalla maggioranza medesima. In questo momento, per il bene della città di Tarquinia che ho sempre ritenuto l’unico vero obiettivo da perseguire, sono costretto a dimettermi, fiducioso che il futuro disegnerà scenari politici più favorevoli alla nostra comunità».
L’invito del comitato per la riqualificazione di San Giorgio, ma anche di molti cittadini che si sono espressi sui social, è  tuttavia rivolto in senso contrario affinché il sindaco Mencarini ci ripensi e continui a governare la città.

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Arresto Presutti: domani l'interrogatorio

CIVITAVECCHIA – È stata fissata per domani mattina alle 12, davanti al giudica Massimo Marasca, l’udienza di convalida d’arresto per Sergio Presutti, presidente dell’Asd Cpc2005 finito in manette sabato con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente. Assistito dal proprio avvocato, Daniele Barbieri, Presutti dovrà decidere se rispondere o meno alle domande del gip e chiarire così la propria posizione. «Al momento – ha commentato l’avvocato – attendo di vedere le risultanze degli atti e la richiesta formulata dal pubblico ministero Allegra Migliorini che verrà valutata poi dal giudice. Ovviamente il mio assistito è persona particolarmente conosciuta, il suo arresto fa parlare, fa notizia, fa clamore, ma attendiamo l’esito dell’interrogatorio per eventuali attribuzioni di responsabilità». Lo stesso legale ha quindi confermato quelle che sono state le circostanze legate all’arresto in flagranza avvenuto sabato sera, nei pressi del lungomare.

Presutti è stato fermato ad posto di controllo da parte degli agenti della Polizia di Stato. A quanto pare gli uomini del dirigente Nicola Regna stavano da tempo monitorando i suoi movimenti. Così hanno fermato l’auto sulla quale viaggiava, trovandolo in possesso di un paio di grammi di cocaina. Da lì è scattata la perquisizione in casa, dove gli agenti hanno recuperato il resto della droga, per un totale di circa 110 grammi di polvere bianca, consegnata da lui stesso. La notizia del suo arresto ha fatto subito il giro della città e del porto, dove Presutti – ai domiciliari – è molto conosciuto sia come ex portuale, in pensione da non molto tempo, sia soprattutto come dirigente sportivo, essendo stato tra i fondatori della squadra di calcio della Compagnia Portuale che milita in Promozione; a seguito dell’arresto si è dimesso da presidente. Venerdì si terrà un consiglio di amministrazione al termine del quale verranno rese note le cariche dirigenziali.

Nel frattempo tutti i tesserati sono in silenzio stampa, anche se la società è intervenuta per sottolineare la necessità di non mettere sullo stesso piano le vicende personali con quelle sportive. «Nulla di quanto accaduto inoltre – hanno aggiunto – ha a che vedere con il suo trascorso nella Cpc e un fatto personale, con la magistratura che farà il suo corso, sarà pagato personalmente. Ci discostiamo da quanti, e soprattutto da chi, vuole cavalcare il momento affondando il nome della CPC2005 calcio per beceri motivi personali. Le due cose sono separate e non riconducibili. In fondo sui cadaveri dei leoni festeggiano i cani credendo di aver vinto, ma i leoni rimangono leoni e i cani rimangono cani».

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Vecchia, ecco Lorenzo Serafini: è lui il sostituto di Cerroni

di MATTEO CECCACCI

Non sono trascorse neanche 48 ore dall’infortunio del gioiellino di casa Samuele Cerroni che il Civitavecchia Calcio 1920 ha voluto immediatamente prendere il sostituto del classe ‘98. Una scelta delle ultime ore obbligatoria per il club di Ivano Iacomelli, che ha portato all’acquisto dell’attaccante nato nel 1991 Lorenzo Serafini: ventisette anni ancora da compiere, punta di spessore con un ottimo fiuto del gol e tanta qualità, reduce dalla stagione con il Montalto, ha militato anche nel Flaminia Civitacastellana, primavera del Grosseto, in serie D con l’Orvietana e col Montefiascone, con il quale tre anni fa grazie a un suo gol dagli undici metri fu decisivo per la retrocessione in Promozione del Civitavecchia. Un passato, dunque, che promette bene e fa sperare i numerosi tifosi nerazzurri. Intanto alla Cavaccia di Allumiere continua la preparazione dell’intera rosa a disposizione del tecnico Andrea Rocchetti in vista della prima uscita stagionale fissata sabato 4 agosto alle 18 contro la Csl Soccer di mister Daniele Fracassa; una buona occasione per vedere giocare tutti i nuovi innesti, in particolar modo Serafini, così da capire se sarà veramente il degno sostituto del talento Cerroni. A dire la sua sull’inizio della stagione ci ha pensato la punta ex Perugia Alessio Moneti: «Sono molto contento di essere qui a Civitavecchia, già conoscevo il portiere Andrea Tomarelli. Per ora stiamo lavorando bene e bisogna continuare così».

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Vecchia, ecco il sostituto di Cerroni: Lorenzo Serafini

di MATTEO CECCACCI

Non sono trascorse neanche 48 ore dall'infortunio del gioiellino di casa Samuele Cerroni che il Civitavecchia Calcio 1920 ha voluto immediatamente prendere il sostituto per il classe '98. Una scelta delle ultime ore obbligatoria per il club di Ivano Iacomelli che ha portato all'acquisto dell'attaccante nato nel 1991 Lorenzo Serafini: ventisette anni ancora da compiere, forte centravanti con buone tecniche e qualità, reduce dalla stagione con il Flaminia Civitacastellana ha giocato anche un anno in serie D con l'Orvietana Calcio, Montefiascone e nella primavera del Grosseto. Un passato che promette bene e fa sperare i numerosi tifosi nerazzurri. Intanto alla Cavaccia di Allumiere continua la preparazione dell'intera rosa a disposizione del tecnico Andrea Rocchetti, in vista della prima uscita stagionale fissata sabato 4 agosto alle 18 contro la Csl Soccer di mister Daniele Fracassa; una buona occasione per vedere giocare tutti i nuovi innesti, in particolar modo Serafini, così da capire se sarà veramente il degno sostituto del talento Cerroni. A dire la sua sull'inizio della stagione ci ha pensato la punta ex Perugia Alessio Moneti: <<Sono molto contento di essere qui a Civitavecchia, già conoscevo il portiere Andrea Tomarelli. Per ora stiamo lavorando bene e bisogna continuare così>>.

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Ancora un intervento in danno all’Ostilia

di TONI MORETTI

CERVETERI – E ci risiamo. Proprio ieri è stata pubblicata una ordinanza sindacale urgente che sembra l’ennesimo regalino alla società Ostilia, proprietaria del comprensorio di Campo di Mare e quindi dell’acquedotto, delle reti idriche per la distribuzione dell’acqua potabile , delle reti fognarie e del depuratore.  In risposta ad una comunicazione della società acquisita al protocollo del comune lunedì scorso, con cui la predetta società comunicava che, quanto all’impianto di distribuzione dell’acqua potabile di Campo di Mare c/o Cavalcavia Ferrovia, di «aver interrotto …. ogni azione di controllo sugli impianti dell’acquedotto ivi comprese le manovre per regolare il flusso idrico e la pressione in rapporto alle richieste degli utenti ed alla quantità di acqua in entrata»; altresì che, con la predetta medesima nota la società, ha dichiarato di mettere a disposizione di questo Ente le chiavi di accesso all’impianto di distribuzione dell’acqua potabile, al fine di consentire di intervenire per le opere di manutenzione ordinaria tese a garantire il normale flusso idrico nelle condotte di adduzione per l’approvvigionamento alle abitazioni. Constatata l’estrema urgenza, l’Ente con la velocità della luce, al fine di garantire gli ordinari livelli di approvvigionamento idrico per i cittadini di Campo di Mare, soprattutto in ragione del notevole incremento della popolazione, in coincidenza con la fase di piena stagione estiva e balneare e, di scongiurare un grave pericolo per la salute e per l’igiene  pubblica interviene nella stessa giornata con l’emissione di un’ordinanza sindacale urgente e dispone un provvedimento ordinatorio nei confronti del competente dirigente della III Area – Assetto, Uso e Sviluppo del Territorio affinché disponga quanto necessario per ovviare al problema fino alla fine della stagione balneare fissata per il 15 settembre con le spese che si sosterranno da addebitare in danno all’Ostilia. Tutto normale se non ci fosse un ma. Vogliamo lasciare i cittadini e i turisti senz’acqua? Ma non se ne parla proprio. Interverrà il comune e chiamerà in danno l’Ostilia, come ha fatto per il depuratore quando si è guastato, come ha fatto con l’illuminazione, per non lasciarla al buio, ma questo atteggiamento che sa molto più di collaborativo nei confronti di una società che di certo non ha fatto del bene alla popolazione, non piace all’opposizione. 
Per esempio dice il consigliere Juri Marini del PD: «L’atteggiamento di sostanziale dismissione delle proprie responsabilità da parte dell’Ostilia è vergognoso. Sarà ormai chiaro a tutti che il sindaco Pascucci ha malriposto la sua fiducia. Abbiamo già dato notizia del fatto che sarebbero attualmente in corso dei procedimenti nei confronti di Ostilia da parte di altri creditori E a fronte di tutto ciò resta scolpito nella memoria il voto contrario della maggioranza-Pascucci sulla mozione che impegnava l’amministrazione a valutare ogni possibile azione a tutela dei crediti vantati dal recupero di tutti i crediti, attuali e pregressi, nei confronti dell’Ostilia. Non farlo o ogni ulteriore indugio non potrà che essere letto, almeno dal punto di vista politico, come una forma di complicità coi palazzinari romani che vogliono fare scempio delle nostre coste».  Non meno tenero è  il consigliere Aldo De Angelis che dice: «E’ una cosa indecente. Si continua per una linea che è come un imbuto. I cittadini anticipano per l’Ostilia dei soldi che il comune dovrà sempre recuperare da qualcuno, l’Ostilia che ha già detto che non ne ha e verso la quale non si presenta nessuna azione forte, sembra una presa in giro nei confronti dei cittadini». Il consigliere Anna Lisa Belardinelli, dal canto suo verificherà se le azioni che gli avvocati del comune hanno dichiarato che avrebbero intrapreso nei confronti dell’Ostilia sono partite. Resta il fatto che tale atteggiamento nei confronti di tale società accompagnata da tanta compiacenza del sindaco, non solo non trova riscontro in un ragionamento razionale ma da adito a molti, moltissimi dubbi. Più deciso il consigliere Lamberto Ramazzotti: «Bisogna passare ad azioni esemplari. Perchè non la confisca delle coste vicino al demanio?» 

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Caso Nica, rito abbreviato per Stefano Risi

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI –  Ha chiesto di essere processato con il rito abbreviato il cerveterano Stefano Risi. Il giovane, 31enne all’epoca dei fatti, è stato accusato di omicidio stradale per aver investito con la sua Mercedes classe B di colore nero causandone il decesso in conseguenza delle gravi lesioni riportate il 16enne ladispolano Daniele Nica. Il tragico incidente è avvenuto sulla Statale Aurelia, nei pressi del noto locale Pinar, nella notte tra venerdì 8 e sabato 9 luglio del 2016. Il sostituto procuratore della Procura di Civitavecchia Delio Spagnolo ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio stradale sia per il Risi che  per Adam Galluccio,  il 23enne di Ladispoli, che conduceva  la Fiat Panda di colore rosso lasciata in sosta sull’Aurelia dalla quale era sceso Daniele.  Ebbene nell’udienza preliminare del 3 luglio scorso dove si è anche costituito il responsabile civile, gli imputati hanno dichiarato la loro scelta in ordine al rito, ossia se andare avanti in via ordinaria oppure chiedere un rito alternativo. Il legale del Risi, non presente quel giorno in aula, ha chiesto per il suo assistito il rito abbreviato e la data della discussione è stata fissata.  Il 4 dicembre quindi ci sarà la discussione davanti al Gup Giuseppe Coniglio e a seguire la decisione. L’altro imputato Adam Galluccio, presente in aula, ha chiesto, invece,  il rito ordinario e quindi bisognerà attendere la decisione del Gup sull’eventuale rinvio a giudizio.  
L’avvocato Celestino Gnazi, legale di Katia Giordani, mamma di Daniele: «Siamo convinti che ci sia stata una grave responsabilità e delle gravi negligenze del Risi nel determinare l’incidente e la morte di Daniele e confidiamo nel fatto che questo sia riconosciuto dal Gup».  
Un fatto senz’altro di rilievo è che nella fase preliminare sono state effettuate dalla parte civile delle indagini difensive, nel corso delle quali è stata acquisita e poi depositata una dichiarazione testimoniale di un giovane che avrebbe sentito Risi nell’immediatezza dei fatti dire che si era distratto perché gli era caduto il suo telefonino in macchina. 
Dichiarazione questa che contrasta con quanto dichiarato dal Risi: «Notavo una fiat Panda di colore rosso ferma a bordo strada sulla mia stessa corsia di marcia. Nel mentre gli transitavo affianco, ho udito un colpo provenire dallo specchietto retrovisore destro della mia autovettura. Infatti guardando lo stesso specchietto, mi accorgevo che avevo urtato qualcosa».  Sostiene peraltro  «di non aver notato nessuno che stesse in piedi fuori dalla Fiat Panda». 
Da quanto ricostruito, quella tragica notte la Mercedes avanzava lungo la statale Aurelia in direzione Roma  a velocità sostenuta, attorno ai 110 km orari, superando abbondantemente il limite di velocità di 70 km orari imposto in quel tratto di strada.  Contestualmente  la Panda era ferma sul lato destro della carreggiata con le ruote a ridosso della linea continua e Daniele posizionato in piedi sul lato sinistro di fronte allo sportello posteriore aperto chinato verso l’interno dell’abitacolo, mentre, sembrerebbe cercasse  il suo cellulare all’interno di un borsone che si trovava sul sedile dell’auto. La Mercedes piomba sulla Panda travolgendo e trascinando in un attimo nella sua folle corsa il 16enne intrappolato tra la parte anteriore della stessa e lo sportello della Panda, fermandosi dopo ben 110 metri dal luogo dell’impatto. Sulla strada nessun segno di frenata.  Il giovane cerveterano si è subito fermato per prestare soccorso, e sottoposto come prassi  agli esami ematici per l’alcolemia e tossicologici che davano esito negativo. Le gravissime lesioni riportate nel tremendo impatto non diedero scampo a Daniele che giunge cadavere all’Aurelia Hospital. 
Ad entrambi gli imputati la Procura ha riconosciuto la colpa consistita in «negligenza, imprudenza e imperizia, nonché nell’inosservanza delle norme di circolazione stradale» per la morte del giovane. 
In particolare, secondo l’accusa, Risi non avrebbe «regolato la velocità del veicolo con riguardo alle caratteristiche dello stesso e della strada, scarsamente illuminata e notoriamente frequentata, in quel tratto, per via della presenza nella vicinanze di un noto locale pubblico, e per non aver mantenuto un’andatura che consentisse di compiere tutte le manovre necessarie per evitare pericoli per la sicurezza delle persone», di quì l’investimento di Daniele e il decesso in conseguenza delle gravi lesioni riportate; mentre Galluccio, sempre secondo l’accusa, «per aver  oltrepassato le strisce longitudinali continue e aver sostato sulla banchina in prossimità della striscia continua che delimita la carreggiata, al fine di consentire al Nica di scendere dall’autovettura, in tal modo poneva in essere le condizioni perché il medesimo venisse investito dal Risi».

 

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Agraria Tarquinia, il caso alla Corte dei Conti

TARQUINIA –  Un quesito alla Corte dei Conti sulla praticabilità del risanamento dell’Ente e una possibile via di soluzione attraverso  interventi operativi da parte della Regione Lazio. Queste le vie possibili illustrate dal responsabile finanziario dell’Università Agraria di Tarquinia di fronte alla grave situazione economica nella quale versa l’ente. Situazione  oggetto di spaccatura in seno alla maggioranza di governo, con la defezione, nel consiglio di amministrazione di martedì, del gruppo ‘‘Idea Sviluppo’’ che non ha votato il bilancio.  Una panoramica preoccupante si evince dalla lettera inviata dal responsabile finanziario al presidente Sergio Borzacchi e a tutti i consiglieri.
«In relazione alla gara per l’assunzione di un mutuo a copertura dell’adesione alla definizione agevolata, per un importo nominale di E 850.000, – si legge nella nota – faccio presente che non sono pervenuti plichi di partecipazione da parte degli istituti bancari del territorio comunale, entro le 12 dell’ 11 giugno 2018, termine di scadenza della presentazione delle lettere di invito. Chiaramente non è pervenuta neanche la proposta da parte della Banca di Credito Cooperativo di Roma — Agenzia di Tarquinia, contattata per le vie brevi da parte dell’amministrazione. Questo pone l’organo politico tutto di fronte a un cambiamento del proprio percorso amministrativo per trovare soluzioni allo stato debitorio dell’Ente, che in questi ultimi mesi ha visto aggravare ulteriormente le proprie difficoltà, già più volte lamentate e sottoposte all’attenzione dell’organo esecutivo. Ritenuto importante praticare tutte le strade percorribili per la soluzione della difficoltà finanziaria dell’Ente, faccio presente che ho avuto un incontro con alcuni dirigenti della Regione Lazio, in data 08.06.2018, ai quali ho esposto la complessa situazione dell’Università Agraria di Tarquinia. Ho cercato, nel totale silenzio di questa amministrazione, soluzioni alternative all’acquisizione di un mutuo per risolvere le criticità dell’Università Agraria di Tarquinia che allo stato attuale, ribadisco, non riesce a coprire neanche le spese obbligatorie, aumentando ogni mese il monte debitorio, del quale credo non si sia capita né l’entità né la gravità”.
“L’incontro, – prosegue la nota –  … ha evidenziato l’interesse della Regione Lazio a collaborare per trovare interventi operativi per il risanamento di questo Ente. Dall’incontro è emersa l’esigenza della redazione, da parte dei Responsabili di servizio, di una scheda sintetica dalla quale emerga sia lo stato patrimoniale sia lo stato finanziario dell’Università Agraria; il dott. Bacci, direttore regionale della Direzione Generale Affari Istituzionali, Personale e Sistemi informativi provvederà a contattare i capigabinetto degli assessorati di competenza. Una volta fissata la disponibilità dei relativi assessori ad ascoltare le istanze dell’Università Agraria, l’amministrazione dovrà inviare una propria nota nella quale chiede la motivazione dell’incontro e le criticità dell’Ente da risolvere. Credo che questa possa essere un’occasione per poter adottare provvedimenti e decisioni con la collaborazione e il sostegno della Regione Lazio che forse potrebbero rappresentare una via d’uscita dal vicolo cieco in cui attualmente ci troviamo”.
“Nell’ambito delle mie competenze – conclude la responsabile del servizio finanziario – faccio presente, inoltre, che è mia intenzione inviare a breve un quesito alla Corte dei Conti sulla praticabilità del risanamento dell’Ente, manovra prevista nella legge di bilancio 2018, che avevo già proposto a febbraio e che secondo me resta l’unica soluzione che possa consentire di procedere negli anni a venire a programmare linee di intervento e di acquisizione di nuove entrate, volte sia a risanare l’Ente sia a superare la rigidità strutturale che ormai faccio presente ogni qualvolta si parla di bilancio». 
 

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Ladispoli, ordine pubblico e sicurezza: limitata l'apertura dei mini market

LADISPOLI – Potrà continuare a esercitare la sua attività ma dovrà farlo solo esclusivamente dalle 7 alle 19. Protagonista dell'ordinanza emessa proprio questa mattina dal primo cittadino di Ladispoli, Alessandro Grando, è il mini market di via Trieste. 

"Vista la comunicazione della Stazione Carabinieri di Ladispoli nella quale venivano elencati diversi episodi causati da avventori dell'esercizio commerciale in oggetto, i quali, fino a tarda serata, affluiscono nel locale acquistando alcolici e causando disagio alle persone lì residenti e che, i residenti della zona lamentano l'abituale ritrovo di cittadini extracomunitari e non, che bivaccano in strada consumando diverse bottiglie di bevande alcoliche lungo i marciapiedi delle vie antistanti l'attività in oggetto, contribuendo ad alimentare fenomeni di degrado urbano e disturbo della quiete pubblica".

Ritenuto che al momento l'ordinanza contingibile ed urgente sia l'unico strumento idoneo a prevenire e contrastare situazioni di degrado, si ordina al 'mini market' di svolgere la propria attività commerciale in un orario compreso tra le ore 7:00 e le ore 19:00. Nel caso di mancato rispetto è prevista sanzione amministrativa. Ma quella che ha colpito il locale di via Trieste non sarà l'unica ordinanza a essere attualizzata nei prossimi giorni. A breve, tra oggi e domani al massimo, il Sindaco ha infatti annunciato una nuova ordinanza che limiterà l'orario di apertura di tutti i mini market (della stessa tipologia di quello di via Trieste) che si trovano sul territorio comunale ricompreso tra il fosso Vaccina e Sanguinara, la Stazione ferroviaria e il litorale. La chiusura sarà fissata alle 20. In caso di inottemperanza si procederà a una sospensione dell'attività da 2 a 5 giorni e in caso di recidiva a una sospensione che potrà andare da uno a 3 mesi. «Iniziamo a impartire delle sanzioni un po' più pesanti – ha detto il Sindaco – Basta con la tolleranza, la città non può essere maltrattata in questo modo con i cittadini che ormai devono avere paura di uscire la sera quando è buio». Riflettori puntati anche sul numero troppo esiguo di forze dell'ordine su cui il Comune può contare. «Non abbiamo molti uomini di Polizia locale per presidiare tutto il territorio e se i Carabinieri avessero un organico più ampio e Ladispoli fosse dotata di un posto di Polizia soffriremmo meno». A tal proposito qualche settimana fa il primo cittadino si è recato al Viminale «per chiedere un intervento diverso da parte dello Stato nel territorio, con l'intensificazione della presenza di Polizia e Carabinieri soprattutto durante la stagione estiva. Nelle prossime settimane – ha concluso Grando – torneremo a chiedere al viminale interventi in questo senso per la nostra città. Si potrebbe iniziare dall'aumento dell'organizo delle Forze dell'ordine già presenti».

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Interporto: fissato il nuovo termine per le offerte di acquisto

CIVITAVECCHIA – È ripresa la procedura per la vendita del ramo d’azienda dell’interporto di Roma, piattaforma logistica Civitavecchia srl. 
Dopo la sospensione della gara, la settima in ordine di tempo con il prezzo per l’acquisto notevolmente abbassato e arrivato a 4 milioni di euro, è stata fissata una nuova data di scadenza per la presentazione dell’offerta, il 23 luglio prossimo, con la data di vendita fissata al 25 luglio. 
Il giudice fallimentare ed il curatore Angelo Novellino avevano accolto la richiesta di sospensione di un possibile gruppo interessato alla piattaforma logistica che necessitava di tempo per effettuare delle verifiche. 
L’auspicio è che si possa arrivare, finalmente, alla vendita della struttura. Nel frattempo, però, un’altra tegola si è abbattuta sull’Icpl, con l’amministratore delegato Franco De Angelis destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare eseguita nei giorni scorsi. 
A quanto pare gli sarebbe contestato il reato di bancarotta fraudolenta. 
Una vicenda che però, come detto dal curatore Novellino, non dovrebbe influire sulla procedura di vendita in corso. 

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