Buona la prima per la Cpc2005

Prima amichevole ufficiale per le due compagini, il cielo è plumbeo e minaccia pioggia, con un caldo asfissiante sul terreno di gioco che accompagna Cpc2005 e Montalto al Tamagnini. Pronti e via, prime schermaglie senza nessun segno di nota. 
La Cpc2005 sembra avere più benzina nelle gambe in questo avvio e prima che scocchi il decimo passa in vantaggio. 
Spanò arpiona la sfera sulla tre quarti e innesca Ruggiero, questo alla vera prima occasione dei portuali, e sull’out sinistro, dopo una breve serpentina del funambolo civitavecchiese, Ruggiero scarica il sinistro con la palla che supera Quattrotto e finisce nel sacco. Rossi in vantaggio. 
Neanche il tempo di rimettere la sfera al centro che il Montalto arriva al pari. Angelucci ruba una palla sull’out destro e scaglia un tiro verso Di Rauso, nel mezzo c’è Gimmelli che involontariamente devia e mette la sfera alle spalle del portiere: è uno a uno. 
La partita è tattica e non decolla. Prima Ruggiero su punizione, facile la parata, poi Funari, buona la progressione ma fuori tempo il colpo di testa, e dall’altra l’ex De Carli, palo per lui, mettono in apprensione gli estremi difensori. 
Gambe imballate e si vede lontano un miglio, serve solo trovare la continuità in queste uscite. 
Al 20’ è però Spanò a riportare i portuali avanti, rimpallo che lo favorisce sulla tre quarti e con pallonetto, che non lascia scampo, supera Quattrotto: due a uno. 
Finisce in pratica qui la prima frazione con la pioggia che inizia a cadere smorzando l’afa. 
Ripresa al piccolo trotto, tante le trame e poche le occasioni, con il Montalto che però arriva al pari dopo poco, Nunziata non arpiona bene la sfera e Fanciulli è lesto a insaccare: due a due. Tatticismo e qualche occasione accompagnano la gara fino allo scadere, ma sul fischio finale Gallo mette nel mezzo una palla troppo invitante per Lipparelli che non fallisce l’appuntamento: tre a due.

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Parte la stagione estiva del castello di Santa Severa

SANTA MARINELLA – E’ stato preparato un ricco programma di appuntamenti organizzati dalla Regione Lazio in collaborazione con LazioCrea, Mibact, Comune e Coopculture a Santa Severa. «Il cartellone estivo di eventi – commenta il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti – è motivo di grande soddisfazione. Un risultato, frutto del lavoro di tanti, che ha permesso di ridare nuova vita a questo luogo. Uno straordinario impegno corale che ci ha consentito non solo di aprire le porte del castello e delle sue aree museali, ma di ampliare l’offerta di cultura ed eventi per i tanti visitatori e turisti che ogni anno visitano la capitale e le province del Lazio. Due mesi di appuntamenti, da agosto a settembre, in un posto che è un autentico gioiello sul mare». 
Il programma prenderà il via questa sera con il festival “Sere d’estate”, che apre con la prima nazionale di “Antigone” con Massimo Venturiello. Domani invece è la volta di Gio Evan in “Non Contro Me Tour”, mentre sabato 11 agosto sale sul palco Edoardo Leo con “Ti Racconto Una Storia”. Lunedì 13 agosto appuntamento con un big della musica e dell’intrattenimento, Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana. Si prosegue martedì 14 con “Il Lago dei Cigni” messo in scena dalla Compagnia Nazionale Raffaele Paganini. Spazio alla comicità, venerdì 17 agosto con Max Giusti e il suo spettacolo “Va Tutto Bene”. Sabato 18 in programma “Il Flauto Magico” di Astra Roma Ballet. Un graditissimo ritorno quello di Maurizio Battista in “Scegli una carta”, giovedì 23 agosto, mentre venerdì 24 è la volta di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti in “Musica Nuda”. Una proposta classica e in tema, domenica 26 agosto con “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare con gli attori di Controtempo Theatre. Mercoledì 29 agosto protagonista la musica di Giandomenico Anellino e venerdì 31 concerto di una band che rappresenta la storia della musica italiana “I Nomadi”. E non finisce qui, perché sabato 1 settembre arrivano Lillo e Greg e, sabato 8 gran finale con uno show spettacolare che coinvolge 130 musicisti, i Pink Floyd Legend. 
«Avrò l’onore di partecipare all’apertura della stagione estiva del Castello di Santa Severa – afferma il vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio -U n cartellone di eventi eccezionale in una location unica su cui la Regione Lazio ha investito e lavorato dal primo giorno. Un patrimonio immenso che oggi vive una nuova vita e che è a disposizione dei cittadini non solo del Lazio ma di tutto il mondo. Abbiamo iniziato nel 2014 con delle aperture temporanee per la stagione estiva, per poi giungere dall’aprile del 2017 all’apertura durante tutto l’anno.  Accanto alle iniziative culturali, c’è un altro fiore all’occhiello della Regione Lazio: l’ostello della gioventù, aperto nell’aprile scorso, senza dubbio il più bello d’Europa, con un affaccio sul mare unico. Un investimento verso i giovani, un luogo suggestivo, affacciato sul mediterraneo, che parla di territorio, incontro tra culture, esperienze e bellezza. Quelli del turismo, dell’offerta culturale e della valorizzazione del patrimonio pubblico sono asset su cui questa amministrazione ha investito risorse e competenze importanti, perché li ritiene centrali per un nuovo modello di sviluppo che abbia al centro i territori e le loro risorse».

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La fuga d'amore finisce a Civitavecchia

CIVITAVECCHIA . È durata pochissimo la fuga d’amore di due giovanissimi di Pescara, rintracciati nella giornata di ieri a Civitavecchia.  La classica ‘‘fuitina’’, l’avventura di due ragazzi minorenni intenzionati a vivere un’esperienza lontana dalla loro città. Sono partiti da Pescara senza avvertire nessuno, tanto che nelle scorse ore i genitori di lui e di lei si sono recati alla Polizia per formalizzare una denuncia.

E le indagini sono subito partite: i reparti delle forze dell’ordine su scala nazionale hanno ricevuto la nota di ricerca diramata dal comando di Pescara e hanno alzato le antenne. Così come ha fatto la Polizia ferroviaria di Civitavecchia, che proprio ieri nel corso di un controllo ha notato una coppietta mai vista prima in stazione.

È bastato procedere al controllo dei documenti per capire chi fossero quei due ragazzi minorenni: i protagonisti di una fuga d’amore partita dall’Abruzzo e interrotta nel Lazio, a Civitavecchia nello specifico. Nessuno al momento è in grado di dire perché proprio a Civitavecchia. Rimane il fatto che i genitori dei due minori, avvertiti dalla Polfer, sono dovuti venire in città per recuperare i rispettivi figli. 

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Bilico finisce nella cunetta: Litoranea bloccata per oltre 4 ore

TARQUINIA – Litoranea bloccata per oltre quattro ore giovedì dal pomeriggio fino a sera a causa di un bilico che trasportava prodotti ortofrutticoli. Il mezzo pesante è infatti rimasto incastrato nella cunetta, occupando la carreggiata, durante le manovre per uscire da un terreno. Sul posto sono dovuti intervenire i Vigili del fuoco che hanno provveduto a scaricare parte dell’autoarticolato dei cassoni presenti nel carico, per poter liberare la strada e  riattivare la viabilità. Ancora una volta un esempio concreto dell’inadeguatezza dell’arteria, sulle cui condizioni di poca sicurezza, peraltro, nei giorni scorsi è intervenuto anche il Codacons.  Che la larghezza della Litoranea fosse inadeguata (con appena cinque metri), al passaggio di mezzi pesanti lo si era capito subito, all’indomani della presentazione del progetto sulle complanari legate alla realizzazione dell’autostrada Tirrenica. Proprio con la realizzazione dell’autostrada Tirrenica, la Litoranea ha intensificato il traffico veicolare con molti automobilisti che decidono di non pagare il pedaggio autostradale, girando allo svincolo per  Riva dei Tarquini. Per non parlare del fatto che in estate, l’arteria serve ben quattro campeggi. E gli automobilisti protestano: «Questa strada è diventata un inferno». 

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Ridolfi si oppone alla richiesta di archiviazione per Bucchi

di TONI MORETTI

CERVETERI – Ricordate quando più o meno un anno fa, scoppiò la polemica per la concessione data dal comune per l’impianto di una antenna di telefonia in un terreno nelle campagne di Borgo San Martino, di proprietà di Luciano Ridolfi, consigliere comunale, ad oggi assessore alle attività produttive della giunta Pascucci?  
Furono mesi e mesi di polemiche animate dal comitato di zona di Borgo San Martino del quale Luigino Bucchi è presidente. 
L’impianto venne tacciato come nocivo per via delle onde che avrebbe emanato e fu tacciato da una caterva di irregolarità alle quali sembrava che l’amministrazione non volesse dare risposte tante che il Bucchi e alcuni membri del suo comitato, fecero in alcune sessioni di alcuni consigli comunali, delle apparizioni con la bocca incerottata in segno di protesta, come a denunciare la privazione del diritto di critica. Ma non finisce qui. 
La protesta continua con svariate recensioni più o meno quotidiane da parte di Bucchi evidentemente ritenute fuori  dal consentito da Ridolfi che comincia, afferma egli stesso, a ricevere fastidi e minacce personali e nei confronti della sua famiglia da parte di sconosciuti. Addirittura una minaccia di morte e che decide quindi di querelare Bucchi, mettendo a cardine della querela  un volantino raffigurante tra l’altro una mano che prendeva dei soldi, lasciando intendere che intorno all’operazione, così come la ha presentata il Ridolfi, fossero circolate delle mazzette.  
Pochi giorni fa  c’è stata un udienza preliminare con una richiesta di archiviazione in favore di Bucchi, ma il legale di Ridolfi si è opposto.  
Ridolfi dichiara di voler portare  la questione a tutti i gradi di giudizio dove può arrivare, di avere fiducia nella giustizia che è sicuro gli darà soddisfazione per il danno di immagine ricevuto da lui e per la sua famiglia. 
Occorreranno pochi giorni per arrivare ad un esito di questa vicenda Non si è mai capito veramente quali fossero i motivi veri di questa contestazione. Ma ancora oggi si rincorrono i fruscii e le dicerie che ne sono derivati che non fanno di certo onore ad una intera classe politica.

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Cremona, l’ex marito e il prete africano. La lite per gelosia finisce in ospedale

Il coniuge segnalato per stalking, il parroco, un religioso in servizio da anni in una parrocchia del Piacentino, è stato sospeso

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La Caritas e il mondo degli invisibili

LADISPOLI – Morti di stenti, per malattine perfettamente curabili, di solitudine. Morti in giovane età senza aver conosciuto i veri piaceri della vita. Una vita fatta di amore, amicizia, solidarietà reciproca. E' il mondo in cui vivono gli “invisibili”, quegli uomini e quelle donne ai margini della società che spesso per costrizione si ritrovano a non avere un tetto sulla testa. Non solo stranieri ma anche italiani. Persone rimaste sole al mondo, che nella vita hanno avuto sfortuna e che non sono riusciti a risollevarsi. «Pensate di essere partiti dal vostro Paese dove eravate riusciti a mettere da parte un gruzzolo per poter vivere. Pensate di aver voluto intraprendere questo viaggio per poter stare meglio recandoti in un Paese economicamente e socialmente più evoluto del vostro. Quando arrivi però incappi in svariate difficoltà: dall'alloggio, ai problemi relazionali fino ad arrivare a quelli occupazionali. Vai avanti per un paio d'anni e poi succede qualcosa, un evento. Non puoi tornare nel tuo Paese per vergogna (hai fallito) o perché per intraprendere questo viaggio ti sei indebitato e devi dei soldi che non hai a qualcuno. Sei da solo. Ti butti giù. Sei una persona fragile e allora inizi a bere. Non hai le risorse (famiglia, soldi, …) per risollevarti …». A raccontare la storia è Monica Puolo, responsabile del Centro "Santi Mario, Marta e figli" di Ladispoli. Un gioco di immaginazione utilizzato per cercare di dare a tutti la possibilità di mettersi nei panni di chi oggi, purtroppo una casa non ce l'ha e allora tenta di trovare un rifugio, almeno notturno, nei luoghi dimenticati della città. Non una storia per giustificare un'occupazione illecita dei luoghi, ma per cercare di comprendere cosa c'è dietro. Tante storie, tante situazioni, tutte diverse l'una dell'altra che però alla fine tendono a convergere tutte in un'unica direzione: l'essere senza fissa dimora. La Caritas fa quel che può con i suoi volontari impegnati 365 giorni all'anno nella cura di chi ha bisogno. A chi si rivolge al centro i volontari garantiscono un pasto completo al giorno e la possibilità di usare la doccia due volte a settimana. Ma il lavoro non finisce qui: queste persone vengono accolte, ascoltate, indirizzate ad altre strutture in caso di problemi specifici. Il tutto sotto la stretta osservanza di regole ferreee che garantiscono vita serena a tutti. Ma la “catena di montaggio” non è completa: una volta sfamati e lavati i senzatetto purtroppo, la notte, sono costretti a tornare in strada, alla ricerca di un rifugio di fortuna dove trascorrere la notte. A mancare, a Ladispoli (come in altre città presenti sul territorio) è un dormitorio (che potrebbe essere gestito dall'amministrazione, o da privati o affidato al terzo settore). Anche in questo caso si incentiverebbe un comportamento virtuoso perché proprio come nella frequentazione dei luoghi del Centro, anche questi luoghi sarebbero soggetti a delle regole ferree per potervi riposare. Non solo: in questo modo si avrebbe la possibilità di monitorare ancora più a fondo il fenomeno “clochard” andando a censire, seppur non in maniera totale (c'è chi non avrà mai il “coraggio” di chiedere aiuto, magari per vergogna) i senzatetto che insistono su un determinato comune.

Una situazione, figlia di una condizione socio economica che da anni sta causando notevoli problemi di sopravvivenza a tanti stranieri, italiani, giovani, anziani senza alcuna distinzione. A dimostrarlo sono gli “ospiti” accolti dal Centro “Santi Mario, Marta e figli”. A rivolgersi ai volontari, anche solo per un pasto, sono anche anziani, con pensioni minime che purtroppo non riescono ad arrivare a fine mese. E allora, per poter mettere insieme la colazione e la cena, far fronte agli impegni economici mensili (le tasse ad esempio, o le visite mediche) e allo stesso tempo riuscire a mantenere il proprio domicilio, decidono di rivolgersi alla Caritas che con amore, solidarietà, fratellanza e rispetto tende silenziosamente la sua mano a chi ne fa richiesta ogni giorno, per 365 giorni l'anno.

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Vino e arrosticino: festa in collina

ALLUMIERE – Torna ad Allumiere la ‘’Festa del vino e dell’arrosticino’’, la grande e allegra tregiorni del gusto promossa dalla Contrada Burò giunta quest’anno alla quindicesima edizione. Nell’area del piazzale dei Partigiani, da oggi a domenica 1 luglio, sarà possibile trascorrere delle piacevoli ore all’insegna del buon cibo, vini di qualità e spettacoli per tutti i gusti. 
Il presidente Stefano Stefanini e tutto lo staff della Contrada bianconera hanno deciso di muoversi tra tradizione e innovazione: dopo l’anteprima dell’anno scorso, sarà infatti possibile gustare vari piatti a base di canapa dei Monti della Tolfa, oltre a quelli della storia gastronomica allumierasca come mentucciata, carne alla brace e pizza brodosa. Tra le numerose possibilità di scelta, gli immancabili arrosticini e una ricca selezione di vini.
Numerosi e completamente gratuiti gli spettacoli, a cominciare da stasera con la serata a base di salsa, bachata e latino americana con Toni D. Romagnuolo e Omar Cutini Calisti; domani sera balli di gruppo con Paolo Visciola. Grande serata poi domenica con le esibizioni di arte di strada organizzate dall’associazione ‘’Catapulta Teatro Circo’’. 
Ma non finisce qui: per gli amanti della natura, l’associazione ‘’Country food’’ propone, in collaborazione con la Contrada Burò, il trekking con gli asini nello splendido scenario del Monumento Naturale del Faggeto. Grande spazio sarà dato anche al divertimento dei bambini: la festa si aprirà infatti con il primo torneo di Minivolley, in collaborazione con l’associazione Pallavolo Allumiere, e si concluderà con l’intero pomeriggio di domenica dedicato a laboratori di arti circensi per bambini. Per informazioni più dettagliate, è possibile seguire la pagina Facebook Festa del vino e dell’arrosticino – Allumiere.Per info e prenotazioni: 328.9441302 – 349.3911386 – 371.1082335.
 

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Un tuffo nella Roma criminale

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – Un tuffo nelle atmosfere della Roma criminale di fine anni ‘80 grazie ai due autori del romanzo ‘‘Il Canaro della Magliana’’. Successo per l’iniziativa di Massimiliano Grasso e Gino Saladini a piazza Fratti. Un’intervista con Massimo Lugli e Antonio Del Greco per parlare della loro ultima opera. Un libro in grado di catapultare il lettore nella borgata, negli anni ‘88, quando un cadavere smembrato e carbonizzato viene rinvenuto in una discarica della Magliana. (Agg. 23/06 ore 18,02 SEGUE)

IL LIBRO – La storia parte così, nuda, cruda come la capitale di quegli anni. È il racconto romanzato di un atroce delitto, ma anche una storia d’amore tra Angela Blasi, poliziotta che si occuperà del caso, e un Barabba. Un amore impossibile tra due mondi distanti anni luce che si intreccia con le indagini del brutale omicidio. Lugli racconta con sapienza di quei giorni vissuti in prima persona come cronista di ‘‘nera’’ de La Repubblica, insieme ad un altro grande protagonista: il poliziotto Del Greco che interrogò Pietro De Negri ‘‘er Canaro’’ che uccise e torturò il pugile Giancarlo Ricci. Due personalità carismatiche che sono state in grado di affascinare la platea di ascoltato in piazza Fratti, trasportandoli tra sirene e sale d’interrogatorio. Tra le domande di Saladini e Grasso i due autori si sono aperti. «La storia del Canaro – ha detto Lugli – in realtà dura 3 giorni, da lì l’idea di  parlare di questo amore impossibile tra una poliziotta e un malavitoso». L’autopsia rivelò un particolare importante: le torture su Ricci erano state inferte post mortem. Ma che tipo era il Canaro? Il mite che si ribella, l’ira del sottomesso che raggiunge il punto di rottura. «La storia è abbastanza semplice – ha spiegato Del Greco – inizia quasi con un’autodenuncia». (Agg. 23/06 ore 18,22 SEGUE)

LA TESTIMONIANZA – Del Negri finisce sotto la lente d’ingrandimento della Polizia e dopo un interrogatorio durato 48 ore in cui si mostra un pavido. Del Greco intuisce qualcosa, guidato dall’istinto e riesce a farlo cedere con un semplice stratagemma: puntare sul fatto che uno come lui non avrebbe mai potuto fare niente di simile. «A quel punto sbarra gli occhi – racconta Del Greco – cambia tono e con una voce che viene da dentro sbotta: ‘‘Adesso vi racconto come l’ho torturato’’». Torture brutali tra una sniffata di cocaina e una sevizia, durate ore. Poco importa per la psicologia di Del Negri che siano state inflitte post mortem, fanno notare Saladini e Del Greco, perché il Canaro «con Ricci parlava – ha detto l’ex poliziotto – era convinto che fosse vivo». Alla fine del libro ci sono i verbali ufficiali degli interrogatori. Ma la vera protagonista del romanzo è Angela Blasi. «Lei – ha continuato Lugli – è un po’ tutte le poliziotte del mondo: è lei la vera protagonista del romanzo». Molte le domande dal pubblico che è stato catturato dai racconti dello ‘‘Sbirro’’ e del ‘‘Cronista’’. Insomma, la serata di Grasso e Saladini è stata un successo, il primo di una seri di eventi in programma per portare la grande cultura a Civitavecchia. (Agg. 23/06 ore 18,50)

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