La Cestistica Civitavecchia punta tutto sul made in Italy

La Cestistica Civitavecchia ha da poco chiuso il mercato e il lavoro della dirigenza è stato chirurgico. I vertici rossoneri hanno infatti accontentato il tecnico Lorenzo Cecchini, ovviamente nei limiti del budget a disposizione. Chi è andato via è stato rimpiazzato e il bagaglio tecnico è rimasto invariato se non incrementato, tre su quattro dei nuovi arrivati sono italiani, tutti giovani con tanta voglia di emergere e fare bene in questa competitiva serie C Gold, che aprirà i battenti il 29 settembre alle 19 sul campo dell’HSC Roma, dove nell’opening day la Stemar 90 affronterà il Grottaferrata.
Jonathan Foulds, 24 anni, ala grande di 1,96 metri, un 4-3 veloce e fisico che sa difendere e tirare da tre; Sebastiano Manetti, 24 anni, lungo di 2 metri, giocatore duttile che può giocare sia da 4 che da 5 con una già discreta esperienza cestistica nonostante la giovane età; Lucio Gattesco, 25 anni, centro di 2,03 metri, un pivot capace di farsi sentire in difesa e dare profondità all’attacco; Matteo Di Grisostomo, 22 anni, play guardia, giocatore da 19 di media a partita in C Silver.
Eccoli i quattro volti nuovi che andranno ad unirsi allo zoccolo duro della Cestistica made in Civitavecchia formato da Campogiani, Gianvincenzi, Bezzi, Spada, Bottone e Bencini.
Analizzando le caratteristiche del roster rossonero sembra evidente l’obiettivo di coach Lorenzo Cecchini: avere a disposizione una squadra che sappia correre ma allo stesso tempo, come ha ripetuto più volte il tecnico in questi anni, che sappia soprattutto pensare.

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Bis Tabarini, ma il Pian Due Torri risponde

Seconda uscita per la compagine diretta da Caputo, di fronte il Pian due Torri di Ranaldi. Se si cercavano progressi sul piano del gioco si sono visti, visto il poco tempo dall’avvio della preparazione, da non tenere conto dei carichi muscolari e sedute tattiche a cui sono stati sottoposti i giocatori delle due società. Comunque, nel complesso, un buon primo tempo da parte delle due squadre, tonico e a tratti fisico, per calare vistosamente nella ripresa. Tutti a referto alla fine dei novanta minuti e questo fa ben sperare per il ritmo partita. Assenti all’avvio, per i postumi dei carichi muscolari di questi giorni, Ruggiero, Nunziata e Serpieri. Tra i pali si sistema Di Rauso, di fronte a lui Funari e Gimmelli, con ai lati Treccarichi e Gallo. Il duo di centrocampo è composto da Bevilacqua e Esposito, Tabarini falso nueve e, ad agire sul piano offensivo, Delogu, Ndao e Cazzulani. Risponde Ranaldi con Salsano tra i pali, sulla linea difensiva Tiberi, Paris L, Amoroso e Grossi. A cercare la via del gol Orsini, con Mastropietro, Buscia, Celeroni e Solazzo a supporto. Gara vivace già dalle prime battute, maschio il gioco del Pian Due Torri, che contrasta bene i portuali a centrocampo.
L’unica occasione degli ospiti capita sui pedi di Solazzo, esterno della rete, poi la Cpc2005 prende le misure sul rettangolo vere e con Ndao, Gallo e Tabarini prende anche il possesso della metà campo avversaria, lasciandogli di fatto solo il contropiede. La CPC2005 preme, crea poco se non superiorità numerica, e il Pian Due Torri alla prima occasione passa in vantaggio. Presunto fallo di Funari nel cuore dell’area e l’arbitro concede il penalty: se ne incarica Celeroni che spiazza Di Rauso. La Cpc2005 non ci sta e riagguanta subito il pari, cross di Gallo, la difesa romana cilecca, e Tabarini insacca alle spalle di Salsano. Uno a uno al venticinquesimo.
Il risultato di parità dura ben poco, il Pian Due Torri mostra lo spirito battagliero che, forse, la accompagnerà per l’intera stagione e alla mezz’ora segna ancora. Azione corale con la sfera che arriva a Orsini, lesto, sul filo del fuorigioco, a siglare il due a uno.
Quando si pensa ad andare negli spogliatoi a racimolare idee ed energie Tabarini, dopo una progressione di cinquanta metri, insacca con un fendente da fuori area la sfera che vale il due a due. Ripresa con la compagine portuale rivoluzionata nell’undici.
Gloria per Di Rauso, China e Di Gennaro al posto di Bevilacqua e Esposito, Feuli e Cherchi per Treccarichi e Cazzulani, mentre Memmoli e Metta per Ndao e Delogu, Davanti Spanò per Tabarini. Anche Ranaldi rivoluziona il Pian dei Torri, completamente cambiato l’undici iniziale. La partita scivola via senza sussulti, la CPC2005 è padrona del campo, seppur non crei occasioni degne di nota, e il Pian due Torri agisce di rimessa. Le emozioni sono ben poche, l’unica cosa da annotare è l’esordio tra i pali di Di Marco in prima squadra, subentrato sul terreno di gioco al posto di Gloria a metà tempo. Memmoli tenta la via del gol per due volte, nulla di fatto per gli annali.È però Allegri sul finire a scaldare i guantoni a Di Marco, con la gara che si conclude poco dopo sul due a due. Domenica arriva il Morandi al Tamagnini.

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«Consapevoli del nostro valore, voleremo in alto»

Con Caronte che in questi giorni sembra accompagnare all’Inferno l’intera penisola italica, allo stesso tempo tende la mano ai giocatori portuali nella doppia seduta, con le energie che vengono meno ad ogni passo sotto i trenta gradi del manto erboso del Tamagnini, la Cpc2005 getta le basi fisico-tattiche per questa stagione. 
Prevale lo spirito di sacrificio, nella concentrazione dei nuovi schemi, che mister Caputo e il suo staff stanno provando e riprovando in vista dell’esordio stagionale del 2 settembre. 
Nel mezzo anche alcune amichevoli che testeranno i progressi e metteranno minuti utili nelle gambe dei giocatori. 
Di questo ha parlato capitan Marco Bevilacqua, uno dei pochi rimasti dopo il terremoto provocato nella rosa dal direttore sportivo Sandro Fabietti.
Tante le facce nuove all’avvio di questa stagione, com’è stato l’approccio con loro e com’è lo spirito del gruppo in questo periodo di fatica della preparazione?
«I “nuovi” si sono inseriti bene in questa loro nuova realtà. Se da una parte parliamo sotto l’aspetto tecnico penso che non c’è bisogno di presentazioni, visto che sappiamo tutti il loro valore, mentre se parliamo dell’aspetto umano posso dire che sono ragazzi intelligenti e seri, che di calciano ne sanno. Stiamo creando un bel gruppo e questo per un gioco di squadra è la base ad ogni successo».
Passiamo al tecnico. Ritrova il mister dopo qualche anno di soddisfazioni che vi siete tolti insieme. È cambiato nel modo di allenare o è sempre il Caputo meticoloso che tutti conosciamo?
«Ritrovare il mister è stato veramente un piacere, è rimasto il mister meticoloso che ricordavo e tutti conosciamo, che sa usare carota e bastone nei momenti giusti. L’affiancamento di De Luca e Macaluso darà sicuramente i suoi frutti, perchè tanto possono darci sia sotto l’aspetto umano che sportivo».
Partiamo dal fatto che quest’anno si inizia la stagione senza proclami, ma allo stesso tempo con la voglia di fare bene. Parliamo invece della nuova sede che ha la Cpc2005?
«Sono molto contento per quel che riguarda il campo. Il Fattori portava solo dolori fisici e troppi infortuni. Per quello che riguarda l’anno che verrà sappiamo tutti il nostro valore, ma adesso bisogna pedalare e basta gettando delle basi concrete per la stagione. Solo il campo ci dirà a maggio se in questo periodo abbiamo lavorato bene o no».

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Altobelli osannato nel mondo dimenticato a Cerveteri

di TONI MORETTI

CERVETERI – Gabriele Altobelli è un artista e sa di cultura.  La “mastica” perché la fa e ne parla  non solo come vezzo diffuso sempre più nei giorni nostri, “predicandola”, a spot. propinandola agli affamati di questa cosa misteriosa con programmi e cartelloni trasbordanti di grosse “abbuffate” che pretestuosamente creano richiami artefatti a sughi antichi abbinati a spettacoli di intrattenimento assemblati da improbabili cultori di suonatori di chitarra per passatempo, ma realizzandola seguendo un  filo di collegamento tra azione e pensiero che la rende ricca, che le da significato, un significato appunto culturale. Gabriele Altobelli è un intellettuale. Se esistesse un aggettivo capace di sdoganare questa categoria da tutto quello che gli si imputa in negativo, servilismo, appiattimento su posizioni comode, guitti di corte, e quant’altro, sarebbe adatto per Gabriele Altobelli, per quanto asciutto e puro,  schietto e dissacrante,  è il suo essere intellettuale. Gabriele  è stato consigliere comunale a Cerveteri nella consiliatura del sindaco Ciogli negli anni in cui già quel  Partito Democratico  avvertiva all’interno l’errore di una classe operaia che si era ostinata a voler andare in “Paradiso”, errore che intrise di “democristianetà” quella sinistra oggi appellata come “Sinistrata”, dando ragione a chi quel matrimonio non ha mai voluto, non fosse altro per dare significato a quell’antico detto che dice: “Chi va con lo zoppo impara a zoppicare”. Si era innamorato della società civile Altobelli e con quel movimento del quale successivamente ha tratto maggior beneficio l’attuale sindaco  Pascucci, all’epoca assessore alla cultura, si avvicinò alla politica, attratto da ciò che aveva letto in un libro di un autore americano che diceva che un artista era prima un cittadino e diventò così consigliere comunale, a disposizione dei cittadini.  Altobelli tentò di dare vita ad un vecchio cinema storico ormai chiuso da anni per farne un teatro, ma più che aiuti trovò ostacoli alla sua impresa. Vedeva quell’azione come punto di partenza per la riqualificazione culturale della città, dotandola di un punto fisico che ne fosse il riferimento e l’azione più dissacrante che di lui si ricordi in veste di consigliere comunale fu quella che per protestare contro la mancata apertura di bagni pubblici in piazza Aldo Moro, manifestò, con lo spirito rivoluzionario di una volta, ponendosi sulla fontana monumentale adiacente in quella piazza, con un water, vero per quanto simbolico fosse, sulle spalle.  Poi abbandonò Cerveteri ritagliandosi  il ruolo a lui adattissimo di ambasciatore della cultura e dell’arte italiana nel mondo, facendo anche significative esperienze nel cinema e nello scambio di mostre d’arte con la Cina e negli Stati Uniti. A Cerveteri, Altobelli ha lasciato una sua opera incompiuta. Di fronte alla scuola delle Due Casette aveva iniziato a lavorare ad un monumento dedicato all’agricoltura. L’albero della cuccagna, lo ha chiamato. Un’opera colma di significati mai finita e che mai nessuno dei nostri amministratori che si sono succeduti, ne ha sollecitato la fine. «Anzi – dice lui stesso con divertito sarcasmo – ci hanno messo a fianco i bidoni della spazzatura che prima stavano dall’altra parte».  Ma diversamente è andata a Roma, dove, proprio in quegli anni, l’allora consigliere comunale del secondo Municipio Francesca del Bello,  volle la famosa “Meridiana” di Piazza Bologna che, ancora incompiuta, il sindaco Francesco Rutelli volle inaugurare e commemorare  nel 2000 proprio con questo simbolo, i giudici Falcone e Borsellino. A ventisei anni dalla strage in via D’Amelio il presidente del secondo  Municipio di Roma Francesca Del Bello e l’assessore alla memoria Lucrezia Colmayer,  hanno ricordato i giudici Falcone e Borsellino davanti a quella stessa opera, la meridiana di Piazza Bologna e per l’occasione è stata svelata la scultura restaurata e completata dell’artista. Viene allora da chiederci: Ma se tra gli eventi culturali della nostra città inserissimo una giornata dedicata all’agricoltura, attività di punta del nostro territorio proprio in quella piazza dove c’è l’albero della cuccagna di Gabriele, naturalmente finita e restaurata, con un evento che sia il meno provinciale possibile potrebbe essere una idea per valorizzare l’arte e il settore che tanto hanno in comune,  non sarebbe una buona idea?

 

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Cestistica, ecco Jonathan Foulds

Jonathan Foulds, 25 anni da compiere a ottobre, ala di 1,96 metri, è un nuovo giocatore della Stemar 90 Cestistica Civitavecchia. Foulds proviene dal Reading R, formazione della serie A2 inglese, la stessa categoria dalla quale proveniva Maxwell Morrison. 
Ed è stato proprio lo sfortunato centro rossonero, tuttora convalescente dopo l’intervento chirurgico di ricostruzione della tibia conseguente al colpo di pistola subito da due rapinatori, a consigliare caldamente l’ingaggio del connazionale. Foulds, giocatore molto solido ma anche duttile tecnicamente, può ricoprire indistintamente il ruolo di ala piccola e di ala grande.
«Sono molto entusiasta – dichiara Foulds – della possibilità datami di giocare per la Cestistica Civitavecchia, è stato sempre un mio sogno quello di giocare da professionista in Italia. Sono ansioso di conoscere tutti e per l’inizio della stagione. Sono pronto a dare il massimo e spingere la squadra più in alto possibile».
«Stiamo allestendo una squadra in modo diverso rispetto alle ultime stagioni – commenta il ds Maurizio Campogiani – perché vogliamo, da una parte, acquisire giocatori che conosciamo, e, da un’altra, guardando al mercato stranieri non tanto sul piano delle singole prestazioni del giocatore o sulle sue statistiche, quanto sulla compatibilità tecnica e caratteriale col nostro gruppo. In tal senso, Foulds riteniamo e speriamo possa rispondere al meglio alle esigenze del tecnico e della nostra società, che vuole mantenersi ai vertici della C Gold».
«La scelta del giocatore – spiega il tecnico Lorenzo Cecchini – secondo me risulta molto logica andando ad analizzare quello che sta succedendo nella nostra regione sul fronte campagna acquisti. La necessità di inserire nel ruolo di 4 un giocatore veloce e fisico ci permetterà di essere competitivi difensivamente sui migliori giocatori del nostro campionato. Per il resto il ragazzo non disdegna il tiro dalla lunga distanza e viene descritto come un ragazzo con un eccellente IQ cestistico e questo mi fa senz’altro piacere».

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