L’ecoalbergo delle Saline nel degrado e a porte spalancate

TARQUINIA – L'ecoalbergo delle Saline é aperto… e ciò non significa che finalmente si sia deciso di utilizzarlo per qualche scopo, bensì che la sua porta d'ingresso sia letteralmente spalancata, lasciando l'imponente struttura alla mercé di chiunque.

“Ancora una volta le Saline di Tarquinia si mostrano indifese e fragili difronte al nulla, di fronte all'incommensurabile carenza di azioni per la loro difesa e la loro valorizzazione – denuncia l’associazione “Tarquinia nel cuore” –  L’eco-albergo era stato finito di essere ristrutturato (assieme ad altri edifici) nel 2008, e solo per esso si era speso attorno ad 1.200.000 euro. Giá nel 2013 il nostro capogruppo Alessio Gambetti denunciava sia l'abbandono in cui versava che le ripetute  effrazioni che aveva subito, con porte forzate e devastazioni. Allora, gli appelli giacquero inascoltati; sono passati altri 5 anni e le cose non hanno fatto che peggiorare.  Non ci accontenteremo delle solite promesse elettorali; stavolta pretendiamo cambiamenti, e continueremo a combattere finché non vedremo valorizzato a dovere l'immenso patrimonio delle nostre Saline”. 

 

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''Pronto alle barricate in Consiglio metropolitano''

CERVETERI –  «È notizia di questi ultimi giorni che il Ministero dell’Ambiente ha indicato in modo chiaro ed inequivocabile che è compito del Consiglio Metropolitano approvare l’atto con cui si vanno ad individuare le zone idonee per realizzare nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti all’interno dell’area della Città Metropolitana di Roma Capitale. La cosa ci fa ancora una volta tremare, quando leggiamo che fra le aree possibili si parla ancora di Cerveteri: in qualità di Consigliere Metropolitano quando si dovrà discutere questo atto sono pronto ad alzare le barricate per contrastare la possibilità che le nostre zone agricole, i nostri siti archeologici e storici  meravigliosi siano scambianti per luoghi idonei alla localizzazione di discariche, inceneritori, impianti per il TMB».
Lo dichiara in una nota Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri e consigliere della Città Metropolitana di Roma.
«Già nel mese di giugno – continua Elena Gubetti, Assessora all’ambiente del Comune di Cerveteri – abbiamo scoperto che la mappa redatta dalla Città Metropolitana per individuare le aree idonee non aveva tenuto conto delle osservazioni inviate dal nostro Comune e da quello di Fiumicino. Una mappa incompleta che non rappresenta la realtà  e non evidenzia  neanche le aree protette da vincoli ministeriali.  Indignati per la grave mancanza con cui si era confezionato il piano rifiuti, abbiamo chiesto un incontro con i responsabili della redazione del piano di Città Metropolitana, la Sovrintendenza e l’Assessore Manunta, alla presenza anche del Comune di Fiumicino, nel quale fu preso un impegno preciso: inviare alla Regione le nostre osservazioni e far includere le aree protette dai vincoli in modo da mettere la parola fine a progetti scellerati».
«Oggi a distanza di 3 mesi nulla è stato fatto di quanto è stato promesso in quell’incontro  – conclude Pascucci – per questo continueremo ad agire in tutte le sedi, sia nei confronti della Città Metropolitana che della Regione Lazio, e non ci fermeremo finché non verranno recepite tutte le nostre istanze e quelle dei cittadini e dei comitati e fino a che non avremo ottenuto il riconoscimento definitivo e ufficiale da parte delle istituzioni preposte che nessuna discarica verrà insediata su aree dei nostri Comuni. Inoltre aspetteremo con ansia la discussione in Consiglio metropolitano per manifestare il nostro dissenso a chi pensa di scavalcarci con azioni che mettono a repentaglio la salute e il futuro dei cittadini e per lottare, con ogni mezzo a nostra disposizione, per la difesa dei nostri territori».

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Ritrovata morta sulla spiaggia Renzi la testuggine lacustre americana

CERVETERI – «Non ho parole per voi, ma vi assicuro che non vi dò tregua finché non vi prendiamo e non pubblico i filmati perché non posso farlo ma spero che i Carabinieri vi becchino e poi vi denuncio alla protezione animali perché vi devo fare MALE!». Questo l’amaro commento del Nucleo Subacqueo Cerveteri Onlus sulla loro pagina Facebook dopo che è stata ritrovata morta ieri mattina sulla riva davanti allo stabilimento balneare Renzi l’esemplare di testuggine lacustre americana, trafugata qualche giorno fa nel furto ai loro danni. 
Il coordinatore del gruppo Fabrizio Pierantozzi  che aveva lanciato un appello rimasto inascoltato:  «Sabato e domenica abbiamo lavorato con difficoltà senza radio che ci avete rubato ma ve l’avrei perdonata, la tartaruga no! Abbiamo i filmati dello stabilimento Ezio alla Torretta e andremo fino in fondo per voi non ho pietà siete persone spregevoli». 
Anche il sindaco Pascucci interviene: «Della serie, quando la cattiveria umana a volte non ha limiti … ricorderete che alcuni giorni fa attraverso la mia pagina Facebook avevo espresso solidarietà ai volontari di Nucleo Subacqueo Cerveteri Onlus per un vile furto subito. Tra le cose rubate nella loro sede, anche una testuggine lacustre americana, che i volontari tenevano in cura per poi consegnarla ad habitat più consoni. Inutile l’appello del coordinatore Fabrizio Pierantozzi. La testuggine è stata ritrovata morta quest’oggi (ieri per chi legge), sulla riva, davanti la spiaggia Renzi. Chissà se gli autori di questo gesto si sentono soddisfatti adesso». 
In tanti esprimono solidarietà ai volontari del Nucleo Subacqueo e sperano che i Carabinieri riescano a prendere coloro che si sono macchiati di questo gesto ignobile, vile e vergognoso.

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Pascucci a Salvini: «Sgombera Casapound»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Come sindaco di Cerveteri, come consigliere dell’Area Metropolitana e come coordinatore nazionale del Movimento Italia In Comune, Alessio Pascucci interviene con una missiva inviata al Ministro degli Interni Matteo Salvini, al Prefetto Basilone e alla sindaca Raggi. «Nella Capitale esiste  – scrive Pascucci – un elenco di immobili occupati stilato, con deliberazione n.50 del 26 aprile 2016 dal Prefetto Tronca. In tale deliberazione vengono individuati 16 immobili da sgomberare con assoluta priorità, fra i quali vi è anche il palazzo di Via Napoleone III n. 8,occupato dal 2003 dal movimento politico ‘Casapound’ che ha trasformato tale immobile pubblico nella sede ufficiale del partito. Come sindaco, io voglio essere tranquillo che il ministro dell’Interno intende far rispettare la legge ovunque questa venga infranta, senza andare a colpire qua e là. Per questo motivo ho inviato la lettera e mi aspetto una risposta forte e decisa come quelle date finora sui migranti o sui campi rom. Sono certo che Salvini farà rispettare la legge anche ai neofascisti di Casapound».  
«L’illegalità – continua Pascucci – non ha colore di pelle o nazionalità, esattamente come i bisogni delle persone. Se uno stabile è occupato illegalmente occorre verificare le condizioni di quelle persone, censirle e, laddove ne abbiano diritto, offrire loro delle soluzioni alloggiative alternative. Ci risulta però che in quell’immobile vivano anche amici e parenti dei leader di partito. E’ una cosa inaccettabile – prosegue  Pascucci -. E’ incredibile che in Italia un partito politico possa avere una sede abusiva in un palazzo illegalmente occupato dal 2003, fare attività politica, conferenze stampa e convegni e inneggiare al fascismo, cosa che dovrebbe essere considerato un reato, almeno finchè il ministro Fontana non farà cancellare la legge Mancino. Quella sede,  dista fra l’altro  pochi passi dal Viminale. Uno schiaffo in faccia alla tanto decantata legalità che per il momento a destra può non essere rispettata. Sarebbe un bel segnale di legalità se il ministro Salvini venisse a via Napoleone III, magari indossando le felpe con gli slogan di Casapound, e spiegasse a queste persone che quel palazzo è del demanio e non può essere occupato e trasformato in sede politica. Lo farà o proseguirà ad inseguire gli immigrati che arrivano sui barconi?». 
Dura, decisa e maschia la presa di posizione di Pascucci, che fa le prove generali di come affrontare il suo ruolo di coordinatore di Italia in comune, che fino ad oggi non si è distinto con posizioni eclatanti nei confronti di questa dubbia quanto infelice coalizione di governo. Sembra che il movimento, definito ormai da tutti il “partito dei sindaci”, abbia difficoltà ad uscire da quel ghetto dove si è autoconfinato, fatto di esaltazione  delle buone pratiche amministrative fatte dagli amministratori locali. Se è vero, come sarà vero, che il futuro terreno di contesa sarà la riaffermazione di basilari postulati politici offuscati dai gas velenosi fuoriusciti dalle pance della gente e  provocati da chi riesce a parlare solo con quelle creando un contagio epidemico, Italia in Comune dovrà attrezzarsi a fare da argine per non rimanere intossicato e stordito dalle esalazioni.

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Incendio Bertini: proseguono le indagini della Polizia

CIVITAVECCHIA – Area sotto sequestro. Sigilli all’Autodemolizioni Bertini, in zona industriale, dove martedì mattina si è sviluppato un grosso incendio che ha visto bruciare carcasse di auto, camper, olio, plastica ed un cassone di paraurti. Una densa nube nera si è alzata in cielo, con i Vigili del fuoco al lavoro per tutto il giorno, con le attività che sono proseguite anche la notte scorsa per mettere in sicurezza e bonificare la zona. L’area è stata sottoposta a sequestro da parte della Polizia, su disposizione del sostituto procuratore Federica Materazzo che sta coordinando le indagini affidate agli uomini del dottor Nicola Regna, per consentire i rilievi necessari e l’acquisizione di tutti gli elementi utili a capire cosa sia veramente accaduto martedì, attorno alle 7, quando è scattato l’allarme.

Non si esclude alcuna pista, anche se l’ipotesi dell’incendio doloso è quella al momento più accreditata. Ma chiaramente gli inquirenti sono cauti, non si sbilanciano prima di avere soprattutto in mano la relazione del Nucleo Investigativo Antincendi dei Vigili del Fuoco. Era stato lo stesso sindaco Cozzolino, intervistato sul posto, a parlare di un innesco lanciato all’interno dell’area direttamente dalla strada. Una valutazione personale, l’ha definita il dirigente del commissariato, abituato a parlare con i fatti. Ma certo che l’orario – l’incendio dovrebbe essere iniziato attorno alle 5 del mattino – il materiale che ha preso fuoco e le modalità difficilmente sembrano compatibili con un’autocombustione o comunque con qualcosa di accidentale. 

I proprietari del centro demolizioni sono già stati ascoltati dalla polizia, insieme al legale Lorenzo Mereu che li affianca in questa vicenda. «Il sequestro – ha spiegato l’avvocato – non ci ha permesso ancora di entrare e di procedere ad una prima conta dei danni. Le indagini tecniche che si stanno svolgendo sono fondamentali per sapere cosa realmente accaduto; i lavoratori sperano comunque che si chiudano presto per poter ritornare alla loro attività». Per fortuna sia i lavoratori del centro, che i Vigili del fuoco – con il supporto poi di Protezione Civile, Esercito, Guerrucci e Conad che hanno messo a disposizione le autobotti – sono intervenuti nell’immediatezza, evitando che l’incendio si propagasse anche in altre zone e coinvolgesse mezzi e strutture. E soprattutto non si sono registrati feriti.

«Speriamo di riprendere il prima possibile il nostro lavoro – ha spiegato Corrado Bertini, che a nome anche dei 35 lavoratori della società ha voluto ringraziare tutti coloro che sono intervenuti sul posto – è un momento difficile, confidiamo nelle indagini affinché possano chiarire al più presto l’accaduto». Nel frattempo proseguono i controlli di Arpa Lazio che, nell’immediatezza, ha posizionato nelle vicinanze un sistema di rilevamento degli inquinanti in atmosfera e, a seguito delle comunicazioni della Asl, ha delimitato le zone di ricaduta dell’incendio, eseguendo campionamenti del terreno e delle acque. «Precauzionalmente nelle zone di Santa Lucia, Braccianese Claudia, Fosso di Fiumaretta, Borgata Aurelia e La Scaglia – ha spiegato Cozzolino – chiedo ai cittadini di evitare di consumare ortaggi, frutta, verdura ivi coltivati, animali da allevamento e prodotti alimentari di origine animale provenienti dall’area in questione finché non saranno a disposizione i risultati delle analisi di Arpa Lazio per poter dare indicazioni più precise».

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Incendio Bertini: sequestrata l'area

CIVITAVECCHIA – Area sotto sequestro. Sigilli all'Autodemolizioni Bertini, in zona industriale, dove ieri mattina si è sviluppato un grosso incendio che ha visto bruciare carcasse di auto, camper, olio e plastica. Una densa fume nera si è alzata in cielo, con i Vigili del fuoco al lavoro per tutto il giorno e fino a sera per mettere in sicurezza e bonificare la zona. La zona è stata sottoposta a sequestro da parte della Polizia, su disposizione del sostituto procuratore Federica Materazzo che sta coordinando le indagini affidate agli uomini del dottor Nicola Regna, per consentire i rilievi necessari e l'acquisizione di tutti gli elementi utili a capire cosa sia veramente accaduto ieri mattina, attorno alle 7, quando è scattato l'allarme.   

Non si esclude alcuna pista, anche se l'ipotesi dell'incendio doloso è quella al momento più accreditata. Ma chiaramente gli inquirenti sono cauti, non si sbilanciano prima di avere soprattutto in mano la relazione del Nucleo Investigativo Antincendi dei Vigili del Fuoco. Era stato lo stesso sindaco Cozzolino, intervistato ieri mattina sul posto, a parlare di un innesco lanciato all’interno dell’area direttamente dalla strada. Una valutazione personale, l'ha definita il dirigente del commissariato, abituato a parlare con i fatti. 

"Arpa Lazio ha già posizionato nelle vicinanze un sistema di rilevamento degli inquinanti in atmosfera e a seguito delle comunicazioni della ASL abbiamo chiesto ad Arpa stessa di delimitare le zone di ricaduta dell'incendio e di eseguire campionamenti del terreno e delle acque per poter eventualmente emettere provvedimenti conseguenti". Questo quanto dichiarato ieri sera dal sindaco Antonio Cozzolino. "Nel frattempo consiglio a chiunque abiti o lavori nelle vicinanze dell'incendio di chiudere le finestre almeno fino a domani mattina e di evitare di inalare il fumo. Precauzionalmente – ha aggiunto – nelle zone di Santa Lucia, Braccianese Claudia, Fosso di Fiumaretta, Borgata Aurelia e La Scaglia, chiedo ai cittadini di evitare di consumare ortaggi, frutta, verdura ivi coltivati, animali da allevamento e prodotti alimentari di origine animale provenienti dall'area in questione finchè non saranno a disposizione i risultati delle analisi di Arpa Lazio per poter dare indicazioni più precise. Ringrazio di nuovo chiunque si sia adoperato per portare la situazione sotto al pieno controllo e limitare al massimo i disagi". 

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Una partita in ricordo di Dino Cozzolino

‘‘Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta’’. Questo il pensiero custodito nell’animo degli amici di Dino Cozzolino, scomparso prematuramente nel febbraio dello scorso anno e ricordato, attraverso una simbolica partita di calcio, disputata nell’impianto sportivo di San Gordiano. «Un gesto dettato dal cuore. Dino – commentano commossi i promotori Michele Presutti e Andrea Capretti – era un nostro collega, un uomo straordinario al quale volevamo tutti bene. Con immenso piacere siamo scesi in campo per lui ringraziando comunque i suoi familiari per aver aderito a questa iniziativa».

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Non rispettato il capitolato dei bus

CIVITAVECCHIA – Il flop che ha inficiato anche la prima vera ‘‘inaugurazione’’ con tanto di fascia tricolore del sindaco Cozzolino in ultima analisi è stato dovuto a ragioni ‘‘ideologiche’’ del tandem grillino-ambientalista Manuedda-Pantanelli, che hanno posto il veto su ogni diverso tipo di alimentazione diverso dal metano. E’ quanto emerge da una più attenta ricostruzione dell’iter che ha portato a commissionare ad Enel l’acquisto di autobus a metano, anziché normali ‘‘Euro6’’ a gasolio, magari con mezzi elttrici di dimensioni minori per i soli percorsi del centro storico.
Nonostante il capitolato tecnico di Argo (oggi Csp) fosse chiaro e prevedesse mezzi da 8 metri di lunghezzi, accanto a 3-4 autobus da 10 metri ed alle navette porto-stazione da 12  metri, la scelta del metano ha costretto ad acquistare obbligatoriamente 10 mezzi da 10,40  metri che sono inutilizzabili, con i percorsi attuali, su circa la metà delle linee.

Enel, che ha dovuto sostenere il costo nell’ambito delle prescrizioni VIA per la riconversione a carbone di Tvn, ha commissionato ad Iveco i 12 mezzi per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro, dato che i mezzi a metano costano tra il 20% ed  il 30% in più dei normali bus a gasolio di cui con la stessa cifra se ne sarebbero potuti acquistare un paio in più. E, particolare di non poco conto, la misura minima dei mezzi a metano è di 10 metri e 40. 
Scartato l’elettrico per i costi di gestione delle batterie, perché – ci si chiederà – non ricorrere allora ad un mix di mezzi o alla normale alimentazione a gasolio, che avrebbe consentito di variare a piacimento le dimensioni degli autobus? 

Perché il verde Manuedda ha affermato che il gasolio, nonostante i nuovi dispositivi della classe ‘‘Euro6’’ per l’abbattimento delle emissioni, produce comunque particolato e polveri sottili. Poco importa che si sarebbe trattato di una decina di mezzi sulle migliaia che ogni giorno transitano in città.
Il risultato è che dalla linea A da domani sarà tolto il capolinea al Marangone (dopo l’episodio dell’altro giorno in cui un bus nuovo, che peraltro non era neppure stato messo su quella linea, è rimasto bloccato davanti al casale e l’autista ha dovuto chiedere aiuto a dei colleghi dell’autoparco per bloccare il traffico sul’Aurelia ed uscire in retromarcia). La linea B non sarà percorribile dai nuovi mezzi, almeno finché non saranno istituiti il senso unico su via Izzi ed alcuni divieti di sosta. Mentre per la D sarà obbligatorio mantenere i vecchi mezzi più corti, non essendo possibile manovrare con due metri e mezzo in più di lunghezza.

Quindi i problemi esistono per almeno 3 delle 7 linee di tpl, senza contare gli altri disagi gestionali legati al rifornimento dei mezzi a metano: mentre per il gasolio Csp è autonoma, avendo una cisterna all’autoparco, per il metano esiste un solo distributore in città. L’alternativa più vicina sarebbe a Tarquinia. E rifornire un mezzo a gas richiede circa 40 minuti, contro i 10 minuti per un pieno di gasolio.
Quindi la notizia dell’arrivo dei nuovi mezzi per il trasporto pubblico locale è senza dubbio una buona notizia, vista anche la ormai indecente situazione della flotta di Csp. Non altrettanto bene si può dire di come l’amministrazione Cozzolino, con i suoi vari D’Antò, Manuedda e Pantanelli, abbia dimostrato di fare e ponderare le proprie scelte.                          

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Il Bar Europa festeggia i suoi 50 anni con un evento per il sociale

CIVITAVECCHIA – Lo storico Bar Europa di Mauro Ricciardi festeggia i suoi 50 anni di attività con un evento per il sociale. Oggi, per tutta la giornata, tutto il reparto di caffetteria e croissanteria sarà venduto a cinquanta centesimi e tutto l’incasso sarà devoluto all’Associazione di volontariato Francesco Ricciardi onlus. Una realtà nata dalla volontà di Angela Ricciardi che ha spiegato: «Si tratta di un’idea di Mauro che ha voluto dare alle persone una possibilità di fare un’offerta per la nostra realtà, perché noi ci autososteniamo».

L’associazione è nata nel 2014 e promuove ogni attività che possa contribuire al miglioramento del livello qualitativo di vita delle persone con disabilità o ridotte capacita motorie e – o sensoriali di ogni etnia e fascia d’età. L’intento è quello di favorire lo sviluppo personale e sociale delle persone diversamente abili. Una mission importante quella della piccola realtà che ormai da anni si batte per fornire l’opportunità a questi ragazzi e ragazze di avere una possibilità in più. «La nostra associazione – ha continuato Angela Ricciardi – offre gratuitamente dei pacchetti di ippoterapia, onoterapia, corsi di nuovo e molto altro. Inoltre cerchiamo di fornire un supporto concreto alle famiglie». L’associazione collabora con vari professionisti come psicologi, dentisti ed altro, per poter fornire un supporto a 360 gradi ai ragazzi. «Li seguiamo – ha concluso Angela – finché non ci sono dei risultati concreti. Sono situazioni difficili e noi cerchiamo di aiutare».

Insomma un’occasione per fare del bene ad una realtà in crescita e che lavora per il territorio. Mauro Ricciardi ha commentato: «Invito tutta la cittadinanza a partecipare perché tutto l’incasso verrà devoluto all’associazione: è una causa importante».        

 

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Csp: braccio di ferro tra Comune e sindacati

CIVITAVECCHIA – Bloccare gli oneri riflessi posti sulla giornata trattenuta, far recuperare ai lavoratori quanto tolto ingiustamente e restituire parte o tutta la giornata di solidarietà, trovando le risorse adatte. Sono questi i punti sui quali sindacati, amministrazione comunale e dirigenza di Civitavecchia Servizi Pubblici stanno discutendo in questi giorni. Oggi si terrà un nuovo incontro, nell’ambito delle procedure di raffreddamento avviate la scorsa settimana, anche alla luce del passaggio da amministratore unico a consiglio di amministrazione a tre membri disposto dal consiglio comunale. Una decisione che non è piaciuta ai lavoratori, ai quali si stanno chiedendo sacrifici per raggiungere un risparmio aziendale e tenere in piedi la società e che vedono invece aumentare le spese proprio con il ricorso a due nuove figure dirigenziali. La manovra ha comunque accelerato la richiesta da parte dei sindacati.

Lo ha confermato il neo segretario della Uil Giancarlo Turchetti, che ha spiegato come “le cose non vanno come dovrebbero”. Il rischio di creare una Hcs, con gli stessi problemi della precedente società e soltanto con una denominazione differente, si concretizza giorno dopo giorno. “Avevamo chiesto di non toccare Cda o livelli – ha spiegato – almeno finché non si era in grado di restituire quanto dovuto ai lavoratori, e invece si è proceduto in modo differente. C’è preoccupazione, anche perché in questi mesi non si è vista quell’evoluzione rispetto ad un piano industriale di sviluppo, come avevamo chiesto, anche attraverso la piattaforma presentata al Comune, nella quale come sindacati indicavamo anche possibili servizi aggiuntivi per incrementare le entrate. E invece niente di tutto questo. Anzi, si chiedono maggiori prestazioni a fronte però di contratti di servizio stipulati ad un costo minore rispetto al precedente”. Tanto che agli stessi sindacati, in modo più o meno velato, proprio nel corso di uno degli incontri, sarebbe stata prospettata la minaccia della privatizzazione dei servizi. Un punto sul quale la Uil non transige. “Quando abbiamo siglato l’accordo per il passaggio a Csp – ha ricordato – lo abbiamo fatto a due condizioni: il mantenimento dei servizi pubblici e di tutti i posti di lavoro. L’accordo inoltre prevedeva riunioni periodiche e decisioni concordate; questione questa disattesa”.

Anomalie, criticità ed allarmismi accompagnano questi primi mesi della NewCo, con i lavoratori pronti a mettere in atto azioni di protesta nel caso in cui non si riesca a trovare un accordo. Oggi si terrà un nuovo vertice tra Cgil, Cisl e Uil, amministrazione comunale e Csp, per verificare la possibilità di reperire le risorse per la restituzione della giornata ai dipendenti della società. “Altrimenti – ha concluso Turchetti – siamo pronti ad andare avanti con le diverse azioni possibili”.

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